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Delibera/zione 30/12/1980

Delibera/zione 30/12/1980 - Comitato intermin. per la tutela delle acque dall'inquinamento - Direttive per la disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature.

Delibera/zione 30/12/1980
Comitato intermin. per la tutela delle
acque dall’inquinamento – Direttive per la disciplina degli scarichi
delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non
recapitano in pubbliche fognature.

DISPOSIZIONE DEL MINISTERO DEI
LAVORI PUBBLICI
Le direttive di cui devono tener conto le regioni nel
definire, con i rispettivi piani di risanamento delle acque, la
disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli
insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature, sono
quelle contenute nell’unito documento che fa parte integrante della
presente delibera.
DOCUMENTO UNITO ALLA DELIBERA DEL COMITATO
A)
GENERALITA’
1) La definizione della disciplina degli scarichi
considerati nelle presenti direttive è parte integrante dei piani
regionali di risanamento delle acque.
Le regioni che hanno già
approvato il proprio piano di risanamento provvedono alle necessarie
integrazioni entro il 31 marzo 1981.
2) Ai fini delle presenti
direttive vengono considerati:
1) Scarichi di pubbliche fognature: gli
effluenti di sistemi fognanti gestiti dagli enti di cui al secondo
comma dell’art. 9 della legge 24-12-1979, n. 650, esclusi i consorzi
per le aree e nuclei di sviluppo industriale di cui al testo unico
delle leggi per gli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 6-3-1978, n. 218.
2) Scarichi di
insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature:
a) gli
scarichi provenienti dagli insediamenti di cui alla lettera b)
dell’art. 1-quater della legge 8-10-1976, n. 690;
b) gli scarichi
provenienti da imprese agricole di cui alla definizione data da questo
Comitato, a termini dell’ultimo comma dell’art. 17 della citata legge
n. 650.
B) SCARICHI DELLE PUBBLICHE FOGNATURE
3) Nello stabilire la
disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature le amministrazioni
regionali dovranno provvedere alla definizione di appropriati limiti
di accettabilità per i parametri che caratterizzano la qualità delle
acque scaricate, tenendo conto dei limiti fissati dalle tabelle A e C
allegate alla legge 10-5-1976, n. 319 e delle modifiche ad essi
apportate nella legge 24-12-1979, n. 650.
Nel definire tali limiti, le
amministrazioni regionali avranno come obiettivo primario il
raggiungimento di condizioni di qualità delle acque dei corpi
ricettori che, in ciascuna situazione locale, garantiscano il massimo
recupero di salvaguardia delle risorse ambientali, tenendo conto della
esigenza di contemperare gli usi delle risorse idriche nel quadro
della pianificazione territoriale ed economica delle regioni
stesse.
Ai fini della disciplina degli scarichi delle pubbliche
fognature, le amministrazioni regionali terranno presenti i seguenti
casi:
a) pubbliche fognature che convogliano esclusivamente scarichi
provenienti da insediamenti civili;
b) pubbliche fognature che
convogliano scarichi provenienti da insediamenti produttivi e da
insediamenti civili;
c) pubbliche fognature che convogliano
esclusivamente scarichi provenienti da insediamenti produttivi.
Nel
caso di cui alla lettera a) le amministrazioni regionali potranno
stabilire limiti di accettabilità diversi da quelli fissati nelle
tabelle allegate alla legge n. 319; in particolare essi potranno
essere meno restrittivi in relazione a specifiche esigenze legate al
tipo, alla dimensione, alla localizzazione dello scarico ed alla
gestibilità delle opere di depurazione. Comunque, ciò dovrà essere
subordinato all’accertamento di favorevoli situazioni ambientali e
della capacità ricettiva dei corpi idrici.
Nel caso di cui alla
lettera b) le amministrazioni regionali potranno ugualmente fissare
limiti di accettabilità meno restrittivi rispetto a quelli tabellari
ma solo quando la presenza degli scarichi provenienti da insediamenti
produttivi non sia tale da conferire al liquame in ingresso
all’impianto di depurazione caratteristiche qualitative
sostanzialmente diverse da quelle attribuibili agli scarichi
provenienti da soli insediamenti civili.
Nel caso di cui alla lettera
c) le amministrazioni regionali non potranno adottare limiti meno
restrittivi di quelli fissati per gli insediamenti produttivi dalla
legge 10-5-1976, n. 319, e successive modificazioni.
Per quanto
riguarda i casi di cui alle precedenti lettere a) e b), nello
stabilire la disciplina dello scarico e le relative modalità di
smaltimento, le amministrazioni regionali terranno particolare conto
delle diverse esigenze dei corpi idrici a lento ricambio (laghi,
serbatoi, lagune, ecc.), di quelle delle acque fluenti e di quelle
delle acque costiere, anche al fine di un corretto controllo dello
stato trofico.
4) Fra i parametri che caratterizzano la qualità delle
acque si dovranno distinguere quelli di natura tossica, persistente e
bioaccumulabile, riportati nell’elenco dell’allegato 1 alle presenti
direttive. Per questi parametri dovranno essere rispettati in ogni
caso i limiti tabellari indicati nella legge n. 319, integrata e
modificata con la legge n. 650, assicurando comunque il rispetto dei
limiti della tabella A non oltre il termine di cui all’ultimo comma
dell’art. 8 della stessa legge n. 319 e fatte salve le esigenze
particolari, di cui all’art. 26, terzo comma, della legge stessa.
Per
gli altri limiti saranno fissati dalle amministrazioni regionali
secondo i criteri generali stabiliti al precedente n. 3).
Tuttavia,
per alcuni di essi, nell’allegato 2 alle presenti direttive, sono
forniti criteri a carattere specifico.
5) Gli scaricatori di piena di
reti fognanti di tipo misto e di reti esclusivamente pluviali dovranno
essere dimensionati in modo tale che le portate di supero sversate
direttamente nei corpi idrici ricettori abbiano caratteristiche
qualitative compatibili con quelle del ricettore e con gli usi dello
stesso in atto o previsti. Dovrà inoltre verificarsi che le acque
convogliate alla depurazione durante i periodi di pioggia siano tali
da non alterare il processo depurativo caratteristico
dell’impianto.
Considerato che gli scaricatori di piena hanno un
funzionamento saltuario potrà accertarsi che le acque da essi sversate
abbiano limiti di accettabilità meno restrittivi di quelle
dell’effluente dello scarico finale della rete fognante, fatte salve
particolari esigenze di carattere igienico-sanitarie in relazione alla
natura ed all’utilizzo dei corpi idrici ricettori.
Sarà in ogni caso
da distinguersi la situazione in cui sono presenti solo inquinanti di
tipo biologico da quella in cui sono presenti anche inquinanti
tossici, persistenti e bioaccumulabili.
Nello stabilire la
regolamentazione degli scaricatori di piena, le amministrazioni
regionali provvederanno a definire i valori massimi accettabili del
rapporto di diluizione, in relazione a quanto precedentemente
esposto.
6) La disciplina degli scarichi emanata dalle amministrazioni
regionali dovrà privilegiare quelle iniziative che siano di incentivo
per la realizzazione di impianti di depurazione di più semplice
esercizio.
Nell’intento di pervenire a soluzioni economicamente meno
onerose per la depurazione degli scarichi, salve restando le esigenze
igienico-sanitarie e quelle di risanamento ambientale, si dovrà
promuovere l’attuazione di processi alternativi a quelli di impiego
più frequente e tradizionale e di sistemi di riutilizzazione delle
acque usate.
In particolare si dovranno tenere presenti le possibilità
del ricorso a processi che consentano la trasformazione della materia
organica con recupero di energia e/o che utilizzano le capacità
depuratrici del suolo.
Sarà da promuovere l’adozione di sistemi che
consentano il possibile riuso delle acque depurate ed anche il
recupero di sostanze riutilizzabili, eventualmente presenti nei
liquami.
Si dovr…, inoltre, incentivare, ove possibile, la
realizzazione di impianti tipo consortile, associando tra loro diversi
sistemi di pubbliche fognature, così da conseguire il massimo di
efficienza e di economia nella gestione.
Dovrà essere agevolata la
realizzazione di servizi centralizzati per raccogliere e trattare
scarichi di piccola portata, di difficile trattabilità e di elevato
potere inquinante, nell’intento di facilitare il buon esercizio delle
pubbliche fognature e dei relativi impianti di depurazione.
Nella
scelta dei sistemi depurativi si dovranno tenere presenti le esigenze
di ridurre i consumi energetici.
7) Considerata la inscindibilità del
problema dei fanghi da quello della depurazione dei liquami, la
disciplina emanata dalle regioni dovrà tener conto delle modalità di
attuazione dello smaltimento dei fanghi nelle diverse situazioni,
della pericolosità di smaltimenti incontrollati e dell’opportunità del
recupero di sostanze contenute nei fanghi medesimi.
Anche a questo
proposito si dovrà incentivare il ricorso a procedimenti
economicamente meno onerosi e che meglio si concilino con la natura e
con le specifiche caratteristiche dei luoghi.
Ove possibile, per lo
smaltimento dei fanghi dovrà parimenti essere promossa la
realizzazione di impianti centralizzati a servizio di più utenze.
Nel
caso sia prescelto lo smaltimento dei fanghi sul suolo si dovrà
osservare quanto contenuto nei “Criteri, metodologie e norme tecniche
generali di cui all’art. 2, lettere b), d), ed e) della legge
10-5-1976, n. 319” pubblicati sul supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 48 del 21-2-1977.
C) SCARICHI DEGLI INSEDIAMENTI CIVILI
CHE NON RECAPITANO IN PUBBLICHE FOGNATURE
8) Per gli scarichi degli
insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature, le
regioni dovranno – come tendenza generale per il recupero e la
salvaguardia ambientale nel quadro dei rispettivi piani di risanamento
delle acque – prevedere di contenere e gradualmente ridurre tali tipi
di scarichi promuovendo e favorendo le iniziative che attuino, ove
ammissibile sotto il profilo tecnico ed economico, il convogliame…

[Continua nel file zip allegato]

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