COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA' DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO - DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010 | Ingegneri.info

COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO – DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010

COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA' DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO - DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010 - Disposizioni per lo svolgimento dell'attivita' di verifica di cui alla direttiva 2003/87/CE e ricognizione dei riconoscimenti dell'attivita' di verifica. (Deliberazione n. 24/2010). (10A13005) - (GU n. 254 del 29-10-2010 )

COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E
PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL
PROTOCOLLO DI KYOTO

DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010

Disposizioni per lo svolgimento dell’attivita’ di verifica di cui
alla direttiva 2003/87/CE e ricognizione dei riconoscimenti
dell’attivita’ di verifica. (Deliberazione n. 24/2010). (10A13005)

Capo I DISPOSIZIONI GENERALI

IL PRESIDENTE

Vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 13 ottobre 2003 che istituisce un sistema per lo
scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra nella Comunita’
e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio;
Vista la direttiva 2008/101/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 19 novembre 2008 che modifica la direttiva 2003/87/CE
al fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel sistema
comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto
serra;
Vista la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 aprile 2009 che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo
scambio di quote di emissione di gas a effetto serra;
Visto il regolamento (CE) n. 765/2008 del 9 luglio 2008 del
Parlamento europeo e del Consiglio che pone norme in materia di
accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la
commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n.
339/9, ed in particolare l’art. 4;
Visto il documento EA 6/03 versione 3 del gennaio 2010 «EA document
for the recognition of the verifiers under the EU ETS Directive»
redatto dalla Eurpean co-operation for accreditation;
Visto il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, di attuazione
delle direttive 2003/87/CE e 2004/101/CE e successive modifiche ed
integrazioni, in materia di scambio di quote di emissioni dei gas a
effetto serra nella Comunita’, con riferimento ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto, ed in particolare l’art. 17;
Vista la deliberazione n. 027/2009 di questo Comitato recante
disposizioni urgenti per l’attuazione della direttiva 2003/87/CE,
cosi’ come modificata dalla direttiva 2008/101/CE, in merito al
monitoraggio ed alla comunicazione delle emissioni di gas a effetto
serra per le attivita’ di trasporto aereo;
Visto il comma 2 dell’art. 4 della legge del 20 novembre 2009, n.
166, recante «Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti
per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di
sentenze della Corte di giustizia delle Comunita’ europee» che
dispone che «Ai fini del recepimento della direttiva 2008/101/CE
[…], il Comitato nazionale per la gestione della direttiva
2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attivita’ di
progetto del Protocollo di Kyoto, di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, svolge
il ruolo di autorita’ competente.»;
Visto l’allegato IV della direttiva 2003/87/CE, come emendato dalla
direttiva 2008/101/CE, che stabilisce i criteri per il monitoraggio e
la comunicazione delle emissioni prodotte dalle attivita’ di
trasporto aereo;
Visto l’allegato V della direttiva 2003/87/CE, come emendato dalla
direttiva 2008/101/CE, che stabilisce i criteri per la verifica delle
emissioni prodotte dalle attivita’ ricadenti nell’allegato I della
direttiva 2003/87/CE;
Vista la decisione della Commissione europea 2007/589/CE del 18
luglio 2007 che istituisce le linee guida per il monitoraggio e la
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra, ai sensi della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ed in
particolare l’art. 2 che abroga la decisione 2004/156/CE della
Commissione;
Vista la decisione della Commissione europea 2009/339/CE del 16
aprile 2009 che emenda la decisione 2007/589/CE con riferimento
all’inclusione delle linee guida per il monitoraggio e la
comunicazione delle emissioni di gas ad effetto serra e dei dati
relativi alle tonnellate-chilometro per le attivita’ di trasporto
aereo;
Vista la deliberazione n. 014/2009 di questo Comitato recante
disposizioni di attuazione della decisione della Commissione europea
2007/589/CE del 18 luglio 2007 che istituisce le linee guida per il
monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto
serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio;
Visto il DEC/RAS/115/2006 del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio recante disposizioni per la comunicazione delle
emissioni di gas ad effetto serra prevista dall’art. 14, paragrafo 3
della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Visto il DEC/RAS/23/2006 del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio recante le disposizioni per la verifica delle
comunicazioni delle emissioni previste all’art. 14, paragrafo 3 della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Visti il DEC/RAS/96/2006 e DEC/RAS/181/2006 del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio recante il riconoscimento
delle attivita’ di verifica delle comunicazioni delle emissioni
prevista dall’art. 15 della direttiva 2003/87/CE e dall’art. 4, comma
6 del decreto DEC/RAS/74/2006;
Vista la deliberazione n. 02/2008 di questo Comitato recante il
riconoscimento dell’attivita’ di verifica della dichiarazione
relativa alle attivita’ ed alle emissioni degli impianti regolati dal
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216;

Delibera:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini della presente deliberazione valgono le seguenti
definizioni:
a) «attivita’ di verifica»: l’attivita’ di verifica prevista
dalla direttiva 2003/87/CE comprese sue successive modifiche ed
integrazioni anche parziali, ed in particolare: l’attivita’ di
verifica ai sensi dell’art. 16 del decreto legislativo, 4 aprile
2006, n. 216 e successive modificazioni e integrazioni e dell’art. 7
della deliberazione n. 027/2009 di questo Comitato;
b) «comunicazione annuale»: la dichiarazione prevista dalla
direttiva 2003/87/CE, comprese sue successive modifiche ed
integrazioni anche parziali, dei dati relativi alle emissioni di gas
ad effetto serra o di qualsiasi altro dato relativo all’attivita’
svolta, ed in particolare: la dichiarazione relativa alle attivita’ e
alle emissioni dell’impianto ai sensi dell’art. 15 del decreto
legislativo, 4 aprile 2006, n. 216 e successive modificazioni e
integrazioni e dell’art. 5 della deliberazione n. 027/2009 di questo
Comitato, nonche’ la comunicazione dei dati tonnellate chilometro ai
sensi dell’art. 6 di suddetta deliberazione;
c) «MRG»: la decisione 2007/589/CE della Commissione europea e
sue successive modifiche od integrazioni;
d) «direttiva ETS»: direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio e sue successive modifiche od integrazioni;
e) «organismo verificatore»: soggetto giuridico responsabile
dello svolgimento dell’attivita’ di verifica;
f) «organismo di accreditamento nazionale»: l’organismo nazionale
di accreditamento designato ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008
da uno Stato membro dell’Unione europea;
g) «gestore dell’attivita’»: il gestore dell’impianto o
l’operatore aereo ai sensi delle definizioni riportate nella
direttiva ETS;
h) «procedura per il riconoscimento dell’accreditamento»: la
procedura, temporanea fino al verificarsi delle condizioni di cui
all’art. 2, comma 2, mediante la quale un organismo verificatore e’
abilitato a svolgere attivita’ di verifica in Italia;
i) «procedura per il riconoscimento qualificato
dell’accreditamento»: la procedura, temporanea fino al verificarsi
delle condizioni di cui all’art. 2, comma 2, mediante la quale un
organismo verificatore appartenente alle categorie di cui di cui
all’art. 3, comma 3 lettere b) e c) e’ abilitato a svolgere attivita’
di verifica in Italia.

Capo I DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 2

Oggetto

1. La presente deliberazione reca disposizioni per il
riconoscimento dell’accreditamento degli organismi verificatori e per
lo svolgimento dell’attivita’ di verifica nel territorio nazionale.
2. La presente deliberazione si applica in attesa del recepimento
della direttiva 2003/87/CE nell’ordinamento interno e dell’emanazione
del regolamento di cui all’art. 15 della medesima direttiva
2003/87/CE nonche’ nelle more del pieno funzionamento dell’organismo
di accreditamento designato dall’Italia ai sensi del regolamento (CE)
n. 765/2008.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 3

Procedura per il riconoscimento dell’accreditamento

1. Lo svolgimento in Italia delle attivita’ di verifica previste
dalla direttiva 2003/87/CE, da parte di un organismo verificatore, e’
subordinato al riconoscimento di accreditamento dell’organismo
verificatore da parte di questo Comitato.
2. Ai fini del comma 1, l’organismo verificatore presenta istanza
di ammissione alla procedura di riconoscimento di accreditamento,
allegando la seguente documentazione, in lingua italiana ad eccezione
della successiva lettera c) per la quale e’ richiesta la traduzione
giurata:
a) la domanda contenente:
i. ragione sociale;
ii. sede legale;
iii. struttura legale;
iv. ruolo del firmatario della domanda;
v. informazioni generali, comprendenti statuto, capacita’
finanziarie;
b) le attivita’ per le quali e’ richiesto il riconoscimento secondo
il formato di cui all’allegato 1;
c) per i soggetti di cui al comma 3, lettere a) e b):
l’accreditamento rilasciato da un organismo di accreditamento per
l’attivita’ di verifica prevista dalla direttiva ETS;
d) un’autocertificazione resa ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000, nella quale il rappresentante legale
dell’organismo verificatore che richiede il riconoscimento,
consapevole delle conseguenze penali di dichiarazioni mendaci, atti
falsi o contenenti dati non piu’ rispondenti a verita’, dichiara la
veridicita’ della documentazione presentata.
3. Le procedure per il riconoscimento dell’accreditamento da parte
del Comitato sono differenti per i soggetti seguenti:
a) organismi verificatori accreditati da un organismo di
accreditamento nazionale designato ai sensi del regolamento (CE) n.
765/2008;
b) organismi verificatori accreditati in accordo alla norma EA 6/03
da un altro organismo di accreditamento della UE;
c) organismi verificatori riconosciuti ad operare dal Comitato, ai
sensi della presente deliberazione.
4. Gli organismi verificatori di cui al comma 3 lettere b) e c)
presentano, in aggiunta agli elementi di cui al comma 2, la
documentazione necessaria, secondo le previsioni dell’art. 4 e
conforme all’art. 5, per il riconoscimento qualificato
dell’accreditamento.
5. La domanda di cui al comma 2 e la documentazione aggiuntiva di
cui all’art. 4 sono inviate secondo le modalita’ riportate nella
pagina dedicata del sito del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 4

Documentazione aggiuntiva per il riconoscimento qualificato
dell’accreditamento

1. La documentazione aggiuntiva per il riconoscimento qualificato
dell’accreditamento, da considerarsi addizionale a quella elencata al
comma 2 dell’art. 3, comprende:
a) la lista del personale chiamato ad operare nelle verifiche delle
comunicazioni dei gestori, con l’indicazione della tipologia di
rapporto contrattuale;
b) curricula firmati del personale di cui al punto a);
c) il programma delle sessioni di formazione organizzate per
assicurare la conoscenza in materia di stima e valutazione delle
emissioni di gas ad effetto serra, ed un documento attestante la
partecipazione con successo a tali sessioni;
d) l’elenco delle eventuali attivita’ condotte dal richiedente nel
campo della stima e valutazione delle emissioni di gas ad effetto
serra nei due anni civili precedenti; tale elenco comprende
l’annualita’ di riferimento, la descrizione del servizio svolto, il
committente ed il settore di appartenenza, con riferimento, in caso
di impianti soggetti alla direttiva 2003/87/CE, ai settori ed alle
categorie dimensionali di cui all’allegato 1;
e) una descrizione delle procedure formalizzate ed applicate per lo
svolgimento delle attivita’ di verifica e per la garanzia
dell’imparzialita’ ed indipendenza;
f) un’autocertificazione resa ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000, nella quale il rappresentante legale
dell’organismo verificatore che richiede il riconoscimento,
consapevole delle conseguenze penali di dichiarazioni mendaci, atti
falsi o contenenti dati non piu’ rispondenti a verita’, dichiara la
piena rispondenza ai criteri descritti nell’art. 5 e si impegna a
rispettarli per tutto il tempo in cui svolgera’ le attivita’ di
verifica.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 5

Requisiti per la richiesta di accettazione
qualificata di accreditamento

1. I requisiti per la richiesta di accettazione qualificata di
accreditamento sono contenuti nelle norme EA 6/03 e ISO 14065 e sono
relativi a:
a) imparzialita’ e indipendenza;
b) competenze del gruppo di verifica;
c) struttura organizzativa e attribuzione delle responsabilita’;
d) ricorsi e reclami;
e) documentabilita’ e tracciabilita’ dell’operato;
f) garanzie finanziarie.
2. In aggiunta a quanto gia’ richiesto dalla EA 6/03 e dalla UNI
ISO 14065, deve essere inoltre garantito il possesso di:
a) accreditamento a schemi che prevedono una verifica di terza
parte in campo ambientale in base alla norma ISO 14001e al
regolamento EMAS;
b) o iscrizione all’albo speciale delle Societa’ di revisione
contabile previsto dal decreto legislativo n. 58/1998.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 6

Verifica

1. Il Comitato verifica la completezza e correttezza della
documentazione presentata ai sensi degli articoli 3 e 4.
2. In caso di esito positivo della verifica di cui al comma 1, il
Comitato, con propria deliberazione, rilascia, entro novanta giorni
dal ricevimento della domanda, un attestato di riconoscimento
dell’accreditamento e aggiorna il registro dei verificatori di cui
all’art. 7.
3. Il termine di cui al comma 2 e’ sospeso in caso di richiesta da
parte del Comitato di ulteriore documentazione.
4. In caso di esito negativo della verifica di cui al comma 1, il
Comitato, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda comunica
al soggetto interessato tale esito.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 7

Registro degli organismi verificatori

1. Il registro degli organismi verificatori a cui e’ stato
rilasciato un attestato di riconoscimento dell’accreditamento, e’
pubblicato nella pagina dedicata del sito del Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare. Le decisioni di ritiro o
sospensione del riconoscimento dell’accreditamento sono ugualmente
pubblicate sul sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, in caso di violazione della normativa.
2. Gli organismi verificatori di cui all’art. 3, comma 3, lettere
a) e b), sono tenuti a comunicare al Comitato entro quindici giorni
la sospensione o il ritiro dell’accreditamento da parte degli
organismi di accreditamento nazionali riferiti nella domanda di cui
all’art. 3, comma 2.

Capo II DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
DELL’ACCREDITAMENTO

Art. 8

Mantenimento dell’accreditamento
degli organismi verificatori

1. Il mantenimento nel tempo del riconoscimento dell’accreditamento
e’ subordinato alla verifica annuale della capacita’ del verificatore
accreditato di continuare a svolgere le attivita’ di verifica in
piena conformita’ alle norma EA 6/03 e UNI ISO 14065. Tale verifica
e’ effettuata a cura del Comitato.
2. Entro il 30 giugno di ciascun anno, gli organismi verificatori a
cui e’ stato rilasciato l’attestato di riconoscimento
dell’accreditamento e che risultano iscritti nel registro dei
verificatori accreditati di cui all’art. 7, inviano al Comitato una
relazione sull’attivita’ di verifica svolta ai fini della
comunicazione delle emissioni annuali dell’anno precedente.
3. Il Comitato esamina la qualita’ e la completezza della
documentazione di cui al comma 2 e dei documenti sull’attivita’ di
verifica di cui al comma 4 dell’art. 9 al fine di valutare l’operato
degli organismi verificatori in termini di competenza ed
indipendenza. A tal fine il Comitato puo’ richiedere all’organismo
che ha rilasciato l’accreditamento o il riconoscimento di cui
all’art. 3, comma 3, lettera b), di fornire informazioni aggiuntive
sulle procedure e prescrizioni utilizzate per garantire la
valutazione e il controllo continuo della competenza degli organismi
verificatori che svolgono attivita’ di verifica. Nel caso di esito
negativo della valutazione, il Comitato informa l’organismo
verificatore interessato e procede, se del caso, alla sospensione o
al ritiro del riconoscimento ed all’aggiornamento del registro dei
verificatori di cui all’art. 7.

Capo III DISPOSIZIONI PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’
DI VERIFICA

Art. 9

Disposizioni e modalita’ di svolgimento
dell’attivita’ di verifica

1. L’attivita’ di verifica e’ svolta dai soli organismi
verificatori a cui e’ stato rilasciato l’attestato di riconoscimento
dell’accreditamento e che risultano iscritti nel registro dei
verificatori di cui al precedente art. 7.
2. Gli organismi verificatori di cui al comma precedente svolgono
l’attivita’ di verifica in conformita’ ai criteri stabiliti dalla
direttiva ETS e dalle MRG, secondo le modalita’ stabilite dalla norma
EA 6/03.
3. A conclusione dell’attivita’ di verifica gli organismi
verificatori in conformita’ con la norma EA 6/03, rilasciano al
gestore dell’attivita’ un attestato di verifica, contenente almeno le
informazioni di cui all’allegato 2 e un rapporto sul processo di
convalida contenente almeno le informazioni di cui all’allegato 3,
secondo il formato riportato nella pagina dedicata del sito del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
4. Gli organismi verificatori sottoscrivono l’attestato di verifica
e il rapporto sul processo di convalida di cui al comma 3, con firma
digitale basata su un certificato qualificato, rilasciato da un
certificatore accreditato, ai sensi del decreto legislativo n. 82 del
7 marzo 2005, e li inviano a questo Comitato entro il 31 marzo di
ciascun anno, secondo le modalita’ riportate nella pagina dedicata
del sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare.
5. Nel caso in cui l’attestato di verifica di cui al comma 3
presenti un giudizio professionale positivo, contestualmente al
rilascio di tale attestato, gli organismi verificatori confermano per
via telematica l’esito positivo della verifica attraverso il Registro
nazionale delle emissioni e delle quote di emissioni secondo le
modalita’ pubblicate nella pagina dedicata del sito dell’Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Capo IV DISPOSIZIONI FINALI E RICOGNIZIONE DEI
RICONOSCIMENTI

Art. 10

1. Il DEC/RAS/23/2006, il DEC/RAS/96/2006, il DEC/RAS/181/2006 e la
deliberazione n. 02/2008 del Comitato sono abrogati dalla data di cui
al comma 3.
2. Per gli organismi verificatori elencati in allegato 4 alla
presente deliberazione si considera che la procedura di
riconoscimento dell’accreditamento abbia gia’ avuto esito positivo.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente deliberazione gli
organismi di cui al comma 2 comunicano al Comitato ogni variazione
relativa alla documentazione ed alle informazioni di cui all’art. 3,
entro trenta giorni dal verificarsi della variazione stessa. Il
Comitato provvede ad aggiornare, confermare o revocare il
riconoscimento a seguito della valutazione della variazione entro i
successivi sessanta giorni dalla comunicazione.
4. La presente deliberazione entra in vigore dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 12 ottobre 2010

Il presidente: Romano

Capo IV DISPOSIZIONI FINALI E RICOGNIZIONE DEI
RICONOSCIMENTI

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

Capo IV DISPOSIZIONI FINALI E RICOGNIZIONE DEI
RICONOSCIMENTI

Allegato 2 – Contenuti minimi dell’Attestato di verifica delle
Comunicazioni

L’Attestato di verifica sintetizza il giudizio professionale del
responsabile della verifica degli organismi verificatori
relativamente alla attivita’ di verifica svolta ed in particolare ai
valori dichiarati. L’Attestato di verifica contiene gli elementi
costitutivi minimi riportati a seguire, inclusi il contesto e gli
obiettivi, la descrizione del lavoro svolto ed il giudizio
professionale espressione dell’esito della verifica.

Contesto e obiettivi
L’Attestato di verifica deve chiarire il contesto e gli obiettivi, in
termini di:
– impianto verificato (numero di autorizzazione, gestore,
impianto) od operatore aereo verificato (codice di riferimento, nome)
e dati identificativi della comunicazione sottoposta a verifica (anno
o periodo di riferimento e dati dichiarati complessivi quali il
numero complessivo di emissioni);
– destinatari dell’Attestato di verifica;
– date di svolgimento della verifica, di emissione
dell’Attestato di verifica e protocollo interno;
– indicazione della composizione del gruppo di verifica, del
responsabile del gruppo di verifica e del responsabile dell’organismo
di cui all’articolo 1 della presente deliberazione a cui il gruppo di
verifica fa riferimento(4).
(4) Il responsabile dell’organismo va inteso come colui che ha
sottoscritto la domanda di riconoscimento dell’attivita’ di
verifica ai sensi del DEC/RAS/023/2006.
– finalita’ del lavoro di verifica in termini di espressione
di un giudizio professionale, con un ragionevole livello di certezza,
relativamente alla presenza o meno, nei dati contenuti nella
comunicazione, di omissioni non corrette, rappresentazioni errate o
errori che possono portare ad inesattezze rilevanti o non
conformita’. In tale ambito per ragionevole certezza si intende un
elevato, ancorche’ non assoluto livello di certezza, che permetta
l’espressione di un giudizio in maniera affermativa;
– conformita’ ai requisiti per l’accettazione qualificata di
accreditamento stabiliti dall’articolo 5 della presente
deliberazione, con particolare riferimento ai requisiti di:
– imparzialita’ e indipendenza, con particolare
riferimento all’assenza di servizi di consulenza erogati
all’operatore verificato o a societa’ controllanti, controllate o
collegate, da parte dei membri del gruppo di verifica o da parte
dell’organismo a cui il gruppo di verifica fa riferimento, nel corso
dei due anni precedenti l’inizio della missione di verifica; la
conformita’ al suddetto requisito va attestato con dichiarazione
sostitutiva di atto di notorieta’ resa ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445(5) da allegare
all’attestato di verifica.
(5) La firma, in relazione alle dichiarazioni di cui
all’articolo 47 del DPR n. 445/00, deve essere corredata da
copia fotostatica leggibile di un documento di identita’ dello
stesso gestore o suo legale rappresentante. L’Amministrazione
si riserva di compiere accertamenti relativi alla predetta
dichiarazione sostitutiva. La falsa dichiarazione comporta
l’applicazione di sanzioni penali [articolo n. 76 del DPR n.
445/00].
– competenza del gruppo di verifica per il settore e la
categoria dimensionale di appartenenza dell’operatore verificato.

Descrizione del lavoro svolto
L’attestato di verifica deve descrivere in maniera sintetica la
natura e l’estensione dell’incarico di verifica. In tal senso deve
includere:
– la descrizione degli elementi normativi di riferimento e
le relative prescrizioni vigenti in materia di monitoraggio e
comunicazione delle emissioni;
– l’esplicita definizione del livello accettabile di
rilevanza tenendo conto della natura e della complessita’ delle
attivita’ e delle fonti dell’impianto coerentemente a quanto
richiesto all’Allegato 3 della presente deliberazione;
– la dichiarazione che, con riferimento all’obiettivo della
verifica della comunicazione, il lavoro svolto fornisce una base
adeguata per l’espressione del proprio giudizio professionale con un
ragionevole livello di certezza. In tale ambito per ragionevole
certezza si intende un elevato, ancorche’ non assoluto, livello di
certezza che permetta l’espressione di un giudizio in maniera
affermativa;
– la descrizione sintetica degli eventuali rilievi emersi in
termini di singole inesattezze rettificate e non rettificate,
omissioni, dichiarazioni inesatte o errori.

Esito della verifica
L’Attestato di verifica si conclude con un esplicito giudizio
dell’organismo di cui all’articolo 1 che ha svolto l’attivita’ di
verifica in merito all’esito della verifica. Tale giudizio viene
espresso in una delle seguenti forme:
– un giudizio positivo senza rilievi
– un giudizio positivo con rilievi
– un giudizio negativo
– dichiarazione di impossibilita ad esprimere un giudizio.
L’organismo di cui all’articolo 1 che ha svolto l’attivita’ di
verifica puo’ esprimere un giudizio senza rilievi se sono state
verificate con esito positivo le seguenti condizioni:
a) la comunicazione e’ priva di inesattezze, dichiarazioni
errate, omissioni, errori di natura volontaria o involontaria;
b) la comunicazione e’ conforme alle disposizioni delle
normative vigenti che ne disciplinano i criteri di preparazione e
redazione;
c) non vi sono state limitazioni alla conduzione del processo
di verifica.
Nei casi in cui il giudizio senza rilievi non si possa esprimere, il
verificatore apprezza e valuta la rilevanza di ogni singola
inesattezza e dell’insieme delle inesattezze non rettificate, tenendo
conto di ogni omissione, dichiarazione inesatta o errore tale da
poter dar luogo a un’inesattezza per valutarne i riflessi sul proprio
giudizio professionale. Tale valutazione conduce ad una delle
seguenti ipotesi di giudizio:
– “giudizio con rilievi”, se l’organismo che ha effettuato
la verifica giudica che gli effetti complessivi dei rilievi emersi,
sia in termini di inesattezze complessive, omissioni non corrette,
rappresentazioni errate o errori sul dato emissivo dichiarato, sia in
termini di effetti potenziali di eventuali non conformita’, non
superino la soglia di rilevanza. In tal senso se la presenza dei
rilievi non altera la capacita’ della comunicazione di rappresentare
in modo veritiero e corretto la situazione emissiva dell’impianto;
– “giudizio negativo”, se l’organismo che ha effettuato la
verifica evidenzia la presenza di inesattezze rilevanti con un
impatto degli errori sul valore totale delle emissioni superiore alla
soglia di rilevanza stabilita per l’impianto o se il verificatore
giudica che gli effetti derivanti dalla non corretta applicazione dei
criteri di redazione della comunicazione sono tali da portare
potenzialmente a inesattezze rilevanti;
– “dichiarazione di impossibilita’ ad esprimere un giudizio”
se l’organismo che ha effettuato la verifica evidenzia che le
inadeguatezze nell’informazione resa non consentono di pronunciarsi e
le attivita’ di verifica sono limitate a tal punto da far mancare
elementi indispensabili per un giudizio sulla comunicazione. In tal
caso egli dichiara l'”impossibilita’ ad esprimere un giudizio”.
L’Attestato di verifica e’ sottoscritto dal responsabile
dell’organismo che ha svolto l’attivita’ di verifica.

Capo IV DISPOSIZIONI FINALI E RICOGNIZIONE DEI
RICONOSCIMENTI

Allegato 3

Contenuti minimi del Rapporto sul processo di convalida

Il Rapporto sul processo di convalida deve indicare tutti gli aspetti
attinenti il lavoro svolto. Il Rapporto sul processo di convalida ha
lo scopo di fornire una prova dell’effettiva esecuzione del lavoro di
verifica e delle conclusioni in base alle quali l’organismo che ha
effettuato la verifica, e’ giunto a formulare ed esprimere un
giudizio sulla comunicazione delle emissioni esaminata.
In particolare il Rapporto sul processo di convalida deve contenere:
– descrizione della metodologia di verifica adottata e
descrizione delle attivita’ condotte nell’ambito della
predisposizione della verifica che includono l’analisi strategica,
l’analisi dei processi, l’analisi e valutazione dei rischi, il piano
di verifica, la predisposizione dei documenti di lavoro e delle
conclusioni;
– descrizione delle attivita’ svolte nell’ambito della
conduzione della verifica;
– indicazione delle date di svolgimento della verifica ed
indicazione della data della visita nella sede dell’impianto;
– indicazione della data di emissione dell’Attestato di
verifica e del numero di protocollo interno;
– indicazione della composizione del gruppo di verifica, con
specifica indicazione dei membri che hanno partecipato alla visita
nella sede dell’impianto, del responsabile del gruppo di verifica e
del responsabile dell’organismo a cui fa riferimento il gruppo di
verifica(6);
– descrizione dettagliata dell’esito della verifica, con
particolare riferimento ai rilievi eventualmente emersi;
– valutazione e descrizione della conformita’ del sistema di
monitoraggio alla normativa vigente.
Il Rapporto sul processo di convalida puo’ inoltre contenere
informazioni, spiegazioni, commenti di dettaglio e indicazioni per
migliorare il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas
ad effetto serra.
(6) Il responsabile e’ da intendersi come colui che ha
sottoscritto la domanda di riconoscimento presentata ai sensi
dell’articolo 3 della presente deliberazione.

Parte di provvedimento in formato grafico

COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO – DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010

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