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Decreto Ministeriale 20/08/1912

Decreto Ministeriale 20/08/1912 - Approvazione delle norme per la preparazione dei progetti dei lavori di sistemazione idraulico-forestale nei bacini montani.

Decreto Ministeriale 20/08/1912
Approvazione delle norme per la
preparazione dei progetti dei lavori di sistemazione
idraulico-forestale nei bacini montani.

Art. 1
Le opere di
sistemazione dei bacini montani o semplicemente opere montane, si
dividono in due ordini di lavori.
Art.2
Un primo ordine riguarda opere
idrauliche di carattere intensivo per ottenere la stabile correzione
dei torrenti difendendone le sponde e modificandone il
profilo
Art.3
Un secondo ordine di lavori riguarda le opere di
carattere estensivo, cioè quelle forestali, i rimboschimenti veri e
propri, con tutti i mezzi preparatori per ottenerli, e che hanno lo
scopo di consolidare e tutelare il terreno, prevenendo le corrosione,
le frane, gli smottamenti.
Art.4
Si deve tenere presente che non tutti
gli alvei dei torrenti e loro diramazioni possono avere sempre bisogno
di sistemazione, e che non conviene esagerare nel rimboschimento di
tutte le pendici che costituiscono il bacino, anche nelle parti
pianeggianti o in quelle a cultura, quando questa venga garantita con
stabili opere riparative, o dove infine si possa raggiungere lo scopo
della stabilità riducendo il terreno a pascolo alberato.
Art.5
I
progetti di sistemazione montana, non debbono essere molto
particolareggiati. I rilievi debbono limitarsi al puro necessario per
fissare i punti singolari e possibilmente saldi dei profili, senza
perdere tempo e denaro in minuziosi rilevamenti di punti e sezioni
intermedie, dimenticando che la configurazione del terreno muta dopo
ogni stagione di pioggia.
Art.6
Un progetto di sistemazione montana,
si basa soprattutto sopra una corografia generale ove siano distinti
vari ordini di lavori. Nella corografia, che spesso può essere la
carta dello Stato Maggiore ai 25.000, si rappresenta con linea rossa a
tratti e punti il perimetro del bacino, con tinta verde chiara i
boschi esistenti, con verde scuro le zone da rimboscare, con
tratteggio verde quelle da inerbare, con tinta gialla quelle dove può
bastare il divieto di pascolo per far rivivere il bosco. In rosso si
segneranno le opere di muratura, le sassaie e simili; in terra di
siena bruciata le viminate e le varie opere di legname.
Art.7
Si
uniranno i profili schematici longitudinali dimostrativi,
coll’indicazione delle opere, dei profili di compensazione, di
equilibrio, adottando una scala conveniente, sufficiente per
rappresentare con chiarezza le proposte.
Art.8
Per le opere di
qualunque genere si presenteranno tipi normali, da adattarsi alle
condizioni locali come risulteranno all’atto pratico
dell’esecuzione.
Per le opere d’arte singolare, solamente, si
presenteranno tipi speciali a forma di regolare progetto studiato il
profilo di compensazione, in base al quale regolare le dimensioni e le
distanze fra le opere di ritegno trasversali.
Art. 9
Per ogni torrente
o suo ramo si deve studiare il modo di trasporto delle materie e il
loro deposito, prefiggendosi il compito di limitare nel maggior modo
possibile la discesa delle materie, studiando il profilo di
compensazione, in base al quale regolare le dimensioni e le distanze
fra le opere di ritegno trasversali.
Art. 10
Di massima sono da
escludere materiali dalle pendici, e in questo caso sono da adottarsi
le briglie di trattenuta che si debbono collocare nelle strozzature, a
valle d’allargamenti o varici dei valloni o burroni.
Saranno da
adottare le briglie di correzione ove vi è scavo nell’alveo o erosione
sui fianchi
La corona delle briglie dovrà essere concava con ali
rialzate sui fianchi o sul fianco corrodibile, in modo che la portata
massima del torrente sia contenuta fra sponde salde . Il profilo a
valle deve essere verticale.
Art.11
Ogni proposta deve essere ispirata
a grande economia, modestia e semplicità, escludendo qualunque opera
di lusso, ricordando che non si tratta di elencare monumenti od opere
d’arte grandiose e che devonsi evitare dispendiosi lavori di
muratura.
Art.12
Sono da impiegare i materiali rustici del sito,
pietre legnami, chiedendo alla forza di vegetazione, i materiali
viventi per il consolidamento dei terreni ricorrendo anche a opere
miste di legname e sasso.
Nelle frane, sono da evitare le costruzioni
murali, adottando invece piccole palizzate, graticciate o fascinate
basse, inerbamenti e semine o piantagioni di alberi di pronto
accrescimento.
Art.13
La stima delle opere sarà basata sui prezzi
locali, presentando analisi e computi metrici dei tipi normali e delle
varie categorie, di provvedimenti, delle varie qualità di piantagioni
seminagioni, ecc., di cui nel computo metrico si daranno le quantità
nel modo più approssimativo al vero che sia possibile, ma sempre
sommariamente, perché le condizioni locali sono facilmente alterabili
dopo trascorso un certo tempo.
Per le opere d’arte speciali si faranno
stime sulle dimensioni corrispondenti ai disegni.
Nel caso di progetti
di massima, specialmente per quelli da servire di base a concessioni a
provincie e consorzi come all’art. 15 della legge, la stima potrà
essere fatta col sistema di un prezzo medio complessivo per ettaro di
bacino da sistemare.
Art.14
Si terranno separate nella stima le spese
per imprevisti (1/10 circa) da quelle per assistenza, direzione,
sorveglianza e spese generali per l’esecuzione in economia, in titoli
tutti questi ultimi che debbono valutarsi in blocco al 12 per cento
della stima principale per i lavori imprevisti.
Art.15
In genere non
sarà proposto l’impianto di vivai d’importanza nei bacini da
sistemare, calcolando di prelevare le piante dai vivai governativi.
Eccezionalmente, quando i vivai governativi fossero a grande distanza
o a dislivello troppo accentuato, o vi mancassero le speciali piante
adatte, soltanto allora si potranno proporre piccoli orti o vivai
temporanei.
Art.16
Il tutto verrà illustrato e giustificato da una
relazione, non accademica né prolissa, ma concisa ed esauriente. Essa
deve dare, a chi esamina, l’idea chiara delle condizioni del bacino,
quindi ubicazione, confini, condizioni altimetriche ed idrografiche,
pendenze, portate, natura delle rocce e delle terre, rapporto della
varie colture, natura del torrente, se cioè di scavo o di trasporto,
danni che si verifichino entro e fuori del bacino, influenza sui corsi
d’acqua nei quali si scarica, ecc.
Alla parte descrittiva farà seguito
l’indicazione dei provvedimenti da adottare, dando ragione della
scelta delle opere e delle colture che si propongono. In fine della
relazione saranno riassunte le spese per ogni categoria di lavoro,
tracciando un completo Programma di lavoro ripartito nelle varie serie
o diversi periodi di cui l’attuazione deve avvenire successivamente.

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