DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 novembre 2010, n. 242 | Ingegneri.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 novembre 2010, n. 242

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 novembre 2010, n. 242 - Definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi che concorrono all'assolvimento delle operazioni doganali di importazione ed esportazione. (11G0008) - (GU n. 10 del 14-1-2011) note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/01/2011

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 novembre 2010 ,
n. 242

Definizione dei termini di conclusione dei procedimenti
amministrativi che concorrono all’assolvimento delle operazioni
doganali di importazione ed esportazione. (11G0008)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’articolo 4, comma 57 della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
che istituisce presso gli uffici dell’Agenzia delle dogane lo
sportello unico doganale, per semplificare le operazioni di
importazione ed esportazione e per concentrare i termini delle
attivita’ istruttorie, anche di competenza di amministrazioni
diverse, connesse alle predette operazioni;
Visto l’articolo 4, comma 58, della medesima legge n. 350 del 2003,
che prevede: «Ferme tutte le competenze di legge, lo sportello unico
doganale concentra tutte le istanze inviate anche in via telematica
dagli operatori interessati e inoltra i dati, cosi’ raccolti, alle
amministrazioni interessate per un coordinato svolgimento dei
rispettivi procedimenti ed attivita’»;
Visto l’articolo 4, comma 59 della medesima legge n. 350 del 2003,
che prevede: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con
i Ministri interessati e con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
sono definiti i termini di conclusione dei procedimenti
amministrativi, che concorrono per l’assolvimento delle operazioni
doganali di importazione ed esportazione, validi fino a quando le
amministrazioni interessate non provvedono a stabilirli, in una
durata comunque non superiore, con i regolamenti di cui all’articolo
2 della legge 7 agosto 1990, n. 241»;
Visto l’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 30 settembre 2005,
n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2005, n.
248, che prevede: «Le intese di cui al comma 59 dell’articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, finalizzate all’adozione del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto nella medesima
norma, devono intervenire nel termine di tre mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto. In mancanza le stesse si
intendono positivamente acquisite»;
Visto l’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente i
termini di conclusione dei procedimenti amministrativi;
Visto il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio in data 12
ottobre 1992, e successive modificazioni, che istituisce un codice
doganale comunitario;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il
codice in materia di protezione dei dati personali;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice
dell’amministrazione digitale;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Acquisita l’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti fra
lo Stato, le Regioni le Province autonome di Trento e Bolzano nella
seduta del 29 ottobre 2009;
Acquisito, ai sensi dell’articolo 154, comma 4 del decreto
legislativo n. 196 del 2003, il parere dell’Autorita’ garante per la
protezione dei dati personali, espresso nella seduta del 28 febbraio
2008;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza di Sezione del 26
agosto 2010;
Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa
con i Ministri interessati;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1

Sportello unico doganale

1. Lo sportello unico doganale, istituito ai sensi dell’articolo 4,
comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, presso gli uffici
dell’Agenzia delle dogane, perseguendo lo sviluppo
dell’interoperabilita’ dei sistemi informativi delle diverse
amministrazioni interessate, coordina per via telematica i
procedimenti coinvolgenti le amministrazioni che intervengono in
operazioni doganali, nonche’ le attivita’ connesse con le predette
operazioni e disciplinate dal presente decreto.
2. Al fine di effettuare il coordinamento per via telematica dei
procedimenti che fanno capo alle amministrazioni che intervengono
nelle operazioni doganali e’ realizzato un sistema di cooperazione
tra il sistema informativo dell’Agenzia delle dogane e quello delle
singole amministrazioni interessate.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 4, commi 57, 58 e 59, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, recante Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2004), e’ il seguente:
«57. Presso gli uffici dell’Agenzia delle dogane, e’
istituito lo “sportello unico doganale”, per semplificare
le operazioni di importazione ed esportazione e per
concentrare i termini delle attivita’ istruttorie, anche di
competenza di amministrazioni diverse, connesse alle
predette operazioni.
58. Ferme tutte le competenze di legge, lo sportello
unico doganale concentra tutte le istanze inviate anche in
via telematica dagli operatori interessati e inoltra i
dati, cosi’ raccolti, alle amministrazioni interessate per
un coordinato svolgimento dei rispettivi procedimenti ed
attivita’.
59. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle
finanze, d’intesa con i Ministri interessati e con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
definiti i termini di conclusione dei procedimenti
amministrativi che concorrono per l’assolvimento delle
operazioni doganali di importazione ed esportazione, validi
fino a quando le amministrazioni interessate non provvedono
a stabilirli, in una durata comunque non superiore, con i
regolamenti di cui all’articolo 2 della legge 7 agosto
1990, n. 241.».
– Il testo dell’art. 2, comma 5, del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e’ il seguente:
«5. Le intese di cui al comma 59 dell’art. 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, finalizzate all’adozione
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
previsto nella medesima norma, devono intervenire nel
termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. In mancanza le stesse si intendono
positivamente acquisite.».
– Il testo dell’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n.
241, recante nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi, e’ il seguente:
«Art. 2 (Conclusione del procedimento). – 1. Ove il
procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza,
ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche
amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante
l’adozione di un provvedimento espresso.
2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i
provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un
termine diverso, i procedimenti amministrativi di
competenza delle amministrazioni statali e degli enti
pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di
trenta giorni.
3. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei
Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la
pubblica amministrazione e l’innovazione e per la
semplificazione normativa, sono individuati i termini non
superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi
i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali.
Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri
ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro
i quali devono concludersi i procedimenti di propria
competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilita’
dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione
amministrativa, della natura degli interessi pubblici
tutelati e della particolare complessita’ del procedimento,
sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per
la conclusione dei procedimenti di competenza delle
amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i
decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche
dei Ministri per la pubblica amministrazione e
l’innovazione e per la semplificazione normativa e previa
deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi
previsti non possono comunque superare i centottanta
giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto
della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti
l’immigrazione.
5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche
disposizioni normative, le autorita’ di garanzia e di
vigilanza disciplinano, in conformita’ ai propri
ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di
rispettiva competenza.
6. I termini per la conclusione del procedimento
decorrono dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal
ricevimento della domanda, se il procedimento e’ ad
iniziativa di parte.
7. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 17, i termini
di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono
essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non
superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di
informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o
qualita’ non attestati in documenti gia’ in possesso
dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili
presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le
disposizioni dell’art. 14, comma 2.
8. La tutela in materia di silenzio
dell’amministrazione e’ disciplinata dal codice del
processo amministrativo.
9. La mancata emanazione del provvedimento nei termini
costituisce elemento di valutazione della responsabilita’
dirigenziale.».
– Il regolamento (CEE) 12 ottobre 1992 n. 2913/92 del
Consiglio, pubblicato nella G.U.C.E. 19 ottobre 1992, n. L
302, reca: “Regolamento del Consiglio che istituisce un
codice doganale comunitario” e’ stato modificato dal
Regolamento (CE) 23 aprile 2008, n. 450/2008, pubblicato
nella G.U.U.E. 4 giugno 2008, n. L 145, recante:
“Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che
istituisce il codice doganale comunitario (codice doganale
aggiornato).
– Il testo dell’art. 17, commi 3 e 4, della legge 23
agosto 1988, n. 400, (Disciplina dell’attivita’ di Governo
e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
e’ il seguente:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.».
– Il testo dell’art. 154, comma 4, del citato decreto
legislativo n. 196 del 2003, e’ il seguente:
«4. Il Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun
ministro consultano il Garante all’atto della
predisposizione delle norme regolamentari e degli atti
amministrativi suscettibili di incidere sulle materie
disciplinate dal presente codice.».
Note all’art. 1:
– Per il testo dell’art. 4, comma 57, della citata
legge n. 350 del 2003 si veda nelle note alle premesse.

Art. 2

Termini di conclusione dei procedimenti amministrativi che concorrono
all’assolvimento delle operazioni doganali

1. I termini massimi di conclusione dei procedimenti istruttori
prodromici alle operazioni di importazione ed esportazione, con
indicazione delle amministrazioni rispettivamente competenti, sono
determinati nella Tabella A.
2. I termini massimi di conclusione dei procedimenti che si
svolgono contestualmente alla presentazione della merce ai fini
dell’espletamento delle formalita’ doganali, con indicazione delle
amministrazioni rispettivamente competenti, sono determinati nella
Tabella B.

Art. 3

Procedimenti istruttori prodromici alle operazioni di importazione ed
esportazione

1. L’ufficio doganale provvede al controllo e all’eventuale scarico
delle certificazioni, delle autorizzazioni, delle licenze e dei
nulla-osta, prodromici alle operazioni di importazione ed
esportazione ed elencati nella Tabella A, rilasciati dalle
amministrazioni di competenza nei tempi previsti in detta Tabella.
2. Gli operatori si rivolgono alle amministrazioni competenti per
l’attivazione dei procedimenti limitatamente a quelli contrassegnati
dal numero 1 e dai numeri da 55 a 65 della Tabella A.

Art. 4

Procedimenti contestuali alla presentazione della merce ai fini
dell’espletamento delle formalita’ doganali

1. I procedimenti amministrativi che si svolgono contestualmente
alla presentazione della merce ai fini dell’espletamento delle
formalita’ doganali sono conclusi dalle amministrazioni competenti
nei termini massimi indicati nella Tabella B.
2. Nel caso di controllo che richieda accertamenti di natura
tecnica, per i procedimenti di cui alla Tabella B, anche laddove
occorra il prelevamento di campioni, sono fatti salvi i tempi
necessari per conoscere i relativi esiti.
3. All’atto della presentazione della dichiarazione doganale di cui
al capitolo II del titolo IV del Regolamento (CEE) n. 2913/92 del
Consiglio, del 12 ottobre 1992, e successive modificazioni, l’ufficio
doganale provvede ad inviare in via telematica alle amministrazioni
competenti i dati raccolti, necessari all’avvio dei procedimenti di
cui al comma 1.
4. Le amministrazioni comunicano per via telematica gli esiti dei
procedimenti di rispettiva competenza all’ufficio doganale che
provvede a definire il procedimento doganale.

Note all’art. 4:
– Per i riferimenti del regolamento (CEE) n. 2913/92
del Consiglio del 12 ottobre 1992, si veda nelle note alle
premesse.

Art. 5

Coordinamento per via telematica

1. Lo sportello unico doganale attua il coordinamento per via
telematica dei procedimenti previsti dagli articoli 3 e 4 secondo le
regole tecniche di cui all’articolo 71 del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82.
2. L’organizzazione dei servizi in rete e’ realizzata attraverso
idonei sistemi di cooperazione in conformita’ a quanto disposto
dall’articolo 63 del predetto decreto legislativo n. 82 del 2005.
3. In caso di indisponibilita’ dei sistemi informatici saranno
assicurate procedure manuali sostitutive da individuare in sede di
definizione dei sistemi di cooperazione di cui al comma 2.
4. Titolari del trattamento dei dati, ai sensi degli articoli 4 e
28 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, relativi ai
procedimenti di cui alle Tabelle A e B sono esclusivamente le singole
amministrazioni competenti. L’Agenzia delle dogane e’, ai sensi del
suddetto articolo 28, titolare del trattamento dei dati forniti dagli
operatori con la dichiarazione doganale. I dati personali sono
trattati nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto
decreto legislativo n. 196 del 2003, che sono specificate dalle
amministrazioni anche nell’ambito dei sistemi di cooperazione di cui
al comma 2 e dei relativi accordi di servizio ai sensi dell’articolo
17, comma 1, lettera h), del decreto legislativo n. 82 del 2005.

Note all’art. 5:
– Il testo dell’art. 71 del citato decreto legislativo
n. 82 del 2005, e’ il seguente:
«Art. 71 (Regole tecniche). – 1. Le regole tecniche
previste nel presente codice sono dettate, con decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro
delegato per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con
il Ministro per la funzione pubblica e con le
amministrazioni di volta in volta indicate nel presente
codice, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ed il
Garante per la protezione dei dati personali nelle materie
di competenza, previa acquisizione obbligatoria del parere
tecnico del CNIPA in modo da garantire la coerenza tecnica
con le regole tecniche sul sistema pubblico di
connettivita’ e con le regole di cui al disciplinare
pubblicato in allegato B al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196.
1-bis. Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, con uno o piu’ decreti del Presidente
del Consiglio dei Ministri emanati su proposta del Ministro
delegato per l’innovazione e le tecnologie, sentito il
Ministro per la funzione pubblica, d’intesa con la
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate le regole
tecniche e di sicurezza per il funzionamento del sistema
pubblico di connettivita’.
1-ter. Le regole tecniche di cui al presente codice
sono dettate in conformita’ alle discipline risultanti dal
processo di standardizzazione tecnologica a livello
internazionale ed alle normative dell’Unione europea.
2. Le regole tecniche vigenti nelle materie del
presente codice restano in vigore fino all’adozione delle
regole tecniche adottate ai sensi del presente articolo.».
– Il testo dell’art. 63 del citato decreto legislativo
n. 82 del 2005, e’ il seguente:
«Art. 63 (Organizzazione e finalita’ dei servizi in
rete). – 1. Le pubbliche amministrazioni centrali
individuano le modalita’ di erogazione dei servizi in rete
in base a criteri di valutazione di efficacia, economicita’
ed utilita’ e nel rispetto dei principi di eguaglianza e
non discriminazione, tenendo comunque presenti le
dimensioni dell’utenza, la frequenza dell’uso e l’eventuale
destinazione all’utilizzazione da parte di categorie in
situazioni di disagio.
2. Le pubbliche amministrazioni centrali progettano e
realizzano i servizi in rete mirando alla migliore
soddisfazione delle esigenze degli utenti, in particolare
garantendo la completezza del procedimento, la
certificazione dell’esito e l’accertamento del grado di
soddisfazione dell’utente.
3. Le pubbliche amministrazioni collaborano per
integrare i procedimenti di rispettiva competenza al fine
di agevolare gli adempimenti di cittadini ed imprese e
rendere piu’ efficienti i procedimenti che interessano piu’
amministrazioni, attraverso idonei sistemi di
cooperazione.».
– Il testo degli articoli 4 e 28 del citato decreto
legislativo n. 196 del 2003, e’ il seguente:
«Art. 4 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente codice
si intende per:
a) «trattamento», qualunque operazione o complesso di
operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti
elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione,
l’organizzazione, la conservazione, la consultazione,
l’elaborazione, la modificazione, la selezione,
l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione,
il blocco, la comunicazione, la diffusione, la
cancellazione e la distruzione di dati, anche se non
registrati in una banca di dati;
b) «dato personale», qualunque informazione relativa
a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione,
identificati o identificabili, anche indirettamente,
mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi
compreso un numero di identificazione personale;
c) «dati identificativi», i dati personali che
permettono l’identificazione diretta dell’interessato;
d) «dati sensibili», i dati personali idonei a
rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni
religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni
politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od
organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico
o sindacale, nonche’ i dati personali idonei a rivelare lo
stato di salute e la vita sessuale;
e) «dati giudiziari», i dati personali idonei a
rivelare provvedimenti di cui all’art. 3, comma 1, lettere
da a) a o) e da r) a u), del D.P.R. 14 novembre 2002, n.
313, in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle
sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi
carichi pendenti, o la qualita’ di imputato o di indagato
ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura
penale;
f) «titolare», la persona fisica, la persona
giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro
ente, associazione od organismo cui competono, anche
unitamente ad altro titolare, le decisioni in ordine alle
finalita’, alle modalita’ del trattamento di dati personali
e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della
sicurezza;
g) «responsabile», la persona fisica, la persona
giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro
ente, associazione od organismo preposti dal titolare al
trattamento di dati personali;
h) «incaricati», le persone fisiche autorizzate a
compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal
responsabile;
i) «interessato», la persona fisica, la persona
giuridica, l’ente o l’associazione cui si riferiscono i
dati personali;
l) «comunicazione», il dare conoscenza dei dati
personali a uno o piu’ soggetti determinati diversi
dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel
territorio dello Stato, dal responsabile e dagli
incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro
messa a disposizione o consultazione;
m) «diffusione», il dare conoscenza dei dati
personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,
anche mediante la loro messa a disposizione o
consultazione;
n) «dato anonimo», il dato che in origine, o a
seguito di trattamento, non puo’ essere associato ad un
interessato identificato o identificabile;
o) «blocco», la conservazione di dati personali con
sospensione temporanea di ogni altra operazione del
trattamento;
p) «banca di dati», qualsiasi complesso organizzato
di dati personali, ripartito in una o piu’ unita’ dislocate
in uno o piu’ siti;
q) «Garante», l’autorita’ di cui all’art. 153,
istituita dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675.
2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre,
per:
a) «comunicazione elettronica», ogni informazione
scambiata o trasmessa tra un numero finito di soggetti
tramite un servizio di comunicazione elettronica
accessibile al pubblico. Sono escluse le informazioni
trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione
elettronica, come parte di un servizio di radiodiffusione,
salvo che le stesse informazioni siano collegate ad un
abbonato o utente ricevente, identificato o identificabile;
b) «chiamata», la connessione istituita da un
servizio telefonico accessibile al pubblico, che consente
la comunicazione bidirezionale in tempo reale;
c) «reti di comunicazione elettronica», i sistemi di
trasmissione, le apparecchiature di commutazione o di
instradamento e altre risorse che consentono di trasmettere
segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con
altri mezzi elettromagnetici, incluse le reti satellitari,
le reti terrestri mobili e fisse a commutazione di circuito
e a commutazione di pacchetto, compresa Internet, le reti
utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori
e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente
elettrica, nella misura in cui sono utilizzati per
trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo,
indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;
d) «rete pubblica di comunicazioni», una rete di
comunicazioni elettroniche utilizzata interamente o
prevalentemente per fornire servizi di comunicazione
elettronica accessibili al pubblico;
e) «servizio di comunicazione elettronica», i servizi
consistenti esclusivamente o prevalentemente nella
trasmissione di segnali su reti di comunicazioni
elettroniche, compresi i servizi di telecomunicazioni e i
servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la
diffusione circolare radiotelevisiva, nei limiti previsti
dall’art. 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del 7
marzo 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio;
f) «abbonato», qualunque persona fisica, persona
giuridica, ente o associazione parte di un contratto con un
fornitore di servizi di comunicazione elettronica
accessibili al pubblico per la fornitura di tali servizi, o
comunque destinatario di tali servizi tramite schede
prepagate;
g) «utente», qualsiasi persona fisica che utilizza un
servizio di comunicazione elettronica accessibile al
pubblico, per motivi privati o commerciali, senza esservi
necessariamente abbonata;
h) «dati relativi al traffico», qualsiasi dato
sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una
comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o
della relativa fatturazione;
i) «dati relativi all’ubicazione», ogni dato trattato
in una rete di comunicazione elettronica che indica la
posizione geografica dell’apparecchiatura terminale
dell’utente di un servizio di comunicazione elettronica
accessibile al pubblico;
l) «servizio a valore aggiunto», il servizio che
richiede il trattamento dei dati relativi al traffico o dei
dati relativi all’ubicazione diversi dai dati relativi al
traffico, oltre a quanto e’ necessario per la trasmissione
di una comunicazione o della relativa fatturazione;
m) «posta elettronica», messaggi contenenti testi,
voci, suoni o immagini trasmessi attraverso una rete
pubblica di comunicazione, che possono essere archiviati in
rete o nell’apparecchiatura terminale ricevente, fino a che
il ricevente non ne ha preso conoscenza.
3. Ai fini del presente codice si intende, altresi’,
per:
a) «misure minime», il complesso delle misure
tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e
procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo
di protezione richiesto in relazione ai rischi previsti
nell’art. 31;
b) «strumenti elettronici», gli elaboratori, i
programmi per elaboratori e qualunque dispositivo
elettronico o comunque automatizzato con cui si effettua il
trattamento;
c) «autenticazione informatica», l’insieme degli
strumenti elettronici e delle procedure per la verifica
anche indiretta dell’identita’;
d) «credenziali di autenticazione», i dati ed i
dispositivi, in possesso di una persona, da questa
conosciuti o ad essa univocamente correlati, utilizzati per
l’autenticazione informatica;
e) «parola chiave», componente di una credenziale di
autenticazione associata ad una persona ed a questa nota,
costituita da una sequenza di caratteri o altri dati in
forma elettronica;
f) «profilo di autorizzazione», l’insieme delle
informazioni, univocamente associate ad una persona, che
consente di individuare a quali dati essa puo’ accedere,
nonche’ i trattamenti ad essa consentiti;
g) «sistema di autorizzazione», l’insieme degli
strumenti e delle procedure che abilitano l’accesso ai dati
e alle modalita’ di trattamento degli stessi, in funzione
del profilo di autorizzazione del richiedente.
4. Ai fini del presente codice si intende per:
a) «scopi storici», le finalita’ di studio, indagine,
ricerca e documentazione di figure, fatti e circostanze del
passato;
b) «scopi statistici», le finalita’ di indagine
statistica o di produzione di risultati statistici, anche a
mezzo di sistemi informativi statistici;
c) «scopi scientifici», le finalita’ di studio e di
indagine sistematica finalizzata allo sviluppo delle
conoscenze scientifiche in uno specifico settore.».
«Art. 28 (Titolare del trattamento). – Quando il
trattamento e’ effettuato da una persona giuridica, da una
pubblica amministrazione o da un qualsiasi altro ente,
associazione od organismo, titolare del trattamento e’
l’entita’ nel suo complesso o l’unita’ od organismo
periferico che esercita un potere decisionale del tutto
autonomo sulle finalita’ e sulle modalita’ del trattamento,
ivi compreso il profilo della sicurezza.».
– Il testo dell’art. 17, comma 1, lettera h), del
citato decreto legislativo n. 82 del 2005, e’ il seguente:
«Art. 17 (Strutture per l’organizzazione, l’innovazione
e le tecnologie). – Le pubbliche amministrazioni centrali
garantiscono l’attuazione delle linee strategiche per la
riorganizzazione e digitalizzazione dell’amministrazione
definite dal Governo. A tale fine le predette
amministrazioni individuano un centro di competenza cui
afferiscono i compiti relativi a:
a) -g) (omissis);
h) progettazione e coordinamento delle iniziative
rilevanti ai fini di una piu’ efficace erogazione di
servizi in rete a cittadini e imprese mediante gli
strumenti della cooperazione applicativa tra pubbliche
amministrazioni, ivi inclusa la predisposizione e
l’attuazione di accordi di servizio tra amministrazioni per
la realizzazione e compartecipazione dei sistemi
informativi cooperativi;».

Art. 6

Norme transitorie

1. Gli operatori continuano ad attivare i procedimenti di cui alle
Tabelle A e B presso le amministrazioni competenti, che provvedono
alla loro conclusione nei tempi indicati nelle medesime Tabelle A e
B, fino all’integrazione degli stessi procedimenti nel sistema di
cooperazione di cui al comma 2 dell’articolo 1, fatta eccezione per i
procedimenti di cui al comma 2 dell’articolo 3.
2. Il direttore regionale dell’Agenzia delle dogane competente
promuove, per i procedimenti di cui all’articolo 4, apposite
conferenze di servizi in sede locale, da avviare entro trenta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, per procedere
all’armonizzazione degli orari di apertura degli uffici interessati,
nel rispetto delle previsioni normative comunitarie e nazionali,
tenuto conto di specifiche esigenze dei traffici e degli obblighi
derivanti dai contratti collettivi vigenti, nonche’ per affrontare
eventuali necessita’ operative.
3. Le amministrazioni destinatarie delle disposizioni del presente
decreto devono individuare, nel proprio organigramma, uno o piu’
uffici, di livello dirigenziale generale, quale referente dello
sportello unico doganale.
4. Per il primo triennio di funzionamento dello sportello unico
doganale i responsabili degli uffici di cui al comma 3 costituiscono
un comitato, coordinato dal direttore dell’Agenzia delle dogane, o da
un suo delegato, che provvede, con riunioni almeno trimestrali, al
monitoraggio dell’attivita’ del predetto sportello unico doganale.
5. Qualora dal monitoraggio emergano criticita’ che impediscano il
corretto funzionamento dello sportello unico doganale, il comitato di
cui al comma 4 adotta ogni misura tecnica idonea a rimuovere tali
criticita’, assicurando il buon andamento delle attivita’.
6. I sistemi di cooperazione informatica, di cui all’articolo 5,
comma 2, realizzati tra l’Agenzia delle dogane e le altre
amministrazioni interessate sono completati entro tre anni
dall’attivazione dello sportello unico doganale.

Art. 7

Attivazione dello sportello unico doganale

1. Lo sportello unico doganale viene attivato entro centottanta
giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Art. 8

Aggiornamento periodico delle Tabelle A e B

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i
Ministri interessati e con la Conferenza per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, si provvede al
periodico aggiornamento delle Tabelle A e B del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Roma, 4 novembre 2010

Il Presidente del Consiglio dei
Ministri: Berlusconi

Il Ministro dell’economia e delle
finanze: Tremonti

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 2 dicembre 2010
Ministeri istituzionali, registro n. 19, foglio 324

Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 novembre 2010, n. 242

Ingegneri.info