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Decreto Ministeriale 19/08/1996

Decreto Ministeriale 19/08/1996 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo. Suppl. Ordinario G.U. 12/09/1996 n. 214

Decreto Ministeriale 19/08/1996
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento
e di pubblico spettacolo.
Suppl. Ordinario G.U. 12/09/1996 n. 214

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Visto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della legge 26 giugno 1965, n. 966;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
Visto l’art. 4 del decreto legge 28 agosto 1995, n. 361, convertito
nella legge 27 ottobre 1995, n. 437;
Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577;
Espletata la procedura di informazione prevista dalla legge 21 giugno
1986, n. 317;
Decreta:
Art. 1
(Campo di applicazione)
1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni di
prevenzione incendi riguardanti la progettazione, la costruzione e
l’esercizio dei sottoelencati locali:
a) teatri;
b) cinematografi;
c) cinema-teatri;
d) auditori e sale convegno;
e) locali di trattenimento, ovvero locali destinati a trattenimenti ed
attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzate per
accogliere spettacoli, con capienza superiore a 100 persone;
f) sale da ballo e discoteche;
g) teatri tenda;
h) circhi;
i) luoghi destinati a spettacoli viaggianti e parchi di divertimento;
l) luoghi all’aperto, ovvero luoghi ubicati in delimitati spazi
all’aperto attrezzati con impianti appositamente destinati a
spettacoli o intrattenimenti e con strutture apposite per lo
stazionamento del pubblico.
Rientrano nel campo di applicazione del presente decreto i locali
multiuso utilizzati occasionalmente per attività di intrattenimento e
pubblico spettacolo.
Ai locali di trattenimento, di cui alla precedente lettera e), con
capienza non superiore a 100 persone, si applicano le disposizioni di
cui al titolo XI dell’allegato.
2. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto:
a) i luoghi all’aperto, quali piazze e aree urbane prive di strutture
specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per
assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con uso di palchi
o pedane per artisti, purchè di altezza non superiore a m 0,8 e di
attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora,
purchè installate in aree non accessibili al pubblico;
b) i locali, destinati esclusivamente a riunioni operative, di
pertinenza di sedi di associazioni ed enti;
c) i pubblici esercizi dove sono impiegati strumenti musicali in
assenza dell’aspetto danzante e di spettacolo;
d) i pubblici esercizi in cui è collocato l’apparecchio musicale
“karaoke” o simile, a condizione che non sia installato in sale
appositamente allestite e rese idonee all’espletamento delle
esibizioni canore ed all’accoglimento prolungato degli avventori, e la
sala abbia capienza non superiore a 100 persone;
e) i pubblici esercizi dove sono installati apparecchi di
divertimento, automatici e non, in cui gli avventori sostano senza
assistere a manifestazioni di spettacolo (sale giochi).
3. Le disposizioni del presente decreto si applicano ai locali di
nuova realizzazione ed a quelli esistenti alla data di entrata in
vigore dello stesso, già adibiti ad attività di cui al comma 1, nel
caso siano oggetto di interventi comportanti la loro completa
ristrutturazione e/o il cambio di destinazione d’uso, con esclusione
degli interventi di manutenzione ordinaria, di cui all’art. 31,
lettera a) della legge 5 agosto 1978, n. 457. Nel caso che gli
interventi, effettuati su locali esistenti, comportino la sostituzione
o modifica di impianti e/o attrezzature di protezione attiva
antincendio, la modifica parziale delle caratteristiche costruttive
e/o del sistema di vie di uscita, e/o ampliamenti, le disposizioni del
presente decreto si applicano solamente agli impianti e/o alle parti
della costruzione oggetto degli interventi di modifica. In ogni caso
gli interventi di modifica effettuati su locali esistenti, che non
comportino un loro cambio di destinazione, non possono diminuire le
condizioni di sicurezza preesistenti.
Art. 2
(Obiettivi)
Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di raggiungere i
primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle
persone e alla tutela dei beni, i locali di trattenimento e di
pubblico spettacolo devono essere realizzati e gestiti in modo da:
a) minimizzare le cause di incendio;
b) garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di
assicurare il soccorso agli occupanti;
c) limitare la produzione e la propagazione di un incendio all’interno
del locale;
d) limitare la propagazione di un incendio ad edifici e/o locali
contigui;
e) assicurare la possibilità che gli occupanti lascino il locale
indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in
condizioni di sicurezza.
Art. 3
(Disposizioni tecniche)
Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, è
approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al
presente decreto.
Art. 4
(Commercializzazione CEE)
I prodotti provenienti da uno dei Paesi della Unione europea, ovvero
originari di Paesi contraenti l’accordo SEE, legalmente riconosciuti
sulla base di norme armonizzate o di norme o regole tecniche straniere
riconosciute equivalenti, possono essere commercializzati in Italia
per essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal
presente decreto. Nelle more della emanazione di apposite norme
armonizzate, agli estintori, alle porte e agli elementi di chiusura
per i quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco, nonchè ai
prodotti per i quali è richiesto il requisito di reazione al fuoco, si
applica la normativa italiana vigente, che prevede specifiche clausole
di mutuo riconoscimento, concordate con i servizi della Commissione
CEE, stabilite nei seguenti decreti del Ministro dell’interno:
– decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
– decreto 5 agosto 1991 per i materiali ai quali è richiesto il
requisito di reazione al fuoco;
– decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
– decreto 14 dicembre 1993 per le porte e gli altri elementi di
chiusura ai quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco.
Art. 5
(Disposizioni per i locali esistenti)
I locali esistenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto, per i quali le commissioni di vigilanza – di cui all’art. 141
del Regolamento per l’esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n.
773, delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6
maggio 1940, n. 635 – hanno rilasciato il prescritto parere favorevole
ai fini dell’agibilità, devono essere adeguati alle disposizioni
previste al titolo XIX dell’allegato, entro i termini ivi stabiliti.
Sono fatte salve le deroghe concesse, ai sensi dell’art. 21 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577,
antecedentemente l’emanazione del presente decreto.
Art. 6
(Deroghe)
Qualora in ragione di particolari esigenze di ordine tecnico o
funzionale non fosse possibile il rispetto di qualcuna delle
prescrizioni contenute nella regola tecnica allegata al presente
decreto, potrà essere avanzata motivata richiesta di deroga ai sensi
dell’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577, e successive modifiche e integrazioni.
Art. 7
(Disposizioni complementari e finali)
Sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi
impartite in materia.
I servizi di vigilanza antincendio, nei locali ricadenti nel campo di
applicazione del presente decreto, sono espletati dal Corpo nazionale
dei vigili del fuoco, secondo la vigente normativa.
Allegato
Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento
e di pubblico spettacolo
Titolo I
DEFINIZIONI
Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali, si rimanda
a quanto emanato con decreto del Ministro dell’interno 30 novembre
1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).
Inoltre, ai fini delle presenti norme, si definiscono:
– Auditori e sale convegno: locali destinati a concerti, conferenze,
congressi e simili;
– Cinema-teatri: locali destinati prevalentemente a proiezioni
cinematografiche ed attrezzati con scena per lo svolgimento di
rappresentazioni teatrali e spettacoli in genere;
– Cinematografi: locali, con o senza semplice pedana, destinati
prevalentemente a proiezioni cinematografiche;
– Circhi: locali destinati alla presentazione al pubblico di
manifestazioni di abilità, forza e coraggio, con o senza l’intervento
di animali feroci o domestici;
– Locali: insieme dei fabbricati, ambienti e luoghi destinati allo
spettacolo e trattenimento, compresi i servizi vari e disimpegni ad
essi annessi; convenzionalmente si considerano anche le attività di
cui all’art. 1, comma 1, lettere i) ed l);
– Locali di trattenimento: locali destinati a trattenimenti ed
attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzate per
accogliere spettacoli;
– Locali multiuso: locali adibiti ordinariamente ad attività non
rientranti nel campo di applicazione del presente decreto, utilizzati
occasionalmente per intrattenimenti e pubblici spettacoli;
– Luoghi all’aperto: luoghi ubicati in delimitati spazi all’aperto
attrezzati con impianti appositamente destinati a spettacoli o
intrattenim…

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