DECRETO LEGISLATIVO 14 febbraio 2003, n.31 | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 14 febbraio 2003, n.31

DECRETO LEGISLATIVO 14 febbraio 2003, n.31 - Attuazione della direttiva 2001/15/CE sulle sostanze che possono essere aggiunte a scopi nutrizionali specifici ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare. (GU n. 47 del 26-2-2003)

DECRETO LEGISLATIVO 14 febbraio 2003, n.31

Attuazione della direttiva 2001/15/CE sulle sostanze che possono
essere aggiunte a scopi nutrizionali specifici ai prodotti destinati
ad una alimentazione particolare.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 117, terzo e quinto comma della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, recante
attuazione della direttiva n. 89/398/CEE, concernente i prodotti
alimentari destinati ad una alimentazione particolare;
Vista la direttiva 2001/15/CE della Commissione, del 15 febbraio
2001, sulle sostanze che possono essere aggiunte a scopi nutrizionali
specifici ai prodotti alimentari destinati ad una alimentazione
particolare;
Vista la legge 1 marzo 2002, n. 39, articolo 1 ed allegato B;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 giugno 2002;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 17 gennaio 2003;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri delle attivita’
produttive, degli affari esteri, della giustizia, della economia e
delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Disciplina delle sostanze aggiunte per scopi nutrizionali

1. All’interno delle categorie di sostanze aggiunte per scopi
nutrizionali specifici agli alimenti destinati ad una alimentazione
particolare, elencate nell’allegato 1, solo le sostanze chimiche
figuranti in corrispondenza di ciascuna categoria possono essere
usate per la fabbricazione dei prodotti di cui al decreto legislativo
27 gennaio 1992, n. 111.
2. L’uso delle sostanze di cui al comma 1 deve essere conforme alle
specifiche disposizioni ad esse relative, contenute nelle normative
adottate ai sensi dell’articolo 9, comma 1 del decreto legislativo
27 gennaio 1992, n. 111.
3. Salvo il disposto del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, possono essere
utilizzate nella produzione di alimenti destinati ad una
alimentazione particolare altre sostanze aggiunte per scopi nutritivi
specifici, non appartenenti ad una delle categorie di cui
all’allegato 1.
4. L’uso di sostanze nutritive in alimenti destinati ad una
alimentazione particolare deve comportare la produzione di prodotti
sicuri che soddisfano le esigenze nutritive specifiche dei soggetti
cui sono destinati, secondo quanto stabilito dai dati scientifici
generalmente accettati.
5. Il Ministero della salute puo’ chiedere al produttore o, se del
caso, all’importatore di presentare i lavori scientifici e i dati
comprovanti l’uso di sostanze aggiunte per scopi nutritivi specifici
secondo quanto previsto dal comma 4. Se detti lavori sono contenuti
in una pubblicazione facilmente reperibile, sono sufficienti
riferimenti a tale pubblicazione.

Avvertenza
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio
della funzione legislativa non puo’ essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
L’art. 117, terzo e quinto comma della Costituzione
cosi’ recita:
“Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea
delle regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita’
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle regioni la potesta’
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
(Omissis).
Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.”
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, reca:
“Attuazione della direttiva 89/398/CEE concernente i
prodotti alimentari destinati ad una alimentazione
particolare”.
– La direttiva 89/398/CEE e’ pubblicata nella GUCE del
30 giugno 1989, legge n. 186.
– La direttiva 2001/15/CE e’ pubblicata nella GUCE del
22 febbraio 2001, legge n. 52.
– La legge 1 marzo 2002, n. 39, reca: “Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee. Legge comunitaria
2001.”. L’articolo 1 e l’allegato B, cosi recitano:
“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive cornunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
emanare, entro il termine di un anno^underline{
m (1/a)}
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i
decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui
agli allegati A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso, entro quaranta giorni
dalla data di trasmissione, il parere dei competenti organi
parlamentari. Decorso tale termine i decreti sono emanati
anche in mancanza del parere. Qualora il termine previsto
per il parere dei competenti organi parlamentari scada nei
trenta giorni che precedono la scadenza dei termini
previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di cui …

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