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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 19 dicembre 2002: Revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra (legge n. 120/2002). (Deliberazione n. 123/2002). (GU n. 68 del 22-3-2003)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 19 dicembre 2002

Revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di
riduzione delle emissioni dei gas serra (legge n. 120/2002).
(Deliberazione n. 123/2002).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la decisione 93/389/CEE del Consiglio dell’Unione europea,
modificata dalla decisione 1999/296/CE che istituisce il meccanismo
di controllo per la CO2 e altri gas ad effetto serra di origine
antropica all’interno della Comunita’;
Vista la comunicazione della Commissione europea COM/2000/88 dell’8
marzo 2000 che individua le linee di sviluppo delle politiche e
misure europee per l’attuazione del Protocollo di Kyoto, con
particolare riferimento all’energia, ai trasporti, all’agricoltura,
all’industria, alle misure fiscali, alla ricerca scientifica ed allo
sviluppo di nuove tecnologie, oltreche’ alla utilizzazione dei
meccanismi di flessibilita’;
Vista la legge 15 gennaio 1994, n. 65, di ratifica della
Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
adottata a New York nel 1992, concernente la “stabilizzazione delle
concentrazioni in atmosfera di gas ad effetto serra ad un livello
tale da prevenire pericolose interferenze delle attivita’ umane al
sistema climatico”;
Vista la decisione del Consiglio del 25 aprile 2002, n. 2002/358/CE
riguardante l’approvazione, a nome della Comunita’ europea, del
Protocollo di Kyoto allegato alla predetta Convenzione Quadro e
l’adempimento congiunto dei relativi impegni che per l’Italia
comporta una riduzione delle proprie emissioni di gas serra nella
misura del 6,5% rispetto ai livelli del 1990 entro il periodo
compreso fra il 2008 e il 2012;
Vista la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio n.
1513/2002 del 27 giugno 2002 per l’adozione del “Sesto Programma
Quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e
dimostrazione” che individua tra le sette priorita’ tematiche di
ricerca del programma specifico “Integrating and strengthening the
European Research Area” quella dello “Sviluppo sostenibile,
cambiamento globale ed ecosistemi” (sesta priorita), comprendente
anche le attivita’ di ricerca in materia di energia e di trasporti;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che trasferisce
alle regioni e agli enti locali ulteriori funzioni e competenze anche
in materia ambientale ed energetica;
Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, che all’art. 110 ha
stabilito l’istituzione di un “Fondo per la riduzione delle emissioni
in atmosfera e per la promozione dell’efficienza energetica e delle
fonti sostenibili di energia”;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, concernente
“Orientamento e modernizzazione del settore forestale”;
Vista la legge 1 marzo 2002, n. 39, che delega al Governo il
recepimento della direttiva comunitaria n. 2001/77/CE sulla
promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel
mercato interno dell’elettricita’;
Vista la legge 1 giugno 2002, n. 120, di ratifica del Protocollo di
Kyoto e della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici e, in particolare, l’art. 2, comma 1, che prevede che il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze e degli altri Ministri
interessati, presenti a questo Comitato un piano di azione nazionale
per la riduzione dei livelli di emissione dei gas serra e l’aumento
del loro assorbimento al fine di raggiungere gli obiettivi di
riduzione delle emissioni con il minor costo;
Vista la propria delibera 19 novembre 1998, n. 137, (Gazzetta
Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 1999) che approva le “Linee guida per
le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas
serra”;
Viste le successive delibere con le quali questo Comitato ha
approvato i seguenti programmi nazionali, in coerenza con le suddette
linee guida:
“Libro Bianco sulle fonti rinnovabili” – delibera 6 agosto 1999,
n. 126, (Gazzetta Ufficiale n. 253 del 27 ottobre 1999);
“Programma nazionale per la valorizzazione delle biomasse
agricole e forestali” – delibera 21 dicembre 1999, n. 217, (Gazzetta
Ufficiale n. 59 dell’11 marzo 2000);
“Programma nazionale per l’informazione sui cambiamenti
climatici” – delibera 21 dicembre 1999, n. 218, (Gazzetta Ufficiale
n. 51 del 2 marzo 2000);
“Programma nazionale per la ricerca sul clima” – delibera
21 dicembre 1999, n. 226, (Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo
2000);
“Programma nazionale biocombustibili (PROBIO) – delibera
15 febbraio 2000, n. 27, (Gazzetta Ufficilae n. 113 del 17 maggio
2000);
Vista la propria delibera 19 aprile 2002, n. 35, (supplemento alla
Gazzetta Ufficiale n. 199 del 22 ottobre 2002) che approva le Linee
guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo nelle
quali, in particolare, le aree dell’ambiente, dell’energia e dei
trasporti sono considerate tra quelle a maggiore rilevanza
socio-economica;
Vista la comunicazione della Commissione dell’Unione europea, COM
(2001) 581, concernente la proposta di direttiva del Parlamento
europeo e del Consiglio che istituisce una disciplina per lo scambio
di quote di emissioni dei gas ad effetto serra nella Comunita’ e che
modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio;
Tenuto conto delle risultanze della Settima Conferenza delle Parti
alla Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici (COP 7), tenutasi a
Marrakech dal 29 ottobre al 9 novembre 2001, le cui decisioni
relativamente all’attuazione del Protocollo di Kyoto hanno:
a) riconfermato l’impegno dei Paesi “Annex I” (Paesi
industrializzati e Paesi con economia in transizione) alla riduzione
delle emissioni dei sei principali gas serra, non controllati dal
Protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono,
individuati in: anidride carbonica (C02), metano (CH4), protossido di
azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) e
esafluoruro di zolfo (SF6);
b) stabilito il ricorso illimitato ai tre meccanismi di
flessibilita’ istituiti dal Protocollo di Kyoto per integrare le
azioni nazionali con la realizzazione di azioni comuni tra Paesi
“Annex I” (Joint Implementation-JI), ovvero mediante la cooperazione
con i Paesi in via di sviluppo “Non Annex I” (Clean Development
Mechanism-CDM), oppure attraverso il commercio internazionale dei
permessi di emissione (Emissions Trading-ET);
c) riconosciuto il ruolo delle attivita’ di gestione forestale,
di gestione dei suoli agricoli e pascoli e di rivegetazione per il
raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto,
purche’ tali attivita’ risultino addizionali, siano indotte
dall’attivita’ umana e abbiano avuto inizio dopo il 1990. In
particolare, i limiti all’uso della gestione forestale per ciascun
Paese sono stati posti pari al 15% dell’incremento netto degli stock
di carbonio delle foreste gestite. Tali valori sono riportati
nell’Appendice Z dell’accordo politico di Bonn (COP6 bis) e per
l’Italia tale limite e’ stato fissato in misura pari a 0,18 Mt di
carbonio per anno (equivalenti a 0,66 Mt di CO2);
d) riconosciuto, senza alcuna limitazione, il ruolo
dell’assorbimento di carbonio ottenuto mediante interventi nazionali
di afforestazione e riforestazione svolti a partire dal 1990 (anno
base del Protocollo di Kyoto), per il raggiungimento degli obiettivi
fissati dal Protocollo di Kyoto;
e) riconosciuto il ruolo delle attivita’ di afforestazione e
riforestazione nell’ambito del meccanismo di JI;
f) riconosciuto il ruolo delle attivita’ di afforestazione e
riforestazione nell’ambito del CDM, purche’ tali attivita’ risultino
addizionali ed abbiano avuto inizio dopo il 2000. Su tali attivita’
si applica il limite dell’1% del valore delle emissioni del 1990, che
per l’Italia corrisponde a circa 5 MtCO2;
Vista la nota n. GAB/2002/10007/C dell’8 ottobre 2002 con la quale
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ha trasmesso
il piano di cui all’art. 2, comma 1, della legge n. 120/2002 prima
citata;
Prende atto
del quadro di riferimento programmatico, delineato nel piano
predisposto dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio,
ed in particolare:
A. dei valori di emissione di gas ad effetto serra per l’anno 1990
e per l’anno 2000, riportati nella tabella 1, elaborati sulla base
dei dati trasmessi al Segretariato della Convenzione Quadro delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e alla Commissione europea
nell’ambito della decisione 93/389/CEE del Consiglio, richiamata in
premessa;
Tabella 1
emissioni di ghg al 1990 e al 2000
per settore di emissione

Emissioni di GHG [Mt CO2 eq.]
1990 2000

Da usi di fonti energetiche, di cui: 424,9 452,3
industrie energetiche, di cui:….. 147,4 160,8
termoelettrico….. 124,9 140
raffinazione (consumi diretti)….. 18,0 17,4
altro….. 4,5 3,4
Industria manifatturiera e costruzioni….. 85,5 77,9
Trasporti….. 103,5 124,7
Civile (incluso terziario
e pubblica amministrazione)….. 70,2 72,1
Agricoltura….. 9,0 …

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