DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 - Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario. (10G0213) - (GU n. 271 del 19-11-2010 | Ingegneri.info

DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 – Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario. (10G0213) – (GU n. 271 del 19-11-2010

DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 - Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario comunitario. (10G0213) - (GU n. 271 del 19-11-2010 - Suppl. Ordinario n.255) note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/11/2010

DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010 , n. 191

Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario. (10G0213)

Capo I Disposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del
sistema ferroviario comunitario;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria per il 2008 ed, in
particolare, l’Allegato B;
Vista la direttiva 2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre
2009, che modifica l’Allegato VII della direttiva 2008/57/CE;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria per il 2009 ed, in
particolare, l’Allegato B;
Visto il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, di recepimento
delle direttive 2001/12/CE, 2001/13/CE e 2001/14/CE;
Visto il decreto legislativo del 10 agosto 2007, n. 162, di
recepimento delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE, che istituiscono
un quadro normativo comune per la sicurezza delle ferrovie;
Vista la direttiva 2008/110/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
Visto il decreto legislativo del 10 agosto 2007, n. 163, di
recepimento delle direttive 96/48/CE e 2001/16/CE, cosi’ come
modificate dalla direttiva 2004/50/CE;
Visto il regolamento (CE) n. 352/2009 della Commissione, del 24
aprile 2009, relativo all’adozione di un metodo comune di
determinazione e di valutazione dei rischi di cui all’articolo 6,
paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2004/49/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 luglio 2010;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 ottobre 2010;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze,
per la pubblica amministrazione e l’innovazione, dello sviluppo
economico e del lavoro e delle politiche sociali;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Finalita’ e campo di applicazione

1. Il presente decreto definisce le condizioni necessarie a
realizzare l’interoperabilita’ del sistema ferroviario nazionale con
il corrispondente sistema ferroviario transeuropeo, stabilite dalla
direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17
giugno 2008, cosi’ come modificata dalla direttiva 2009/131/CE della
Commissione, del 16 ottobre 2009, in modo compatibile con le
disposizioni della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, cosi’ come modificata dalla direttiva
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre
2008.
2. Le condizioni di cui al comma 1 riguardano la progettazione, la
costruzione, la messa in servizio, la ristrutturazione, il
rinnovamento, l’esercizio e la manutenzione degli elementi di detto
sistema, nonche’ le qualifiche professionali e le condizioni di
salute e di sicurezza del personale che contribuisce all’esercizio ed
alla manutenzione.
3. L’ambito di applicazione del presente decreto e’ esteso a tutto
il sistema ferroviario nazionale, ad eccezione:
a) delle metropolitane, tram e altri sistemi di trasporto leggero
su rotaia;
b) delle reti che sono isolate, dal punto di vista funzionale,
dal resto del sistema ferroviario ed adibite unicamente a servizi
passeggeri locali, urbani o suburbani nonche’ le imprese ferroviarie
che operano esclusivamente su tali reti;
c) delle infrastrutture ferroviarie private nonche’ i veicoli
utilizzati solo su tali infrastrutture, destinati ad essere
utilizzati esclusivamente dai proprietari per le loro operazioni di
trasporto merci;
d) delle infrastrutture ed i veicoli destinati ad un uso
strettamente locale, storico o turistico e fatte salve le deroghe
all’applicazione delle specifiche tecniche di interoperabilita’
elencate nell’articolo 8.
4. L’ambito di applicazione delle STI e’ progressivamente esteso,
tenendo conto dell’articolo 7, a tutto il sistema ferroviario inclusi
i raccordi ferroviari di accesso ai principali servizi nei terminali
e nei porti che servono o potrebbero servire piu’ di un cliente
finale e fatte salve le deroghe all’applicazione delle specifiche
tecniche di interoperabilita’ elencate nell’articolo 8.
5. Il presente decreto riguarda le disposizioni relative, per ogni
sottosistema, ai parametri, ai componenti di interoperabilita’, alle
interfacce e alle procedure nonche’ alle condizioni di coerenza
globale del sistema ferroviario necessarie per realizzarne
l’interoperabilita’.
6. Gli allegati costituiscono parte integrante del presente
decreto. Alle eventuali modifiche di ordine tecnico ed esecutivo
degli allegati, apportate a livello comunitario, e’ data attuazione
con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di
natura non regolamentare, ai sensi dell’articolo 13 della legge 4
febbraio 2005, n. 11.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE)
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2008/57/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
18 luglio 2008, n. L 191.
– L’allegato B della legge 7 luglio 2009, n.88
(Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
Legge comunitaria 2008), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161, S.O., cosi’ recita:
«Allegato B
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza
aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE;
2006/17/CE della Commissione, dell’8 febbraio 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda determinate prescrizioni
tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il
controllo di tessuti e cellule umani;
2006/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE
relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture;
2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE(rifusione);
2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti
annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive
78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva
84/253/CEE del Consiglio;
2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle
pari opportunita’ e delle parita’ di trattamento fra uomini
e donne in materia di occupazione ed impiego (rifusione);
2006/86/CE della Commissione, del 24 ottobre 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di
rintracciabilita’, la notifica di reazioni ed eventi
avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la
codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e
la distribuzione di tessuti e cellule umani;
2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006,
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto;
2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno;
2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 dicembre 2006, concernente la patente di guida
(rifusione);
2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 marzo 2007, che istituisce un’Infrastruttura per
l’informazione territoriale nella Comunita’ europea
(Inspire);
2007/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 maggio 2007, relativa all’immissione sul mercato di
articoli pirotecnici;
2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 giugno 2007, che modifica la direttiva 89/391/CEE del
Consiglio, le sue direttive particolari e le direttive del
Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai
fini della semplificazione e della razionalizzazione delle
relazioni sull’attuazione pratica;
2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 luglio 2007, relativa all’esercizio di alcuni
diritti degli azionisti di societa’ quotate;
2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007, che
stabilisce norme minime per la protezione dei polli
allevati per la produzione di carne;
2007/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 settembre 2007, che modifica la direttiva 92/49/CEE del
Consiglio e le direttive 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE
e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i
criteri per la valutazione prudenziale di acquisizioni e
incrementi di partecipazioni nel settore finanziario;
2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantita’
nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive
75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la
direttiva 76/211/CEE del Consiglio;
2007/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, che modifica la direttiva 91/440/CEE del
Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie
e la direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della
capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione
dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione
dei rischi di alluvioni;
2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel
mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE,
2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la
direttiva 97/5/CE;
2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE
del Consiglio relativa al coordinamento di determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
televisive;
2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica le direttive 89/665/CEE
e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il
miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in
materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici;
2008/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2008,
relativa alla specificazione sull’etichetta di alcuni
prodotti alimentari di altre indicazioni obbligatorie oltre
a quelle previste dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio (versione codificata);
2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il
luogo delle prestazioni di servizi;
2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell’imposta
sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE,
ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di
rimborso, ma in un altro Stato membro;
2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai
consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE;
2008/49/CE della Commissione, del 16 aprile 2008,
recante modifica dell’allegato II della direttiva
2004/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per
quanto riguarda i criteri per l’effettuazione delle
ispezioni a terra sugli aeromobili che utilizzano aeroporti
comunitari;
2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa alla qualita’ dell’aria ambiente e
per un’aria piu’ pulita in Europa:
2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del
Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della
detenzione di armi;
2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della
mediazione in materia civile e commerciale;
2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino
(direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino);
2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario comunitario (rifusione);
2008/59/CE del Consiglio, del 12 giugno 2008, che
adegua la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi della
navigazione interna a motivo dell’adesione della Repubblica
di Bulgaria e della Romania;
2008/63/CE della Commissione, del 20 giugno 2008,
relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature
terminali di telecomunicazioni;
2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
24 settembre 2008, relativa al trasporto interno di merci
pericolose;
2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
all’identificazione e alla registrazione dei suini;
2008/73/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, che
semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di
diffusione dell’informazione in campo veterinario e
zootecnico e che modifica le direttive 64/432/CEE,
77/504/CEE, 88/407/CEE, 88/661/CEE, 89/361/CEE, 89/556/CEE,
90/426/CEE, 90/427/CEE, 90/428/CEE, 90/429/CEE, 90/539/CEE,
91/68/CEE, 91/496/CEE, 92/35/CEE, 92/65/CEE, 92/66/CEE,
92/119/CEE, 94/28/CE, 2000/75/CE, la decisione 2000/258/CE
nonche’ le direttive 2001/89/CE, 2002/60/CE e 2005/94/CE;
2008/87/CE della Commissione, del 22 settembre 2008,
che modifica la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi
della navigazione interna;
2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008,
relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto destinate alla produzione di frutti (rifusione);
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive;
2008/100/CE della Commissione, del 28 ottobre 2008, che
modifica la direttiva 90/496/CEE del Consiglio relativa
all’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari per
quanto riguarda le razioni giornaliere raccomandate, i
coefficienti di conversione per il calcolo del valore
energetico e le definizioni;
2008/117/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al
sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, per
combattere la frode fiscale connessa alle operazioni
intracomunitarie;
2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
relativa al regime generale delle accise e che abroga la
direttiva 92/12/CEE.».
– La direttiva 2009/131/CEE e’ pubblicata nella
G.U.U.E. 17 ottobre 2009, n. L 273.
– L’allegato B della legge 4 giugno 2010, n. 96,
(Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
Legge comunitaria 2009), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O., cosi’ recita:
«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE.».
– Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,
(Attuazione della direttiva 2001/12/CE, della direttiva
2001/13/CE e della direttiva 2001/14/CE in materia
ferroviari), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24
luglio 2003, n. 170, S.O.
– Il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162,
(Attuazione delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE
relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie
comunitarie) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8
ottobre 2007, n. 234, S.O.
– Le direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE sono pubblicate
nella G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 164. Il testo della
presente direttiva e’ stato cosi’ sostituito dalla
rettifica pubblicata nella G.U.U.E. 21 giugno 2004, n. L
220.
– La direttiva 2008/110/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
23 dicembre 2008, n. L 345.
– Il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 163,
abrogato dal presente decreto, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 8 ottobre 2007, n. 234, S.O.
– La direttiva 96/48/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 17
settembre 1996, n. L 235.
– La direttiva 2001/16/CE e’ pubblicato nella G.U.C.E.
20 aprile 2001, n. L 110.
– La direttiva 2004/50/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
30 aprile 2004, n. L 164.
– Il regolamento (CE) n. 352/2009 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 29 aprile 2009, n. L 108.
– L’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O., cosi’
recita:
«Art. 14 (Decreti legislativi). – 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’art. 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e
con l’indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e’
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita’ di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo’ esercitarla mediante piu’ atti
successivi per uno o piu’ degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e’
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e’ espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.».
– La legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al
sistema penale), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30
novembre 1981, n. 329, S.O.
Note all’art. 1:
– Per le direttive 2008/57/CE, 2009/131/CE, 2004/49/CE
e 2008/110/CE si veda nelle note alle premesse.
– L’art. 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 (Norme
generali sulla partecipazione dell’Italia al processo
normativo dell’Unione europea e sulle procedure di
esecuzione degli obblighi comunitari ), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2005, n. 37, cosi’ recita:
«Art. 13 (Adeguamenti tecnici). – 1. Alle norme
comunitarie non autonomamente applicabili, che modificano
modalita’ esecutive e caratteristiche di ordine tecnico di
direttive gia’ recepite nell’ordinamento nazionale, e’ data
attuazione, nelle materie di cui all’art. 117, secondo
comma, della Costituzione, con decreto del Ministro
competente per materia, che ne da’ tempestiva comunicazione
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
per le politiche comunitarie.
2. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma, della Costituzione, i provvedimenti di cui al
presente articolo possono essere adottati nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome al fine di porre rimedio all’eventuale inerzia dei
suddetti enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In
tale caso, i provvedimenti statali adottati si applicano,
per le regioni e le province autonome nelle quali non sia
ancora in vigore la propria normativa di attuazione, a
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per
l’attuazione della rispettiva normativa comunitaria e
perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore
della normativa di attuazione di ciascuna regione e
provincia autonoma. I provvedimenti recano l’esplicita
indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato
e del carattere cedevole delle disposizioni in essi
contenute.».

Capo I Disposizioni generali

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) direttiva: la direttiva 2008/57/CE del Parlamento e del
Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del
sistema ferroviario comunitario, cosi’ come modificata dalla
direttiva 2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009;
b) sistema ferroviario transeuropeo: i sistemi ferroviari
convenzionale e ad alta velocita’ transeuropei di cui,
rispettivamente, all’allegato I, punti 1 e 2;
c) sistema ferroviario nazionale: la parte del sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale e ad alta velocita’ costituita
dalle infrastrutture definite nell’allegato I, sezione 3, punto 3.8,
della decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 23 luglio 1996, e dai materiali rotabili che utilizzano dette
infrastrutture. Nel territorio nazionale il sistema ferroviario ad
alta velocita’ coincide con il sistema ferroviario ad alta capacita’;
d) interoperabilita’: la capacita’ del sistema ferroviario di
consentire la circolazione sicura e senza soluzione di continuita’ di
treni, garantendo il livello di prestazioni richiesto per le linee.
Tale capacita’ si fonda sull’insieme delle prescrizioni
regolamentari, tecniche ed operative che debbono essere soddisfatte
per ottemperare ai requisiti essenziali;
e) veicolo: veicolo ferroviario atto a circolare con le proprie
ruote sulla linea ferroviaria, con o senza trazione. Il veicolo si
compone di uno o piu’ sottosistemi strutturali e funzionali o di
parti di tali sottosistemi;
f) rete: linee, stazioni e terminal e tutti i tipi di
attrezzature fisse necessarie per assicurare il funzionamento sicuro
e continuo del sistema ferroviario;
g) sottosistemi: il risultato della divisione del sistema
ferroviario come indicato nell’allegato II. Tali sottosistemi, i cui
requisiti essenziali sono definiti all’allegato III, sono di natura
strutturale quali le infrastrutture, l’energia, il controllo-comando
e segnalamento, il materiale rotabile o funzionale quali l’esercizio
e gestione del traffico, la manutenzione, le applicazioni telematiche
per i passeggeri e le merci;
h) componenti di interoperabilita’: qualsiasi componente
elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o insieme completo di
materiali incorporati o destinati ad essere incorporati in un
sottosistema da cui dipende direttamente o indirettamente
l’interoperabilita’ del sistema ferroviario. Il concetto di
componente comprende i beni materiali e quelli immateriali, quali il
software;
i) requisiti essenziali: l’insieme delle condizioni descritte
nell’allegato III che devono essere soddisfatte dal sistema
ferroviario, dai sottosistemi e dai componenti di interoperabilita’,
comprese le interfacce;
l) specifica europea: una specifica tecnica comune,
un’omologazione tecnica europea o una norma nazionale che recepisce
una norma europea, come definite nell’allegato XXI della direttiva
2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004;
m) STI: specifiche tecniche di interoperabilita’ adottate a norma
della direttiva, di cui e’ oggetto ciascun sottosistema o parte di
sottosistema, al fine di soddisfare i requisiti essenziali e
garantire l’interoperabilita’ del sistema ferroviario;
n) organismi notificati: gli organismi incaricati di valutare la
conformita’ o l’idoneita’ all’impiego dei componenti di
interoperabilita’ o di istruire la procedura di verifica CE dei
sottosistemi;
o) parametri fondamentali: ogni condizione regolamentare, tecnica
od operativa, critica per l’interoperabilita’, e specificata nelle
STI pertinenti;
p) caso specifico: ogni parte del sistema ferroviario che
necessita di disposizioni particolari nelle STI, temporanee o
definitive, a causa di limitazioni geografiche, topografiche, di
ambiente urbano o di coerenza rispetto al sistema esistente. Cio’
puo’ comprendere in particolare le linee e reti ferroviarie isolate
dalla rete del resto della Comunita’, la sagoma, lo scartamento o
l’interasse fra i binari, i veicoli destinati ad un uso strettamente
locale, regionale o storico e i veicoli in provenienza o a
destinazione di Paesi terzi;
q) ristrutturazione: lavori importanti di modifica di un
sottosistema o di una sua parte che migliora l’insieme delle
prestazioni del sottosistema;
r) rinnovo: lavori importanti di sostituzione di un sottosistema
o di una sua parte che non modificano l’insieme delle prestazioni del
sottosistema;
s) sostituzione nell’ambito di una manutenzione: sostituzione di
componenti con pezzi aventi funzione e prestazioni identiche
nell’ambito di una manutenzione preventiva o correttiva;
t) sistema ferroviario esistente: l’insieme costituito dalle
infrastrutture ferroviarie, che comprendono le linee e gli impianti
fissi della rete ferroviaria esistente e i veicoli di ogni categoria
e origine che percorrono dette infrastrutture;
u) messa in servizio: insieme delle operazioni mediante le quali
un sottosistema o un veicolo e’ messo nello stato di funzionamento di
progetto;
v) ente appaltante: qualsiasi ente, pubblico o privato, che
ordina la progettazione e la costruzione ovvero la progettazione o la
costruzione, la ristrutturazione o il rinnovo di un sottosistema.
L’ente puo’ essere un’impresa ferroviaria, un gestore
dell’infrastruttura o un detentore, oppure il concessionario
incaricato della messa in servizio di un progetto;
z) gestore dell’infrastruttura: qualsiasi organismo o impresa
incaricato in particolare della realizzazione, della manutenzione di
una infrastruttura ferroviaria e della gestione dei sistemi di
controllo e di sicurezza dell’infrastruttura e della circolazione
ferroviaria. I compiti del gestore di una infrastruttura o di parte
di essa possono essere assegnati a diversi soggetti con i vincoli
definiti nelle norme comunitarie e nazionali vigenti;
aa) gestore dell’infrastruttura nazionale: il soggetto indicato
agli articoli 3, comma 1, lettera h), e 11 del decreto legislativo 8
luglio 2003, n. 188;
bb) impresa ferroviaria: qualsiasi impresa titolare di una
licenza ai sensi del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, e
qualsiasi altra impresa pubblica o privata la cui attivita’ consiste
nella prestazione di servizi di trasporto di merci e di passeggeri
ovvero di merci o di passeggeri per ferrovia e che garantisce
obbligatoriamente la trazione; sono comprese anche le imprese che
forniscono la sola trazione;
cc) Agenzia: Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie
quale organismo nazionale a cui sono assegnati i compiti di autorita’
preposta alla sicurezza per il sistema ferroviario italiano di cui al
capo II del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.162;
dd) ERA: Agenzia ferroviaria europea per la sicurezza e
l’interoperabilita’ ferroviaria;
ee) detentore: il soggetto o l’entita’ che utilizza il veicolo
come mezzo di trasporto ed e’ iscritto in quanto tale nel registro di
immatricolazione nazionale di cui all’articolo 33: puo’ esserne il
proprietario o avere il diritto di utilizzarlo;
ff) progetto in fase avanzata di sviluppo: qualsiasi progetto la
cui progettazione e costruzione, ovvero progettazione o costruzione,
e’ giunta a una fase tale che una modifica delle specifiche tecniche
sarebbe inaccettabile. Questa impossibilita’ puo’ essere dovuta a
ragioni giuridiche, contrattuali, economiche, finanziarie, sociali o
ambientali, che devono essere debitamente giustificate;
gg) tipo: il tipo di veicolo che definisce le caratteristiche
essenziali di progettazione del veicolo cui si riferisce l’attestato
unico di esame del tipo descritto nel modulo B della decisione
93/465/CEE;
hh) serie: una serie di veicoli identici di uno stesso tipo di
progetto;
ii) soggetto responsabile della manutenzione: soggetto
responsabile della manutenzione di un veicolo registrato in quanto
tale nel registro di immatricolazione nazionale.

Note all’art. 2:
– Per le direttive 2008/57/CE e 2009/131/CE si veda
nelle note alle premesse.
– La decisione n. 1692/96/CE e’ pubblicata nella
G.U.C.E. 9 settembre 1996, n. L 228.
– La direttiva 2004/17/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
30 aprile 2004, n. L 134.
– Gli articoli 3, comma 1, lettera h) e 11 del decreto
legislativo 8 luglio 2003, n. 188, citato nelle premesse,
cosi’ recitano:
«Art. 3 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) -g) (omissis);
h) «gestore dell’infrastruttura», soggetto incaricato
in particolare della realizzazione, della manutenzione
dell’infrastruttura ferroviaria e della gestione in
sicurezza della circolazione ferroviaria. I compiti del
gestore dell’infrastruttura, anche per parte della rete,
possono essere assegnati a diversi soggetti con i vincoli
definiti nelle norme comunitarie vigenti e nel presente
decreto;».
«Art. 11 (Principi). – 1. Il gestore
dell’infrastruttura ferroviaria e’ soggetto autonomo ed
indipendente, sul piano giuridico, organizzativo o
decisionale, dalle imprese operanti nel settore dei
trasporti.
2. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria e’
responsabile del controllo della circolazione in sicurezza
dei convogli, della manutenzione e del rinnovo
dell’infrastruttura ferroviaria, sul piano tecnico,
commerciale e finanziario, assicurandone l’accessibilita’,
la funzionalita’, nonche’ le informazioni; deve altresi’
assicurare la manutenzione e la pulizia degli spazi
pubblici delle stazioni passeggeri.
3. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria e’ tenuto
al rispetto della riservatezza delle informazioni
commerciali in suo possesso.
4. Al gestore dell’infrastruttura ferroviaria
nazionale, per la rete di propria attribuzione, sono
affidati in via esclusiva i compiti e le funzioni relativi
al calcolo e riscossione dei canoni e l’assegnazione di
capacita’ sulla base delle disposizioni di cui agli
articoli 17 e 27.
5. Per quanto riguarda i gestori di infrastrutture
ferroviarie regionali e locali, rientranti nel campo di
applicazione del presente decreto, ove l’attivita’ di
gestione dell’infrastruttura ferroviaria sia svolta da un
soggetto che sia titolare anche di un’impresa ferroviaria,
le attivita’ ed i compiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4,
devono essere espletati senza oneri aggiuntivi per la
finanza pubblica, attraverso una struttura aziendale
autonoma e distinta, sotto il profilo patrimoniale e
contabile, dalle altre strutture destinate allo svolgimento
delle attivita’ espletate in qualita’ di impresa
ferroviaria. I criteri per la separazione contabile sono
stabiliti dal regolamento (CEE) n. 1108/70.».
– Il capo II del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.
162, reca: «Agenzia nazionale per la sicurezza delle
ferrovie».
– La decisione 93/465/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 agosto 1993, n. L 220.

Capo I Disposizioni generali

Art. 3

Requisiti essenziali

1. Il sistema ferroviario, i sottosistemi, i componenti di
interoperabilita’, comprese le interfacce, devono soddisfare i
requisiti essenziali che li riguardano.
2. Le specifiche tecniche supplementari di cui all’articolo 34
della direttiva 2004/17/CE, necessarie per completare le specifiche
europee o le altre norme applicate nella Comunita’, non devono essere
in contrasto con i requisiti essenziali.

Note all’art. 3:
– Per la direttiva 2004/17/CE, si veda nelle note
all’art. 2.

Capo II Specifiche tecniche di interoperabilita’

Art. 4

Oggetto delle STI

1. Per ogni sottosistema e’ applicata la relativa STI ovvero le
relative STI se un sottosistema e’ oggetto di piu’ STI e una STI puo’
abbracciare vari sottosistemi.
2. I sottosistemi devono essere conformi alle STI vigenti al
momento della loro messa in servizio, del loro rinnovamento o della
loro ristrutturazione, conformemente al presente decreto; tale
conformita’ deve essere costantemente garantita durante l’esercizio
di ciascun sottosistema.
3. Le STI preservano in modo adeguato la compatibilita’ del sistema
ferroviario esistente. A tale fine possono essere previsti per
ciascuna STI casi specifici sia per quanto riguarda la rete sia per
quanto riguarda i veicoli; una particolare attenzione e’ rivolta alla
sagoma, allo scartamento o all’interasse fra i binari e ai veicoli in
provenienza o a destinazione dei Paesi terzi.
4. Se determinati aspetti tecnici corrispondenti ad alcuni
requisiti essenziali non possono essere espressamente trattati in una
STI, essi sono chiaramente individuati come «punti in sospeso» in un
allegato della STI. Per tali aspetti si applica l’articolo 16, comma
5.
5. Le STI possono fare un esplicito e chiaro riferimento a norme o
specifiche europee o internazionali o a documenti tecnici pubblicati
dall’ERA qualora cio’ sia strettamente necessario per conseguire
l’obiettivo del presente decreto. In questo caso, le norme o
specifiche o le singole parti richiamate o i documenti tecnici si
considerano allegati alla STI in questione e diventano obbligatori a
partire dal momento in cui la STI e’ applicabile. In mancanza di
siffatte norme o specifiche o documenti tecnici ed in attesa della
loro elaborazione e’ consentito il riferimento ad altri documenti
normativi chiaramente identificati; in questo caso deve trattarsi di
documenti facilmente accessibili e di dominio pubblico.

Capo II Specifiche tecniche di interoperabilita’

Art. 5

Adozione, revisione e pubblicazione di STI

1. Le STI di cui all’articolo 4 sono quelle elaborate o modificate
dall’ERA su mandato della Commissione europea, con le procedure di
cui all’articolo 6 della direttiva. Nella fase di elaborazione delle
STI presso i gruppi di lavoro organizzati e guidati dall’ERA ai sensi
degli articoli 3 e 12 del regolamento CE n. 881/2004, del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, partecipano, in
relazione alle rispettive competenze, rappresentanti del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e dell’Agenzia.
2. Nel caso in cui, per motivi di sicurezza o interoperabilita’
debitamente giustificati, sia necessaria una nuova autorizzazione a
seguito di rinnovamento o di ristrutturazione di sottosistemi gia’
messi in servizio in base alle versioni di STI precedenti i termini
corrispondenti, ove non fissati nelle STI sono definiti dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti sentita l’Agenzia.

Note all’art. 5:
– Il regolamento CE n. 881/2004 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 30 aprile 2004, n. L 164.

Capo II Specifiche tecniche di interoperabilita’

Art. 6

Carenze delle STI

1. Ministero delle infrastrutture dei trasporti puo’ chiedere che
sia interpellato il Comitato di cui all’articolo 29 della direttiva
qualora successivamente all’adozione risulta che la STI non soddisfa
completamente i requisiti essenziali.

Capo II Specifiche tecniche di interoperabilita’

Art. 7

Estensione dell’ambito di applicazione delle STI

1. L’ambito di applicazione delle STI e’ progressivamente esteso
alle linee ed ai veicoli non ancora contemplati, a seguito di
adozione di nuove STI o di revisione di STI gia’ adottate.
2. Nelle more dell’effettiva estensione dell’ambito di applicazione
delle STI a tutta la rete ferroviaria, si applicano le norme
nazionali di sicurezza di cui all’articolo 12 del decreto legislativo
10 agosto 2007, n. 162, o, qualora applicabile, all’articolo 16,
comma 5, del presente decreto, per quanto concerne:
a) la procedura di messa in servizio:
1) di veicoli e sottosistemi controllo-comando e segnalamento a
bordo, di cui e’ previsto un utilizzo almeno parziale nella parte
della rete che non rientra ancora nell’ambito di applicazione delle
STI, per tale parte della rete;
2) di sottosistemi infrastruttura, energia e controllo-comando
e segnalamento sui binari nelle parti della rete che non rientrano
ancora nell’ambito di applicazione delle STI;
b) l’autorizzazione di messa in servizio di veicoli di cui e’
previsto un utilizzo occasionale nella parte della rete che non
rientra ancora nell’ambito di applicazione delle STI, per tale parte
del sistema. La suddetta autorizzazione deve inoltre essere
rilasciata a norma dell’articolo 20 del presente decreto.

Note all’art. 7:
– L’art. 12 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.
162, cosi’ recita:
«Art. 12 (Norme nazionali di sicurezza). – 1. L’Agenzia
provvede affinche’ gli standard e le norme nazionali di
sicurezza siano pubblicate in un linguaggio chiaro e
accessibile agli interessati e messe a disposizione di
tutti i gestori dell’infrastruttura, delle imprese
ferroviarie, di chiunque richieda un certificato di
sicurezza e di chiunque richieda un’autorizzazione di
sicurezza.
2. L’Agenzia apporta, quando necessarie, le modifiche
agli standard ed alle norme di sicurezza nazionali.
3. L’Agenzia notifica le modifiche di cui al comma
precedente alla Commissione.
4. Qualora tali modifiche prescrivano livelli di
sicurezza superiori a quelli minimi definiti dai CST, o
comunque le norme riguardino l’attivita’ di imprese
ferroviarie di altri Stati membri sulla rete ferroviaria
italiana, l’Agenzia presenta tale progetto di norma alla
Commissione.».

Capo II Specifiche tecniche di interoperabilita’

Art. 8

Deroghe dall’applicazione delle STI

1. Una o piu’ STI possono non essere applicate nei casi e nelle
condizioni seguenti:
a) per un progetto di realizzazione di un nuovo sottosistema, di
rinnovo o di ristrutturazione di un sottosistema esistente o per ogni
elemento di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, che si trovi in una fase
avanzata di sviluppo o che formi oggetto di un contratto in corso di
esecuzione al momento della pubblicazione delle STI;
b) per un progetto di rinnovo o la ristrutturazione di un
sottosistema esistente quando la sagoma, lo scartamento o l’interasse
dei binari o la tensione elettrica previsti da queste STI sono
incompatibili con quelli del sottosistema esistente;
c) per un progetto di realizzazione di un nuovo sottosistema o
per un progetto concernente il rinnovo o la ristrutturazione di un
sottosistema esistente realizzato sul territorio dello Stato quando
la rete ferroviaria di quest’ultimo e’ interclusa o isolata per la
presenza del mare o e’ separata dalla rete ferroviaria del resto
della Comunita’ a causa di condizioni geografiche particolari;
d) per ogni progetto concernente il rinnovo, l’estensione o la
ristrutturazione di un sottosistema esistente, quando l’applicazione
delle STI compromette la redditivita’ economica del progetto e la
coerenza ovvero la redditivita’ economica o la coerenza del sistema
ferroviario nazionale;
e) quando, in seguito ad un incidente o ad una catastrofe
naturale, le condizioni di ripristino rapido della rete non
consentono dal punto di vista economico o tecnico l’applicazione
parziale o totale delle STI corrispondenti;
f) per veicoli in provenienza o a destinazione di un Paese terzo
nel quale lo scartamento dei binari e’ diverso da quello della
principale rete ferroviaria nella Comunita’.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ad esclusione
dei casi di cui al comma 1, lettera f), anche su proposta di un
gestore dell’infrastruttura, di un’impresa ferroviaria o di un ente
appaltante, sentita preliminarmente l’Agenzia per gli aspetti
riguardanti la sicurezza della circolazione, puo’ avvalersi della
facolta’ di cui al comma 1 comunicando alla Commissione europea la
proposta motivata di deroga. Detta proposta e’ corredata di un
fascicolo contenente l’indicazione delle STI o delle parti di esse
che si chiede di non applicare e le corrispondenti specifiche
tecniche che si ritiene di applicare. Tale fascicolo dovra’ essere
redatto nella forma e con i contenuti indicati nell’allegato IX.
3. Nel caso di cui al comma 1, lettera a), il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti notifica alla Commissione europea
l’elenco dei progetti che hanno luogo nel territorio nazionale e che
si trovano in fase avanzata di sviluppo, entro un anno dall’entrata
in vigore di ogni STI.
4. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), c) ed e), il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti da’ attuazione all’eventuale
raccomandazione sulle specifiche da applicare formulata dalla
Commissione europea sulla base dei risultati dell’analisi dei
progetti. Nelle more della predetta decisione della Commissione, il
Ministero puo’ applicare le disposizioni alternative previste nel
fascicolo di cui al comma 2.
5. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 9, paragrafo
5, della direttiva, nelle more della decisione della Commissione
europea nel caso di cui al comma 1, lettera f), il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti puo’ applicare le disposizioni
alternative previste nel fascicolo di cui al comma 2.
6. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica a
tutte le parti interessate le deroghe autorizzate dalla Commissione
europea e le eventuali raccomandazioni della Commissione stessa sulle
specifiche che devono essere applicate.

Capo III Componenti di interoperabilita’

Art. 9

Immissione sul mercato di componenti
di interoperabilita’

1. I componenti di interoperabilita’ possono essere immessi sul
mercato soltanto se consentono di realizzare l’interoperabilita’ del
sistema ferroviario soddisfacendo i requisiti essenziali e se sono
usati nel loro campo di impiego conformemente alla loro destinazione
nonche’ installati e sottoposti a corretta manutenzione. Tali
disposizioni non si applicano se tali componenti vengono immessi sul
mercato per altre applicazioni.
2. I componenti di interoperabilita’ preliminarmente al loro
impiego non sono soggetti a verifiche ulteriori rispetto a quelle
compiute in un altro Stato membro della Comunita’ europea nell’ambito
della procedura relativa alla dichiarazione CE di conformita’ o di
idoneita’ all’impiego, i cui elementi sono indicati nell’allegato IV.

Capo III Componenti di interoperabilita’

Art. 10

Conformita’ o idoneita’ all’impiego

1. I componenti di interoperabilita’ sono considerati conformi ai
pertinenti requisiti essenziali se muniti della dichiarazione CE di
conformita’ o di idoneita’ all’impiego, i cui elementi sono indicati
nell’allegato IV.
2. Ogni componente di interoperabilita’ e’ sottoposto alla
procedura di valutazione di conformita’ e di idoneita’ all’impiego
indicata nella pertinente STI ed e’ munito del relativo certificato.
3. Un componente d’interoperabilita’ soddisfa i requisiti
essenziali se e’ conforme alle condizioni stabilite dalla relativa
STI o alle specifiche europee elaborate per soddisfare tali
condizioni. I componenti di interoperabilita’ sono sottoposti a
interventi di verifica e manutenzione da parte degli utilizzatori,
atti ad accertare e garantire, nel tempo, il mantenimento dei
requisiti essenziali.
4. I pezzi di ricambio dei sottosistemi gia’ messi in servizio al
momento dell’entrata in vigore della corrispondente STI possono
essere installati negli stessi senza dover essere sottoposti alla
procedura di cui al comma 2.
5. Le STI possono prevedere un periodo di transizione per i
prodotti ferroviari che esse identificano come componenti di
interoperabilita’ gia’ immessi sul mercato al momento della loro
entrata in vigore. Tali componenti devono soddisfare i requisiti di
cui all’articolo 9, comma 1.

Capo III Componenti di interoperabilita’

Art. 11

Non conformita’ delle specifiche europee
ai requisiti essenziali

1. Qualora risulti che determinate specifiche europee non
soddisfano i requisiti essenziali, il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti consulta il Comitato di cui all’articolo 29 della
direttiva.

Capo III Componenti di interoperabilita’

Art. 12

Procedura relativa alla dichiarazione «CE»
di conformita’ o di idoneita’ all’impiego

1. La dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’ all’impiego di
un componente di interoperabilita’ e’ redatta, prima dell’immissione
sul mercato, dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella
Comunita’, applicando le disposizioni previste dalle STI.
2. Qualora la STI corrispondente lo richieda, la valutazione di
conformita’ o di idoneita’ all’impiego di un componente di
interoperabilita’ e’ effettuata da un organismo notificato a
richiesta del fabbricante o del suo mandatario, stabilito nella
Comunita’.
3. Qualora i componenti di interoperabilita’ siano oggetto di altre
direttive comunitarie concernenti altri aspetti, la dichiarazione CE
di conformita’ o di idoneita’ all’impiego, di cui al presente
decreto, deve indicare che i componenti di interoperabilita’
rispondono anche ai requisiti di queste altre direttive.
4. Gli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3, qualora non assolti dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunita’, sono a
carico di chiunque immetta sul mercato i componenti di
interoperabilita’ o assembla i medesimi componenti o parti degli
stessi di diversa origine, o fabbrica i componenti per uso proprio.
5. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 13, quando si accerta
che la dichiarazione CE di conformita’ e’ stata indebitamente
rilasciata, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella
Comunita’ sono tenuti, se necessario, a rimettere il componente di
interoperabilita’ in conformita’ e a far cessare l’infrazione. Nel
caso in cui la non conformita’ persista, vengono adottate tutte le
misure opportune per limitare o vietare l’immissione sul mercato del
componente di interoperabilita’ di cui si tratta o assicurarne il
ritiro dal mercato, secondo le procedure di cui all’articolo 13.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque immette sul
mercato componenti di interoperabilita’ privi di requisiti essenziali
o con irregolare dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’
all’impiego o privi della stessa e’ soggetto alla sanzione
amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 100.000 euro.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque installa ed
utilizza componenti di interoperabilita’ in modo difforme dalla loro
destinazione e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da
15.000 euro a 100.000 euro.
8. Le disposizioni di cui ai commi 6 e 7 non ostano all’immissione
sul mercato di tali componenti per altre applicazioni.

Capo III Componenti di interoperabilita’

Art. 13

Non conformita’ dei componenti di interoperabilita’
ai requisiti essenziali

1. Se un gestore dell’infrastruttura, un’impresa ferroviaria o un
ente appaltante, constata che un componente di interoperabilita’,
munito della dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’
all’impiego, immesso sul mercato e utilizzato in esercizio
conformemente alla sua destinazione rischia di non soddisfare i
requisiti essenziali, adotta, per quanto di competenza, ogni misura
urgente necessaria per limitarne il campo di applicazione o per
vietarne l’impiego, ed informa immediatamente il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia.
2. Qualora l’Agenzia, anche su indicazione di un gestore
dell’infrastruttura, di un’impresa ferroviaria o di un ente
appaltante, ritenga che un componente di interoperabilita’, munito
della dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’ all’impiego,
immesso sul mercato e utilizzato in esercizio conformemente alla sua
destinazione, rischia di non soddisfare i requisiti essenziali,
adotta le misure necessarie per limitarne il campo di applicazione,
per vietarne l’impiego o finalizzate a ritirarlo dal mercato ed
informa immediatamente il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, esponendone i motivi e precisando, in particolare, se la
non conformita’ deriva da un’inosservanza dei requisiti essenziali,
da una scorretta applicazione delle specifiche europee, a condizione
che sia invocata l’applicazione di queste specifiche, o da una
carenza delle specifiche europee. In quest’ultimo caso la
comunicazione e’ inviata anche al Ministero dello sviluppo economico.
3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti informa
immediatamente la Commissione europea delle misure adottate e delle
motivazioni di cui al comma 2.
4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adotta, nei
casi di cui al comma 2, provvedimenti conformi alle conclusioni
comunicate dalla Commissione europea.
5. Qualora risulti, anche su indicazione dell’Agenzia, di un
gestore dell’infrastruttura, di un’impresa ferroviaria, di un ente
appaltante o di un fabbricante, che determinate specifiche europee
utilizzate, direttamente o indirettamente, ai fini delle attivita’
regolate dalle direttive non soddisfano i requisiti essenziali, il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti richiede alla
Commissione europea l’attivazione della procedura di cui all’articolo
11.
6. Nei casi di irregolarita’ di cui all’articolo 12, comma 6, e
comunque in tutti i casi in cui risulti che il componente di
interoperabilita’ non e’ conforme ai requisiti essenziali o non e’
idoneo all’impiego, il fabbricante o il suo mandatario stabilito
nella Comunita’ o l’utilizzatore del componente provvedono alla sua
regolarizzazione ai sensi del presente decreto. Qualora la non
conformita’ persista si procede in conformita’ a quanto riportato ai
commi 2, 3 e 4.
7. I provvedimenti di cui ai commi 1, 2 e 4 sono motivati e
comunicati al fabbricante o ai suoi mandatari stabiliti nella
Comunita’ e all’utilizzatore, che sono tenuti a sostenere tutte le
spese conseguenti ai medesimi provvedimenti.

Capo IV Sottosistemi

Art. 14

Procedura di messa in servizio

1. Fatto salvo il Capo V, l’Agenzia autorizza la messa in servizio
dei sottosistemi strutturali, costitutivi del sistema ferroviario,
che sono installati o gestiti sul territorio nazionale, soltanto se
progettati, costruiti ed installati in modo da soddisfare i
pertinenti requisiti essenziali, nel momento in cui siano integrati
nel sistema ferroviario. L’Agenzia verifica in particolare la
compatibilita’ tecnica di tali sottosistemi con il sistema nel quale
vengono integrati e l’integrazione di tali sottosistemi in condizioni
di sicurezza, conformemente all’articolo 5, comma 4, del decreto
legislativo 10 agosto 2007, n. 162, e all’articolo 6, paragrafo 3,
della direttiva 2004/49/CE.
2. L’Agenzia verifica che, prima di essere messi in servizio, tali
sottosistemi rispettino, laddove applicabili, le prescrizioni delle
STI in fatto di gestione e manutenzione.
3. La verifica ha luogo successivamente alla messa in servizio di
detti sottosistemi, utilizzando le procedure di valutazione e di
verifica previste nelle pertinenti STI strutturali e funzionali:
a) per le infrastrutture, nell’ambito del rilascio e del
controllo delle autorizzazioni di sicurezza a norma dell’articolo 15
del decreto legislativo10 agosto 2007, n. 162;
b) per i veicoli, nell’ambito del rilascio e del controllo dei
certificati di sicurezza a norma dell’articolo 14 del decreto
legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

Note all’art. 14:
– Gli articoli 5, comma 4, 15 e 14 del decreto
legislativo 10 agosto 2007, n. 162, cosi’ recitano:
«4. L’Agenzia provvede affinche’ la responsabilita’ del
funzionamento sicuro del sistema ferroviario e del
controllo dei rischi che ne derivano incomba sui gestori
dell’infrastruttura e sulle imprese ferroviarie,
obbligandoli a mettere in atto le necessarie misure di
controllo del rischio, ove appropriato cooperando
reciprocamente, ad applicare le norme e gli standard di
sicurezza nazionali e ad istituire i Sistemi di gestione
della sicurezza.».
«Art. 14 (Certificati di sicurezza). – 1. Per avere
accesso all’infrastruttura ferroviaria, un’impresa
ferroviaria deve essere titolare di un certificato di
sicurezza che puo’ valere per l’intera rete ferroviaria o
soltanto per una parte delimitata. Scopo del certificato di
sicurezza e’ fornire la prova che l’impresa ferroviaria ha
elaborato un proprio sistema di gestione della sicurezza ed
e’ in grado di soddisfare i requisiti delle STI, di altre
pertinenti disposizioni della normativa comunitaria e delle
norme nazionali di sicurezza ai fini del controllo dei
rischi e del funzionamento sicuro sulla rete.
2. Il certificato di sicurezza comprende:
a) la certificazione che attesta l’accettazione del
sistema di gestione della sicurezza dell’impresa
ferroviaria, di cui all’art. 13 e all’allegato III;
b) la certificazione che attesta l’accettazione delle
misure adottate dall’impresa ferroviaria per soddisfare i
requisiti specifici necessari per la sicurezza del
funzionamento sulla rete in questione. I requisiti
includono l’applicazione delle STI e delle norme nazionali
di sicurezza, l’accettazione dei certificati del personale
e l’autorizzazione a mettere in servizio il materiale
rotabile usato dall’impresa ferroviaria. La certificazione
e’ basata sulla documentazione trasmessa dall’impresa
ferroviaria ai sensi dell’allegato IV.
3. L’Agenzia rilascia la certificazione di cui al comma
2, su richiesta del rappresentante legale, all’impresa
ferroviaria che inizia in Italia la propria attivita’
specificando il tipo e la portata delle attivita’
ferroviarie in oggetto. La certificazione di cui al comma
2, lettera a), e’ valida in tutto il territorio della
Comunita’ per le attivita’ di trasporto ferroviario
equivalenti.
4. L’Agenzia rilascia, all’impresa ferroviaria gia’ in
possesso di un certificato di sicurezza rilasciato da una
Autorita’ di sicurezza di un altro Stato membro della
Comunita’ europea e che intende effettuare servizi
supplementari di trasporto ferroviario, la certificazione
aggiuntiva necessaria a norma del comma 2, lettera b),
relativa alla rete italiana o parte della rete italiana
sulla quale intende effettuare il servizio.
5. Il certificato di sicurezza scade ogni cinque anni
ed e’ rinnovato a richiesta dell’impresa.
6. Il certificato di sicurezza e’ aggiornato
parzialmente o integralmente ogniqualvolta il tipo o la
portata delle attivita’ cambia in modo sostanziale. Il
titolare del certificato di sicurezza informa senza indugio
L’Agenzia in merito ad ogni modifica rilevante delle
condizioni che hanno consentito il rilascio della parte
pertinente del certificato. Il titolare notifica inoltre
all’Agenzia l’assunzione di nuove categorie di personale o
l’acquisizione di nuove tipologie di materiale rotabile.
7. L’Agenzia puo’ prescrivere la revisione della parte
pertinente del certificato di sicurezza in seguito a
modifiche sostanziali del quadro normativo sulla sicurezza.
8. Se ritiene che il titolare del certificato di
sicurezza non soddisfi piu’ le condizioni per la
certificazione che e’ stata rilasciata, l’Agenzia revoca la
parte a) e b) del certificato, motivando la propria
decisione. Parimenti l’Agenzia revoca il certificato di
sicurezza se risulta che il titolare del certificato stesso
non ne ha fatto l’uso previsto durante l’anno successivo al
rilascio dello stesso. Della revoca della certificazione
nazionale aggiuntiva o del certificato di sicurezza,
l’Agenzia informa l’Autorita’ preposta alla sicurezza dello
Stato membro che ha rilasciato la parte a) del certificato.
9. L’Agenzia notifica all’ERA entro un mese il
rilascio, il rinnovo, la modifica o la revoca dei
certificati di sicurezza di cui al comma 2, lettera a). La
notifica riporta la denominazione e la sede dell’impresa
ferroviaria, la data di rilascio, l’ambito di applicazione
e la validita’ del certificato di sicurezza e, in caso di
revoca, la motivazione della decisione.
10. Per il rilascio del certificato di sicurezza
l’Agenzia applica diritti commisurati ai costi sostenuti
per l’istruttoria, per le verifiche, per i controlli e per
le procedure di certificazione.
11. I certificati di sicurezza gia’ rilasciati alla
data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi
dell’art. 10 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,
restano validi sino al rilascio da parte dell’Agenzia del
certificato di cui al presente articolo da richiedersi a
cura del rappresentante legale dell’impresa ferroviaria
entro tre mesi, fatta salva l’applicabilita’ dei commi 8 e
9.».
«Art. 15 (Autorizzazione di sicurezza dei gestori
dell’infrastruttura). – 1. Per poter gestire e far
funzionare un’infrastruttura ferroviaria, il gestore
dell’infrastruttura, su richiesta del legale
rappresentante, deve ottenere un’autorizzazione di
sicurezza dall’Agenzia. L’Autorizzazione di sicurezza puo’
contenere limitazioni e/o prescrizioni per parti limitate
dell’infrastruttura. L’autorizzazione di sicurezza
comprende:
a) l’autorizzazione che attesta l’accettazione del
sistema di gestione della sicurezza del gestore
dell’infrastruttura di cui all’art. 13 e all’allegato III;
b) l’autorizzazione che attesta l’accettazione delle
misure adottate dal gestore dell’infrastruttura per
soddisfare i requisiti specifici necessari per la sicurezza
della progettazione, della manutenzione e del funzionamento
dell’infrastruttura ferroviaria, compresi, se del caso, la
manutenzione e il funzionamento del sistema di controllo
del traffico e di segnalamento.
2. L’autorizzazione di sicurezza scade ogni cinque anni
ed e’ rinnovata a richiesta del gestore
dell’infrastruttura. L’autorizzazione di sicurezza e’
aggiornata parzialmente o integralmente ogniqualvolta sono
apportate modifiche sostanziali all’infrastruttura, al
segnalamento o alla fornitura di energia ovvero ai principi
che ne disciplinano il funzionamento e la manutenzione. Il
titolare dell’autorizzazione di sicurezza informa senza
indugio l’Agenzia in merito ad ogni modifica apportata.
3. L’Agenzia puo’ prescrivere la revisione
dell’autorizzazione di sicurezza in seguito a modifiche
sostanziali del quadro normativo in materia di sicurezza.
4. Se ritiene che il titolare dell’autorizzazione di
sicurezza non soddisfi piu’ le pertinenti condizioni,
l’Agenzia preposta alla sicurezza revoca l’autorizzazione
motivando la propria decisione.
5. L’Agenzia notifica all’ERA entro un mese il
rilascio, il rinnovo, la modifica o la revoca delle
autorizzazioni di sicurezza. La notifica riporta la
denominazione e la sede del gestore dell’infrastruttura, la
data di rilascio, l’ambito di applicazione e la validita’
dell’autorizzazione di sicurezza e, in caso di revoca, la
motivazione della decisione.
6. Per il rilascio dell’autorizzazione di sicurezza
l’Agenzia applica diritti commisurati ai costi sostenuti
per l’istruttoria, per le verifiche, per i controlli e per
le procedure di certificazione.
7. I gestori per le infrastrutture gia’ esistenti ed
aperte al traffico ferroviario alla data di entrata in
vigore del presente decreto provvedono entro tre mesi a
richiedere il rilascio dell’autorizzazione di sicurezza. In
attesa del rilascio della stessa sono autorizzati a
proseguire la propria attivita’ fatta salva
l’applicabilita’ dei commi 4 e 5.».

Capo IV Sottosistemi

Art. 15

Libera circolazione dei sottosistemi

1. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 14, comma 1, non e’
consentito vietare, limitare od ostacolare la costruzione, la messa
in servizio e l’esercizio di sottosistemi di natura strutturale,
costitutivi del sistema ferroviario, che sono conformi ai requisiti
essenziali. In particolare, non possono esigersi verifiche che sono
gia’ state compiute:
a) nell’ambito della procedura concernente la dichiarazione CE di
verifica, i cui elementi sono indicati nell’allegato V, o in altri
Stati membri, prima o dopo l’entrata in vigore del presente decreto,
al fine di verificare la conformita’ con identici requisiti nelle
medesime condizioni operative;
b) in altri Stati membri, prima o dopo l’entrata in vigore della
presente direttiva, al fine di verificare la conformita’ con identici
requisiti nelle medesime condizioni operative.

Capo IV Sottosistemi

Art. 16

Conformita’ alle STI e alle norme nazionali

1. Si considerano interoperabili e conformi ai requisiti essenziali
ad essi applicabili i sottosistemi di natura strutturale, costitutivi
del sistema ferroviario, muniti della dichiarazione CE di verifica di
cui all’allegato V.
2. I gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie
assicurano, ciascuno per la propria parte di sistema, al momento in
cui i sottosistemi sono integrati nel sistema, la coerenza di tali
sottosistemi con il sistema nel quale vengono integrati.
3. I gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie
assicurano, ciascuno per la propria parte di sistema, la gestione e
il mantenimento dei sottosistemi conformemente ai relativi requisiti
essenziali, ricorrendo, a tale fine, alle procedure di valutazione e
di verifica previste nelle pertinenti STI strutturali e funzionali. I
gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie verificano, al
momento della messa in servizio e in seguito regolarmente, che i
sottosistemi siano gestiti e mantenuti conformemente ai requisiti
essenziali ad essi applicati.
4. La verifica dell’interoperabilita’, nel rispetto dei requisiti
essenziali, di un sottosistema di natura strutturale, costitutivo del
sistema ferroviario, e’ compiuta con riferimento alle STI, se
esistenti.
5. L’Agenzia predispone, per ogni sottosistema, un elenco delle
norme tecniche in uso per l’applicazione dei requisiti essenziali e
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti lo notifica alla
Commissione europea qualora non esista una STI pertinente oppure una
deroga sia stata notificata in applicazione dell’articolo 8 oppure un
caso specifico necessiti l’applicazione di norme tecniche non riprese
nella STI pertinente.
6. L’elenco e’ notificato ogni qualvolta e’ modificato l’elenco
delle norme tecniche, gia’ notificate conformemente all’articolo 16,
paragrafo 3, della direttiva 96/48/CE e all’articolo 16, paragrafo 3,
della direttiva 2001/16/CE oppure dopo che la deroga e’ stata
notificata oppure dopo la pubblicazione della STI in questione. In
tale occasione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
designa inoltre gli organismi incaricati di espletare, con
riferimento a tali norme tecniche, la procedura di verifica di cui
all’articolo 17.
7. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti rende
disponibile, su richiesta della Commissione europea, il testo
integrale delle norme notificate. Possono non essere notificate norme
e restrizioni di natura strettamente locale. In tale caso, di tali
norme e restrizioni deve essere fatto cenno nei registri
dell’infrastruttura di cui all’articolo 35.
8. L’Agenzia provvede a che le norme tecniche vincolanti siano
pubblicate e messe a disposizione di tutti i gestori delle
infrastrutture, delle imprese ferroviarie, dei richiedenti le
autorizzazioni di messa in servizio in un linguaggio chiaro che possa
essere compreso dalle parti interessate.

Note all’art. 16:
– Per le direttive 96/48/CE e 2001/16/CE si veda nelle
note alle premesse.

Capo IV Sottosistemi

Art. 17

Procedura per la redazione della dichiarazione «CE»
di verifica

1. Al fine di redigere la dichiarazione CE di verifica, il
richiedente invita l’organismo notificato di propria scelta, prima
che il sottosistema sia immesso in servizio, ad avviare la procedura
di verifica CE di cui all’allegato VI. Il richiedente puo’ essere
l’ente appaltante o il fabbricante o il rispettivo mandatario
stabilito nella Comunita’.
2. La procedura di verifica CE di un sottosistema, effettuata
dall’organismo notificato, inizia dalla fase di progettazione e
prosegue per tutto il periodo di costruzione fino alla fase di
omologazione, precedente l’entrata in servizio del sottosistema.
Detta procedura comprende anche la verifica delle interfacce del
sottosistema in questione rispetto al sistema in cui viene integrato,
sulla scorta delle informazioni disponibili nella STI pertinente e
nei registri di cui agli articoli 34 e 35.
3. L’ente appaltante o il suo mandatario stabilito nella Comunita’
che richiede a un organismo notificato di istruire la procedura di
verifica CE di un sottosistema strutturale mette a disposizione dello
stesso organismo la documentazione tecnica necessaria relativa alle
caratteristiche del sottosistema.
4. All’organismo notificato compete la preparazione della
documentazione tecnica di accompagnamento alla dichiarazione CE di
verifica di cui all’allegato VI. La documentazione tecnica contiene
tutti i documenti necessari relativi alle caratteristiche del
sottosistema, nonche’ eventualmente tutti i documenti che attestano
la conformita’ dei componenti di interoperabilita’. Essa contiene
altresi’ tutti gli elementi relativi alle condizioni e ai limiti di
utilizzazione, alle istruzioni di manutenzione, di sorveglianza
continua o periodica, di regolazione e riparazione.
5. L’organismo notificato puo’ rilasciare dichiarazioni intermedie
di verifica per coprire determinate fasi delle procedure di verifica
o determinate parti del sottosistema. In questo caso si applica la
procedura di cui all’allegato VI.
6. Se le STI pertinenti lo permettono, l’organismo notificato puo’
rilasciare certificati di conformita’ per una serie di sottosistemi o
talune loro parti.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza, nel
sistema ferroviario transeuropeo nazionale, un sottosistema
strutturale in modo difforme dalla sua destinazione e’ soggetto alla
sanzione amministrativa pecuniaria che puo’ variare fra 15.000 euro e
100.000 euro.

Capo IV Sottosistemi

Art. 18

Mancato rispetto dei requisiti essenziali da parte
dei sottosistemi

1. Se l’Agenzia, anche su segnalazione del gestore
dell’infrastruttura o delle imprese ferroviarie, constata che un
sottosistema in esercizio munito della dichiarazione CE di verifica,
corredata della documentazione tecnica, non soddisfa interamente le
disposizioni del presente decreto e in particolare i requisiti
essenziali, puo’ richiedere l’esecuzione di verifiche supplementari
con spese a carico dell’ente appaltante, informandone il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti informa senza
ritardo la Commissione europea delle richieste di verifica
supplementare di cui al comma 1, esponendone i motivi e precisando se
la non completa conformita’ alle disposizioni del presente derivi:
a) dal mancato rispetto dei requisiti essenziali o di una STI o
da una scorretta applicazione di una STI;
b) da una carenza di una STI. In questo caso si applica la
procedura di modifica della STI di cui all’articolo 6.

Capo IV Sottosistemi

Art. 19

Messa in servizio di sottosistemi esistenti a seguito
di rinnovo o ristrutturazione

1. In caso di rinnovo o di ristrutturazione di un sottosistema in
esercizio l’ente appaltante o il fabbricante depositano un fascicolo
con la descrizione del progetto presso l’Agenzia. L’Agenzia esamina
il fascicolo e, tenendo conto della strategia di attuazione indicata
nella STI applicabile, decide se l’importanza dei lavori giustifichi
la necessita’ di una nuova autorizzazione di messa in servizio ai
sensi del presente decreto. Tale autorizzazione enecessaria ogni
qualvolta il livello di sicurezza globale del sottosistema
interessato puo’ risentirne. L’Agenzia decide entro quattro mesi
dalla presentazione del dossier completo da parte del richiedente.
2. Qualora sia necessaria una nuova autorizzazione, l’Agenzia
decide in quale misura le STI debbano essere applicate al progetto e
lo comunica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che
notifica la decisione alla Commissione europea e agli altri Stati
membri, specificando:
a) il motivo per cui la o le STI non sono applicate
completamente;
b) le caratteristiche tecniche che si applicano in sostituzione
della STI;
c) gli organismi incaricati di applicare, nel caso di queste
caratteristiche, la procedura di verifica di cui all’articolo 17.

Capo V Veicoli

Art. 20

Autorizzazione di messa in servizio dei veicoli

1. Prima di essere usato su una rete, un veicolo e’ oggetto di
un’autorizzazione di messa in servizio da parte dell’Agenzia, salvo
disposizione contraria del presente capo.
2. Un veicolo conforme alle STI e’ autorizzato a norma degli
articoli 21 o 22.
3. Un veicolo non conforme alle STI e’ autorizzato a norma degli
articoli 23 o 24.
4. Un veicolo conforme a un tipo autorizzato e’ autorizzato a norma
dell’articolo 25.
5. L’Agenzia riconosce ogni autorizzazione rilasciata in qualunque
altro Stato membro, fermo restando il disposto degli articoli 22 e 24
concernenti le autorizzazioni complementari. Su indicazione
dell’Agenzia, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
chiarisce, attraverso specifiche disposizioni normative di attuazione
del presente decreto, da emanare con provvedimento di natura non
regolamentare, se siano necessarie ulteriori autorizzazioni ai sensi
delle pertinenti disposizioni dell’articolo 22 nel caso di veicoli
conformi alle STI o dell’articolo 24 nel caso di veicoli non
conformi.
6. Tutte le domande di autorizzazione di messa in servizio sono
oggetto di una decisione dell’Agenzia, a norma degli articoli 21 e 22
o degli articoli 23 e 24. L’autorizzazione di messa in servizio di
cui al comma 1 puo’ contemplare condizioni di utilizzazione ed altre
restrizioni.
7. Le decisioni negative dell’Agenzia rispetto alla messa in
servizio di un veicolo ferroviario sono debitamente motivate. Entro
un mese dalla ricezione della notifica della decisione negativa il
richiedente puo’ presentare all’Agenzia stessa una richiesta di
riesame per motivi debitamente comprovati. L’Agenzia dispone di un
termine di due mesi a partire dalla ricezione del ricorso per
confermare o revocare la propria decisione. Se la decisione negativa
e’ confermata, il richiedente puo’ chiedere all’Ufficio per la
regolazione dei servizi ferroviari che la decisione sia riesaminata
per motivi debitamente comprovati.
8. In assenza di una decisione ai sensi degli articoli 22, comma 7,
e 24, comma 5, da parte dell’Agenzia entro i termini prescritti, la
messa in servizio del veicolo ferroviario in questione si considera
autorizzata dopo che sia trascorso un periodo di tre mesi dalla
scadenza dei termini suddetti. Le autorizzazioni concesse in
applicazione del presente comma sono valide unicamente sulla rete per
la quale l’Agenzia non abbia provveduto entro i termini prescritti.
9. Nel caso in cui l’Agenzia intenda revocare un’autorizzazione di
messa in servizio da essa stessa rilasciata o un’autorizzazione in
possesso del richiedente a norma del comma 8, utilizza la procedura
di revisione dei certificati di sicurezza di cui all’articolo 14,
comma 8, del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.162, o, se
applicabile, la procedura di revisione delle autorizzazioni di
sicurezza di cui all’articolo 15, comma 4, del predetto decreto.
10. In caso di procedura di ricorso, l’Ufficio per la regolazione
dei servizi ferroviari puo’ richiedere all’ERA un parere ai sensi
dell’articolo 21, paragrafo 10, della direttiva.
11. Nel caso di veicoli che circolano dal territorio nazionale
verso un paese terzo o viceversa su una rete con scartamento diverso
da quello della rete ferroviaria principale della Comunita’ e per i
quali puo’ essere concessa una deroga a norma dell’articolo 8, comma
5, o che sono soggetti a casi specifici, le norme nazionali di cui
agli articoli 21 e 23 possono includere accordi internazionali nella
misura in cui essi sono compatibili con la normativa comunitaria.
12. Le autorizzazioni di messa in servizio rilasciate prima del 19
luglio 2008, comprese quelle rilasciate in virtu’ di accordi
internazionali, in particolare del regolamento internazionale
carrozze-RIC e del regolamento internazionale veicoli-RIV, restano
valide alle condizioni alle quali sono state rilasciate. Tale
disposizione prevale sugli articoli da 21 a 24.
13. L’Agenzia puo’ concedere autorizzazioni di messa in servizio
per una serie di veicoli, comunicando al richiedente la procedura da
seguire.
14. Le autorizzazioni alla messa in servizio rilasciate ai sensi
del presente articolo non inficiano le altre condizioni imposte alle
imprese ferroviarie e ai gestori d’infrastruttura per operare tali
veicoli sulla pertinente rete, a norma degli articoli 13, 14 e 15 del
decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

Note all’art. 20:
– Per gli articoli 14, comma 8 e 15, del decreto
legislativo 10 agosto 2007, n. 162, si veda nelle note
all’art. 14.
– L’art. 13, del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.
162, cosi’ recita:
«Art. 13 (Sistemi di gestione della sicurezza). – 1. I
gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie
elaborano i propri sistemi di gestione della sicurezza al
fine di garantire che il sistema ferroviario possa attuare
almeno i CST, sia conforme alle norme di sicurezza
nazionali, nonche’ ai requisiti di sicurezza contenuti
nelle STI e che siano applicati gli elementi pertinenti dei
CSM.
2. Il sistema di gestione della sicurezza definito in
dettaglio in allegato III, tenendo conto delle dimensioni e
della tipologia di attivita’ svolta, garantisce il
controllo di tutti i rischi connessi all’attivita’ dei
gestori dell’infrastruttura o delle imprese ferroviarie,
compresa la manutenzione, i servizi, la fornitura del
materiale e il ricorso ad imprese appaltatrici. Fatte salve
le vigenti norme in materia di responsabilita’, il sistema
di gestione della sicurezza tiene parimenti conto, ove
appropriato e ragionevole, dei rischi generati dalle
attivita’ di terzi.
3. Il sistema di gestione della sicurezza di ogni
gestore dell’infrastruttura tiene conto degli effetti delle
attivita’ svolte sulla rete dalle varie imprese ferroviarie
e provvede affinche’ tutte le imprese ferroviarie possano
operare nel rispetto delle STI e delle norme nazionali di
sicurezza e delle condizioni stabilite dai rispettivi
certificati di sicurezza. Tale sistema, inoltre, e’
concepito in modo tale da garantire il coordinamento delle
procedure di emergenza del gestore dell’infrastruttura con
quelle di tutte le imprese ferroviarie che operano sulla
sua infrastruttura.
4. Ogni anno, anteriormente al 30 giugno, tutti i
gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie
trasmettono all’Agenzia una relazione annuale sulla
sicurezza relativa all’anno precedente. La relazione
contiene almeno:
a) i dati relativi alle modalita’ di conseguimento
degli obiettivi di sicurezza interni e i risultati dei
piani di sicurezza;
b) l’elaborazione degli indicatori nazionali di
sicurezza e dei CSI di cui all’allegato I relativi al
soggetto che trasmette la relazione;
c) i risultati degli audit di sicurezza interni;
d) le osservazioni in merito alle carenze ed al
malfunzionamento delle operazioni ferroviarie e della
gestione dell’infrastruttura che possano rivestire un
interesse per l’Agenzia. L’Agenzia, qualora lo ritenga
necessario, puo’ richiedere ulteriori elementi riguardanti
i contenuti della relazione e ulteriori argomenti.».

Capo V Veicoli

Art. 21

Prima autorizzazione di messa in servizio
dei veicoli conformi alle STI

1. Il presente articolo si applica ai veicoli conformi alle STI
pertinenti in vigore alla data di messa in servizio, a condizione che
esse prevedano un numero sufficiente di requisiti essenziali e che le
STI applicabili al materiale rotabile siano entrate in vigore.
2. La prima autorizzazione e’ rilasciata dall’Agenzia secondo i
criteri seguenti:
a) quando tutti i sottosistemi strutturali di un veicolo sono
stati autorizzati conformemente alle disposizioni del capo IV,
l’autorizzazione e’ rilasciata senza ulteriori verifiche;
b) nel caso di veicoli provvisti di tutte le necessarie
dichiarazioni CE di verifica di cui all’articolo 17, i criteri che
l’Agenzia puo’ verificare per rilasciare l’autorizzazione di messa in
servizio possono riguardare solo:
1) la compatibilita’ tecnica fra i sottosistemi pertinenti del
veicolo e la loro integrazione in condizioni di sicurezza,
conformemente all’articolo 14, paragrafo 1;
2) la compatibilita’ tecnica fra il veicolo e la rete in
questione;
3) le norme nazionali applicabili ai punti in sospeso;
4) le norme nazionali applicabili ai casi specifici debitamente
identificati nelle STI pertinenti.

Capo V Veicoli

Art. 22

Autorizzazioni supplementari per la messa
in servizio dei veicoli conformi alle STI

1. La messa in servizio dei veicoli totalmente conformi a STI che
contemplano tutti gli aspetti dei sottosistemi pertinenti, senza casi
specifici o punti in sospeso strettamente attinenti alla
compatibilita’ tecnica fra il veicolo e la rete, non e’ soggetta ad
autorizzazioni supplementari, purche’ i veicoli circolino su reti
conformi alle STI negli altri Stati membri o alle condizioni
specificate nelle corrispondenti STI.
2. In caso di veicoli non menzionati al comma 1, messi in servizio
in un altro Stato membro ai sensi dell’articolo 21, l’Agenzia decide
se sul territorio italiano siano necessarie autorizzazioni
supplementari. In tale caso si applicano i commi da 3 a 7.
3. Il richiedente l’autorizzazione presenta all’Agenzia un
fascicolo relativo al veicolo o al tipo di veicolo, indicandone l’uso
previsto sulla rete. Il fascicolo contiene le seguenti informazioni:
a) l’attestazione che il veicolo e’ autorizzato ad essere messo
in servizio in un altro Stato membro conformemente all’articolo 21;
b) una copia del fascicolo tecnico di cui all’allegato VI. Cio’
include, per i veicoli dotati di dispositivi di registrazione dei
dati, informazioni sulla procedura di raccolta dei dati, che
consentono la lettura e la valutazione, sempre che tali dati non
siano armonizzati dalle corrispondenti STI;
c) i registri relativi alla manutenzione e, ove applicabile, alle
modifiche tecniche apportate al veicolo dopo l’autorizzazione;
d) l’attestazione delle caratteristiche tecniche ed operative che
dimostri che il veicolo e’ compatibile con le infrastrutture e con le
installazioni fisse, fra cui condizioni climatiche, sistema di
fornitura dell’energia, controllo-comando e sistema di segnalamento,
scartamento dei binari e sagoma dell’infrastruttura, carico assiale
massimo ammissibile e altri vincoli di rete.
4. I criteri che l’Agenzia verifica possono riguardare solo:
a) la compatibilita’ tecnica fra il veicolo e la rete in
questione incluse le norme nazionali applicabili ai punti in sospeso
necessarie per assicurare tale compatibilita’;
b) le norme nazionali applicabili ai casi specifici debitamente
identificati nelle STI pertinenti.
5. Per la verifica dei criteri di cui al comma 4, l’Agenzia puo’
esigere che le siano trasmesse informazioni complementari, che siano
effettuate analisi del rischio a norma del regolamento (CE) n.
352/2009 della Commissione, del 24 aprile 2009, relativo all’adozione
di un metodo comune di determinazione e di valutazione dei rischi di
cui all’articolo 6, paragrafo 3, lettera a), della direttiva
2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile
2004, o che siano effettuati collaudi sulla rete. Tuttavia, una volta
adottato il documento di riferimento di cui all’articolo 26 del
presente decreto l’Agenzia puo’ effettuare tale verifica solamente in
relazione alle norme nazionali appartenenti ai gruppi B o C di tale
documento.
6. L’Agenzia definisce, previa consultazione del richiedente
l’autorizzazione, la portata e il contenuto delle informazioni
complementari, delle analisi di rischio o dei collaudi richiesti. Il
gestore dell’infrastruttura, sentito il richiedente, si adopera con
ogni mezzo affinche’ eventuali collaudi siano effettuati entro tre
mesi dalla presentazione della sua domanda. Se del caso, l’Agenzia
adotta misure affinche’ i collaudi possano essere effettuati.
7. L’Agenzia decide in merito alle domande di autorizzazione di
messa in servizio presentate ai sensi del presente articolo senza
indugio e, al piu’ tardi:
a) entro due mesi dall’invio del fascicolo di cui al comma 3;
b) se del caso, entro un mese dall’invio delle informazioni
complementari richieste dall’Agenzia stessa;
c) se del caso, entro un mese dalla comunicazione dei risultati
dei collaudi richiesti dall’Agenzia stessa.

Note all’art. 22:
– Il regolamento (CE) n. 352/2009 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 29 aprile 2009, n. L 108.
– Per la direttiva 2004/49/CE, si veda nelle note alle
premesse.

Capo V Veicoli

Art. 23

Prima autorizzazione di messa in servizio
dei veicoli non conformi alle STI

1. Il presente articolo si applica ai veicoli non conformi alle STI
applicabili in vigore alla data di messa in servizio, inclusi i
veicoli oggetto di deroga, o quando un numero significativo dei
requisiti essenziali non sia stato previsto da una o piu’ STI.
2. La prima autorizzazione e’ valida soltanto sulla rete nazionale
ed e’ rilasciata dall’Agenzia secondo i criteri seguenti:
a) agli eventuali aspetti tecnici contemplati da una STI si
applica la procedura di verifica CE;
b) agli altri aspetti tecnici si applicano le norme nazionali
notificate a norma dell’articolo 16, comma 5, e dell’articolo 12 del
decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

Note all’art. 23:
– Il testo dell’art. 12 del decreto legislativo 10
agosto 2007, n. 162 (Attuazione delle direttive 2004/49/CE
e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle
ferrovie comunitarie), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
8 ottobre 2007, n. 234, S.O., cosi’ recita:
«Art. 12 (Norme nazionali di sicurezza). – 1. L’Agenzia
provvede affinche’ gli standard e le norme nazionali di
sicurezza siano pubblicate in un linguaggio chiaro e
accessibile agli interessati e messe a disposizione di
tutti i gestori dell’infrastruttura, delle imprese
ferroviarie, di chiunque richieda un certificato di
sicurezza e di chiunque richieda un’autorizzazione di
sicurezza.
2. L’Agenzia apporta, quando necessarie, le modifiche
agli standard ed alle norme di sicurezza nazionali.
3. L’Agenzia notifica le modifiche di cui al comma
precedente alla Commissione.
4. Qualora tali modifiche prescrivano livelli di
sicurezza superiori a quelli minimi definiti dai CST, o
comunque le norme riguardino l’attivita’ di imprese
ferroviarie di altri Stati membri sulla rete ferroviaria
italiana, l’Agenzia presenta tale progetto di norma alla
Commissione».

Capo V Veicoli

Art. 24

Autorizzazioni supplementari per la messa in servizio
dei veicoli non conformi alle STI

1. Per i veicoli autorizzati ad essere messi in servizio in uno
Stato membro a norma dell’articolo 20, comma 12, o dell’articolo 23,
l’Agenzia puo’ decidere, a norma del presente articolo, che per la
messa in servizio sul territorio nazionale sono necessarie
autorizzazioni supplementari.
2. Il richiedente l’autorizzazione presenta all’Agenzia un
fascicolo tecnico relativo al veicolo o al tipo di veicolo,
indicandone l’uso previsto sulla rete. Il fascicolo contiene le
seguenti informazioni:
a) l’attestazione che il veicolo e’ autorizzato ad essere messo
in servizio in un altro Stato membro e la documentazione relativa
alla procedura seguita per dimostrare che esso e’ conforme ai
requisiti vigenti in materia di sicurezza, comprese, se del caso,
informazioni sulle deroghe vigenti o concesse a norma dell’articolo
8;
b) i dati tecnici, il programma di manutenzione e le
caratteristiche operative; cio’ include, per i veicoli dotati di
dispositivi di registrazione dei dati, informazioni sulla procedura
di raccolta dei dati, che consentono la lettura e la valutazione,
cosi’ come previsto dall’articolo 20, comma 2, lettera c), del
decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162;
c) i registri relativi allo stato di servizio, alla manutenzione
e, ove necessario, alle modifiche tecniche apportate al veicolo dopo
l’autorizzazione;
d) attestazione delle caratteristiche tecniche ed operative che
dimostri che il veicolo e’ compatibile con le infrastrutture e con le
installazioni fisse, fra cui condizioni climatiche, sistema di
fornitura dell’energia, controllo-comando e sistema di segnalamento,
scartamento dei binari e sagoma dell’infrastruttura, carico assiale
massimo ammissibile e altri vincoli di rete.
3. I dati di cui al comma 2, lettere a) e b), non possono essere
contestati dall’Agenzia, a meno che questa non dimostri, senza
pregiudizio per l’articolo 15, l’esistenza di un serio rischio sotto
il profilo della sicurezza. Una volta adottato il documento di
riferimento di cui all’articolo 26, l’Agenzia non puo’ richiamarsi a
questo riguardo a una norma di cui al gruppo A di detto documento.
4. L’Agenzia puo’ esigere che le siano trasmesse informazioni
complementari, che siano effettuate analisi del rischio a norma del
regolamento (CE) n. 352/2009 della Commissione, del 24 aprile 2009,
relativo all’adozione di un metodo comune di determinazione e di
valutazione dei rischi di cui all’articolo 6, paragrafo 3, lettera
a), della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, o che siano effettuati collaudi sulla
rete per verificare la conformita’ degli elementi di cui al comma 2,
lettere c) e d), del presente articolo rispetto alle norme nazionali
vigenti che sono state notificate alla Commissione europea a norma
dell’articolo 12 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.162, o
dell’articolo 16 del presente decreto. Tuttavia, una volta adottato
il documento di riferimento di cui all’articolo 27 della direttiva,
l’Agenzia puo’ effettuare tale verifica solamente in relazione alle
norme nazionali appartenenti ai gruppi B o C elencati in detto
documento. L’Agenzia definisce, previa consultazione con il
richiedente l’autorizzazione, la portata e il contenuto delle
informazioni complementari, delle analisi di rischio o dei collaudi
richiesti. Il gestore dell’infrastruttura, in consultazione con il
richiedente, si adopera affinche’ gli eventuali collaudi siano
effettuati entro tre mesi dalla presentazione della domanda. Se del
caso, l’Agenzia adotta misure affinche’ i collaudi possano essere
effettuati.
5. L’Agenzia decide in merito alle domande di autorizzazione di
messa in servizio presentate ai sensi del presente articolo senza
indugio e, al piu’ tardi:
a) entro quattro mesi dall’invio della documentazione tecnica di
cui al comma 2;
b) se del caso, entro due mesi dall’invio delle informazioni
complementari o delle analisi del rischio richieste ai sensi del
comma 4;
c) se del caso, due mesi dopo la comunicazione dei risultati dei
collaudi richiesti ai sensi del comma 4.

Note all’art. 24:
– L’art. 20, comma 2, lettera c), del citato decreto
legislativo 10 agosto 2007, n. 162, cosi’ recita:
«2. Gli investigatori, nei limiti di quanto previsto
dalla normativa vigente e comunque previa espressa
autorizzazione dell’Autorita’ giudiziaria procedente, ove
l’attivita’ investigativa sia compiuta a seguito del
verificarsi di un fatto di reato, ed in collaborazione con
le Autorita’ stesse, possono quanto prima:
a) -b) (omissis);
c) acquisire e utilizzare il contenuto dei
registratori di bordo e delle apparecchiature di
registrazione dei messaggi verbali e la registrazione dei
dati di funzionamento del sistema di segnalamento e
controllo del traffico;».
– Per il regolamento (CE) 352/2009 si veda nelle note
all’art. 22.
– Per la direttiva 2004/49/CE si veda nelle note alle
premesse.
– Per l’art. 12 del decreto legislativo 10 agosto 2007,
n. 162, si veda nelle note all’art. 23.

Capo V Veicoli

Art. 25

Autorizzazione di tipi di veicoli

1. L’Agenzia puo’ rilasciare autorizzazioni di tipi di veicoli. Se
l’Agenzia autorizza un veicolo, autorizza allo stesso tempo il tipo
di veicolo.
2. L’Agenzia autorizza un veicolo conforme ad un tipo da essa gia’
autorizzato sulla base di una dichiarazione di conformita’ a tale
tipo presentata dal richiedente senza ulteriori verifiche. Tuttavia
qualora siano modificate le pertinenti disposizioni delle STI o delle
norme nazionali in base alle quali un tipo di veicolo e’ stato
autorizzato, l’Agenzia decide se le autorizzazioni gia’ rilasciate
restano valide o se devono essere rinnovate. I criteri che l’Agenzia
verifica in caso di rinnovo dell’autorizzazione del tipo di veicoli
possono riguardare solo le norme modificate. Il rinnovo
dell’autorizzazione del tipo di veicoli non interessa le
autorizzazioni di veicoli gia’ rilasciate in base a tipi
precedentemente autorizzati.
3. La dichiarazione di conformita’ al tipo e’ redatta,
conformemente al modello adottato dalla Commissione europea, secondo
le:
a) procedure di verifica delle pertinenti STI per i veicoli
conformi alle STI;
b) procedure di verifica definite nei moduli D o E della
decisione 93/465/CEE, per i veicoli non conformi alle STI ovvero
secondo una procedura di verifica appositamente adottata dalla
Commissione europea.
4. Il richiedente puo’ chiedere un’autorizzazione di un tipo in
piu’ Stati membri contemporaneamente. In tal caso l’Agenzia coopera
con le autorita’ nazionali di sicurezza degli stati membri
interessati al fine di semplificare la procedura e di ridurre al
minimo gli sforzi amministrativi.
5. L’Agenzia comunica all’ERA le autorizzazioni di tipo rilasciate,
ai fini della registrazione nel registro europeo dei tipi di veicoli
autorizzati di cui all’articolo 34.

Note all’art. 25:
– Per la decisione 93/465/CEE si veda nelle note
all’art. 2.

Capo V Veicoli

Art. 26

Classificazione delle norme nazionali

1. Per facilitare lo svolgimento della procedura di autorizzazione
di messa in servizio dei veicoli di cui agli articoli 22 e 24,
l’Agenzia classifica le norme nazionali come previsto all’allegato
VII.

Capo VI Organismi notificati

Art. 27

Organismi notificati

1. Il Ministero dello sviluppo economico notifica alla Commissione
europea ed agli altri Stati membri gli organismi incaricati della
procedura di valutazione della conformita’ o dell’idoneita’
all’impiego di cui all’articolo 12 e della procedura di verifica di
cui all’articolo 17, indicando per ciascuno di essi il settore di
competenza ed il numero di identificazione ottenuto previamente dalla
stessa Commissione europea.
2. Gli organismi che intendono essere notificati in uno o piu’
settori dell’interoperabilita’, ai fini dello svolgimento delle
valutazioni di cui agli articoli 12 e 17, devono dimostrare il
possesso dei requisiti di cui all’allegato VIII. Gli organismi, in
particolare, devono dimostrare la qualificazione dei laboratori di
cui intendono avvalersi e dei quali devono garantire la piena
idoneita’ e rispondenza ai requisiti.
3. La domanda per il riconoscimento ai fini della notifica e’
presentata secondo lo schema di cui all’allegato X.
4. Ai fini del riconoscimento dell’organismo, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti provvede all’istruttoria per la
verifica dei requisiti previsti dall’allegato VIII. Per tale verifica
e’ preventivamente condotta l’analisi della documentazione prevista
dall’allegato X; qualora la stessa risulti completa e conforme e’
disposta almeno una successiva verifica ispettiva estesa anche ai
laboratori di prova di cui l’organismo dichiara di avvalersi.
5. La verifica ispettiva presso la sede dell’organismo candidato
accerta l’esistenza dei requisiti minimi previsti dall’allegato VIII,
nonche’ l’attuazione della struttura organizzativa e l’adozione di
adeguate procedure di funzionamento correlate agli stessi requisiti.
La verifica ispettiva inoltre accerta l’adozione da parte
dell’organismo delle procedure di qualificazione dei laboratori
preposti alle prove, che devono operare in conformita’ alle norme
della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025, e successive modificazioni.
6. I laboratori dei quali l’organismo dichiara di avvalersi
dispongono di personale, attrezzature e competenze in conformita’
alle norme della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025 e successive
modificazioni, nonche’, per le prove in campo ferroviario rientranti
nei settori di cui all’allegato XI, dispongono di personale,
attrezzature e competenze specifiche indicate nell’allegato XII.
7. L’Organismo notificato che ha dichiarato di avvalersi di
laboratori preposti alle prove dei sottosistemi che richiedono
interventi sulle linee ferroviarie e sui veicoli, definisce le
procedure necessarie a garantire la sicurezza delle prove e del
personale. In tale caso l’organismo notificato dispone di personale
abilitato alla protezione dei cantieri di lavoro.
8. Il grado di approfondimento della verifica ispettiva tiene conto
dell’eventuale accreditamento dell’organismo in conformita’ alle
norme applicabili della serie UNI CEI EN 45000, e successive
modificazioni, relative alle organizzazioni preposte alle attivita’
di certificazione e ispezione.
9. L’esito della verifica e’ motivatamente comunicato al
richiedente entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione
della domanda, fermo restando che i termini di cui sopra si intendono
interrotti in caso di richieste di integrazione.

Capo VI Organismi notificati

Art. 28

Sospensione e revoca

1. Il riconoscimento e’ sospeso, con apposito provvedimento, per un
periodo da uno a sei mesi quando sono accertate gravi o ripetute
irregolarita’ da parte dell’organismo notificato nell’attivita’ di
valutazione o verifica ovvero qualora dall’attivita’ di vigilanza
emerga il venire meno dei requisiti prescritti.
2. Decorso il termine di cui al comma 1, il provvedimento di
sospensione e’ ritirato a seguito dell’accertata rimozione delle
irregolarita’ o carenze.
3. Il riconoscimento e’ revocato, con apposito provvedimento, nel
caso in cui l’organismo notificato non ottempera, con le modalita’ e
i tempi indicati, a quanto stabilito nel provvedimento di
sospensione.
4. I provvedimenti relativi alla sospensione e revoca sono
comunicati all’organismo notificato, alla Commissione europea e agli
altri Stati membri.
5. Nel caso in cui l’organismo notificato, del quale e’ accertato
il mancato soddisfacimento di uno o piu’ requisiti previsti
all’allegato VIII, sia stato notificato da un altro Stato membro, il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ne informa la
Commissione europea.

Capo VI Organismi notificati

Art. 29

Rinnovo

1. Il riconoscimento ai fini della notifica ha durata quinquennale
ed e’ rinnovato a richiesta dell’organismo notificato interessato.
2. Ai fini del rinnovo, l’organismo notificato deve presentare, con
almeno sei mesi di anticipo rispetto alla data di scadenza, la
relativa domanda in conformita’ all’articolo 27.
3. La domanda di rinnovo segue il procedimento previsto per il
primo riconoscimento, concludendosi con il rilascio di un nuovo
provvedimento di riconoscimento, qualora sussistano le condizioni
richieste, ovvero con il diniego motivato in caso di esito negativo.

Capo VI Organismi notificati

Art. 30

Attivita’ di vigilanza

1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti vigila sulle
attivita’ degli organismi notificati ai sensi del presente decreto,
adottando idonei provvedimenti ispettivi, di propria iniziativa
ovvero su richiesta dei soggetti preposti all’utilizzo dei
sottosistemi o dei componenti, anche mediante verifiche a campione
delle certificazioni rilasciate. A tale fine gli organismi notificati
comunicano ogni anno alla suddetta amministrazione le certificazioni
emesse, allegando i rapporti sulle prove effettuate dai laboratori,
oltre ogni altra utile informazione richiesta circa le attivita’
svolte.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dispone, con
periodicita’ almeno annuale per ciascun soggetto, visite di vigilanza
presso gli organismi notificati e ove ritenuto necessario presso i
laboratori di cui essi si avvalgono, al fine di verificare la
sussistenza dei requisiti previsti e la regolarita’ delle operazioni
svolte.

Capo VI Organismi notificati

Art. 31

Disposizioni relative alle spese
in materia di organismi notificati

1. Ai sensi dell’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, e
dell’articolo 9 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le spese relative
alle procedure finalizzate al riconoscimento degli organismi
notificati di cui all’articolo 27, quelle relative alle successive
visite di vigilanza e per il rinnovo della notifica sono a carico
degli organismi stessi, non pubblici.
2. Le spese relative ai controlli sull’attivita’ svolta dagli
organismi notificati, sono a carico di tutti gli organismi medesimi,
non pubblici.
3. Le suddette spese sono determinate sulla base dei costi
effettivi dei servizi resi e degli oneri relativi alle prestazioni ed
ai controlli. Sono a carico degli organismi gli oneri relativi alle
spese di missione del personale incaricato delle visite.
4. Con uno o piu’ decreti del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, sono determinate, ed aggiornate ogni due anni,
le tariffe relative ai costi effettivamente sostenuti per le
attivita’ di cui ai commi 1 e 2 e le modalita’ di versamento di tali
proventi all’entrata del bilancio dello Stato e di successiva
rassegnazione, nei limiti previsti dalla legislazione vigente, agli
stati di previsione della spesa dei Ministeri competenti.

Note all’art. 31:
– L’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 1996, n.
34, S.O., cosi’ recita:
«Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per
essere successivamente riassegnati, con decreto del
Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri
interessati sui capitoli destinati al funzionamento dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai citati commi e per l’effettuazione dei controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione temporanea a
titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i
distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.».
– L’art. 9 della legge 4 febbraio 2005, n. 11,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2005,
n. 37, cosi’ recita:
«Art. 9 (Contenuti della legge comunitaria). – 1. Il
periodico adeguamento dell’ordinamento nazionale
all’ordinamento comunitario e’ assicurato dalla legge
comunitaria annuale, che reca:
a) disposizioni modificative o abrogative di
disposizioni statali vigenti in contrasto con gli obblighi
indicati all’art. 1;
b) disposizioni modificative o abrogative di
disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di
infrazione avviate dalla Commissione delle Comunita’
europee nei confronti della Repubblica italiana;
c) disposizioni occorrenti per dare attuazione o
assicurare l’applicazione degli atti del Consiglio o della
Commissione delle Comunita’ europee di cui alle lettere a)
e c) del comma 2 dell’art. 1, anche mediante il
conferimento al Governo di delega legislativa;
d) disposizioni che autorizzano il Governo ad attuare
in via regolamentare le direttive, sulla base di quanto
previsto dall’art. 11;
e) disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai
trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni
esterne dell’Unione europea;
f) disposizioni che individuano i principi fondamentali
nel rispetto dei quali le regioni e le province autonome
esercitano la propria competenza normativa per dare
attuazione o assicurare l’applicazione di atti comunitari
nelle materie di cui all’art. 117, terzo comma, della
Costituzione;
g) disposizioni che, nelle materie di competenza
legislativa delle regioni e delle province autonome,
conferiscono delega al Governo per l’emanazione di decreti
legislativi recanti sanzioni penali per la violazione delle
disposizioni comunitarie recepite dalle regioni e dalle
province autonome;
h) disposizioni emanate nell’esercizio del potere
sostitutivo di cui all’art. 117, quinto comma, della
Costituzione, in conformita’ ai principi e nel rispetto dei
limiti di cui all’art. 16, comma 3.
2. Gli oneri relativi a prestazioni e controlli da
eseguire da parte di uffici pubblici, ai fini
dell’attuazione delle disposizioni comunitarie di cui alla
legge comunitaria per l’anno di riferimento, sono posti a
carico dei soggetti interessati, secondo tariffe
determinate sulla base del costo effettivo del servizio,
ove cio’ non risulti in contrasto con la disciplina
comunitaria. Le tariffe di cui al precedente periodo sono
predeterminate e pubbliche.
2-bis. Le entrate derivanti dalle tariffe determinate
ai sensi del comma 2 sono attribuite, nei limiti previsti
dalla legislazione vigente, alle amministrazioni che
effettuano le prestazioni e i controlli, mediante
riassegnazione ai sensi del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, n. 469.».

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 32

Sistema di numerazione dei veicoli

1. Qualsiasi veicolo messo in servizio nel sistema ferroviario
della Comunita’ reca un numero europeo del veicolo – NEV, che gli e’
attribuito al rilascio della prima autorizzazione di messa in
servizio.
2. Il richiedente la prima autorizzazione e’ parimenti responsabile
di apporre sul veicolo il NEV che e’ stato ad esso attribuito.
3. Il NEV e’ indicato nella STI concernente l’esercizio e la
gestione del traffico.
4. Ad ogni veicolo e’ attribuito un solo NEV, salvo disposizione
contraria della STI concernente l’esercizio e la gestione del
traffico.
5. In deroga al comma 1, nel caso di veicoli utilizzati o destinati
ad essere utilizzati da o verso paesi non appartenenti all’Unione
europea il cui scartamento e’ diverso da quello della rete
ferroviaria principale della Comunita’, l’Agenzia puo’ accettare
veicoli chiaramente identificati in base a un sistema di codifica
diverso.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 33

Registro nazionale dei veicoli

1. L’Agenzia assicura che a seguito dell’autorizzazione alla messa
in servizio di qualsiasi veicolo venga attribuito ad esso un codice
di identificazione alfanumerico – NEV.
2. Il codice deve essere apposto su ciascun veicolo e figurare in
un registro di immatricolazione nazionale istituito presso la
medesima Agenzia che soddisfa i seguenti criteri:
a) rispetta le specifiche comuni definite al comma 3;
b) e’ accessibile alle autorita’ preposte alla sicurezza e agli
organismi investigativi comunitari designati a norma degli articoli 6
e 18 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.162, nonche’, per
qualsiasi richiesta legittima, agli organismi di regolamentazione di
cui all’articolo 30 della direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 26 febbraio 2001, all’imposizione dei diritti
per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria e alla certificazione
di sicurezza, nonche’ all’ERA, alle imprese ferroviarie e ai gestori
delle infrastrutture e alle persone o organizzazioni che
immatricolano veicoli o che figurano nel registro.
3. Le specifiche comuni del registro sono adottate secondo
procedure definite a livello comunitario. Questi progetti di
specifiche includono: il contenuto, il formato dei dati,
l’architettura funzionale e tecnica, le modalita’ operative, incluse
le modalita’ per lo scambio di dati, le norme per l’introduzione e la
consultazione dei dati. Per ciascun veicolo il registro deve
contenere almeno le seguenti informazioni:
a) il NEV;
b) estremi della dichiarazione CE di verifica e dell’organismo
che l’ha rilasciata;
c) estremi del registro europeo dei tipi di veicoli autorizzati
indicato all’articolo 34;
d) generalita’ del proprietario del veicolo o del suo detentore;
e) eventuali restrizioni relative al regime di esercizio del
veicolo;
f) soggetto responsabile della manutenzione.
4. Il titolare dell’immatricolazione comunica immediatamente
all’Agenzia qualsiasi modifica dei dati trascritti nel registro di
immatricolazione nazionale, la rottamazione del veicolo o la
decisione di rinunciare all’immatricolazione dello stesso.
5. Nelle more della realizzazione del collegamento tra i registri
di immatricolazione nazionali degli Stati membri, l’Agenzia aggiorna
il proprio registro inserendovi le modifiche apportate da un’altra
Autorita’ nazionale di sicurezza, limitatamente ai dati che lo
riguardano.
6. Nel caso di veicoli messi in servizio per la prima volta in un
paese non appartenente all’Unione europea, e autorizzati dall’Agenzia
per la messa in servizio nel territorio italiano, l’Agenzia assicura
che i dati elencati al comma 3, lettere d), e) ed f), possano essere
rintracciabili tramite il registro di immatricolazione nazionale. I
dati di cui al comma 3, lettera f), possono essere sostituiti da dati
critici in materia di sicurezza relativi al piano di manutenzione.

Note all’art. 33:
-Gli articoli 6 e 18 del citato decreto legislativo 10
agosto 2007, n. 162, cosi’ recitano:
«Art. 6 (Compiti dell’Agenzia). – 1. L’Agenzia e’
preposta alla sicurezza del sistema ferroviario nazionale.
In tale ambito, l’Agenzia svolge i compiti e le funzioni
previste dalla direttiva 2004/49/CE con poteri di
regolamentazione tecnica di settore e detta, in conformita’
con le disposizioni comunitarie e con quelle assunte
dall’Agenzia europea per la sicurezza delle ferrovie di cui
al regolamento CE/881/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004, i principi ed i criteri
necessari per la sicurezza della circolazione ferroviaria.
2. L’Agenzia e’ incaricata di svolgere i seguenti
compiti:
a) definire il quadro normativo in materia di
sicurezza, proponendone il necessario riordino, ed emanare
anche su proposta dei Gestori delle infrastrutture e delle
Imprese ferroviarie, le norme tecniche e gli standard di
sicurezza e vigilare sulla loro applicazione;
b) controllare, promuovere e, se del caso imporre, le
disposizioni e l’emanazione delle prescrizioni di esercizio
da parte dei Gestori delle Infrastrutture e delle Imprese
ferroviarie, in coerenza con il quadro normativo nazionale
di cui alla lettera a);
c) stabilire i principi e le procedure e la
ripartizione delle competenze degli operatori ferroviari in
ordine all’emanazione delle disposizioni di cui alla
lettera b);
d) autorizzare la messa in servizio di sottosistemi di
natura strutturale costitutivi del sistema transeuropeo ad
alta velocita’ e convenzionale a norma dell’art. 14 della
direttiva 96/48/CE e successive modificazioni e della
direttiva 2001/16/CE del 19 marzo 2001, e successive
modificazioni ed in conformita’ ai pertinenti requisiti
essenziali;
e) verificare l’applicazione delle disposizioni e
prescrizioni tecniche relativamente al funzionamento ed
alla manutenzione;
f) verificare che i componenti di interoperabilita’
siano conformi con i requisiti essenziali a norma dell’art.
10 della direttiva 96/48/CE e successive modificazioni e
della direttiva 2001/16/CE del 19 marzo 2001 e successive
modificazioni;
g) autorizzare la messa in servizio di materiale
rotabile e degli altri sottosistemi di natura strutturale
nuovi o sostanzialmente modificati, non ancora oggetto di
una STI o parzialmente coperti dalle STI sulla base delle
dichiarazioni di verifica CE e dei certificati di
omologazione;
h) emettere il certificato di omologazione di un
prodotto generico, di un’applicazione generica o di un
componente dopo aver verificato le attivita’ effettuate dal
Verificatore Indipendente di Sicurezza prescelto dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunita’,
dall’ente appaltante, dall’impresa ferroviaria o dal
gestore dell’infrastruttura interessato;
i) rilasciare, rinnovare, modificare e revocare i
pertinenti elementi che compongono i certificati di
sicurezza e le autorizzazioni di sicurezza rilasciati a
norma degli articoli 14 e 15 e controllare che ne siano
soddisfatti le condizioni e i requisiti e che i gestori
dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie operino
conformemente ai requisiti del diritto comunitario o
nazionale;
l) verificare che il materiale rotabile sia debitamente
immatricolato e che le informazioni in materia di sicurezza
contenute nei registri dell’infrastruttura e del materiale
rotabile, istituiti a norma dell’art. 24 della direttiva
2001/16/CE e successive modificazioni, siano precise ed
aggiornate;
m) istituire e aggiornare il registro di
immatricolazione nazionale del materiale rotabile
autorizzato ad essere messo in servizio;
n) compiere attivita’ di studio, ricerca,
approfondimento in materia di sicurezza del trasporto
ferroviario, anche recependo indicazioni emergenti dalle
indagini e dalle procedure svolte dall’organismo
investigativo sugli incidenti e gli inconvenienti
ferroviari per il miglioramento della sicurezza; svolgere
attivita’ di consultazione in materia di sicurezza
ferroviaria a favore di pubbliche amministrazioni e
attivita’ propositiva anche nei confronti del Parlamento in
vista della approvazione di norme di legge atte a garantire
livelli piu’ elevati di sicurezza delle ferrovie;
o) formulare proposte e osservazioni relative a
problemi della sicurezza ferroviaria ad ogni soggetto od
autorita’ competenti;
p) impartire ai gestori delle infrastrutture ed alle
imprese ferroviarie direttive, raccomandazioni in materia
di sicurezza, nonche’ in ordine agli accorgimenti e
procedure necessarie ed utili al perseguimento della
sicurezza ferroviaria;
q) collaborare, nel rispetto delle rispettive funzioni,
con l’Agenzia ferroviaria europea per lo sviluppo di
obiettivi comuni di sicurezza e di metodi comuni di
sicurezza per consentire una progressiva armonizzazione
delle norme nazionali, coordinandosi con tale Agenzia in
vista dell’adozione delle misure di armonizzazione e
monitoraggio dell’evoluzione della sicurezza ferroviaria
europea;
r) qualificare i Verificatori indipendenti di sicurezza
per i processi di omologazione.
3. Le attivita’ di cui al comma 2 non possono essere
trasferite o appaltate ad alcun gestore
dell’infrastruttura, impresa ferroviaria o Ente appaltante.
4. Per lo svolgimento dei propri compiti l’Agenzia puo’
chiedere in qualsiasi momento l’assistenza tecnica di
Gestori delle infrastrutture e Imprese ferroviarie o altri
organismi qualificati. Gli eventuali costi derivanti
rientrano nelle spese di funzionamento dell’Agenzia di cui
all’art. 26.
5. L’Agenzia collabora con le istituzioni pubbliche
preposte alla regolazione economica del settore.».
«Art. 18 (Organismo investigativo). – 1. Presso il
Ministero dei trasporti, quale risultante dall’applicazione
dell’art. 1, comma 23, del decreto-legge 18 maggio 2006, n.
181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2006, n. 233, e dell’art. 1, commi 404 e seguenti, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e’ istituito l’Organismo
investigativo permanente, costituito da una nuova direzione
generale per le investigazioni ferroviarie, articolata in
uffici dirigenziali di seconda fascia, istituita con
regolamento adottato ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis
della legge 23 agosto 1988, n. 400. Il responsabile
dell’Organismo investigativo e’ il direttore generale della
suddetta direzione. L’incarico di direttore generale per le
investigazioni ferroviarie e’ conferito, per tre anni, ai
sensi dell’art. 19, comma 4, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165.
2. L’Organismo investigativo assolve i propri compiti
in piena autonomia funzionale. Al fine di garantire la
piena autonomia funzionale la Direzione generale e’ posta
alle dirette dipendenze del Ministro e non rientra ne’ tra
gli uffici di diretta collaborazione ne’ e’ sottoposta ai
dipartimenti. Gli investigatori incaricati godono delle
garanzie di indipendenza necessarie disciplinate con
decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze nel rispetto delle
disposizioni comunitarie.
3. Il Ministro dei trasporti provvede, con proprio
decreto, ad attribuire le relative competenze agli uffici
della direzione generale utilizzando posti di funzione
dirigenziale non generale gia’ esistenti nell’ambito del
Ministero senza nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio dello Stato.
4. Ferme restando le specifiche competenze del Nucleo
investigativo antincendi del Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco, l’Organismo investigativo puo’ avvalersi, entro i
limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, anche dei
corpi tecnici dello Stato e di altre organizzazioni
specializzate sulla base di apposite convenzioni.
L’Organismo investigativo istituisce un elenco di esperti
in materia di tecnica e normativa ferroviaria indipendenti
dai Gestori dell’infrastruttura, dalle Imprese ferroviarie
e dall’Agenzia, anche esterni all’Amministrazione, che, in
caso di incidenti, incidenti gravi ed inconvenienti,
possano essere individuati per svolgere il ruolo di
Investigatori Incaricati. Gli esperti esterni possono
provenire dall’Universita’, dal Genio ferrovieri o avere
maturato esperienze specifiche quali ex dipendenti del
Ministero dei trasporti, di Imprese ferroviarie, Gestori
delle infrastrutture, Aziende costruttrici, Enti notificati
o Verificatori indipendenti di sicurezza.».
– Per la direttiva 2001/14/CE si veda nelle note alle
premesse.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 34

Registro europeo dei tipi di veicoli autorizzati

1. In caso di concessione, modifica, sospensione o revoca di
un’autorizzazione del tipo, l’Agenzia informa l’ERA affinche’ questa
possa aggiornare il registro europeo dei tipi di veicoli autorizzati,
istituito ai sensi dell’articolo 34 della direttiva.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 35

Registro dell’infrastruttura

1. L’Agenzia provvede alla pubblicazione di un registro
dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ed all’aggiornamento dello
stesso con la periodicita’ stabilita dall’ERA ai sensi dell’articolo
35, paragrafo 2, della direttiva. Il registro riporta, per ciascun
sottosistema o parte di sottosistema interessati, le caratteristiche
principali e la loro concordanza con le caratteristiche prescritte
dalle STI applicabili. A tal fine, ciascuna STI indica con precisione
le informazioni che debbono figurare nel registro
dell’infrastruttura.
2. Ai fini di cui al comma 1, i gestori dell’infrastruttura
provvedono a pubblicare il registro dell’infrastruttura di
competenza, con la periodicita’ stabilita dall’Agenzia, aggiornandolo
ogni volta si renda necessario ed a metterlo a disposizione
dell’Agenzia stessa per gli adempimenti conseguenti.
3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le altre
amministrazioni interessate possono accedere ai dati relativi ai
registri di cui ai commi 1 e 2.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 36

Abrogazioni

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogati:
a) il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 163;
b) l’articolo 9 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162;
c) il decreto del Ministro dei trasporti 11 dicembre 2007 di
attuazione della direttiva 2007/32/CE.
2. Restano validi i provvedimenti adottati ai sensi dei citati
decreti legislativi.

Note all’art. 36:
– Per il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 163, si
veda nelle note alle premesse.
– L’art. 9 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n.
162, abrogato dal presente decreto, recava: «Messa in
servizio in Italia del materiale rotabile gia’ in servizio
in altro Stato membro dell’Unione europea».
– Il decreto del Ministro dei trasporti 11 dicembre
2007, abrogato dal presente decreto, e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 14 febbraio 2008, n. 38.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 37

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente decreto non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
2. Le Amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei
compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Art. 38

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 8 ottobre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Ronchi, Ministro per le politiche europee

Matteoli, Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti

Frattini, Ministro degli affari esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e delle
finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione

Romani, Ministro dello sviluppo economico

Sacconi, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato I

AMBITO DI APPLICAZIONE

1. Sistema ferroviario transeuropeo convenzionale
1.1. Rete
La rete del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale e’ quella
delle linee convenzionali della rete transeuropea dei trasporti
individuate nella decisione n. 1692/96/CE.
Tale rete puo’ essere suddivisa secondo le categorie seguenti:
– linee previste per il traffico «passeggeri»,
– linee previste per il traffico misto (passeggeri e merci),
– linee specialmente concepite o adattate per il traffico «merci»,
– nodi «passeggeri»,
– nodi merci, compresi i terminali intermodali,
– linee di collegamento degli elementi sopra elencati.

La rete di cui sopra comprende i sistemi di gestione del traffico, di
posizionamento e di navigazione: gli impianti tecnici di elaborazione
dati e di telecomunicazione previsti per il trasporto di passeggeri
su lunga distanza e il trasporto di merci su tale rete, al fine di
garantire un esercizio sicuro e armonioso della rete e una gestione
efficace del traffico.

1.2. Veicoli
Il sistema ferroviario transeuropeo convenzionale comprende tutti i
veicoli atti a circolare su tutta o parte della rete ferroviaria
transeuropea convenzionale, compresi:
– treni automotori termici o elettrici,
– macchine di trazione termiche o elettriche,
– vetture passeggeri,
– carri merci, compresi i veicoli progettati per il trasporto di
autocarri.

Il materiale di costruzione e di manutenzione delle infrastrutture
ferroviarie mobili puo’ essere incluso.
Ciascuna di tali categorie puo’ essere suddivisa in:
– veicoli ad uso internazionale;
– veicoli ad uso nazionale.

2. Sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’
2.1. Rete
La rete del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’ e’
quella delle linee ad alta velocita’ della rete transeuropea dei
trasporti individuate nella decisione n. 1692/96/CE.
Le linee ad alta velocita’ comprendono:
– le linee appositamente costruite per l’alta velocita’, attrezzate
per velocita’ generalmente pari o superiori a 250 km/h,
– le linee appositamente adattate per l’alta velocita’, attrezzate
per velocita’ dell’ordine di 200 km/h,
– le linee appositamente adattate per l’alta velocita’, aventi
carattere specifico a causa di vincoli topografici o relativi al
rilievo o all’ambiente urbano, la cui velocita’ deve essere
adeguata caso per caso. Questa categoria comprende anche le linee
di interconnessione fra le reti ad alta velocita’ e quelle
convenzionali, gli attraversamenti delle stazioni, gli accessi ai
terminal, ai depositi ecc. che sono percorsi a velocita’
convenzionale dal materiale rotabile ad alta velocita’.

La rete di cui sopra comprende i sistemi di gestione del traffico, di
posizionamento e di navigazione, gli impianti tecnici di elaborazione
dati e di telecomunicazione previsti per il trasporto su queste
linee, al fine di garantire un esercizio sicuro e armonioso della
rete e una gestione efficace del traffico.

2.2. Veicoli
Il sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’ comprende i
veicoli progettati per circolare:
– ad una velocita’ di almeno 250 km/h sulle linee appositamente
costruite per l’alta velocita’, pur permettendo, in determinate
circostanze, di raggiungere velocita’ superiori a 300 km/h,
– o ad una velocita’ dell’ordine di 200 km/h sulle linee di cui al
punto 2. 1, se compatibile con il livello delle prestazioni di
dette linee.

Inoltre, i veicoli progettati per circolare ad una velocita’ massima
inferiore a 200 km/h atti a circolare su tutta o parte della rete
transeuropea ad alta velocita’, se compatibili con il livello delle
prestazioni di tale rete, soddisfano i requisiti volti ad assicurare
l’utilizzazione sicura su tale rete. A tal fine le STI per i veicoli
convenzionali specificano anche i requisiti di utilizzazione sicura
dei veicoli convenzionali sulle reti ad alta velocita’.

3. Compatibilita’ del sistema ferroviario
La qualita’ del trasporto ferroviario europeo necessita tra l’altro
di una forte compatibilita’ tra le caratteristiche della rete (nel
senso lato del termine, ossia comprendente le parti fisse di tutti i
sottosistemi interessati) e quelle dei veicoli (comprese le parti
caricate a bordo di tutti i sottosistemi interessati). Da questa
coerenza dipendono i livelli di prestazioni, sicurezza, qualita’ del
servizio e relativi costi.

4. Estensione dell’ambito di applicazione
4.1. Sottocategorie di reti e veicoli
L’ambito di applicazione delle STI e’ progressivamente esteso a tutto
il sistema ferroviario come indicato all’articolo 1, paragrafi 3 e 4.
Ai fini dell’efficacia rispetto al costo dell’interoperabilita’
possono essere elaborate, se del caso, nuove sottocategorie per tutte
le categorie di reti e veicoli indicate nel presente allegato. Se
necessario, le specifiche funzionali e tecniche di cui all’articolo
5, paragrafo 3, della direttiva possono variare a seconda della
sottocategoria.

4.2. Salvaguardie relative ai costi
Ai fini dell’analisi costi-benefici delle misure proposte si terra’
conto, tra l’altro, di quanto segue:
– costo della misura proposta,
– benefici per l’interoperabilita’ derivanti dall’estensione
dell’ambito di applicazione a particolari sottocategorie di reti e
veicoli,
– riduzione degli oneri e dei costi di capitale in virtu’ di economie
di scala e di un migliore impiego dei veicoli,
– riduzione dei costi d’investimento e di manutenzione/esercizio in
virtu’ di una maggiore concorrenza tra fabbricanti e imprese di
manutenzione,
– benefici per l’ambiente, grazie a miglioramenti tecnici del sistema
ferroviario,
– maggiore sicurezza dell’esercizio.

Inoltre, tale valutazione indichera’ l’impatto previsto per tutti gli
operatori e gli agenti economici interessati.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato II

SOTTOSISTEMI

1. Elenco dei sottosistemi
Il sistema che costituisce il sistema ferroviario puo’ essere
suddiviso nei seguenti sottosistemi corrispondenti a:
a) settori di natura strutturale:
– infrastrutture,
– energia,
– controllo-comando e segnalamento,
– materiale rotabile; oppure

b) settori di natura funzionale:
– esercizio e gestione del traffico,
– manutenzione,
– applicazioni telematiche per i passeggeri e il trasporto merci.

2. Descrizione dei sottosistemi
Per ciascun sottosistema o parte di sottosistema, l’elenco degli
elementi e degli aspetti legati all’interoperabilita’ e’ proposto
dall’ERA al momento dell’elaborazione del progetto di STI
corrispondente.

Senza pregiudicare la determinazione di questi aspetti o dei
componenti di interoperabilita’, ne’ l’ordine secondo cui i
sottosistemi saranno soggetti a STI, i sottosistemi comprendono in
particolare quanto segue:

2.1. Infrastrutture
Le strade ferrate, l’insieme dei binari, le opere di ingegneria
(ponti, gallerie, ecc.), le relative infrastrutture nelle stazioni
(marciapiedi, zone di accesso, tenendo presenti le esigenze delle
persone a mobilita’ ridotta, ecc.), le apparecchiature di sicurezza e
di protezione.

2.2. Energia
Il sistema di elettrificazione incluso il materiale aereo e le parti
caricate a bordo delle apparecchiature di misurazione dei consumi
elettrici.

2.3. Controllo-comando e segnalamento
Tutte le apparecchiature necessarie per garantire la sicurezza, il
comando ed il controllo della circolazione dei treni autorizzati a
circolare sulla rete.

2.4. Esercizio e gestione del traffico
Le procedure e le relative apparecchiature che permettono di
garantire un esercizio coerente dei diversi sottosistemi strutturali,
sia durante il funzionamento normale che in caso di funzionamento
irregolare, comprese la formazione e la guida dei treni, la
pianificazione e la gestione del traffico.
Tutte le qualifiche professionali necessarie per assicurare servizi
transfrontalieri.

2.5. Applicazioni telematiche
In linea con l’allegato I, questo sistema comprende due parti:
a) le applicazioni per i passeggeri, compresi i sistemi di
informazione dei viaggiatori prima e durante il viaggio, i sistemi
di prenotazione, i sistemi di pagamento, la gestione dei bagagli,
la gestione delle coincidenze tra treni e con altri modi di
trasporto;
b) le applicazioni per il trasporto merci, compresi i sistemi di
informazione (controllo in tempo reale delle merci e dei treni), i
sistemi di smistamento e destinazione, i sistemi di prenotazione,
pagamento e fatturazione, la gestione delle coincidenze con altri
modi di trasporto, la produzione dei documenti elettronici di
accompagnamento.

2.6. Materiale rotabile
La struttura, il sistema di comando e controllo dell’insieme delle
apparecchiature del treno, i dispositivi di captazione di corrente,
le apparecchiature di trazione e di trasformazione dell’energia, di
frenatura, di agganciamento, gli organi di rotolamento (carrelli,
assi) e la sospensione, le porte, le interfacce persona/macchina
(macchinista, personale a bordo, passeggeri – tenendo presenti le
esigenze delle persone a mobilita’ ridotta), i dispositivi di
sicurezza passivi o attivi, i dispositivi necessari per la salute dei
passeggeri e del personale a bordo.

2.7. Manutenzione
Le procedure, le apparecchiature associate, gli impianti logistici di
manutenzione, le riserve che consentono di garantire le operazioni di
manutenzione correttiva e preventiva a carattere obbligatorio,
previste per garantire l’interoperabilita’ del sistema ferroviario e
le prestazioni necessarie.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato III

REQUISITI ESSENZIALI

1. Requisiti di portata generale
1.1. Sicurezza
1.1.1. La progettazione, la costruzione o la fabbricazione, la
manutenzione e la sorveglianza dei componenti critici per la
sicurezza e, piu’ in particolare, degli elementi che
partecipano alla circolazione dei treni devono garantire la
sicurezza ad un livello corrispondente agli obiettivi fissati
sulla rete, anche in situazioni specifiche di degrado.
1.1.2. I parametri legati al contatto ruota-rotaia devono rispettare
i criteri di stabilita’ di passaggio necessari per garantire
una circolazione in piena sicurezza alla velocita’ massima
autorizzata. I parametri delle apparecchiature di frenatura
devono garantire che e’ possibile l’arresto nella distanza di
frenata prevista alla velocita’ massima autorizzata.
1.1.3. I componenti adoperati devono resistere alle sollecitazioni
normali o eccezionali specificate per tutta la loro durata di
esercizio. Il mancato funzionamento accidentale deve essere
limitato nelle sue conseguenze per la sicurezza mediante
opportuni mezzi.
1.1.4. La progettazione degli impianti fissi e del materiale rotabile
nonche’ la scelta dei materiali utilizzati devono essere fatti
allo scopo di limitare la produzione, la propagazione e gli
effetti del fuoco e dei fumi in caso di incendio.
1.1.5. I dispositivi destinati ad essere manovrati dagli utenti
devono essere progettati in modo da non compromettere
l’utilizzazione sicura dei dispositivi ne’ la salute o la
sicurezza degli utenti se usati in modo prevedibile sebbene
non conforme alle istruzioni indicate.

1.2. Affidabilita’ e disponibilita’
La sorveglianza e la manutenzione degli elementi fissi o mobili che
partecipano alla circolazione dei treni devono essere organizzate,
svolte e quantificate in modo da mantenerne la funzione nelle
condizioni previste.

1.3. Salute
1.3.1. I materiali che, quando utilizzati, potrebbero mettere in
pericolo la salute delle persone che vi hanno accesso non
devono essere utilizzati nei treni e nelle infrastrutture
ferroviarie.
1.3.2. La scelta, l’impiego e l’utilizzazione di questi materiali
devono limitare l’emissione di fumi o di gas nocivi e
pericolosi, soprattutto in caso di incendio.

1.4. Protezione dell’ambiente
1.4.1. L’impatto ambientale legato alla realizzazione e all’esercizio
del sistema ferroviario deve essere valutato e considerato al
momento della progettazione del sistema secondo le
disposizioni comunitarie vigenti.
1.4.2. I materiali utilizzati nei treni e nelle infrastrutture devono
evitare l’emissione di fumi o di gas nocivi e pericolosi per
l’ambiente, soprattutto in caso di incendio.
1.4.3. Il materiale rotabile e i sistemi di alimentazione di energia
devono essere progettati e realizzati per essere compatibili,
in materia elettromagnetica, con gli impianti, le
apparecchiature e le reti pubbliche o private con cui
rischiano di interferire.
1.4.4. L’esercizio del sistema ferroviario deve rispettare la
normativa esistente in materia di rumore.
1.4.5. L’esercizio del sistema ferroviario non deve provocare nel
suolo un livello di vibrazioni inaccettabile per le attivita’
e l’ambiente attraversato nelle vicinanze dell’infrastruttura
e in stato normale di manutenzione.

1.5. Compatibilita’ tecnica
Le caratteristiche tecniche delle infrastrutture e degli impianti
fissi devono essere compatibili tra loro e con quelle dei treni
destinati a circolare sul sistema ferroviario.
Qualora l’osservanza di queste caratteristiche risulti difficile in
determinate parti della rete, si potrebbero applicare soluzioni
temporanee che garantiscano la compatibilita’ in futuro.

2. Requisiti particolari di ogni sottosistema
2.1. Infrastrutture
2.1.1. Sicurezza
Si devono prendere disposizioni adeguate per evitare l’accesso o le
intrusioni indesiderate negli impianti.
Si devono prendere disposizioni per limitare i pericoli per le
persone, in particolare al momento del passaggio dei treni nelle
stazioni.
Le infrastrutture cui il pubblico ha accesso devono essere progettate
e realizzate in modo da limitare i rischi per la sicurezza delle
persone (stabilita’, incendio, accesso, evacuazione, marciapiedi,
ecc.).
Si devono prevedere disposizioni adeguate per tener conto delle
condizioni particolari di sicurezza nelle gallerie e sui viadotti di
grande lunghezza.

2.2. Energia
2.2.1. Sicurezza
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia non deve
compromettere la sicurezza dei treni ne’ quella delle persone
(utenti, personale operativo, residenti lungo la strada ferrata e
terzi).
2.2.2. Protezione dell’ambiente
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia elettrica
o termica non deve perturbare l’ambiente oltre limiti specificati.
2.2.3. Compatibilita’ tecnica
I sistemi di alimentazione di energia elettrica/termica usati devono:
– permettere ai treni di realizzare le prestazioni specificate,
– nel caso dei sistemi di alimentazione di energia elettrica, essere
compatibili con i dispositivi di captazione installati sui treni.

2.3. Controllo-comando e segnalamento
2.3.1. Sicurezza
Gli impianti e le operazioni di controllo-comando e segnalamento
utilizzati devono consentire una circolazione dei treni che presenti
il livello di sicurezza corrispondente agli obiettivi stabiliti sulla
rete. I sistemi di controllo-comando e segnalamento devono continuare
a consentire la circolazione sicura dei treni autorizzati a viaggiare
in situazioni degradate specifiche.
2.3.2. Compatibilita’ tecnica
Ogni nuova infrastruttura ed ogni nuovo materiale rotabile costruiti
o sviluppati dopo l’adozione di sistemi di controllo-comando e
segnalamento compatibili, devono essere adattati all’uso di questi
sistemi.
Le apparecchiature di controllo-comando e segnalamento installate nei
posti di guida dei treni devono permettere un esercizio normale,
nelle condizioni specificate, sul sistema ferroviario.

2.4. Materiale rotabile
2.4.1. Sicurezza
Le strutture del materiale rotabile e dei collegamenti tra i veicoli
devono essere progettate in modo da proteggere gli spazi per i
viaggiatori e quelli di guida in caso di collisione o deragliamento.
Le attrezzature elettriche non devono compromettere la sicurezza
operativa degli impianti di controllo-comando e segnalamento.
Le tecniche di frenatura e le sollecitazioni esercitate devono essere
compatibili con la progettazione dei binari, delle opere di
ingegneria e dei sistemi di segnalamento.
Si devono prendere disposizioni in materia di accesso ai componenti
sotto tensione per non mettere a repentaglio la sicurezza delle
persone.
In caso di pericolo, alcuni dispositivi devono permettere ai
passeggeri di segnalare il pericolo al macchinista e al personale di
scorta di mettersi in contatto con quest’ultimo.
Le porte di accesso devono essere munite di un sistema di chiusura e
di apertura che garantisca la sicurezza dei passeggeri.
Si devono prevedere uscite di emergenza con relativa segnalazione.
Si devono prevedere disposizioni adeguate per tener conto delle
condizioni particolari di sicurezza nelle gallerie di considerevole
lunghezza.
E’ obbligatorio a bordo dei treni un sistema di illuminazione di
emergenza, di intensita’ e autonomia sufficienti.
I treni devono essere attrezzati con un sistema di sonorizzazione che
consenta la trasmissione di messaggi ai passeggeri da parte del
personale viaggiante.
2.4.2. Affidabilita’ e disponibilita’
La progettazione delle apparecchiature vitali, di circolazione,
trazione, frenatura e controllo-comando deve permettere, in
situazioni degradate specifiche, la continuazione del funzionamento
del treno senza conseguenze nefaste per le apparecchiature che
restano in servizio.
2.4.3. Compatibilita’ tecnica
Le apparecchiature elettriche devono essere compatibili con il
funzionamento degli impianti di controllo-comando e segnalamento.
Nel caso della trazione elettrica, le caratteristiche dei dispositivi
di captazione di corrente devono permettere la circolazione dei treni
con i sistemi di alimentazione di energia del sistema ferroviario.
Le caratteristiche del materiale rotabile devono permetterne la
circolazione su tutte le linee su cui e’ prevista, tenendo conto
delle pertinenti condizioni climatiche.
2.4.4. Controllo
I treni devono essere equipaggiati con un dispositivo di
registrazione. I dati raccolti da tale dispositivo e il trattamento
delle informazioni devono essere armonizzati.

2.5. Manutenzione
2.5.1. Salute e sicurezza
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri devono
garantire l’esercizio sicuro del sottosistema in questione e non
rappresentare un pericolo per la salute e la sicurezza.
2.5.2. Protezione dell’ambiente
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri di
manutenzione non devono superare i livelli ammissibili di effetti
nocivi per l’ambiente circostante.
2.5.3. Compatibilita’ tecnica
Gli impianti di manutenzione per il materiale rotabile devono
consentire lo svolgimento delle operazioni di sicurezza, igiene e
comfort su tutto il materiale per il quale sono stati progettati.

2.6. Esercizio e gestione del traffico
2.6.1. Sicurezza
L’uniformazione delle norme operative delle reti e delle qualifiche
del personale di macchina, del personale viaggiante e di quello dei
centri di controllo devono garantire un esercizio sicuro, tenuto
conto delle diverse esigenze dei servizi transfrontalieri e interni.
Le operazioni e la periodicita’ della manutenzione, la formazione e
la qualifica del personale di manutenzione e dei centri di controllo
e il sistema di garanzia qualita’ introdotti dagli operatori
interessati nei centri di controllo e manutenzione devono garantire
un elevato livello di sicurezza.
2.6.2. Affidabilita’ e disponibilita’
Le operazioni e la periodicita’ della manutenzione, la formazione e
la qualifica del personale di manutenzione e dei centri di controllo
e il sistema di garanzia qualita’ introdotti dagli operatori
interessati nei centri di controllo e di manutenzione devono
garantire un elevato livello di affidabilita’ e di disponibilita’ del
sistema.
2.6.3. Compatibilita’ tecnica
L’uniformazione delle norme operative delle reti e delle qualifiche
del personale di macchina, del personale viaggiante e di quello
preposto alla gestione della circolazione deve garantire un esercizio
efficiente del sistema ferroviario, tenuto conto delle diverse
esigenze dei servizi transfrontalieri e interni.

2.7. Applicazioni telematiche per i passeggeri e il trasporto merci
2.7.1. Compatibilita’ tecnica
I requisiti essenziali nei campi delle applicazioni telematiche che
garantiscono una qualita’ di servizio minimo ai viaggiatori e ai
clienti del comparto merci concernono piu’ particolarmente la
compatibilita’ tecnica.
Bisogna garantire per queste applicazioni:
– che le banche dati, il software e i protocolli di comunicazione
dati siano sviluppati in modo da garantire massime possibilita’ di
scambio dati sia tra applicazioni diverse che tra operatori
diversi, con le esclusioni dei dati commerciali di carattere
riservato,
– un accesso agevole alle informazioni per gli utenti.

2.7.2. Affidabilita’ e disponibilita’
I modi di uso, gestione, aggiornamento e manutenzione di queste basi
di dati, software e protocolli di comunicazioni dati devono garantire
l’efficacia di questi sistemi e la qualita’ del servizio.
2.7.3. Salute
Le interfacce di questi sistemi con l’utenza devono rispettare le
norme minime in materia di ergonomia e protezione della salute.
2.7.4. Sicurezza
Devono essere garantiti sufficienti livelli d’integrita’ e
attendibilita’ per la conservazione o la trasmissione d’informazioni
inerenti alla sicurezza.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato IV

DICHIARAZIONE «CE» DI CONFORMITA’ E IDONEITA’ ALL’IMPIEGO DEI
COMPONENTI DI INTEROPERABILITA’

1. Componenti di interoperabilita’
La dichiarazione «CE» si applica ai componenti di interoperabilita’
che servono all’interoperabilita’ del sistema ferroviario. Questi
componenti di interoperabilita’ possono essere:
1.1. Componenti comuni
Sono i componenti non tipici del sistema ferroviario che possono
essere utilizzati come tali in altri settori.
1.2. Componenti comuni con caratteristiche specifiche
Sono i componenti non tipici come tali del sistema ferroviario ma che
devono offrire prestazioni specifiche se utilizzati nel settore
ferroviario.
1.3. Componenti specifici
Sono i componenti tipici di applicazioni ferroviarie.

2. Ambito di applicazione
La dichiarazione «CE» concerne:
– la valutazione da parte di uno o piu’ organismi notificati della
conformita’ intrinseca di un componente di interoperabilita’,
considerato separatamente, alle specifiche tecniche che deve
rispettare, oppure
– la valutazione/l’apprezzamento da parte di uno o piu’ organismi
notificati dell’idoneita’ all’impiego di un componente di
interoperabilita’, considerato nel suo ambiente ferroviario, in
particolare quando sono coinvolte delle interfacce, rispetto alle
specifiche tecniche a carattere funzionale che devono essere
verificate.
Le procedure di valutazione svolte dagli organismi notificati nelle
fasi di progettazione e produzione si richiamano ai moduli definiti
nella decisione 93/465/CEE secondo le modalita’ indicate nelle STI.

3. Contenuto della dichiarazione «CE»
La dichiarazione «CE» di conformita’ o di idoneita’ all’impiego e i
documenti di accompagnamento devono essere datati e firmati.
Tale dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua delle
istruzioni per l’uso e comprendere i seguenti elementi:
– riferimenti della direttiva,
– nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito
nella Comunita’ (indicare la ragione sociale e l’indirizzo completo
e, nel caso del mandatario, indicare anche la ragione sociale del
fabbricante),
– descrizione del componente di interoperabilita’ (marchio, tipo,
ecc.),
– indicazione della procedura seguita per dichiarare la conformita’ o
l’idoneita’ all’impiego,
– ogni descrizione pertinente cui risponde il componente di
interoperabilita’, in particolare le condizioni di impiego,
– nome e indirizzo dello/degli organismi notificati intervenuti nella
procedura seguita per la conformita’ o l’idoneita’ all’impiego e
data del certificato di esame con, eventualmente, la durata e le
condizioni di validita’ del certificato,
– se del caso, il riferimento delle specifiche europee,
– identificazione del firmatario abilitato ad impegnare il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunita’.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato V

DICHIARAZIONE «CE» DI VERIFICA DEI SOTTOSISTEMI

La dichiarazione «CE» di verifica e i documenti di accompagnamento
devono essere datati e firmati.
La dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua della
documentazione tecnica e comprendere gli elementi seguenti:
– riferimenti della direttiva,
– nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito
nella Comunita’ (indicare la ragione sociale e l’indirizzo completo
e, nel caso del mandatario, indicare anche la ragione sociale del
fabbricante),
– breve descrizione del sottosistema,
– nome e indirizzo dell’organismo notificato che ha effettuato la
verifica «CE»,
– riferimenti dei documenti contenuti nella documentazione tecnica,
– ogni disposizione pertinente, provvisoria o definitiva, cui deve
rispondere il sottosistema, in particolare, ove necessario, le
limitazioni o condizioni di esercizio,
– durata di validita’ della dichiarazione «CE», se provvisoria,
– identificazione del firmatario.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato VI

PROCEDURA DI VERIFICA «CE» DEI SOTTOSISTEMI

1. Introduzione
La verifica «CE» e’ la procedura mediante la quale un organismo
notificato verifica e attesta che il sottosistema e’:
– conforme alle disposizioni della direttiva,
– conforme alle altre disposizioni regolamentari che si applicano nel
rispetto del trattato e puo’ essere messo in servizio.

2. Fasi
La verifica del sottosistema comprende le tappe seguenti:
– progettazione generale,
– produzione: realizzazione del sottosistema, compresi in particolare
l’esecuzione dei lavori di genio civile, la fabbricazione, il
montaggio dei componenti, la regolazione del tutto,
– prove del sottosistema terminato.
Per la fase di progettazione (incluse le prove del tipo) e per la
fase di produzione il richiedente puo’ chiedere una valutazione come
prima operazione.
In tal caso tale valutazione o valutazioni portano a una o piu’
dichiarazioni intermedie di verifica rilasciate dall’organismo
notificato scelto dal richiedente. L’organismo notificato a sua volta
redige una dichiarazione «CE» di conformita’ intermedia del
sottosistema per le pertinenti fasi.

3. Attestato
L’organismo notificato responsabile della verifica «CE» valuta la
progettazione e la produzione del sottosistema e redige l’attestato
di verifica destinato al richiedente che a sua volta redige la
dichiarazione «CE» di verifica destinata all’autorita’ di tutela
dello Stato membro nel quale il sottosistema e’ installato e/o
gestito.
Se disponibili, l’organismo notificato tiene conto delle
dichiarazioni intermedie di verifica e, al fine di rilasciare
l’attestato «CE» di verifica,
– verifica che il sottosistema:
– sia oggetto delle pertinenti dichiarazioni intermedie di verifica
per la progettazione e la produzione, se il richiedente ha chiesto
all’organismo notificato queste due fasi, oppure
– corrisponde quale prodotto a tutti gli aspetti contemplati dalla
dichiarazione intermedia di verifica relativa alla progettazione
rilasciata al richiedente, se questi ha chiesto all’organismo
notificato solo la fase di progettazione,
– verifica che esse coprano correttamente il requisito della STI e
valuta gli elementi di progettazione e produzione non contemplati
dalle dichiarazioni intermedie di verifica relative alla
progettazione e/o produzione.

4. Documentazione tecnica
La documentazione tecnica che accompagna la dichiarazione di verifica
deve essere costituita come segue:
– per le infrastrutture: piani di esecuzione delle opere, verbali di
collaudo dei lavori di scavo e di armatura, rapporti di prove e
controllo delle parti in calcestruzzo, ecc.,
– per gli altri sottosistemi: progettazioni di massima e di dettaglio
conformi all’esecuzione, schemi degli impianti elettrici e
idraulici, schemi dei circuiti di comando, descrizione dei sistemi
informatici e degli automatismi, istruzioni operative e di
manutenzione, ecc.,
– elenco dei componenti di interoperabilita’ incorporati nel
sottosistema,
– copie delle dichiarazioni «CE» di conformita’ o di idoneita’
all’impiego di cui i detti componenti devono essere muniti,
accompagnati ove necessario dalle corrispondenti note di calcolo e
da una copia dei verbali delle prove e degli esami svolti da
organismi notificati sulla base delle specifiche tecniche comuni,
– se disponibili, la o le dichiarazioni intermedie di verifica e, se
presenti, la o le dichiarazioni «CE» di conformita’ intermedia del
sottosistema che corredano l’attestato «CE» di verifica, inclusi i
risultati della verifica della loro validita’ da parte
dell’organismo notificato,
– attestazione dell’organismo notificato incaricato della verifica
«CE» che certifichi la conformita’ del progetto alle disposizioni
della presente direttiva, accompagnata dalle corrispondenti note di
calcolo e da esso vistata, in cui sono precisate, ove necessario,
le riserve formulate durante l’esecuzione dei lavori che non sono
state sciolte, nonche’ accompagnata dai rapporti di ispezione e
audit svolti dall’organismo nell’ambito della sua missione, come
precisato ai punti 5.3 e 5.4.

5. Sorveglianza
5.1. L’obiettivo della sorveglianza «CE» e’ quello di garantire che
durante la realizzazione del sottosistema siano soddisfatti gli
obblighi derivanti dalla documentazione tecnica.
5.2. L’organismo notificato incaricato di verificare la realizzazione
deve avere accesso in permanenza ai cantieri, alle officine di
fabbricazione, alle zone di deposito e, ove necessario, agli impianti
di prefabbricazione e di prova e, piu’ in generale, a tutti i luoghi
eventualmente ritenuti necessari per l’espletamento della sua
missione. Il richiedente deve consegnargli o fargli pervenire ogni
documento utile a tale effetto, in particolare i piani di esecuzione
delle opere e la documentazione tecnica relativa al sottosistema.
5.3. L’organismo notificato incaricato di verificare la realizzazione
svolge periodicamente degli audit per garantire il rispetto delle
disposizioni della direttiva, fornisce in tale occasione un rapporto
di audit ai professionisti preposti alla realizzazione e puo’ esigere
di essere convocato durante certe fasi del cantiere.
5.4. L’organismo notificato puo’ inoltre compiere visite senza
preavviso sul cantiere o nelle officine di fabbricazione. Durante
tali visite, l’organismo notificato puo’ procedere ad audit completi
o parziali e fornisce un rapporto della visita nonche’ eventualmente
un rapporto di audit ai professionisti preposti alla realizzazione.
5.5. L’organismo notificato controlla ogni sottosistema in cui e’
stato montato un componente di interoperabilita’ al fine di
valutarne, quando cosi’ richiesto dalla STI pertinente, l’idoneita’
all’impiego nell’ambiente ferroviario cui e’ destinato, conformemente
all’allegato IV, punto 2.

6. Deposito
La documentazione completa di cui al punto 4 e’ depositata, a
sostegno della dichiarazione DIV, se disponibile, rilasciata
dall’organismo notificato incaricato dell’attestazione DIV o a
sostegno dell’attestazione di conformita’ rilasciata dall’organismo
notificato incaricato della verifica del sottosistema operativo,
presso il richiedente. La documentazione e’ unita alla dichiarazione
DIV e/o alla dichiarazione «CE» di verifica che il richiedente invia
all’Agenzia.
Una copia della documentazione e’ conservata dal richiedente per
tutta la durata di esercizio del sottosistema ed e’ trasmessa agli
altri Stati membri che ne fanno richiesta.

7. Pubblicazione
Ogni organismo notificato pubblica periodicamente le informazioni
pertinenti concernenti:
– le domande di verifica «CE» ricevute,
– le dichiarazioni intermedie di verifica rilasciate o rifiutate,
– le attestazioni di verifica rilasciate o rifiutate,
– le attestazioni di conformita’ rifiutate.

8. Lingua
La documentazione e la corrispondenza relativa alle procedure di
verifica «CE» sono redatte in una lingua ufficiale dello Stato membro
dove e’ stabilito il richiedente oppure in una lingua accettata da
quest’ultimo.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato VII

PARAMETRI DA CONTROLLARE PER LA MESSA IN SERVIZIO DI VEICOLI NON
CONFORMI ALLE STI E PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE NORME NAZIONALI

1. Elenco dei parametri
1.1. Documentazione generale
Documentazione generale (comprendente la descrizione di veicolo
nuovo, rinnovato o ristrutturato e l’uso che si prevede di farne,
informazioni relative a progettazione, riparazione, esercizio e
manutenzione, la documentazione tecnica, ecc.)

1.2. Struttura e parti meccaniche
Integrita’ meccanica e interfaccia tra veicoli (tra cui respingenti e
organi di trazione, passerelle), forza della struttura e delle
finiture del veicolo (come i sedili), capacita’ di carico, sicurezza
passiva (compresa la resistenza alla collisione interna ed esterna)

1.3. Interazione ruota-rotaia e scartamento
Interfacce meccaniche all’infrastruttura (tra cui comportamento
statico e dinamico, distanze funzionali, scartamento e organi di
rotolamento, ecc.)

1.4. Impianto di frenatura
Elementi del dispositivo di frenatura (tra cui dispositivo contro lo
slittamento delle ruote, comando della frenatura e prestazioni in
situazione di esercizio, di emergenza e di parcheggio)

1.5. Elementi relativi ai passeggeri
Strutture e ambienti per i passeggeri (tra cui finestre e porte a
loro disposizione, requisiti per le persone a mobilita’ ridotta,
ecc.)

1.6. Condizioni ambientali ed effetti aerodinamici
Impatto dell’ambiente sul veicolo e del veicolo sull’ambiente (tra
cui condizioni aerodinamiche e interfaccia del veicolo con la parte a
terra del sistema ferroviario nonche’ con l’ambiente esterno)

1.7. Dispositivo di avviso esterno, segnaletica, requisiti per le
funzioni e l’integrita’ del software
Dispositivi di avviso esterni, segnaletica, funzioni e integrita’ del
software, come le funzioni in materia di sicurezza che incidono sul
comportamento del treno, tra cui il sistema di trasmissione delle
informazioni nel treno

1.8. Alimentazione elettrica a bordo e sistemi di controllo
Sistemi di propulsione, elettrici e di controllo a bordo, nonche’
interfaccia del veicolo con l’impianto di alimentazione elettrica e
tutti gli aspetti della compatibilita’ elettromagnetica

1.9. Strutture per il personale, interfacce e ambiente
Strutture di bordo, interfacce, condizioni di lavoro e ambiente per
il personale (incluse le cabine di guida, l’interfaccia
macchina/macchinista)

1.10. Protezione antincendio ed evacuazione

1.11. Manutenzione
Strutture a bordo e interfacce per la manutenzione

1.12. Controllo, comando e segnalamento a bordo
Tutte le apparecchiature di bordo necessarie per garantire la
sicurezza, il comando e il controllo della circolazione dei treni
autorizzati a circolare sulla rete e loro effetti sulla parte a terra
del sistema ferroviario

1.13. Requisiti operativi specifici
Requisiti operativi specifici per i veicoli (anche in condizioni di
degrado, recupero del veicolo ecc.)

1.14. Elementi relativi alle merci
Requisiti e ambiente specifici per le merci (comprese le strutture
specifiche necessarie per le merci pericolose)

Spiegazioni ed esempi in precedenza evidenziati in corsivo sono
forniti a titolo puramente indicativo e non costituiscono definizioni
dei parametri.

2. Classificazione delle norme
Le norme nazionali relative ai parametri di cui alla Sezione 1 sono
suddivise nei tre gruppi seguenti.
Le norme e le restrizioni aventi natura esclusivamente locale non
rientrano in questa classificazione; la loro verifica fa parte dei
controlli che le imprese ferroviarie e i gestori dell’infrastruttura
istituiranno di comune accordo.

Gruppo A
Il gruppo A comprende:
– norme internazionali,
– norme nazionali ritenute equivalenti, sul piano della sicurezza
ferroviaria, alle norme nazionali di altri Stati membri.

Gruppo B
Il gruppo B comprende tutte le norme che non rientrano nel gruppo A o
nel gruppo C, o che non sono ancora state classificate come
appartenenti a uno di questi gruppi.

Gruppo C
Il gruppo C comprende le norme che sono strettamente necessarie e
corrispondenti alle caratteristiche tecniche dell’infrastruttura ai
fini di un’utilizzazione sicura e interoperabile nella rete di cui
trattasi (ad esempio, l’ingombro).

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato VIII

CRITERI MINIMI CHE GLI ORGANISMI DEVONO POSSEDERE PER ESSERE
NOTIFICATI

I. Terzieta’ ed indipendenza.
L’organismo, il suo direttore e il personale incaricato di eseguire
le operazioni di verifica non possono intervenire ne’ direttamente
ne’ come mandatari nella progettazione, fabbricazione, costruzione,
commercializzazione o manutenzione dei componenti di
interoperabilita’ o dei sottosistemi ne’ nell’esercizio. Cio’ non
esclude la possibilita’ di uno scambio di informazioni tecniche tra
il fabbricante o il costruttore e l’organismo.

II. Imparzialita’ ed integrita’ professionale.
L’organismo e il personale preposto al controllo devono eseguire
l’operazione di verifica con la massima integrita’ professionale e la
massima competenza tecnica e devono essere esenti da ogni pressione e
sollecitazione, in particolare a carattere finanziario, atta a
influenzare il loro giudizio o i risultati del loro controllo, in
particolare quelle provenienti da persone associazioni di persone
interessate ai risultati delle verifiche. In particolare l’organismo
ed il personale responsabile delle verifiche devono essere
indipendenti dal punto di vista funzionale dalle autorita’ designate
per il rilascio delle autorizzazioni di messa in servizio nell’ambito
del presente decreto, delle licenze nell’ambito del decreto
legislativo n. 188 dell’8 luglio 2003, relativo alle licenze delle
imprese ferroviarie e dei certificati di sicurezza nell’ambito del
decreto legislativo n. 162 del 10 agosto 2007, nonche’ dai soggetti
incaricati delle indagini in caso di incidenti.

III. Capacita’ finanziaria.
L’organismo deve disporre delle risorse finanziarie, umane, dei mezzi
materiali e delle procedure necessarie ad operare in qualita’ per
espletare in modo adeguato i compiti tecnici e amministrativi legati
all’esecuzione delle verifiche. Esso deve anche avere accesso al
materiale necessario per le verifiche eccezionali.

IV. Competenza tecnica.
1. Personale dell’organismo.
a) Il personale tecnico dell’organismo preposto al coordinamento
tecnico delle attivita’ di verifica, deve possedere una buona
formazione tecnica e professionale ed un’esperienza attestata di
almeno dieci anni nei settori tecnici ferroviari per i quali
l’organismo ha richiesto di essere notificato;
b) il personale tecnico dell’organismo incaricato dei controlli, deve
possedere una buona formazione tecnica e professionale,
un’esperienza, dimostrabile ed attestata, non inferiore a tre anni
nel settore specifico di controllo, una conoscenza soddisfacente
delle prescrizioni relative ai controlli che effettua e una
sufficiente dimestichezza con tali controlli e l’idoneita’
necessaria a redigere le attestazioni, i verbali e i rapporti
relativi ai controlli effettuati.
c) Per le prove che richiedono interventi sulle linee ferroviarie e
sui rotabili, l’organismo dispone di personale abilitato alla
protezione dei cantieri di lavoro.

2. Laboratori.
L’organismo deve dimostrare la qualificazione dei laboratori dei
quali intende avvalersi, garantendo la piena rispondenza degli stessi
ai requisiti di cui alle norme della serie UNI CEI EN 150 IEC 17025 e
successive modificazioni e integrazioni, nonche’ l’idoneita’ e la
rispondenza ai requisiti di cui all’allegato X per le per le
verifiche previste all’allegato IX.
In ogni caso l’organismo risponde direttamente dei provvedimenti
organizzativi e gestionali dei laboratori ed esercita attivita’ di
direzione e vigilanza sul personale operante presso i medesimi.

V. Indipendenza del personale di controllo
Deve essere garantita l’indipendenza del personale preposto al
controllo. La retribuzione di ogni agente non deve essere in funzione
del numero di controlli effettuati ne’ dei risultati di questi
ultimi.

VI. Polizza assicurativa
L’organismo deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilita’
civile, a meno che tale responsabilita’ sia coperta dallo Stato in
base alle leggi vigenti oppure i controlli siano effettuati
direttamente dallo Stato.

VII. Riservatezza
Il personale dell’organismo e’ legato al segreto professionale per
tutto cio’ di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle sue
funzioni, salvo nei confronti delle autorita’ amministrative
competenti.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato IX

DOCUMENTAZIONE PER RICHIESTA DI UNA DEROGA

Al momento della presentazione della richiesta di deroga gli Stati
membri devono fornire i documenti seguenti:

a) una lettera formale in cui comunicano alla Commissione la deroga
richiesta;

b) un fascicolo, allegato alla lettera, comprendente almeno:
– la descrizione dei lavori, beni e servizi oggetto della deroga,
precisando le date principali, la collocazione geografica e il
settore funzionale e tecnico;
– un riferimento preciso alle STI (o alle relative parti) per cui e’
richiesta una deroga;
– un riferimento preciso e dettagliato delle disposizioni alternative
che saranno applicate;
– per le domande presentate nell’ambito dell’articolo 7, paragrafo 1,
lettera a), la giustificazione della fase avanzata di sviluppo del
progetto;
– la giustificazione della deroga, comprese le ragioni principali di
carattere tecnico, economico, commerciale, operativo e/o
amministrativo;
– qualsiasi altro elemento che giustifichi la richiesta di deroga;
– una descrizione delle misure che lo Stato membro intende adottare
per promuovere l’interoperabilita’ finale del progetto. La
descrizione non e’ richiesta in caso di deroga minore.

La documentazione deve essere fornita su carta e in formato
elettronico per permetterne la distribuzione fra i membri del
comitato.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato X

SCHEMA DI DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO AI FINI DELLA NOTIFICA SU
CARTA INTESTATA CON MARCA DA BOLLO

Lo/la scrivente …. ragione o denominazione sociale dell’organismo
richiedente OR) con sede in …. (citta’ o localita’) ….
(provincia) …. via …. n. ,
chiede di essere riconosciuto/a, ai sensi del decreto legislativo di
recepimento della direttiva 2008/57/CE quale organismo abilitato a
svolgere:
1) per il sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’,
a) la procedura di valutazione di conformita’ o di idoneita’
all’impiego dei componenti di interoperabilita’ comuni o comuni
con caratteristiche specifiche o specifici di cui all’allegato IV
del decreto legislativo sopra citato, relativi ai sottosistemi di
seguito indicati;
b) la procedura di verifica CE del sottosistema o dei sottosistemi di
cui all’allegato VI del decreto legislativo sopra citato di
seguito specificati.
2) per il sistema ferroviario transeuropeo convenzionale,
a) la procedura di valutazione di conformita’ o di idoneita’
all’impiego dei componenti di interoperabilita’ comuni o comuni
con caratteristiche specifiche o specifici di cui all’allegato IV
del decreto legislativo sopra citato, relativi ai sottosistemi di
seguito indicati;
b) la procedura di verifica CE del sottosistema o dei sottosistemi di
cui all’allegato VI del decreto legislativo sopra citato di
seguito specificati.
A tal fine dichiara:
che i sottosistemi specifici di competenza, fra quelli definiti dalle
STI, sono i seguenti:
1) per il sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’,
……………………………………………………
……………………………………………………
2) per il sistema ferroviario transeuropeo convenzionale,
……………………………………………………
……………………………………………………
di essere in possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato VIII
del medesimo decreto legislativo;
di possedere le procedure di qualificazione dei laboratori preposti
alle prove di conformita’ di cui all’art. 27 del decreto legislativo
sopra citato;
di impegnarsi a sostenere tutte le spese relative alle procedure
finalizzate al riconoscimento, ai successivi controlli, al rinnovo
nonche’ alle attivita’ di vigilanza sugli organismi notificati.

Ai fini del medesimo riconoscimento allega:
– polizza di assicurazione di responsabilita’ civile per i rischi
derivanti dall’esercizio di attivita’ di valutazione tecnica (detta
polizza non e’ richiesta nel caso in cui il richiedente sia un
organismo pubblico);
– eventuale elenco dei soggetti/degli Organismi terzi a cui siano
state affidate attivita’ strumentali collegate all’effettuazione
delle verifiche/valutazioni di conformita’, con indicazione degli
elementi identificativi minimi degli stessi, ferma restante la
diretta responsabilita’ dell’OR;
– copia conforme del documento con cui e’ stato concesso l’incarico a
soggetti/Organismi terzi a cui siano state delegate attivita’
collegate all’effettuazione delle verifiche/valutazioni di
conformita’;
– copia conforme di eventuali certificati di accreditamento per
attivita’ consimili nel campo specifico;
– copia conforme, ove esistenti, delle certificazioni di
accreditamento gia’ possedute dall’OR;
– manuale della qualita’ redatto in conformita’ alle norme UNI EN
serie 45000 e successive modificazioni o integrazioni completo
delle procedure da porre in essere e pertinente il tipo di
attivita’ per cui si chiede di essere notificati. Il manuale della
qualita’ contiene, tra l’altro, quanto di seguito riportato:
• indicazione dell’ultima revisione a cui e’ stato sottoposto il
manuale stesso;
• esposizione della politica per la qualita’;
• descrizione dello stato giuridico dell’OR e del relativo assetto
societario;
• organigramma dell’OR compreso il Consiglio direttivo o di
amministrazione;
• altri documenti atti ad illustrare i rapporti gerarchici, le
responsabilita’, le funzioni degli organi direttivi, dei
responsabili delle valutazioni, dei funzionari a cui spettano le
decisioni relative alle verifiche/valutazioni;
• nome, qualifica, esperienza, mandati e tipo di rapporto di lavoro
del direttore tecnico e del personale preposto alle attivita’ per
la quale e’ richiesta l’abilitazione e del personale avente
incarichi direttivi;
• elenco di tutte le normative di riferimento;
• riferimento alle procedure proprie di ciascun tipo di attivita’
svolta, anche per quelle non inerenti la richiesta di notifica;
• descrizione del processo con il quale si intende operare per
effettuare le verifiche/valutazioni per cui si richiede la notifica
(diagramma di flusso);
• dichiarazione di rispondenza al decreto legislativo n. 81/2008 e
successive modifiche ed integrazioni dei locali, delle strutture e
delle attrezzature a disposizione;
• procedure per selezione, assunzione, addestramento ed
aggiornamento del personale preposto all’attivita’ per la quale e’
richiesta la notifica;
• attivita’ operative e funzionali relative alla qualita’,
affinche’ ogni addetto conosca l’estensione e i limiti dei propri
compiti e delle proprie responsabilita’;
• richiamo alle prove valutative e all’utilizzo di materiali di
riferimento;
• procedure per gestire la non conformita’ o l’esito negativo delle
verifiche ed assicurare l’efficacia delle azioni correttive;
• lista dei soggetti affidatari di attivita’ strumentali e
procedure per la loro sorveglianza;
• procedura per mantenere il segreto professionale nei riguardi
delle informazioni acquisite durante le attivita’ di valutazione e
certificazione;
• procedura di gestione dei reclami;
– dichiarazione di imparzialita’ ed indipendenza dell’OR;
– dichiarazioni di assenza da parte del personale o da
collaboratori/consulenti dell’OR di potenziali conflitti di
interesse.
– visura camerale completa comprensiva del certificato di vigenza
della societa’ e con annotazione antimafia;
– atto costitutivo e statuto;
– idonee referenze bancarie di data non anteriore a tre mesi a quella
relativa alla presentazione dell’istanza, dalle quali risulti che
il concorrente ha sempre fatto fronte ai suoi impegni con
regolarita’ e puntualita’;
– bilanci consuntivi degli ultimi 3 anni per le societa’ gia’
costituite e avviate (c.d. documentazione che dimostri la
disponibilita’ delle risorse finanziarie per lo svolgimento delle
attivita’ per cui e’ concessa la notifica);
– bilancio preventivo dell’anno in corso;
– dettagliato business plan, per le societa’ neo-costituite o
costituite nell’anno precedente alla domanda di notifica;
– eventuale estratto legale del libro soci;
– eventuale estratto del libro matricola;
– eventuale estratto dei verbali di assemblea e/o dichiarazione
attestante il conferimento dei soci (per le societa’ di capitali);
– elenco del personale tecnico responsabile delle valutazioni ai fini
della redazione della dichiarazione di verifica CE per i
sottosistemi o della dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’
all’impiego per i componenti di interoperabilita’, con la
specificazione di:
• rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione intercorrente
con l’OR;
• qualifiche;
• titoli di studio;
• mansioni;
• relativi curricula, che dovranno essere prodotti in forma di
autocertificazione dai singoli interessati con dichiarazione
liberatoria in merito al trattamento dei dati personali ai sensi
del decreto legislativo n. 196/2003 e vistati dal legale
rappresentante della societa’;
• in particolare, per il personale preposto al settore specifico
del controllo, dichiarazione attestante un’esperienza non inferiore
a tre anni; per il personale preposto al coordinamento tecnico
delle attivita’ di verifica, dichiarazione attestante un’esperienza
di almeno dieci anni nei settori tecnici ferroviari per i quali
l’OR richiede di essere riconosciuto;
• l’abilitazione alla protezione dei cantieri di lavoro, per il
personale preposto alle prove dei sottosistemi che richiedono
interventi sulle linee ferroviarie e sui rotabili;
– procedura utilizzata per valutare il livello minimo di competenze
richiesto ai laboratori di prova, se non gia’ previsto dal manuale
di qualita’;
– elenco dei laboratori di cui l’OR intende avvalersi per lo
svolgimento dei propri compiti con indicazioni relative al numero
totale ed alla ripartizione secondo il settore specifico di
competenza ed alle attrezzature specifiche;
per ciascuno dei citati laboratori la seguente documentazione:
– copia conforme del contratto e/o accordo commerciale da cui risulti
l’impegno del laboratorio ad eseguire per conto dell’OR le
verifiche di cui all’Allegato XI del presente decreto. Nel
contratto dovranno essere precisate le verifiche, tra quelle
indicate nei venti punti dell’Allegato XI di cui sopra, che saranno
espletate dal laboratorio;
– polizza di assicurazione di responsabilita’ civile e relativo
massimale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attivita’
di prova (tale polizza non e’ richiesta in caso di laboratori
pubblici);
– estremi del manuale di qualita’ redatto secondo le norme UNI CEI EN
ISO IEC serie 17025 e successive modificazioni o integrazioni per i
laboratori accreditati; presentazione del manuale di qualita’ e
relative procedure per i laboratori che non siano in possesso di
certificati di accreditamento;
– documenti attestanti la qualificazione e l’idoneita’ degli stessi
ai requisiti di competenza/conoscenza necessari per le verifiche
della conformita’ dei sottosistemi e dei componenti e ai requisiti
di cui alle norme UNI EN ISO IEC serie 17020:2005 e successive
modificazioni o integrazioni, per le prove rientranti in settori
diversi.

Firma del legale rappresentante ……………….

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato XI

VERIFICHE DELLA CONFORMITA’ DI COMPONENTI E SOTTOSISTEMI PER I QUALI
E’ RICHIESTA UNA SPECIFICA QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE TECNICO.

1. Dinamica di marcia del materiale rotabile;

2. Controllo della sagoma cinematica;

3. Caratteristiche del binario e dei deviatoi;

4. Interazione ruota rotaia – conicita’ equivalente;

5. Sistemi di prova di sghembo e di svio;

6. Caratteristiche aerodinamiche dei rotabili;

7. Prestazione di trazione e di frenatura;

8. Sistemi frenanti;

9. Compatibilita’ elettromagnetica sui sistemi di bordo e di terra
del segnalamento, control-command e trasmissione dati;

10. Captazione e interazione pantografo catenaria;

11. Sistemi di segnalamento, telecomunicazioni e control-command;

12. Inquinamento acustico, elettromagnetico e ambientale indotti dal
sistema;

13. Sollecitazioni statiche e dinamiche sulle opere d’arte
ferroviarie, modalita’ costruttive e di verifica strutturale;

14. Sistemi di controllo non distruttivi su materiali e componenti;

15. Sistemi di alimentazione elettrica, trasformazione e
distribuzione dell’energia sia di terra che a bordo del materiale
rotabile;

16. Componenti d’interoperabilita’ di sicurezza;

17. Caratteristiche dei materiali (tossicita’, resistenza meccanica
ed al fuoco, ecc.);

18. Sicurezza del software;

19. Dispositivi antinfortunistici degli impianti elettrici
dell’infrastruttura e del materiale rotabile (sistemi di messa a
terra, di protezione, di telecomando, monitoraggio e di
sezionamento, ecc.);

20. Serbatoi in pressione.

Capo VII Registri della rete e dei veicoli

Allegato XII

COMPETENZE ED ATTREZZATURE SPECIFICHE PER I LABORATORI DI PROVA IN
CAMPO FERROVIARIO.

1. Competenze del personale tecnico impiegato nell’effettuazione
delle prove rientranti nei settori di cui all’Allegato XI.

In generale:
– conoscenze sui rotabili ferroviari, sulle norme di circolazione e
sui regolamenti e norme di esercizio ferroviario;
– conoscenza e capacita’ di applicazione delle norme di riferimento
per i requisiti generali dei laboratori di prova e calibrazione
(UNI CEI EN ISO IEC 17025 e successive modificazioni e
integrazioni);
– conoscenze sulle tecniche di misura delle grandezze, sul
trattamento statistico dei dati e sul calcolo dell’incertezza di
misura e degli errori. Sviluppo delle tecniche di misura e
trattamento dei dati anche mediante strumentazione virtuale;
– formazione, addestramento e capacita’ acquisiti attraverso una
esperienza lavorativa documentata di almeno cinque anni nel campo
specifico di utilizzazione.

Per le prove di cui ai punti 1, 4, 5 e 6 dell’Allegato XI:
– conoscenze del rodiggio e dell’armamento, delle norme per la
determinazione del coefficiente di svio e della souplesse, della
dinamica di marcia e dell’interazione ruota-rotaia e
dell’aerodinamica dei rotabili;
– sviluppo delle tecniche di misura di forze e spostamenti anche con
metodi estensimetrici.

Per le prove di cui al punto 2 dell’Allegato XI:
– conoscenza delle normative internazionali di riferimento per la
determinazione della sagoma di costruzione del materiale rotabile e
delle sagome cinematiche dei rotabili nonche’ della interazione fra
le sagome cinematiche e gli ostacoli della infrastruttura.

Per le prove di cui ai punti 7, 9, 10, e 12 dell’allegato XI:
– conoscenze dei circuiti di potenza, ausiliari e controllo del
materiale rotabile motore, della compatibilita’ tra rotabili e
sistemi di segnalamento, dei sistemi di trasmissione bordo-bordo e
terra-bordo, della interazione pantografo catenaria;
– sviluppo delle tecniche per la caratterizzazione dei campi
elettrici e magnetici e per i rilievi acustici, per quest’ultimo
punto e’ prescritto il possesso dei titoli di studio, competenze ed
esperienza secondo quanto previsto dalla legislazione italiana.

Per le prove di cui al punto 8 dell’Allegato XI:
– conoscenze degli impianti freno e dei componenti e sottoassiemi
costituenti gli impianti freno, e delle norme per la determinazione
delle prestazioni di frenatura.

Per le prove di cui al punto 11 dell’Allegato XI:
– conoscenze sulla funzionalita’, sulla verifica e validazione dei
sistemi di segnalamento ferroviario.

Per le prove di cui al punto 14 dell’Allegato XI:
– possesso delle abilitazioni secondo i riferimenti internazionali
secondo livelli di qualificazione coerenti con la tipologia di
prove da effettuare.

2. Attrezzature.

In armonia con le norme UNI CEI EN ISO IEC 17025 e successive
modifiche e integrazioni la strumentazione e le apparecchiature di
misura devono essere opportunamente tarate. Presso il laboratorio
deve essere tenuto un registro della strumentazione e delle
apparecchiature di misura in cui sia riportata la storia e le
tarature periodiche.
Di tutta la strumentazione e delle apparecchiature deve essere noto
il grado di incertezza al fine della determinazione della precisione
della misura. Il laboratorio deve avere disponibilita’ di idonei
rotabili, dotati di strumentazione, per le verifiche in linea che ne
richiedono l’impegno.

DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 – Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario. (10G0213) – (GU n. 271 del 19-11-2010

Ingegneri.info