DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2009 | Ingegneri.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2009

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2009 - Modalita' di applicazione della Comunicazione della Commissione europea - quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica. (09A06689) (GU n. 131 del 9-6-2009 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2009

Modalita’ di applicazione della Comunicazione della Commissione
europea – quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure
di aiuto di Stato a sostegno dell’accesso al finanziamento
nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica. (09A06689)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la Comunicazione della Commissione europea – Quadro di
riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a
sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di
crisi finanziaria ed economica, del 22 gennaio 2009, con la quale
vengono determinate le categorie di aiuti ritenute compatibili per un
periodo di tempo limitato, ai sensi dell’art. 87, paragrafo 3,
lettera b), del trattato CE, per porre rimedio alle difficolta’
provocate all’economia reale dalla crisi finanziaria mondiale;
Vista la Comunicazione della Commissione europea – Modifica del
quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto
di Stato a sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale
situazione di crisi finanziaria ed economica, del 25 febbraio 2009;
Visto il Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo
1999 recante modalita’ di applicazione dell’art. 93 del trattato CE;
Considerata la necessita’ di porre rimedio alla situazione di grave
turbamento dell’economia nazionale generata dalle difficolta’
economiche e finanziarie in cui versano le imprese e che a tal fine
si rende necessario intervenire anche con aiuti di Stato
proporzionati, nel rispetto delle condizioni poste dal Quadro di
riferimento temporaneo comunitario;
Vista la necessita’ di impartire direttive alle pubbliche
amministrazioni al fine di garantire che gli interventi per il
sostegno degli investimenti, della crescita e dell’occupazione,
adottati nel territorio nazionale siano conformi al quadro concordato
in sede europea per la tutela della concorrenza ed ai principi comuni
del mercato interno;
Ritenuta la necessita’ che i diversi interventi di aiuto siano
riconducibili ad un unico quadro di riferimento nazionale da
notificare alla Commissione europea ai sensi dell’art. 88, paragrafo
3, del trattato CE;
Acquisita l’intesa della Conferenza Stato-regioni, del 8 aprile
2009, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.
131;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee;
E m a n a
la seguente direttiva:

Art. 1.

Oggetto

1. La presente direttiva e’ rivolta alle amministrazioni che
intendono concedere aiuti di Stato alle imprese nel rispetto della
Comunicazione della Commissione europea – Quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di crisi
finanziaria ed economica, del 22 gennaio 2009, come modificata dalla
Comunicazione del 25 febbraio 2009 o da eventuali successive
comunicazioni della Commissione europea.
2. Fino al 31 dicembre 2010, salvo diversi termini eventualmente
stabiliti dalla Commissione europea, le amministrazioni di cui al
comma 1 seguono le indicazioni della presente direttiva e le
disposizioni contenute nelle decisioni di autorizzazione adottate
dalla Commissione europea ai sensi dell’art. 87 del trattato CE a
seguito della notifica di cui all’art. 10.
3. Per imprese si intendono i soggetti che svolgono attivita’
economica, rilevante ai fini dell’applicazione delle norme
comunitarie in materia di aiuti di Stato. Per piccole e medie imprese
si intendono quelle che soddisfano la definizione di cui all’art. 2,
paragrafo 1, n. 7) del Regolamento (CE) n.800/2008 della Commissione,
del 6 agosto 2008.

Art. 2.

Condizioni per la concessione degli aiuti

1. Le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 1, possono concedere
gli aiuti previsti nella Comunicazione di cui all’art. 1 alle imprese
di qualsiasi settore di attivita’, alle condizioni e salve le
specifiche esclusioni nella Comunicazione medesima previste. Nei
provvedimenti di concessione di detti aiuti e’ fatto esplicito
riferimento alla presente direttiva ed alle decisioni di
autorizzazione adottate dalla Commissione europea ai sensi dell’art.
87 del trattato CE a seguito della notifica di cui all’art. 10.
2. Ai fini della concessione degli aiuti previsti nella
Comunicazione di cui all’art. 1, le amministrazioni concedenti
verificano, anche sulla base di dichiarazioni acquisite in via
telematica, che le imprese beneficiarie non versavano in condizioni
di difficolta’ alla data del 30 giugno 2008.
3. Ai fini del comma 2, sono da considerarsi in difficolta’:
a) le imprese di grandi dimensioni che soddisfano le condizioni di
cui al punto 2.1 della Comunicazione della Commissione europea 2004/C
244/02 recante «Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il
salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficolta’»;
b) le piccole e medie imprese che soddisfano le condizioni di cui
all’art. 1, paragrafo 7, del Regolamento (CE) n. 800/2008.
4. Le amministrazioni che concedono gli aiuti verificano che le
imprese beneficiarie non rientrano fra coloro che hanno ricevuto e,
successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato
aiuti che lo Stato e’ tenuto a recuperare in esecuzione di una
decisione di recupero adottata dalla Commissione europea ai sensi
dell’art. 14 del Regolamento (CE) n. 659/1999, del Consiglio, del 22
marzo 1999. Tale verifica e’ effettuata anche sulla base di
dichiarazioni acquisite in via telematica.

Art. 3.

Aiuti di importo limitato

1. Ai fini della concessione di aiuti di Stato alle imprese nel
limite massimo di 500.000 euro per impresa nel triennio dal 1°
gennaio 2008 al 31 dicembre 2010, di cui al paragrafo 4.2.2 della
Comunicazione citata all’art. 1, le amministrazioni assicurano che:
a) gli aiuti siano in forma di regime;
b) gli aiuti siano trasparenti ai sensi dell’art. 5 del
Regolamento (CE) n. 800/2008;
c) prima della concessione degli aiuti sia acquisita, anche in via
telematica, una dichiarazione scritta dall’impresa beneficiaria che
informi su eventuali importi de minimis ricevuti a partire dal 1°
gennaio 2008, nonche’ su altri aiuti di cui al presente articolo. Gli
aiuti sono concessi previa verifica che il totale degli aiuti
ricevuti dalla stessa impresa nel triennio di cui al presente comma
non superi l’importo di 500.000 euro, calcolato secondo le modalita’
del presente comma;
e,
d) l’importo dell’aiuto, nel limite massimo di 500.000 euro, sia
calcolato al lordo delle imposte dovute.
2. Le amministrazioni non concedono gli aiuti di cui al presente
articolo alle imprese che operano nei seguenti settori:
a) pesca;
b) produzione primaria di prodotti agricoli, secondo la
definizione dell’art. 2, paragrafo 2, del Regolamento (CE) n.
1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006;
c) trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli,
secondo la definizione dell’art. 2, paragrafi 3 e 4, del Regolamento
(CE) n. 1857/2006, limitatamente alle ipotesi in cui:
– l’importo dell’aiuto e’ fissato in base al prezzo o al
quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o
immessi sul mercato dalle imprese interessate; ovvero
– l’aiuto e’ subordinato al fatto di venire parzialmente o
interamente trasferito a produttori primari.
3. Gli aiuti di cui al presente articolo non possono essere
concessi quando consistono in aiuti all’esportazione o aiuti che
favoriscono prodotti e servizi nazionali rispetto a quelli importati.

Art. 4.

Aiuti di Stato sotto forma di garanzie

1. Ai fini della concessione di aiuti di Stato alle imprese sotto
forma di garanzie, di cui al paragrafo 4.3.2 della Comunicazione
citata all’art. 1, le amministrazioni concedenti assicurano il
rispetto di tutte le seguenti condizioni:
a) il premio annuale minimo da pagare per nuove garanzie e’ quello
risultante dall’allegato alla Comunicazione di cui all’art. 1 o
quello calcolato sulla base di metodologie gia’ approvate dalla
Commissione europea previa loro notifica a norma di un regolamento
adottato dalla Commissione nel settore degli aiuti di Stato.
Detto premio puo’ essere ridotto, per un periodo massimo di due
anni dalla concessione della garanzia, entro i seguenti limiti:
– 25% per le piccole e medie imprese, incluse quelle che non hanno
antecedenti in materia di prestiti o un rating basato su un approccio
di bilancio;
– 15% per le imprese di grandi dimensioni;
b) l’importo massimo del prestito non supera, per le imprese
costituite entro il 1° gennaio 2008, la spesa salariale annuale
complessiva del beneficiario per il 2008 e, per le imprese costituite
dal 1° gennaio 2008, la spesa salariale annua prevista per i primi
due anni di attivita’;
c) oggetto della garanzia possono essere sia i prestiti per gli
investimenti, sia quelli per il capitale di esercizio;
d) la misura della garanzia non supera il 90% del prestito per
tutta la durata del prestito.

Art. 5.

Aiuti di Stato sotto forma di tasso di interesse agevolato

1. Ai fini della concessione di aiuti di Stato alle imprese sotto
forma di prestiti pubblici o privati a tasso di interesse agevolato,
di cui al paragrafo 4.4.2 della Comunicazione citata all’art. 1, le
amministrazioni concedenti assicurano il rispetto delle seguenti
condizioni:
a) il tasso d’interesse non e’ inferiore a quello overnight
rilevato dalla Banca centrale europea maggiorato di un premio uguale
alla differenza tra il tasso interbancario a 1 anno medio e la media
del tasso overnight stesso calcolata nel periodo dal 1° gennaio 2007
al 30 giugno 2008, piu’ il premio per il rischio di credito
corrispondente al profilo di rischio del destinatario, come indicato
dalla comunicazione della Commissione relativa alla revisione del
metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione;
e,
b) il metodo di calcolo di cui alla lettera a) e’ applicato ai
contratti conclusi entro il 31 dicembre 2010 ed ai pagamenti di
interessi non successivi al 31 dicembre 2012.
2. Fino al 31 dicembre 2012, il Ministero dell’economia e delle
finanze pubblica quotidianamente sul proprio sito internet, secondo
criteri di facile reperibilita’, il tasso overnight rilevato dalla
Banca centrale europea.

Art. 6.

Aiuti di Stato per la produzione di «prodotti verdi»

1. Ai fini della concessione di aiuti di Stato alle imprese,
consistenti nella riduzione del tasso d’interesse su prestiti
pubblici o privati, per investimenti destinati al finanziamento di
progetti per la produzione di nuovi prodotti che comportino un
adeguamento anticipato a standard comunitari di prodotto, non ancora
in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale o di
prodotti che comportino il superamento di tali standard, di cui al
paragrafo 4.5.2 della Comunicazione di cui all’art. 1, le
amministrazioni concedenti assicurano che l’investimento sia
effettuato entro il 31 dicembre 2010 e che la produzione sia immessa
sul mercato almeno due anni prima dell’entrata in vigore degli
standard di cui sopra. L’aiuto puo’ essere concesso per l’avvio di
nuovi progetti ed anche per progetti esistenti, qualora sia
necessario a consentirne il proseguimento a causa della mutata
situazione economica.
2. I prestiti possono coprire i costi degli investimenti in attivi
materiali e immateriali, ad eccezione dei prestiti per investimenti
corrispondenti a capacita’ di produzione di piu’ del 3% su mercati di
prodotto in cui, nell’arco dei cinque anni precedenti all’inizio
dell’investimento, il tasso di crescita annuo medio del consumo
apparente sul mercato dello Spazio economico europeo, misurato in
dati di valore, si e’ tenuto al di sotto del tasso di crescita annuo
medio del prodotto interno lordo dello Spazio economico europeo
nell’arco dello stesso periodo di riferimento di cinque anni.
3. La riduzione del tasso di interesse, calcolato in base al metodo
di cui al punto 4.4.2 della Comunicazione citata all’art. 1, e’
fissata al 25%, per le imprese di grandi dimensioni ed al 50%, per le
piccole e medie imprese. Il tasso d’interesse agevolato puo’ essere
applicato per un periodo massimo di due anni a partire dalla
concessione del prestito.

Art. 7.

Aiuti di Stato al capitale di rischio

1. Ai fini della concessione di aiuti di Stato a favore degli
investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese, di
cui al paragrafo 4.6.2 della Comunicazione citata all’art. 1, le
amministrazioni concedenti assicurano il rispetto delle condizioni
stabilite negli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato
destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle
piccole e medie imprese (2006/C 194/02) e, nel caso di modifica di
aiuti gia’ autorizzati, anche delle condizioni stabilite nell’atto di
concessione. Le amministrazioni, inoltre, assicurano il rispetto
delle seguenti soglie:
a) le tranche massime di investimento non superano 2,5 milioni di
euro l’anno, per ogni impresa beneficiaria;
e
b) almeno il 30% del finanziamento proviene da investitori
privati, quale che sia la zona in cui e’ situata l’impresa
beneficiaria.
2. Il presente articolo non si applica agli aiuti a favore del
capitale di rischio concessi ai sensi del Regolamento generale di
esenzione per categoria (CE) n. 800/2008.
3. Le disposizioni di cui al paragrafo 4.6.2 della Comunicazione
citata all’articolo 1 non si applicano alle imprese in difficolta’ di
cui alla definizione degli orientamenti comunitari sugli aiuti di
Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in
difficolta’, ai sensi del punto 2.1 degli Orientamenti citati al
comma 1.

Art. 8.

Cumulo

1. I massimali d’aiuto fissati nella Comunicazione di cui all’art.
1 si applicano indipendentemente dal fatto che il sostegno al
progetto sia finanziato interamente con fondi nazionali o sia
cofinanziato dalla Unione europea.
2. Le agevolazioni previste dalla presente direttiva non possono
essere cumulate con gli aiuti di cui al Regolamento (CE) n.
1998/2006, del 15 dicembre 2006 «relativo all’applicazione degli
articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore («de
minimis») per i medesimi costi ammissibili».
3. La somma dell’importo degli aiuti ricevuti da ciascuna impresa
nel quadro delle misure di cui al punto 4.2 della Comunicazione
citata all’art. 1 ai sensi dell’articolo 3 della presente direttiva e
degli aiuti «de minimis» ricevuti a partire dal 1° gennaio 2008 non
deve superare 500.000 euro tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre
2010. L’importo degli aiuti «de minimis» ricevuti dopo il 1° gennaio
2008 e’ dedotto dall’importo dell’aiuto compatibile concesso per lo
stesso fine nel quadro delle misure di cui ai punti 4.3, 4.4, 4.5 e
4.6 della Comunicazione di cui all’art. 1, ai sensi degli articoli 4,
5, 6 e 7 della presente direttiva.
4. Le agevolazioni di cui alla presente direttiva possono essere
cumulate con altri aiuti compatibili o con altre forme di
finanziamenti comunitari, a condizione che siano rispettate le
intensita’ massime degli aiuti indicate nei relativi orientamenti o
regolamenti di esenzione per categoria.

Art. 9.

Monitoraggio e relazioni

1. Entro il 15 luglio di ciascun anno in cui si applica la
Comunicazione, le amministrazioni di cui all’art. 1 trasmettono
l’elenco dei regimi di aiuto e degli aiuti ad hoc di cui agli
articoli 3, 4, 5, 6 e 7 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, che
provvede a formare un elenco complessivo e a inviarlo, entro il 31
luglio, alla Commissione europea. Le amministrazioni sono tenute ad
effettuare la predetta comunicazione, entro lo stesso termine, anche
nel caso in cui questa abbia contenuto negativo.
2. Unitamente all’elenco di cui al comma 1, le amministrazioni
inviano anche una dichiarazione che attesti che le misure istituite
sono state applicate in conformita’ alle disposizioni contenute nella
Comunicazione e a quelle contenute nelle decisioni di autorizzazione
della Commissione europea di cui all’art. 1, comma 2.
3. Entro il 15 settembre 2009 e di ciascun anno successivo in cui
si applica la Comunicazione, le amministrazioni inviano al
Dipartimento delle politiche comunitarie una relazione sulle misure
adottate in base alla presente direttiva che fornisca elementi dai
quali si evinca la eventuale necessita’ di mantenere dette misure
oltre il 31 dicembre 2009. Il Dipartimento provvede a trasmettere
alla Commissione europea, entro il 31 ottobre, una relazione
complessiva. Resta fermo l’obbligo, per le amministrazioni, di
redigere le relazioni di cui all’art. 21 del Regolamento (CE) n.
659/1999.
4. In relazione alla concessione degli aiuti di cui alla presente
direttiva, le amministrazioni di cui all’articolo 1 conservano, per
dieci anni, le registrazioni particolareggiate, ivi comprese le
dichiarazioni di cui all’art. 2, commi 2 e 4, che contengono ogni
informazione necessaria per verificare che gli aiuti siano stati
concessi nel rispetto dell’art. 1, comma 2. I medesimi soggetti,
trasmettono dette registrazioni al Dipartimento di cui al comma 1, su
richiesta di quest’ultimo.
5. Ai fini delle comunicazioni di cui al presente articolo, le
amministrazioni di cui all’articolo 1 designano un responsabile unico
e, entro il 15 giugno 2009, ne comunicano il nominativo alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie.
6. I responsabili degli Uffici competenti vigilano sull’osservanza
degli adempimenti contenuti nel presente articolo.

Art. 10.

Disposizioni finali

1. La concessione degli aiuti di cui alla presente direttiva e’
effettuata nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione
vigente.
2. Le amministrazioni provvedono agli adempimenti di cui all’art. 9
della presente direttiva, avvalendosi delle risorse umane,
strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.
3. Per quanto non previsto nella presente direttiva si applicano le
disposizioni contenute nella Comunicazione di cui all’art. 1.
4. Il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie
notifica la presente direttiva alla Commissione europea, ai sensi
dell’art. 88, paragrafo 3 del trattato CE, ai fini dell’adozione
delle decisioni di autorizzazione di cui all’art. 1. L’efficacia
della presente direttiva e’ subordinata alla approvazione da parte
della Commissione europea.
5. Il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie
trasmette alle amministrazioni le decisioni di autorizzazione di cui
all’art. 1 che vincolano le stesse al rispetto delle disposizioni in
esse contenute.
La presente direttiva sara’ trasmessa ai competenti organi di
controllo e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 3 giugno 2009

Il Presidente: Berlusconi

Registrato alla Corte dei conti il 4 giugno 2009
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 6, foglio n. 197

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 giugno 2009

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