DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 - Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 – Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 - Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 222 del 23 settembre 2005). (GU n. 239 del 13-10-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194

Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla
determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato
delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 222 del 23 settembre 2005).

Avvertenza:

Si procede alla ripubblicazione del testo del decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 194, corredato delle relative note, ai sensi
dell’art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217. Restano invariati
il valore e l’efficacia dell’atto legislativo qui trascritto.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e
gestione del rumore ambientale;
Vista la legge Comunitaria del 31 ottobre 2003, n. 306, recante
disposizioni per l’adeguamento degli obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (Legge
comunitaria 2003);
Vista la legge 26 ottobre 1995, n. 447, recante legge quadro
sull’inquinamento acustico, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, e successive
modificazioni, concernente la liberta’ di accesso alle informazioni
in materia di ambiente, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, recante il nuovo codice della strada;
Visto il decreto legislativo del 18 febbraio 2005, n. 59, di
attuazione della direttiva 96/61/CE, relativa alla prevenzione e
riduzione integrate dell’inquinamento;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 30 giugno 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comuni- tarie e del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con
i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e
delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, della salute e
per gli affari regionali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalita’ e campo di applicazione

1. Il presente decreto, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli
effetti nocivi dell’esposizione al rumore ambientale, compreso il
fastidio, definisce le competenze e le procedure per:
a) l’elaborazione della mappatura acustica e delle mappe
acustiche strategiche di cui all’articolo 3;
b) l’elaborazione e l’adozione dei piani di azione di cui
all’articolo 4, volti ad evitare e a ridurre il rumore ambientale
laddove necessario, in particolare, quando i livelli di esposizione
possono avere effetti nocivi per la salute umana, nonche’ ad evitare
aumenti del rumore nelle zone silenziose;
c) assicurare l’informazione e la partecipazione del pubblico in
merito al rumore ambientale ed ai relativi effetti.
2. Il presente decreto non si applica al rumore generato dalla
persona esposta, dalle attivita’ domestiche, proprie o del vicinato,
ne’ al rumore sul posto di lavoro prodotto dalla stessa attivita’
lavorativa o a bordo dei mezzi di trasporto o dovuto ad attivita’
militari svolte nelle zone militari.
3. Laddove non esplicitamente modificate dal presente decreto, si
applicano le disposizioni della legge 26 ottobre 1995, n. 447, e
successive modificazioni, nonche’ la normativa vigente in materia di
tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo
dall’inquinamento acustico adottata in attuazione della citata legge
n. 447 del 1995.

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente delta Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2002/49/CE e’ pubblicata in GUCE n. L
189 del 18 luglio 2002.
– La legge comunitaria del 31 ottobre 2003, n. 306,
reca: «Disposizioni per l’adeguamento degli obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee (legge comunitaria 2003).
– La legge 26 ottobre 1995, n. 447, reca: «Legge quadro
sull’inquinamento acustico, e successive modificazioni».
– Il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, reca:
«La liberta’ d’accesso alle informazioni in materia di
ambiente, e successive modificazioni».
– Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, reca:
«Nuovo codice della strada».
– Il decreto legislativo del 18 febbraio 2005, n. 59,
reca: «Attuazione della direttiva 96/61/CE, relativa alla
prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento».
– La direttiva 96/61 /CE e’ pubblicata in GUCE n. L 257
del 10 ottobre 1996.
– Si riporta il testo dell’art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, (Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le
materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta’
ed autonomie locali), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 agosto 1997, n. 202.
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali e’ unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli affari regionali; ne fanno parte altresi’ il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici,
il Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il presidente
dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani –
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall’ANCI e sei presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque
rappresentano le citta’ individuate dall’art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche’ rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e’ conferito, dal
Ministro dell’interno.
Note all’art. 1:
– Per la legge 26 ottobre 1995, n. 447, vedi note alle
premesse.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «agglomerato»: area urbana, individuata dalla regione o
provincia autonoma competente, costituita da uno o piu’ centri
abitati ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, contigui fra loro e la cui
popolazione complessiva e’ superiore a 100.000 abitanti;
b) «aeroporto principale»: un aeroporto civile o militare aperto
al traffico civile in cui si svolgono piu’ di 50.000 movimenti
all’anno, intendendosi per movimento un’operazione di decollo o di
atterraggio. Sono esclusi i movimenti a fini addestrativi su
aeromobili definiti leggeri ai sensi della regolamentazione tecnica
nazionale;
c) «asse ferroviario principale»: una infrastruttura ferrovia su
cui transitano ogni anno piu’ di 30.000 treni;
d) «asse stradale principale»: un’infrastruttura stradale su cui
transitano ogni anno piu’ di 3.000.000 di veicoli;
e) «descrittore acustico»: la grandezza fisica che descrive il
rumore ambientale in relazione ad uno specifico effetto nocivo;
f) «determinazione»: qualsiasi metodo per calcolare, predire,
stimare o misurare il valore di un descrittore acustico od i relativi
effetti nocivi;
g) «effetti nocivi»: gli effetti negativi per la salute umana;
h) «fastidio»: la misura in cui, sulla base di indagini sul campo
e di simulazioni, il rumore risulta sgradevole a una comunita’ di
persone;
i) «Lden (livello giorno-sera-notte)»: il descrittore acustico
relativo all’intera giornata, di cui all’allegato 1;
l) «Lday (livello giorno)»: il descrittore acustico relativo al
periodo dalle 06:00 alle 20:00;
m) «Levening (livello sera)»: il descrittore acustico relativo al
periodo dalle 20:00 alle 22:00;
n) «Lnight (livello notte)»: il descrittore acustico relativo al
periodo dalle 22.00 alle 06.00;
o) «mappatura acustica»: la rappresentazione di dati relativi a
una situazione di rumore esistente o prevista in una zona, relativa
ad una determinata sorgente, in funzione di un descrittore acustico
che indichi il superamento di pertinenti valori limite vigenti, il
numero di persone esposte in una determinata area o il numero di
abitazioni esposte a determinati valori di un descrittore acustico in
una certa zona;
p) «mappa acustica strategica»: una mappa finalizzata alla
determinazione dell’esposizione globale al rumore in una certa zona a
causa di varie sorgenti di rumore ovvero alla definizione di
previsioni generali per tale zona;
q) «piani di azione»: i piani destinati a gestire i problemi di
inquinamento acustico ed i relativi effetti, compresa, se necessario,
la sua riduzione;
r) «pianificazione acustica»: il controllo dell’inquinamento
acustico futuro mediante attivita’ di programmazione, quali la
classificazione acustica e la pianificazione territoriale,
l’ingegneria dei sistemi per il traffico, la pianificazione dei
trasporti, l’attenuazione del rumore mediante tecniche di
insonorizzazione ed il controllo dell’emissione acustica delle
sorgenti;
s) «pubblico»: una o piu’ persone fisiche o giuridiche e le
associazioni, le organizzazioni o i gruppi di dette persone;
t) «rumore ambientale»: i suoni indesiderati o nocivi in ambiente
esterno prodotti dalle attivita’ umane, compreso il rumore emesso da
mezzi di trasporto, dovuto al traffico veicolare, al traffico
ferroviario, al traffico aereo e proveniente da siti di attivita’
industriali;
u) «relazione dose-effetto»: la relazione fra il valore di un
descrittore acustico e l’entita’ di un effetto nocivo;
v) «siti di attivita’ industriale»: aree classificate V o VI ai
sensi delle norme vigenti in cui sono presenti attivita’ industriali
quali quelle definite nell’allegato 1 al decreto legislativo
18 febbraio 2005, n. 59;
z) «valori limite»: un valore di Lden o Lnight e, se del caso, di
Lday e Levening il cui superamento induce le autorita’ competenti ad
esaminare o applicare provvedimenti di attenuazione del rumore; i
valori limite possono variare a seconda della tipologia di rumore,
dell’ambiente circostante e del diverso uso del territorio; essi
possono anche variare riguardo a situazioni esistenti o nuove come
nel caso in cui cambi la sorgente di rumore o la destinazione d’uso
dell’ambiente circostante;
aa) «zona silenziosa di un agglomerato»: una zona delimitata
dall’autorita’ comunale nella quale Lden, o altro descrittore
acustico appropriato relativo a qualsiasi sorgente non superi un
determinato valore limite;
bb) «zona silenziosa esterna agli agglomerati»: una zona
delimitata dalla competente autorita’ che non risente del rumore
prodotto da infrastrutture di trasporto, da attivita’ industriali o
da attivita’ ricreative.

Note all’art. 2:
– L’art. 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, cosi’ recita:
«Art. 3 (Definizioni stradali e di traffico). – 1. Ai
fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di
traffico hanno i seguenti significati:
1) area di intersezione: parte della intersezione a
raso, nella quale si intersecano due o piu’ correnti di
traffico;
2) area pedonale: zona interdetta alla circolazione
dei veicoli salvo quelli in servizio di emergenza, i
velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate
o impedite capacita’ motorie, nonche’ eventuali deroghe per
i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocita’
tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In
particolari situazioni i comuni possono introdurre,
attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni
alla circolazione su aree pedonali;
3) attraversamento pedonale: parte della carreggiata,
opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i
pedoni in transito dall’uno all’altro lato della strada
godono della precedenza rispetto ai veicoli;
4) banchina: parte della strada compresa tra il
margine della carreggiata ed il piu’ vicino tra i seguenti
elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico,
arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore
della scarpata nei rilevati;
5) braccio di intersezione: cfr. ramo di
intersezione;
6) canalizzazione: insieme di apprestamenti destinato
a selezionare le correnti di traffico per guidarle in
determinate direzioni;
7) carreggiata: parte della strada destinata allo
scorrimento dei veicoli; essa e’ composta da una o piu’
corsie di marcia ed, in genere, e pavimentata e’ delimitata
da strisce di margine;
8) centro abitato: insieme di edifici, delimitato
lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e
fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento
continuo, ancorche’ intervallato da strade, piazze,
giardini o simili, costituito da non meno di venticinque
fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari
o pedonali sulla strada;
9) circolazione: e’ il movimento, la fermata e la
sosta dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada;
10) confine stradale: limite della proprieta’
stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle
fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il
confine e’ costituito dal ciglio esterno del fosso di
guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della
scarpata se la strada e’ in rilevato o dal ciglio superiore
della scarpata se la strada e’ in trincea;
11) corrente di traffico: insieme di veicoli
(corrente veicolare), o pedoni (corrente pedonale), che si
muovono su una strada nello stesso senso di marcia su una o
piu’ file parallele, seguendo una determinata traiettoria;
12) corsia: parte longitudinale della strada di
larghezza idonea a permettere il transito di una sola fila
di veicoli;
13) corsia di accelerazione: corsia specializzata per
consentire ed agevolare l’ingresso ai veicoli sulla
carreggiata;
14) corsia di decelerazione: corsia specializzata per
consentire l’uscita dei veicoli da una carreggiata in modo
da non provocare rallentamenti ai veicoli non interessati a
tale manovra;
15) corsia di emergenza: corsia, adiacente alla
carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito
dei veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento
dei pedoni, nei casi in cui sia ammessa la circolazione
degli stessi;
16) corsia di marcia: corsia facente parte della
carreggiata, normalmente delimitata da segnaletica
orizzontale;
17) corsia riservata: corsia di marcia destinata alla
circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di
veicoli;
18) corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli
che si accingono ad effettuare determinate manovre, quali
svolta, attraversamento, sorpasso, decelerazione,
accelerazione, manovra per la sosta o che presentano basse
velocita’ o altro;
19) cunetta: manufatto destinato allo smaltimento
delle acque meteoriche o di drenaggio, realizzato
longitudinalmente od anche trasversalmente all’andamento
della strada;
20) curva: raccordo longitudinale fra due tratti di
strada rettilinei, aventi assi intersecantisi, tali da
determinare condizioni di limitata visibilita’;
21) fascia di pertinenza: striscia di terreno
compresa tra la carreggiata ed il confine stradale. E’
parte della proprieta’ stradale e puo’ essere utilizzata
solo per la realizzazione di altre parti della strada;
22) fascia di rispetto: striscia di terreno, esterna
al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla
realizzazione, da parte dei proprietari del terreno, di
costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili;
23) fascia di sosta laterale: parte della strada
adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante
striscia di margine discontinua e comprendente la fila
degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra;
24) golfo di fermata: parte della strada, esterna
alla carreggiata, destinata alle fermate dei mezzi
collettivi di linea ed adiacente al marciapiede o ad altro
spazio di attesa per i pedoni;
25) intersezione a livelli sfalsati: insieme di
infrastrutture (sovrappassi; sottopassi e rampe) che
consente lo smistamento delle correnti veicolari fra rami
di strade poste a diversi livelli;
26) intersezione a raso (o a livello): area comune a
piu’ strade, organizzata in modo da consentire lo
smistamento delle correnti di traffico dall’una all’altra
di esse;
27) isola di canalizzazione: parte della strada,
opportunamente delimitata e non transitabile, destinata a
incanalare le correnti di traffico;
28) isola di traffico: cfr. isola di canalizzazione;
29) isola salvagente: cfr. salvagente;
30) isola spartitraffico: cfr. spartitraffico;
31) itinerario internazionale: strade o tratti di
strade facenti parte degli itinerari cosi’ definiti dagli
accordi internazionali;
32) livelletta: tratto di strada a pendenza
longitudinale costante;
33) marciapiede: parte della strada, esterna alla
carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta,
destinata ai pedoni;
34) parcheggio: area o infrastruttura posta fuori
della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non
dei veicoli;
34-bis) parcheggio scambiatore: parcheggio situato in
prossimita’ di stazioni o fermate del trasporto pubblico
locale o del trasporto ferroviario, per agevolare
l’intermodalita’;
35) passaggio a livello: intersezione a raso,
opportunamente attrezzata e segnalata ai fini della
sicurezza, tra una o piu’ strade ed una linea ferroviaria o
tranviaria in sede propria;
36) passaggio pedonale (cfr. anche marciapiede):
parte della strada separata dalla carreggiata, mediante una
striscia bianca continua o una apposita protezione
parallela ad essa e destinata al transito dei pedoni. Esso
espleta la funzione di un marciapiede stradale, in mancanza
di esso;
37) passo carrabile: accesso ad un’area laterale
idonea allo stazionamento di uno o piu’ veicoli;
38) piazzola di sosta: parte della strada, di
lunghezza limitata, adiacente esternamente alla banchina,
destinata alla sosta dei veicoli;
39) pista ciclabile: parte longitudinale della
strada, opportunamente delimitata, riservata alla
circolazione dei velocipedi;
40) raccordo concavo (cunetta): raccordo tra due
livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano
al di sotto della superficie stradale. Tratto di strada con
andamento longitudinale concavo;
41) raccordo convesso (dosso): raccordo tra due
livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano
al di sopra della superficie stradale. Tratto di strada con
andamento longitudinale convesso;
42) ramo di intersezione: tratto di strada afferente
una intersezione;
43) rampa (di intersezione): strada destinata a
collegare due rami di un’intersezione;
44) ripa: zona di terreno immediatamente sovrastante
o sottostante le scarpate del corpo stradale
rispettivamente in taglio o in riporto sul terreno
preesistente alla strada;
45) salvagente: parte della strada, rialzata o
opportunamente delimitata e protetta, destinata al riparo
ed alla sosta dei pedoni, in corrispondenza di
attraversamenti pedonali o di fermate dei trasporti
collettivi;
46) sede stradale: superficie compresa entro i
confini stradali. Comprende la carreggiata e le fasce di
pertinenza;
47) sede tranviaria: parte longitudinale della
strada, opportunamente delimitata, riservata alla
circolazione dei tram e dei veicoli assimilabili;
48) sentiero (o mulattiera o tratturo): strada a
fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di
pedoni o di animali;
49) spartitraffico: parte longitudinale non carrabile
della strada destinata alla separazione di correnti
veicolari;
50) strada extraurbana: strada esterna ai centri
abitati;
51) strada urbana: strada interna ad un centro
abitato;
52) strada vicinale (o poderale o di bonifica):
strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico;
53) svincolo: intersezione a livelli sfalsati in cui
le correnti veicolari non si intersecano tra loro;
53-bis) utente debole della strada: pedoni, disabili
in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino
una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla
circolazione sulle strade;
54) zona a traffico limitato: area in cui l’accesso e
la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite
o a particolari categorie di utenti e di veicoli;
55) zona di attestamento: tratto di carreggiata,
immediatamente a monte della linea di arresto, destinato
all’accumulo dei veicoli in attesa di via libera e,
generalmente, suddiviso in corsie specializzate separate da
strisce longitudinali continue;
56) zona di preselezione: tratto di carreggiata,
opportunamente segnalato, ove e’ consentito il cambio di
corsia affinche’ i veicoli possano incanalarsi nelle corsie
specializzate;
57) zona di scambio: tratto di carreggiata a senso
unico, di idonea lunghezza, lungo il quale correnti di
traffico parallele, in movimento nello stesso verso,
possono cambiare la reciproca posizione senza doversi
arrestare;
58) zona residenziale: zona urbana in cui vigono
particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni
e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli
appositi segnali di inizio e di fine.
2. Nel regolamento sono stabilite altre definizioni
stradali e di traffico di specifico rilievo tecnico.».

Art. 3.
Mappatura acustica e mappe acustiche strategiche

1. Entro il 30 giugno 2007:
a) l’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia
autonoma elabora e trasmette alla regione o alla provincia autonoma
competente le mappe acustiche strategiche, nonche’ i dati di cui
all’allegato 6, relativi al precedente anno solare, degli agglomerati
con piu’ di 250.000 abitanti;
b) le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture elaborano e trasmettono
alla regione o alla provincia autonoma competente la mappatura
acustica, nonche’ i dati di cui all’allegato 6, riferiti al
precedente anno solare, degli assi stradali principali su cui
transitano piu’ di 6.000.000 di veicoli all’anno, degli assi
ferroviari principali su cui transitano piu’ di 60.000 convogli
all’anno e degli aeroporti principali. Nel caso di infrastrutture
principali che interessano piu’ regioni gli stessi enti trasmettono
la mappatura acustica ed i dati di cui all’allegato 6 relativi a
dette infrastrutture al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio ed alle regioni o province autonome competenti.
2. Nel caso di servizi pubblici di trasporto e delle relative
infrastrutture ricadenti negli agglomerati di cui al comma 1, lettera
a), la mappatura acustica prevista al comma 1, lettera b), nonche’ i
dati di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 31 dicembre 2006
all’autorita’ individuata al comma 1, lettera a).
3. Entro il 30 giugno 2012:
a) l’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia
autonoma elabora e trasmette alla regione o alla provincia autonoma
competente le mappe acustiche strategiche degli agglomerati, nonche’
i dati di cui all’allegato 6, riferiti al precedente anno solare;
b) le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture elaborano e trasmettono
alla regione o alla provincia autonoma competente la mappatura
acustica, nonche’ i dati di cui all’allegato 6, riferiti al
precedente anno solare, degli assi stradali e ferroviari principali.
Nel caso di infrastrutture principali che interessano piu’ regioni
gli stessi enti trasmettono la mappatura acustica ed i dati di cui
all’allegato 6 relativi a dette infrastrutture al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio ed alle regioni o
province autonome competenti.
4. Nel caso di servizi pubblici di trasporto e delle relative
infrastrutture ricadenti negli agglomerati di cui al comma 3, lettera
a), la mappatura acustica prevista al comma 3, lettera b), nonche’ i
dati di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 31 dicembre 2011
all’autorita’ individuata al comma 3, lettera a).
5. Le mappe acustiche strategiche e la mappatura acustica di cui ai
commi 1 e 3 sono elaborate in conformita’ ai requisiti minimi
stabiliti all’allegato 4, nonche’ ai criteri stabiliti con decreto
del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto
con i Ministeri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti,
sentita la Conferenza unificata, da adottare entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto anche
della normazione tecnica di settore.
6. Le mappe acustiche strategiche e la mappatura acustica di cui ai
commi 1 e 3 sono riesaminate e, se necessario, rielaborate almeno
ogni cinque anni dalla prima elaborazione.
7. La regione o la provincia autonoma competente o, in caso di
infrastrutture principali che interessano piu’ regioni, il Ministero
dell’ambiente e dalla tutela del territorio verifica che le mappe
acustiche strategiche e la mappatura acustica di cui ai commi 1 e 3
soddisfino i requisiti stabiliti al comma 5.
8. Nelle zone che confinano con altri Stati membri dell’Unione
europea il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio,
avvalendosi delle dotazioni umane e strumentali disponibili a
legislazione vigente, coopera con le autorita’ competenti di detti
Stati ai fini della mappa acustica strategica di cui al presente
articolo.
9. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse
finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 4.
Piani d’azione

1. Entro il 18 luglio 2008:
a) l’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia
autonoma, tenuto conto dei risultati delle mappe acustiche
strategiche di cui all’articolo 3, elabora e trasmette alla regione
od alla provincia autonoma competente i piani di azione e le sintesi
di cui all’allegato 6 per gli agglomerati con piu’ di 250.000
abitanti;
b) le societa’ e gli enti gestori dei servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture, tenuto conto dei risultati
della mappatura acustica di cui all’articolo 3, elaborano e
trasmettono alla regione od alla provincia autonoma competente i
piani di azione e le sintesi di cui all’allegato 6, per gli assi
stradali principali su cui transitano piu’ di 6.000.000 di veicoli
all’anno, per gli assi ferroviari principali su cui transitano piu’
di 60.000 convogli all’anno e per gli aeroporti principali. Nel caso
di infrastrutture principali che interessano piu’ regioni gli stessi
enti trasmettono i piani d’azione e le sintesi di cui all’allegato 6
relativi a dette infrastrutture al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio ed alle regioni o province autonome competenti.
2. Nel caso di servizi pubblici di trasporto e delle relative
infrastrutture ricadenti negli agglomerati di cui al comma 1, lettera
a), i piani d’azione previsti al comma 1, lettera b), nonche’ le
sintesi di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 18 gennaio
2008 all’autorita’ individuata al comma 1, lettera a).
3. Entro il 18 luglio 2013:
a) l’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia
autonoma, tenuto conto dei risultati delle mappe acustiche
strategiche di cui all’articolo 3, elabora e trasmette alla regione
od alla provincia autonoma competente i piani di azione e le sintesi
di cui all’allegato 6 per gli agglomerati;
b) le societa’ e gli enti gestori dei servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture, tenuto conto dei risultati
della mappatura acustica di cui all’articolo 3, elaborano e
trasmettono alla regione od alla provincia autonoma competente i
piani di azione e le sintesi di cui all’allegato 6, per gli assi
stradali e ferroviari principali. Nel caso di infrastrutture
principali che interessano piu’ regioni gli stessi enti trasmettono i
piani d’azione e le sintesi di cui all’allegato 6 relativi a dette
infrastrutture al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio ed alle regioni o province autonome competenti.
4. Nel caso di servizi pubblici di trasporto e delle relative
infrastrutture ricadenti negli agglomerati di cui al comma 3, lettera
a), i piani d’azione previsti al comma 3, lettera b), nonche’ le
sintesi di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 18 gennaio
2013 all’autorita’ individuata al comma 3, lettera a).
5. I piani d’azione previsti ai commi 1 e 3 sono predisposti in
conformita’ ai requisiti minimi stabiliti all’allegato 5, nonche’ ai
criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio, di concerto con i Ministeri della salute e
delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza
unificata, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, tenuto conto anche della normazione tecnica di
settore.
6. L’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia autonoma
competente e le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture riesaminano e rielaborano i
piani d’azione di cui ai commi 1 e 3 ogni cinque anni e, comunque,
ogni qualvolta necessario e in caso di sviluppi sostanziali che si
ripercuotono sulla situazione acustica esistente.
7. La regione o la provincia autonoma competente o, in caso di
infrastrutture principali che interessano piu’ regioni, il Ministero
dell’ambiente e dalla tutela del territorio verifica che i piani
d’azione di cui ai commi 1 e 3 soddisfino i requisiti stabiliti al
comma 5.
8. I piani d’azione previsti ai commi 1 e 3 recepiscono e
aggiornano i piani di contenimento e di abbattimento del rumore
prodotto per lo svolgimento dei servizi pubblici di trasporto, i
piani comunali di risanamento acustico ed i piani regionali triennali
di intervento per la bonifica dall’inquinamento acustico adottati ai
sensi degli articoli 3, comma 1, lettera i), 10, comma 5, 7 e 4,
comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
9. Restano ferme le disposizioni relative alle modalita’, ai
criteri ed ai termini per l’adozione dei piani di cui al comma 8
stabiliti dalla legge n. 447 del 1995 e dalla normativa vigente in
materia adottate in attuazione della stessa legge n. 447 del 1995.
10. Nelle zone che confinano con altri Stati membri dell’Unione
europea il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
coopera con le autorita’ competenti di detti Stati ai fini della
elaborazione dei piani di azione di cui al presente articolo.
11. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse
finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.

Note all’art. 4:
– Gli articoli 3, comma 1, lettera i), 10, comma 5, 7 e
4, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, cosi’
recitano:
«Art. 3 (Competenze dello Stato). – 1. Sono di
competenza dello Stato:
a)-h) (omissis);
i) l’adozione di piani pluriennali per il
contenimento delle emissioni sonore prodotte per lo
svolgimento di servizi pubblici essenziali quali linee
ferroviarie, metropolitane, autostrade e strade statali
entro i limiti stabiliti per ogni specifico sistema di
trasporto, ferme restando le competenze delle regioni,
delle province e dei comuni, e tenendo comunque conto delle
disposizioni di cui all’art. 155 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;».
«Art. 10 (Sanzioni amministrative) -. 1-4. (Omissis).
5. In deroga a quanto previsto ai precedenti commi, le
societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture, ivi comprese le
autostrade, nel caso di superamento dei valori di cui al
comma 2, hanno l’obbligo di predisporre e presentare al
comune piani di contenimento ed abbattimento del rumore,
secondo le direttive emanate dal Ministro dell’ambiente con
proprio decreto entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge. Essi devono indicare tempi di
adeguamento, modalita’ e costi e sono obbligati ad
impegnare, in via ordinaria, una quota fissa non inferiore
al 7 per cento dei fondi di bilancio previsti per le
attivita’ di manutenzione e di potenziamento delle
infrastrutture stesse per l’adozione di interventi di
contenimento ed abbattimento del rumore. Per quanto
riguarda l’ANAS la suddetta quota e’ determinata nella
misura del 2,5 per cento dei fondi di bilancio previsti per
le attivita’ di manutenzione. Nel caso dei servizi pubblici
essenziali, i suddetti piani coincidono con quelli di cui
all’art. 3, comma 1, lettera i); il controllo del rispetto
della loro attuazione e’ demandato al Ministero
dell’ambiente.».
«Art. 7 (Piani di risanamento acustico). – 1. Nel caso
di superamento dei valori di attenzione di cui all’art. 2,
comma 1, lettera g), nonche’ nell’ipotesi di cui all’art.
4, comma 1, lettera a), ultimo periodo, i comuni provvedono
all’adozione di piani di risanamento acustico, assicurando
il coordinamento con il piano urbano del traffico di cui al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, e con i piani previsti dalla vigente
legislazione in materia ambientale. I piani di risanamento
sono approvati dal consiglio comunale. I piani comunali di
risanamento recepiscono il contenuto dei piani di cui
all’art. 3, comma 1, lettera i), e all’art. 10, comma 5.
2. I piani di risanamento acustico di cui al comma 1
devono contenere:
a) l’individuazione della tipologia ed entita’ dei
rumori presenti, incluse le sorgenti mobili, nelle zone da
risanare individuate ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera
a);
b) l’individuazione dei soggetti a cui compete
l’intervento;
c) l’indicazione delle priorita’, delle modalita’ e
dei tempi per il risanamento;
d) la stima degli oneri finanziari e dei mezzi
necessari;
e) le eventuali misure cautelari a carattere
d’urgenza per la tutela dell’ambiente e della salute
pubblica.
3. In caso di inerzia del comune ed in presenza di
gravi e particolari problemi di inquinamento acustico,
all’adozione del piano si’ provvede, in via sostitutiva, ai
sensi dell’art. 4, comma 1, lettera b).
4. Il piano di risanamento di cui al presente articolo
puo’ essere adottato da comuni diversi da quelli di cui al
comma 1, anche al fine di perseguire i valori di cui
all’art. 2, comma 1, lettera h).
5. Nei comuni con popolazione superiore a cinquantamila
abitanti la giunta comunale presenta al consiglio comunale
una relazione biennale sullo stato acustico del comune. Il
consiglio comunale approva la relazione e la trasmette alla
regione ed alla provincia per le iniziative di competenza.
Per i comuni che adottano il piano di risanamento di cui al
comma 1, la prima relazione e’ allegata al piano stesso.
Per gli altri comuni, la prima relazione e’ adottata entro
due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.».
«Art. 4 (Competenze delle regioni). – 1. (Omissis).
2. Le regioni, in base alle proposte pervenute e alle
disponibilita’ finanziarie assegnate dallo Stato,
definiscono le priorita’ e predispongono un piano regionale
triennale di intervento per la bonifica dall’inquinamento
acustico, fatte salve le competenze statali relative ai
piani di cui all’art. 3, comma 1, lettera i), per la
redazione dei quali le regioni formulano proposte non
vincolanti. I comuni adeguano i singoli piani di
risanamento acustico di cui all’art. 7 al piano
regionale.».

Art. 5.
Descrittori acustici e loro applicazione

1. Ai fini dell’elaborazione e della revisione della mappatura
acustica e delle mappe acustiche strategiche di cui all’articolo 3
sono utilizzati i descrittori acustici Lden Lnight calcolati secondo
quanto stabilito all’allegato 1.
2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con il Ministro della salute, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinati, ai sensi
dell’articolo 3 della legge n. 447 del 1995, i criteri e gli
algoritmi per la conversione dei valori limite previsti all’articolo
2 della stessa legge, secondo i descrittori acustici di cui al comma
1.
3. Per le finalita’ di cui al comma 1, l’autorita’ individuata
dalla regione o provincia autonoma e le societa’ e gli enti gestori
di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture
possono utilizzare i dati espressi nei descrittori acustici previsti
dalle norme vigenti, convertendoli nei descrittori Lden, e Lnight,
sulla base dei metodi di conversione definiti ai sensi del comma 2,
purche’ detti dati non risalgano a piu’ di tre anni.
4. Fino all’emanazione dei decreti di cui al comma 2 si utilizzano
i descrittori acustici ed i relativi valori limite determinati ai
sensi dell’articolo 3 della legge n. 447 del 1995.
5. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Note all’art. 5:
Gli articoli 3 e 2, della legge n. 447 del 1995, cosi’
recitano:
«Art. 3 (Competenze dello Stato). – 1. Sono di
competenza dello Stato:
a) la determinazione, ai sensi della legge 8 luglio
1986, n. 349, e successive modificazioni, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanita’ e sentita la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, dei valori di cui all’art. 2;
b) il coordinamento dell’attivita’ e la definizione
della normativa tecnica generale per il collaudo,
l’omologazione, la certificazione e la verifica periodica
dei prodotti ai fini del contenimento e dell’abbattimento
del rumore; il ruolo e la qualificazione dei soggetti
preposti a tale attivita’ nonche’, per gli aeromobili, per
i natanti e per i veicoli circolanti su strada, le
procedure di verifica periodica dei valori limite di
emissione relativa ai prodotti medesimi. Tale verifica, per
i veicoli circolanti su strada, avviene secondo le
modalita’ di cui all’art. 80 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
c) la determinazione, ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, con
decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro della sanita’ e, secondo le rispettive competenze,
con il Ministro dei lavori pubblici, con il Ministro dei
trasporti e della navigazione e con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, delle
tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento
acustico, tenendo conto delle peculiari caratteristiche del
rumore emesso dalle infrastrutture di trasporto;
d) il coordinamento dell’attivita’ di ricerca, di
sperimentazione tecnico-scientifica ai sensi della legge
8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, e
dell’attivita’ di raccolta, di elaborazione e di diffusione
dei dati. Al coordinamento provvede il Ministro
dell’ambiente, avvalendosi a tal fine anche dell’Istituto
superiore di sanita’, del Consiglio nazionale delle
ricerche (CNR), dell’Ente per le nuove tecnologie,
l’energia e l’ambiente (ENEA), dell’Agenzia nazionale per
la protezione dell’ambiente (ANPA), dell’Istituto superiore
per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), del
Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi
(CSRPAD) del Ministero dei trasporti e della navigazione,
nonche’ degli istituti e dei dipartimenti universitari;
e) la determinazione, fermo restando il rispetto dei
valori determinati ai sensi della lettera a), con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanita’ e, secondo le rispettive competenze, con il
Ministro dei lavori pubblici, con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e con il
Ministro dei trasporti e della navigazione, dei requisiti
acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici
passivi degli edifici e dei loro componenti, allo scopo di
ridurre l’esposizione umana al rumore. Per quanto attiene
ai rumori originati dai veicoli a motore definiti dal
titolo III del decreto legislativo 30 aprile 1991, n. 285,
e successive modificazioni, restano salve la competenza e
la procedura di cui agli articoli 71, 72, 75 e 80 dello
stesso decreto legislativo;
f) l’indicazione, con decreto del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con il Ministro dell’ambiente e con
il Ministro dei trasporti e della navigazione, dei criteri
per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione
delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei
trasporti, ai fini della tutela dall’inquinamento acustico;
g) la determinazione, con decreto del Ministro
dell’ambiente di concerto con il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato e con il Ministro dei
trasporti e della navigazione, dei requisiti acustici dei
sistemi di allarme anche antifurto con segnale acustico e
dei sistemi di refrigerazione, nonche’ la disciplina della
installazione della manutenzione e dell’uso dei sistemi di
allarme anche antifurto e anti-intrusione con segnale
acustico installato su sorgenti mobili e fisse, fatto salvo
quanto previsto dagli articoli 71, 72, 75, 79, 155 e 156
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni;
h) la determinazione, con le procedure previste alla
lettera e), dei requisiti acustici delle sorgenti sonore
nei luoghi di intrattenimento danzante o di pubblico
spettacolo;
i) l’adozione di piani pluriennali per il
contenimento delle emissioni sonore prodotte per lo
svolgimento di servizi pubblici essenziali quali linee
ferroviarie, metropolitane, autostrade e strade statali
entro i limiti stabiliti per ogni specifico sistema di
trasporto, ferme restando le competenze delle regioni,
delle province e dei comuni, e tenendo comunque conto delle
disposizioni di cui all’art. 155 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
l) la determinazione, con decreto del Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei trasporti e
della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore
emesso da imbarcazioni di qualsiasi natura e della relativa
disciplina per il contenimento dell’inquinamento acustico;
m) la determinazione, con decreto del Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei trasporti e
della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore
emesso dagli aeromobili e della relativa disciplina per il
contenimento dell’inquinamento acustico, con particolare
riguardo:
1) ai criteri generali e specifici per la
definizione di procedure di abbattimento del rumore
valevoli per tutti gli aeroporti e all’adozione di misure
di controllo e di riduzione dell’inquinamento acustico
prodotto da aeromobili civili nella fase di decollo e di
atterraggio;
2) ai criteri per la classificazione degli
aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico;
3) alla individuazione delle zone di rispetto per
le aree e le attivita’ aeroportuali e ai criteri per
regolare l’attivita’ urbanistica nelle zone di rispetto. Ai
fini della presente disposizione per attivita’ aeroportuali
si intendono sia le fasi di decollo o di atterraggio, sia
quelle di manutenzione, revisione e prove motori degli
aeromobili;
4) ai criteri per la progettazione e la gestione
dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di
inquinamento acustico in prossimita’ degli aeroporti;
n) la predisposizione, con decreto del Ministro
dell’ambiente, sentite le associazioni di protezione
ambientale riconosciute ai sensi dell’art. 13 della legge
8 luglio 1986, n. 349, nonche’ le associazioni dei
consumatori maggiormente rappresentative, di campagne di
informazione del consumatore di educazione scolastica.
2. I decreti di cui al comma 1, lettere a), c), e), h)
e l), sono emanati entro nove mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge. I decreti di cui al comma 1,
lettere f), g) e m), sono emanati entro diciotto mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
3. I provvedimenti previsti dal comma 1, lettere a),
c), d), e), f), g), h), i), l) e m), devono essere
armonizzati con le direttive dell’Unione europea recepite
dallo Stato italiano e sottoposti ad aggiornamento e
verifica in funzione di nuovi elementi conoscitivi o di
nuove situazioni.
4. I provvedimenti di competenza dello Stato devono
essere coordinati con quanto previsto dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 dell’8 marzo
1991.».
«Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini della presente
legge si intende per:
a) inquinamento acustico: l’introduzione di rumore
nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da
provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attivita’
umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli
ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti,
dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da
interferire con le legittime fruizioni degli ambienti
stessi;
b) ambiente abitativo: ogni ambiente interno ad un
edificio destinato alla permanenza di persone o di
comunita’ ed utilizzato per le diverse attivita’ umane,
fatta eccezione per gli ambienti destinati ad attivita’
produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al
decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, salvo per
quanto concerne l’immissione di rumore da sorgenti sonore
esterne ai locali in cui si svolgono le attivita’
produttive;
c) sorgenti sonore fisse: gli impianti tecnici degli
edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche
in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le
infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali,
marittime, industriali, artigianali, commerciali ed
agricole; i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti di
movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di
persone e merci; le aree adibite ad attivita’ sportive e
ricreative;
d) sorgenti sonore mobili: tutte le sorgenti sonore
non comprese nella lettera c);
e) valori limite di emissione: il valore massimo di
rumore che puo’ essere emesso da una sorgente sonora,
misurato in prossimita’ della sorgente stessa;
f) valori limite di immissione: il valore massimo di
rumore che puo’ essere immesso da una o piu’ sorgenti
sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno,
misurato in prossimita’ dei ricettori;
g) valori di attenzione: il valore di rumore che
segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute
umana o per l’ambiente;
h) valori di qualita’: i valori di rumore da
conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le
tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per
realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla presente
legge.
2. I valori di cui al comma 1, lettere e), f), g) e h),
sono determinati in funzione della tipologia della
sorgente, del periodo della giornata e della destinazione
d’uso della zona da proteggere.
3. I valori limite di immissione sono distinti in:
a) valori limite assoluti, determinati con
riferimento al livello equivalente di rumore ambientale;
b) valori limite differenziali, determinati con
riferimento alla differenza tra il livello equivalente di
rumore ambientale ed il rumore residuo.
4. Restano ferme le altre definizioni di cui
all’allegato A al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 1° marzo 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 57 dell’8 marzo 1991.
5. I provvedimenti per la limitazione delle emissioni
sonore sono di natura amministrativa, tecnica, costruttiva
e gestionale. Rientrano in tale ambito:
a) le prescrizioni relative ai livelli sonori
ammissibili, ai metodi di misurazione del rumore, alle
regole applicabili alla fabbricazione;
b) le procedure di collaudo, di omologazione e di
certificazione che attestino la conformita’ dei prodotti
alle prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili;
la marcatura dei prodotti e dei dispositivi attestante
l’avvenuta omologazione;
c) gli interventi di riduzione del rumore, distinti
in interventi attivi di riduzione delle emissioni sonore
delle sorgenti e in interventi passivi, adottati nei luoghi
di immissione o lungo la via di propagazione dalla sorgente
al ricettore o sul ricettore stesso;
d) i piani dei trasporti urbani ed i piani urbani del
traffico; i piani dei trasporti provinciali o regionali ed
i piani del traffico per la mobilita’ extraurbana; la
pianificazione e gestione del traffico stradale,
ferroviario, aeroportuale e marittimo;
e) la pianificazione urbanistica, gli interventi di
delocalizzazione di attivita’ rumorose o di ricettori
particolarmente sensibili.
6. Ai fini della presente legge e’ definito tecnico
competente la figura professionale idonea ad effettuare le
misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti
dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento
acustico, svolgere le relative attivita’ di controllo. Il
tecnico competente deve essere in possesso del diploma di
scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma
universitario ad indirizzo scientifico ovvero del diploma
di laurea ad indirizzo scientifico.
7. L’attivita’ di tecnico competente puo’ essere svolta
previa presentazione di apposita domanda all’assessorato
regionale competente in materia ambientale corredata da
documentazione comprovante l’aver svolto attivita’, in modo
non occasionale, nel campo dell’acustica ambientale da
almeno quattro anni per i diplomati e da almeno due anni
per i laureati o per i titolari di diploma universitario.
8. Le attivita’ di cui al comma 6 possono essere svolte
altresi’ da coloro che, in possesso del diploma di scuola
media superiore, siano in servizio presso le strutture
pubbliche territoriali e vi svolgano la propria attivita’
nel campo dell’acustica ambientale, alla data di entrata in
vigore della presente legge nonche’ da coloro che, a
prescindere dal titolo di studio, possano dimostrare di
avere svolto, alla data di entrata in vigore della presente
legge, per almeno cinque anni, attivita’ nel campo
dell’acustica ambientale in modo non occasionale
9. I soggetti che effettuano i controlli devono essere
diversi da quelli che svolgono le attivita’ sulle quali
deve essere effettuato il controllo.».

Art. 6.
Metodi di determinazione

1. I valori dei descrittori acustici Lden e Lnight di cui
all’articolo 5, comma 1, e gli effetti nocivi dell inquinamento
acustico sono stabiliti secondo i metodi di determinazione e le
relazioni dose-effetto definiti rispettiva-mente all’allegato 2 ed
all’allegato 3, nonche’ sulla base dei criteri stabiliti con decreto
del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto
con i Ministri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti,
sentita la Conferenza unificata, da adottare entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto anche
della normazione tecnica di settore.

Art. 7.
Comunicazioni alla Commissione europea e al Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio

1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
comunica alla Commissione:
a) entro il 30 ottobre 2005 e, successivamente ogni cinque anni,
entro il 30 giugno, gli assi stradali principali su cui transitano
piu’ di 6.000.000 di veicoli all’anno, gli assi ferroviari principali
su cui transitano piu’ di 60.000 convogli all’anno, gli aeroporti
principali e gli agglomerati con piu’ di 250.000 abitanti;
b) entro il 31 dicembre 2008 e, successivamente ogni cinque anni,
gli altri agglomerati e gli altri assi stradali e ferroviari
principali;
c) entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 3, commi 1, 3
e 6, i dati relativi alle mappe acustiche strategiche ed alle
mappature acustiche previsti all’allegato 6;
d) entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 4, commi 1, 3
e 6, i dati relativi ai piani d’azione di cui all’allegato 6, nonche’
i criteri adottati per individuare le misure previste nei piani
stessi;
e) entro il 31 dicembre 2005, informazioni sui valori limite,
espressi in Lden e Lnight, in vigore per il rumore del traffico
veicolare, ferroviario ed aereo in prossimita’ degli aeroporti,
nonche’ i valori limite stabiliti per il rumore nei siti di attivita’
industriali.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, la regione o la provincia
autonoma competente e le societa’ e gli enti gestori di servizi
pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, per quanto di
competenza, comunicano al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio:
a) entro il 30 settembre 2005 e, successivamente ogni cinque
anni, entro il 31 maggio, i dati di cui al comma 1, lettera a);
b) entro il 30 novembre 2008 e, successivamente ogni cinque anni,
i dati di cui al comma 1, lettera b);
c) entro tre mesi dalle date stabilite all’articolo 3, commi 1, 3
e 6, i dati relativi alle mappe acustiche strategiche ed alle
mappature acustiche previsti all’allegato 6;
d) entro tre mesi dalle date stabilite all’articolo 4, commi 1, 3
e 6, i dati relativi ai piani d’azione di cui all’allegato 6, nonche’
i criteri adottati per individuare le misure previste nei piani
stessi.

Art. 8.
Informazione e consultazione del pubblico

1. L’informazione relativa alla mappatura acustica e alle mappe
acustiche strategiche di cui all’articolo 3 ed ai piani di azione di
cui all’articolo 4 e’ resa accessibile dall’autorita’ pubblica in
conformita’ alle disposizioni del decreto legislativo 24 febbraio
1997, n. 39, e successive modificazioni, anche avvalendosi delle
tecnologie di telecomunicazione informatica e delle tecnologie
elettroniche disponibili.
2. I soggetti che, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 3, hanno
l’obbligo di elaborare i piani d’azione comunicano, mediante avviso
pubblico, le modalita’ con le quali il pubblico puo’ consultare gli
stessi piani; entro quarantacinque giorni dalla predetta
comunicazione chiunque puo’ presentare osservazioni, pareri e memorie
in forma scritta dei quali i soggetti proponenti i piani tengono
conto ai fini della elaborazione dei piani stessi.
3. Fatto salvo quanto stabilito dal comma 2, i soggetti individuati
allo stesso comma 2 disciplinano ulteriori modalita’ di
partecipazione del pubblico alla elaborazione dei piani d’azione.

Note all’art. 8:
Per il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39,
vedi note alle premesse.

Art. 9.
Modifica degli allegati

1. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con i Ministri della salute e delle
infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata, sono
modificati gli allegati al presente decreto al fine di adeguarli alle
disposizioni adottate a livello comunitario o a sopravvenute
conoscenze tecniche.

Art. 10.
Armonizzazione della normativa

1. Ai fini dell’adozione dei decreti di cui ai commi 3 e 4, con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, da
adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, e’ istituito presso il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio, un comitato tecnico di coordinamento.
2. All’istituzione e al funzionamento del Comitato di cui al comma
1 si provvede con le risorse finanziarie, umane e strumentali
disponibili a legislazione vigente. La partecipazione alle attivita’
del comitato non da’ luogo alla corresponsione di alcun compenso,
indennita’ o rimborso spese.
3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con le amministrazioni competenti, sentita la
Conferenza unificata, da adottare entro un anno dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, sono apportate le modifiche
necessarie per coordinare con le disposizioni del presente decreto la
normativa vigente in materia di tutela dell’ambiente esterno e
dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico adottata ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, della legge n. 447 del 1995.
4. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi
dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sentita la Conferenza unificata, da emanare entro un anno dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, sono apportate le
modifiche necessarie per coordinare con le disposizioni del presente
decreto la normativa vigente in materia di tutela dell’ambiente
esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico adottata
ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 447 del 1995.

Note all’art. 10:
Per l’art. 3, comma 1 della legge n. 447 del 1995 vedi
note all’art. 5.
Si riporta il testo dell’art. 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina dell’attivita’
di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri».
«Art. 17. (Regolamenti). – 1. Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di
Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla
richiesta, possono essere emanati regolamenti per
disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;».
L’art. 11, della legge n. 447, del 1995 cosi’ recita:
«Art. 11 (Regolamenti di esecuzione). – 1. Entro un
anno dalla data di entrata in vigore della presente legge,
con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’ambiente di concerto, secondo le materie di
rispettiva competenza, con i Ministri della sanita’,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dei
trasporti e della navigazione, dei lavori pubblici e della
difesa, sono emanati regolamenti di esecuzione, distinti
per sorgente sonora relativamente alla disciplina
dell’inquinamento acustico avente origine dal traffico
veicolare, ferroviario, marittimo ed aereo, avvalendosi
anche del contributo tecnico-scientifico degli enti gestori
dei suddetti servizi, dagli autodromi, dalle piste
motoristiche di prova e per attivita’ sportive, da natanti,
da imbarcazioni di qualsiasi natura, nonche’ dalle nuove
localizzazioni aeroportuali.
2. I regolamenti di cui al comma 1 devono essere
armonizzati con le direttive dell’Unione europea recepite
dallo Stato italiano.
3. La prevenzione e il contenimento acustico nelle aree
esclusivamente interessate da installazioni militari e
nelle attivita’ delle Forze armate sono definiti mediante
specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui
all’art. 3 della legge 24 dicembre 1976, n. 898, e
successive modificazioni.

Art. 11.
Sanzioni

1. Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono agli obblighi di
cui agli articoli 3, commi 1 e 3, e 4, commi 1 e 3, sono soggetti
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
30.000 a euro 180.000 per ogni mese di ritardo.
2. Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono all’obbligo di cui
agli articoli 3, comma 5, e 4, comma 5, sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000 a euro
12.000.
3. Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono agli obblighi di
cui all’articolo 7, comma 2, sono soggetti alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro
30.000.
4. All’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
previste dal presente articolo provvede la regione o la provincia
autonoma competente, ad eccezione delle ipotesi relative ad
infrastrutture principali che interessano piu’ regioni nonche’ di
quelle previste al comma 3 per le quali provvede il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio.
5. Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto si
applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e
successive modificazioni.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 19 agosto 2005

Note all’art. 11:
La legge 24 novembre 1981, n. 689, reca: «Modifiche al
sistema penale».

ALLEGATO 1
(art. 5, comma l)

Descrittori acustici

1. Definizione del livello giorno-sera-notte (day-evening-night
level) Lden.
1.1. Il livello (giorno-sera-notte) Lden in decibel (dB), e’
definito dalla seguente formula:

—-> Vedere Formula a pag. 33 in formato zip/pdf

dove:
a) Lden e’ il livello continuo equivalente a lungo termine
ponderato «A», determinato sull’insieme dei periodi giornalieri di un
anno solare;
b) Lday e’ il livello continuo equivalente a lungo termine
ponderato «A», definito alla norma ISO 1996-2: 1987, determinato
sull’insieme dei periodi diurni di un anno solare;
e) Levening e’ il livello continuo equivalente a lungo termine
ponderato «A», definito alla norma ISO 1996-2: 1987, determinato
sull’insieme dei periodi serali di un anno solare;
d) Lnight e’ il livello continuo equivalente a lungo termine
ponderato «A», definito alla norma ISO 1996-2: 1987, determinato
sull’insieme dei periodi notturni di un anno solare
dove, per tener conto delle condizioni sociologiche, climatiche
ed economiche presenti sul territorio nazionale, i periodi vengono
fissati in:
a) periodo giorno-sera-notte: dalle 6.00 alle 6.00 del giorno
successivo, a sua volta cosi’ suddiviso:
1) periodo diurno: dalle 06.00 alle 20.00;
2) periodo serale: dalle 20.00 alle 22.00;
3) periodo notturno: dalle 22.00 alle 06.00;
b) l’anno e’ l’anno di osservazione per l’emissione acustica e
un anno medio sotto il profilo meteorologico;
dove si considera il suono incidente e si tralascia il suono
riflesso dalla facciata dell’abitazione considerata.
La determinazione di Lday, Levening, Lnight sull’insieme dei
periodi diurni, serali e notturni potra’ avvenire attraverso
l’applicazione di tecniche previsionali e/o di campionamento
statistico.
1.2. Il punto di misura per la determinazione di Lden e quindi di
Lday, Levening, Lnight, dipende dall’applicazione:
a) nel caso del calcolo ai fini della mappatura acustica
strategica in termini di esposizione al rumore all’interno e in
prossimita’ degli edifici, i punti prescelti per il calcolo del
rumore sono posti ad un’altezza dal suolo di 4,0 + o – 0,2 m (3,8-4,2
m) e sulla facciata piu’ esposta; a tale scopo la facciata piu’
esposta e’ il muro esterno rivolto verso la sorgente specifica e piu’
vicino ad essa; a fini diversi da quelli suddetti possono essere
operate scelte diverse;
b) nel caso del rilevamento ai fini della mappatura acustica
strategica in termini di esposizione al rumore all’interno e in
prossimita’ degli edifici, i punti di misura devono essere posti ad
un’altezza dal suolo di 4,0 + o – 0,2 m (3,8-4,2 m); possono essere
scelti altri punti di misura, ma la loro altezza dal suolo non deve
mai essere inferiore a 1,5 m e i risultati sono riportati ad
un’altezza equivalente di 4 m;
c) per altri fini, quali la pianificazione acustica e la
mappatura acustica, possono essere scelti altri punti di misura, ma
la loro altezza dal suolo non deve mai essere inferiore a 1,5 m, ad
esempio nel caso di:
1) zone rurali con case a un solo piano;
2) elaborazione di misure locali atte a ridurre l’impatto
acustico su abitazioni specifiche;
3) mappatura acustica dettagliata di un’area limitata, con
rappresentazione dell’esposizione acustica di singole abitazioni.
2. Definizione del descrittore del rumore notturno.

2.1. Il descrittore del rumore notturno Lnight e’ il livello
continuo equivalente a lungo termine ponderato «A», definito alla
norma ISO 1996-2: 1987, relativo a tutti i periodi notturni di un
anno solare, dove:
a) la notte e’ di 8 ore come definito al punto 1 del presente
allegato;
b) l’anno e’ l’anno di osservazione per l’emissione acustica e
un anno medio sotto il profilo meteorologico, come definito al
paragrafo 1 del presente allegato;
c) e’ considerato il suono incidente, come descritto al punto 1
del presente allegato;
d) il punto di misura e’ lo stesso usato per Lden
3. Descrittori acustici supplementari.

3.1. In alcuni casi, oltre a Lden e Lnight e, se del caso, Lday e
Levening, puo’ essere utile usare speciali descrittori acustici con
relativi valori limite. Ad esempio nelle circostanze seguenti:
a) la sorgente di rumore in questione e’ attiva solo per un
tempo parziale, ad esempio meno del 20% rispetto al totale dei
periodi diurni di un anno, al totale dei periodi serali di un anno o
al totale dei periodi notturni di un anno;
b) in media, in uno o piu’ periodi considerati, si verifica un
numero esiguo di fenomeni sonori, ad esempio meno di uno all’ora; ove
si puo’ intendere per fenomeno sonoro un evento di durata inferiore a
cinque minuti, ad esempio il passaggio di un treno o di un
aeromobile;
c) il rumore ha forti componenti di bassa frequenza;
d) Lamax, o SEL (livello di esposizione a un suono) ai fini
della protezione durante il periodo notturno in caso di picchi di
rumore;
e) protezione supplementare nel fine settimana o in particolari
stagioni dell’anno;
f) protezione supplementare nel periodo diurno;
g) protezione supplementare nel periodo serale;
h) una combinazione di rumori da diverse sorgenti;
i) zone silenziose esterne agli agglomerati;
l) il rumore contiene forti componenti tonali;
m) il rumore contiene forti componenti impulsive.

Allegato 2
(art. 6)

Metodi di determinazione dei descrittori acustici

1. Introduzione.
1.1. I valori di Lden e Lnight possono essere determinati, nel
punto prescelto, mediante calcolo o misurazione. Per le previsioni e’
applicabile solo il calcolo.
2. Metodi di calcolo di Lden e Lnight.

2.1. I metodi di calcolo utilizzabili, in attesa dell’emanazione
dei decreti di cui all’art. 6, sono i seguenti:
a) per il rumore dell’attivita’ industriale: ISO 9613-2:
«Acoustics – Attenuation of sound propagation outdoors, Part 2;
General method of calculation». Possono essere ottenuti dati di
rumorosita’ (dati di ingresso) idonei a questa metodologia mediante
una delle seguenti tecniche di rilevamento:
1) ISO 8297: 1994 «Acoustics – Determination of sound power
levels of multisource industrial plants for evaluation of sound
pressure levels in the environment – Engineering method»;
2) EN ISO 3744: 1995 «Acoustics – Determination of sound
power levels of noise using sound pressure – Engineering method in an
essentially free field over a reflecting plane»;
3) EN ISO 3746: 1995 «Acoustics – Determination of sound
power levels of noise sources using an enveloping measurement surface
over a reflecting plane»;
b) per il rumore degli aeromobili: documento 29 ECAC. CEAC
«Report on Standard Method of Computing Noise Contours around Civil
Airports», 1997. Tra i diversi approcci per la modellizzazione delle
linee di volo, va usata la tecnica di segmentazione di cui alla
sezione 7.5 del documento 29 ECAC. CEAC;
c) per il rumore del traffico veicolare: metodo di calcolo
ufficiale francese «NMPB-Routes-96 (SETRACERTU-LCPC-CSTB)», citato
nell’«Arrête’ du 5 mai 1995 relatif au bruit des infrastructures
routieres, Journal Officiel du 10 mai 1995, article 6» e nella norma
francese «XPS 31-133». Per i dati di ingresso concernenti
l’emissione, questi documenti fanno capo al documento «Guide du bruit
des transports terrestres, fascicule prevision des niveaux sonores,
CETUR 1980»;
d) per il rumore ferroviario: metodo di calcolo ufficiale dei
Paesi Bassi pubblicato in «Reken-en Meetvoorschrift
Railverkeerslawaai `96, Ministerie Volkshuisvesting, Ruimtelijke
Ordening en Milieubeheer, 20 November 1996».
2.2. I metodi di cui al punto 2.1 devono essere adeguati alla
definizione di Lden ed Lnight secondo quanto definito dalla
raccomandazione della Commissione del 6 agosto 2003, n. 2003/613/CE.
3. Metodi di misurazione di Lden e Lnight.

3.1. Per le operazioni di misura dei descrittori di cui
all’allegato 1 si fa riferimento alle norme ISO 1996-2: 1987 e ISO
1996-1: 1982.
3.2. I dati delle misurazioni effettuate di fronte a una facciata
o a un altro elemento riflettente devono essere corretti per
escludere il contributo del riflesso di tale facciata o elemento. In
linea generale cio’ comporta una correzione di – 3 dB per le
misurazioni.

Allegato 3
(art. 6)

Metodi di determinazione degli effetti nocivi

1. Le relazioni dose-effetto sono impiegate per determinare gli
effetti del rumore sulla popolazione e sono valutate attraverso:
a) la relazione tra fastidio e Lden per il rumore del traffico
veicolare, ferroviario e degli aeromobili nonche’ dell’attivita’
produttiva;
b) la relazione tra disturbi del sonno e Lnight per il rumore
del traffico veicolare, ferroviario e degli aeromobili nonche’
dell’attivita’ produttiva.
1.2. Se necessario sono formulate specifiche relazioni
dose-effetto per:
a) le abitazioni con speciale insonorizzazione quali definite
nell’allegato 6;
b) le abitazioni con una facciata silenziosa quali definite
nell’allegato 6;
c) climi/culture diversi;
d) gruppi vulnerabili della popolazione;
e) rumore tonale dell’attivita’ industriale;
f) rumore impulsivo dell’attivita’ industriale e altri casi
speciali.

Allegato 4
(art. 3, comma 5)

Requisiti minimi per la mappatura acustica e per le mappe acustiche
strategiche

1. La mappatura acustica e le mappe acustiche strategiche
costituiscono una rappresentazione di dati relativi ad uno dei
seguenti aspetti:
a) la situazione di rumore esistente o prevista in funzione di
un descrittore acustico;
b) il numero stimato di edifici abitativi, scuole e ospedali di
una determinata zona che risultano esposti a specifici valori di un
descrittore acustico;
c) il numero stimato delle persone che si trovano in una zona
esposta al rumore;
d) il superamento di un valore limite, utilizzando i
descrittori acustici di cui all’art. 5.
2. La mappatura acustica e le mappe acustiche strategiche possono
essere presentate al pubblico in forma di:
a) grafici;
b) dati numerici in tabulati;
c) dati numerici in formato elettronico.
3. Le mappe acustiche strategiche relative agli agglomerati
riguardano in particolar modo il rumore emesso:
a) dal traffico veicolare;
b) dal traffico ferroviario;
c) dal traffico aeroportuale;
d) dai siti di attivita’ industriale, inclusi i porti.
4. Le mappe acustiche strategiche e la mappatura acustica fungono
da base per:
a) i dati da trasmettere alla Commissione ai sensi dell’art. 7;
b) l’informazione da fornire ai cittadini ai sensi dell’art. 8;
c) i piani d’azione ai sensi dell’art. 4.
5. I requisiti minimi per le mappe acustiche strategiche e per la
mappatura acustica, in relazione ai dati da trasmettere alla
Commissione, figurano nell’allegato 6, punti 1.5, 1.6, 2.5, 2.6 e
2.7.
6. Per l’informazione ai cittadini ai sensi dell’art. 8 e per
l’elaborazione di piani d’azione ai sensi dell’art. 4 sono necessarie
informazioni supplementari e piu’ particolareggiate, come:
a) una rappresentazione grafica;
b) mappe che visualizzano i superamenti dei valori limite;
c) mappe di confronto, in cui la situazione esistente e’
confrontata a svariate possibili situazioni future;
d) mappe che visualizzano il valore di un descrittore acustico
a un’altezza diversa da 4 m, ove opportuno;
e) la descrizione delle strumentazioni e delle tecniche di
misurazione impiegate per la sua redazione, nonche’ la descrizione
dei modelli di calcolo impiegati e della relativa accuratezza.
7. La mappatura acustica e le mappe acustiche strategiche ad uso
locale o nazionale devono essere tracciate utilizzando un’altezza di
misurazione di 4 m e intervalli di livelli di Lden e Lnight di 5 dB
come definito nell’allegato 6.
8. Per gli agglomerati devono essere tracciate mappature
acustiche distinte per il rumore del traffico veicolare, ferroviario,
aereo e dell’attivita’ industriale. Possono essere aggiunte mappature
relative ad altre sorgenti di rumore.

Allegato 5
(art. 4, comma 5)

Requisiti minimi dei piani d azione

1. I piani d’azione devono comprendere almeno i seguenti
elementi:
a) una descrizione dell’agglomerato, degli assi stradali e
ferroviari principali o degli aeroporti principali e delle altre
sorgenti di rumore da prendere in considerazione;
b) l’autorita’ competente;
e) il contesto giuridico;
d) qualsiasi valore limite in vigore ai sensi dell’art. 5;
e) una sintesi dei risultati della mappatura acustica;
f) una valutazione del numero stimato di persone esposte al
rumore, l’individuazione dei problemi e delle situazioni da
migliorare;
g) un resoconto delle consultazioni pubbliche organizzate ai
sensi dell’art. 8;
h) le misure antirumore gia’ in atto e i progetti in
preparazione;
i) gli interventi pianificati dalle autorita’ competenti per i
successivi cinque anni, comprese le misure volte alla conservazione
delle aree silenziose;
l) la strategia di lungo termine;
m) le informazioni di carattere finanziario, ove disponibili:
fondi stanziati, analisi costi- efficacia e costi-benefici;
n) disposizioni per la valutazione dell’attuazione e dei
risultati del piano d’azione.
2. Gli interventi pianificati dalle autorita’ nell’ambito delle
proprie competenze possono comprendere, ad esempio:
a) pianificazione del traffico;
b) pianificazione territoriale;
c) accorgimenti tecnici a livello delle sorgenti;
d) scelta di sorgenti piu’ silenziose;
e) riduzione della trasmissione del suono;
f) misure di regolamentazione o misure economiche o incentivi.
3. I piani d’azione devono comprendere stime in termini di
riduzione del numero di persone esposte (fastidio, disturbi del sonno
o altro).
4. Ai piani d’azione deve essere allegata una sintesi non tecnica
di facile consultazione per il pubblico.

Allegato 6
(art. 7, comma l)

Dati da trasmettere alla Commissione

I dati da trasmettere alla Commissione sono i seguenti:
1) per gli agglomerati:
1.1) una descrizione concisa dell’agglomerato: ubicazione,
dimensioni, numero di abitanti;
1.2) l’autorita’ competente;
1.3) i programmi di contenimento del rumore attuati in passato
e le misure antirumore in atto;
1.4) i metodi di calcolo o di misurazione applicati;
1.5) il numero totale stimato, arrotondato al centinaio, di
persone che vivono nelle abitazioni esposte a ciascuno dei seguenti
intervalli di livelli di Lden in dB a 4 m di altezza sulla facciata
piu’ esposta: 55-59, 60-64, 65-69, 70-74, > 75, con distinzione fra
rumore del traffico veicolare, ferroviario e aereo o dell’attivita’
industriale. Le cifre vanno arrotondate al centinaio per eccesso o
per difetto: (ad esempio:
5.200 = tra 5.150 e 5.249; 100 = tra 50 e 149; 0 = meno di 50). Si
dovrebbe, inoltre, precisare, ove possibile e opportuno, quante
persone negli intervalli di cui sopra occupano abitazioni dotate di:
a) insonorizzazione speciale dal particolare rumore in
questione, ossia insonorizzazione speciale degli edifici da uno o
piu’ tipi di rumore ambientale, in combinazione con gli impianti di
ventilazione o condizionamento di aria del tipo che consente di
mantenere elevati valori di insonorizzazione dal rumore ambientale;
b) una facciata silenziosa, ossia la facciata delle
abitazioni in cui il valore di Lden a 4 m di altezza dal suolo e a 2
m di distanza dalla facciata, per i rumori emessi da una specifica
sorgente, sia inferiore di oltre 20 dB a quello registrato sulla
facciata avente il valore piu’ alto di Lden. Si dovrebbe, inoltre,
precisare in che misura gli assi stradali e ferroviari principali e
gli aeroporti principali, come definiti all’articolo 2,
contribuiscono ai fenomeni summenzionati;
1.6) il numero totale stimato, arrotondato al centinaio, di
persone che occupano abitazioni esposte a ciascuno dei seguenti
intervalli di livelli di Lnight in dB a 4 m di altezza sulla facciata
piu’ esposta:
50-54, 55-59, 60-64, 65-69, > 70, con distinzione fra rumore del
traffico veicolare, ferroviario e aereo o dell’attivita’ industriale.
Questi dati potranno altresi’ essere valutati per la fascia 45-49
anteriormente al 18 luglio 2009. Si dovrebbe inoltre precisare, ove
possibile e opportuno, quante persone negli intervalli di cui sopra
occupano abitazioni dotate di:
a) insonorizzazione speciale dal particolare rumore in
questione, secondo la definizione di cui al punto 1.5, lettera a);
b) una facciata silenziosa, secondo la definizione di cui al
punto 1.5 lettera b). Si dovrebbe precisare, inoltre, in che misura
gli assi stradali e ferroviari principali e gli aeroporti principali
contribuiscono ai fenomeni summenzionati;
1.7) le mappe strategiche in forma di grafico devono presentare
almeno le curve di livello 60, 65, 70 e 75 dB;
1.8) una sintesi del piano d’azione che contempli tutti gli
aspetti pertinenti di cui all’allegato 5 e che non superi le dieci
cartelle;
2) per gli assi stradali e ferroviari principali e gli
aeroporti principali:
2.1) una descrizione generale della strada, della ferrovia o
dell’aeroporto: ubicazione, dimensioni e flussi di traffico;
2.2) una caratterizzazione dell’area circostante: agglomerati,
paesi, campagna o altro, informazioni su assetto territoriale, altre
principali sorgenti di rumore;
2.3) i programmi di contenimento del rumore attuati in passato
e le misure antirumore in atto;
2.4) i metodi di calcolo o di misurazione applicati;
2.5) il numero totale stimato, arrotondato al centinaio, di
persone che occupano abitazioni situate al di fuori degli agglomerati
esposte a ciascuno dei seguenti intervalli di livelli di Lden, in dB
a 4 m di altezza e sulla facciata piu’ esposta: 55-59, 60-64, 65-69,
70-74, > 75. Si dovrebbe inoltre precisare, ove possibile e
opportuno, quante persone negli intervalli di cui sopra occupano
abitazioni dotate di:
a) insonorizzazione speciale dal particolare rumore in
questione, secondo la definizione di cui al punto 1.5, lettera a);
b) una facciata silenziosa, secondo la definizione di cui al
punto 1 .5, lettera b);
2.6) il numero totale stimato, arrotondato al centinaio, di
persone che occupano abitazioni situate al di fuori degli agglomerati
urbani esposte a ciascuno dei seguenti intervalli di livelli di Lnigh
in dB a 4 m di altezza sulla facciata piu’ esposta: 50-54, 55-59,
60-64, 65-69, > 70. Questi dati potranno altresi’ essere valutati per
la fascia 45-49 anteriormente al 18 luglio 2009. Si dovrebbe,
inoltre, precisare, ove possibile e opportuno, quante persone negli
intervalli di cui sopra occupano abitazioni dotate di:
a) insonorizzazione speciale dal particolare rumore in
questione, secondo la definizione di cui al punto 1.5, lettera a);
c) una facciata silenziosa, secondo la definizione di cui al
punto 1.5, lettera b);
2.7) la superficie totale, in km2, esposta a livelli di Lden
rispettivamente superiori a 55, 65 e 75 dB. Occorre inoltre fornire
il numero totale stimato, arrotondato al centinaio, di abitazioni e
il numero totale stimato di persone, arrotondato al centinaio,
presenti in ciascuna zona. Le cifre includono gli agglomerati.
Occorre rappresentare anche le curve di livello 55 e 65 dB su una o
piu’ mappe, che devono comprendere informazioni sull’ubicazione di
paesi, citta’ e agglomerati all’interno delle curve di livello;
2.8) una sintesi del piano d’azione che contempli tutti gli
aspetti pertinenti di cui all’allegato 5 e che non superi le dieci
cartelle.

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 – Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale

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