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Decreto Pres. Repubblica 19/06/1987

Decreto Pres. Repubblica 19/06/1987 n. 306 -Regolamento per l'organizzazione del Ministero dell'ambiente. Gazzetta Ufficiale 29/07/1987 n. 175

Decreto Pres. Repubblica 19/06/1987 n. 306
Regolamento per
l’organizzazione del Ministero dell’ambiente.
Gazzetta Ufficiale
29/07/1987 n. 175

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 87,
comma quinto, della Costituzione;

Vista la legge 8 luglio 1986, n.
349, che ha istituito il Ministero dell’ambiente e ne ha definito le
funzioni;

Vista la legge 3 marzo 1987, n. 59, recante modificazioni
ed integrazioni alla legge suddetta;

Considerato che l’art. 10 della
predetta legge 8 luglio 1986, n. 349, prevede l’emanazione di un
regolamento per l’organizzazione del Ministero dell’ambiente;

Udito
il parere del Consiglio di Stato;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 maggio 1987;

Sulla proposta del Ministro dell’ambiente;

Emana

il seguente
decreto:

Titolo I

ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO

Capo I

NORME
GENERALI

Art. 1

(Strutture organizzative)

1. L’organizzazione
del Ministero dell’ambiente consta dei seguenti servizi:

Servizio
prevenzione degli inquinamenti e risanamento ambientale;

Servizio
conservazione della natura;

Servizio valutazione dell’impatto
ambientale, informazione ai cittadini e per la relazione sullo stato
dell’ambiente;

Servizio geologico;

Servizio di collaborazione al
funzionamento degli organi di alta consulenza del Ministero e per
l’organizzazione e il coordinamento dei loro uffici ausiliari;

Servizio affari generali e del personale.

2. Presso il Ministero
sono costituiti il Consiglio nazionale dell’ambiente e il Comitato
scientifico, come organi permanenti di alta consulenza. Il Ministro
può costituire comitati tecnico-scientifici come organi di alta
consulenza per determinati settori.

3. Il Ministro e i
Sottosegretari dispongono, rispettivamente, di un gabinetto e di
segreterie particolari.

Art. 2

(Utilizzazione di strutture esterne
al Ministero)

1. Per l’esercizio delle sue funzioni il Ministero
dell’ambiente può inoltre avvalersi, nei casi e nei modi consentiti
dalla legge:

a) dei servizi tecnici dello Stato, previa intesa con i
Ministri competenti;

b) dei servizi tecnici delle unità sanitarie
locali, previa intesa con la regione;

c) della collaborazione degli
istituti superiori;

d) della collaborazione degli organi di
consulenza tecnico-scientifica dello Stato;

e) della collaborazione
degli enti pubblici specializzati operanti a livello nazionale;

f)
della collaborazione degli istituti e dipartimenti universitari, con i
quali può stipulare apposite convenzioni.

Art. 3

(Strutture
operative per la vigilanza, la prevenzione e la repressione delle
violazioni in danno dell’ambiente)

1. Per la vigilanza, la
prevenzione e la repressione delle violazioni compiute in danno
dell’ambiente il Ministero dell’ambiente si avvale:

a) del nucleo
operativo ecologico dell’Arma dei carabinieri, che è posto alla
diretta dipendenza funzionale del Ministro dell’ambiente;

b) del
Corpo forestale dello Stato, con particolare riguardo alla tutela del
patrimonio naturalistico nazionale, previa intesa con il Ministro
competente;

c) degli appositi reparti del Corpo della guardia di
finanza, nonché dei reparti delle Forze di polizia, previa intesa con
i Ministri competenti, fatte salve le attribuzioni di coordinamento di
cui alla legge 1° aprile 1981, n. 121;

d) delle capitanerie di
porto, previa intesa con il Ministro della marina mercantile.

Capo
II

GABINETTO DEL MINISTRO

Art. 4

(Gabinetto del Ministro)

1.
Il gabinetto del Ministro dell’ambiente ha la composizione ed attende
alle funzioni indicate dal decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100,
convertito dalla legge 21 marzo 1926, n. 597, e successive
modificazioni e integrazioni.

2. Il gabinetto, con decreto del
Ministro, può essere articolato in altri uffici, oltre quelli previsti
nei successivi articoli 5, 6 e 7, ugualmente coordinati, secondo
esigenze di funzionalità.

Art. 5

(Ufficio legislativo)

1.
L’ufficio legislativo:

coordina e definisce gli schemi dei
provvedimenti normativi promossi dal Ministro;

segue l’attività
legislativa delle Camere informandone gli uffici competenti e
vagliandone le osservazioni, che sottopone al Ministro;

studia gli
schemi di disegni di legge diramati dagli altri Ministri e, sentiti
gli uffici competenti, sottopone al Ministro le eventuali
osservazioni;

esprime parere sui problemi giuridici, sull’attività
amministrativa di particolare rilevanza per il Ministero e su ogni
altro affare che il Ministro ritenga di affidargli;

prende immediata
conoscenza delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni
parlamentari, richiede ed acquisisce gli elementi necessari e, sentiti
gli uffici competenti, predispone le risposte da sottoporre al
Ministro per l’approvazione;

cura i rapporti con il Parlamento e con
le regioni secondo le direttive impartite dal Ministro.

2.
Responsabile dell’ufficio è il capo dell’ufficio legislativo.

Art. 6

(Ufficio studi)

1. L’ufficio studi svolge attività di indagine, di
studio e di documentazione che il Ministro ritenga di affidargli e che
comunque non siano di competenza dei singoli servizi.

2. L’ufficio
studi individua, d’intesa con i servizi, i problemi da analizzare,
studiare e risolvere con la propria assistenza organizzativa e
tecnica, avvalendosi, ove necessario, della collaborazione dei
funzionari appartenenti all’amministrazione ed esperti nelle
particolari questioni da trattare.

3. Responsabile dell’ufficio è il
capo dell’ufficio studi.

Art. 7

(Ufficio stampa)

1. L’ufficio
stampa:

informa il Ministro di ogni notizia che comunque interessi
l’attività del Ministero;

cura i rapporti con la stampa e con la
radiotelevisione, divulgando le informazioni di interesse pubblico
relative alla vita e all’attività del Ministero;

attende alla
diffusione di dichiarazioni del Ministro e di comunicati ufficiali;

attende alla diramazione delle informazioni agli uffici del
Ministero;

attende ad ogni altra attività concernente la stampa e la
radiotelevisione di competenza del Ministero.

2. Responsabile
dell’ufficio è il capo dell’ufficio stampa.

Capo III

SEGRETERIE
PARTICOLARI

Art. 8

(Segreterie particolari dei Sottosegretari di
Stato)

1. Le segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato
hanno la composizione ed attendono alle funzioni indicate dal
decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100, convertito dalla legge 21 marzo
1926, n. 597, e successive modificazioni ed integrazioni.

Capo IV

SERVIZI

Art. 9

(Servizio prevenzione degli inquinamenti e
risanamento ambientale)

1. Il Servizio esercita le funzioni generali
di competenza del Ministero concernenti tutte le forme di inquinamento
e il risanamento dell’ambiente, e quindi la prevenzione, la
rilevazione e lo studio dei fenomeni inquinanti, la promozione ed il
coordinamento dell’attività di ricerca e sperimentazione
tecnico-scientifica in materia di prevenzione degli inquinamenti e
risanamento ambientale, l’individuazione e il risanamento delle aree
inquinate. Promuove e cura i relativi adempimenti tecnici ed
amministrativi, anche in riferimento a convenzioni internazionali,
direttive, decisioni e regolamenti comunitari, nonché i rapporti con
le regioni per le materie di competenza. Predispone gli atti e le
attività di competenza del Ministro riguardanti le stesse materie,
anche ai fini dell’adozione degli atti per i quali è previsto il suo
concerto.

2. In particolare, sono comprese tra le funzioni
esercitate dal Servizio quelle relative:

a) alle competenze in
materia di tutela delle acque dall’inquinamento già attribuite al
Comitato interministeriale previsto dall’art. 3 della legge 10 maggio
1976, n. 319, ed a quelle già attribuite dalla stessa legge e dalle
successive modifiche ed integrazioni al Ministero dei lavori pubblici,
trasferite al Ministero dell’ambiente a norma dell’art. 2, comma 1,
lettera a), della legge 8 luglio 1986, n. 349;

b) alle competenze
attribuite al Ministro dell’ambiente, a norma dell’art. 2, commi 16 e
17, della legge 8 luglio 1986, n. 349, per la concertazione dei
provvedimenti relativi all’attuazione dei decreti del Presidente della
Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, e 3 luglio 1982, n. 515, concernenti
rispettivamente la qualità delle acque di balneazione e delle acque di
superficie destinate alla produzione di acqua potabile;

c) alle
competenze in materia di smaltimento dei rifiuti già attribuite al
Comitato interministeriale previsto dall’art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, trasferite al
Ministero dell’ambiente a norma dell’art. 2, comma 1, lettera b),
della legge 8 luglio 1986, n. 349;

d) alle competenze in materia di
inquinamento atmosferico ed acustico attribuite al Ministero
dell’ambiente a norma dell’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 8
luglio 1986, n. 349;

e) alle competenze attribuite al Ministro
dell’ambiente, a norma dell’art. 2, comma 6, della legge 8 luglio
1986, n. 349, per assicurare il coordinamento, ad ogni livello di
pianificazione, delle funzioni di tutela dell’ambiente con gli
interventi per la tutela e l’utilizzazione delle acque;

f) alle
competenze attribuite al Ministro dell’ambiente, a norma dell’art. 2,
comma 7, della legge 8 luglio 1986, n. 349, per la concertazione della
programmazione nazionale delle risorse idriche, di cui agli articoli
90 e 91 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616;

g) alle competenze attribuite al Ministro dell’ambiente, a
norma dell’art. 2, comma 14, della legge 8 luglio 1986, n. 349, ai
fini della fissazione dei limiti massimi di accettabilità delle
concentrazioni e dei limiti massimi di esposizione relativi ad
inquinamenti di natura chimica, fisica e biologica e delle emissioni
sonore di cui all’art. 4 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonchè
per la concertazi…

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Decreto Pres. Repubblica 19/06/1987

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