DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211 | Ingegneri.info

DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211

DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211 - Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e disposizioni in materia aeroportuale. (GU n. 243 del 18-10-2005)

DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211

Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza
pubblica e disposizioni in materia aeroportuale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare misure
finalizzate ad assicurare un rigoroso controllo degli andamenti di
finanza pubblica, nonche’ una razionalizzazione delle procedure di
spesa;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per migliorare il controllo del traffico aereo, la
sicurezza degli impianti e la competitivita’ e lo sviluppo del
sistema aeroportuale;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 5 ottobre 2005 e del 14 ottobre 2005;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Contenimento spese del bilancio dello Stato e degli enti pubblici non
territoriali
1. Per l’anno 2005, le dotazioni di competenza e di cassa delle
unita’ previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri
concernenti spese per consumi intermedi e per investimenti fissi
lordi, esclusi i comparti della difesa, della sicurezza e del
soccorso, sono ridotte secondo gli importi indicati rispettivamente
negli elenchi 1 e 2 allegati al presente decreto.
2. L’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri del
fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2005 e’ ridotto di
31 milioni di euro per il medesimo anno.
3. Per l’anno 2005 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo
9-ter della legge 5 agosto 1978, n. 468, e’ ridotta di 116 milioni di
euro e l’autorizzazione di spesa di cui alla legge 3 gennaio 1981, n.
7, e all’articolo 37 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, come
determinate dalla tabella C della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e’
ridotta di 30 milioni di euro in termini di competenza e di 70
milioni di euro in termini di cassa.
4. Gli stanziamenti per l’anno 2005 relativi a spese per consumi
intermedi dei bilanci di enti ed organismi pubblici non territoriali,
che adottano contabilita’ anche finanziaria, individuati ai sensi
dell’articolo 1, commi 5 e 6, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
con esclusione delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, degli Istituti
di ricovero e cura a carattere scientifico, dell’Istituto superiore
di sanita’, dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
del lavoro, dell’Agenzia italiana del farmaco, degli Istituti
zooprofilattici sperimentali e delle istituzioni scolastiche, sono
ridotti nella misura del 10 per cento, comunque nei limiti delle
disponibilita’ non impegnate alla data di entrata in vigore del
presente decreto. Per gli enti ed organismi pubblici che adottano una
contabilita’ esclusivamente civilistica, i costi della produzione,
individuati all’articolo 2425, primo comma, lettera b), numeri 6), 7)
e 8), del codice civile, previsti nei rispettivi budget 2005,
concernenti i beni di consumo e servizi ed il godimento di beni di
terzi, sono ridotti del 10 per cento.
5. Le somme provenienti dalle riduzioni di cui al comma 4 sono
versate da ciascun ente, entro il 30 giugno 2006, all’entrata del
bilancio dello Stato, con imputazione al capo X, capitolo 2961. E’
fatto divieto alle Amministrazioni vigilanti di approvare i bilanci
di enti ed organismi pubblici in cui gli amministratori non abbiano
espressamente dichiarato nella relazione sulla gestione di avere
ottemperato alle disposizioni del presente comma e del comma 4.
6. A valere sulle maggiori entrate derivanti dall’attuazione
dell’articolo 2, un importo pari a 50 milioni di euro e’ iscritto in
un apposito fondo da istituire nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, la cui utilizzazione e’
effettuata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
motivata richiesta delle amministrazioni interessate, per
indifferibili esigenze connesse alle spese per consumi intermedi.

Art. 2.
Ammortamento dei beni materiali strumentali per l’esercizio di alcune
attivita’ regolate
1. Per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in
vigore del presente decreto opera la disciplina del presente articolo
relativamente all’ammortamento dei beni materiali strumentali per
l’esercizio delle seguenti attivita’ regolate:
a) distribuzione e trasporto di gas naturale di cui all’articolo
2, comma 1, lettere n) e ii), del decreto legislativo 23 maggio 2000,
n. 164, di attuazione della direttiva 98/30/CE relativa a norme
comuni per il mercato interno del gas naturale;
b) distribuzione di energia elettrica e gestione della rete di
trasmissione nazionale dell’energia elettrica di cui all’articolo 2,
commi 14 e 20, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di
attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il
mercato interno dell’energia elettrica.
2. Le quote di ammortamento del costo dei beni materiali
strumentali per l’esercizio delle attivita’ regolate di cui al comma
1 sono deducibili in misura non superiore a quella che si ottiene
dividendo il costo dei beni per le rispettive vite utili cosi’ come
determinate ai fini tariffari dall’Autorita’ per l’energia elettrica
ed il gas:
a) nelle tabelle 1 e 2, rubricate: «durata convenzionale
tariffaria delle infrastrutture» ed allegate alle delibere
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas n. 166 del 29 luglio
2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 24 agosto 2005,
e n. 206 del 30 settembre 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 241 del 15 ottobre 2005, rispettivamente per l’attivita’ di
trasporto e distribuzione di gas naturale; per i fabbricati iscritti
a bilancio fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2004 si assume
una vita utile pari a 50 anni;
b) nell’appendice 1 della relazione tecnica alla delibera
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas n. 5 del 30 gennaio
2004, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
83 dell’8 aprile 2004, per l’attivita’ di trasmissione e
distribuzione di energia elettrica, rubricata: «capitale investito
riconosciuto e vita utile dei cespiti».
3. Per i beni cui al comma 1, la vita utile cui fare riferimento ai
fini di cui al comma 2 decorre dall’esercizio di entrata in funzione
anche se avvenuta presso precedenti soggetti utilizzatori e non si
modifica per effetto di eventuali successivi trasferimenti. Le quote
di ammortamento del costo dei beni di cui al comma 1 sono deducibili
a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene e per i beni
ceduti o devoluti all’ente concessionario fino all’esercizio in cui
avviene il trasferimento ed in proporzione alla durata del possesso.
4. Non e’ ammessa alcuna ulteriore deduzione per ammortamento
anticipato o per una piu’ intensa utilizzazione dei beni rispetto a
quella normale del settore. Resta ferma, per quanto non diversamente
disposto, la disciplina di cui all’articolo 102 del testo unico delle
imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917.
5. Le eventuali modifiche delle vite utili di cui al comma 2,
deliberate ai fini tariffari dall’Autorita’ per l’energia elettrica e
il gas successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, rilevano anche ai fini della determinazione delle quote di
ammortamento deducibili.
6. In caso di beni utilizzati in locazione finanziaria,
indipendentemente dai criteri di contabilizzazione, la deduzione
delle quote di ammortamento compete all’impresa utilizzatrice; alla
formazione del reddito imponibile di quella concedente concorrono
esclusivamente i proventi finanziari impliciti nei canoni di
locazione finanziaria determinati in ciascun esercizio nella misura
risultante dal piano di ammortamento finanziario.
7. Quanto previsto dai commi da 1 a 6 si applica esclusivamente ai
beni classificabili nelle categorie omogenee individuate
dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas. Per i beni non
classificabili in tali categorie continua ad applicarsi l’articolo
102 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
8. La disposizione di cui al comma 6 si applica ai contratti di
locazione finanziaria la cui esecuzione inizia successivamente alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
9. Per i costi incrementativi capitalizzati successivamente
all’entrata in funzione dei beni di cui al comma 1 le quote di
ammortamento sono determinate in base alla vita utile residua dei
beni.
10. Nella determinazione dell’acconto dovuto ai fini dell’IRES e
dell’IRAP per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in
vigore del presente decreto, calcolato in ogni caso in base alle
disposizioni generali sui versamenti degli acconti delle imposte sui
redditi di cui alla legge 23 marzo 1977, n. 97, in deroga
all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, si assume, quale
imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata
applicando le disposizioni del presente articolo; eventuali conguagli
sono versati insieme alla seconda ovvero unica rata dell’acconto. Per
il periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di
entrata in vigore del presente decreto, nella determinazione
dell’acconto dovuto ai fini dell’IRES e dell’IRAP si assume, quale
imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non
applicando le disposizioni del presente articolo.
11. Le maggiori entrate derivanti dal presente articolo, ad
eccezione di quelle utilizzate ai sensi dell’articolo 1, comma 6,
sono interamente destinate al miglioramento dei saldi di finanza
pubblica.

Art. 3.
Dismissione di beni immobili
1. Nell’ambito delle azioni di perseguimento degli obiettivi di
finanza pubblica attraverso la dismissione di beni immobili dello
Stato, l’alienazione di tali immobili e’ considerata urgente con
prioritario riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato
secondo criteri e valori di mercato. L’Agenzia del demanio e’
autorizzata, con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e
delle finanze, di concerto con le amministrazioni che li hanno in
uso, a vendere con le modalita’ di cui all’articolo 7 del
decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, i beni immobili
ad uso non abitativo appartenenti al patrimonio dello Stato, ivi
compresi quelli di cui ai commi 13, 13-bis e 13-ter dell’articolo 27
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
2. Fermo restando l’applicazione dell’articolo 27 del decreto-legge
30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge
24 novembre 2003, n. 326, la vendita fa venir meno l’uso governativo,
le concessioni in essere e l’eventuale diritto di prelazione
spettante a terzi anche in caso di rivendita. Si intendono
applicabili, anche quanto alle dichiarazioni urbanistiche, nonche’
agli attestati inerenti la destinazione urbanistico-edilizia previsti
dalla legge, le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17
dell’articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
nonche’ al primo ed al secondo periodo del comma 18 e al comma 19 del
medesimo articolo 3. Resta ferma l’applicazione degli articoli 12,
54, 55, 56 e 57 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per
le procedure di dismissione successive a quelle di cui all’articolo
27, commi 13, 13-bis e 13-ter, del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326.
3. Agli atti di alienazione di cui al comma 1 o comunque connessi
alla dismissione del patrimonio immobiliare di proprieta’ dello Stato
si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 275, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311.
4. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono
riconosciuti all’Agenzia del demanio i maggiori costi sostenuti per
le attivita’ connesse all’attuazione del presente articolo, a valere
sulle conseguenti maggiori entrate.
5. All’articolo 27, comma 13-ter, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, l’ultimo periodo e’ soppresso.

Art. 4.
Razionalizzazione ed incremento dell’efficienza del settore del
controllo del traffico aereo
1. All’articolo 5 del decreto-legge 4 marzo 1989, n. 77, recante
disposizioni urgenti in materia di trasporti e di concessioni
marittime, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 maggio 1989,
n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 1, lettera b), le parole: «ed i voli» sono
sostituite dalle seguenti: «, comunitari e»;
b) al comma 3 le parole da «secondo la formula:» fino alla fine
del comma sono sostituite dalle seguenti: «secondo la formula: “T=CTT
* p * a”, nella quale “T” e’ l’ammontare della tassa, “CTT” e’ il
coefficiente unitario di tassazione di terminale, “p” e’ il
coefficiente di peso ricavato elevando il peso massimo
dell’aeromobile al decollo come definito dall’articolo 6 della legge
11 luglio 1977, n. 411, ad un valore determinato con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, tenuto conto
dell’effettivo costo di erogazione del servizio di controllo al volo
in base al peso degli aeromobili; fino all’emanazione di detto
decreto il valore cui elevare il peso e’ stabilito in 0,95. Il
coefficiente «a» e’ determinato con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, tenuto conto dell’effettivo costo di
assistenza al volo sostenuto per categoria di aeroporto; fino
all’emanazione del decreto di determinazione del coefficiente «a» e’
pari a 1 per tutti gli aeroporti.»;
c) nel comma 4 le parole da «costo complessivo previsto» a
«intera rete aeroportuale» sono sostituite dalle seguenti: «costo
complessivo ammesso per i servizi di terminale nel complesso degli
aeroporti, al netto dei costi previsti negli aeroporti nei quali si
sviluppa, singolarmente, un traffico in termini di unita’ di servizio
inferiore all’1,5 per cento del totale previsto per l’anno di
applicazione della tariffa sull’intera rete nazionale e comunque non
superiore ad un numero di unita’ di servizio stabilito con decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, nonche’ della sommatoria dei
costi previsti nei restanti aeroporti per fornire un numero di unita’
di servizio pari all’1,5 per cento del totale previsto per l’anno di
applicazione della tariffa sull’intera rete nazionale e comunque non
superiore ad un numero di unita’ di servizio stabilito con decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze»;
d) il comma 5 e’ sostituito dal seguente: «5. Per i soli voli
nazionali e comunitari, la tassa di terminale di cui al comma 1,
lettera b), puo’ essere applicata in misura ridotta fino al 50 per
cento. La quota di riduzione e’ stabilita con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze; fino all’emanazione di tale decreto la
riduzione e’ stabilita nella misura del 50 per cento.»;
e) al comma 6 le parole: «dall’articolo 7 della legge 11 luglio
1977, n. 411» sono sostituite dalle seguenti: «dall’articolo 4 della
legge 20 dicembre 1995, n. 575»;
f) dopo il comma 7 e’ inserito il seguente: «7-bis. I
coefficienti unitari di tassazione, di cui al comma 4 e di cui
all’articolo 3 della legge 11 luglio 1977, n. 411, sono determinati
secondo parametri di efficientamento dei costi indicati nel contratto
di programma di cui all’articolo 9, comma 2, della legge 21 dicembre
1996, n. 665. Nel contratto di programma e’ assegnato all’Azienda un
obiettivo di recupero della produttivita’ tenendo conto del livello
qualitativo e quantitativo dei servizi offerti, delle esigenze di
recupero dei costi, in base a criteri di efficienza e di sviluppo
delle strutture di assistenza al volo, dell’effettivo conseguimento
degli obiettivi di sicurezza, nonche’ di un sistema di contabilita’
analitica, certificato da societa’ di revisione contabile, che
consenta l’individuazione dei ricavi e dei costi di competenza
afferenti a ciascuno dei servizi, regolamentati e non
regolamentati.»;
g) al comma 8 la lettera b) e’ sostituita dalla seguente: «b) i
mancati introiti dell’Azienda in base a quanto previsto dai commi 4 e
5.»;
h) al comma 9 le parole da «di cui al comma 1» fino alla fine del
comma sono sostituite dalle seguenti: «e’ determinato con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base di un’istruttoria
effettuata dall’ENAC, sentita l’Azienda».
2. Per l’anno 2006, l’obiettivo di recupero della produttivita’ di
cui al comma 7-bis dell’articolo 5 del decreto-legge 4 marzo 1989, n.
77, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 maggio 1989, n. 160,
come introdotto dalla lettera f) del comma 1, e’ determinato in
misura non inferiore al 5 per cento.

Art. 5.
Interventi a favore della sicurezza degli impianti ed operativa
1. All’articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
le parole: «per la parte eccedente 30 milioni di euro» sono
sostituite dalle seguenti: «quanto a 30 milioni di euro, in un
apposito fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti destinato a compensare l’ENAV S.p.a., secondo modalita’
regolate dal contratto di servizio di cui all’articolo 9 della legge
21 dicembre 1996, n. 665, per i costi sostenuti da ENAV S.p.a. per
garantire la sicurezza ai propri impianti e per garantire la
sicurezza operativa e, quanto alla residua quota,».

Art. 6.
Compensazione per gli eventi dell’11 settembre 2001
1. E’ autorizzata la spesa di 13 milioni di euro per l’anno 2005
per la liquidazione dei risarcimenti dei danni di cui all’articolo 2,
comma 1-bis, del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 14. Le modalita’
e i termini delle liquidazioni dei predetti risarcimenti sono
stabiliti con il decreto di cui al comma 1-septies dell’articolo 2
del predetto decreto-legge n. 450 del 2001.

Art. 7.
Razionalizzazione ed efficientamento del settore dei gestori
aeroportuali
1. Alla legge 24 dicembre 1993, n. 537, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 10 dell’articolo 10 e’ sostituito dal seguente: «10.
La misura dei diritti aeroportuali di cui alla legge 5 maggio 1976,
n. 324, e successive modificazioni, e’ determinata per i singoli
aeroporti, sulla base di criteri stabiliti dal CIPE, con decreti del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze. Con i medesimi decreti viene
altresi’ fissata, per un periodo predeterminato, comunque compreso
tra tre e cinque anni, la variazione massima annuale applicabile ai
medesimi diritti aeroportuali. La variazione e’ determinata prendendo
a riferimento il tasso di inflazione programmato, l’obiettivo di
recupero della produttivita’ assegnato al gestore aeroportuale, la
remunerazione del capitale investito, gli ammortamenti dei nuovi
investimenti realizzati con capitale proprio o di credito, che sono
stabiliti in contratti di programma stipulati tra 1’ENAC e il gestore
aeroportuale, approvati dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
La misura iniziale dei diritti e l’obiettivo di recupero della
produttivita’ assegnato vengono determinati tenendo conto:
a) di un sistema di contabilita’ analitica, certificato da
societa’ di revisione contabile, che consenta l’individuazione dei
ricavi e dei costi di competenza afferenti a ciascuno dei servizi,
regolamentati e non regolamentati, quali lo svolgimento di attivita’
commerciali, offerti sul sedime aeroportuale;
b) del livello qualitativo e quantitativo dei servizi offerti;
c) delle esigenze di recupero dei costi, in base a criteri di
efficienza e di sviluppo delle strutture aeroportuali;
d) dell’effettivo conseguimento degli obiettivi di tutela
ambientale;
e) di una quota non inferiore al 50 per cento del margine
conseguito dal gestore aeroportuale in relazione allo svolgimento
nell’ambito del sedime aeroportuale di attivita’ non regolamentate.»;
b) dopo il comma 10 di cui alla lettera a) sono inseriti i
seguenti:
«10-bis. E’ soppressa la maggiorazione del 50 per cento dei diritti
aeroportuali applicata nei casi di approdo o partenza nelle ore
notturne, di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 324.
10-ter. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, puo’ definire
norme semplificative, rispetto a quelle previste al comma 10, per la
determinazione dei diritti aeroportuali per gli aeroporti aventi un
traffico inferiore a 600.000 unita’ di carico, ciascuna equivalente
ad un passeggero o cento chili di merce o di posta.
10-quater. La metodologia di cui al comma 10 si applica anche per
la determinazione dei corrispettivi per i servizi di sicurezza
previsti dall’articolo 5, comma 3, del decreto-legge 18 gennaio 1992,
n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n.
217, nonche’ per la determinazione della tassa di imbarco e sbarco
sulle merci trasportate per via aerea in base al decreto-legge
28 febbraio 1974, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge
16 aprile 1974, n. 117.».
2. Il comma 190 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n.
662, e’ abrogato.

Art. 8.
Competitivita’ del sistema aeroportuale
1. Al fine di incrementare la competitivita’ e razionalizzare il
sistema del trasporto aereo nazionale, i canoni di concessione
demaniale, istituiti dal decreto-legge 28 giugno 1995, n. 251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1995, n. 351, e
successive modificazioni, sono ridotti del 75 per cento fino alla
data di introduzione del sistema di determinazione dei diritti
aeroportuali di cui all’articolo 7.
2. Fino alla determinazione dei diritti aeroportuali di cui alla
legge 5 maggio 1976, n. 324, e successive modificazioni, secondo le
modalita’ previste nel comma 10 dell’articolo 10 della legge
24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall’articolo 7, la misura
dei diritti aeroportuali attualmente in vigore e’ ridotta in misura
pari all’importo della riduzione dei canoni demaniali di cui al comma
1. Detta misura e’ ulteriormente ridotta del 10 per cento per i
gestori che non adottano un sistema di contabilita’ analitica,
certificato da societa’ di revisione contabile, che consenta
l’individuazione, per tutti i servizi offerti, dei ricavi e dei costi
di competenza afferenti a ciascun singolo servizio.
3. Le minori entrate per 1’ENAC, derivanti dal presente articolo,
sono a carico del bilancio dello Stato.

Art. 9.
Sviluppo delle infrastrutture aeroportuali
1. La programmazione degli interventi infrastrutturali per il
settore dell’aviazione civile, di competenza del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, soddisfa, in via prioritaria, le
esigenze dei collegamenti con gli aeroporti d’interesse nazionale e,
in particolare, con gli hub aeroportuali di Roma Fiumicino e di
Milano Malpensa.
2. I piani d’intervento infrastrutturale di ENAC e di ENAV S.p.a.
sono redatti in coerenza con le linee d’indirizzo contenute nella
programmazione di cui al comma 1, consultate le associazioni
rappresentative dei vettori aerei e dei gestori aeroportuali.

Art. 10.
Sicurezza aeroportuale
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e
del Ministro dell’interno, adottato entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, previa istruttoria
effettuata dall’ENAC, sono definite le attivita’ necessarie a
garantire la sicurezza aeroportuale relativa al controllo bagagli e
passeggeri, lo svolgimento delle quali e’ affidato ai gestori
aeroportuali ed ai vettori, individuando le diverse competenze e
responsabilita’ agli stessi assegnate.
2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
tenuto conto della imputazione delle attivita’ individuate con il
decreto di cui al comma 1, e’ definita la ripartizione, tra gestori
aeroportuali e vettori, dei corrispettivi stabiliti in base
all’articolo 5, comma 3, del decreto-legge 18 gennaio 1992, n. 9,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n. 217.

Art. 11.
Royalties sui carburanti
1. In applicazione alla normativa di settore, per i servizi
regolamentati o comunque sottoposti alla vigilanza dell’ENAC in base
alla direttiva 96/67/CE del Consiglio, del 15 ottobre 1996, non
possono essere applicati dai gestori aeroportuali e dai fornitori dei
servizi sovrapprezzi, in particolare royalties sulla fornitura di
carburanti, non effettivamente connessi ai costi sostenuti per
l’offerta del medesimo servizio.

Art. 12.
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dagli articoli da 4 a 11, pari a 13 milioni
di euro per l’anno 2005 ed a 124 milioni di euro a decorrere dal
2006, si provvede per l’anno 2005 mediante utilizzo delle risorse
recate dal presente decreto. Per gli anni successivi si provvede ai
sensi dei commi 2 e 3.
2. Una quota delle risorse rivenienti dal presente decreto, pari a
372 milioni di euro, confluisce nel fondo per interventi strutturali
di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il predetto
importo e’ versato su apposita contabilita’ speciale, ai fini del
riversamento all’entrata del bilancio dello Stato negli anni dal 2006
al 2008, per 124 milioni di euro all’anno. Della predetta somma una
quota pari a 30 milioni di euro resta acquisita all’entrata del
bilancio dello Stato a copertura delle minori entrate derivanti
dall’articolo 5 e la restante quota di 94 milioni di euro e’
riassegnata per provvedere alle spese recate dagli articoli 4 e da 6
a 11. Alla compensazione degli effetti finanziari derivanti dal
precedente periodo, in termini di fabbisogno e di indebitamento netto
delle Amministrazioni pubbliche, si provvede mediante riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 14, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662.
3. La dotazione del fondo di cui al comma 2, a decorrere dall’anno
2009, e’ determinata ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d),
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 13.
Entrata in vigore ed efficacia
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
in legge.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 7 e 8 hanno efficacia
a decorrere dal 1° gennaio 2006.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 17 ottobre 2005

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro del-l’economia e
delle finanze
Lunardi, Ministro delle in-frastrutture
e dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Castelli

—-> Vedere Elenco da pag. 10 a pag. 13 della G.U. in formato zip/pdf

—-> Vedere Elenco da pag. 14 a pag. 19 della G.U. in formato zip/pdf

DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211

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