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Decreto Legge 28/08/1995

Decreto Legge 28/08/1995 n. 361 - Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di interventi concernenti la pubblica amministrazione. Gazzetta Ufficiale 29/08/1995 n. 201

Decreto Legge 28/08/1995 n. 361
Differimento di termini previsti da
disposizioni legislative in materia di interventi concernenti la
pubblica amministrazione.
Gazzetta Ufficiale 29/08/1995 n.
201

convertito nella legge 27 ottobre 1995, n. 437 (G.U. 28 ottobre
1995, n. 253).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77
e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed
urgenza di emanare disposizioni per il differimento di termini
previsti da disposizioni legislative in materia di interventi
concernenti la pubblica amministrazione;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 agosto
1995;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e
Ministro del tesoro e dei Ministri per la funzione pubblica e gli
affari regionali e dell’interno, di concerto con i Ministri della
difesa, del bilancio e della programmazione economica e della pubblica
istruzione e di grazia e giustizia e degli affari esteri;

Emana

il
seguente decreto-legge:

Art. 1

(Progetti finalizzati e disposizioni
in materia di incarichi ed altre disposizioni)

1. La disciplina
prevista dall’articolo 26 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e
dall’articolo 10 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, come modificata
ed integrata dall’articolo 2, commi da 1 a 6, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, nonché dal decreto del Presidente della Repubblica 19
aprile 1994, n. 303, emanato ai sensi dell’articolo 2 della citata
legge n. 537 del 1993, è prorogata, con le stesse modalità, fino al 31
dicembre 1996. Ai fini dell’applicazione del procedimento previsto
dalle predette norme, è comunque necessario acquisire l’assenso del
Ministero del tesoro. E’ altresì autorizzato, fino alla medesima data,
il proseguimento dell’elaborazione di progetti di articolazione
sperimentale dei bilanci pubblici, anche con riferimento specifico al
costo del personale, cui si provvede con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del tesoro, di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica, mediante la
modifica e l’integrazione delle procedure interne e delle tecniche già
avviate ai sensi dell’articolo 64, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni,
avvalendosi in via diretta delle disponibilità del fondo previsto
dall’articolo 26 della legge 11 marzo 1988, n. 67. Tale fondo è
integrato di lire 24,5 miliardi per l’anno 1991, di lire 125 miliardi
per l’anno 1992, di lire 20 miliardi per l’anno 1993, di lire 56
miliardi per l’anno 1994 e di lire 70 miliardi per l’anno 1995.
All’onere di cui al presente comma si provvede a carico delle
disponibilità del capitolo 6872 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1995. L’integrazione, nei limiti di
lire 30 miliardi per l’anno 1992, lire 10 miliardi per l’anno 1993,
lire 30 miliardi per l’anno 1994 e lire 40 miliardi per l’anno 1995, è
destinata alla realizzazione del “Progetto efficienza Milano” (1).

2.
Per garantire la più sollecita e corretta realizzazione dei progetti
di cui alla normativa richiamata al comma 1, è consentito che
l’importo singolo massimo relativo alle aperture di credito a favore
del funzionario delegato superi i limiti di cui all’articolo 56 del
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, e
sia fissato in misura massima di lire 2.500 milioni. A carico di tali
ordini di accreditamento possono essere imputate, per intero, spese
dipendenti da contratti.

3. Il termine di cui all’articolo 58, comma
3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, già prorogato
dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 14 settembre 1993, n. 358,
convertito dalla legge 12 novembre 1993, n. 448, è ulteriormente
prorogato fino al 30 ottobre 1995.

4. Ai fini di cui all’articolo 3,
comma 62, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, le attività non
connesse con i compiti istituzionali dei magistrati, anche collocati
fuori ruolo, e del personale ad essi equiparato sono individuate con
regolamento, da emanarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto. Gli effetti delle disposizioni
di cui all’articolo 3, comma 62, della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
decorrono dalla data di entrata in vigore del regolamento previsto dal
presente comma.

5. Il termine del 30 giugno 1994 indicato al comma 6
dell’articolo 57 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni, è sostituito dal termine del 30 ottobre
1995.

6. L’applicazione degli articoli 7, commi 1 e 3, e 7-bis, della
legge 24 marzo 1958, n. 195, come modificata dagli articoli 2 e 3
della legge 12 aprile 1990, n. 74, nella parte in cui rispettivamente
prevedono che la segreteria e l’ufficio studi e documentazione del
Consiglio superiore della magistratura sono costituiti da funzionari
da selezionare mediante concorsi pubblici, è differita alla data di
entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario. Fino a tale data,
si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7 della legge 24
marzo 1958, n. 195, come modificato dall’articolo 1 della legge 9
dicembre 1977, n. 908. La disposizione dell’articolo 210 del regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12, continua ad applicarsi per la
destinazione dei magistrati all’ufficio studi e documentazione del
Consiglio superiore della magistratura.

7. In deroga a quanto
previsto dall’articolo 5 della legge 20 dicembre 1973, n. 831, fino
alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario,
l’attività svolta dai magistrati destinati ad esercitare funzioni
amministrative o di studio e ricerca presso il Ministero di grazia e
giustizia e presso gli uffici del Consiglio superiore della
magistratura, nonché quelle svolte dai magistrati applicati alla Corte
costituzionale, è equiparata ai fini del primo comma dell’articolo 5
della legge 20 dicembre 1973, n. 831, a quella svolta negli uffici
giudiziari.

8. Fino alla data di entrata in vigore della legge di
riforma della procedura relativa alla responsabilità disciplinare dei
magistrati, continuano ad applicarsi il regio decreto legislativo 31
maggio 1946, n. 511, e il decreto del Presidente della Repubblica 16
settembre 1958, n. 916, con le successive modificazioni ed
integrazioni, e i rinvii al codice di procedura penale si intendono
riferiti al codice abrogato.

9. Nel comma 7 dell’articolo 5 della
legge 16 ottobre 1991, n. 321, le parole: “per un periodo massimo di
tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge” sono
sostituite dalle seguenti: “non oltre il 31 dicembre 1995”.

10. Nel
comma 1 dell’articolo 2 del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 356,
convertito dalla legge 8 agosto 1994, n. 488, le parole: “di cui
all’articolo 1, comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “esistenti
nei ruoli del personale del Corpo di polizia penitenziaria” e le
parole: “fino al 31 dicembre 1994” sono sostituite dalle seguenti:
“fino al 31 dicembre 1995” (2).

11. Al fine di assicurare il
mantenimento dei necessari livelli di funzionalità
tecnico-amministrativa del Dipartimento della protezione civile,
continuano ad applicarsi le norme di cui all’articolo 3 del
decreto-legge 12 novembre 1982, n. 829, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 dicembre 1982, n. 938, e di cui all’articolo unico
della legge 10 maggio 1983, n. 180. Dal 31 ottobre 1995 le norme
suddette si applicano nel limite di 40 unità di personale civile e
militare dello Stato fornito di specifiche professionalità.

12.
L’articolo 22, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, deve
essere interpretato nel senso che le limitazioni per le assunzioni di
personale ivi previste non si applicano al personale di
magistratura.

———

(1) Comma così modificato dalla legge di
conversione 27 ottobre 1995, n. 437.

(2) Comma soppresso dalla legge
di conversione 27 ottobre 1995, n. 437.

Art. 2

(Proroghe di termini
in materia di pubblica istruzione)

1. I termini per l’indizione dei
concorsi per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli direttivi e dei
concorsi, per titoli ed esami e per soli titoli, per l’accesso ai
ruoli del personale docente e dei coordinatori amministrativi delle
scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi gli istituti educativi, i
periodi di validità delle graduatorie dei medesimi concorsi per titoli
ed esami, ivi comprese quelle già esistenti, e quelli per
l’aggiornamento delle graduatorie permanenti dei medesimi concorsi per
soli titoli, nonché i programmi e le prove d’esame dei concorsi per
titoli ed esami nei conservatori di musica, ancorché banditi prima
della data di entrata in vigore del presente decreto ma non ancora
espletati, sono stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione. La
periodicità dell’indizione dei concorsi non può essere comunque
inferiore al triennio, salvo il caso di concorsi a cattedre o posti le
cui graduatorie siano esaurite prima della scadenza del triennio
stesso (1).

2. Al comma 17 dell’articolo 11 della legge 24 dicembre
1993, n. 537, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “Per il
personale ispettivo, direttivo, docente e amministrativo tecnico
ausiliario (A.T.A.) della scuola il predetto termine rimane immutato,
mentre per il personale delle accademie di belle arti e d’arte
drammatica e per i conservatori di musica il termine stesso è fissato
al 1° novembre e per quello dell’Accademia nazionale di danza al 1°
ottobre.”. Nell’articolo 13, comma 4, della legge 23 dicembre 1994, n.
724, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:

“g-bis) per il
personale dei conservatori di musica e delle accademie di belle arti e
di arte drammatica cessato dal servizio a decorrere dal 1° novembre
1994 e per il personale dell’Accademia nazionale di danza cessato dal
servizio a decorrere dal 1° ottobre 1994.”.

3. In attesa
de…

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