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Circolare 22/01/1968

Circolare 22/01/1968 n. 9 - Legge 13 luglio 1966, n. 615, contro l'inquinamento atmosferico e regolamento 24 ottobre 1967, n. 1288, di esecuzione. Prima parte: impianti termici.

Circolare 22/01/1968 n. 9
Legge 13 luglio 1966, n. 615, contro
l’inquinamento atmosferico e regolamento 24 ottobre 1967, n. 1288, di
esecuzione. Prima parte: impianti termici.

Tra gli enti ed organi
chiamati ad attuare la legge 13 luglio 1966, n. 615, contro
l’inquinamento atmosferico, figurano anche i Comandi provinciali dei
Vigili del Fuoco, e più precisamente quei comandi che ricadono nelle
zone A e B nelle quali è stato suddiviso il territorio nazionale ai
fini della legge stessa perseguita (art. 2). I compiti affidati ai
Comandi dei Vigili del Fuoco sono considerati negli artt. 9, 10 e 19
della legge e riguardano:

l’approvazione dei progetti e i collaudi
degl’impianti termici;

la vigilanza sugli stessi.

Con la
pubblicazione (nella Gazzetta Ufficiale del 9 corrente) del
regolamento di esecuzione (D.P.R. 24 ottobre 1967, n. 1288), la legge
è diventata operante per la parte relativa alle materie disciplinate
ai Capi: II (impianti termici – installazioni) III (combustibili) e IV
(conduzione – vigilanza); mentre il regolamento relativo entrerà in
vigore il 9 luglio prossimo, essendo prevista una vacatio di sei mesi
dalla data della sua pubblicazione sulla G.U. Ciò premesso, nel
richiamare l’attenzione dei Comandi interessati sui due provvedimenti,
questo Ministero ritiene opportuno di illustrarli brevemente nelle
parti che contemplano i compiti loro affidati e sopra messi in
evidenza. Preliminarmente occorre tener presente il campo di
applicazione delle norme regolamentari. Esso è definito all’art. 1 del
regolamento e comprende fondamentalmente ” tutti gli impianti termici
di potenzialità superiore alle 30.000 kcal/h “, i quali:

siano
installati nelle zone A e B del territorio nazionale previste
dall’art. 2 della legge;

non siano inseriti in un ciclo di
produzione industriale (per quelli inseriti in un ciclo di produzione
industriale, seguiranno altre norme regolamentari).

Preliminarmente
ancora si pone in evidenza che l’inquinamento atmosferico è un
problema di natura sanitaria e pertanto la competenza primaria in
materia appartiene all’Amm.ne della Sanità. E’ a questa infatti che
fanno capo i principali organi chiamati ad attuare la legge:
Commissione centrale contro l’inquinamento atmosferico (art. 3),
Istituto superiore di sanità (art. 19 penult. co.), Comitato regionale
contro l’inquinamento atmosferico (art. 5), i medici provinciali ed
ufficiali sanitari (art. 19, 4°, 5°, 6° ed ultimo comma); mentre
importanti compiti sono affidati anche agli Enti locali ed ai loro
organi sanitari e tecnici: Amm.ni provinciali, cui è fatto obbligo di
istituire ” servizi di rilevamento dell’inquinamento atmosferico ”
(art. 7); Laboratori di igiene e profilassi, cui è demandato il
compito delle analisi dei campioni prelevati (art. 19, 3° comma), e
cui è fatto obbligo di integrare i regolamenti locali d’igiene con le
norme contro l’inquinamento atmosferico. Delimitato il campo di
applicazione , si passa ad illustrare i compiti affidati ai Comandi.
Come accennato, questi concernono: i progetti e i collaudi da una
parte, la vigilanza dall’altra.

Progetti e collaudi. –
L’approvazione dei progetti e dei collaudi, previsti dagli artt. 9 e
10 della legge 615, formano oggetto delle norme regolamentari di cui
all’art. 9. Al riguardo, particolare rilievo assumono i termini
previsti negli ultimi due commi: 60 giorni per l’approvazione dei
progetti, 30 giorni per l’effettuazione dei collaudi. Non trattasi di
termini perentori, ma l’esigenza di rispettarli è ovvia.

Vigilanza.
– La vigilanza, prevista dall’art. 19 della legge, ha per
oggetto:

la conduzione degli impianti;

i combustibili;

le
emissioni.

La vigilanza sulla conduzione degli impianti è
disciplinata dall’art. 2 del regolamento e comporta per i Comandi dei
Vigili del Fuoco l’obbligo di comunicare agl’Ispettorati provinciali
del lavoro i casi di recidiva nella cattiva conduzione, ai fini
dell’eventuale revoca dei patentini previsti dallo stesso articolo. La
vigilanza sui combustibili è disciplinata dall’art 15 del regolamento
e comporta per i Comandi VV.F. il prelievo di campioni secondo
modalità ivi descritte, tra le quali particolare rilievo giuridico
assume la redazione del verbale delle operazioni (2° co. cit. e
appendice n. 2). Si fa presente al riguardo : a) che per le operazioni
di prelievo i Comandi possono richiedere la collaborazione degli
uffici tecnici comunali (art. 19, 2° co. legge); b) che i compiti dei
Comandi si esauriscono con il prelievo e l’invio del campione
prelevato, insieme con un esemplare del verbale, al Laboratorio di
igiene e profilassi o ad altro laboratorio autorizzato dal Ministero
della Sanità (art. 15, commi 10 e17). La vigilanza sulle emissioni è
disciplinata dall’art. 13 del regolamento e comporta per i Comandi
VV.F.:

in sede di collaudo dell’impianto, ” l’accertamento del
contenuto di particelle solide e di composti dello zolfo “, previsto
al comma 9 dell’articolo;

per gl’impianti già installati, ” il
rilevamento visivo dell’indice dei fumi “, previsto al successivo
comma 10 dello stesso articolo.

Si richiama infine l’attenzione
sulle norme transitorie e finali previste nell’art. 17. Queste norme
recano:

la durata della ” vacatio ” del regolamento (che, come s’è
visto, è di sei mesi);

la tabella dei termini entro i quali
gl’impianti termici dovranno essere resi rispondenti alle norme
regolamentari;

le modalità di prelievo dei combustibili liquidi
dagli attuali serbatoi.

La vigilanza sui combustibili e sulle
emissioni comporta l’esigenza di dotare i Comandi delle attrezzature
necessarie per l’assolvimento dei compiti connessi e cioè: a) per
eseguire i prelievi dei combustibili; b) per effettuare il rilevamento
visivo dell’indice dei fumi. A questo riguardo si fa riserva di
ulteriori istruzioni. Parimenti ulteriori istruzioni saranno diramate
per l’attuazione del censimento degli impianti termici e degli
stabilimenti industriali previsto dall’art. 27 della legge, che dovrà
essere attuato entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento,
e quindi nel periodo: 9 luglio 1968 – 9 gennaio 1969.

Pel Ministro
F.to MIGLIORE

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