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Decreto Legge 09/09/1988

Decreto Legge 09/09/1988 n. 397 - Disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali. Gazzetta Ufficiale 10/09/1988 n. 213

DL 09-09-1988 N. 397-Disposizioni urgenti in materia di smaltimento
dei rifiuti industriali.(Convertito con modificazioni dalla L.
9/11/88, n.475)

1. Misure per la minore produzione di rifiuti,
per il recupero di materiali e per le tecnologie innovative. – 1.
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il
Consiglio nazionale dell’ambiente, viene adottato un programma
triennale che ha valore di atto d’indirizzo e coordinamento, per
ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti prodotti; favorire
il recupero di materiali o di energia; limitare progressivamente l’uso
di materiali non biodegradabili ovvero non agevolmente recuperabili o
riciclabili, utilizzati, in particolare, nel settore dell’imballaggio,
dei contenitori e delle confezioni.
2. La proposta di programma è
trasmessa per il parere alle competenti Commissioni parlamentari.
3. A
valere sui fondi della L. 17 febbraio 1982, n. 46, il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato fissa per il 1989 una
riserva del 10 per cento a favore di domande presentate dalle imprese
che attuino innovazioni tecnologiche coerenti con le indicazioni del
programma. Sulla base delle domande presentate il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con il
Ministro dell’ambiente, propone al CIPI la variazione annuale di detta
riserva.
4. Il programma, di cui al comma 1, prevede altresì i criteri
e le modalità per l’assegnazione di contributi in conto capitale nel
limite massimo di 20 miliardi finalizzati alla promozione, da parte
delle associazioni di categoria di artigiani e commercianti, di
società di servizi ambientali connessi all’applicazione delle
disposizioni del presente decreto.
5. Agli oneri di cui al comma 4 si
provvede con l’utilizzazione per pari importo dello stanziamento di
lire 50 miliardi per l’anno 1989 di cui all’articolo 14, comma 8, del
decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441.
6. Nel caso in cui, ai sensi
delle leggi vigenti, vengano autorizzati dalla competente autorità la
costruzione e l’esercizio di impianti consortili, a servizio di poli o
aree industriali, per la produzione di energia elettrica e calore per
le necessità dirette delle aziende, dovranno essere utilizzati anche
combustibili non convenzionali derivanti da rifiuti industriali o dal
trattamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati purché tale
utilizzo rappresenti almeno il trenta per cento del combustibile
impiegato.
7. Nelle aree di cui all’articolo 1 del testo unico delle
leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con D.P.R. 6 marzo
1978, n. 218, le misure previste dall’art. 14, commi 1 e 3, del D.L.
31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla L. 29
ottobre 1987, n. 441, sono estese alla realizzazione di impianti a
tecnologia avanzata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti
industriali, nonché dei relativi stoccaggi. In attesa dell’entrata in
esercizio di detti impianti, le medesime agevolazioni possono essere
concesse per la realizzazione, l’adeguamento e la locazione di
serbatoi per lo stoccaggio temporaneo.
8. Al fine di limitarne il
consumo sul territorio nazionale e allo scopo di difendere e tutelare
l’ambiente e il paesaggio, ai sacchetti di plastica, utilizzati come
involucri che il venditore al dettaglio fornisce al consumatore per
l’asporto delle merci, è applicata una imposta di fabbricazione di
lire 100 per ogni unità prodotta immessa sul mercato nazionale e una
corrispondente sovraimposta di confine. Il Ministro delle finanze, di
concerto con il Ministro dell’ambiente, definisce, entro sessanta
giorni, le modalità di applicazione dell’imposta e della
sovraimposta.
9. L’articolo 6-bis del decreto-legge 31 agosto 1987, n.
361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n.
441, è abrogato. In relazione al programma di cui al presente articolo
e agli obiettivi di riciclaggio di cui all’articolo 9-quater, è
istituita presso il Ministero dell’ambiente, nell’ambito del comitato
tecnico-scientifico previsto dall’articolo 15 del decreto-legge 31
agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1987, n. 441, una speciale sezione per la verifica delle
condizioni necessarie alraggiungimentodell’obiettivodella
biodegradabilità delle materie per la produzione di sacchetti e buste
nonché imballaggi, contenitori o confezioni di qualsiasi tipo per
l’asporto di merci. La sezione, i cui membri sono nominati dal
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, entro due anni dalla costituzione
trasmette ai predetti Ministri e alle competenti Commissioni
parlamentari una relazione sui risultati dei propri lavori. Sulla base
della medesima, con proprio decreto, il Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, adotta disposizioni e prescrizioni relative
all’impiego di materie nella predetta produzione.

2. Materie prime
secondarie. – 1. Sono materie prime secondarie i residui derivanti da
processi produttivi e che sono suscettibili, eventualmente previi
idonei trattamenti, di essere utilizzati come materie prime in altri
processi produttivi della stessa o di altra natura.
2. Non
costituiscono materie prime secondarie, ai sensi del comma 1, le
sostanze suscettibili di essere impiegate nell’ambito di processi di
combustione destinati a produrre energia.
3. Le materie prime
secondarie sono individuate con decreto del Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
4. L’esercizio delle funzioni statali di indirizzo,
promozione e coordinamento delle attività connesse all’utilizzazione
delle materie prime secondarie, nonché allo stoccaggio, trasporto e al
trattamento delle stesse e ai controlli relativi, avviene ai sensi
dell’articolo 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n.
400.
5. Spetta al Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, determinare le norme
tecniche generali relative alle attività di cui al comma 4.
6. La
legge regionale, in conformità agli indirizzi e alle norme tecniche di
cui ai commi precedenti, disciplina le modalità per il controllo
dell’utilizzazione delle materie prime secondarie, nonché per il
trasporto, stoccaggio, e trattamento delle stesse, determinando
altresì le condizioni e le modalità per la esclusione delle materie
prime secondarie dall’ambito di applicazione della normativa in tema
di smaltimento dei rifiuti.
7. Il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, d’intesa con il Ministro dell’ambiente,
può promuovere l’istituzione e il funzionamento della borsa delle
materie prime secondarie e sottoprodotti presso le camere di
commercio. Alla copertura dei relativi costi, compresi quelli di
avviamento, si provvede con apposite tariffe, da approvarsi con
delibere camerali.

3. Catasto e osservatorio dei rifiuti. – 1. E’
istituito il catasto dei rifiuti speciali, speciali di origine
industriale assimilabili agli urbani o tossici e nocivi, per la
raccolta in un sistema unitario, articolato su scala regionale, di
tutti i dati relativi ai soggetti produttori e smaltitori di
rifiuti.
2. Il catasto è realizzato dalle regioni che possono delegare
la gestione alle province. Il Ministro dell’ambiente, sentita la
Conferenza permanente dei presidenti delle regioni, definisce con
proprio decreto le modalità di rilevazione per l’organizzazione del
catasto, il sistema di codifica, le elaborazioni minime obbligatorie,
le modalitàdi interconnessione del sistema e i destinatari
dell’informazione. Il sistema deve consentire di disporre con
continuità delle informazioni analitiche e sintetiche sulla produzione
e sullo smaltimento dei rifiuti.
3. Chiunque produca ovvero sia
titolare degli impianti di smaltimento dei rifiuti sopraindicati è
tenuto a comunicare alla regione o alla provincia delegata la quantità
e la qualità dei rifiuti prodotti e smaltiti. La denuncia deve essere
effettuata, a partire dal 1989, entro il 28 febbraio di ogni anno, con
riferimento ai rifiuti prodotti e smaltiti nell’anno precedente. La
denuncia deve essere firmata dal legale rappresentante dell’azienda.
Le regioni, ovvero le province qualora delegate, inseriscono nel
catasto le informazioni relative a soggetti produttori e
smaltitori.
4. A partire dal 1989, entro il 31 dicembre di ogni anno,
il Ministro dell’ambiente elabora i dati del catasto, pubblica la
stima dei rifiuti prodotti, divisi per tipologie, delle quantità
smaltite negli impianti autorizzati ed individua il fabbisogno residuo
di nuovi impianti di smaltimento.
5. L’obbligo della tenuta dei
registri di carico e scarico, già prevista dall’articolo 19, D.P.R. 10
settembre 1982, n. 915, è esteso ai produttori di rifiuti speciali
derivanti da lavorazioni industriali ed artigianali con esclusione di
quelli di cui al n. 3) del quarto comma dell’articolo 2, D.P.R. 10
settembre 1982, n. 915.
6. Le regioni istituiscono osservatori sulla
produzione e smaltimento dei rifiuti di origine industriale nonché di
quelli soggetti a obbligo di comunicazione al catasto e sul recupero
delle materie seconde. Gli osservatori regionali si avvalgono delle
informazioni fornite dal catasto dei rifiuti e dalla gestione dei
registri di carico e scarico. Gli osservatori regionali assicurano la
divulgazione dei dati sulla produzione, raccolta e smaltimento dei
rifiuti e sul recupero e impiego delle materie seconde con sistemi
inf…

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