DECRETO LEGISLATIVO 19 Novembre 2007, n. 226 - Attuazione della direttiva 2005/81/CE che modifica la direttiva 80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche' fra determinate imprese. (GU n. 286 del 10-12-2007 | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 19 Novembre 2007, n. 226 – Attuazione della direttiva 2005/81/CE che modifica la direttiva 80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche’ fra determinate imprese. (GU n. 286 del 10-12-2007

DECRETO LEGISLATIVO 19 Novembre 2007, n. 226 - Attuazione della direttiva 2005/81/CE che modifica la direttiva 80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche' fra determinate imprese. (GU n. 286 del 10-12-2007 )

DECRETO LEGISLATIVO 19 Novembre 2007 , n. 226

Attuazione della direttiva 2005/81/CE che modifica la direttiva
80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra
gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche’ fra determinate
imprese.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 6 febbraio 2007, n. 13, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee legge comunitaria 2006, ed in particolare
l’articolo 1 e l’allegato B;
Vista la direttiva 2005/81/CE della Commissione, del 28 novembre
2005, che modifica la direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza
delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese
pubbliche nonche’ fra determinate imprese;
Vista la direttiva 2000/52/CE della Commissione, del 26 luglio
2000, che modifica la direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza
delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese
pubbliche e alla trasparenza finanziaria all’interno di talune
imprese;
Vista la direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre
2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli
Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza
finanziaria all’interno di talune imprese;
Visto il decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333, recante
attuazione della direttiva 2000/52/CE, che modifica la direttiva
80/723/CEE relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra
gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche’ alla
trasparenza finanziaria all’interno di talune imprese;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 15 giugno 2006;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso
nella seduta del 26 settembre 2007;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati;
Considerato che le competenti commissioni del Senato della
Repubblica non hanno espresso il proprio parere nei termini previsti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 novembre 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia, dello sviluppo economico, delle
comunicazioni, delle infrastrutture e dei trasporti;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Definizione di impresa soggetta all’obbligo di tenere una
contabilita’ separata

1. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11 novembre
2003, n. 333, la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
“d) “impresa soggetta all’obbligo di tenere una contabilita’
separata”, ogni impresa che fruisce di diritti speciali o esclusivi
riconosciuti da uno Stato membro a norma dell’articolo 86,
paragrafo 1, del trattato o e’ incaricata della gestione di servizi
di interesse economico generale a norma dell’articolo 86,
paragrafo 2, del trattato, che riceve compensazioni in qualsiasi
forma per prestazioni di servizio pubblico in relazione a tali
servizi e che esercita anche altre attivita’;”.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 19 novembre 2007

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Bonino, Ministro per le politiche
europee
Padoa Schioppa, Ministro
dell’economia e delle finanze
D’Alema, Ministro degli affari
esteri
Mastella, Ministro della giustizia
Bersani, Ministro dello sviluppo
economico
Gentiloni Silveri, Ministro delle
comunicazioni
Di Pietro, Ministro delle
infrastrutture
Bianchi, Ministro dei trasporti
Visto, il Guardasigilli: Mastella

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di
facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 1 e l’allegato B della legge
6 febbraio 2007, n. 13, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
17 febbraio 2007, n. 40, Supplemento ordinario, e’ il
seguente:
�Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di dodici mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B. Per le direttive il cui termine di recepimento sia
gia’ scaduto ovvero scada nei sei mesi successivi alla data
di entrata in vigore della presente legge, il termine per
l’adozione dei decreti legislativi di cui al presente comma
e’ ridotto a sei mesi.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A sono
trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti
dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica affinche’ su di essi sia espresso il parere dei
competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni
dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in
mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione
del parere parlamentare di cui al presente comma, ovvero i
diversi termini previsti dai commi 4 e 9, scadano nei
trenta giorni che precedono la scadenza dei termini
previsti ai commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportano conseguenze
finanziarie sono corredati dalla relazione tecnica di cui
all’art. 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n.
468, e successive modificazioni. Su di essi e’ richiesto
anche il parere delle commissioni parlamentari competenti
per i profili finanziari. Il Governo, ove non intenda
conformarsi alle condizioni formulate con riferimento
all’esigenza di garantire il rispetto dell’art. 81, quarto
comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,
corredati dei necessari elementi integrativi di
informazione, per i pareri definitivi delle commissioni
competenti per i profili finanziari, che devono essere
espressi entro venti giorni. La procedura di cui al
presente comma si applica in ogni caso per gli schemi dei
decreti legislativi recanti attuazione delle direttive:
2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 luglio 2005; 2005/33/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 6 luglio 2005; 2005/35/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005; 2005/47/CE
del Consiglio, del 18 luglio 2005; 2005/56/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005;
2005/61/CE della Commissione, del 30 settembre 2005;
2005/62/CE della Commissione, del 30 settembre 2005;
2005/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005; 2005/71/CE del Consiglio, del 12 ottobre
2005; 2005/81/CE della Commissione, del 28 novembre 2005;
2005/85/CE del Consiglio, del 1� dicembre 2005; 2005/94/CE
del Consiglio, del 20 dicembre 2005; 2006/54/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006.
5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi adottati ai sensi del
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.
6. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore dei
decreti legislativi di cui al comma 1, adottati per il
recepimento di direttive per le quali la Commissione
europea si sia riservata di adottare disposizioni di
attuazione, il Governo e’ autorizzato, qualora tali
disposizioni siano state effettivamente adottate, a
recepirle nell’ordinamento nazionale con regolamento
emanato ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, secondo
quanto disposto dagli articoli 9 e 11 della legge
4 febbraio 2005, n. 11, e con le procedure ivi previste.
7. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma, della Costituzione e dall’art. 16, comma 3, della
legge 4 febbraio 2005, n. 11, si applicano le disposizioni
di cui all’art. 11, comma 8, della medesima legge n. 11 del
2005.
8. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
ancora esercitate decorsi quattro mesi dal termine previsto
dalla direttiva per la sua attuazione, trasmette alla
Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti dai Ministri con
competenza istituzionale prevalente per la materia a
giustificazione del ritardo. Il Ministro per le politiche
europee ogni sei mesi informa altresi’ la Camera dei
deputati e il Senato della Repubblica sullo stato di
attuazione delle direttive da parte delle regioni e delle
province autonome nelle materie di loro competenza.
9. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese negli elenchi di cui
agli allegati A e B, ritrasmette con le sue osservazioni e
con eventuali modificazioni i testi alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi trenta
giorni dalla data di trasmissione, i decreti sono adottati
anche in mancanza di nuovo parere.�.
�Allegato B
2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 luglio 2005, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
eco-compatibile dei prodotti che consumano energia e
recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e
delle direttive 96/57/CE e 2000/55/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio.
2005/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 luglio 2005, che modifica la direttiva 1999/32/CE in
relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso
marittimo.
2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
7 settembre 2005, relativa all’inquinamento provocato dalle
navi e all’introduzione di sanzioni per violazioni.
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario.
2005/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005, relativa alle fusioni transfrontaliere
delle societa’ di capitali.
2005/61/CE della Commissione, del 30 settembre 2005,
che applica la direttiva 2002/98/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema
di rintracciabilita’ e la notifica di effetti indesiderati
ed incidenti gravi.
2005/62/CE della Commissione, del 30 settembre 2005,
recante applicazione della direttiva 2002/98/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le
norme e le specifiche comunitarie relative ad un sistema di
qualita’ per i servizi trasfusionali.
2005/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005, sull’omologazione dei veicoli a motore per
quanto riguarda la loro riutilizzabilita’, riciclabilita’ e
recuperabilita’ e chi modifica la direttiva 70/156/CEE del
Consiglio.
2005/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005, sull’omologazione dei veicoli a motore per
quanto riguarda la loro riutilizzabilita’, riciclabilita’ e
recuperabilita’ e che modifica la direttiva 70/156/CEE del
Consiglio.
2005/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005, relativa al miglioramento della sicurezza
dei porti.
2005/71/CE del Consiglio, del 12 ottobre 2005, relativa
a una procedura specificamente concepita per l’ammissione
di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica.
2005/81/CE della Commissione, del 28 novembre 2005, che
modifica la direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza
delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro
imprese pubbliche nonche’ fra determinate imprese.
2005/85/CE del Consiglio, del 1� dicembre 2005, recante
norme minime per le procedure applicate negli Stati membri
ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di
rifugiato.
2005/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 gennaio 2006, concernente misure per la sicurezza
dell’approvvigionamento di elettricita’ e per gli
investimenti nelle infrastrutture.
2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza
aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE.
2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 febbraio 2006, relativa alla gestione della qualita’
delle acque di balneazione e che abroga la direttiva
76/160/CEE.
2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle
industrie estrattive e che modifica la direttiva
2004/35/CE.
2006/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 aprile 2006, concernente la licenza comunitaria dei
controllori del traffico aereo.
2006/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 marzo 2006, riguardante la conservazione di dati
generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi
di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di
reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva
2002/58/CE.
2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 aprile 2006, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche
artificiali), (diciannovesima direttiva particolare ai
sensi dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva
89/391/CEE).
2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali
dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione
della direttiva 93/76/CEE del Consiglio.
2006/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE
relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture.
2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE (rifusione).
2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 giugno 2006, relativa all’accesso all’attivita’ degli
enti creditizi ed al suo esercizio (rifusione).
2006/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 giugno 2006, relativa all’adeguatezza patrimoniale delle
imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusione).
2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle
pari opportunita’ e della parita’ di trattamento fra uomini
e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione).�.
– La direttiva 2005/81/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
29 novembre 2005, n. L 312.
– La direttiva 80/723/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
29 luglio 1980, n. L 195.
– La direttiva 2000/52/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
29 luglio 2000, n. L 193.
– La direttiva 2006/111/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
17 novembre 2006, n. L 318.
– Il decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 novembre 2003, n.
276.
– Il testo dell’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, recante: �Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le
materie ed i compiti di’ interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta’
ed autonomie locali.�, e’ il seguente:
�Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali e’ unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il presidente
dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani –
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall’ANCI e sei presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque
rappresentano le citta’ individuate dall’art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche’ rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e’ conferito, dal
Ministro dell’interno.�.
Note all’art. 1:
– Il testo vigente dell’art. 2, del citato decreto
legislativo 11 novembre 2003, n. 333, come modificato dal
presente decreto:
�Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intendono per:
a) “poteri pubblici”, le amministrazioni dello Stato,
le regioni, comprese le regioni a statuto speciale, e le
province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali e
gli altri enti pubblici;
b) “impresa pubblica”, ogni impresa nei confronti
della quale i poteri pubblici possono esercitare,
direttamente o indirettamente, un’influenza dominante per
ragioni di proprieta’, di partecipazione finanziaria o
della normativa che la disciplina;
c) “imprese pubbliche attive nel settore
manifatturiero”, tutte le imprese la cui principale area di
attivita’, corrispondente almeno al 50 per cento del
fatturato annuo totale, rientra nel settore manifatturiero.
Si tratta delle imprese le cui operazioni rientrano
nell’allegato sezione D – attivita’ manifatturiere, da
sottosezione DA a sottosezione DN compresa, della
classificazione NACE (Rev 1), annesso al regolamento (CEE)
n. 3037/90 del 9 ottobre 1990, del Consiglio, relativo alla
classificazione statistica delle attivita’ economiche nelle
Comunita’ europee, e successive modifiche;
d) “impresa soggetta all’obbligo di tenere una
contabilita’ separata”, ogni impresa che fruisce di diritti
speciali o esclusivi riconosciuti da uno Stato membro a
norma dell’art. 86, paragrafo 1, del trattato o e’
incaricata della gestione di servizi di interesse economico
generale a norma dell’art. 86, paragrafo 2, del trattato,
che riceve compensazioni in qualsiasi forma per prestazioni
di servizio pubblico in relazione a tali servizi e che
esercita anche altre attivita’;
e) “attivita’ distinte”, da un lato, le attivita’
relative ai prodotti o servizi per i quali ad un’impresa
sono stati riconosciuti diritti speciali o esclusivi ovvero
relative ai servizi di interesse economico generale della
cui gestione l’impresa e’ stata incaricata e, dall’altro,
le attivita’ relative a ogni altro prodotto o servizio
svolte dall’impresa medesima;
f) “diritti esclusivi”, i diritti riconosciuti ad
un’impresa mediante qualsiasi disposizione legislativa,
regolamentare o amministrativa che riserva alla stessa, con
riferimento ad una determinata area geografica, la facolta’
di prestare un servizio o esercitare un’attivita’;
g) “diritti speciali”, i diritti riconosciuti ad un
numero limitato di imprese mediante qualsiasi disposizione
legislativa, regolamentare o amministrativa che, con
riferimento ad una determinata area geografica,
congiuntamente o disgiuntamente:
1) limita a due o piu’, senza osservare criteri di
oggettivita’, proporzionalita’ e non discriminazione, il
numero delle imprese autorizzate a prestare un dato
servizio o una data attivita’;
2) designa, senza osservare detti criteri, varie
imprese concorrenti come soggetti autorizzati a prestare un
dato servizio o esercitare una data attivita’;
3) conferisce, senza osservare detti criteri, ad
una o piu’ imprese determinati vantaggi, previsti da leggi
o regolamenti, che pregiudicano in modo sostanziale la
capacita’ di ogni altra impresa di prestare il medesimo
servizio o esercitare la medesima attivita’ nella stessa
area geografica a condizioni sostanzialmente equivalenti;
h) “direttiva”, la direttiva 80/723/CEE, come
modificata da ultimo dalla direttiva 2000/52/CE, relativa
alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati
membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza
finanziaria all’interno di talune imprese;
i) “trattato” e’ il trattato istitutivo della
Comunita’ europea.�.

Allegato

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DECRETO LEGISLATIVO 19 Novembre 2007, n. 226 – Attuazione della direttiva 2005/81/CE che modifica la direttiva 80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche’ fra determinate imprese. (GU n. 286 del 10-12-2007

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