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Circolare 07/01/2001

Circolare 07/01/2001 n. 16 - Requisiti di qualificazione per appalti compresi tra Legge quadro in materia di incendi boschivi.

Circolare 07/01/2001 n. 16
Requisiti di qualificazione per appalti
compresi tra Legge quadro in materia di incendi boschivi.

La
Legge n. 353 “Legge quadro in materia di incendi boschivi” è stata
promulgata in conseguenza dei gravi incendi che hanno colpito il
patrimonio boschivo nazionale. Per conseguire gli auspicati fini di
prevenzione il legislatore ha ritenuto di dover intervenuto con un
provvedimento articolato, in cui provvede a delegare alle Regioni le
principali competenze in materia.

Lo strumento fondamentale che la
legge individua per la lotta al fenomeno degli incendi boschivi è il
“piano regionale per la programmazione delle attività di previsione,
prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi”. Con tale
strumento le Amministrazioni regionali, entro il termine di 150 giorni
dall’emanazione delle linee guida e direttive che dovranno essere
deliberate dal Consiglio dei Ministri entro il 29 gennaio 2001,
provvedono ad individuare:

le cause determinanti ed i fattori che
favoriscono il verificarsi dell’incendio;

le aree a rischio
d’incendio;

i periodi a rischio d’incendio;

gli indici di
pericolosità;

la consistenza e la localizzazione dei mezzi e delle
risorse umane per la lotta contro gli incendi;

le esigenze formative
ed informative;

la programmazione degli interventi di
prevenzione.

Di particolare rilevanza risultano essere i contenuti
dell’articolo 10 (relativo a divieti, prescrizioni e sanzioni), con
cui si prevede che le zone boscate ed i pascoli, nei quali si siano
verificati incendi, non possano avere una destinazione diversa da
quella preesistente all’incendio stesso per un periodo di almeno 15
anni. Si ritiene opportuno ricordare che in precedenza l’art. 9 della
Legge n. 47/75, che ora viene espressamente abrogato unitamente
all’intera legge, prevedeva il vincolo suddetto per un periodo
di soli 10 anni. D’altra parte, mentre la Legge n. 47/75
prevedeva un divieto a tempo indeterminato di realizzare insediamenti
o costruzioni di qualsiasi tipo nelle zone interessate dagli incendi,
il comma 1 dell’articolo 10 della Legge n. 343/2000 stabilisce in 10
anni dalla data dell’incendio la durata del divieto di realizzare
edifici nonché interventi finalizzati ad insediamenti civili e
produttivi, con la precisazione che è sempre possibile la
realizzazione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della
pubblica incolumità e dell’ambiente, o di interventi realizzati in
base ad una concessione rilasciata precedentemente all’incendio e nel
rispetto degli strumenti urbanistici vigenti a tale data.

Sono
vietate, inoltre, per 5 anni le attività di rimboschimento e di
ingegneria ambientale sostenute con finanziamenti pubblici, tranne nel
caso in cui siano autorizzate dal Ministero dell’ambiente.

Negli atti
di compravendita di aree ed immobili situati nelle zone interessate
dagli incendi e stipulati entro 15 anni dall’evento, deve essere
espressamente richiamato il vincolo quindicennale al divieto di
modifica alla destinazione d’uso dell’area. In caso contrari è
prevista la nullità dell’atto stesso.

Nel caso di violazioni del
divieto di realizzare interventi finalizzati ad insediamenti civili e
produttivi si prevede l’applicazione delle pene stabilite
dall’articolo 20 comma 1 lett. c, della Legge n. 47/85: esse
consistono nell’arresto fino a 2 anni e nell’ammenda da lire 30
milioni a lire 100 milioni, nella demolizione dell’opera e nel
ripristino dello stato dei luoghi a spese del responsabile della
violazione. Infine, nel caso in cui ricorrano gli estremi, la legge
stabilisce l’applicazione delle norme sul diritto al risarcimento del
danno ambientale (art. 18 della Legge n. 348/86).

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