GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - PROVVEDIMENTO 8 aprile 2010 | Ingegneri.info

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – PROVVEDIMENTO 8 aprile 2010

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - PROVVEDIMENTO 8 aprile 2010 - Misure a tutela della c.d. «Ricerca inversa» dei vecchi abbonati ai servizi telefonici. (10A05131) (GU n. 99 del 29-4-2010 )

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

PROVVEDIMENTO 8 aprile 2010

Misure a tutela della c.d. «Ricerca inversa» dei vecchi abbonati ai
servizi telefonici. (10A05131)

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE
DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,
presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del
dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del
dott. Daniele De Paoli, segretario generale reggente;
Visto il Codice in materia di protezione dei dati personali
(decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, di seguito «Codice»);
Vista la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12 luglio 2002, relativa alla vita privata e alle
comunicazioni elettroniche;
Visto il provvedimento del Garante del 15 luglio 2004 (in
www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1032381) in materia di elenchi
telefonici «alfabetici» del servizio universale;
Vista la documentazione in atti;
Viste le osservazioni dell’Ufficio formulate dal segretario
generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000
del 28 giugno 2000;
Relatore il dott. Mauro Paissan;

Premesso

Con il provvedimento del 15 luglio 2004 sopra indicato (di seguito,
«Provvedimento»), l’Autorita’, ai sensi dell’art. 129 del Codice, ha
individuato le modalita’ di inserimento e di successivo utilizzo dei
dati personali relativi agli abbonati e agli acquirenti del traffico
prepagato negli elenchi telefonici, costituiti tramite estrazione
dalla base di dati unica degli operatori di comunicazione elettronica
e realizzati in qualsiasi forma.
Successivamente all’entrata in vigore del regime degli elenchi
telefonici introdotto dal Provvedimento, l’Autorita’ ha ricevuto
numerose segnalazioni concernenti la c.d. funzione di «ricerca
inversa o derivata» (di seguito, indicata per brevita’ come «ricerca
inversa»), consistente nella possibilita’, per i fornitori di servizi
di informazione sugli elenchi, di comunicare a chi ne faccia
richiesta, online o al telefono, i dati personali degli abbonati
presenti negli elenchi telefonici, effettuando la ricerca sulla base
del numero telefonico o di altro dato degli stessi.
In particolare, due dei predetti fornitori (Seat Pagine Gialle
S.p.a. e Telextra S.r.l.) hanno chiesto un intervento del Garante
volto a modificare il predetto regime con particolare riferimento
appunto alla funzione di «ricerca inversa» degli abbonati presenti
negli elenchi telefonici.
1. La disciplina applicabile alla «ricerca inversa».
Come noto, il Provvedimento, in ragione delle potenzialita’ dei
predetti servizi, che consentono ad esempio di reperire l’identita’ e
l’indirizzo di una persona a chi ne conosca anche solo il numero
telefonico, ha previsto che i servizi di informazione sugli elenchi
dei singoli operatori, in caso di utilizzo dei servizi di ricerca
inversa, devono essere «progettati per consentire la visualizzazione
di un numero limitato di risultati per pagina» (cfr. allegato I,
punto 6.1 e allegato II, punto 1 del Provvedimento).
Il Provvedimento ha stabilito altresi’ che l’utilizzazione dei dati
personali nell’ambito dei predetti servizi di informazione deve
essere stata portata a conoscenza degli interessati con un’idonea
informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice (allegato I, punto 2.2)
e che l’attivazione della funzione di «ricerca inversa» sui dati
degli interessati presuppone il consenso specifico degli stessi
(allegato I, punto 4.2.1), coerentemente con quanto sostenuto da
tempo anche in sede comunitaria dal Gruppo ex art. 29 (cfr. parere n.
5/2000 del 13 luglio 2000, in www.europa.eu.int).
In ragione di cio’, quindi, il questionario contenuto nel modulo di
informativa e raccolta del consenso che ciascun operatore telefonico
sottopone ai propri clienti per consentire loro di decidere se e con
quali informazioni essere presenti negli elenchi telefonici,
contempla anche una richiesta di consenso esplicito all’utilizzo del
numero telefonico per finalita’ di ricerca inversa (allegato IV al
Provvedimento).
Discorso in parte diverso va fatto in relazione ai «vecchi»
abbonati alla telefonia fissa, i cui nominativi erano gia’ presenti
negli elenchi precedentemente pubblicati. Riguardo a tali soggetti,
infatti, il Provvedimento ha previsto una disciplina transitoria per
la quale, in assenza di risposta da parte degli stessi nel termine di
sessanta giorni dalla ricezione del predetto modulo, sarebbero
rimaste valide le manifestazioni di volonta’ eventualmente espresse
in passato.
Da cio’ e’ derivato che, in assenza di risposta al questionario, i
dati personali degli abbonati gia’ presenti nei vecchi elenchi sono
stati inseriti automaticamente anche nei nuovi elenchi, mentre, non
essendo in passato mai stata chiesta agli stessi alcuna
manifestazione di volonta’ in merito all’utilizzabilita’ dei loro
dati nei servizi di ricerca inversa, tale funzione, in caso di
assenza di risposta, e’ stata generalmente intesa come inibita nei
loro confronti.
2. Le richieste pervenute al Garante.
I fornitori sopra indicati, in particolare Seat Pagine Gialle,
hanno messo in evidenza come, a seguito dell’entrata in vigore del
ricordato regime degli elenchi telefonici, in ragione dell’esiguo
numero di interessati che hanno compilato e riconsegnato il predetto
questionario, sia divenuto pressoche’ impossibile per gli operatori
del settore «continuare a mantenere la funzione di ricerca inversa,
creando un vero e proprio disservizio che rende insoddisfatti tanto
gli inseriti, tanto gli utilizzatori».
La funzione in oggetto, infatti, sarebbe «molto apprezzata dai
consumatori», in quanto «rende facilmente rintracciabili gli abbonati
che hanno dato il proprio consenso ad essere inseriti in elenco,
senza ledere minimamente i loro interessi ne’ la legittima tutela
della loro privacy, trattandosi solo di una chiave di ricerca
differente» (cfr. note di Seat Pagine Gialle del 14 novembre 2005 e
del 15 novembre 2006).
In particolare, Seat ha rappresentato che, sulla base della propria
esperienza, molti abbonati hanno percepito il blocco della ricerca
inversa come un disservizio, poiche’ erano convinti che non sarebbe
cambiato nulla rispetto al passato e non avevano compreso che la
mancata restituzione del questionario avrebbe coinciso con
l’inibizione della fornitura del servizio (cfr. nota del 24 febbraio
2009).
Le predette societa’ e Assotelecomunicazioni (Asstel),
appositamente coinvolte in merito alla possibile realizzazione di una
campagna informativa mirata a raggiungere tutti gli utenti di
telefonia fissa gia’ inseriti in un elenco pubblico alla data del 1°
febbraio 2005, hanno rappresentato alcune proposte sulle modalita’ di
comunicazione agli interessati di quanto previsto con il presente
provvedimento.
3. Ricerca «one to one» per i «vecchi» abbonati.
Come noto, la scelta del Garante relativa ai c.d. «vecchi» abbonati
puo’ essere ricondotta alla direttiva 2002/58/CE, che ha previsto un
regime transitorio per gli abbonati gia’ inseriti in un elenco
pubblico alla data di entrata in vigore delle misure nazionali di
recepimento (data che in Italia va individuata nel 1° febbraio 2005,
considerato il combinato disposto dell’art. 129 del Codice e del
predetto Provvedimento – allegato III, punto 1, cui tale articolo
demanda la residuale disciplina per gli elenchi).
Piu’ specificamente, l’art. 16, paragrafo 2 della direttiva
stabilisce che i dati personali dei vecchi abbonati possono restare
inseriti negli elenchi cartacei o elettronici, «comprese le versioni
con funzioni di ricerca inverse, salvo altrimenti da essi comunicato
dopo essere stati pienamente informati degli scopi e delle
possibilita’ in conformita’ con l’art. 12 della presente direttiva».
In ragione di quanto detto, pertanto, limitatamente ai «vecchi»
abbonati, si ritiene possa ammettersi un sistema che permetta di
mantenere operativa la funzione di ricerca inversa, anche senza il
consenso espresso degli abbonati, salvo il rispetto di eventuali
volonta’ contrarie comunicate al proprio operatore dagli stessi.
Cio’, soltanto con riferimento alla ricerca del nominativo
dell’abbonato sulla base del suo numero telefonico, che, consentendo
di ottenere singoli risultati per singole richieste (operativita’
c.d. «one to one»), risulta facilmente configurabile come mera chiave
di consultazione degli elenchi elettronici.
In merito ai «nuovi» abbonati, viceversa, non si ritiene che il
principio del consenso espresso degli interessati sancito dal
Provvedimento, che come si e’ detto e’ di matrice comunitaria (cfr.
art. 12 della direttiva 2002/58/CE), debba essere messo in
discussione in questa sede.

Tutto cio’ premesso il Garante

A. Ai sensi degli articoli 143, comma 1, lettera b) e 154, comma 1,
lettera c) del Codice:
1) dispone che, con esclusivo riferimento ai «vecchi» abbonati i
cui dati erano gia’ inseriti in un elenco pubblico alla data del 1°
febbraio 2005, possa essere attivata a partire dal 1° gennaio 2011 la
funzione di ricerca inversa, consistente nella ricerca del nominativo
di un abbonato sulla base del suo numero telefonico, anche senza il
consenso espresso degli abbonati, salvo il rispetto di eventuali
volonta’ contrarie comunicate dagli stessi al proprio operatore;
2) dispone che gli operatori telefonici,che abbiano clienti i cui
dati erano gia’ inseriti in un elenco pubblico alla data del 1°
febbraio 2005, rendano nota a tali abbonati l’attivazione della
funzione di ricerca inversa nei loro confronti nei termini indicati
al precedente punto 1, mediante idonea informativa, da inserire nella
bolletta contenente il conto telefonico entro il 31 dicembre 2010 e
da pubblicare sui propri siti web entro il 31 maggio 2010. Entro il
medesimo termine del 31 maggio dovra’ essere trasmessa a questa
Autorita’ una copia dell’informativa, che dovra’ contenere la chiara
indicazione della possibilita’ per gli abbonati interessati di
opporsi all’attivazione della funzione di ricerca inversa sul proprio
nominativo.
B. Dispone la trasmissione di copia del presente provvedimento al
Ministero della giustizia – Ufficio pubblicazione leggi e decreti,
per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 8 aprile 2010

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale reggente
De Paoli

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – PROVVEDIMENTO 8 aprile 2010

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