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Decreto Ministeriale 20/07/1987

Decreto Ministeriale 20/07/1987 - Istituzione di riserve naturali statali in zone demaniali.

Decreto Ministeriale 20/07/1987
Istituzione di riserve naturali
statali in zone demaniali.

ISTITUZIONE DI RISERVE NATURALI
STATALI IN ZONE DEMANIALI

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE

di concerto con

IL MINISTRO DELLE FINANZE e IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E DELLE
FORESTE

Visti l’art.41 della Costituzione, secondo il quale
l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità
sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla
dignità umana, l’art.42 della Costituzione, secondo il quale la
proprietà è pubblica e privata ed è riconosciuta e garantita dalla
legge allo scopo di assicurarne la funzione sociale, e l’art.44 della
Costituzione, che pone l’obbligo di conseguire il razionale
sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali;

Vista la
legge 30 dicembre 1923, n. 3267, che, all’art. 1, dichiara di
sottoporre a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasi
natura e destinazione e considera danno pubblico le denudazione e la
perdita di stabilità dei terreni, ovvero la turbativa del regime delle
acque;

Visto l’art.826 del codice civile, che considera “beni
patrimoniali indisponibili” le foreste costituenti il demanio
forestale dello Stato;

Vista la legge 1° marzo 1975, n. 47, che detta
norme per la difesa e la conservazione del patrimonio boschivo dagli
incendi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, che, all’art. 66, accomuna le funzioni amministrative
relative all’uso dei boschi e delle foreste a quelle di protezione
della natura comprese l’istituzione di parchi e riserve naturali e la
tutela delle zone umide, ed accorpa, all’art. 80, le funzioni
riguardanti le operazioni di salvaguardia e di trasformazione del
suolo a quelle concernenti la protezione dell’ambiente;

Vista la
legge 27 dicembre 1977, n. 968, che, all’articolo 1, sancisce che la
fauna selvatica italiana costituisce patrimonio indisponibile dello
Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale;

Visto,
in particolare, l’art.83 del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 616 del 1977, il quale trasferisce alle regioni le
funzioni amministrative concernenti gli interventi per la protezione
della natura, le riserve ed i parchi naturali, rinviando la disciplina
dei parchi e delle riserve naturali dello Stato ad una emananda legge
quadro, e tiene comunque per ferma, nell’ambito delle funzioni di
indirizzo e coordinamento, la potestà per il Governo di individuare i
nuovi territori sui quali istituire riserve naturali e parchi di
carattere interregionale;

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, la
quale, all’art. 5, attribuisce al Ministro dell’ambiente le competenze
già esercitate dal Ministro dell’agricoltura e delle foreste in
materia di parchi nazionali e di individuazione delle zone di
importanza naturalistica nazionale ed internazionale, promuovendo in
esse la costituzione di parchi e riserve nazionali;

Visti, in
particolare, l’art.8, comma 4, e l’art.18, della citata legge 8 luglio
1986, n. 349, che affida al Ministro dell’ambiente la fondamentale
funzione di prevenire e reprimere qualunque fatto che comprometta
l’ambiente, ad esso arrecando danno, deteriorandolo o distruggendolo
in tutto o in parte;

Considerato che la descritta evoluzione
legislativa ha prodotto profonde e radicali innovazioni nel sistema
giuridico vigente individuabile nei seguenti punti:

1) la difesa dei
boschi, da strumento per la difesa del suolo, ha assunto il ruolo ben
più ampio di difesa della natura e dell’ambiente;

2) la competenza
statale in materia di individuazione dei territori sui quali istituire
riserve naturali e parchi di carattere interregionale, di cui al
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, è
stata estesa alla individuazione di zone di importanza naturalistica
nazionale ed internazionale, sostituendosi ad un criterio puramente
territoriale per individuare la competenza statale un criterio fondato
sulla natura dell’interesse;

3) al Ministro dell’ambiente è stato
affidato non solo il compito di individuare le zone, ma anche quello
di promuovere la costituzione di parchi e riserve;

4) il concetto di
danno pubblico derivante da dissesti idrogeologici, di cui alla legge
30 dicembre 1923, n. 3267 (e di cui all’art. 866 del codice civile) è
stato assorbito nel più ampio concetto di danno pubblico ambientale,
di cui alla citata legge 8 luglio 1986, n. 349; 5) la competenza a
prevenire e reprimere danni all’ambiente, è stata affidata al Ministro
dell’ambiente;

Ritenuto che, nel descritto quadro normativo, la
salvaguardia dei boschi e delle foreste ha assunto un valore
ambientale e che pertanto proteggere i boschi e le foreste significa
oggi proteggere gli habitat naturali, i biotopi, la flora e la fauna,
gli equilibri ecologici;

Considerato che la tutela naturalistica
assorbe, rafforzandola, la tutela del vincolo idrogeologico;

Ritenuto
che, alla luce di quanto sopra esposto, il tradizionale “demanio
forestale dello Stato e delle regioni” possa essere considerato
“demanio naturalistico dello Stato e delle regioni”;

Considerato che
è dovere di tutti, privati cittadini o pubbliche amministrazioni, far
sì che i boschi e le altre aree di interesse naturalistico siano
sottoposti a tutela;

Considerato che, come precisato dalla Corte
costituzionale, l’interesse paesaggistico-ambientale costituisce un
interesse pubblico preminente;

Ritenuto che è opportuno provvedere
alla istituzione di riserve naturali nei territori di interesse
naturalistico facenti parte del demanio o del patrimonio disponibile o
indisponibile dello Stato;

Visto il protocollo di intesa sottoscritto
dal Ministro dell’ambiente e dal Ministro dell’agricoltura e delle
foreste in data 24 maggio 1987;

Letti il citato art. 83 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ed i citati
articoli 5 e 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349;

Decreta:

Art. 1.

Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste – Corpo forestale
dello Stato ed il Ministero delle finanze – Direzione generale del
demanio provvederanno, entro centottanta giorni dalla pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, ad indicare al Ministro
dell’ambiente le zone facenti parte del demanio o del patrimonio
disponibile o indisponibile dello Stato suscettibili di trasformazione
in riserve naturali statali, nei limiti delle altre compatibili
esigenze pubbliche, indicando gli ambiti omogenei di territorio da
includere in ciascuna riserva. Gli stessi Ministeri provvederanno
all’uopo a trasmettere al Ministero dell’ambiente apposita cartografia
dell’Istituto geografico militare sulla quale saranno puntualmente
indicati i confini delle riserve stesse, nonché un lucido di tale
cartografia da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale insieme al decreto
istitutivo.

Nei successivi novanta giorni il Ministero
dell’agricoltura e delle foreste – Corpo forestale dello Stato porterà
a termine la procedura di cui al citato protocollo d’intesa in data 24
maggio 1987, dichiarando, ove possibile, di assumere l’obbligo di
gestire dette riserve alla stregua delle norme vigenti in materia e
delle direttive che saranno all’uopo impartite dal Ministro
dell’ambiente ai sensi dell’art. 5, comma 3, della legge 8 luglio
1986, n. 349.

Art. 2.

Le regioni, sia a statuto ordinario che a
statuto speciale, per le quali il presente provvedimento ha valore di
invito a proposta, in attesa che venga trasformato in alto di
indirizzo e coordinamento da emanarsi con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, potranno provvedere a loro volta a trasformare
il demanio forestale regionale in demanio naturalistico regionale in
conformità ai principi di cui al presente decreto.

La disciplina
sopra descritta si estende ai territori che verranno a far parte del
demanio o del patrimonio disponibile o indisponibile dello Stato,
delle regioni o dei comuni, anche successivamente alla emanazione del
presente decreto.

Decreto Ministeriale 20/07/1987

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