AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 21 maggio 2008 | Ingegneri.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 21 maggio 2008

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 21 maggio 2008 - Fissazione dei criteri per la formulazione dei prezzi di terminazione degli operatori alternativi al fine di dare ottemperanza alla decisione del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 4888/07 del 10 luglio 2007. (Deliberazione n. 39/08/CIR). (GU n. 132 del 7-6-2008 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 21 maggio 2008

Fissazione dei criteri per la formulazione dei prezzi di terminazione
degli operatori alternativi al fine di dare ottemperanza alla
decisione del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 4888/07 del 10
luglio 2007. (Deliberazione n. 39/08/CIR).

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per le infrastrutture e le reti
del 21 maggio 2008;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003 ed,
in particolare, gli articoli 19 e 44;
Vista la delibera n. 11/03/CIR, recante «Approvazione dell’offerta
di riferimento per l’anno 2003 di Telecom Italia», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 198 del 27 agosto
2003;
Vista la delibera n. 417/06/CONS, recante «Mercati della raccolta,
terminazione e transito delle chiamate nella rete telefonica pubblica
fissa, valutazione di sussistenza del significativo potere di mercato
per le imprese ivi operanti e obblighi regolamentari cui vanno
soggette le imprese che dispongono di un tale potere (mercati n. 8, 9
e 10 fra quelli identificati dalla raccomandazione sui mercati
rilevanti dei prodotti e dei servizi della Commissione europea)»,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 208
del 7 settembre 2006;
Vista la decisione del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 4888/07
del 10 luglio 2007, pubblicata il successivo 21 settembre 2007, con
la quale si accoglie in parte l’appello di Telecom Italia S.p.A.
avverso la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio, Sezione
II, n. 1773/06, pubblicata in data 8 marzo 2006, e, quindi, si
dichiara l’illegittimita’, in parte qua, della delibera n. 11/03/CIR;
Vista la delibera n. 110/07/CIR, recante «Definizione della
controversia Fastweb S.p.A./Telecom Italia S.p.A. in materia di
tariffe di interconnessione inversa», pubblicata sul sito web
dell’Autorita’ il 9 ottobre 2007;
Vista la delibera n. 251/08/CONS, del 14 maggio 2008, recante
«Modifiche all’art. 40 della delibera n. 417/06/CONS, a seguito
dell’applicazione del modello volto alla determinazione dei costi di
terminazione per un operatore alternativo efficiente»;
Considerato che la predetta decisione del Consiglio di Stato ha
dichiarato illegittima la delibera n. 11/03/CIR nella misura in cui
la medesima ometteva la fissazione di specifici criteri di
ragionevolezza e proporzionalita’ per i prezzi di terminazione degli
operatori alternativi e mancava di definire un limite temporale o un
percorso regolatorio temporalmente certo per l’attenuazione nel tempo
della misura asimmetrica in questione;
Considerato che la predetta decisione del Consiglio di Stato, nel
mentre non determina il venir meno della misura asimmetrica contenuta
nell’art. 4, comma 3, della delibera n. 11/03/CIR impugnata, impone
pero’ all’Autorita’ di determinare fin dall’entrata in vigore di tale
misura criteri di ragionevolezza e proporzionalita’ e limiti
temporali certi, da utilizzare anche in fase di definizione delle
controversie inerenti all’applicazione della predetta delibera ed
aventi ad oggetto la fissazione dei prezzi di terminazione inversa;
Ritenuto che deve darsi ottemperanza alla pronuncia del Giudice
amministrativo, adempimento che richiede la definizione dei predetti
criteri di ragionevolezza e proporzionalita’, sia pure con limitato
riferimento ai rapporti per i quali esistono procedimenti di
contenzioso, per non avere gli operatori mai concordato tra loro la
misura dei prezzi di terminazione, e che devono conseguentemente
ritenersi rapporti ancora pendenti;
Vista la delibera n. 111/07/CIR, recante «Avvio del procedimento di
fissazione dei criteri per la formulazione dei prezzi di terminazione
degli operatori alternativi al fine di dare ottemperanza alla
decisione del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 4888/07 del
10 luglio 2007» del 25 settembre 2007, con la quale e’ stato avviato,
ai sensi della legge n. 241/1990, e successive modificazioni ed
integrazioni, il procedimento di ottemperanza per la definizione dei
predetti criteri, assicurando il debito contraddittorio con gli
operatori interessati;
Considerato che la delibera n. 111/07/CIR e’ stata notificata, in
data 1° ottobre 2007 alle societa’ Telecom Italia S.p.A., e Fastweb
S.p.A. in data 3 ottobre 2007 alla societa’ Freeway S.r.l. ed in data
11 ottobre 2007 alla societa’ Multilink S.p.A.;
Considerato che la delibera n. 111/07/CIR e’ stata altresi’
notificata, in data 26 ottobre 2007, alla societa’ Brennercom S.p.A.,
in quanto anch’essa parte interessata;
Visti i documenti prodotti, nel corso del procedimento di cui alla
presente delibera, dagli operatori Telecom Italia S.p.A. e Fastweb
S.p.A., pervenuti in data 11 ottobre 2007 con le note prot. 60237 e
prot. 60510 rispettivamente, la cui sintesi e’ riportata in allegato
A alla presente delibera.
Considerato quanto segue:
Telecom Italia, nel contestare le modalita’ ed i termini di
attuazione della decisione 4888/2007 del Consiglio di Stato di cui
alla delibera n. 111/07/CIR, sottolinea che, secondo detta sentenza,
la misura asimmetrica contenuta nella delibera n. 11/03/CIR
«…doveva essere accompagnata da adeguati criteri di ragionevolezza
e di proporzionalita’ e da limiti temporali certi. Criteri e limiti
che sono stati previsti con la menzionata delibera n. 417/06/CONS, ma
che erano assenti nell’impugnata delibera n. 11/03/CIR».
Si rileva, al riguardo, che la decisione 4888/2007 del Consiglio
di Stato, se da un lato definisce la parziale illegittimita’ della
delibera n. 11/03/CIR «nella parte in cui e’ stata omessa la
fissazione di specifici criteri di ragionevolezza e proporzionalita’
per i prezzi di terminazione degli operatori alternativi ed e’ stata
omessa la fissazione di un limite temporale certo o di un percorso
regolatorio, anche temporalmente certo, per l’attenuazione nel tempo
della misura asimmetrica in questione», dall’altro pero’, gia’
riconosce che tali criteri e limiti sono invece previsti dalla
delibera n. 417/06/CONS.
Ed e’ a tali criteri e limiti, quelli previsti dalla delibera
n. 417/06/CONS, a cui la stessa Decisione fa riferimento quando
«impone all’Autorita’ di determinare fin dall’entrata in vigore delle
misure contenute nei due atti impugnati del 2003 i suddetti criteri e
limiti, da utilizzare anche in sede di definizione delle controversie
poste a valle della delibera n. 11/03/CIR ed aventi ad oggetto la
fissazione dei prezzi di terminazione degli operatori alternativi».
Secondo Telecom Italia, l’impostazione della delibera
n. 111/07/CIR sarebbe viziata ab origine, poiche’ non prevedrebbe
criteri di ragionevolezza e di proporzionalita’. Telecom Italia
ritiene inoltre che il prezzo massimo di terminazione degli OLO debba
essere unicamente quello che si determinerebbe in applicazione del
modello contabile dell’OLO efficiente.
Al riguardo occorre precisare che la predisposizione del modello,
piu’ volte richiamato da Telecom Italia, e’ finalizzata a definire un
percorso di riduzione (glide path) dei prezzi asimmetrici degli
operatori alternativi che conduca gli stessi ad un valore obiettivo
unico e simmetrico rispetto al prezzo di Telecom Italia. Come risulta
dalla delibera conclusiva della definizione del modello contabile di
cui trattasi – delibera n. 251/08/CONS del 14 maggio 2008 – i
risultati ottenuti dal modello definiscono il raggiungimento del
valore obiettivo simmetrico al 1° luglio 2010. Il glide path dunque,
parte da prezzi giustificati dai costi effettivamente sostenuti
(valutati in ogni caso alla luce della normativa di riferimento in
materia di contabilita’ regolatoria) per giungere al prezzo obiettivo
ottenuto dal modello bottom up del teorico operatore efficiente.
Sarebbe pertanto sproporzionata nei confronti degli operatori
notificati l’imposizione immediata (e riferita ad un periodo
temporale largamente antecedente alla definizione delle misure
regolamentari vigenti ad oggi) dei risultati del modello, senza dar
loro il tempo di adeguare le proprie scelte industriali e commerciali
al fine di raggiungere la sostenibilita’ del prezzo obiettivo. Del
resto, tale applicazione risulterebbe anche sproporzionata ed
esorbitante rispetto alle specifiche richieste del Consiglio di
Stato.
Le recenti riflessioni svolte a livello nazionale e comunitario
sull’uso di un modello nella definizione dei prezzi di terminazione
presuppongono, come dato di partenza, proprio l’esistenza di un
marcato divario tra le tariffe. Con la recente delibera la delibera
n. 251/08/CONS e con i nuovi valori di glide path ivi definiti, la
previsione di tariffe asimmetriche e’ gia’ stata inserita, con il
pieno avallo della Commissione europea, in un preciso percorso
regolatorio temporalmente definito (le cui scadenze possono percio’
qui semplicemente essere richiamate e confermate).
Ora, Telecom Italia intenderebbe invece oggi, a ritroso,
radicalmente abbattere il suddetto divario, ora per allora, con il
pretesto della necessita’ d…

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AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 21 maggio 2008

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