AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 23 marzo 2011 | Ingegneri.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 23 marzo 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 23 marzo 2011 - Procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (SIC) per l'anno 2009. (Deliberazione n. 126/11/CONS). (11A04199) (GU n. 78 del 5-4-2011 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 23 marzo 2011

Procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del
sistema integrato delle comunicazioni (SIC) per l’anno 2009.
(Deliberazione n. 126/11/CONS). (11A04199)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella sua riunione di Consiglio del 23 marzo 2011;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997,
n.177 – supplemento ordinario n. 154;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 recante «Testo
unico della radiotelevisione», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 208 del 7 settembre 2005 – supplemento
ordinario n.150;
Visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 recante
«Attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di
determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
televisive», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 29 marzo 2010, n. 73, che, riformando il Testo unico
della radiotelevisione, lo ha rinominato «Testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici»;
Vista la delibera n. 555/10/CONS, recante «Procedimento per
l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del Sistema
Integrato delle Comunicazioni», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 15 novembre 2010, n. 267;
Vista la delibera n. 116/10/CONS, recante «Modifica della delibera
n. 129/02/CONS recante disposizioni relative all’Informativa
Economica di Sistema», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 6 maggio 2010, n. 104;
Considerato che il testo unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici, nell’assegnare all’Autorita’ il compito della
valutazione delle dimensioni economiche del Sistema Integrato delle
Comunicazioni (SIC) individua, all’art. 2, comma 1, lettera l), le
specifiche «aree di attivita’ economica» che compongono il SIC,
dispone, all’art. 43, comma 9, che i soggetti tenuti all’iscrizione
nel registro degli operatori di comunicazione non possono conseguire
ricavi superiori al venti per cento dei ricavi complessivi del SIC,
nonche’ prevede, all’art. 43, comma 10, le specifiche «voci di
ricavo» da considerare ai fini della valorizzazione del SIC;
Vista la delibera n. 627/10/CONS, recante «Avvio del procedimento
per la valutazione delle dimensioni economiche del Sistema Integrato
delle Comunicazioni (SIC) per l’anno 2009», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 28 dicembre 2010, n. 302;
Udita la relazione dei commissari Stefano Mannoni e Sebastiano
Sortino, relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

Valutazione delle dimensioni economiche
del Sistema Integrato delle Comunicazioni

1. L’Autorita’ approva la valutazione delle dimensioni economiche
del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) per l’anno 2009, il
cui testo, riportato nell’allegato A, costituisce parte integrante
della presente delibera.
Avverso il presente provvedimento puo’ essere presentato ricorso al
Tribunale amministrativo regionale del Lazio, entro sessanta giorni
dalla data di comunicazione del provvedimento stesso (articoli 135,
comma 1, lettera b), e 119, comma 2, del codice del processo
amministrativo), ovvero puo’ essere proposto ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 8, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199,
entro il termine di centoventi giorni dalla data di comunicazione del
provvedimento stesso.
Il presente provvedimento e’ pubblicato integralmente nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito web
dell’Autorita’.
Roma, 23 marzo 2011

Il presidente: Calabro’
I commissari relatori: Mannoni – Sortino

Allegato A alla Delibera n. 126/11/CONS

SISTEMA INTEGRATO DELLE COMUNICAZIONI:
RISULTANZE DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE DELLE DIMENSIONI
ECONOMICHE PER L’ANNO 2009

Premessa
Il presente documento illustra le risultanze del processo di
valutazione delle dimensioni economiche del Sistema Integrato delle
Comunicazioni (SIC) per l’anno 2009. Le competenze dell’Autorita’
nell’ambito del SIC sono dettate dall’articolo 43 del Decreto
legislativo 31 luglio 2005 n. 177 (Testo unico della
radiotelevisione), di recente riformato dal Decreto legislativo 15
marzo 2010 n. 44 (Decreto Romani), che ne ha, tra l’altro, modificato
la denominazione in Testo unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici (TUSMAR).

La norma, rimasta sostanzialmente invariata a seguito della riforma
sopra menzionata, recita, al comma 9, che “[f]ermo restando il
divieto di costituzione di posizioni dominanti nei singoli mercati
che compongono il sistema integrato delle comunicazioni, i soggetti
tenuti all’iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione
costituito ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5),
della legge 31 luglio 1997, n. 249, non possono ne’ direttamente, ne’
attraverso soggetti controllati o collegati ai sensi dei commi 14 e
15, conseguire ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi
complessivi del sistema integrato delle comunicazioni.”

Nel comma successivo, inoltre, l’articolo 43 precisa che “[i]
ricavi di cui al comma 9 sono quelli derivanti dal finanziamento del
servizio pubblico radiotelevisivo al netto dei diritti dell’erario,
da pubblicita’ nazionale e locale anche in forma diretta, da
televendite, da sponsorizzazioni, da attivita’ di difusione del
prodotto realizzata al punto vendita con esclusione di azioni sui
prezzi, da convenzioni con soggetti pubblici a carattere continuativo
e da provvidenze pubbliche erogate direttamente ai soggetti esercenti
le attivita’ indicate all’articolo 2, comma 1, lettera s), da oferte
televisive a pagamento, dagli abbonamenti e dalla vendita di
quotidiani e periodici inclusi i prodotti librari e fonografici
commercializzati in allegato, nonche’ dalle agenzie di stampa a
carattere nazionale, dall’editoria elettronica e annuaristica anche
per il tramite di internet e dalla utilizzazione delle opere
cinematografiche nelle diverse forme di fruizione del pubblico.”

La necessita’ di verificare il rispetto del suddetto limite del 20%
impone, pertanto, all’Autorita’ di procedere annualmente alla
valorizzazione economica del Sistema Integrato delle Comunicazioni 1

———-
1 1 Cfr. delibere nn. 341/06/CONS, 81/08/CONS, 270/09/CONS e
555/10/CONS.

Di seguito, vengono esposti i principali risultati relativi al
processo che ha condotto alla determinazione del valore economico del
SIC per l’anno 2009, e al calcolo delle quote dei principali
operatori nel SIC.

Per quanto concerne gli aspetti di carattere metodologico, si
rileva che, al fine della valorizzazione della dimensione economica
di tale aggregato, e’ stato infatti possibile utilizzare -per i
seguenti ambiti: servizi media audiovisivi, radio, stampa quotidiana
e periodica, agenzie di stampa, editoria elettronica – i dati e le
informazioni comunicate dai soggetti obbligati all’Informativa
Economica di Sistema (IES). Specifiche richieste di informazioni,
pertanto, sono state inviate al solo scopo di valorizzare le aree
economiche, di cui all’art. 2, comma 1, lett. s), del TUSMAR, non
incluse nell’ambito di operativita’ della IES – il cinema, la
pubblicita’ esterna, l’annuaristica, le iniziative di comunicazione
di prodotti e servizi e le sponsorizzazioni – per la stima delle
quali, in conformita’ con i precedenti cicli di analisi, si e’ fatto
ricorso a fonti esterne. In tale ultimo caso, la Nota metodologica
presente all’inizio del relativo paragrafo chiarira’ in dettaglio le
modalita’ di valorizzazione dell’area economica.

1. Il Sistema Integrato delle Comunicazioni nel 2009

Nel 2009, il valore complessivo del Sistema Integrato delle
Comunicazioni si e’ attestato sui 23 miliardi di euro (v. Tabella 1).
L’area radiotelevisiva rappresenta, con il 40,4% (pari a circa 9,3
miliardi di euro), l’ambito con la maggiore incidenza sul totale
delle risorse economiche. Segue la stampa, quotidiana e periodica,
con il 28,5%, pari a circa 6,5 miliardi di euro. Il comparto
editoriale e’ completato dai ricavi derivanti dall’editoria
annuaristica e da quella elettronica, pari complessivamente a circa
1,3 miliardi di euro (5,8% del SIC). L’ammontare raggiunto dal
settore cinematografico e’ invece pari a 1,2 miliardi di euro.
Completa l’area classica del comparto pubblicitario la pubblicita’
esterna, che, nel 2009, incide per il 2,1% sui ricavi complessivi del
SIC (492 milioni di euro).

Tabella 1 – Ricavi complessivi del SIC e delle relative
aree economiche

———————————————————————
Aree economiche Ricavi(Mln €) Incidenza
di cui all’art. 2, comma 1, 2008/2009 sul totale
lett. s), TUSMAR 2008 2009 (2009)
———————————————————————
1. Servizi di media 9.465,14 9.287,15 -1,9% 40,4%
audiovisivi e radio
———————————————————————
2. Stampa quotidiana
e periodica 7.426,90 6.554,51 -11,7% 28,5%
(e agenzie di stampa)
———————————————————————
3. Editoria annuaristica
ed elettronica anche per 1.360,15 1.341,91 -1,3% 5,8%
il tramite di internet
———————————————————————
4. Cinema 1.328,28 1.224,14 -7,8% 5,3%
———————————————————————
5. Pubblicità esterna 602,00 492,00 -18,3% 2,1%
———————————————————————
6. Iniziative di
comunicazione di prodotti 3.770,05 3.821,87 1,4% 16,6%
e servizi
———————————————————————
7. Sponsorizzazioni 295,65 271,86 -8,0% 1,2%
———————————————————————
Totale 24.248,16 22.993,44 -5,2% 100,0%
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali e fonti varie

Quanto alle iniziative di comunicazione di prodotti e servizi e
alle sponsorizzazioni, queste aree superano complessivamente i 4
miliardi di euro, pari a circa il 17,8% del totale delle risorse.

L’andamento negativo del SIC nel suo complesso appare in linea con
il decremento del PIL registrato a livello nazionale e tale riduzione
ha riguardato soprattutto il comparto pubblicitario (vedi par. 3).

1.1 Servizi di media audiovisivi e radio

Il processo di valorizzazione del SIC per l’area radiotelevisiva e’
stato realizzato mediante l’utilizzo dei dati e delle informazioni
comunicate dai soggetti obbligati all’Informativa Economica di
Sistema (IES), cui si e’ aggiunta un’opera di verifica e riscontro da
parte dell’Autorita’.

Si evidenzia altresi’ che, alla luce della riforma sopra menzionata
del Testo unico della radiotelevisione, ad opera del Decreto Romani,
nel settore dei servizi di media audiovisivi rientrano anche le
attivita’ riferibili alla c.d. web tv, disciplinate dall’Autorita’
con delibera n. 606/10/CONS e delibera n. 607/10/CONS 2 .

———-
2 In particolare, le delibere nn. 606/10/CONS e 607/10/CONS hanno
ad oggetto, rispettivamente, il Regolamento concernente la
prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su
altri mezzi di comunicazione elettronica ai sensi dell’art. 21,
comma 1-bis, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici e il Regolamento in materia di fornitura di servizi di
media audiovisivi a richiesta ai sensi dell’articolo 22-bis del
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici.

Nota metodologica

L’utilizzo dei dati relativi all’IES ha consentito di analizzare
tali aree attraverso le informazioni acquisite direttamente dai
soggetti operanti in questi ambiti editoriali (emittenti) e
pubblicitari (concessionarie).

Risultati dell’analisi

Nell’anno 2009, come anticipato, i ricavi complessivi dell’area
economica “Servizi di media audiovisivi e radio” sono pari a 9.287
milioni di euro, con un decremento dell’1,8% rispetto all’anno
precedente. Tale andamento nonche’ la ripartizione dei ricavi tra le
due macrocategorie merceologiche, Servizi di media audiovisivi e
Radio, sono riportati nella Tabella 2 3 .

———-
3 Secondo quanto previsto dal dettato normativo (art. 43, comma 10,
del TUSMAR), i ricavi che hanno contribuito alla valorizzazione
dell’area economica radiotelevisiva sono quelli relativi al
finanziamento del servizio pubblico al netto dei diritti
dell’erario, alla pubblicita’ nazionale e locale anche in forma
diretta, alle televendite, alle sponsorizzazioni, alle convenzioni
con soggetti pubblici a carattere continuativo, alle provvidenze
pubbliche nonche’ alle offerte televisive a pagamento.

Tabella 2 – Struttura dei ricavi dell’area economica ”
Servizi di media audiovisivi e radio”

———————————————————————
Ricavi (Mln €) Incidenza
2008/2009 sul totale
2008 2009 (2009)
———————————————————————
8.750,27 8.589,73 -1,8% 92,5%
———————————————————————
SERVIZI DI MEDIA
AUDIOVISIVI

di cui:
Televisione gratuita 5.848,92 5.419,90 -7,3% 58,4%
Televisione a pagamento 2.901,35 3.169,83 9,3% 34,1%
———————————————————————
RADIO 714,86 697,42 -2,4% 7,5%
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

I dati confermano la prevalenza dei ricavi derivanti dalla
televisione in chiaro che, nel 2009, rappresenta ancora il 58,4%
dell’area economica in esame, mentre la componente a pagamento
raggiunge il 34,1% dell’intero sistema radiotelevisivo. Tuttavia,
rispetto all’anno 2008, la televisione in chiaro ha registrato una
significativa diminuzione (- 7,3%) dovuta in larga parte alla crisi
che ha coinvolto il comparto pubblicitario, mentre si rileva un
incremento sostenuto dei ricavi della televisione a pagamento
(+9,3%).

1.1.1 Servizi di media audiovisivi

Come osservato in precedenza, la valorizzazione del settore
televisivo (gratuito e a pagamento) e’ stata formulata attraverso il
ricorso ai dati e alle informazioni contenute nella IES.

Le tabelle successive illustrano l’articolazione dei ricavi totali
prima per la componente relativa alla televisione gratuita, poi per
quella della televisione a pagamento.

Nel 2009, la televisione gratuita ha realizzato 5.419 milioni di
euro di introiti riconducibili al SIC (v. Tabella 3),
corrispondenti, come detto, al 58,4% dell’area radiotelevisiva, di
cui 1.531 milioni di euro derivanti dal finanziamento del servizio
pubblico (canone) 4 , 3.732 milioni di euro dalla raccolta
pubblicitaria (nel cui valore sono ricomprese anche le televendite e
le sponsorizzazioni) e 156 milioni di euro da convenzioni e
contributi da parte di soggetti pubblici.

———-
4 L’art. 47, comma 1, del TUSMAR impone alla societa’ Rai
Radiotelevisione Italiana Spa di dotarsi di un sistema di
separazione contabile che segua uno schema di contabilita’ da
sottoporre ad approvazione da parte dell’Autorita’. In tal senso, la
delibera n. 102/05/CONS del 10 febbraio 2005, successivamente
modificata ed integrata dalla delibera n. 541/06/CONS del 20
settembre 2006, ha predisposto le regole di contabilita’ separata
della Rai. Allo scopo di pervenire ad una corretta imputazione della
quota di canone da attribuire rispettivamente all’attivita’
televisiva ed a quella radiofonica, si e’ quindi tenuto conto di
tale schema di contabilita’ separata, riferito all’esercizio 2009, e
dei relativi aggregati contabili. In particolare, il canone da
attribuire alla diffusione radiofonica (e per differenza quello
relativo all’attivita’ televisiva) e’ stato calcolato applicando al
valore totale una percentuale pari alla quota di costi diretti
attribuiti a tale attivita’ sul totale dei costi diretti imputati al
servizio pubblico (c.d. aggregato A della contabilita’ regolatoria).

Tabella 3 – Televisione gratuita

———————————————————————
Ricavi 2009 (Mln €)
———————————————————————
Canone Pubblicità Convenzioni e Totale
Provvidenze
———————————————————————
Televisione gratuita 1.531,53 3.732,28 156,09 5.419,90
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

La Tabella 4 riporta la valutazione economica della televisione a
pagamento, offerta agli utenti finali sulle varie piattaforme
trasmissive (satellite, digitale terrestre, IPTV, e mobile tv).

Tabella 4 – Televisione a pagamento

———————————————————————
Ricavi 2009 (Mln €)
———————————————————————
Convenzioni e Totale
Pay tv Pay per view Pubblicità Provvidenze
———————————————————————
Televisione
a
pagamento
2.592,31 274,92 291,87 10,73 3.169,83
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

Nel dettaglio, si osserva che la televisione a pagamento ha
realizzato, nel 2009, ricavi complessivi pari a 3.169 milioni di
euro, di cui quelli da abbonamento (pay tv) e da servizi pay per view
rappresentano la parte piu’ consistente (rispettivamente, 2.592 e 274
milioni di euro), mentre il fatturato derivante dalla raccolta
pubblicitaria e’ pari a 291 milioni di euro.

1.1.2 Radio

Passando ad analizzare l’attivita’ radiofonica, la Tabella 5
presenta la ripartizione per tipologia di ricavo degli introiti
complessivi riferiti all’anno 2009. Dei 697 milioni di euro
attribuibili alla radiofonia, 98 derivano dal finanziamento del
servizio pubblico (cfr. nota 4), 558 dalla raccolta pubblicitaria e
40 da convenzioni e provvidenze erogate dallo Stato.

Tabella 5 – Radio

———————————————————————
Ricavi 2009 (Mln €)
Canone Pubblicità Convenzioni Totale
e Provvidenze
———————————————————————
Radio 98,10 558,66 40,66 697,42
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

1.2 Editoria: stampa quotidiana e periodica, editoria annuaristica
ed elettronica anche per il tramite di internet (e agenzie di stampa)

Di seguito, vengono esposti i principali risultati relativi al
processo che ha condotto alla valutazione economica del comparto
editoriale: stampa quotidiana e periodica, comprese le agenzie di
stampa a carattere nazionale, ed editoria elettronica e annuaristica.

Nota metodologica

Il processo di valorizzazione delle aree economiche editoriali, ha,
come detto, comportato un’attivita’ di raccolta diretta dei dati
attraverso il ricorso alle informazioni contenute nella IES,
riguardanti le imprese del mercato della stampa quotidiana, gli
editori di stampa periodica, le societa’ dell’annuaristica, i
soggetti attivi nell’editoria elettronica, le agenzie di stampa a
carattere nazionale, nonche’ le concessionarie di pubblicita’
operanti in tali ambiti.

Risultati dell’analisi

Nel 2009, l’intero comparto editoriale – comprensivo delle seguenti
macroaree merceologiche: stampa quotidiana (nazionale, locale, free
press), stampa periodica, editoria annuaristica ed elettronica ed
agenzie di stampa – non raggiunge 8 miliardi di euro di ricavi
complessivi (v. Tabella 6).

Tabella 6 – Struttura dei ricavi dell’area economica ”
Editoria”

———————————————————————
Ricavi(Mln €) Incidenza sul
totale
(2009)
———————————————————————
2008 2009 2008/2009
———————————————————————
QUOTIDIANA 3.251,88 3.046,65 -6,3% 38,6%
PERIODICA 3.937,19 3.291,66 -16,4% 41,7%
ANNUARISTICA 819,26 655,00 -20,0% 8,3%
ELETTRONICA 540,89 686,91 27,0% 8,7%
AGENZIE DI STAMPA 237,83 216,20 -9,1% 2,7%
———————————————————————
Totale 8.787,05 7.896,42 -10,1% 100,0%
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

Si osserva, in particolare, una generalizzata contrazione dell’area
economica che, da un valore di 8.787 milioni di euro nel 2008, scende
a 7.896 milioni di euro l’anno successivo. Si rileva, pertanto, una
riduzione dei ricavi complessivi, pari a circa il 10,1%, che
coinvolge tutti i comparti interessati, ad eccezione dell’editoria
elettronica, l’unico ambito in cui si segnalano significativi e
strutturali segnali di crescita (+27%).

1.2.1 Editoria quotidiana

L’analisi successiva, riportata in Tabella 7, evidenzia la
composizione dei ricavi dell’editoria quotidiana.

Nell’editoria quotidiana, la componente piu’ significativa dei
ricavi e’ costituita dalla raccolta pubblicitaria, che contribuisce
per circa il 50% dei ricavi complessivi. Ai ricavi da vendita di
copie (1.291 milioni di euro) e da pubblicita’ (1.500 milioni di
euro), si

affiancano i ricavi relativi ai collaterali librari e fonografici
(139 milioni di euro) e quelli derivanti da provvidenze e convenzioni
con i soggetti pubblici (115 milioni di euro).

Tabella 7 – Editoria quotidiana

Parte di provvedimento in formato grafico

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

L’analisi dinamica evidenzia le consistenti perdite riconducibili
alla free press, che presenta una decisa contrazione, con ricavi
totali che, da 99 milioni di euro nel 2008, passano a 83 milioni nel
2009 (una riduzione che supera il 16%).

1. 2.2 Editoria periodica

Passando all’editoria periodica (v. Tabella 8), emerge che
l’eterogeneita’ del settore non consente un’analisi univoca della
composizione dei ricavi. In alcuni casi, le testate periodiche
possono avere come voce prevalente di ricavo la raccolta
pubblicitaria, mentre, in altri (specie nelle testate rivolte
all’utenza business), l’abbonamento diventa la piu’ importante fonte
di reddito per le imprese. In ogni caso, in generale, si rileva la
prevalenza, nel 2009, dei ricavi derivanti dalle vendita di copie
(1.820 milioni di euro), rispetto alla pubblicita’ (1.293 milioni di
euro), nonche’ la marginalita’ delle altre voci relative ai
collaterali librari e fonografici e alle convenzioni e provvidenze
pubbliche (rispettivamente, 154 e 23 milioni di euro).

Tabella 8 – Editoria periodica

———————————————————————
Ricavi 2009 (Mln €)
———————————————————————
Vendita di copie Pubblicità Collaterali Convenzioni e Totale
Provvidenze
———————————————————————
Periodica 1.820,36 1.293,43 154,51 23,36 3.291,66
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

Da un punto di vista dinamico, nell’ultimo anno, in questo ambito
la maggiore perdita si e’ riscontrata in relazione ai ricavi
derivanti dalla vendita di copie e dalle inserzioni pubblicitarie.

1.2.3 Editoria annuaristica ed elettronica

Nell’attivita’ di valorizzazione si e’ proceduto a distinguere
l’editoria annuaristica da quella elettronica, anche in
considerazione del fatto che appartengono ad ambiti di mercato
distinti 5 .

———-
5 Cfr. delibera n. 555/10/CONS, all. A, capitolo V.
Alla luce della recente affermazione di internet come nuova
modalita’ di offerta di contenuti editoriali, si e’ ritenuto
appropriato, per l’editoria quotidiana, periodica ed annuaristica e
per le agenzie di stampa, attribuire i ricavi da pubblicita’ on line
all’editoria elettronica, che include anche il fatturato derivante
dalla vendita di prodotti e servizi elettronici (sia on line che off
line). Inoltre, nel comparto dell’editoria elettronica sono stati
inclusi i ricavi derivanti dalla vendita di prodotti e servizi
annuaristici on-line.

Si precisa, infine, che l’Autorita’ ha riscontrato alcune
criticita’ nell’attivita’ di valorizzazione del comparto
dell’editoria elettronica, a causa di una previsione normativa che
mal si adatta alle esigenze economiche sottese alla presente analisi.
Infatti, tale nozione non e’ idonea a valorizzare tutte le forme di
comunicazione on line, non qualificabili come prodotti o servizi di
editoria elettronica, ma di equivalente rilevanza ai fini del
pluralismo (vedi par. 3).

Il valore complessivo dell’editoria annuaristica e’ stato ottenuto
computando i ricavi derivanti dalla vendita di prodotti e servizi
annuaristici in formato cartaceo e su supporti off-line, e gli
introiti generati dalla raccolta pubblicitaria su mezzo cartaceo.

Tabella 9 – Editoria annuaristica ed elettronica

———————————————————————
Ricavi 2009
(Mln €)
———————————————————————
686,91
————
di cui:
Elettronica Prodotti, servizi, abbonamenti 313,13
Pubblicità on line 370,55
Convenzioni e Provvidenze 3,24
———————————————————————
Annuaristica 655,00
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

Come gia’ sottolineato, l’editoria elettronica rappresenta l’unico
comparto dove si registrano segnali di crescita, sebbene partendo da
valori assoluti piu’ contenuti (540 milioni di euro nel 2008). Nel
2009, il valore di tale area economica raggiunge 686 milioni di euro
(v. Tabella 9), mentre l’editoria annuaristica si attesta a 655
milioni di euro.

1. 2.4 Agenzie di stampa

Con riferimento alle agenzie di stampa, si rileva come esse non
rappresentino, nella formulazione dell’art. 43, comma 10, del TUSMAR,
un’area economica, quanto piuttosto una tipologia di ricavo che
concorre alla valorizzazione del SIC. In continuita’ con i precedenti
cicli di analisi, si e’ quindi proceduto a valorizzare anche tale
marginale segmento, che, nel 2009, registra ricavi complessivi pari a
216 milioni di euro (v. Tabella 10).

Si precisa che, rispetto al precedente ciclo di valorizzazione (di
cui alla delibera n. 555/10/CONS), il numero di agenzie rilevate ha
subito una diminuzione, poiche’ alcuni soggetti, non svolgendo piu’
attivita’ a carattere nazionale, non rientrano nel disposto
dell’articolo 43, comma 10, che impone di valorizzare le sole agenzie
a carattere nazionale.

Tabella 10 – Agenzie di stampa

———————————————————————
Ricavi 2009 (Mln €)
———————————————————————
Agenzie di stampa 216,20
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

1.3 Cinema

La valutazione economica del settore cinematografico e’ stata
realizzata, in linea con i precedenti cicli di analisi, sia mediante
il ricorso a dati ed informazioni acquisiti da fonti esterne, sia
attraverso l’elaborazione di dati aziendali. Di seguito, si illustra
nel dettaglio la metodologia seguita nella valorizzazione e vengono
presentati i risultati dell’analisi.

Nota metodologica

Il valore economico dell’area in esame, in conformita’ a quanto
disposto dal Testo unico e coerentemente con i precedenti processi di
valorizzazione, comprende unicamente i ricavi concernenti la fase
conclusiva della filiera cinematografica, ossia esercizio

(proiezione in sala e raccolta diretta e indiretta di pubblicita’
nelle sale) ed altri canali di uizione diretta del prodotto
cinematografico da parte del pubblico 6 .

———-
6 In tal senso, i ricavi derivanti dalla commercializzazione dei
diritti di distribuzione delle opere cinematografiche, attraverso le
varie forme di sfruttamento del mercato televisivo (televisione in
chiaro e televisione a pagamento) non vengono inclusi nella
valorizzazione dell’area “cinema”, essendo gia’ stati computati tra
i ricavi del settore televisivo.

In particolare, nel rispetto di quanto statuito dall’art. 43, comma
10, del Testo unico, si e’ ritenuto opportuno includere nel computo:

– i ricavi derivanti dalla vendita di biglietti ed abbonamenti (box
ofice), che sono stati quantificati computando i dati sulla spesa al
botteghino rilevati annualmente dalla Societa’ Italiana Autori ed
Editori (SIAE) 7 , al netto dell’IVA (10%) e dei diritti SIAE
(2,10%)8 ;

———-
7 SIAE, Annuario dello spettacolo 2009, Tav. 91, “Spesa al
botteghino”.
8 Sono esclusi dal calcolo, non essendo riconducibili ad alcuna
delle tipologie di ricavo elencate dall’art. 43, comma 10, del Testo
unico della radiotelevisione, gli introiti derivanti dalla spesa
sostenuta dal pubblico per la fruizione di servizi collaterali (bar,
altri punti di ristoro, divertimenti, etc.).

– i ricavi da raccolta pubblicitaria. I ricavi relativi alla
pubblicita’ nazionale sono stati valorizzati sulla base dei dati
puntuali forniti all’Autorita’ dalle tre concessionarie – Sipra
S.p.a., Opus Proclama S.p.a. e MovieMedia S.r.l. – che gestiscono la
vendita degli spazi pubblicitari nelle sale cinematografiche
dislocate su tutto il territorio nazionale 9 .
Partendo da questa informazione, e considerando che gli introiti
delle predette concessionarie nazionali rappresentano l’89% dei
ricavi complessivi generati dall’attivita’ pubblicitaria
cinematografica, e’ stato possibile determinare anche il valore dei
ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria realizzata dagli
esercenti direttamente e mediante concessionarie attive in ambito
locale; 10 Partendo da questa informazione, e considerando che gli
introiti delle predette concessionarie nazionali rappresentano l’89%
dei ricavi complessivi generati dall’attivita’ pubblicitaria
cinematografica, e’ stato possibile determinare anche il valore dei
ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria realizzata dagli
esercenti direttamente e mediante concessionarie attive in ambito
locale;

———-
9 Tali concessionarie raggiungono, attraverso i circuiti di sale ad
esse associate, il 78% degli spettatori cinematografici.
10 Cfr. delibera n. 555/10/CONS, all. A.

– i ricavi derivanti dai prodotti home video (DVD, Blu-ray Disc,
VHS, UMD e HDDVD) a contenuto cinematografico, commercializzati
attraverso i tre canali di consumo finale: vendita, edicola e
noleggio. Per la valutazione economica di questa componente, sono
stati rielaborati i dati pubblicati nel Rapporto UNIVIDEO 2010,
tenendo conto soltanto dei ricavi derivanti dalla
commercializzazione dei prodotti a contenuto cinematografico, ossia
“made for cinema” (il cui contenuto ha avuto un passaggio in sala) e
“made for video” (prevalentemente opere cinematografiche destinate
al solo mercato dell’home video, senza il preliminare passaggio in
sala, almeno per quanto concerne il mercato nazionale) 11 , al netto
dell’IVA (pari al 4% per il canale edicola e al 20% per i canali
vendita e noleggio);

———-
11 Secondo le stime di settore, il made for cinema e il made for
video rappresentano congiuntamente il 90,5% di tutti i prodotti home
video commercializzati attraverso i canali “vendita” ed “edicola”,
mentre si riscontra che la quasi totalita’ dei prodotti veicolati
attraverso il canale “noleggio” ha un contenuto cinematografico.

le provvidenze pubbliche, ossia i c.d. “contributi sugli incassi”,
erogati alle imprese cinematografiche proporzionalmente al successo
ottenuto dall’opera filmica al botteghino, ai sensi dell’art. 10 del
Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 28. Il valore di tali
contributi, contabilizzati tra i ricavi all’interno dei bilanci delle
societa’, e’ stato desunto dalle informazioni riportate nella
Relazione del MiBAC sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo
Spettacolo nell’anno 2009.

Risultati dell’analisi

L’analisi condotta ha evidenziato che i ricavi afferenti all’area
economica “Cinema” raggiungono, nell’anno 2009, un valore complessivo
pari a 1.224 milioni di euro, con un decremento del 7,8% rispetto
all’anno precedente (v. Tabella 11).

Tabella 11 – Struttura dell’area economica ”
Cinema”

Parte di provvedimento in formato grafico

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali, SIAE,
UNIVIDEO, MiBAC

L’esame delle diverse risorse economiche mostra come, nell’anno
2009, gli incassi al botteghino, in crescita e pari a 592 milioni di
euro, rappresentano la principale fonte di ricavo per il settore
(48%), superando gli introiti derivanti dal segmento home video
(45%), predominante nel 2008.

Marginale risulta invece l’incidenza esercitata dalle entrate
pubblicitarie (il cui valore, per il 2009, e’ pari a 57 milioni di
euro) e dalle provvidenze pubbliche (29 milioni di euro), sebbene
queste ultime abbiano registrato un incremento del 5,3% rispetto al
2008.

1.4 Pubblicita’ esterna

La valutazione economica del comparto della pubblicita’ esterna e’
stata compiuta, in continuita’ con le precedenti analisi, sulla base
di dati forniti all’Autorita’ da fonti esterne, seguendo i criteri
metodologici e pervenendo ai risultati di seguito riportati.

Nota metodologica

Le risorse economiche del settore della pubblicita’ esterna sono
state valorizzate includendo nel computo i ricavi generati
dall’attivita’ pubblicitaria consistente in qualsiasi forma di
comunicazione promozionale ubicata lungo le strade e in spazi aperti
al pubblico, ossia poster, arredo urbano, maxi -formati,
cartellonistica esterna, insegne luminose, transit (o pubblicita’
dinamica), pubblicita’ collocata negli aeroporti e nell’ambito di
circuiti tematici (ossia negli stadi ed in altre strutture sportive,
nelle aree di servizio autostradali e nei porti).

La valutazione economica degli introiti imputabili al comparto
della pubblicita’ esterna ha presentato le medesime criticita’ emerse
nei precedenti cicli di valorizzazione e connesse all’articolata
struttura del settore, alle diverse modalita’ di realizzazione della
raccolta pubblicitaria (che, in alcuni segmenti, avviene
direttamente, in altri, attraverso l’intermediazione di
concessionarie), all’elevato numero di operatori locali che si
affiancano alle imprese nazionali, nonche’ all’esistenza di
disposizioni normative peculiari per ciascun segmento.

Alla luce delle considerazioni appena esposte, si e’ ritenuto
opportuno valorizzare i ricavi realizzati dagli operatori nel
settore della pubblicita’ esterna mediante il dato prodotto dalla
Federazione Italiana Sviluppo Pubblicita’ Esterna (FISPE). 12 .

———-
12 La rilevazione fornita da FISPE include sia i ricavi realizzati
dalle principali concessionarie di pubblicita’ esterna aderenti alla
Federazione, sia i ricavi conseguiti dalle altre concessionarie e
dai proprietari dei mezzi attraverso la raccolta pubblicitaria
diretta.

.

Risultati dell’analisi

Nell’anno 2009, l’area economica “Pubblicita’ esterna” assume un
valore pari a 492 milioni di euro, facendo registrare una sensibile
flessione dei ricavi (-18%) rispetto al 2008 (v. Tabella 12).

Tabella 12 – Ricavi complessivi dell’area economica ”
Pubblicita’ esterna”

———————————————————————
Ricavi (Mln €)
———————
2008 2009 2008/2009
———————————————————————
Pubblicità esterna 602,00 492,00 -18,3%
———————————————————————

Fonte: FISPE

1.5 Iniziative di comunicazione di prodotti e servizi e
sponsorizzazioni

La valorizzazione dei ricavi pertinenti all’area economica in esame
e’ stata compiuta, in linea con le precedenti analisi, facendo
ricorso ai dati acquisiti da fonti esterne, cui sono state
indirizzate specifiche richieste di informazioni. Nei paragrafi
successivi, vengono descritti il percorso metodologico seguito ed i
risultati dell’analisi.

Nota metodologica

L’articolo 2, comma 1, lett. s), del TUSMAR include, tra le aree
economiche che compongono il SIC, le “iniziative di comunicazione di
prodotti e servizi” e le “sponsorizzazioni”, la cui valorizzazione,
secondo quanto previsto dal successivo art. 43, comma 10, deve tener
conto dei ricavi derivanti dall'”attivita’ di diffusione del prodotto
realizzata al punto vendita con esclusione di azioni sui prezzi” e
dalle “sponsorizzazioni” diverse da quelle televisive e radiofoniche,
gia’ inclusi tra gli introiti dei rispettivi ambiti di competenza.

La determinazione del valore economico delle risorse in esame
continua a manifestare i fattori di criticita’ gia’ emersi nelle
precedenti analisi dell’Autorita’.

In primo luogo, si riscontra l’assenza di corrispondenza tra la
terminologia utilizzata dal legislatore e quella adotta dagli
operatori del settore. Nessuna delle associazioni consultate nel
corso del procedimento, infatti, e’ solita adottare la locuzione
“iniziative di comunicazione di prodotti e servizi” per riferirsi ad
un’area specifica del below the line. In linea con i precedenti cicli
di analisi, si ritiene di poter ricomprendere nella nozione di
“iniziative di comunicazione di prodotti e servizi” l’attivita’ di
promozione al consumo e presso il punto vendita.

Inoltre, si evidenzia una oggettiva difficolta’ ad identificare,
disaggregare e, dunque, attribuire un valore preciso alle diverse
componenti del below the line, le quali sempre piu’ frequentemente
vengono offerte in maniera integrata 13 . Nella maggior parte dei
casi, le iniziative di comunicazione e le sponsorizzazioni si
collocano nell’ambito di campagne uniche, le quali prevedono anche
azioni di direct marketing, relazioni pubbliche ed eventi, che, al
contrario, restano esclusi dall’ambito del SIC. Ne consegue che i
confini tra le attivita’ di comunicazione del below the line si
rivelano sempre piu’ permeabili, rendendo particolarmente
problematica, come sottolineato anche dalle stesse associazioni di
categoria, l’elaborazione di dati puntuali sui ricavi attribuibili
specificatamente all’uno o all’altro segmento, che siano, peraltro,
come prescritto dalla legge, al netto delle azioni sui prezzi e
dell’autoproduzione. In particolare, il valore

———-
13 In tal senso, delibera n. 555/10/CONS, all. A, par. 5.7, in cui
si evidenzia inoltre la netta distinzione tra le attivita’ del below
the line e quelle dei mezzi di comunicazione, nonche’ la mancanza di
valenza delle prime ai fini della tutela del pluralismo (v. par. 3).

economico delle sponsorizzazioni viene spesso rilevato
congiuntamente al valore degli eventi, rivelandosi non agevole la
stima in forma disaggregata di tale variabile.

Analogamente a quanto avvenuto nel precedente processo di
valorizzazione del SIC 14 , l’ammontare complessivo dei ricavi
imputabili alle iniziative di comunicazione ed alle sponsorizzazioni
e’ stato determinato come valore medio delle stime fornite da
AssoComunicazione (associazione che rappresenta le imprese di
comunicazione operanti a livello nazionale) ed UNICOM (associazione
che rappresenta imprese di comunicazione di piccole e medie
dimensioni, operanti prevalentemente a livello locale).

———-
14 Cfr. delibera n. 555/10/CONS, all. A.

Risultati dell’analisi

Nell’anno 2009, i ricavi complessivi afferenti alle “iniziative di
comunicazione di prodotti e servizi” sono pari a 3.821 milioni di
euro (v. Tabella 13), con un incremento dell’ 1,4% rispetto all’anno
precedente, mentre quelli relativi alle “sponsorizzazioni” risultano
pari a 271 milioni di euro, l’8% in meno rispetto al 2008.

Tabella 13 – Ricavi complessivi dell’area economica
iniziative di comunicazione e sponsorizzazioni

———————————————————————
Ricavi (Mln €)
———————
2008 2009 2008/2009
———————————————————————
Iniziative di comunicazione
di beni e servizi 3.770,05 3.821,87 1,4%

Sponsorizzazioni 295,65 271,86 -8.0%
———————————————————————
Totale 4.065,70 4.093,73 -0,7%
———————————————————————

Fonte: elaborazioni Agcom su dati AssoComunicazione ed UNICOM

2. I principali soggetti operanti nel SIC

Sulla base delle precedenti informazioni nonche’ dei dati
consolidati forniti dai maggiori gruppi di comunicazione, e’
possibile misurare la distribuzione delle quote dei principali
operatori nel SIC.

La Tabella 14 illustra la composizione di tali quote, dalla quale
emerge come nessuno dei soggetti considerati abbia realizzato, per il
2009, ricavi superiori ai limiti di cui all’articolo 43, comma 9, del
TUSMAR.

A tal riguardo, sempre con riferimento alle risorse complessive del
Sistema Integrato delle Comunicazioni, si osserva che i 6 principali
gruppi operanti nel SIC (Fininvest, RAI, News Corporation, RCS
Mediagroup, Gruppo Editoriale L’Espresso e Seat Pagine Gialle)
rappresentano congiuntamente, con 11 miliardi di euro circa, il 48%
di tale aggregato.

Tabella 14 – Principali soggetti operanti nel SIC

Parte di provvedimento in formato grafico

Fonte: elaborazioni Agcom su dati aziendali

Piu’ in dettaglio, le imprese che fanno riferimento al gruppo
Fininvest (Mediaset e Arnoldo Mondadori Editore), nel 2009,
raggiungono complessivamente il 13,34%, seguite da Rai con l’11,80%
e dal gruppo News Corporation con l’11,58% – costituito da Sky
Italia (11,32%) e Fox International Channels Italy (0,26%). Seguono
poi, con una quota di gran lunga inferiore, il gruppo RCS Mediagroup
(4,12%), il Gruppo Editoriale L’Espresso (3,68%) e Seat Pagine
Gialle (3,67%). Confrontando tali dati con quelli relativi al 2008,
si rileva che, ad eccezione del gruppo News Corporation, che ha
registrato un aumento dei ricavi pari all’1%, la posizione degli
altri principali gruppi e’ rimasta sostanzialmente invariata. La
rimanente quota del SIC pari al 51,79%, per l’anno 2009, e’
riconducibile ai restanti operatori 15 .

———-
15 Tale quota comprende, tra gli altri, Cairo Communication,
Caltagirone Editore, Class Editori, De Agostini Editore, Monrif, Il
Sole 24 Ore e Telecom Italia Media.

3. Conclusioni

Il presente procedimento ha riguardato la determinazione del valore
economico del SIC per l’anno 2009, che, come chiarito in precedenza,
e’ avvenuta, per gli ambiti di stretta pertinenza ai fini della
tutela del pluralismo dell’informazione (servizi media audiovisivi,
radio, editoria quotidiana, periodica e elettronica), mediante una
rigorosa attivita’ di raccolta diretta dei dati contenuti nella IES.
Per le rimanenti aree economiche, si e’ fatto ricorso, oltre
all’acquisizione diretta dei dati (editoria annuaristica, agenzie di
stampa, e concessionarie cinematografiche), anche a fonti esterne
(pubblicita’ esterna, cinema, iniziative di comunicazione e
sponsorizzazioni), ai fini della valorizzazione dei medesimi ambiti
di attivita’.

Il processo di valorizzazione ha mostrato come l’andamento del
settore preso nel suo complesso abbia fatto registrare, nel 2009, un
rallentamento pari al 5,2%, in linea con quanto avvenuto a livello
nazionale (nell’anno, la riduzione del PIL ai prezzi di mercato e’
stata proprio del 5,2%). La riduzione del reddito nazionale si e’
fatta sentire soprattutto nel comparto pubblicitario, che presenta
caratteristiche cicliche, mentre sono cresciute le componenti a
pagamento diretto (pay tv) e/o innovative (internet).

Dalla presente analisi e’ inoltre emerso come nessuno dei soggetti
considerati abbia realizzato, per il 2009, ricavi superiori ai limiti
di cui all’articolo 43, comma 9, del TUSMAR.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 23 marzo 2011

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