Decreto Legislativo 05 febbraio 1997, n. 22 | Ingegneri.info

Decreto Legislativo 05 febbraio 1997, n. 22

Decreto Legislativo 05 febbraio 1997, n. 22 - Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/cee sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. (G.U. n. 98 del 15/02/1998 s.o. n.33)

.Lgs 5 febbraio 1997, n. 22 – Attuazione delle direttive 91/156/CEE
sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli
imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (Pubblicato sul S.O. n. 38
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 1997)

Il testo è stato aggiornato con le modfiche apportate dal D.Lgs. 8
novembre 1997, n. 389; le modifiche apportate dalla legge 9 dicembre
1998, n. 426; le modifiche apportate dalla legge 23 dicembre 1999, n.
488.

SOMMARIO

Il Presidente della Repubblica

Considerato che lo Stato italiano si è assunto il dovere di recepire
nell’ordinamento interno le direttive dell’Unione Europea e che, per
effetto degli articoli 10 e 11 della Costituzione, le norme contenute
in dette direttive, se di applicazione incondizionata, prevalgono nei
settori di competenza, sempre nel rispetto dei principi fondamentali
dell’ordinamento e dei diritti inalienabili della persona umana
garantiti dalla Costituzione;

Viste le direttive CE 91/156, 91/689 e 94/62, che costituiscono un
sistema compiuto di disciplina del settore dei rifiuti, al quale è
necessario fare riferimento per rinvenire le linee di intervento cui
il legislatore nazionale è comunque tenuto ad adeguarsi nel
recepimento delle direttive stesse;

Visto l’articolo 1 della legge 22 febbraio 1994, n. 146 recante delega
al Governo per l’attuazione delle direttive 91/156/CEE del Consiglio
del 18 marzo 1991, che modifica la direttiva 75/442/CEE relativa ai
rifiuti, e 91/689/CEE, del Consiglio del 12 dicembre 1991 relativa ai
rifiuti pericolosi, come modificata dalla direttiva 94/31/CE, del
Consiglio del 27 giugno 1994;

Visti gli articoli 2, 36, 38 della legge 22 febbraio 1994, n. 146;

Visto l’articolo 1 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 recante delega
al Governo per l’attuazione delle direttiva 94/62/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e
rifiuti di imballaggio;

Visti gli articoli 3, 6 e 43 della legge 6 febbraio 1996, n. 52;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 settembre 1996;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 dicembre 1996;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, della sanità, dei trasporti e della
navigazione, delle risorse agricole, alimentari e forestali,
dell’interno, delle finanze, per la funzione pubblica e gli affari
regionali, degli affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro; In
applicazione degli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Emana

il seguente decreto legislativo:

SOMMARIO

TITOLO I – Gestione dei rifiuti

Capo I – Principi generali: ( Art. 1 – Campo d’applicazione; Art. 2 –
Finalità; Art. 3 – Prevenzione della; produzione di rifiuti; Art. 4 –
Recupero dei rifiuti; Art. 5 – Smaltimento dei rifiuti; Art. 6 –
Definizioni; Art. 7 – Classificazione; Art. 8 – Esclusioni; Art. 9 –
Divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi; Art. 10 – Oneri e
finalità dei produttori e dei detentori; Art. 11 – Catasto dei
rifiuti; Art. 12 – Registri di carico e scarico; Art. 13 – Ordinanze
contingibili e urgenti; Art. 14 – Divieto di abbandono; Art. 15 –
Trasporto dei rifiuti; Art. 16 – Spedizioni transfrontaliere; Art. 17
– Bonifica e ripristino ambientale dei siti). inquinati da rifiuti

Capo II – Competenze: ( Art. 18 – Competenze dello Stato; Art. 19 –
Competenze delle Regioni; Art. 20 – Competenze delle Province; Art. 21
– Competenze dei Comuni).

Capo III – Piani di gestione dei rifiuti: ( Art. 22 – Piani regionali;
Art. 23 -Gestione dei rifiuti urbani in ambiti territoriali ottimali;
Art. 24 – Contributo per lo smaltimento di rifiuti in discarica; Art.
25 – Accordi e contratti di programma, incentivi; Art. 26 –
Osservatorio nazionale sui rifiuti).

Capo IV – Autorizzazioni e iscrizioni: ( Art. 27 – Approvazione del
progetto e autorizzazione alla realizzazione degli impianti di
smaltimento e di recupero dei rifiuti; Art. 28 – Autorizzazione
all’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero; Art. 29 –
Autorizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione; Art. 30 –
Imprese sottoposte ad iscrizione).

Capo V – Procedure semplificate: ( Art. 31 – Determinazione delle
attività e delle caratteristiche dei rifiuti per l’ammissione alle
procedure semplificate; Art. 32 – Autosmaltimento; Art. 33 –
Operazioni di recupero).

TITOLO II – Gestione degli imballaggi:

( Art. 34 – Ambito di applicazione; Art. 35 – Definizioni; Art. 36 –
Criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di
imballaggio; Art. 37 – Obiettivi di recupero e di riciclaggio; Art. 38
– Obblighi dei produttori e degli utilizzatori; Art. 39 – Raccolta
differenziata e obblighi della Pubblica amministrazione; Art. 40 –
Consorzi; Art. 41 – Consorzio Nazionale Imballaggi; Art. 42 –
Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei
rifiuti di imballaggio; Art. 43 – Divieti).

TITOLO III Gestione di particolari categorie di rifiuti:

( Art. 44 – Beni durevoli; Art. 45 – Rifiuti sanitari; Art. 46 –
Veicoli a motore e rimorchi; Art. 47 – Consorzio nazionale di raccolta
e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti; Art.
48 – Consorzio per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene).

TITOLO IV – Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani:

( Art. 49 – Istituzione della tariffa).

TITOLO V – Sistema sanzionatorio e disposizioni transitorie e finali

Capo I – Sanzioni: ( Art. 50 – Abbandono di rifiuti; Art. 51 –
Attività di gestione di rifiuti non autorizzata; Art. 51 bis –
Bonifica dei siti; Art. 52 – Violazione degli obblighi di
comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari;
Art. 53 – Traffico illecito di rifiuti; Art. 54 – Imballaggi; Art. 55
– Competenza e giurisdizione; Art. 55 bis – Proventi delle sanzioni
amministrative pecuniarie).

Capo II – Disposizioni transitorie e finali: ( Art. 56 – Abrogazione
di norme; Art. 57 – Disposizioni; transitorie; Art. 58 – Disposizioni
finali).

ALLEGATI:

ALLEGATO A
(previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera a)

1- Categorie di rifiuti

Q1 Residui di produzione o di consumo in appresso non specificati

Q2 Prodotti fuori norma

Q3 Prodotti scaduti

Q4 Sostanze accidentalmente riversate, perdute o aventi subito
qualunque altro incidente, compresi tutti i materiali, le
attrezzature, ecc. contaminati in seguito all’incidente in questione

Q5 Sostanze contaminate o insudiciate in seguito ad attività
volontarie (a esempio residui di operazioni di pulizia, materiali da
imballaggio, contenitori, ecc.)

Q6 Elementi inutilizzabili (a esempio batterie fuori uso,
catalizzatori esausti, ecc.)

Q7 Sostanze divenute inadatte all’impiego (a esempio acidi
contaminati, solventi contaminati, sali da rinverdimento esauriti,
ecc.)

Q8 Residui di processi industriali (a esempio scorie, residui di
distillazione, ecc.)

Q9 Residui di procedimenti antinquinamento (a esempio fanghi di
lavaggio di gas, polveri di filtri dell’aria, filtri usati, ecc.)

Q10 Residui di lavorazione/sagomatura (a esempio trucioli di
tornitura o di fresatura, ecc.)

Q11 Residui provenienti dall’estrazione e dalla preparazione delle
materie prime (a esempio residui provenienti da attività minerarie o
petrolifere, ecc.)

Q12 Sostanze contaminate (a esempio olio contaminato da PCB, ecc.)

Q13 Qualunque materia, sostanza o prodotto la cui utilizzazione è
giuridicamente vietata

Q14 Prodotti di cui il detentore non si serve più (a esempio
articoli messi fra gli scarti dell’agricoltura, dalle famiglie, dagli
uffici, dai negozi, dalle officine, ecc.)

Q15 Materie, sostanze o prodotti contaminati provenienti da
attività di riattamento di terreni

Q16 Qualunque sostanza, materia o prodotto che non rientri nelle
categorie sopra elencate

2 – Catalogo Europeo dei Rifiuti

Nota introduttiva

1. L’articolo 1 lettera a) della direttiva 75/442/CEE definisce il
termine “rifiuti” nel modo seguente: “qualsiasi sostanza od oggetto
che rientri nelle categorie riportate nell’allegato I e di cui il
detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.

2. Il secondo capoverso dell’articolo 1 lettera a) stabilisce che
la Commissione, conformemente alla procedura di cui all’articolo 18,
prepari un elenco dei rifiuti che rientrano nelle categorie di cui
all’allegato I. Tale elenco è noto più comunemente come Catalogo
Europeo dei Rifiuti (CER) e si applica a tutti i rifiuti, siano essi
destinati allo smaltimento o al recupero.

3. Il Catalogo europeo dei rifiuti è un elenco armonizzato, non
esaustivo, di rifiuti e sarà pertanto oggetto di periodica revisione
e, se necessario, di modifiche, conformemente alla procedura del
comitato. Tuttavia, un materiale figurante nel Catalogo non è in tutte
le circostanze un rifiuto, ma solo quando esso soddisfa la definizione
di rifiuto.

4. I rifiuti figuranti nel CER sono soggetti alle disposizioni
della direttiva a meno che si applichi ad essi l’articolo 2 paragrafo
1 lettera b) di detta direttiva.

5. Il Catalogo vuole essere una nomenclatura di riferimento con una
terminologia comune per tutta la Comunità allo scopo di migliorare
tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. A questo
riguardo, il Catalogo Europeo dei Rifiuti dovrebbe diventare il
riferimento di base del programma comunitario di statistiche sui
rifiuti lanciato con la risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1990,
sulla politica relativa alla gestione dei rifiuti.

[Continua nel file zip allegato]

Decreto Legislativo 05 febbraio 1997, n. 22

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