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Direttiva CEE 17/12/1979

Direttiva CEE 17/12/1979 n. 80 - Direttiva del Consiglio concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose. Gazzetta Europea 26/01/1980 n. 20

Direttiva CEE 17/12/1979 n. 80
Direttiva del Consiglio concernente la
protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento provocato da
certe sostanze pericolose.
Gazzetta Europea 26/01/1980 n. 20

Il
Consiglio delle Comunità europee,
Visto il trattato che istituisce la
Comunità economica europea, in particolare gli articoli 100 e 235,

Vista la proposta della Commissione,
Visto il parere del Parlamento
europeo,
Visto il parere del Comitato economico e
sociale,
Considerando che è necessaria un’azione per proteggere le
acque sotterranee della Comunità dall’inquinamento, in particolare
quello provocato da certe sostanze tossiche, persistenti e
bioaccumulabili;
Considerando che il programma d’azione delle Comunità
europee in materia ambientale del 1973, completato da quello del 1977,
prevede un certo numero di misure tendenti a proteggere le acque
sotterranee da determinati agenti inquinanti;
Considerando che la
direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente
l’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate
nell’ambiente idrico della Comunità, prevede, all’articolo 4,
l’adozione di una direttiva specifica concernente le acque
sotterranee;
Considerando che la disparità delle disposizioni, vigenti
o in via di elaborazione, negli Stati membri per quanto riguarda lo
scarico di certe sostanze pericolose nelle acque sotterranee, può
provocare una distorsione delle condizioni di concorrenza e avere
perciò un’incidenza diretta sul funzionamento del mercato comune; che
occorre dunque procedere in questo settore al ravvicinamento delle
legislazioni previsto dall’articolo 100 del trattato;
considerando
che è necessario che tale ravvicinamento delle legislazioni sia
accompagnato da un’azione della Comunità nel campo della protezione
dell’ambiente e del miglioramento della qualità della vita; che
occorre adottare a tal fine alcune disposizioni specifiche; che, non
essendo stati previsti dal trattato i poteri d’azione all’uopo
richiesti, occorre fare ricorso all’articolo 235 del
trattato;
Considerando che occorre escludere dal campo d’applicazione
della presente direttiva, da un lato, gli scarichi degli effluenti
domestici di alcune abitazioni isolate e, dall’altro, gli scarichi
contenenti sostanze degli elenchi I o II in quantità e concentrazione
molto piccole, per il debole rischio di inquinamento e per la
difficoltà di istituire un controllo di tali scarichi; che occorre
inoltre escludere gli scarichi di materiali contenenti sostanze
radioattive che saranno oggetto di una regolamentazione comunitaria
specifica;
considerando che, per garantire una protezione efficace
delle acque sotterranee della Comunità, è necessario impedire lo
scarico di sostanze dell’elenco I e di limitare lo scarico di sostanze
dell’elenco II;
Considerando che occorre distinguere tra gli scarichi
diretti di sostanze pericolose nelle acque sotterranee e le azioni che
possono condurre agli scarichi indiretti di tali sostanze;

Considerando che, ad eccezione degli scarichi diretti di sostanze
dell’elenco I, vietati a priori, ogni scarico deve essere sottoposto
ad un regime di autorizzazione; che tale autorizzazione può essere
rilasciata solo
dopo un’indagine sull’ambiente ricevente;

Considerando che è necessario prevedere deroghe al regime del divieto
di scarico nelle acque sotterranee delle sostanze dell’elenco I,
previa indagine sull’ambiente ricevente e previa autorizzazione,
qualora lo scarico sia effettuato, in acque sotterranee costantemente
inadatte a qualsiasi altro uso, in particolare agli usi domestici o
agricoli;
Considerando che occorre sottoporre ad un regime specifico
la ricarica artificiale delle acque sotterranee destinate
all’approvvigionamento di acqua della popolazione;
Considerando che è
necessario che le autorità competenti degli Stati membri vigilino
sull’osservanza delle condizioni prescritte dalle autorizzazioni
nonché sugli effetti degli scarichi sulle acque sotterranee;
considerando che è opportuno tenere un inventario delle autorizzazioni
degli scarichi delle sostanze dell’elenco I e degli scarichi diretti
delle sostanze dell’elenco II, effettuati nelle acque sotterranee ed
un inventario delle autorizzazioni di ricarica artificiale delle acque
sotterranee ai fini della gestione pubblica;
Considerando che, nella
misura in cui la Repubblica ellenica diventerà membro della Comunità
economica europea il 1° gennaio 1981 conformemente all’atto relativo
alle condizioni di adesione della Repubblica ellenica ed agli
adattamenti dei trattati, appare necessario portare da due a quattro
anni, per
quanto la riguarda, il termine impartito agli Stati membri
per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva,
tenuto conto dell’insufficienza della sua infrastruttura tecnica ed
amministrativa, ha adottato la presente direttiva:

Articolo 1

1. La
presente direttiva ha lo scopo di prevenire l’inquinamento delle acque
sotterranee dovuto alle sostanze appartenenti alle famiglie ed ai
gruppi di sostanze di cui agli elenchi I o II dell’allegato,
denominate in appresso “sostanze degli elenchi I o II”, e di ridurre o
eliminare, nella misura del possibile, le conseguenze
dell’inquinamento già in atto.
2. Ai sensi della presente direttiva
s’intendono per:
a) “acque sotterranee”: tutte le acque che si trovano
sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto
diretto con il suolo e il sottosuolo;
b) “scarico diretto”:
l’immissione nelle acque sotterranee di sostanze degli elenchi I o II,
senza percolazione nel suolo o nel sottosuolo;
c) “scarico
indiretto”: l’immissione nelle acque sotterranee di sostanze degli
elenchi I o II, dopo percolazione nel suolo o nel sottosuolo;
d)
“inquinamento”: lo scarico di sostanze o di energia effettuato
direttamente o indirettamente dall’uomo nelle acque sotterranee, le
cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo o la salute umana o
l’approvvigionamento idrico, nuocere alle risorse viventi e al sistema
ecologico idrico o ostacolare altri usi legittimi delle
acque.

Articolo 2

La presente direttiva non si applica:
a) agli
scarichi degli effluenti domestici delle abitazioni isolate, non
raccordate ad una rete di fognature e situate al di fuori delle zone
di protezione delle captazioni di acqua destinata al consumo umano;

b) agli scarichi nei quali si constati da parte dell’autorità
competente dello Stato membro interessato la presenza di sostanze
degli elenchi I o II in quantità e concentrazione sufficientemente
piccole da escludere qualsiasi rischio presente o futuro di
deterioramento della qualità delle acque sotterranee riceventi;
c)
agli scarichi contenenti sostanze radioattive.

Articolo 3

Gli Stati
membri prendono le misure necessarie per:
a) impedire l’immissione
nelle acque sotterranee di sostanze dell’elenco I, e
b) limitare
l’immissione nelle acque sotterranee di sostanze dell’elenco II, al
fine di evitare il loro inquinamento da parte di tali
sostanze.

Articolo 4

1. Per soddisfare all’obbligo di cui
all’articolo 3, lettera a), gli Stati membri:
– vietano ogni scarico
diretto di sostanze dell’elenco I;
– sottopongono ad indagine
preventiva le operazioni di eliminazione o di deposito ai fini
dell’eliminazione di tali sostanze che possono comportare uno scarico
indiretto. In base ai risultati di tale indagine, gli Stati membri
vietano l’operazione o rilasciano un’autorizzazione a condizione che
siano
osservate tutte le precauzioni tecniche atte ad impedire tale
scarico;
– prendono tutte le misure appropriate da essi ritenute
necessarie per evitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze
dell’elenco I, dovuto ad operazioni effettuate sul suolo o nel suolo
diverso dalle operazioni menzionate al secondo trattino. Essi ne
informano la Commissione che, sulla base di tali informazioni, può
presentare al Consiglio proposte di revisione della presente
direttiva.
2. Tuttavia, qualora un’indagine preventiva riveli che le
acque sotterranee nelle quali è previsto lo scarico di sostanze
dell’elenco I sono costantemente inadatte a qualsiasi altro uso, in
particolare ad usi domestici o agricoli, gli Stati membri possono
autorizzare lo scarico di tali sostanze purché la loro presenza non
ostacoli lo sfruttamento delle risorse del suolo.
Tali autorizzazioni
possono essere rilasciate solo se sono state rispettate tutte le
precauzioni tecniche affinché tali sostanze non possano raggiungere
altri sistemi idrici o nuocere ad altri ecosistemi.
3. Gli Stati
membri, dopo un’indagine preventiva, possono autorizzare gli scarichi
consistenti nella reiniezione nella stessa falda delle acque
utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di
miniere o cave, o delle acque pompate nel corso di determinati lavori
di ingegneria civile.

Articolo 5

1. Per soddisfare all’obbligo di
cui all’articolo 3, lettera b), gli Stati membri sottopongono a
indagine preventiva:
– qualsiasi scarico diretto di sostanze
dell’elenco II, in modo da limitare tali scarichi;
– le operazioni di
eliminazione o di deposito ai fini dell’eliminazione di dette sostanze
che possano comportare uno scarico indiretto.
In base ai risultati di
tale indagine, gli Stati membri possono rilasciare un’autorizzazione a
condizione che siano osservate tutte le precauzioni tecniche che
permettono di evitare l’inquinamento delle acque sotterranee ad opera
di tali sostanze.
2. Gli Stati membri prendono inoltre tutte le misure
appropriate da essi ritenute necessarie per limitare qualsiasi scarico
indiretto di sostanze dell’elenco II, dovuto ad operazioni effettuate
sul suolo o nel suolo diverse dalle operazioni menzionate al primo
paragrafo.

Articolo 6

In deroga agli articoli 4 e 5, la ricarica
artificiale delle acque sotterranee ai fini della gestione pubblica di
ta…

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