AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 11 novembre 2010 | Ingegneri.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 11 novembre 2010

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 11 novembre 2010 - Approvazione del nuovo codice etico. (Deliberazione n. 577/10/CONS). (10A14867) - (GU n. 290 del 13-12-2010 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 11 novembre 2010

Approvazione del nuovo codice etico. (Deliberazione n. 577/10/CONS).
(10A14867)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nelle sue riunioni di Consiglio del 28 ottobre 2010 e dell’11
novembre 2010;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, istitutiva dell’Autorita’
per le garanzie nelle comunicazioni;
Visto in particolare l’art. 1, comma 9, della menzionata legge n.
249/1997, il quale prevede che l’Autorita’ adotti regolamenti sulle
modalita’ operative e comportamentali del personale, dei dirigenti e
dei componenti dell’Autorita’ attraverso l’emanazione di un documento
denominato codice;
Visto il codice etico adottato con la delibera n. 18/98, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 169 del 22
luglio 1998, e successivamente modificato con la delibera n.
17/04/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 169 del 22 luglio 1998;
Visti gli atti preparatori;
Udita la relazione del presidente;

Delibera:

Articolo unico
Approvazione del nuovo codice etico
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni

1. L’Autorita’ adotta, ai sensi dell’art. 1, comma 9, della legge
n. 249/1997, il nuovo codice etico, riportato in allegato A alla
presente delibera, di cui costituisce parte integrante e sostanziale.
2. La presente delibera entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
3. La presente delibera, unitamente al nuovo codice etico, e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel
Bollettino ufficiale e nel sito web dell’Autorita’.
4. Il codice etico adottato con la delibera n. 18/98 del 16 giugno
1998 si intende abrogato dal giorno dell’entrata in vigore del nuovo
codice etico.
Roma, 11 novembre 2010

Il presidente: Calabro’

Allegato A

CODICE ETICO DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Il presente codice mira a fornire le regole di comportamento alle
quali il personale dell’Autorita’ e’ tenuto ad uniformarsi nello
svolgimento della propria attivita’ di servizio, caratterizzata da
particolare delicatezza in quanto coinvolge rilevanti interessi
economici ed incide su fondamentali interessi sociali sottesi al
settore delle comunicazioni, nonche’ nella propria vita sociale, in
cui la condotta deve essere ispirata ai canoni di dignita’ e di
decoro in coerenza con la qualita’ della funzione esercitata.

Art. 1.
Definizioni

Nel presente codice:
a) per Autorita’ si intende l’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni;
b) per componenti si intendono i membri del consiglio
dell’Autorita’;
c) per ufficio si intende una delle unita’ organizzative di primo
livello che compongono la struttura dell’Autorita’;
d) per responsabile dell’ufficio si intende colui che e’ preposto
alla direzione dell’unita’ organizzativa;
e) per dipendenti si intendono i dipendenti di ruolo, i
dipendenti con contratto a tempo determinato e il personale in
posizione di comando, distacco o fuori ruolo presso l’Autorita’.

Art. 2.
Ambito di applicazione

1. Le disposizioni del presente codice si applicano ai dipendenti
di ruolo dell’Autorita’, al personale appartenente ad altre
amministrazioni e in posizione di comando, distacco o fuori ruolo
presso l’Autorita’, ai dipendenti dell’Autorita’ con contratto a
tempo determinato nonche’ ai consulenti e agli esperti e
collaboratori esterni titolari di contratto a tempo determinato ai
sensi dell’art. 2, comma 30, della legge n. 481/1995 e successive
modificazioni.
2. Le disposizioni del presente codice, ad eccezione dell’art. 4,
commi 1, 2 e 3, e degli articoli 11 e 12, si applicano altresi’ al
presidente ed ai componenti dell’Autorita’, anche quando non
specificamente menzionati dalle singole disposizioni.
3. I dipendenti nonche’ i consulenti, gli esperti e collaboratori
esterni sono tenuti ad osservare le disposizioni del presente codice
a decorrere dall’assunzione in servizio presso l’Autorita’ ovvero
dalla sottoscrizione del relativo contratto, salvo specifiche
clausole inserite nei contratti individuali per particolari figure
professionali o nei contratti di consulenza ai sensi dell’art. 7 del
regolamento concernente il trattamento giuridico ed economico del
personale.

Art. 3.
Disposizioni di carattere generale

1. Le disposizioni del presente codice costituiscono
specificazioni degli obblighi di imparzialita’, indipendenza,
riservatezza, diligenza e lealta’ che discendono dalle norme
costituzionali, in particolare dagli articoli 54 e 97 Cost., e
qualificano il corretto comportamento dei dipendenti pubblici, i
quali sono tenuti ad adempiere le funzioni pubbliche con disciplina
ed onore al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialita’
dell’amministrazione.
2. L’esigenza della puntuale osservanza dei precetti di corretto
comportamento da parte dei componenti e dei dipendenti, immanente
allo svolgimento di ogni attivita’ pubblica, assume particolare
rilievo presso l’Autorita’ per la notevole delicatezza delle funzioni
da questa svolte, che coinvolgono rilevanti interessi economici ed
incidono su fondamentali interessi sociali sottesi al settore delle
comunicazioni, nonche’ in ragione della peculiare posizione di
indipendenza riconosciuta alle Autorita’ di regolazione
nell’ordinamento interno e comunitario.

Art. 4.
Comportamenti nell’esecuzione della prestazione di lavoro

1. Il dipendente, consapevole delle funzioni assegnate dalla
legge all’Autorita’, svolge i propri compiti ogni giorno con elevato
impegno ed ampia disponibilita’, disimpegnando gli incarichi
affidatigli e assumendo lealmente le connesse responsabilita’.
2. Il dipendente, in relazione alla funzione svolta, cura
costantemente il proprio aggiornamento professionale nelle materie di
competenza dell’Autorita’.
3. Il comportamento del dipendente e’ volto a stabilire rapporti
di fiducia e collaborazione tra l’Autorita’ e i soggetti interessati,
a qualunque titolo, all’attivita’ da essa svolta. A tal fine, sia
nelle comunicazioni scritte che in quelle orali, il dipendente
manifesta disponibilita’ e cortesia utilizzando un linguaggio chiaro,
motivando le sue risposte e collaborando, per quanto possibile, ad
individuare la soluzione dei problemi.
4. Il dipendente non utilizza a fini privati le informazioni di
cui dispone per ragioni di ufficio, non fornisce informazioni in
merito a questioni in corso di valutazione presso l’Autorita’ e si
astiene dal manifestare opinioni e giudizi su specifici affari sui
quali l’Autorita’ si debba pronunciare.

Art. 5.
Comportamenti nella vita sociale

1. I componenti e i dipendenti, nei rapporti privati:
a) evitano l’indebito uso della loro posizione al fine di
conseguire vantaggi per se’ o per altri;
b) non intrattengono, con chi abbia interesse in procedimenti
presso l’Autorita’, rapporti tali da incidere sulla loro indipendenza
di giudizio;
c) non procedono ad operazioni economiche rilevanti che
coinvolgono direttamente imprese parti di un procedimento in corso di
istruzione presso l’Autorita’, ne’ utilizzano o forniscono per gli
stessi fini informazioni delle quali siano venuti a conoscenza in
virtu’ del loro rapporto presso l’Autorita’.

Art. 6.
Imparzialita’

1. I componenti e i dipendenti operano con imparzialita’, evitano
trattamenti di favore, respingono pressioni indebite ed assumono le
loro decisioni nella massima trasparenza, evitando di creare o di
fruire di situazioni di privilegio.
2. Nello svolgimento dei compiti:
a) i componenti e i dipendenti non assumono impegni, ne’ fanno
promesse o danno rassicurazioni in ordine a questioni che rientrino
nella competenza dell’Autorita’;
b) i componenti e i dipendenti mantengono un comportamento
imparziale in occasione di esami o di concorsi pubblici, nonche’ in
occasione di promozioni o trasferimenti;
c) i dipendenti non partecipano, se non per ragioni d’ufficio e
previa autorizzazione del responsabile, ad incontri con soggetti
interessati e su questioni attinenti l’attivita’ istituzionale.
3. I componenti e i dipendenti evitano di partecipare attivamente
e di assumere incarichi presso associazioni, circoli o altri
organismi, qualora da cio’ possano derivare obblighi, vincoli o
aspettative tali da poter interferire con l’esercizio delle funzioni
dell’Autorita’.
4. Ai componenti non e’ consentita la partecipazione attiva a
partiti politici.
5. Il componente che abbia accettato una candidatura per elezioni
politiche, amministrative o europee ne informa immediatamente per
iscritto il presidente; analogamente procede il dipendente informando
il competente ufficio dell’Autorita’ per il tramite del responsabile
dell’ufficio di appartenenza.
6. Il componente, dopo l’accettazione della candidatura e per
tutta la durata della campagna elettorale, resta sospeso
dall’incarico.
7. Il dipendente, dopo l’accettazione della candidatura e per
tutta la durata della campagna elettorale, e’ posto in aspettativa.

Art. 7.
Doni o altre utilita’

1. I componenti e i dipendenti non accettano, neanche in
occasione di festivita’, per se’ o per altri, doni o altre utilita’
da soggetti, persone fisiche o giuridiche, in qualsiasi modo
interessati dall’attivita’ dell’Autorita’, ad eccezione dei regali
d’uso, purche’ di modico valore e generalmente elargiti.
2. I componenti e i dipendenti che, indipendentemente dalla loro
volonta’, ricevono doni o altre utilita’ di non modico valore,
comunicano tempestivamente ed in forma scritta la circostanza,
rispettivamente al consiglio, nel caso del componente e del
segretario generale, o al responsabile dell’ufficio, nel caso del
dipendente, e provvedono alla loro immediata restituzione per il
tramite dei competenti uffici dell’Autorita’.
3. I componenti e i dipendenti non accettano compensi in denaro o
altre utilita’, se non di modico valore, per la partecipazione a
eventi di interesse dell’Autorita’ quali convegni, seminari,
dibattiti o altre manifestazioni similari; il rimborso delle spese di
viaggio e l’assunzione degli oneri di soggiorno da parte degli
organizzatori sono ammessi nei limiti in cui questi sono riconosciuti
agli altri omologhi partecipanti. In ogni caso, tali rimborsi ed
utilita’ devono essere dal dipendente dichiarati al competente
ufficio dell’Autorita’ per il tramite del responsabile dell’ufficio
di appartenenza del dipendente; i componenti rendono la relativa
dichiarazione al segretario generale.

Art. 8.
Obblighi di trasparenza

1. Il componente, il segretario generale e il dipendente
informano per iscritto senza ritardo, rispettivamente, il consiglio,
nel caso del componente e del segretario generale, e il segretario
generale, per il tramite del responsabile dell’ufficio, nel caso del
dipendente, degli interessi economici o finanziari, che loro, il
coniuge, parenti entro il secondo grado o soggetti conviventi,
abbiano, per quanto di loro conoscenza, con imprese operanti nei
settori di competenza dell’Autorita’. I componenti e i dipendenti
comunicano altresi’ riservatamente all’Autorita’, con cadenza
annuale, qualunque altro interesse o fatto, anche relativo a rapporti
con le imprese di settore, che ritengono comunque rilevante ai fini
dell’applicazione del presente codice etico. Tale dichiarazione e’
resa anche con riferimento, per quanto di conoscenza, ai parenti
entro il secondo grado, al coniuge o ai soggetti conviventi.
2. Nell’ipotesi in cui il dipendente riceva proposte o abbia
contatti con soggetti operanti nel settore di competenza
dell’Autorita’ che siano potenzialmente destinatari di interventi
della stessa, in vista di un nuovo rapporto di lavoro o di forme di
collaborazione o consulenza ovvero di attivita’ professionale, ne
informa tempestivamente il competente ufficio dell’Autorita’ per il
tramite del responsabile dell’ufficio di appartenenza.

Art. 9.
Astensione obbligatoria e facoltativa

1. I componenti e i dipendenti si astengono dal partecipare a
procedimenti, all’adozione di decisioni e ad ogni altra attivita’
dell’Autorita’, che possano coinvolgere rilevanti interessi economici
o finanziari o di altro genere propri o, per quanto di loro
conoscenza, di parenti entro il secondo grado o di conviventi.
2. Sussiste in ogni caso l’obbligo di astensione del componente o
del dipendente qualora abbia un parente o affine entro il secondo
grado che sia amministratore o direttore generale nell’impresa
oggetto di procedimento.
3. I componenti e i dipendenti possono chiedere di astenersi in
ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza.
4. Il dipendente, ove ricorrano i presupposti di cui alle
precedenti disposizioni, motiva per iscritto la richiesta di
astenersi al responsabile dell’ufficio, il quale decide
sull’astensione. Nelle situazioni che riguardano il presidente ed i
componenti dell’Autorita’ la comunicazione va fornita al consiglio.

Art. 10.
Riservatezza

1. Il componente e il dipendente sono tenuti, nell’esercizio
delle loro funzioni, al rigoroso rispetto del segreto d’ufficio e ad
ogni ulteriore obbligo di riservatezza inerente alla qualita’ di
pubblico ufficiale ai sensi dell’art. 2, comma 10, della legge n.
481/1995. In particolare:
a) non forniscono informazioni in merito ad attivita’
istruttorie, ispettive o di indagine in corso presso gli organi
dell’Autorita’;
b) non anticipano le domande che si intende formulare nel corso
delle audizioni e, in generale, durante lo svolgimento degli atti
istruttori;
c) non forniscono informazioni in merito a procedimenti in corso,
prima che i relativi provvedimenti siano stati ufficialmente
deliberati dagli organi dell’Autorita’ e comunicati formalmente alle
parti.
2. Il dipendente, nell’ambito delle funzioni specificamente
affidategli, consente l’accesso alle informazioni a coloro che ne
abbiano titolo, nel rispetto del segreto d’ufficio, delle
disposizioni legislative e regolamentari e degli obblighi di
riservatezza.

Art. 11.
Rapporti con i mezzi di informazione

1. I rapporti con i mezzi di informazione sono tenuti dal
presidente e, in collegamento con lui, dai componenti, nonche’ dai
dipendenti da lui espressamente incaricati.
2. L’orientamento dell’Autorita’ sulle materie di competenza e’
espresso mediante comunicati ufficiali. Ferma restando l’esigenza di
riservatezza, l’espressione della diversa opinione da parte dei
componenti deve avvenire con forme, modi e tempi che non siano di
pregiudizio all’Autorita’.
3. Il dipendente evita ogni dichiarazione pubblica concernente la
sua attivita’ lavorativa nonche’ ogni altra dichiarazione che possa
nuocere al prestigio ed all’immagine dell’Autorita’.
4. Il dipendente evita di intrattenere rapporti con i mezzi di
informazione e di sollecitare anche la semplice divulgazione, in
qualunque forma, di notizie inerenti all’attivita’ dell’Autorita’.
5. Nel caso in cui sia destinatario di richieste di informazione
o chiarimenti da parte di organi di informazione, il dipendente
informa tempestivamente l’ufficio dell’Autorita’ incaricato dei
rapporti con i mezzi di informazione per il tramite del responsabile
dell’ufficio di appartenenza.

Art. 12.
Attivita’ collaterali

1. I dipendenti in servizio presso l’Autorita’ hanno il dovere di
prestare la loro opera esclusivamente nel disimpegno delle funzioni
affidategli, in forza di quanto stabilito dall’art. 2, comma 31,
della legge n. 481 del 1995.
2. I dipendenti non svolgono in alcun caso attivita’ che
impediscano o riducano l’adempimento dei compiti d’ufficio o che
contrastino con esso.
3. Il dipendente interviene in tale qualita’ a convegni,
seminari, dibattiti o manifestazioni similari solo quando gli stessi
siano adeguatamente qualificati dal punto di vista istituzionale,
tecnico o scientifico ed attinenti a materie di specifico interesse
per l’attivita’ d’ufficio e su preventiva autorizzazione del
responsabile dell’ufficio.
4. Fatti salvi i principi della liberta’ di ricerca e di
espressione, la pubblicazione, espressamente a titolo personale, di
opere, saggi, articoli di stampa da parte del dipendente su materie
di competenza dell’Autorita’ e’ preventivamente comunicata al
responsabile dell’ufficio. E’ richiesta la preventiva autorizzazione
di quest’ultimo allorche’ opere, saggi o articoli siano redatti o
firmati dal dipendente in tale veste.

Art. 13.
Comitato etico

1. Il consiglio nomina un comitato etico composto da almeno tre
persone, di notorio prestigio, indipendenza ed autorevolezza morale,
che esercitino o abbiano esercitato le funzioni di magistrato delle
giurisdizioni superiori o di professore universitario di materie
giuridiche. Il piu’ anziano di eta’ esercita le funzioni di
presidente e convoca il comitato. La delibera di nomina e’ pubblicata
sul sito web dell’Autorita’ e reca in allegato i curricula dei membri
del comitato medesimo.
2. Il comitato etico valuta la corretta applicazione delle norme
del presente codice e propone la soluzione di casi concreti; esso si
avvale della collaborazione, tecnica e di documentazione, degli
uffici dell’Autorita’.
3. Per lo svolgimento della propria attivita’ il comitato puo’
procedere d’ufficio, informandone il consiglio, oppure su investitura
del consiglio dietro proposta del presidente. Il comitato puo’
indirizzare al consiglio richieste di chiarimenti e di informazioni
in relazione a fatti o a comportamenti dei quali sia venuto a
conoscenza.
4. Il comitato etico riferisce al consiglio, che e’ chiamato ad
adottare le eventuali decisioni del caso.
5. Nell’ipotesi in cui, nei fatti sottoposti al suo esame, il
comitato ravvisi gli estremi per l’avvio di un procedimento
disciplinare a carico di dipendenti, ne riferisce al consiglio per le
determinazioni di competenza. Analogamente procede nel caso in cui
ritenga che non sussistano estremi di rilevanza disciplinare.
6. Per i componenti dell’Autorita’ le funzioni del comitato etico
sono esercitate dal consiglio, sentito, salvo casi di manifesta
infondatezza, il parere del comitato stesso, che viene richiesto dal
consiglio su proposta del presidente.

Art. 14.
Aggiornamento del codice etico

1. Il consiglio, anche sulla scorta dei suggerimenti provenienti
dal comitato etico, puo’ provvedere a modificare ed integrare le
disposizioni del presente codice.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 11 novembre 2010

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