DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008 | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008 )

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008 , n. 120

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n.
152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico,
il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici
aromatici nell’aria ambiente.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, recante
attuazione della direttiva 2004/107/CE, concernente l’arsenico, il
cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici
aromatici nell’aria ambiente;
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento degli obblighi derivanti all’Italia dall’appartenenza
alle Comunita’ europee. Legge comunitaria 2006, ed, in particolare,
l’articolo 1, comma 5, che consente, entro diciotto mesi dalla data
della loro entrata in vigore, di apportare correzioni ed integrazioni
ai decreti legislativi ivi previsti;
Considerata la necessita’ di apportare al decreto legislativo
3 agosto 2007, n. 152, correzioni e integrazioni volte a precisarne,
in aderenza alla citata direttiva 2004/107/CE, alcune modalita’
applicative;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 febbraio 2008;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso
nella seduta del 20 marzo 2008;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 maggio 2008;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e
delle finanze, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e
per i rapporti con le regioni;

E m a n a il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo
3 agosto 2007, n. 152

1. All’articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legislativo
3 agosto 2007, n. 152, la parola: «spaziale» e’ soppressa e le
parole: «e dei modelli» sono sostituite dalle seguenti: «o sulla base
dei modelli».
2. All’articolo 3 del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Le regioni e le province autonome individuano, sulla base
delle valutazioni effettuate ai sensi dell’articolo 4, le zone e gli
agglomerati in cui i livelli degli inquinanti di cui al comma 1 sono
inferiori al rispettivo valore obiettivo. In tali zone e agglomerati
le regioni e le province autonome assicurano che i livelli di detti
inquinanti si mantengano inferiori al rispettivo valore obiettivo e
si adoperano per mantenere il migliore stato di qualita’ dell’aria
compatibilmente con le esigenze dello sviluppo sostenibile.»;
b) al comma 3, le parole: «in conformita’ alle disposizioni» sono
sostituite dalle seguenti: «sulla base delle valutazioni effettuate
ai sensi».
3. All’articolo 5 del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, il
comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Nelle zone e negli agglomerati diversi da quelli previsti al
comma 2 il numero delle stazioni di misurazione e la risoluzione
spaziale delle tecniche di modellizzazione e di stima obiettiva
devono risultare sufficienti a rilevare la concentrazione degli
inquinanti di cui all’articolo 1, comma 1, conformemente alle
previsioni dell’allegato III, paragrafo II, e dell’allegato IV,
paragrafo I.».
4. All’articolo 8 del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: «all’anno 2007» sono sostituite dalle
seguenti: «all’anno 2008»;
b) dopo il comma 8 e’ aggiunto il seguente:
«8-bis. I dati relativi ai livelli di concentrazione ed alle
deposizioni di cui all’articolo 5, commi 4 e 5, sono trasmessi dalle
regioni e dalle province autonome al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e all’APAT, secondo quanto previsto
ai commi 2, 3, 5 e 7. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare provvede alla trasmissione di tali dati alla
Commissione europea secondo quanto previsto al comma 8».
5. All’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 3 agosto 2007,
n. 152, le parole: «,anche in via delegata,» sono soppresse.
6. L’allegato I al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, e’
sostituito dal seguente allegato:
«Allegato I
(previsto all’art. 3, comma 1)

Valori obiettivo per l’arsenico, il cadmio il nichel e il
benzo(a)pirene

=====================================================================
Inquinante | Valore obiettivo [1]
=====================================================================
Arsenico | 6,0 ng/m3
Cadmio | 5,0 ng/m3
Nichel | 20,0 ng/m3
Benzo(a)pirene | 1,0 ng/m3

[1] Il valore obiettivo e’ riferito al tenore totale di ciascun
inquinante presente nella frazione PM10 del materiale particolato,
calcolato come media su un anno civile» 7. All’allegato II,
paragrafo II, punto 2, del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
le parole: «e tecniche di modellizzazione, utilizzando a tal fine
anche le informazioni ricavate dagli inventari delle emissioni» e’
sostituito dal seguente: «con le informazioni derivanti dagli
inventari delle emissioni e delle tecniche di modellizzazione».
8. All’allegato III, paragrafo II, del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al punto 1, lettera a), le parole: «presso le aree» sono
sostituite dalle seguenti: «nelle aree»;
b) al punto 1, lettera b), dopo la parola: «popolazione» sono
inserite le seguenti: «in generale»;
c) al punto 3, le parole: «L’area di rappresentativita» sono
sostituite dalle seguenti: «In via ordinaria, l’area di
rappresentativita»;
d) al punto 5, secondo periodo, le parole: «installata, negli
stessi siti,» sono sostituite dalle seguenti: «installata, con
riferimento agli stessi siti,» e la parola: «sottovento» e’
sostituita dalla seguente: «sopravento».
9. All’allegato III, paragrafo III, punto 2, del decreto
legislativo 3 agosto 2007, n. 152, le parole: «sull’ambiente esterno»
sono soppresse e dopo le parole: «pianificazione territoriale» sono
aggiunte le seguenti: «ed agli altri vincoli imposti dalla legge».
10. All’allegato III, paragrafo IV, secondo periodo, del decreto
legislativo 3 agosto 2007, n. 152, dopo la parola: «documentazione»
sono aggiunte le seguenti: «in modo da garantire che i criteri di
selezione restino validi nel tempo».
11. All’allegato IV, paragrafo I, punto 3, del decreto legislativo
3 agosto 2007, n. 152, dopo le parole: «percentuali di incertezza»
sono inserite le seguenti: «riportate in tabella».
12. All’allegato V del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il titolo e’ sostituito dal seguente: «Metodi di riferimento
per la valutazione dei livelli degli inquinanti»;
b) al punto 2.1. il periodo da: «,o il metodo previsto dalla
norma ISO 12884:2000» fino a: «liquid cromatography» e’ soppresso;
c) ai punti 4 e 5, le parole: «dei tassi di» sono sostituite
dalla seguente: «della»;
d) al punto 7, le parole: «le procedure», ovunque presenti, sono
sostituite dalle seguenti: «le procedure di prova».
13. All’appendice I del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
al punto 3.1, la parola: «Alconox» e’ sostituita dalla seguente:
«Detergente» e al punto 4.2, ultimo capoverso, la parola:
«concentrazione» e’ sostituita dalla seguente: «quantita».
14. All’appendice II del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il titolo e’ sostituito dal seguente: «Metodo di riferimento
per il campionamento e l’analisi della deposizione del mercurio»;
b) al punto 4, la parola: «Swagelook» e’ sostituita dalle
seguenti: «per tubi in teflon»;
c) al punto 5.12, le parole: «(Merk cod. 1.06839.1000)» e le
parole: «tipo swagelook» sono soppresse; le parole: «lo swagelook»
sono sostituite dalle seguenti: «il raccordo» e la parola:
«swagelook» e’ sostituita dalla seguente: «raccordo».

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per regolamenti e direttive CE vengono forniti gli
estremi di pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea (GUUE).

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione delega l’esercizio della
funzione legislativa al Governo, per un periodo di tempo
limitato e per oggetti definiti, previa determinazione di
principi e criteri direttivi.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 settembre 2007,
n. 213, S.O.
– L’art. 1, comma 5, della legge 25 gennaio 2006, n.
29, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’8 febbraio
2006, n. 32, S.O., cosi’ recita:
«5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.».
Note all’art. 1:
– Il testo dell’art. 2 del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, come modificato dal presente decreto, cosi’
recita:
«Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si applicano le seguenti definizioni:
a) aria ambiente: l’aria esterna presente nella
troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di
lavoro;
b) inquinante: qualsiasi sostanza immessa
direttamente o indirettamente dall’uomo nell’aria ambiente
che puo’ avere effetti dannosi sulla salute umana o
sull’ambiente nel suo complesso;
c) livello: concentrazione nell’aria ambiente di un
inquinante o deposito di questo su una superficie in un
dato periodo di tempo;
d) valore obiettivo: concentrazione nell’aria
ambiente stabilita al fine di evitare, prevenire o ridurre
effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente, il cui
raggiungimento, entro un dato termine, deve essere
perseguito mediante tutte le misure a tale fine necessarie
che non comportano costi sproporzionati;
e) deposizione totale: massa totale di sostanze
inquinanti che, in una data area e in un dato periodo, e’
trasferita dall’atmosfera al suolo, alla vegetazione,
all’acqua, agli edifici e a qualsiasi altro tipo di
superficie;
f) zona: parte del territorio nazionale delimitata ai
sensi e ai fini del presente decreto;
g) agglomerato: zona con una popolazione superiore a
250.000 abitanti o, se la popolazione e’ pari o inferiore a
250.000 abitanti, con una densita’ di popolazione per km2
tale da richiedere, secondo la regione competente per
territorio, l’applicazione delle disposizioni del presente
decreto riferite agli agglomerati;
h) area di superamento: area, ricadente all’interno
di una zona o di un agglomerato, nella quale e’ stato
rilevato il superamento del valore obiettivo; tale area e’
individuata sulla base della rappresentativita’ delle
misurazioni fisse o indicative o sulla base dei modelli di
diffusione degli inquinanti;
i) misurazioni fisse: misurazioni dei livelli degli
inquinanti effettuate in stazioni ubicate presso siti fissi
di campionamento continuo o discontinuo, eccettuate le
misurazioni indicative;
l) misurazioni indicative: misurazioni dei livelli
degli inquinanti effettuate con una regolarita’ ridotta,
alle condizioni stabilite nell’allegato IV, sezione I, in
stazioni ubicate presso siti fissi di campionamento o
mediante laboratori mobili o, in relazione al mercurio,
metodi di misura manuali come le tecniche di campionamento
diffusivo;
m) idrocarburi policiclici aromatici: composti
organici con due o piu’ anelli aromatici fusi, formati
interamente da carbonio e idrogeno;
n) mercurio gassoso totale: vapore di mercurio
elementare (Hg0) e mercurio gassoso reattivo.».
– Il testo dell’art. 3 del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, come modificato dal presente decreto cosi’
recita:
«Art. 3 (Perseguimento del valore obiettivo). – 1.
L’allegato I stabilisce i valori obiettivo relativi
all’arsenico, al cadmio, al nichel ed al benzo(a)pirene.
2. Le regioni e le province autonome individuano, sulla
base delle valutazioni effettuate ai sensi dell’art. 4, le
zone e gli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti di
cui al comma 1 sono inferiori al rispettivo valore
obiettivo. In tali zone e agglomerati le regioni e le
province autonome assicurano che i livelli di detti
inquinanti si mantengano inferiori al rispettivo valore
obiettivo e si adoperano per mantenere il migliore stato di
qualita’ dell’aria compatibilmente con le esigenze dello
sviluppo sostenibile.
3. Le regioni e le province autonome individuano, sulla
base delle valutazioni effettuate ai sensi dell’art. 4, le
zone e gli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti di
cui al comma 1 superano il rispettivo valore obiettivo,
evidenziando le aree di superamento e le fonti che
contribuiscono al superamento.
4. Nelle zone e negli agglomerati di cui al comma 3 le
regioni e le province autonome adottano, nei limiti delle
risorse disponibili a legislazione vigente, le misure che
non comportano costi sproporzionati necessarie a perseguire
il raggiungimento del valore obiettivo entro il 31 dicembre
2012, con priorita’ per le misure che intervengono sulle
principali fonti di emissione. Il perseguimento del valore
obiettivo non comporta, per gli impianti soggetti al
decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, condizioni
piu’ rigorose di quelle connesse all’applicazione delle
migliori tecniche disponibili.
5. Per i livelli del benzo(a)pirene nelle aree urbane
elencate nel decreto del Ministro dell’ambiente in data
25 novembre 1994, i commi 2 e 3 si applicano con
riferimento all’obiettivo di qualita’ definito e
individuato dagli allegati II e IV di tale decreto. In tali
aree urbane, le regioni e le province autonome adottano, in
caso di superamento dell’obiettivo di qualita’, un piano di
risanamento, al quale si applicano le disposizioni
contenute nel decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio 1° ottobre 2002, n. 261, e, in caso
di rischio di superamento dell’obiettivo di qualita’, un
piano di azione ai sensi dell’art. 7 del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 351. Se tali aree urbane
coincidono anche in parte con le zone e gli agglomerati
individuati ai sensi degli articoli 7, 8 e 9 del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 351, le regioni e le province
autonome possono adottare piani integrati.».
– Il testo dell’art. 5 del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, come modificato dal presente decreto, cosi’
recita:
«Art. 5 (Stazioni di misurazione in siti fissi di
campionamento). – 1. Alle stazioni di misurazione in siti
fissi di campionamento si applicano i criteri di ubicazione
su macroscala, i criteri di ubicazione su microscala e le
procedure stabiliti dall’allegato III, sezioni II, III e
IV. I criteri previsti dall’allegato III, sezioni II e III,
si estendono a tutte le misurazioni indicative.
2. Nelle zone e negli agglomerati di cui all’art. 4,
commi 4 e 5, nei quali le misurazioni fisse costituiscono
l’unica fonte di informazioni sulla qualita’ dell’aria
ambiente, deve essere assicurato un numero minimo di
stazioni di misurazione di ciascun inquinante di cui
all’art. 1, comma 1, pari a quello previsto dall’allegato
III, sezione V.
3. Nelle zone e negli agglomerati diversi da quelli
previsti al comma 2 il numero delle stazioni di misurazione
e la risoluzione spaziale delle tecniche di modellizzazione
e di stima obiettiva devono risultare sufficienti a
rilevare la concentrazione degli inquinanti di cui all’art.
1, comma 1, conformemente alle previsioni dell’allegato
III, sezione II, e dell’allegato IV, sezione I.
4. Al fine di verificare la costanza dei rapporti, nel
tempo e nello spazio, tra il benzo(a)pirene e gli altri
idrocarburi policiclici aromatici di rilevanza
tossicologica, le regioni e le province autonome
assicurano, presso almeno sette stazioni di misurazione del
benzo(a)pirene presenti sul territorio nazionale, la
misurazione di benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene,
benzo(j)fluorantene, benzo(k)fluorantene,
indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a,h)antracene. Tali
stazioni sono scelte, con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
d’intesa con il Ministero della salute e con la Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, in modo da individuare le variazioni geografiche e
l’andamento a lungo termine delle concentrazioni. A tali
stazioni di misurazione si applicano i criteri e le
procedure stabiliti dall’allegato III, sezioni II, III e
IV.
5. E’ assicurata, presso almeno tre stazioni di
misurazione di fondo presenti sul territorio nazionale, la
misurazione indicativa delle concentrazioni nell’aria
ambiente dell’arsenico, del cadmio, del nichel, del
benzo(a)pirene e degli altri idrocarburi policiclici
aromatici di cui al comma 4, nonche’ della deposizione
totale di tali inquinanti. Tale misurazione indicativa ha
altresi’ ad oggetto le concentrazioni del mercurio gassoso
totale nell’aria ambiente e la deposizione totale del
mercurio. Sulla base di appositi accordi con altri Stati,
nel rispetto degli indirizzi forniti dalla Commissione
europea, tali stazioni di misurazione possono essere comuni
a piu’ Stati con riferimento a zone confinanti.
6. Le stazioni di misurazione di cui al comma 5 sono
scelte con decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Ministero
della salute e con la Conferenza unificata di cui al
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra le stazioni
di fondo presenti sul territorio nazionale, incluse quelle
appartenenti alla rete realizzata in sede di attuazione del
programma denominato “European monitoring and evaluation of
pollutants” (EMEP). Tali stazioni sono scelte in modo da
individuare le variazioni geografiche e l’andamento a lungo
termine delle concentrazioni in aria ambiente e delle
deposizioni. A tali stazioni di misurazione si applica
quanto previsto dall’allegato III, sezioni II, III e IV.
Con lo stesso decreto ministeriale si individuano, tra le
stazioni prescelte, quelle in cui si effettua anche la
misurazione indicativa del mercurio bivalente particolato e
gassoso.
7. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di concerto con il
Ministero della salute, sentita la Conferenza unificata di
cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
disciplinate le modalita’ di utilizzo dei bioindicatori per
la valutazione degli effetti degli inquinanti di cui
all’art. 1, comma 1, sugli ecosistemi.».
– Il testo dell’art. 8 del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, come modificato dal presente decreto, cosi’
recita:
«Art. 8 (Comunicazione di informazioni). – 1. Per le
zone e gli agglomerati individuati ai sensi dell’art. 3,
comma 3, le regioni e le province autonome trasmettono al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e all’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici, di seguito
denominata APAT:
a) l’elenco di tali zone e agglomerati, con
individuazione delle aree di superamento;
b) i livelli di concentrazione degli inquinanti
oggetto di valutazione;
c) le informazioni circa i motivi dei superamenti,
con particolare riferimento alle fonti;
d) le informazioni circa la popolazione esposta ai
superamenti.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono trasmesse con
cadenza annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo a
quello a cui si riferiscono e, per la prima volta, con
riferimento all’anno 2008.
3. Ai fini della trasmissione delle informazioni di cui
al comma 1 si osservano, ove gia’ definite, le modalita’
stabilite dalla Commissione europea.
4. Le regioni e le province autonome comunicano
tempestivamente al Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare:
a) la documentazione relativa all’istruttoria
effettuata al fine di individuare le misure necessarie a
perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo e di
individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi
sproporzionati;
b) nei casi in cui l’istruttoria ha esito positivo,
le misure adottate ai sensi dell’art. 3, comma 4;
c) piani di risanamento adottati ai sensi dell’art.
3, comma 5.
5. La trasmissione delle informazioni di cui ai commi 1
e 4 e’ effettuata tramite supporto informatico non
riscrivibile.
6. Le regioni e le province autonome trasmettono al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, informazioni circa i metodi
utilizzati per la valutazione preliminare di cui all’art.
4, comma 2. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare trasmette tempestivamente tali
informazioni alla Commissione europea.
7. L’APAT verifica la completezza e la correttezza dei
dati pervenuti e la conformita’ del formato e trasmette gli
esiti di tale verifica al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare nei due mesi successivi
alla data di cui al comma 2.
8. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare trasmette alla Commissione europea e
al Ministero della salute, nei tre mesi successivi alla
data prevista nel comma 2, le informazioni di cui al
comma 1 e l’elenco delle misure e dei piani di cui al
comma 4 adottati nell’anno precedente.
8-bis. I dati relativi ai livelli di concentrazione ed
alle deposizioni di cui all’art. 5, commi 4 e 5, sono
trasmessi dalle regioni e dalle province autonome al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e all’APAT, secondo quanto previsto ai commi 2, 3, 5 e
7. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare provvede alla trasmissione di tali dati alla
Commissione europea secondo quanto previsto al comma 8.».
– Il testo dell’art. 9 del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, come modificato dal presente decreto cosi’
recita:
«Art. 9 (Informazione del pubblico). – 1. Le
amministrazioni che esercitano, le funzioni previste dal
presente decreto assicurano, nel rispetto del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 195, l’accesso del pubblico
e la diffusione al pubblico delle informazioni disponibili
circa le concentrazioni nell’aria ambiente e i tassi di
deposizione di arsenico, cadmio, mercurio, nichel,
benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene,
benzo(j) fluorantene, benzo(k)fluorantene,
indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a, h) antracene e circa le
misure e i piani di cui all’art. 3, commi 4 e 5. Ai fini
della diffusione al pubblico si utilizzano strumenti di
adeguata potenzialita’ e di facile accesso, quali
radiotelevisione, stampa, pubblicazioni, pannelli
informativi e reti informatiche.
2. Le informazioni di cui al comma 1 indicano anche i
superamenti annuali dei valori obiettivo di cui all’art. 3,
comma 1, segnalando i motivi del superamento e l’area
interessata. In tal caso le informazioni devono essere
corredate da una breve relazione circa lo stato della
qualita’ dell’aria rispetto al valore obiettivo e circa gli
eventuali effetti del superamento sulla salute e
sull’ambiente.
3. Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 devono essere
aggiornate, precise e confrontabili ed essere rese in forma
chiara e comprensibile.».
– Il testo dell’allegato II del decreto legislativo
3 agosto 2007, n. 152, come modificato dal presente
decreto, cosi’ recita:
Allegato II
(previsto dall’art. 4, comma 1)

Soglie di valutazione superiore e inferiore per
arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene
I. Soglie di valutazione superiore e inferiore.
Si applicano le seguenti soglie di valutazione superiore
e inferiore:

—-> Vedere Tabella a pag. 6 Vedere Tabella
a pag. 8 Vedere Tabella a pag. 8 Vedere Tabella da pag. 11 a
pag. 12 500 °C.
5. Reattivi.
Tutti i reattivi, l’acqua utilizzata per il lavaggio
della vetreria e dei materiali utilizzati per la
preparazione delle soluzioni devono essere ad elevato grado
di purezza.
Tutti i reagenti devono riportare: numero di lotto,
data e procedura di preparazione.
Un Bianco reagenti deve essere effettuato per ogni
reagente preparato.
5.1 Acido Cloridrico.
Viene impiegato Acido Cloridrico concentrato (d = 1.40)
di grado ultrapuro.
5.2 Acido Nitrico.
Viene impiegato Acido Nitrico di grado ultrapuro.
5.3 Acetone.
Viene impiegato Acetone di grado ACS.
5.4 Acqua Milli-Q.
Acqua deionizzata con una conducibilita’ di 18 MOmega
/cm, preparata da un sistema ad Osmosi-Inversa. Viene
utilizzata per la preparazione di tutti i reagenti e per il
risciacquo di tutta la vetreria e materiali utilizzati per
l’analisi e il campionamento.
5.5 IdrossilAmmina Cloridrato.
Si sciolgono 30 gr di NH2OH.HCl in acqua Milli-Q per
arrivare al volume finale di 100 ml in un matraccio. Questa
Soluzione viene purificata tramite l’aggiunta di 0,5 ml di
SnCl2 e lasciata gorgogliare per 12 ore con Azoto (esente
da mercurio). La soluzione preparata deve essere conservata
in una bottiglia scura di Teflon in frigorifero per un
massimo di trenta giorni, allo scadere dei quali deve
essere preparata nuovamente.
5.6 Bromo MonoCloruro.
10.8 gr di Potassio Bromuro (KBr) vengono sciolti in 1
L di HCl Conc. di grado ultrapuro agitando la soluzione
tramite un piccolo magnete rivestito in Teflon. Quando
tutto il KBr e’ disciolto si aggiungono 15.2 gr. di
Potassio Bromato (KBrO3) [2]. Questo processo porta alla
formazione di Bromo e Cloro gassosi, pertanto tutto il
trattamento deve essere effettuato rigorosamente sotto
cappa chimica. Dopo l’aggiunta del sale, la soluzione deve
raggiungere una colorazione giallo scuro. La soluzione di
BrCl preparata deve esser conservata a temperatura ambiente
sotto cappa. Tale soluzione deve essere preparata
nuovamente ogni mese. Prima dell’addizione della quantita’
opportuna ai campioni da analizzare, deve essere effettuato
un bianco della soluzione stessa come di seguito riportato
nella procedura «bianco dei reattivi».
[2] Per ridurre il contenuto di mercurio nei reagenti
di partenza si consiglia di porre in muffola a 250 °C per
una notte il KBr e il KBrO3, quindi si lasciano raffreddare
in essiccatore contenente gel di silice e carbone attivo.
Quest’operazione e’ consigliata ogni qualvolta si deve
preparare la soluzione di BrCl.
5.7 Cloruro Stannoso.
In un matraccio da 100 ml si solubilizzano 20 gr di
SnCl2 con circa 70 ml di acqua Milli-Q; si aggiungono alla
soluzione 10 ml di HCl Conc. di grado ultrapuro e si porta
a volume con acqua Milli-Q. Per eliminare dalla soluzione
eventuali tracce di mercurio si lascia passare all’interno
della stessa un flusso di Azoto (esente da mercurio) a
300-400 cc/min per una notte. La soluzione preparata viene
conservata in frigorifero a +4 °C in una bottiglia di
Teflon scura per un massimo di trenta giorni allo scadere
dei quali la soluzione deve essere preparata nuovamente.
5.8 Soluzione Madre di mercurio.
La soluzione Madre di mercurio e’ una soluzione
standard (1000 mg/l in HNO3).
5.9 Standard Secondario (100 ng Hg/ml).
Lo Standard Secondario si ottiene trasferendo 100 mL
della soluzione madre (1 mg/ml in HNO3) dentro un matraccio
da 1 L cui si aggiungono 5 ml di BrCl conc., si porta a
volume con acqua Milli-Q e si agita vigorosamente. La
soluzione e’ stabile per piu’ di un anno.
5.10 Standard di Lavoro (2ng Hg/ml).
Lo Standard di Lavoro viene preparato prelevando 2 µl
di Standard Secondario successivamente trasferiti in un
matraccio da 100 ml, con l’aggiunta di 1 ml di BrCl e
portando a volume con acqua Milli-Q. Lo Standard di Lavoro
deve essere preparato ogni trenta giorni.
5.11 Lana di quarzo.
Viene utilizzata per la preparazione delle trappole
campione, trappole analitiche e trappole soda Lime. Prima
dell’uso viene riposta in muffola a 500 °C per due/tre ore
al fine di eliminare eventuali tracce di mercurio presenti
all’interno della stessa, si lascia raffreddare in
essiccatore contenente gel di silice e carbone attivo e si
conserva in buste di polietilene con chiusura a zip.
5.12 Soda Lime (Calce Sodata).
La Trappola Soda Lime viene utilizzata per adsorbire
l’umidita’ e gli alogeni nella fase di Purge and Trap del
mercurio dal campione, poiche’ la presenza di umidita’ e/o
alogeni riduce l’efficienza delle trappole e, quindi,
l’affidabilita’ delle stesse.
La Trappola di Soda Lime puo’ essere realizzata con un
tubo di teflon della lunghezza di 10 cm e del diametro
esterno di 3/8″ con alle due estremita’ due raccordi in
teflon da 3/8″ a 1/4″. L’impaccamento della trappola viene
eseguito nel seguente modo: ad una delle due estremita’
avvitare il raccordo in teflon, inserire dalla parte
opposta uno strato di circa 1 cm di lana di quarzo,
riempire il tubo con la Soda Lime fino a circa 1.5 cm
dall’estremita’ del tubo, inserire uno strato di lana di
quarzo di circa 1 cm e avvitare il secondo raccordo in
teflon. Nelle due estremita’ da 1/4″ inserire e avvitare
due pezzi di tubo in Teflon da 1/4″ della lunghezza
appropriata per il posizionamento nella linea del purge and
trap dove viene condizionata come descritto nella sezione
6.2.
5.13 Preparazione delle Trappole d’oro.
I granuli di oro o di quarzo ricoperti con oro, usati
nelle trappole vengono impaccati in un tubicino di quarzo
di 10-12 cm di lunghezza avente all’interno due
dentellature come illustrato in Figura 2.
(Omissis).
Ogni trappola contiene approssimativamente 0.7 gr di
granuli di quarzo ricoperti d’oro o di oro mescolato con
granuli di quarzo e sono impaccati usando della lana di
quarzo posizionata all’interno delle dentellature. I
granuli, la lana di quarzo ed il tubicino devono essere
condizionati a 600 °C per un’ora prima della preparazione e
tutto l’occorrente (tubicini, tappi e pinzette di teflon)
deve essere pulito usando la procedura precedentemente
descritta.
Dopo la preparazione le trappole vengono identificate
tramite un codice per poter rintracciare la data di
preparazione, i bianchi e le risposte analitiche di ogni
singola trappola.
Le trappole prima dell’uso devono essere condizionate
mediante riscaldamento a 500 °C per 5 minuti facendo
passare un flusso di Argon a 300 cc/min al fine di
eliminare tutte le eventuali impurita’ presenti all’interno
della trappola. Questa procedura di condizionamento e
pulizia viene eseguita due volte.
6. Analisi.
6.1. Analisi dei campioni
Ad un’aliquota di campione da 100 ml, introdotta in
bottiglie di teflon da 125 ml, si addiziona l’1% (v/v) di
BrCl, si chiude la bottiglia e si lascia reagire al buio
per almeno 24 ore agitando periodicamente. Nel caso in cui
i campioni presentino un elevato contenuto di materiale
particellare la quantita’ di BrCl che si aggiunge a 100 ml
di campione deve essere del 5%. Allo scadere delle 24h la
soluzione deve avere una colorazione giallina dovuta ad un
eccesso di BrCl. Nel caso in cui la soluzione risulti
incolore deve essere ripetuto il trattamento con il BrCl.
Nel gorgogliatore (Figura 3) si versano 100 ml di
campione trattato con il BrCl. Si aggiungono 250 µL della
soluzione di Idrossilammina cloridrato o una quantita’
maggiore rapportata alla quantita’ di BrCl aggiunta al
campione, si chiude e si lascia reagire per 5 min. per
ridurre l’eccesso di BrCl nella soluzione. Trascorsi i 5
min. la soluzione diventa incolore indicando che tutto il
BrCl e’ stato ridotto.
Si aggiungono alla soluzione cosi’ trattata 500 µL di
Cloruro Stannoso, si inserisce nella linea del purge and
trap una trappola d’oro campione, precedentemente pulita,
all’estremita’ libera della Soda Lime Trap (Figura 3), si
apre il regolatore di gas impostato a 450 cc/min e la
soluzione si lascia gorgogliare per 7 min. La trappola
campione viene successivamente inserita nella linea
analitica (Figura 4) assicurandosi che la parte contenente
il quarzo ricoperto di oro sia completamente avvolta dalla
resistenza. Si lascia passare un flusso di Argon per 2 min.
all’interno della linea analitica in modo da pulire
completamente la stessa dall’aria ambiente filtrata
all’interno del sistema durante l’inserimento della
trappola campione.
(Omissis).
Si procede quindi al desorbimento della trappola
campione attivando il riscaldamento della resistenza (R1)
per 2 min.; il mercurio desorbito viene trasportato dal gas
carrier nella linea ed intrappolato sulla seconda trappola
del sistema (trappola analitica). Si procede quindi al
raffreddamento della trappola campione mediante
l’attivazione della ventola di raffreddamento (V1) e
contemporaneamente si attiva il riscaldamento della
resistenza (R2) per 2 min. all’interno della quale si trova
la trappola analitica. Il mercurio desorbito viene
trasportato per mezzo del gas Carrier (Argon), regolato a
35 cc/min da un mass flow controller (MFC), nella cella di
misura del rivelatore a fluorescenza atomica. Alla fine dei
due minuti si attiva la ventola (V2) per il raffreddamento
della trappola analitica.
Il segnale del rivelatore viene acquisito mediante un
integratore o un sistema di acquisizione dati per
convertire il segnale in area usata successivamente per i
calcoli. Il rivelatore a fluorescenza atomica (CVAFS) deve
essere settato in modo da dare una risposta di 1000 mV per
1 ng di standard di Hg, mentre la linea di base viene
impostata a 5 mV.
(Omissis).
6.2 Condizionamento Trappola Soda lime e Pulizia del
Sistema.
Prima di analizzare la serie di campioni, e’ necessario
condizionare la Trappola di Soda Lime e pulire la linea
riempiendo il gorgogliatore con 50 ml di acqua Milli-Q,
aggiungendo 1 ml di SnCl2 e lasciando gorgogliare per 15-20
min. a 450 cc/min. Successivamente si effettua un bianco di
sistema per accertare l’assenza di contaminazioni.
6.2.1 Bianco di Sistema.
Si collega una trappola pulita alla Trappola Soda Lime
e si aggiunge 1 ml di SnCl2 alla soluzione utilizzata
precedentemente per la pulizia del sistema, quindi si
lascia gorgogliare per 5 min. a 450 cc/min.
Successivamente si procede all’analisi come descritto
precedentemente per i campioni.
6.2.2 Bianco Reagenti.
Prima di ogni serie di analisi deve essere effettuato
un Bianco per testare i reagenti impiegati per l’analisi
dei campioni. Il Bianco viene effettuato su un campione
precedentemente analizzato e quindi esente da mercurio. Per
un’aliquota di 100 ml di campione, si utilizzano: 1 ml di
BrCl, 0.25 ml di NH2OH HCl e 0.5 ml di SnCl2.
Si inserisce una trappola pulita immediatamente dopo la
Trappola Soda Lime e si lascia gorgogliare per 7 min. a
450cc/min. Successivamente si procede all’analisi come
descritto precedentemente per i campioni.
Il risultato ottenuto servira’ per determinare il
limite di rilevabilita’ del metodo e per il calcolo della
concentrazione del campione.
6.3 Curva di Calibrazione e Standard di Controllo.
La curva di calibrazione deve essere effettuata prima
di ogni serie di analisi, con un minimo di quattro punti.
Per ogni standard si inserisce una trappola campione
pulita immediatamente dopo la Trappola Soda Lime. Nel
gorgogliatore contenente 100 ml di acqua Milli-Q, si
addiziona l’aliquota di standard di lavoro e 1 ml di SnCl2
e si lascia gorgogliare per 7 min. a 450 cc/min. Alla fine
del processo si analizza la trappola campione seguendo la
procedura descritta per il campione.
Gli Standard di controllo devono essere analizzati ogni
sei campioni, nella maniera precedentemente descritta.
6.3.1 Calcolo della Concentrazione di mercurio.
La Concentrazione di mercurio totale nelle deposizioni
atmosferiche viene espressa in ng/L.
La Concentrazione di mercurio viene calcolata mediante
la seguente formula:
Hg ng/L = (C – B)/V x 1000.
Dove:
C = Concentrazione in ng di Hg ricavata dalla curva
di calibrazione;
B = Concentrazione in ng di Hg del bianco calcolato
come segue:
B = Bianco dei reagenti + Bianco del sistema
analitico;
V = Volume dell’Aliquota Analitica.
7. Risoluzione dei Problemi.
Uno dei problemi piu’ ricorrenti e’ quello di un
cattivo funzionamento delle trappole che, come accennato in
precedenza, devono essere identificate. Ogni campione deve
essere associato alla o alle singole trappole in modo da
tracciare un’analisi dell’andamento delle stesse nel corso
delle determinazioni.
Il contatto delle trappole con vapori di alogeni o il
surriscaldamento delle stesse possono renderle
inutilizzabili.
Pertanto e’ consigliabile controllare spesso la
Trappola Soda Lime, sostituirla quando necessario e
controllare che la temperatura di desorbimento non superi i
550 °C.
Se durante l’analisi si osserva una risposta bassa del
rivelatore e’ possibile che vi sia qualche perdita
all’interno della linea analitica o in quella di
gorgogliamento. Ispezionare le trappole campione e Soda
Lime e tutti i raccordi.
Se durante l’analisi si osservano picchi molto larghi o
non se ne rilevano affatto, il problema potrebbe derivare
da una possibile perdita nella linea analitica.
L’allargamento dei picchi puo’ anch’essere dovuto ad un
basso flusso di gas o condensa all’interno delle trappole,
oppure ad un inadeguato riscaldamento. In questi casi e’
consigliabile sostituire le trappole.
Se la linea di base risulta non stabile e’ possibile
che la lampada UV sia esaurita. Dopo la sostituzione della
stessa lo strumento si deve stabilizzare per almeno 24 ore
fin quando la lampada non va a regime. Se il problema
persiste, la causa potrebbe derivare da fluttuazioni di
corrente o variazioni della temperatura interna della
lampada.
La temperatura ambiente della stanza dove viene
utilizzato il rivelatore a fluorescenza atomica (CVAFS)
deve essere mantenuta tra i 20-22 °C. Per temperature
superiori ai 26 °C potrebbe verificarsi un incremento del
rumore di fondo.
8. Bibliografia.
Horvat, M., Kotnik, J., Fajon, V., Logar, M., Zvonaric,
T., Pirrone, N. (2003) Speciation of Mercury in Surface and
Deep-Sea waters in the Mediterranean Sea. Atmospheric
Environment, Vol. 37/S1, 93-108.
CEN/TC 264/WG 25: Speciation for Validation
Measurements of a Method for Determination of Mercury in
Ambient Air and Deposition. (URL:
http://www.cs.iia.cnr.it/CEN/index.htm).».

Art. 2.

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri, ne’ minori entrate a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 26 giugno 2008

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Ronchi, Ministro per le politiche
europee
Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare
Frattini, Ministro degli affari esteri
Alfano, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Sacconi, Ministro del la-voro, della
salute e delle politiche sociali
Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni
Visto, il Guardasigilli: Alfano

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008

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