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Circolare 16/05/1989

Circolare 16/05/1989 n. 4054 - Ministero per i beni culturali e ambientali - Gestione del vincolo ambientale.

Circolare 16/05/1989 n. 4054
Ministero per i beni culturali e
ambientali – Gestione del vincolo ambientale.

Come già
preavvertito con la circolare n. 3 del 31 agosto 1985, si ritiene
necessario diramare le istruzioni che seguono, derivate da un’ampia
riflessione sull’esperienza maturata nella fase di prima applicazione
della legge 431/85 e finalizzate allo snellimento funzionale delle
procedure di attuazione delle vigenti disposizioni normative
relativamente alle competenze del Ministero per i Beni Culturali e
Ambientali in materia di Opere Pubbliche e di tutela nelle zone di
particolare interesse ambientale.
1) Istruttorie delle pratiche
pervenute ai sensi delle Circolari n. 3763 del 20/04/82 e 24/06/82
della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Come è noto, le suddette
circolari prescrivono alle Amministrazioni Pubbliche di sottoporre
all’esame di questo Ministero, fin dalla fase di localizzazione, tutti
i progetti di opere pubbliche da eseguirsi su aree sottoposte a
vincolo ambientale. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 152
del 24 agosto 1986, nel ribadire la legittimità di tale prescrizioni
ha precisato che esse hanno lo scopo di consentire a questo Ministero
di poter esercitare i poteri inibitori previsti dall’art.32 del D.P.R.
616/1977. Detta normativa, non essendo in alcun modo in contrasto né
assorbita dalla successiva legge 431/85, deve considerarsi tuttora in
vigore. L’istruttoria delle suddette richieste dovrà essere eseguita
dalle SS.LL. sulla base dei seguenti criteri e modalità:
A) esame di
merito del progetto di massima previa verifica della compatibilità
ambientale dell’opera tenuto conto degli strumenti di pianificazione
vigenti sul territorio;
B) trasmissione a questo Ministero solo delle
richieste e dei progetti, che per il particolare impatto dell’opera
sul territorio o per il particolare sviluppo della stessa,
interessante aree sottoposte alla vigilanza di più Soprintendenze,
richiedano un esame in sede centrale, investendo la competenza
funzionale o territoriale di più Uffici. Non devono in ogni caso,
essere trasmesse al Ministero, ma esaminate e definite col prescritto
parere direttamente da codeste Soprintendenze le istanze concernenti:

a) gli interventi che non comportino alterazioni permanenti dello
stato dei luoghi o che prevedano l’integrale ripristino degli stessi
(fognature, condotte idriche interrate, etc…);
b) le modificazioni
non sostanziali di opere in coerenza formale e tipologica con
l’esistente;
c) le varianti non sostanziali di progetti in coerenza
formale e tipologica con quelli già in precedenza approvati;
d) la
realizzazione di manufatti accessori e di opere di sistemazione di
aree di pertinenza di edifici pubblici;
e) gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio esistente, come definiti dall’art.31 della
legge 457/78 alle lettere a, b, c, d, per quanto non esclusi
dall’art.1, comma 12 della legge 431/85;
f) i nuovi interventi
all’interno di aggregati edilizi in coerenza formale e tipologica con
l’esistente. Le richieste da trasmettere a questo Ministero dovranno
essere corredate dalla seguente documentazione:
a) studio preliminare
che consenta una sintetica valutazione delle motivazioni e delle
finalità dell’opera;
b) progetto generale e/o di massima;
c)
relazione di progetto;
d) documentazione fotografica d’insieme e di
dettaglio con indicazione dei punti di ripresa;
e) relazione
illustrativa e parere delle Soprintendenze interessate da redigersi
con riferimento alla natura ed estensione dei vincoli previa verifica
di compatibilità dell’opera e tenuto conto degli strumenti di
pianificazione vigenti sul territorio. Questo Ministero comunicherà,
quindi, il proprio parere agli Enti interessati, informandone le
SS.LL. Sarà cura delle SS.LL. vigilare sulle eventuali difformità
dell’autorizzazione, eventualmente rilasciata dagli Enti locali
rispetto a detto parere, segnalandole immediatamente a questo
Ministero e suggerendo gli eventuali provvedimenti, ai sensi della
legge 431/1985 e della legge 47/85.
2) Istruttoria delle pratiche
pervenute ai sensi dell’art.1 della legge 8 agosto 1985 n. 431.
2.1.
Opere Pubbliche di Amministrazioni Statali anche ad ordinamento
autonomo da eseguirsi su aree vincolate sotto il profilo ambientale.
Esaminati gli atti trasmessi dalle Amministrazioni preposte alla loro
realizzazione, le SS.LL., considerato che la normativa in vigore
riserva a questo Ministero la potestà di rilasciare o negare entro
sessanta giorni la relativa autorizzazione, anche in difformità delle
decisioni regionali, completata l’istruttoria richiesta dalla legge,
trasmetteranno gli atti a questo Ministero corredati dalla seguente
documentazione:
a) progetto generale e/o di massima;
b) progetto
esecutivo;
c) relazione di progetto;
d) documentazione fotografica
d’insieme e di dettaglio con indicazione dei punti di ripresa;
e)
studio preliminare che consenta una sintetica valutazione delle
motivazioni e della qualità dell’opera;
f) relazione illustrativa e
parere delle Soprintendenze interessate da redigersi con riferimento
alla natura ed estensione dei vincoli, previa verifica di
compatibilità ambientale dell’opera tenuto conto degli strumenti di
pianificazione vigenti sul territorio;
g) eventuali pareri emessi da
altre Amministrazioni.
La nota di trasmissione dovrà contenere,
chiaramente espressa in oggetto, l’indicazione della causale. Es.
richiesta di autorizzazione ai sensi della legge 431/85 e del vincolo
di cui risulta gravata l’area o il bene, richiamandone l’eventuale
Decreto Ministeriale. Sarà cura di questo Ministero comunicare
direttamente agli interessati l’eventuale autorizzazione, informandone
le SS.LL. 2.2. Opere Pubbliche o Private di soggetti diversi dalle
Amministrazioni dello Stato da eseguirsi su aree vincolate sotto il
profilo ambientale. In ordine a tali opere questo Ministero, oltre al
parere già precedentemente richiamato, richiesto dalle circolari n.
3763 del 20 aprile 1982 e del 24 giugno 1982 della Presidenza del
Consiglio dei Ministri per le opere pubbliche, esercita le seguenti
competenze:
A) potestà autorizzativa surrogatoria su richiesta di
soggetti pubblici e privati per le domande non soddisfatte dalle
Autorità Regionali nei termini prescritti;
B) potestà di annullamento
degli atti autorizzativi disposti dalle Regioni ai sensi dell’art.7
della legge 29 giugno 1939 n. 1497. Al riguardo si precisa:
A)
Potestà autorizzativa surrogatoria. Le richieste di autorizzazione
dovranno essere presentate dagli interessati direttamente a codeste
Soprintendenze, corredate dalla sottoindicata documentazione in
triplice copia. Le richieste dovranno essere immediatamente
protocollate e trattate secondo la sottoindicata procedura:
a)
trasmissione di due copie delle richieste a questo Ministero – Ufficio
Centrale Beni A.A.A.A.S. – corredate da una relazione e dalla
sottoindicata documentazione, una copia della quale dovrà restare in
Soprintendenza;
b) progetto esecutivo;
c) relazione di progetto;
d)
studio preliminare che consenta una sintetica valutazione delle
motivazioni e delle qualità dell’opera;
e) documentazione fotografica
d’insieme e di dettaglio con indicazione dei punti di ripresa;
f)
relazione illustrativa e parere delle Soprintendenze interessate da
redigersi con riferimento alla natura ed estensione dei vincoli previa
verifica di compatibilità dell’opera, tenuto conto degli strumenti di
pianificazione vigenti sul territorio.
La nota di trasmissione dovrà
contenere, chiaramente espressa in oggetto, l’indicazione della
causale (es. richiesta di autorizzazione in via surrogatoria ai sensi
della legge 431/85 e del vincolo da cui risulta gravata l’area o il
bene, richiamandone l’eventuale Decreto Ministeriale). Sarà cura di
questo Ministero provvedere alla comunicazione dell’autorizzazione
direttamente agli interessati, informandone le SS.LL.
B) Potestà di
annullamento delle delibere di autorizzazione emesse dagli Enti locali
ai sensi dell’art.7 della legge 1497/1939. Considerati gli esigui
margini di tempo nell’ambito dei quali deve essere disposto il
predetto annullamento si ritiene opportuno richiamare l’attenzione
delle SS.LL. sull’esigenza che le eventuali proposte di annullamento
seguano una procedura tassativa che consenta di intervenire utilmente
al riguardo. Si invitano, pertanto, le SS.LL. a volersi attenere
tassativamente alle sottoindicate prescrizioni:
a) le autorizzazioni
trasmesse dagli Enti locali, ai sensi della circolare n. 8 del 31
agosto 1985, dovranno essere protocollate da codeste Soprintendenze
all’atto di ricezione. A tale proposito, considerato che il termine di
60 giorni previsto dalla legge per l’esercizio del potere di
annullamento delle autorizzazioni in esame, inizia a decorrere dalla
data di ricezione degli atti presso codeste Soprintendenze, comunque
documentata (es. rilascio di ricevuta di ritorno di lettera
raccomandata, etc.), si richiama l’attenzione delle SS.LL.
sull’esigenza che la data del suddetto protocollo corrisponda a quella
del giorno in cui gli atti sono stati ricevuti. Posto che, già con la
circolare n. 3 del 31 agosto 1985 era stato disposto che l’organo
competente a ricevere dette autorizzazioni è la Soprintendenza ai Beni
Ambientali e Architettonici competente per territorio, si fa presente
che il termine di 60 giorni per le autorizzazioni trasmesse dagli Enti
locali ad altri Uffici di questo Ministero inizierà a decorrere solo
dalla data di ricezione delle stesse presso le suddette
Soprintendenze. Considerata, infatti, l’esiguità del tempo a
disposizione, la trasmissione ad un organo incompetente, ritardando
l’inizio dell’istruttoria, vanificherebbe di fatto l’esercizio di un
potere sancito dalla legge. Della data di ricezione degli atti dovrà
essere data notizia, a richiesta degli interessati.
b) A…

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