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Decreto Ministeriale 06/06/1968

Decreto Ministeriale 06/06/1968 - Determinazione delle dosi e delle concentrazioni massime ammissibili ai fini della protezione sanitaria dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti. Gazzetta Ufficiale 30/08/1968 n. 220

Decreto Ministeriale del 06/06/1968

(Pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale Italiana n° 220 del 30/08/1968)

Determinazione delle
dosi e delle concentrazioni massime ammissibili ai fini della
protezione sanitaria dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti

TESTO

Capo I – Generalità e definizioni.

Art. 1.

Ai fini della
protezione sanitaria dai pericoli derivanti dalle radiazioni
ionizzanti dei lavoratori professionalmente esposti, non
professionalmente esposti, dei lavoratori autonomi e dei dipendenti da
terzi incaricati di particolari compiti nell’ambito aziendale, sono
fissate, con il presente decreto, le dosi e le concentrazioni massime
ammissibili, nonché i relativi criteri di computo.

Art. 2.

Per
irradiazione globale si intende quella relativa all’intero organismo,
o, comunque, alle gonadi ovvero agli organi ematopoietici. Essa può
essere globale-interna, globale-esterna e globale-totale; è
globale-totale ove si consideri la somma dell’irradiazione interna e
di quella esterna.

Art. 3.

Per irradiazione parziale si intende
quella riguardante organi o parti del corpo, esclusi le gonadi e gli
organi ematopoietici. Essa può essere parziale-interna,
parziale-esterna o parziale-totale; è parziale-totale ove si consideri
la somma dell’irradiazione interna e di quella esterna.

Capo II –
Dosi e concentrazioni massime ammissibili per i lavoratori
professionalmente esposti.

Art. 4. Dose massima ammissibile per
irradiazione globale-totale. –

La dose massima ammissibile per
irradiazione globale-totale è stabilita sulla base di una dose media
di 5 rem all’anno ed è computata in funzione dell’età; essa si deduce
dallo sviluppo della formula D = 5 (N-18), nella quale “D” rappresenta
la dose massima ammissibile espressa in rem ed “N” l’età del
lavoratore espressa in anni. La dose considerata è quella che viene
effettivamente ricevuta al livello delle gonadi o degli organi
ematopoietici.

La dose accumulata per irradiazione globale-totale
durante un periodo comprendente 13 settimane consecutive non deve
superare i 3 rem. L’assorbimento in una sola volta di una dose di 3
rem è ammessa solo in casi di stretta necessità.

Art. 5. Dosi massime
ammissibili per irradiazione globale-totale di lavoratori esposti per
la prima volta in età superiore ai 18 anni. –

Fermo restando quanto
stabilito dal precedente art. 4 sui limiti massimi di dose in funzione
dell’età, i lavoratori addetti per la prima volta, in età superiore ai
18 anni, ad attività comportanti esposizione professionale alle
radiazioni ionizzanti, non possono accumulare, per irradiazione
globale-totale, una dose superiore a 3 rem durante un periodo di 13
settimane consecutive e superiore a 12 rem durante un anno.

Art. 6.
Dosi massime ammissibili per irradiazione globale-totale di lavoratori
con precedenti esposizioni professionali. –

Per i lavoratori che
abbiano già svolto attività comportanti esposizione professionale alle
radiazioni ionizzanti, può essere ammessa, per irradiazione
globale-totale, una accumulazione di dosi al ritmo di 3 rem in 13
settimane fino al raggiungimento della dose massima ammissibile
computata in base alla formula indicata all’art. 4, sempreché la dose
precedentemente accumulata sia nota con certezza e risulti inferiore
alla dose ricavabile dalla formula medesima. Qualora invece la dose
precedentemente accumulata non sia nota con certezza, si deve
presumere che sia stata raggiunta la dose massima ammissibile
ricavabile dalla formula. Analoga presunzione deve essere fatta
allorquando la dose precedentemente accumulata, pur essendo nota con
certezza, sia superiore alla dose risultante dalla formula, per il
fatto di essere stati osservati, in passato, criteri protettivi
diversi da quelli stabiliti dal presente decreto.

Art. 7. Dose media
per intervallo di tempo. –

La dose media per intervallo di tempo, da
osservarsi ai fini dell’applicazione dell’art. 67, lettera c) del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185,
relativa ai dispositivi di protezione, è quella che può essere
effettivamente ricevuta per irradiazione globale-totale. Essa è
stabilita in 0,1 rem per settimana.

Art. 8. Dose massima ammissibile
per irradiazione parziale-totale. –

La dose massima ammissibile per
una irradiazione parziale-totale che non comporti per le gonadi o per
gli organi ematopoietici l’assorbimento di dosi superiori ai limiti
fissati dall’art. 4, è stabilita come segue:

a) 15 rem in 13
settimane e 60 rem in un anno, per irradiazione delle estremità (mani,
avambracci, piedi, caviglie); b) 8 rem in 13 settimane e 30 rem in un
anno, per irradiazione della pelle o del tessuto osseo;

c) 4 rem in
13 settimane e 15 rem in un anno, per irradiazione di altri organi,
considerati separatamente, e dei cristallini.

Art. 9. Concentrazioni
massime ammissibili. –

Le concentrazioni massime ammissibili di
ciascun nuclide radioattivo sono stabilite nei valori riportati nelle
tabelle A, B, C, D, E, di cui all’allegato al presente decreto, per
l’ipotesi di una esposizione continua di 168 ore la settimana.

La
tabella A riporta le concentrazioni nell’acqua potabile e nell’aria
inalata relative a nuclidi identificati; la tabella B, le
concentrazioni nell’acqua potabile e nell’aria inalata da osservarsi
per i nuclidi, radioattivi identificati, non compresi nella tabella A;
la tabella C, le concentrazioni nell’acqua potabile e nell’aria
inalata da assumersi per il caso di miscele note di nuclidi
radioattivi identificati; la tabella D, le concentrazioni nell’acqua
potabile da assumersi per il caso di miscele di nuclidi radioattivi
non identificati; la tabella E, le concentrazioni nell’aria inalata da
assumersi per il caso di miscele di nuclidi radioattivi non
identificati.

Art. 10. Criteri di computo e limitazioni conseguenti
ad irradiazione esterna eccezionale non concordata. –

I criteri di
computo delle dosi nella eventualità di irradiazione esterna
eccezionale non concordata, globale o parziale, sono stabiliti come
appresso:

a) nel caso di una irradiazione globale-esterna, con
assunzione di dose non superiore a 25 rem, che determini il
superamento della dose accumulata di cui al secondo comma dell’art. 4,
ma non della dose massima ammissibile calcolata con la formula
indicata all’articolo medesimo, le successive esposizioni devono
essere ridotte ad una dose massima di 1,5 rem al trimestre fino a
quando risulti compensata la eccedenza della dose accumulata rispetto
ai valori considerati nell’articolo medesimo;

b) nel caso di una
irradiazione globale-esterna, con assunzione di dose non superiore a
25 rem, che determini il superamento sia della dose accumulata di cui
al secondo comma dell’art. 4 che della dose massima ammissibile
calcolata con la formula di cui all’articolo medesimo, le successive
esposizioni devono essere ridotte ad una dose massima di 2,5 rem in un
anno fino a che la dose accumulata sia nuovamente conforme alla
formula predetta;

c) nel caso di una irradiazione parziale-esterna,
con assunzione di dose non superiore a 120 rem per le estremità, 60
rem per la pelle e 30 rem per i cristallini, che determini il
superamento delle dosi massime ammissibili di cui all’art. 8, le
successive esposizioni della parte interessata devono essere ridotte
alla metà delle dosi stabilite dall’articolo medesimo, fino a quando
non si consegua la compensazione dell’aliquota di dose
eccedente.

Art. 11. Limitazioni conseguenti ad irradiazione interna
eccezionale non concordata. –

I lavoratori che abbiano subito una
irradiazione interna eccezionale non concordata che comporti
introduzione di nuclidi radioattivi in quantita (espressa in
microcurie) inferiore a quella ottenuta moltiplicando per 15.109 i
valori delle concentrazioni massime ammissibili per l’aria inalata
riportati nelle tabelle A, B, C, E, di cui all’allegato al presente
decreto, possono successivamente essere esposti, al massimo, a
concentrazioni comunque non superiori alla metà di quelle di cui alle
citate tabelle; ciò per tutto il tempo necessario a compensare
l’eccedenza dei nuclidi introdotti nel corso della irradiazione
eccezionale rispetto alla contaminazione massima ammissibile, che è
quella derivante dall’esposizione alle concentrazioni massime
ammissibili.

Art. 12. Dosi massime ammissibili per irradiazione
eccezionale concordata globale-esterna. –

La dose massima
ammissibile per irradiazione eccezionale concordata globale-esterna,
somministrabile in una sola volta o in più aliquote, è stabilita in 12
rem. Qualora la dose accumulata a seguito di una tale irradiazione sia
inferiore alla dose massima ammissibile calcolata in base alla formula
di cui all’art. 4 e la dose trimestrale superi i 3 rem, le successive
esposizioni devono essere ridotte ad una dose massima di 1,5 rem al
trimestre, fino a quando risulti compensata l’eccedenza della dose
accumulata rispetto ai valori di cui al secondo comma dell’art. 4. Se
invece la dose accumulata è superiore alla dose massima ammissibile
calcolata in base alla formula di cui all’art. 4, le successive
esposizioni devono essere ridotte ad una dose massima di 2,5 rem per
anno, fino a quando la dose accumulata rientri nei valori stabiliti
dalla formula predetta.

Art. 13. Dosi massime ammissibili per
irradiazione eccezionale concordata parziale-esterna. –

Le dosi
massime ammissibili per irradiazione eccezionale concordata
parziale-esterna sono stabilite in:

a) 60 rem per le estremità
(mani, avambracci, piedi, caviglie);

b) 30 rem per la pelle, esclusa
quella delle estremità per le quali vale il valore indicato al
precedente alinea a);

c) 15 rem per i cristallini. Le dosi così
ricevute vanno sommate alle dosi accumulate durante l’anno in corso.
Le successive esposizioni della parte interessata devono essere
ridotte alla metà delle dosi stabilite dall’art. 8, fino a quando s…

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Decreto Ministeriale 06/06/1968

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