DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2007 | Ingegneri.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2007

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2007 - Coordinamento delle attivita' di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. (GU n. 31 del 6-2-2008)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2007

Coordinamento delle attivita’ di prevenzione e vigilanza in materia
di salute e sicurezza sul lavoro.

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l’art. 4, comma 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, che
prevede la realizzazione del coordinamento delle attivita’ di
prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
Visti gli articoli 23 e 27 del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626 e successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
14 ottobre 1997, n. 412;
Ravvisata l’esigenza di garantire l’uniformita’ dell’attivita’ di
prevenzione e vigilanza della pubblica amministrazione su tutto il
territorio nazionale, anche al fine di individuare le priorita’ e le
modalita’ dei rispettivi interventi nonche’ le sinergie da
sviluppare;
Acquisita l’intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art.
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in data 20 dicembre
2007;
Sulla proposta dei Ministri della salute e del lavoro e della
previdenza sociale;
E m a n a
il seguente decreto:
Art. 1.
Attivita’ di coordinamento
1. I Comitati regionali di coordinamento, d’ora in poi Comitati,
istituiti presso ogni regione e provincia autonoma ai sensi dell’art.
27 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, svolgono i
propri compiti di programmazione e di indirizzo delle attivita’ di
prevenzione e vigilanza nel rispetto delle indicazioni e dei criteri
formulati a livello nazionale dai Ministeri della salute e del lavoro
e della previdenza sociale e dalle regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano al fine di individuare i settori e le priorita’
d’intervento delle attivita’ di prevenzione e vigilanza in materia di
salute e sicurezza sul lavoro.
2. Il Comitato e’ presieduto dal presidente della giunta regionale
o da un assessore da lui delegato, con la partecipazione degli
assessori regionali competenti per le funzioni correlate e deve
comprendere rappresentanti, territorialmente competenti: dei servizi
di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle aziende
sanitarie locali, dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale
(ARPA), dei settori ispezione del lavoro delle direzioni regionali
del lavoro, degli ispettorati regionali dei Vigili del fuoco, delle
agenzie territoriali dell’Istituto superiore per la sicurezza sul
lavoro (ISPESL), degli uffici periferici dell’Istituto nazionale per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), degli uffici
periferici dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo
(IPSEMA), degli uffici periferici dell’Istituto nazionale della
previdenza sociale (INPS), dell’Associazione nazionale dei comuni
d’Italia (ANCI), dell’Unione province italiane (UPI) e rappresentanti
degli uffici di sanita’ aerea e marittima del Ministero della salute
nonche’ delle autorita’ marittime portuali ed aeroportuali.
3. Ai lavori del Comitato partecipano quattro rappresentanti dei
datori di lavoro e quattro rappresentanti dei lavoratori designati
dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative
a livello regionale.
4. Il Comitato di coordinamento si riunisce almeno ogni tre mesi e
svolge le seguenti funzioni:
a) sviluppa, tenendo conto delle specificita’ territoriali, i
piani di attivita’ e i progetti operativi individuati dalle
Amministrazioni a livello nazionale;
b) svolge funzioni di indirizzo e programmazione delle attivita’
di prevenzione e di vigilanza e promuove l’attivita’ di
comunicazione, informazione, formazione e assistenza operando il
necessario coordinamento tra le diverse istituzioni;
c) provvede alla raccolta ed analisi delle informazioni relative
agli eventi dannosi e ai rischi, proponendo soluzioni operative e
tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie
da lavoro;
d) valorizza gli accordi aziendali e territoriali che orientino i
comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della
responsabilita’ sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti
interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti
legislativamente.
5. Agli oneri derivanti dall’attuazione di quanto disposto dal
presente articolo si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie
previste dalla legislazione vigente.

Art. 2.
Pianificazione e monitoraggio del coordinamento
delle attivita’ di vigilanza
1. In attuazione degli indirizzi resi a livello nazionale, nel
rispetto delle indicazioni del comitato di cui all’art. 1 e degli
impegni di spesa assunti a livello nazionale dalle singole
amministrazioni, presso ogni Comitato regionale di coordinamento e’
istituito un ufficio operativo composto da rappresentanti degli
organi di vigilanza che pianifica il coordinamento delle rispettive
attivita’, individuando le priorita’ a livello territoriale.
2. L’ufficio operativo di cui al comma 1 provvede a definire i
piani operativi di vigilanza nei quali sono individuati: gli
obiettivi specifici, gli ambiti territoriali, i settori produttivi, i
tempi, i mezzi e le risorse ordinarie che sono rese sinergicamente
disponibili da parte dei vari soggetti pubblici interessati. In
specifici contesti produttivi e in situazioni eccezionali, al fine di
migliorare l’efficacia delle politiche attive di prevenzione, possono
essere previste particolari attivita’ di coordinamento tecnico che
prevedano la costituzione di nuclei operativi integrati di
prevenzione e vigilanza che operino per tempi programmati.
3. I piani operativi di cui al comma 2 sono attuati da organismi
provinciali composti da: Servizi di prevenzione e sicurezza nei
luoghi di lavoro delle ASL, Direzione provinciale del lavoro, INAIL,
ISPESL, INPS e Comando provinciale Vigili del fuoco.
4. I Comitati regionali di coordinamento provvedono a monitorare le
attivita’ svolte dalle sezioni permanenti per verificare il
raggiungimento degli obiettivi, dando comunicazione annuale dei
risultati di tale monitoraggio ai Ministeri della salute e del lavoro
e della previdenza sociale.
5. Alle attivita’ disposte dal presente articolo si provvede
nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste
dalla legislazione vigente.

Art. 3.
Monitoraggio e raccolta dati
1. In attesa dell’adozione dei provvedimenti attuativi del criterio
di cui all’art. 1, comma 2, lettera o), legge n. 123/2007, i Comitati
regionali di coordinamento realizzano iniziative per l’integrazione
dei rispettivi archivi informativi.
2. All’integrazione degli archivi informatici di cui al comma 1 si
provvede nell’ambito delle risorse finanziarie previste dalla
legislazione vigente.

Art. 4.
Esercizio di poteri sostitutivi
1. L’esercizio di poteri sostitutivi di cui all’art. 4, comma 1,
lettera b) della legge 3 agosto 2007, n. 123 e’ attuato nei seguenti
casi:
a) mancata costituzione del Comitato;
b) reiterata mancata convocazione del Comitato nei termini
previsti;
c) inadempimento da parte delle Amministrazioni e degli Enti
pubblici componenti il Comitato.
2. Nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b), i Ministeri della
salute e del lavoro e della previdenza sociale, previo invito ad
adempiere, assumono tutte le iniziative necessarie per assicurare gli
adempimenti di cui al presente decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri.
3. Nell’ipotesi di cui alla lettera c), il Presidente del Comitato,
previo invito ad adempiere, informa l’autorita’ gerarchicamente o
funzionalmente sovraordinata al componente inadempiente affinche’
assuma tutti gli atti necessari all’esercizio dei poteri sostitutivi.

Art. 5.
Disciplina per le province autonome
di Trento e di Bolzano
1. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle
finalita’ del presente atto di indirizzo e coordinamento nell’ambito
delle proprie competenze, secondo quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti.

Art. 6.
Disposizioni finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggior oneri a carico della finanza pubblica.
Roma, 21 dicembre 2007
Il Presidente
del Consiglio dei Ministri
Prodi
Il Ministro del lavoro
e della previdenza sociale
Damiano

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 dicembre 2007

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