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Decreto Ministeriale 12/09/1985

Decreto Ministeriale 12/09/1985 - Disposizioni recanti criteri e modalità di ordine generale per l'applicazione del regolamento CEE n. 797/85 del Consiglio in data 12-3-1985 relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie.

Decreto Ministeriale 12/09/1985
Disposizioni recanti criteri e
modalità di ordine generale per l’applicazione del regolamento CEE n.
797/85 del Consiglio in data 12-3-1985 relativo al miglioramento
dell’efficienza delle strutture agrarie.

Modificato ai sensi del:
DECRETO MINISTRO DELL’AGRICOLTURA 26 SETTEMBRE 1985 Modificazioni Al
Decreto Ministeriale 12 Settembre 1985 Recante Norme Di Attuazione Al
Regolamento CEE N. 797/85 Del Consiglio Relativo Al Miglioramento
Dell’efficienza Delle Strutture Agrarie –
Testo coordinato –

Art.
1.
FINALITA’ GENERALI
1. Il presente decreto ha lo scopo di
stabilire criteri e modalità di ordine generale per l’applicazione del
regolamento CEE n. 797/85 del Consiglio in data 12-3-1985 relativo al
miglioramento dell’efficienza delle strutture agrarie denominato in
appresso “regolamento”.
2. Gli interventi nei diversi settori sono
attuati dalle regioni a statuto ordinario in conformità alle
disposizioni contenute nei Decreti del Presidente della Repubblica
15-1-1972 n. 11 e 24-7-1977 n. 616, dalle regioni a statuto speciale
province autonome nell’ambito dei rispettivi statuti.
3. Le regioni,
degli interventi e per le finalità previste dal regolamento di cui al
primo comma provvedono, in collegamento con le azioni previste dal
regolamento CEE n. 270/79, ad istituire servizi di sviluppo agricolo
integrati, comprendenti attività di assistenza tecnica, divulgazione
agricola, qualificazione, formazione ed aggiornamento professionale,
informazione socio- economica, sperimentazione e dimostrazione
agraria.
Art. 2.
BENEFICIARI
1. Possono beneficiare degli interventi
di cui al titolo I del regolamento, purché in possesso dei requisiti
richiesti dall’art. 2, paragrafo 1 dello stesso regolamento i seguenti
imprenditori agricoli:
a) i coltivatori diretti, proprietari o
affittuari, mezzadri e coloni anche in mancanza di accordi con il
concedente, ovvero mezzadri e coloni congiuntamente con il conduttore
concedente, enfiteuti loro familiari coadiuvanti in forma stabile e
permanente;
b) i proprietari, usufruttuari ed affittuari conduttori;

c) le cooperative agricole costituite ai sensi della legislazione
sulla cooperazione;
d) le associazioni di coltivatori diretti,
enfiteuti, coloni, loro familiari coadiuvanti in forma stabile e
permanente, proprietari, usufruttuari ed affittuari conduttori;
e) le
società di persone che conducono direttamente aziende agricole di cui
siano proprietari o di cui abbiano comunque la disponibilità . Le
regioni e le province autonome, nei limiti indicati dall’art. 6 del
regolamento, stabiliscono le condizioni d’ammissibilità.
2. Il
requisito di imprenditore agricolo a titolo principale e quello
relativo alla capacità professionale di cui all’art. 2, paragrafo 1,
lettere a) e b), del regolamento sono accertati sulla base delle
disposizioni legislative regionali, emanate in applicazione della
direttiva numero 72/159/CEE.
In mancanza, si applicano gli articoli
12 e 13 della legge 9-5-1975, n. 153.
3. Per le cooperative di cui
alla lettera c) del presente articolo, aventi per oggetto esclusivo la
gestione di aziende agricole, si può far luogo alla concessione degli
aiuti agli investimenti previsti dal titolo I del regolamento, alle
condizioni che saranno fissate dalla commissione delle Comunità
europee, anche se solo una parte dei soci è in possesso dei requisiti
soggettivi prescritti.
Art. 3.
PIANO DI MIGLIORAMENTO
Le regioni e
le province autonome possono apportare, ove necessario, eventuali
modifiche al contenuto dello schema di piano riportato nell’allegato 1
al presente decreto per adattarlo alle diverse realtà agricole. Tali
modifiche debbono essere comunicate alla CEE per il tramite del
Ministero dell’agricoltura e delle foreste. “In ogni caso il piano di
miglioramento deve essere redatto in conformità a quanto disposto
dall’art. 2, paragrafo 4, del regolamento CEE 797/85”.
Art. 4.

REDDITO DI RIFERIMENTO
1. Le regioni e le province autonome
determinano, entro il 30 novembre di ciascun anno, il reddito di
riferimento per la concessione degli aiuti agli investimenti ai sensi
del paragrafo 3, dell’art. 2 del regolamento.
2. L’istituto centrale
di statistica fornisce al ministero dell’agricoltura e delle foreste e
alle regioni e province autonome, entro e non oltre il 31 ottobre di
ciascun anno, i dati sulle retribuzioni medio pro-capite dei
lavoratori dipendenti addetti ai settori extra-agricoli, nonché il
coefficiente medio di incremento nel triennio precedente, con
riferimento alle singole regioni e province autonome.
3. Le regioni e
le province autonome comunicano al ministero dell’agricoltura e delle
foreste, entro e non oltre il 31 dicembre di ciascun anno, i livelli
dei redditi di riferimento, che non potranno in nessun caso superare
l’ammontare delle retribuzioni medie lorde regionali dei dipendenti
appartenenti ai settori extra-agricoli.
4. In caso di mancata
comunicazione da parte degli organi regionali e provinciali nel
termine sopra fissato, il ministero dell’agricoltura e delle foreste
provvede direttamente a completare il quadro nazionale dei livelli di
riferimento per gli adempimenti dovuti in sede comunitaria.
Art. 5.

INTERVENTI
1. Gli imprenditori agricoli, i cui piani di
miglioramento siano stati approvati, possono beneficiare dei seguenti
aiuti agli investimenti di cui all’art. 4, primo paragrafo del
regolamento:
a) contributi in conto capitale o loro equivalente sotto
forma di concorso nel pagamento degli interessi o una combinazione di
queste due forme per gli investimenti globalmente necessari alla
realizzazione del piano di miglioramento;
b) garanzie per i mutui da
contrarre e i relativi interessi.
Art. 6.
CONTRIBUTO IN CONTO
CAPITALE
1. Il contributo in conto capitale, che può riguardare un
volume di investimento fino alla concorrenza di un importo non
superiore a 60.000 ECU per ULU e a 120.000 ECU per azienda, viene
fissato nella misura massima prevista dall’art. 4, paragrafo 2, del
regolamento.
2. Per i piani di miglioramento presentati entro il 30
settembre 1987, si applica la maggiorazione dei contributi prevista
dall’art. 4, paragrafo 2, quarto comma, del regolamento.
3. Per
particolari situazioni le regioni e province autonome possono
apportare riduzioni fino al 20% degli ammontari massimi del contributo
concedibile.
4. Alle condizioni fissate all’art. 6, paragrafo 4,
primo e secondo trattino, e 5 del regolamento, l’importo totale degli
investimenti ammissibili è elevato a 450.000 ECU per i soggetti
indicati all’art. 2, lettera c), del presente decreto.
Art. 7.
(1)
MUTUI
1. Per la concessione del concorso nel pagamento degli
interessi sui mutui quindicennali contratti per la realizzazione dei
piani di miglioramento aziendali si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni contenute negli artt. 18, primo comma, e 19 della
legge 9-5-1975, n. 153.
2. Il concorso nel pagamento degli interessi
capitalizzato per gli anzidetti mutui non può superare il valore degli
aiuti fissati dall’art. 6 del presente decreto, ad eccezione degli
aiuti previsti dall’art. 8, paragrafo 1, del regolamento CEE n.
797/85, a condizione che tali aiuti siano concessi in conformità delle
disposizioni contenute negli artt. 92, 93 e 94 del trattato CEE.
3.
Fatta salva la disposizione prevista dall’art. 8, paragrafo 3, del
sopracitato regolamento n. 797/85, per le aziende agricole il cui
imprenditore non soddisfa le condizioni di cui all’art. 2 dello stesso
regolamento, il concorso capitalizzato sui mutui quindicinali e sui
prestiti di dotazione di durata superiore ad un anno non può superare
il 75 per cento dell’ammontare massimo degli aiuti comunitari fissati
per i diversi investimenti dall’art. 4, paragrafo 2, del regolamento
medesimo, ad eccezione degli aiuti per la realizzazione di risparmi di
energia, per la tutela ed il miglioramento dell’ambiente, per il
miglioramento fondiario. Tali aiuti possono raggiungere gli importi
massimi fissati all’art. 4, paragrafo 2, del regolamento n. 797/85, a
condizione che siano concessi in conformità delle disposizioni
contenute negli artt. 92, 93, e 94 del trattato CEE.
4. Per gli
investimenti nel settore lattiero e vinicolo si applicano i limiti e
le restrizioni contenuti nell’art.3, paragrafi 3 e 4 del regolamento
n. 797/85/CEE.
5. E’ vietata la concessione d’aiuti a favore delle
aziende che operano nel settore avicolo, ad eccezione dei casi
previsti dall’art. 8, paragrafo 4, secondo capoverso, del regolamento
n. 797/85. I commi 3, 4 e 5 si applicano anche al credito
agrario.

(1) Articolo così sostituito dall’articolo unico del decreto
ministeriale 26-3-1986.

Art. 8.
GARANZIA FIDEJUSSORIA
1. Agli
imprenditori agricoli, il cui piano di miglioramento sia stato
approvato e che abbiano ottenuto il nulla osta per la concessione del
concorso nel pagamento degli interessi ai sensi dell’art. 6, ma non
siano in grado di prestare sufficienti garanzie per la contrazione di
mutui con gli istituti di credito, è concessa da parte della sezione
speciale di Fondo interbancario di cui alla legge 2-6-1961, n. 454, e
successive modificazioni ed integrazioni, fidejussione per la
differenza tra l’ammontare del mutuo compresi i relativi interessi, ed
il valore cauzionale delle garanzie offerte, maggiorato del valore
attualizzato del concorso negli interessi.
2. Per le modalità e i
limiti della fidejussione, si applicano le disposizioni contenute
negli articoli 20 e 21 della legge 9-5-1975, n. 153.
Art. 9.
GIOVANI
AGRICOLTORI
1. Ai giovani agricoltori di età inferiore ai 40 anni,
che ne facciano richiesta e che soddisfino le condizioni soggettive ed
oggettive richieste dall’art. 7 del regolamento, sono concesse le
seguenti provvidenze: – un premio di primo insediamento di 7.500 ECU
sotto forma di contributo “una tantum” o equivalente sotto forma di
c…

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