COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 6 novembre 2009 | Ingegneri.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 6 novembre 2009 - Regolamento interno del Comitato interministeriale per la programmazione economica. Modifica della delibera CIPE n. 63/1998. (Deliberazione n. 94/2009). (10A10279) (GU n. 204 del 1-9-2010 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

Regolamento interno del Comitato interministeriale per la
programmazione economica. Modifica della delibera CIPE n. 63/1998.
(Deliberazione n. 94/2009). (10A10279)

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 27 febbraio 1967, n. 48 ed in particolare l’art. 16,
concernente l’istituzione del CIPE, Comitato interministeriale per la
programmazione economica, nonche’ le successive disposizioni
legislative relative alla composizione dello stesso Comitato;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 ed in particolare l’art. 24,
concernente l’accesso ai documenti amministrativi, comma 1, lettera
c) e comma 2;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 ed in particolare l’art. 3,
recante norme in materia di controllo della Corte dei conti;
Visti la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle regioni ed
enti locali ed il conseguente decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, concernente fra l’altro la definizione e l’ampliamento delle
attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Vista la legge 3 aprile 1997, n. 94 ed in particolare l’art. 7 che,
nel disporre l’accorpamento del Ministero del tesoro e del Ministero
del bilancio e della programmazione economica, delega il Governo ad
emanare appositi decreti legislativi per la ridefinizione, fra
l’altro, delle attribuzioni di questo Comitato;
Visto l’art. 1 del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430 ed
in particolare i commi 3 e 5, che prevedono fra l’altro l’adeguamento
del regolamento interno del CIPE, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano;
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, che, all’art. 1, ha
stabilito che le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, che agli articoli 60 e 61
istituisce, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il
Fondo aree sottoutilizzate (FAS), da ripartire a cura di questo
Comitato con apposite delibere adottate sulla base dei criteri
specificati al comma 3 dello stesso art. 61;
Visto l’art. 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233,
che, fra l’altro, dispone il trasferimento delle funzioni della
segreteria del Comitato interministeriale per la programmazione
economica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e attribuisce le
funzioni di segretario del Comitato a un Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nominato con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri;
Visto l’art. 18 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, che
dispone che il CIPE, presieduto in maniera non delegabile dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
provveda alle assegnazioni delle risorse nazionali disponibili del
Fondo aree sottoutilizzate (FAS);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23
luglio 2002 recante ordinamento delle strutture generali della
Presidenza del Consiglio dei Ministri cosi’ come modificato, da
ultimo, dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15
ottobre 2008, per la parte relativa al Dipartimento per la
programmazione e il coordinamento della politica economica;
Visto il decreto del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri con delega al CIPE 15 ottobre 2008, recante
organizzazione interna del Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25
novembre 2008, recante modifiche alla composizione e al funzionamento
del nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida per la
regolazione dei servizi di pubblica utilita’, istituito con
deliberazione CIPE dell’8 maggio 1996;
Viste le proprie deliberazioni del 13 luglio 1993, recante
disposizioni organizzative relative alle attivita’ dei Comitati
interministeriali, del 26 giugno 1996 e del 9 luglio 1998 n. 63
concernenti il regolamento interno del CIPE;
Ritenuto di dover adeguare il proprio regolamento interno alle
disposizioni innovative della composizione del Governo e delle
modifiche apportate all’articolazione delle competenze tra le diverse
amministrazioni centrali e regionali;
Su proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri – Segretario del Comitato;

Delibera:

E’ approvato, ai sensi della normativa indicata nelle premesse, il
seguente regolamento interno di questo Comitato, che sostituisce le
precedenti disposizioni di cui alle proprie delibere del 13 luglio
1993, del 26 giugno 1996 e del 9 luglio 1998.
Art. 1

Partecipazione alle sedute del Comitato

1. Il Comitato, competente per l’individuazione delle linee
generali di politica economico-finanziaria, si riunisce, almeno due
volte l’anno, in occasione della presentazione del documento di
programmazione economico-finanziaria e della relazione previsionale e
programmatica.
2. Alle sedute del Comitato partecipano i Ministri previsti dalla
normativa vigente e i Ministri invitati in ragione delle materie
oggetto di trattazione. Partecipa inoltre il Ministro per i rapporti
con le regioni in qualita’ di presidente della Conferenza
Stato-Regioni.
3. La partecipazione alle sedute del Comitato e’ riservata ai
Ministri, ai Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri in rappresentanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri ed ai Sottosegretari di Stato delegati dal Presidente del
Consiglio dei Ministri. Ove un Ministro si trovi nella impossibilita’
di partecipare alla seduta, comunica la circostanza al Segretario del
Comitato, delegando eventualmente per iscritto un Sottosegretario di
Stato. In caso di assenza del Ministro, il Presidente del Comitato
puo’ disporre comunque il rinvio della trattazione della materia o,
in relazione alla particolare rilevanza della materia o alla
imminente scadenza di termini normativi, la sua discussione anche in
assenza del rappresentante del Ministero il cui Ministro e’
impossibilitato a intervenire.
4. Il Comitato e’ presieduto dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, in caso di impedimento, dal Vice Presidente del Comitato,
Ministro dell’economia e delle finanze. Quando all’ordine del giorno
della seduta siano inclusi argomenti relativi ad assegnazioni a
valere sul Fondo aree sottoutilizzate, il Comitato e’ presieduto in
maniera non delegabile dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi dell’art. 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e dell’art.
18 della legge 28 gennaio 2009, n. 2. Quando la seduta del CIPE e’
presieduta dal Ministro dell’economia e delle finanze, alla seduta
partecipa un Sottosegretario di Stato del Ministero dell’economia e
delle finanze in rappresentanza dello stesso Ministero.
5. In occasione dell’esame di documenti programmatici di interesse
regionale partecipa alla seduta il Presidente della Conferenza dei
presidenti delle giunte regionali e province autonome. Qualora siano
all’ordine del giorno argomenti di specifico interesse di una regione
o provincia autonoma, su invito del Presidente partecipano alla
discussione i presidenti regionali o provinciali interessati. Qualora
siano all’ordine del giorno argomenti relativi ad opere ricomprese
nel programma delle infrastrutture strategiche, partecipano alle
sedute, su invito del presidente, i presidenti delle regioni
interessate dalle opere in discussione, secondo quanto previsto
dall’art. 1, comma 2, lettera c), della legge 21 dicembre 2001, n.
443. Partecipano alle sedute su invito del Presidente, il Governatore
o il Direttore generale della Banca d’Italia e il Presidente
dell’ISTAT. Possono altresi’ essere invitati dal presidente i
presidenti di altri enti o istituti pubblici quando vengono trattati
problemi che interessino i rispettivi enti o in ragione di specifiche
competenze settoriali. Gli invitati ai sensi del presente comma non
possono delegare la partecipazione alla seduta.
6. Un Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, svolge
le funzioni di Segretario del Comitato. Dette funzioni, in sua
assenza, sono svolte dal componente piu’ giovane di eta’ presente
alla seduta.
7. Puo’ assistere alle sedute, per ognuna delle amministrazioni
presenti nel Comitato, un funzionario, di norma quello delegato per
la riunione preparatoria del CIPE di cui al successivo art. 3, con
compiti di supporto tecnico ai partecipanti e limitatamente ai punti
dell’ordine del giorno di competenza.
8. Il Comitato si riunisce presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, salvo che il Presidente disponga altrimenti.
9. Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della
politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (di
seguito, DIPE) di cui all’art. 12 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 23 luglio 2002, come modificato, da ultimo,
dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 ottobre
2008, assicura il necessario supporto alle sedute del Comitato,
nonche’ a quelle delle commissioni di cui al successivo art. 2.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 2

Attivita’ istruttoria per le deliberazioni del Comitato

1. Per l’esercizio delle attribuzioni individuate dall’art. 1,
comma 1 del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, riferite a
questioni di particolare rilevanza generale e intersettoriale, il
CIPE costituisce con propria delibera le seguenti commissioni,
specificandone l’ambito di attivita’:
1) Commissione per il coordinamento delle politiche economiche
nazionali con le politiche comunitarie;
2) Commissione per l’occupazione e il sostegno e lo sviluppo delle
attivita’ produttive;
3) Commissione per le infrastrutture;
4) Commissione per la ricerca e la formazione;
5) Commissione per il commercio estero;
6) Commissione per lo sviluppo sostenibile.
L’attivita’ della Commissione per il commercio estero e’
disciplinata secondo quanto previsto dall’art. 24 del decreto
legislativo del 31 marzo 1998, n. 143, in materia di commercio con
l’estero.
2. Per promuovere l’applicazione delle linee guida per la
regolazione dei servizi di pubblica utilita’, favorire l’omogeneita’
dei contratti di programma con i soggetti esercenti tali servizi,
nonche’ eseguire il monitoraggio degli effetti dei contratti medesimi
sono confermate le attribuzioni del nucleo di consulenza per
l’attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di
pubblica utilita’, di cui alla deliberazione CIPE dell’8 maggio 1996
e al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 novembre
2008. Sono confermate altresi’ le attribuzioni del Comitato per la
montagna di cui alla delibera CIPE 13 aprile 1994.
3. Il CIPE puo’ costituire altre commissioni, comitati o gruppi di
lavoro per lo studio, la valutazione e la formulazione di proposte su
specifici problemi.
4. Il Segretario del CIPE assegna alla commissione competente, con
l’accordo del Ministro proponente, l’istruttoria delle questioni o
provvedimenti di particolare rilevanza generale e intersettoriale. In
difetto di accordo, il Presidente del CIPE determina l’affidamento
dell’istruzione alle commissioni o al DIPE.
5. Le commissioni hanno sede presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri e sono composte dai Sottosegretari delle amministrazioni
interessate e, per ciascuna commissione, da un Sottosegretario
designato dal Presidente della Conferenza Stato-regioni. Esse di
norma sono presiedute dal Sottosegretario dell’amministrazione con
competenza prevalente nell’affare assegnato alla commissione
congiuntamente al Segretario del CIPE. La delibera istitutiva prevede
la composizione e le modalita’ di funzionamento della commissione, in
modo da garantire la presenza, oltre ai componenti permanenti, di
rappresentanti dei Ministeri interessati in ragione della materia
oggetto della discussione. La delibera prevede le modalita’ di
costituzione della struttura interministeriale permanente di supporto
all’attivita’ della commissione medesima. Per quanto concerne la
commissione per la ricerca e la formazione, la delibera di
costituzione tiene conto di quanto previsto dal decreto legislativo
n. 204 del 5 giugno 1998. All’atto dell’assegnazione dell’affare alla
commissione, la struttura di supporto puo’ essere integrata da altri
rappresentanti dei Ministeri interessati nonche’ da esperti anche
estranei alla pubblica amministrazione. Un funzionario del DIPE e’
componente della struttura di supporto interministeriale. Tenuto
conto delle funzioni di cui all’art. 1, comma 6, del decreto
legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, il collegamento fra le attivita’
delle commissioni e il relativo coordinamento tecnico e’ affidato al
capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della
politica economica.
6. Ove siano in esame questioni di interesse generale per le
regioni, partecipa ai lavori delle commissioni il presidente della
Conferenza dei presidenti delle giunte regionali e delle province
autonome o un suo delegato. Per le questioni che riguardano singole
regioni o provincie autonome e’ chiamato a partecipare il presidente
della giunta regionale o della provincia autonoma o l’assessore
delegato.
7. La relazione istruttoria della commissione e’ trasmessa al DIPE
che predispone, su tale base, lo schema di deliberazione e cura
l’iscrizione dell’argomento all’ordine del giorno della successiva
seduta.
8. Qualora i Ministri intendano proporre l’iscrizione all’ordine
del giorno del CIPE di un provvedimento o questione non affidata
all’istruttoria delle commissioni di cui ai commi precedenti,
acquisiti i concerti, intese e pareri necessari, inoltrano la
proposta con la necessaria documentazione istruttoria al DIPE,
allegando altresi’ una scheda di valutazione tecnica, economica e
finanziaria e sul rispetto dei vincoli comunitari.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 3

Riunione preparatoria del Comitato

1. Gli schemi dei provvedimenti e degli altri atti di competenza
del Comitato sono esaminati in una riunione preparatoria convocata
dal Segretario del CIPE di norma almeno cinque giorni prima della
seduta del Comitato stesso, al fine di assicurare, ove possibile, la
completa definizione degli argomenti da sottoporre all’esame del
CIPE, approfondendone anche le eventuali implicazioni di carattere
politico. L’ordine del giorno di ciascuna riunione preparatoria e’
predisposto dal DIPE su indicazione del Segretario del CIPE e sulla
base delle proposte inoltrate al Comitato stesso dai Ministri
componenti, o dai loro Capi di Gabinetto. Ove non vi sia consenso su
atti o provvedimenti istruiti dalle commissioni di cui al precedente
art. 2, il Segretario del CIPE puo’ disporre la restituzione alla
commissione per ulteriori approfondimenti o la discussione
dell’affare in sede CIPE. In relazione alla complessita’ e rilevanza
della questione, il Segretario puo’ assegnare alla commissione
l’istruzione di affari, in precedenza non istruiti da quest’ultima.
2. La riunione preparatoria e’ coordinata dal Sottosegretario di
Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di
Segretario del Comitato. Ad essa partecipano, per le amministrazioni
interessate, i Sottosegretari di Stato, ove nominati, eventualmente
coadiuvati da un funzionario delegato dall’amministrazione. Per le
amministrazioni per le quali non sia stato nominato un
Sottosegretario di Stato e per il Ministero dell’economia e delle
finanze, qualora il Sottosegretario di Stato delegato si trovi nella
impossibilita’ di partecipare alla riunione, il Ministro competente
delega a rappresentare l’amministrazione il capo di Gabinetto ovvero
il capo dell’ufficio legislativo, dando preventiva comunicazione
della circostanza al Segretario del Comitato. Ove siano in esame
questioni di interesse generale per le regioni, partecipa alla
riunione preparatoria il presidente della Conferenza dei presidenti
delle giunte regionali e delle province autonome. Partecipa altresi’,
ai fini di cui all’art. 11-ter, comma 2, della legge n. 468/1978 e
successive modificazioni, il Ragioniere generale dello Stato.
Segretario della riunione e’ il capo del Dipartimento per la
programmazione e il coordinamento della politica economica della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di tale riunione viene redatto
un processo verbale sintetico che riporta:
a) luogo, data, ora di apertura e di chiusura della riunione;
b) ordine del giorno;
c) l’elenco dei presenti;
d) le risultanze della discussione distinte per argomento.
3. Gli argomenti da trattare in sede CIPE possono essere inseriti
all’ordine del giorno delle sedute del Comitato soltanto se esaminate
nella riunione preparatoria di cui al comma 1, salvo i casi di cui al
successivo art. 4, comma 3.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 4

Cadenza delle sedute. Provvedimenti e questioni
da sottoporre al Comitato. Ordine del giorno

1. Le sedute del Comitato si tengono di regola nell’ultima decade
di ciascun mese.
2. L’ordine del giorno di ciascuna seduta e’ predisposto, su
indicazione del presidente, dal DIPE sulla base delle proposte
inoltrate al Comitato stesso ed esaminate nel corso della riunione
preparatoria di cui al precedente art. 3. L’ordine del giorno puo’
essere articolato in due parti: nella prima vengono inseriti gli
argomenti compiutamente istruiti ed esaminati favorevolmente nel
corso della riunione preparatoria; nella seconda sono invece inseriti
gli argomenti di maggiore complessita’ e rilevanza.
3. Nei casi di particolare urgenza il Comitato, ove vi sia
l’unanimita’ dei membri effettivi presenti e ove il Presidente ne
ravvisi l’indifferibilita’, puo’ decidere la trattazione di altro
argomento non inserito all’ordine del giorno. Dell’avvenuto
inserimento deve essere dato atto nel verbale della seduta.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 5

Convocazioni

1. Il Comitato e’ convocato dal Presidente di norma almeno cinque
giorni prima della data prevista per la seduta.
2. Contestualmente alla convocazione della seduta, il DIPE rende
disponibile alle amministrazioni interessate la documentazione
acquisita, pubblicandola nell’area riservata del sito web del
Comitato e indicando, unicamente all’ufficio abilitato formalmente
dall’amministrazione competente a riceverla, la password di accesso
all’area riservata. A tal fine le amministrazioni designano, anche
per la documentazione riservata, un responsabile del procedimento, ai
sensi delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti.
3. In casi eccezionali, il Comitato puo’ essere convocato dal
Presidente con un preavviso inferiore ai cinque giorni di cui al
comma 1. La documentazione relativa all’ordine del giorno deve
comunque pervenire in tempo utile ed in forma completa al DIPE. Di
norma i singoli argomenti saranno trattati in seduta solo se siano
consenzienti tutti i componenti presenti.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 6

Sedute del Comitato

1. Le sedute del Comitato sono aperte e chiuse dal Presidente.
2. Il Presidente verifica la presenza e, ove specificamente
richiesto, la permanenza del quorum costitutivo (la meta’ piu’ uno
dei componenti); dirige i lavori; pone ai voti le deliberazioni
dichiarandone l’esito; puo’ modificare eventualmente la successione
degli argomenti da esaminare e riunire la discussione dei punti
all’ordine del giorno; cura che gli interventi siano svolti in modo
sintetico, eventualmente limitando il tempo per l’esposizione ed il
numero degli interventi di ciascun componente.
3. Il componente del Comitato, che si trovi in situazioni di
incompatibilita’ o conflitto di interessi, e’ tenuto a segnalare tale
situazione al Presidente e deve allontanarsi dalla seduta quando si
discute o si voti sulla questione in ordine alla quale sussiste la
incompatibilita’ o il conflitto.
4. All’atto della votazione chi dissente deve chiedere che ne sia
dato atto nel processo verbale, dandone succinta motivazione. Non e’
consentita la comunicazione o la divulgazione dell’opinione
dissenziente.
5. Spetta, in ogni caso, al Presidente decidere il rinvio della
discussione o della adozione di deliberazioni su singoli punti
all’ordine del giorno.
6. Al DIPE spetta il compito di redigere il testo definitivo dei
provvedimenti adottati in seduta, in conformita’ a quanto deliberato.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 7

Informazioni sui lavori del Comitato

1. Al termine di ogni seduta, l’ufficio stampa della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, eventualmente coadiuvato dal DIPE, redige il
comunicato relativo ai lavori della seduta, disponendo per la
diffusione dello stesso agli organi di informazione. Il comunicato e’
sottoposto al Presidente per approvazione. Fino al momento della
divulgazione del comunicato stampa, l’esito dei provvedimenti
adottati resta riservato. Restano comunque riservate le notizie
inerenti l’andamento della discussione.
2. I componenti del Comitato sono tenuti alla riservatezza
sull’esito della discussione fino alla divulgazione ufficiale del
comunicato.
3. Sono sottratti all’accesso, ai sensi dell’art. 24, comma 1,
lettera c) e comma 2, legge 7 agosto 1990, n. 241, tutti gli atti
endoprocedimentali, ivi comprese proposte, valutazioni, elaborazioni
e relative modifiche, inerenti alle deliberazioni del Comitato
relative ad atti amministrativi generali, di pianificazione e di
programmazione, fermo restando che, ai sensi dell’art. 24 comma 7,
legge 7 agosto 1990, n. 241, l’accesso a detti atti e’ comunque
consentito ove la loro conoscenza sia necessaria per curare o per
difendere gli interessi giuridici dei richiedenti.
L’accesso agli atti endoprocedimentali, ivi comprese proposte,
valutazioni, elaborazioni e relative modifiche, inerenti a tutte le
altre deliberazioni del Comitato – in relazione all’esigenza di
salvaguardare la riservatezza di persone fisiche o giuridiche, gruppi
ed imprese ed al fine di salvaguardare le esigenze
dell’amministrazione nella fase preparatoria dei provvedimenti, ai
sensi dell’art. 24, comma 4, legge 7 agosto 1990, n. 241, e dell’art.
9, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006,
n. 184 – e’ differito alla data di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana della deliberazione cui si
riferisce l’atto richiesto.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 8

Atti ufficiali del Comitato

Gli atti ufficiali del Comitato sono:
a) il processo verbale;
b) la raccolta delle deliberazioni.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 9

Contenuto del processo verbale

Il processo verbale riporta, per ciascuna seduta:
a) luogo, data, ora di apertura e di chiusura della seduta;
b) ordine del giorno, con specifica indicazione delle questioni di
particolare urgenza, di cui al precedente art. 2, comma 4, per le
quali viene proposta la trattazione direttamente in seduta;
c) l’elenco dei presenti, con l’indicazione di chi ha presieduto la
seduta e di chi ha svolto le funzioni di Segretario;
d) la constatazione espressa della verifica del numero legale;
e) il succinto resoconto della discussione distinto per argomento,
con il risultato delle eventuali votazioni senza indicazione
nominativa dei voti espressi, salvo l’esplicita richiesta dei
componenti di cui al precedente art. 6, comma 4;
f) il testo integrale delle deliberazioni, anche mediante rinvio ad
allegati.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 10

Formazione, approvazione, conservazione
e pubblicita’ del processo verbale

1. La predisposizione del processo verbale e’ curata da chi ha
svolto le funzioni di Segretario della seduta, il quale lo
sottoscrive e lo sottopone alla firma del Presidente. La redazione
del processo verbale viene effettuata con l’ausilio del DIPE.
2. Il processo verbale si intende approvato con la sottoscrizione
del Presidente il quale, ove lo reputi necessario, puo’ rimettere
all’approvazione del Comitato l’intero testo o singoli punti del
medesimo.
3. I testi originali sia dei verbali di seduta, sottoscritti dal
Presidente e dal Segretario del CIPE, sia delle allegate
deliberazioni, sottoscritte dal Presidente, sono muniti dei
contrassegni e dei sigilli di Stato e sono custoditi presso gli
archivi del DIPE.
4. Il verbale del Comitato e’ atto riservato. Possono prenderne
visione in ogni momento i Ministri nonche’ gli altri soggetti che
hanno partecipato alla seduta, limitatamente ai propri interventi. Il
Presidente del Comitato puo’ autorizzare altri soggetti a prendere
visione del processo verbale, salvo che il Comitato abbia deliberato
in senso contrario.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 11

Formazione e conservazione della raccolta
delle deliberazioni. Efficacia e pubblicita’

1. Le deliberazioni adottate dal Comitato, dopo la sottoscrizione
del Presidente, sono numerate in ordine progressivo ed inoltrate,
ricorrendone i presupposti, alla Corte dei conti per il controllo
preventivo o successivo, di cui all’art. 3 della legge n. 20/1994, e
successivamente inviate per la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale, secondo la vigente normativa. Nelle more della
registrazione e della conseguente pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale, copia delle delibere adottate puo’ essere rilasciata, su
espressa richiesta scritta dei soggetti interessati, ove sussistano
precise condizioni di pubblico interesse. Nelle copie deve essere
data puntuale indicazione che il provvedimento e’ in corso di
registrazione.
2. Copia integrale delle deliberazioni adottate e’ raccolta in
ordine cronologico.
Roma, 6 novembre 2009

Il Presidente: Berlusconi
Il Segretario : Micciche’

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

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