DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 196 - Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parita' di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura. (GU n. 261 del 9-11-2007 | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 196 – Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parita’ di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura. (GU n. 261 del 9-11-2007

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 196 - Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parita' di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura. (GU n. 261 del 9-11-2007 - Suppl. Ordinario n.228)

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007 , n. 196

Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della
parita’ di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda
l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2004/113/CE del 13 dicembre 2004, del Consiglio,
che attua il principio della parita’ di trattamento tra uomini e
donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro
fornitura;
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2005, ed in particolare
gli articoli 1, 3 e l’allegato B;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante Codice
delle pari opportunita’ tra uomo e donna;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 luglio 2007;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 ottobre 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
per i diritti e le pari opportunita’ e, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze,
dello sviluppo economico e della solidarieta’ sociale;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Modifiche al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198
recante il Codice delle pari opportunita’ tra uomo e donna
1. Dopo il titolo II del libro III del decreto legislativo
11 aprile 2006, n. 198, e’ aggiunto il seguente:
“Titolo II 2-bis
PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA UOMINI E DONNE NELL’ACCESSO
A BENI E SERVIZI E LORO FORNITURA
Capo I
Nozioni di discriminazione e divieto di discriminazione
Art. 55-bis.
Nozioni di discriminazione
1. Sussiste discriminazione diretta, ai sensi del presente titolo,
quando, a causa del suo sesso, una persona e’ trattata meno
favorevolmente di quanto sia stata o sarebbe trattata un’altra
persona in una situazione analoga.
2. Sussiste discriminazione indiretta, ai sensi del presente
titolo, quando una disposizione, un criterio o una prassi
apparentemente neutri possono mettere le persone di un determinato
sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto a persone
dell’altro sesso, a meno che tale disposizione, criterio o prassi
siano oggettivamente giustificati da una finalita’ legittima e i
mezzi impiegati per il conseguimento di tale finalita’ siano
appropriati e necessari.
3. Ogni trattamento meno favorevole della donna in ragione della
gravidanza e della maternita’ costituisce discriminazione diretta, ai
sensi del presente titolo.
4. Sono considerate come discriminazioni, ai sensi del presente
titolo, anche le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati,
fondati sul sesso, aventi come oggetto o conseguenza la lesione della
dignita’ di una persona e la creazione di un ambiente intimidatorio,
ostile, degradante, umiliante o offensivo.
5. Sono considerate come discriminazioni, ai sensi del presente
titolo, anche le molestie sessuali, ovvero quei comportamenti
indesiderati con connotazioni sessuali, espressi a livello fisico,
verbale o non verbale, aventi come oggetto o conseguenza la lesione
della dignita’ di una persona, in particolare con la creazione di un
ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.
6. L’ordine di discriminare persone direttamente o indirettamente a
motivo del sesso e’ considerato una discriminazione, ai sensi del
presente titolo.
7. Non costituiscono discriminazione, ai sensi del presente titolo,
le differenze di trattamento nella fornitura di beni e servizi
destinati esclusivamente o principalmente a persone di un solo sesso,
qualora siano giustificate da finalita’ legittime perseguite con
mezzi appropriati e necessari.
Art. 55-ter.
Divieto di discriminazione
1. E’ vietata ogni discriminazione diretta e indiretta fondata sul
sesso nell’accesso a beni e servizi e loro fornitura.
2. Il divieto di cui al comma 1 si applica a tutti i soggetti,
pubblici e privati, fornitori di beni e servizi che sono a
disposizione del pubblico e che sono offerti al di fuori dell’area
della vita privata e familiare e delle transazioni ivi effettuate.
3. Sono escluse dall’ambito di applicazione del comma 1 le seguenti
aree:
a) impiego e occupazione, anche nell’ambito del lavoro autonomo
nella misura in cui sia applicabile una diversa disciplina;
b) contenuto dei mezzi di comunicazione e della pubblicita’;
c) istruzione pubblica e privata.
4. Resta impregiudicata la liberta’ contrattuale delle parti, nella
misura in cui la scelta del contraente non si basa sul sesso della
persona.
5. Sono impregiudicate le disposizioni piu’ favorevoli sulla
protezione della donna in relazione alla gravidanza e alla
maternita’.
6. Il rifiuto delle molestie e delle molestie sessuali da parte
della persona interessata o la sua sottomissione non possono
costituire fondamento per una decisione che interessi la medesima
persona.
7. E’ altresi’ vietato ogni comportamento pregiudizievole posto in
essere nei confronti della persona lesa da una discriminazione
diretta o indiretta, o di qualunque altra persona, quale reazione ad
una qualsiasi attivita’ diretta ad ottenere la parita’ di
trattamento.
Art. 55-quater.
Parita’ di trattamento tra uomini e donne nei servizi
assicurativi e altri servizi finanziari
1. Nei contratti stipulati successivamente alla data di entrata in
vigore del presente decreto, il fatto di tenere conto del sesso quale
fattore di calcolo dei premi e delle prestazioni a fini assicurativi
e di altri servizi finanziari non puo’ determinare differenze nei
premi e nelle prestazioni.
2. Sono consentite differenze proporzionate nei premi o nelle
prestazioni individuali ove il fattore sesso sia determinante nella
valutazione dei rischi, in base a dati attuariali e statistici
pertinenti e accurati. In ogni caso i costi inerenti alla gravidanza
e alla maternita’ non possono determinare differenze nei premi o
nelle prestazioni individuali.
3. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di
interesse collettivo (ISVAP) esercita i suoi poteri ed effettua le
attivita’ necessarie, al fine di garantire che le differenze nei
premi o nelle prestazioni, consentite ai sensi del comma 2, abbiano a
fondamento dati attuariali e statistici affidabili. Il medesimo
Istituto provvede a raccogliere, pubblicare ed aggiornare i dati
relativi all’utilizzo del sesso quale fattore attuariale
determinante, relazionando almeno annualmente all’Ufficio di cui
all’articolo 55-novies.
4. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2
costituisce inosservanza al divieto di cui all’articolo 55-ter.
5. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di
interesse collettivo provvede allo svolgimento delle attivita’
previste al comma 3 con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente.
Capo II
Tutela giudiziaria dei diritti in materia di accesso
a beni e servizi e loro fornitura
Art. 55-quinquies.
Procedimento per la tutela contro le discriminazioni per ragioni di
sesso nell’accesso a beni e servizi e loro fornitura
1. In caso di violazione ai divieti di cui all’articolo 55-ter, il
giudice puo’, su istanza di parte, ordinare la cessazione del
comportamento pregiudizievole e adottare ogni altro provvedimento
idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere gli effetti della
discriminazione. Il giudice puo’ ordinare al convenuto di definire un
piano di rimozione delle discriminazioni accertate, sentito il
ricorrente nel caso di ricorso presentato ai sensi
dell’articolo 55-septies, comma 2.
2. La domanda si propone con ricorso depositato, anche
personalmente dalla parte, nella cancelleria del Tribunale del luogo
di domicilio dell’istante che provvede in camera di consiglio in
composizione monocratica. La domanda puo’ essere proposta anche dopo
la cessazione del rapporto nel quale si ritiene si sia verificata la
discriminazione, salvi gli effetti della prescrizione.
3. Il presidente del Tribunale designa il giudice a cui e’ affidata
la trattazione del ricorso. Il giudice, sentite le parti, omessa ogni
formalita’ non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che
ritiene piu’ opportuno agli atti di istruzione indispensabili in
relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto.
4. Il giudice provvede con ordinanza, immediatamente esecutiva,
all’accoglimento o al rigetto della domanda.
5. Nei casi di urgenza il giudice provvede con decreto motivato,
immediatamente esecutivo, assunte, ove occorre, sommarie
informazioni. In tale caso fissa, con lo stesso decreto, l’udienza di
comparizione delle parti davanti a se’ entro un termine non superiore
a quindici giorni, assegnando all’istante un termine no…

[Continua nel file zip allegato]

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 196 – Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parita’ di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura. (GU n. 261 del 9-11-2007

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