CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 24 gennaio 2008 | Ingegneri.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 24 gennaio 2008

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 24 gennaio 2008 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, concernente l'attuazione del Piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi. (Rep. Atti n. 6/CSR). (GU n. 36 del 12-2-2008)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PROVVEDIMENTO 24 gennaio 2008

Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003,
n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, concernente l’attuazione del Piano di emergenza per la
sicurezza degli alimenti e dei mangimi. (Rep. Atti n. 6/CSR).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
Nella odierna seduta del 24 gennaio 2008;
Visto l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il
quale prevede che, in sede di Conferenza Stato-Regioni, il Governo
puo’ promuovere la stipula di intese dirette a favorire
l’armonizzazione delle rispettive legislazioni o il raggiungimento di
posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni;
Visto l’art. 55 del Regolamento 28 gennaio 2002, n. 178/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio, il quale prevede che la
commissione elabori, in stretta collaborazione con l’Autorita’
europea per la sicurezza alimentare e gli stati membri, un piano
generale per la gestione delle crisi riguardanti la sicurezza degli
alimenti e dei mangimi;
Visto l’art. 13 del Regolamento 29 aprile 2004 – 882/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio, il quale prescrive l’obbligo per
gli stati membri di elaborare piani operativi di emergenza volti a
stabilire le misure da attuarsi allorche’ risulti che mangimi o
alimenti presentino un serio rischio per gli esseri umani o gli
animali, direttamente o tramite l’ambiente;
Vista la decisione n. 478 della Commissione (CE) del 29 aprile
2004, relativa all’adozione di un piano generale di gestione delle
crisi nel settore degli alimenti e dei mangimi, la quale individua,
ai sensi del citato art. 55 del Regolamento (CE) 178/2002, le
situazioni che comportano rischi diretti o indiretti per la salute
umana, derivanti da alimenti e mangimi, che verosimilmente le
disposizioni in vigore non sono in grado di prevenire, eliminare o
ridurre ad un livello accettabile o che non possono essere gestiti in
maniera adeguata mediante la sola applicazione degli articoli 53 e 54
dello stesso regolamento;
Vista la nota del 24 ottobre 2007, con la quale il Ministero della
salute, in attuazione delle predette disposizioni comunitarie, ha
trasmesso una proposta di intesa per l’attuazione del piano di
emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi;
Vista la nota in data 27 novembre 2007, con la quale la Regione
Toscana, coordinatrice interregionale in sanita’, ha espresso avviso
tecnico favorevole;
Considerato che il punto e’ stato iscritto all’ordine del giorno di
questa Conferenza del 6 dicembre 2007, che non ha avuto luogo, e
all’ordine del giorno di questa Conferenza del 20 dicembre 2007, nel
corso della quale e’ stato rinviato su richiesta delle regioni per
ulteriori approfondimenti;
Vista la nota del 16 gennaio 2008, con la quale la Regione Toscana,
coordinatrice interregionale in sanita’, ha confermato l’avviso
tecnico favorevole;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo,
delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano;
Sancisce intesa tra il Governo, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano nei termini di seguito riportati:
Premesso che:
la decisione n. 478 della Commissione (CE) del 29 aprile 2004,
relativa all’adozione di un piano generale di gestione delle crisi
nel settore degli alimenti e dei mangimi, la quale individua, ai
sensi dell’art. 55 del Regolamento (CE) 178/2002, le situazioni che
comportano rischi diretti o indiretti per la salute umana, derivanti
da alimenti e mangimi, che verosimilmente le disposizioni in vigore
non sono in grado di prevenire, eliminare o ridurre ad un livello
accettabile o che non possono essere gestiti in maniera adeguata
mediante la sola applicazione degli articoli 53 e 54 dello stesso
regolamento;
la sezione 2.1 dell’allegato alla predetta decisione per
l’insediamento dell’unita’ di crisi comunitaria e l’attuazione del
«Piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi» da
parte di tutte le parti interessate (commissione, autorita’, stati
membri), individua i seguenti fattori critici:
a) situazioni implicanti seri rischi, diretti o indiretti, per
la salute umana e/o percepiti come tali;
b) diffusione o possibile diffusione del rischio attraverso una
parte considerevole della catena alimentare;
c) potenziale ampiezza del rischio per piu’ stati membri o
Paesi terzi;
l’art. 13 del Regolamento (CE) 882/2004 prescrive l’obbligo per
gli stati membri di elaborare piani operativi di emergenza, in cui si
stabiliscano le misure da attuarsi senza indugio allorche’ risulti
che mangimi o alimenti presentino un serio rischio per gli esseri
umani o gli animali, direttamente o tramite l’ambiente;
sussiste l’esigenza che le misure siano adeguate al rischio,
proporzionali al livello di protezione ricercato, non discriminanti,
coerenti con quelle gia’ prese in situazioni analoghe o che fanno uso
di approcci analoghi;
si rende necessario:
a) creare procedure operative appropriate ed uniformi per la
gestione delle emergenze, garantendo la salute pubblica;
b) migliorare le procedure gestionali da attuare in occasione
del verificarsi di emergenze dovute all’immissione in commercio di
alimenti dannosi per la salute pubblica;
occorre considerare:
a) il principio di precauzione che viene applicato quando
sussiste una incertezza o quando non esistono informazioni
scientifiche complete sul rischio potenziale;
b) la necessita’ di intervenire rapidamente adottando tutte le
misure necessarie allorquando esista anche la sola possibilita’ che
un alimento possa produrre effetti nocivi sulla salute;
c) l’esigenza che le misure siano adeguate al rischio,
proporzionali al livello di protezione ricercato, non discriminanti,
coerenti con quelle gia’ prese in situazioni analoghe o che fanno uso
di approcci analoghi.
Il governo, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano convengono che:
Art. 1.
Attuazione del Piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e
dei mangimi
1. In attuazione dell’art. 13 del Regolamento (CE) 882/2004, il
Ministero della salute e le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano concordano di attuare, ciascuno per gli aspetti di propria
competenza, il piano di emergenza per la sicurezza degli alimenti e
dei mangimi di cui all’Allegato I, parte integrante del presente
atto, in concordanza con il piano generale comunitario secondo le
procedure di cui all’Allegato II, parte integrante del presente atto.
2. Il piano nazionale puo’ essere attivato anche dal Ministero
della salute sulla base di particolari situazioni di rischio, in
attesa di misure eventualmente da intraprendere a livello
comunitario.

Art. 2.
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall’attuazione del piano di cui alla presente intesa non
possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato e della finanza pubblica.
Roma, 24 gennaio 2008
Il Presidente: Lanzillotta
Il segretario: Busia

Allegato I
PIANO DI EMERGENZA PER LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E DEI MANGIMI
Art. 1.
Autorita’ amministrative
Il Ministero della salute, le regioni, le province autonome e gli
enti locali preposti, si avvalgono di unita’ appositamente istituite
a livello centrale, regionale e periferico, di seguito descritte:
Unita’ di crisi nazionale;
Unita’ di crisi regionale e province autonome;
Unita’ di crisi periferica o locale.
Art. 2.
Composizione
a) Unita’ di crisi nazionale:
direttore generale della sicurezza degli alimenti e della
nutrizione (Responsabile unita’ di crisi nazionale) o suo sostituto;
direttore generale del segretariato nazionale della valutazione
del rischio della catena alimentare (o suo sostituto);
direttore generale della sanita’ animale e del farmaco
veterinario (o suo sostituto);
coordinatore di crisi o suo sostituto (come identificato a
livello nazionale dalla decisione della commissione europea del
29 aprile 2004);
un esperto in materia di sicurezza alimentare nominato dal
Ministro della salute;
direttore Ufficio VIII della direzione generale della sicurezza
degli alimenti e della nutrizione o suo sostituto;
direttori di altri settori o dirigenti di altri uffici del
Ministero della salute eventualmente coinvolti dall’emergenza;
rappresentante dell’Istituto superiore di sanita’;
responsabile/i delle unita’ di crisi regionali e delle province
autonome coinvolte o suo/loro sostituto/i;
direttore/i degli istituti zooprofilattici sperimentali e
agenzie regionali protezione ambientale territorialmente competenti
(o sostituti);
Qualora le circostanze lo rendessero necessario, l’unita’ di
crisi nazionale puo’ essere integrata con:
comandante del comando Carabinieri per la tutela della salute
(o suo sostituto);
rappresentanti di altre amministrazioni pubbliche eventualmente
c…

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