LEGGE 24 marzo 2011, n. 42 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo d'intesa, fatta ad Ottawa il 3 giugno 2002. (11G0080) (GU n. 86 del 14-4-2011 | Ingegneri.info

LEGGE 24 marzo 2011, n. 42 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo d’intesa, fatta ad Ottawa il 3 giugno 2002. (11G0080) (GU n. 86 del 14-4-2011

LEGGE 24 marzo 2011, n. 42 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo d'intesa, fatta ad Ottawa il 3 giugno 2002. (11G0080) (GU n. 86 del 14-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/04/2011

LEGGE 24 marzo 2011 , n. 42

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della
Repubblica italiana ed il Governo del Canada per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le
evasioni fiscali, con Protocollo d’intesa, fatta ad Ottawa il 3
giugno 2002. (11G0080)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

Autorizzazione alla ratifica

1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato a ratificare la
Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo
del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte
sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo
d’intesa, fatta a Ottawa il 3 giugno 2002.

Art. 2

Ordine di esecuzione

1. Piena ed intera esecuzione e’ data alla Convenzione di cui
all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore,
in conformita’ a quanto disposto dall’articolo 28 della Convenzione
stessa.

Art. 3

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, valutati in euro
1.510.000 annui a decorrere dall’anno 2011, si provvede mediante
corrispondente riduzione delle proiezioni per gli anni 2011 e 2012
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del programma
«Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri.
2. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, l’Agenzia delle entrate provvede al monitoraggio degli
oneri di cui al comma 1 e riferisce in merito al Ministro
dell’economia e delle finanze. Nel caso in cui si verifichino, o
siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle
previsioni di cui al comma 1, fatta salva l’adozione dei
provvedimenti di cui all’articolo 11, comma 3, lettera l), della
citata legge n. 196 del 2009, il Ministro dell’economia e delle
finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura
necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante
dall’attivita’ di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte
corrente iscritte, nell’ambito delle risorse rimodulabili di cui
all’articolo 21, comma 5, lettera b), della legge n. 196 del 2009,
nel programma «Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema
della fiscalita’» della missione «Politiche economico-finanziarie e
di bilancio» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce,
senza ritardo, alle Camere con apposita relazione in merito alle
cause degli scostamenti e all’adozione delle misure di cui al secondo
periodo.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 24 marzo 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 2273):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Frattini) il 13
luglio 2010.
Assegnato alla 3ª commissione (affari esteri, emigrazione), in
sede referente, il 3 agosto 2010 con pareri delle commissioni 1ª, 5ª
e 6ª.
Esaminato dalla 3ª commissione, in sede referente, il 29
settembre 2010 ed il 27 ottobre 2010.
Esaminato in aula ed approvato il 27 ottobre 2010.
Camera dei deputati (atto n. 3836):
Assegnato alla III commissione (affari esteri e comunitari), in
sede referente, l’8 novembre 2010 con pareri delle commissioni I, V e
VI.
Esaminato dalla III commissione, in sede referente, il 9 ed il 25
novembre 2010.
Esaminato in aula il 10 gennaio 2011 ed approvato, con
modificazioni, l’11 gennaio 2011.
Senato della Repubblica (atto n. 2273-B):
Assegnato alla 3ª commissione (affari esteri, emigrazione), in
sede referente, il 18 gennaio 2011 con parere della commissione 5ª.
Esaminato dalla 3ª commissione, in sede referente, il 25 gennaio
2011 ed il 2 marzo 2011.
Esaminato in aula ed approvato il 3 marzo 2011.

CONVENZIONE

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO
DEL CANADA PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI IN MATERIA
DI IMPOSTE SUL REDDITO E PER PREVENIRE LE EVASIONI FISCALI

Il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Canada,
desiderosi di’ concludere una Convenzione per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le
evasioni fiscali,
hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1

SOGGETTI

La presente Convenzione si applica alle persone che sono residenti
di uno o di entrambi gli Stati contraenti.

Articolo 2

IMPOSTE CONSIDERATE

1. La presente Convenzione si applica alle imposte sul reddito
prelevate per conto di ciascuno degli Stati contraenti, qualunque sia
il sistema di prelevamento.
2. Sono considerate imposte sul reddito le imposte prelevate sul
reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte
sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili, le
imposte sull’ammontare complessivo degli stipendi e dei salari
corrisposti dalle imprese, nonche’ le imposte sui plusvalori.
3. Le imposte attuali cui si applica la Convenzione sono in
particolare:
(a) per quanto concerne il Canada:
le imposte sul reddito che sono prelevate da parte del Governo
del Canada ai sensi della Legge sulle imposte sul reddito (qui di
seguito indicate quali “imposta canadese”);
(b) per quanto concerne l’Italia:
(i) l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
(ii) l’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
(iii) l’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
ancorche’ riscosse mediante ritenuta alla fonte;
(qui di seguito indicate quali “imposta italiana”).
4. La Convenzione si applichera’ anche alle imposte di natura
identica o sostanzialmente analoga che verranno istituite dopo la
data della firma della presente Convenzione in aggiunta o in
sostituzione delle imposte esistenti. Le autorita’ competenti degli
Stati contraenti si notificheranno le modifiche importanti apportate
alle rispettive legislazioni fiscali.
5. La Convenzione non si applica alle imposte (ancorche’ riscosse
mediante ritenuta alla fonte) dovute sulle vincite alle lotterie, sui
premi diversi da quelli su titoli e sulle vincite derivanti dalla
sorte, da giochi di abilita’, da concorsi a premi, da pronostici e da
scommesse.

Articolo 3

DEFINIZIONI GENERALI

1. Ai fini della presente Convenzione, a meno che il contesto non
richieda una diversa interpretazione,
(a) le espressioni “uno Stato contraente” e “l’altro Stato
contraente” designano, come il contesto richiede, il Canada o
l’Italia;
(b) il termine “Canada”, usato in senso geografico, designa il
territorio del Canada, compresa
(i) qualsiasi zona situata al di fuori del mare territoriale
del Canada che, in conformita’ al diritto internazionale ed alle
leggi canadesi, e’ considerata come zona all’interno della quale il
Canada puo’ esercitare diritti relativi al fondo del mare ed al suo
sottosuolo ed alle loro risorse naturali, e
(ii) lo spazio marino ed aereo sovrastante le zone di cui al
comma (i) relativamente a qualsiasi attivita’ svolta in collegamento
con la ricerca o lo sfruttamento delle risorse naturali di cui al
suddetto comma;
(c) il termine “Italia” designa la Repubblica italiana e
comprende le zone al di fuori del mare territoriale italiano le quali
possono essere considerate come zone sulle quali l’Italia, in
conformita’ alla propria legislazione ed al diritto internazionale,
esercita i propri diritti per quanto concerne la ricerca e lo
sfruttamento delle risorse naturali del fondo e del sottosuolo
marini, nonche’ delle acque sovrastanti;
(d) il termine “persona” comprende una persona fisica, una
societa’ ed ogni altra associazione di persone;
(e) il termine “societa’” designa qualsiasi persona giuridica o
qualsiasi ente che e’ considerato persona giuridica ai fini
dell’imposizione;
(f) le espressioni “impresa di uno Stato contraente” e “impresa
dell’altro Stato contraente” designano rispettivamente un’impresa
esercitata da un residente di uno Stato contraente e un’impresa
esercitata da un residente dell’altro Stato contraente;
(g) l’espressione “autorita’ competente” designa
(i) per quanto concerne il Canada, il Ministro del reddito
nazionale o il-rappresentante autorizzato del Ministro, e
(ii) per quanto concerne l’Italia, il Ministero delle Finanze;
(h) il termine “nazionali” designa
(i) le persone fisiche che hanno la nazionalita’ di uno Stato
contraente; e
(ii) le persone giuridiche, le societa’ di persone, e le
associazioni costituite in conformita’ della legislazione in vigore
in uno Stato catraente;
(i) l’espressione “traffico internazionale” designa qualsiasi
viaggio di una nave o aeromobile effettuato da parte di un’impresa la
cui sede di direzione effettiva e’ situata in uno Stato contraente
per il trasporto di passeggeri o beni, ad eccezione del caso in cui
lo scopo principale del viaggio sia il trasporto di passeggeri o beni
tra localita’ situate nell’altro Stato contraente.
2. Per l’applicazione della Convenzione in qualunque momento da
parte di uno Stato contraente, le espressioni ivi non definite, a
meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione, hanno
il significato che ad esse e’ attribuito in quel preciso momento
dalla legislazione di detto Stato relativa alle imposte oggetto della
Convenzione.

Articolo 4

RESIDENTI

1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione “residente di
uno Stato contraente” designa ogni persona che, in virtu’ della
legislazione di detto Stato, e’ ivi assoggettata ad imposta, a motivo
del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua
direzione o di ogni altro criterio di natura analoga, ma non
comprende le persone che sono assoggettate ad imposta in detto Stato
soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti situate in detto
Stato.
2. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
fisica e’ considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, la
sua situazione e’ determinata nel seguente modo:
(a) detta persona e’ considerata residente solo dello Stato nel
quale ha un’abitazione permanente. Quando essa dispone di
un’abitazione permanente in entrambi gli Stati, essa e’ considerata
residente solo dello Stato nel quale le sue relazioni personali ed
economiche sono piu’ strette (centro degli interessi vitali);
(b) se non si puo’ determinare lo Stato nel quale detta persona
ha il centro dei suoi interessi vitali, o se la medesima non ha
un’abitazione permanente in alcuno degli Stati, essa e’ considerata
residente solo dello Stato in cui soggiorna abitualmente;
(c) se detta persona soggiorna abitualmente in entrambi gli
Stati, ovvero non soggiorna abitualmente in alcuno di essi, essa e’
considerata residente solo dello Stato del quale ha la nazionalita’;
(d) se detta persona ha la nazionalita’ di entrambi gli Stati, o
non ha la nazionalita’ di alcuno di essi, le autorita’ competenti
degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
diversa da una persona fisica e’ residente di entrambi gli Stati
contraenti, le autorita’ competenti degli Stati contraenti faranno
del loro meglio per risolvere la questione di comune accordo con
particolare riguardo alla sede della sua direzione effettiva, al
luogo in cui essa e’ stata costituita o comunque creata e ad ogni
altro elemento pertinente. In mancanza di tale accordo, la detta
persona non ha diritto a rivendicare alcuno sgravio o esenzione dalle
imposte previsto dalla Convenzione.

Articolo 5

STABILE ORGANIZZAZIONE

1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione “stabile
organizzazione” designa una sede fissa di affari attraverso cui
un’impresa esercita in tutto o in parte la sua attivita’.
2. L’espressione “stabile organizzazione” comprende in particolare
(a) una sede di direzione;
(b) una succursale;
(c) un ufficio;
(d) un’officina;
(e) un laboratorio;
(f) una miniera, un giacimento petrolifero o di gas naturale, una
cava od ogni altro luogo connesso alla ricerca o allo sfruttamento di
risorse naturali;
(g) un cantiere di costruzione o di montaggio solamente se la sua
durata oltrepassa i 12 mesi.
3. Nonostante le precedenti disposizioni del presente articolo, non
si considera che vi sia una “stabile organizzazione” se
(a) si fa uso di una installazione ai soli fini di deposito, di
esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all’impresa;
(b) i beni o le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinati
ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
(c) i beni o le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinati
ai soli fini della trasformazione da parte di un’altra impresa;
(d) una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di
acquistare beni o merci o di accogliere informazioni per la impresa;
(e) una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di
pubblicita’, di fornire informazioni, di ricerche scientifiche o di
attivita’ analoghe che abbiano carattere preparatorio o ausiliario
per l’impresa.
4. Una persona che agisce in uno Stato contraente per conto di
un’impresa dell’altro Stato contraente – diversa da un agente che
goda di uno status indipendente, di cui al paragrafo 5 – e’
considerata stabile organizzazione nel primo Stato se dispone nello
Stato stesso di poteri che esercita abitualmente e che le permettono
di concludere contratti a nome dell’impresa, salvo il caso in cui
l’attivita’ di detta persona sia limitata all’acquisto di beni o
merci per l’impresa.
5. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione
in uno Stato contraente per il solo fatto che essa eserciti in detto
Stato la propria attivita’ per mezzo di un mediatore, di un
commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda di uno
status indipendente, a condizione che dette persone agiscano
nell’ambito della loro ordinaria attivita’.
6. Il fatto che una societa’ residente di uno Stato contraente
controlli o sia controllata da una societa’ residente dell’altro
Stato contraente ovvero svolga la sua attivita’ in questo altro Stato
(sia per mezzo di una stabile organizzazione oppure no), non
costituisce di per se’ motivo sufficiente per far considerare una
qualsiasi delle dette societa’ una stabile organizzazione dell’altra.

Articolo 6

REDDITI IMMOBILIARI

1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da
beni immobili (compresi i redditi delle attivita’ agricole o
forestali) situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in
detto altro Stato.
2. L’espressione “beni immobili” e’ definita in conformita’ della
legislazione fiscale dello Stato contraente in cui i beni sono
situati. L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le
scorte morte o vive delle imprese agricole e forestali, i diritti ai
quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la
proprieta’ fondiaria. Si considerano altresi’ “beni immobili”
l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a pagamenti
variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello
sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse
naturali. Le navi e gli aeromobili non sono considerati beni
immobili.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano ai redditi
derivanti dalla utilizzazione diretta, dalla locazione o
dall’affitto, nonche’ da ogni altra forma di utilizzazione di beni
immobili.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai
redditi derivanti da beni immobili di un’impresa nonche’ ai redditi
dei beni immobili utilizzati per l’esercizio di una professione
indipendente.

Articolo 7

UTILI DELLE IMPRESE

1. Gli utili di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili
soltanto in detto Stato, a meno che l’impresa non svolga la sua
attivita’ nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile
organizzazione ivi situata. Se l’impresa svolge in tal modo la sua
attivita’, gli utili dell’impresa sono imponibili nell’altro Stato ma
soltanto nella misura in cui detti utili sono attribuibili alla
stabile organizzazione.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa
di uno Stato contraente svolge la sua attivita’ nell’altro Stato
contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in
ciascuno Stato contraente vanno attribuiti a detta stabile
organizzazione gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa
conseguiti se si fosse trattato di un’impresa distinta e separata
svolgente attivita’ identiche o analoghe in condizioni identiche o
analoghe e in piena indipendenza dall’impresa di cui essa costituisce
una stabile organizzazione.
3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione
sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti
dalla stessa stabile organizzazione, comprese le spese di direzione e
le spese generali di amministrazione, sia nello Stato in cui e’
situata la stabile organizzazione, sia altrove.
4. Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di
determinare gli utili da attribuire ad una stabile organizzazione in
base al riparto degli utili complessivi dell’impresa fra le diverse
parti di essa, la disposizione del paragrafo 2 non impedisce a detto
Stato contraente di determinare gli utili imponibili secondo la
ripartizione in uso. Tuttavia, il metodo di riparto adottato dovra’
essere tale che il risultato ottenuto sia conforme ai principi
contenuti nel presente articolo.
5. Nessun utile puo’ essere attribuito ad una stabile
organizzazione per il solo fatto che essa ha acquistato beni o merci
per l’impresa.
6. Ai fini dei paragrafi precedenti, gli utili da attribuire alla
stabile organizzazione sono determinati annualmente con lo stesso
metodo, a meno che non esistano validi e sufficienti motivi per
procedere diversamente.
7. Quando gli utili comprendono elementi di reddito considerati
separatamente in altri articoli della presente Convenzione, le
disposizioni di tali articoli non vengono modificate da quelle del
presente articolo.

Articolo 8

NAVIGAZIONE MARITTIMA ED AEREA

1. Gli utili derivanti dall’esercizio, in traffico internazionale,
di navi o di aeromobili sono imponibili soltanto nello Stato
contraente in cui e’ situata la sede della direzione effettiva
dell’impresa.
2. Se la sede della direzione effettiva di una impresa di
navigazione marittima e’ situata a bordo di una nave, detta sede si
considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto di
immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto di
immatricolazione, nello Stato contraente di cui e’ residente
l’esercente la nave.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano parimenti agli
utili derivanti dalla partecipazione a un fondo comune (pool), a un
esercizio in comune o ad un organismo internazionale di esercizio.

Articolo 9

IMPRESE ASSOCIATE

1. Allorche’
(a) un’impresa di uno Stato contraente partecipa direttamente o
indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di
un’impresa dell’altro Stato contraente, o
(b) le medesime persone partecipano direttamente o indirettamente
alla direzione, al controllo o al capitale di un’impresa di uno Stato
contraente e di un’impresa dell’altro Stato contraente,
e, nell’uno e nell’altro caso, le due imprese, nelle loro relazioni
commerciali o finanziarie, sono vincolate da condizioni accettate o
imposte, diverse da quelle che sarebbero state convenute tra imprese
indipendenti, gli utili che, in mancanza di tali condizioni,
sarebbero stati realizzati da una delle imprese, ma che a causa di
dette condizioni non lo sono stati, possono essere inclusi negli
utili di questa impresa e tassati in conseguenza.
2. Allorche’ uno Stato contraente include tra gli utili di
un’impresa di detto Stato – e di conseguenza assoggetta a tassazione
– utili per i quali un’impresa dell’altro Stato contraente e’ stata
sottoposta a tassazione in detto altro Stato, e gli utili cosi
inclusi sono utili che sarebbero maturati a favore dell’impresa del
primo Stato, se le condizioni fissate tra le due imprese fossero
state quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti,
allora detto altro Stato fara’ un’apposita rettifica all’importo
dell’imposta ivi applicata su tali utili. Tali rettifiche dovranno
effettuarsi unicamente in conformita’ alla procedura amichevole
nell’articolo 24.
3. Uno Stato contraente non puo’ modificare gli utili di un’impresa
nelle circostanze di cui al paragrafo 1 successivamente alla scadenza
dei termini previsti dalla propria legislazione interna e, in ogni
caso, dopo sei anni dal termine dell’anno in cui, in mancanza delle
condizioni di cui al paragrafo 1, gli utili assoggettabili a tale
modifica sarebbero stati realizzati da detta impresa.
4. Le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 non si applicano nei casi di
frode o reato premeditato.

Articolo 10

DIVIDENDI

1. I dividendi pagati da una societa’ residente di uno Stato
contraente ad un residente dell’altro Stato contraente sono
imponibili in detto altro Stato.
2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello
Stato contraente di cui la societa’ che paga i dividendi e’ residente
ed in conformita’ della legislazione di detto Stato, ma, se
l’effettivo beneficiario dei dividendi e’ un residente dell’altro
Stato contraente, l’imposta cosi’ applicata non puo’ eccedere:
(a) ad eccezione del caso in cui i dividendi pagati da una
societa’ finanziaria residente in Canada controllata da
non-residenti, il 5 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi se
l’effettivo beneficiario e’ una societa’ che detiene direttamente o
indirettamente almeno il 10 per cento del diritto di voto della
societa’ che distribuisce i dividendi; e
(b) il 15 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, in tutti
gli altri casi.
Le autorita’ competenti degli Stati contraenti regoleranno di
comune accordo le modalita’ di applicazione di tali limitazioni.
Le disposizioni del presente paragrafo non riguardano l’imposizione
della societa’ per gli utili con i quali sono stati pagati i
dividendi.
3. Ai fini del presente articolo il termine “dividendi” designa i
redditi derivanti da azioni, da azioni o diritti di godimento, da
quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di
partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonche’ i
redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime
fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione fiscale
dello Stato di cui e’ residente la societa’ distributrice.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in
cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente, di cui e’ residente
la societa’ che paga i dividendi, un’attivita’ industriale o
commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata,
oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi
situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad esse. In tal caso, i dividendi sono imponibili in
detto altro Stato contraente secondo la propria legislazione interna.
5. Qualora una societa’ residente di uno Stato contraente ricavi
utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non
puo’ applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla societa’, a
meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro
Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad una stabile organizzazione o a una base fissa
situate in detto altro Stato, ne’ prelevare alcuna imposta, a titolo
di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non
distribuiti della societa’, anche se i dividendi pagati o gli utili
non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi
realizzati in detto altro Stato.
6. Le disposizioni della presente Convenzione non possono in nessun
caso essere interpretate nel senso di impedire al Canada di applicare
un’imposta sugli utili attribuibili all’alienazione dei beni immobili
situati in detto Stato da parte di una societa’ che svolga
un’attivita’ commerciale relativamente a beni immobili o sugli utili
di una societa’ attribuibili alla stabile organizzazione in Canada,
in aggiunta all’imposta applicabile sugli utili delle societa’ di
nazionalita’ di detto Stato, a condizione che tale imposta
addizionale non ecceda il 5 per cento dell’ammontare di tali utili
che non siano stati assoggettati a detta imposta addizionale nei
precedenti anni fiscali. Ai fini della presente disposizione, il
termine “utili” designa gli utili derivanti dall’alienazione di detti
beni immobili situati in Canada imponibili dal Canada ai sensi delle
disposizioni dell’articolo 6 o del paragrafo 1 dell’articolo 13, e i
profitti, inclusi i ricavi, imputabili a una stabile organizzazione
in Canada in un anno e negli anni precedenti successivamente alla
deduzione di tutte le imposte diverse dall’imposta speciale di cui al
presente paragrafo, prelevate su tali profitti in Canada.

Articolo 11

INTERESSI

1. Gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.
2. Tuttavia, tali interessi sono imponibili anche nello Stato
contraente dal quale essi provengono ed in conformita’ alla
legislazione di detto Stato, ma, se l’effettivo beneficiario degli
interessi e’ un residente dell’altro Stato contraente, l’imposta
cosi’ applicata non puo’ eccedere il 10 per cento dell’ammontare
lordo degli interessi. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti
regoleranno di comune accordo le modalita’ di applicazione di tale
limitazione.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, gli interessi
provenienti da uno degli Stati contraenti sono esenti da imposta in
detto Stato se:
(a) gli interessi sono pagati ad un beneficiario effettivo che e’
un residente dell’altro Stato contraente e se il debitore degli
interessi e’ il primo Stato contraente, una sua suddivisione politica
o amministrativa o un suo ente locale; o
(b) gli interessi sono pagati all’altro Stato contraente, ad una
sua suddivisione politica o amministrativa, ad un suo ente locale o
ad un ente od organismo (compresi gli istituti finanziari)
interamente di proprieta’ di questo altro Stato contraente, di una
sua suddivisione, o di un suo ente; o
(c) gli interessi sono pagati in dipendenza di un prestito
concesso, garantito o assicurato, o di un credito autorizzato,
garantito o assicurato da parte di istituti designati ed accettati
mediante scambio di note tra le autorita’ competenti degli Stati
contraenti.
4. Ai fini del presente articolo il termine “interessi” designa i
redditi dei crediti di qualsiasi natura garantiti o non da ipoteca,
e, in particolare, i redditi dei titoli del debito pubblico e quelli
di buoni o obbligazioni, compresi i premi annessi a tali titoli,
buoni o obbligazioni, nonche’ i proventi soggetti allo stesso
trattamento fiscale dei redditi di somme date in prestito in base
alla legislazione dello Stato da cui i redditi provengono; ma non
comprende i redditi considerati all’articolo 10.
5. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in
cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono
gli interessi, un’attivita’ industriale o commerciale per mezzo di
una stabile organizzazione ivi situata, ovvero una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il credito
generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente ad esse. In
tal caso, gli interessi sono imponibili in detto altro Stato
contraente secondo la propria legislazione interna.
6. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente
quando il debitore e’ un residente di detto Stato. Tuttavia, quando
il debitore degli interessi, sia esso residente o no di uno Stato
contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o
una base fissa, per le cui necessita’ viene contratto il debito sul
quale sono pagati gli interessi e tali interessi sono a carico della
stabile organizzazione o della base fissa, gli interessi stessi si
considerano provenienti dallo Stato in cui e’ situata la stabile
organizzazione o la base fissa.
7. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l’ammontare degli interessi, tenuto conto del credito per il
quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra il
debitore e il beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni,
le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a
quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti
e’ imponibile in conformita’ della legislazione di ciascuno Stato
contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente
Convenzione.

Articolo 12

CANONI

1. I canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.
2. Tuttavia, tali canoni sono imponibili anche nello Stato
contraente dal quale essi provengono ed in conformita’ alla
legislazione di detto Stato, ma, se l’effettivo beneficiario dei
canoni e’ un residente dell’altro Stato contraente, l’imposta cosi’
applicata non puo’ eccedere:
(a) il 5 per cento dell’ammontare lordo dei canoni pagati per
l’uso o la concessione in uso, di software per computer o di
qualsiasi genere di brevetti o per informazioni concernenti
esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico
(escludendo, tuttavia, ogni canone analogo fornito in relazione ad un
accordo di noleggio o di concessione);
(b) il 10 per cento dell’ammontare lordo dei canoni in tutti gli
altri casi.
Le autorita’ competenti degli Stati contraenti regoleranno di
comune accordo le modalita’ di applicazione di tali limitazioni.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, i canoni relativi a
diritti d’autore ed altre analoghe remunerazioni connesse alla
produzione o alla riproduzione di un’opera letteraria, drammatica,
musicale o altra opera artistica (ad eccezione dei canoni relativi a
software per computer, canoni relativi a pellicole cinematografiche o
canoni relativi a opere su pellicola o nastro per video o altri mezzi
di riproduzione da utilizzare in relazione alle trasmissioni
televisive), provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell’altro Stato contraente che ne e’ l’effettivo
beneficiario, sono imponibili soltanto in detto altro Stato.
4. Ai fini del presente articolo il termine “canoni” designa i
compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione
in uso, di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o
scientifiche, ivi compresi il software per computer, le pellicole
cinematografiche e i canoni relativi a opere su pellicola o nastro
per video o altri mezzi di riproduzione da utilizzare in relazione
alle trasmissioni televisive, di brevetti, marchi di fabbrica o di
commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, o
altri beni immateriali, nonche’, per l’uso o la concessione in uso di
attrezzature industriali, commerciali o scientifiche o per
informazioni concernenti esperienze di carattere industriale,
commerciale o scientifico.
5. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso
in cui il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono
i canoni, un’attivita’ commerciale o industriale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, ovvero una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto o il
bene generatore dei canoni si ricolleghino effettivamente ad esse. In
tal caso, i canoni sono imponibili in detto altro Stato contraente
secondo la propria legislazione interna.
6. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente
quando il debitore e’ un residente di detto Stato. Tuttavia, quando
il debitore dei canoni, sia esso residente o no di uno Stato
contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o
una base fissa per le cui necessita’ e’ stato contratto l’obbligo al
pagamento dei canoni, e tali canoni sono a carico della stabile
organizzazione o della base fissa, i canoni stessi si considerano
provenienti dallo Stato in cui e’ situata la stabile organizzazione o
la base fissa.
7. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l’ammontare dei canoni, tenuto conto dell’uso, diritto od
informazione per il quale sono pagati, eccede quello che sarebbe
stato convenuto tra il debitore e il beneficiario effettivo in
assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si
applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte
eccedente dei pagamenti e’ imponibile in conformita’ della
legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre
disposizioni della presente Convenzione.

Articolo 13

UTILI DI CAPITALE

1. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ricava
dall’alienazione di beni immobili di cui al paragrafo 2 dell’articolo
6 e situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto
altro Stato.
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti
parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno
Stato contraente ha nell’altro Stato contraente, ovvero di beni
mobili appartenenti ad una base fissa di cui dispone un residente di
uno Stato contraente nell’altro Stato contraente per l’esercizio di
una professione indipendente, compresi gli utili provenienti
dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola od in uno
con l’intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto
altro Stato.
3. Gli utili provenienti dall’alienazione di navi o aeromobili
utilizzati in traffico internazionale come pure di beni mobili
destinati all’esercizio di tali navi o aeromobili sono imponibili
soltanto nello Stato contraente nel quale e’ situata la sede di
direzione effettiva dell’impresa.
4. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ricava
dall’alienazione di
(a) azioni (diverse dalle azioni quotate in una borsa valori
riconosciuta in uno Stato contraente) facenti parte di una
partecipazione sostanziale nel capitale azionario di una societa’, il
cui valore deriva principalmente da beni immobili situati nell’altro
Stato, ovvero
(b) una partecipazione sostanziale in una societa’ di persone,
trust o successione, il cui valore deriva principalmente da beni
immobili situati in detto altro Stato,
sono imponibili in detto altro Stato. Ai fini del presente
paragrafo, l’espressione “beni immobili” non comprende alcuna
proprieta’, diversa dalla proprieta’ in locazione, in cui si svolge
l’attivita’ della societa’, della societa’ di persone, trust o
successione.
5. Allorche’ un residente di uno Stato contraente aliena beni nel
corso di una organizzazione societaria, di una riorganizzazione, di
una fusione, o di una scissione o altra analoga operazione, e gli
utili, ricavi o redditi relativi a detta alienazione non sono
riconosciuti ai fini impositivi in detto Stato, l’autorita’
competente dell’altro Stato contraente, dietro richiesta della
persona che acquisisce i beni, puo’ accettare, fatti salvi i termini
e le condizioni accettabili per detta autorita’ competente, di
differire il riconoscimento degli utili, ricavi o redditi relativi a
detti beni ai fini dell’imposizione in detto altro Stato fino al
termine e con le modalita’ da stabilire nell’accordo tra l’autorita’
competente e la persona che acquisisce i beni. L’autorita’ competente
di uno Stato contraente che abbia concluso tale accordo informa
l’autorita’ competente dell’altro Stato contraente circa i termini
dell’accordo.
6. Gli utili derivanti dall’alienazione di ogni altro bene diverso
da quelli menzionati ai paragrafi 1, 2, 3 e 4, sono imponibili
soltanto nello Stato contraente di cui l’alienante e’ residente.
7. Quando una persona fisica e’ residente di uno Stato contraente e
immediatamente dopo diviene residente dell’altro Stato contraente, e’
considerata ai fini dell’imposizione nel primo Stato contraente come
se avesse alienato dei beni, ed e’ assoggettata a imposizione in
detto Stato relativamente agli utili ricavati da tali beni alla data
del cambiamento di residenza, la persona fisica puo’ scegliere
nell’altro Stato contraente nella propria dichiarazione dei redditi
relativa all’anno di alienazione di essere assoggettata a imposizione
come se la persona fisica avesse venduto e riacquistato i beni ad un
ammontare pari al suo valore equo di mercato alla data del
cambiamento di residenza.

Articolo 14

PROFESSIONI INDIPENDENTI

1. I redditi che una persona fisica residente di uno Stato
contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o da altre
attivita’ analoghe di carattere indipendente sono imponibili soltanto
in detto Stato, a meno che tale persona fisica non disponga
abitualmente nell’altro Stato contraente di una base fissa per
l’esercizio delle sue attivita’. Se la persona fisica dispone o
disponeva di tale base fissa, i redditi sono imponibili nell’altro
Stato ma unicamente nella misura in cui sono imputabili a detta base
fissa.
2. L’espressione “libera professione” comprende in particolare le
attivita’ indipendenti di carattere scientifico, letterario,
artistico, educativo o pedagogico, nonche’ le attivita’ indipendenti
dei medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti e contabili.

Articolo 15

LAVORO SUBORDINATO

1. Salve le disposizioni degli articoli 16, 17 e 19, i salari, gli
stipendi e le altre remunerazioni che un residente di uno Stato
contraente riceve in corrispettivo di un’attivita’ dipendente sono
imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attivita’ non
venga svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attivita’ e’ quivi
svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in
questo altro Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le remunerazioni che
un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di
un’attivita’ dipendente svolta nell’altro Stato contraente sono
imponibili soltanto nel primo Stato se:
(a) il beneficiario soggiorna nell’altro Stato per un periodo o
periodi che non oltrepassano in totale 183 giorni in un periodo di
dodici mesi che inizi o termini nel corso dell’anno solare
considerato, e
(b) le remunerazioni sono pagate da o per conto di una persona
che non e’ residente dell’altro Stato, e
(c) l’onere delle remunerazioni non e’ sostenuto da una stabile
organizzazione o da una base fissa che la persona ha nell’altro
Stato.
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le
remunerazioni percepite in corrispettivo di un lavoro subordinato
svolto a bordo di navi o di aeromobili impiegati in traffico
internazionale da una impresa di uno Stato contraente sono imponibili
soltanto nello Stato nel quale e’ situata la sede della direzione
effettiva dell’impresa a meno che le remunerazioni non sono ricevute
da un residente dell’altro Stato contraente.

Articolo 16

COMPENSI E GETTONI DI PRESENZA

I compensi, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe
che un residente di uno Stato contraente riceve in qualita’ di membro
del consiglio di amministrazione o del collegio sindacale di una
societa’ residente dell’altro Stato contraente, sono imponibili in
detto altro Stato.

Articolo 17

ARTISTI E SPORTIVI

1. Nonostante le disposizioni degli articoli 14 e 15, i redditi che
un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni
personali esercitate nell’altro Stato contraente in qualita’ di
artista dello spettacolo, quale artista di teatro, del cinema, della
radio o della televisione, o in qualita’ di musicista, nonche’ di
sportivo, sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito derivante da prestazioni personali esercitate
da un artista dello spettacolo o da uno sportivo, in tale qualita’,
e’ attribuito ad una persona diversa dall’artista o dallo sportivo in
persona, detto reddito puo’ essere tassato nello Stato contraente
dove dette prestazioni sono svolte nonostante le disposizioni degli
articoli 7, 14 e 15.
3. Le disposizioni del paragrafo 2 non si applicano nel caso in cui
risulta che ne’ l’artista dello spettacolo ne’ lo sportivo, ne’
persone ad essi associate partecipano direttamente o indirettamente
agli utili della persona indicata nel predetto paragrafo.

Articolo 18

PENSIONI

1. Le pensioni provenienti da uno Stato contraente e pagate ad un
residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.
2. Tuttavia, tali pensioni possono essere tassate anche nello Stato
contraente dal quale provengono, ed in conformita’ alla legislazione
di detto Stato, ma nel caso dei pagamenti periodici delle pensioni,
l’imposta cosi’ applicata non puo’ eccedere la meno elevata delle due
aliquote seguenti:
(a) 15 per cento dell’ammontare lordo di tali pagamenti periodici
versati al percipiente nell’anno solare di riferimento che eccede
dodici mila dollari canadesi o l’equivalente in lire italiane, e
(b) l’aliquota calcolata in funzione dell’imposta che il
beneficiario del pagamento avrebbe dovuto altrimenti corrispondere
per lo stesso anno in relazione al totale complessivo dei pagamenti
periodici di pensione da esso ricevuti nel corso di tale anno ove
fosse residente dello Stato contraente da cui il pagamento proviene.
3. Nonostante le disposizioni della presente Convenzione:
(a) le pensioni corrisposte dallo Stato italiano o da una sua
suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale, sia
direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti,
ad una persona fisica in corrispettivo dei servizi resi a detto Stato
o a detta suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in
Italia;
(b) le prestazioni di sicurezza sociale in uno Stato contraente
pagate in un anno solare a una persona fisica residente dell’altro
Stato contraente sono imponibili soltanto nello Stato dal quale
provengono e in conformita’ alla legislazione di detto Stato, ma
l’imposta cosi’ applicata non deve eccedere l’ammontare che il
percipiente avrebbe dovuto versare in detto anno se fosse stato un
residente del primo Stato;
(c) i pagamenti non periodici delle pensioni, le indennita’ di
fine rapporto o le remunerazioni forfetarie di natura analoga, e i
pagamenti effettuati all’atto della cessazione di un incarico o di un
impiego provenienti da uno Stato contraente e versati a un residente
dell’altro Stato contraente sono imponibili nello Stato dal quale
esse provengono e in conformita’ alla legislazione di detto Stato;
(d) le pensioni ed indennita’ di guerra provenienti da uno Stato
contraente e ricevute da un residente dell’altro Stato contraente non
sono imponibili in detto altro Stato purche’ non siano imponibili se
ricevute da un residente dello Stato contraente da cui esse
provengono.
4. Ai fini dei paragrafi 1 e 2, quando una persona fisica residente
di uno Stato contraente in un dato periodo fiscale riceve per la
prima volta pagamenti provenienti da un fondo pensioni dell’altro
Stato contraente che possono essere ragionevolmente attribuiti ad una
pensione ad essa intestata per un periodo precedente, tale persona
fisica puo’ scegliere, in ciascuno Stato contraente, di imputare, ai
fini dell’imposizione in ciascuno Stato, la parte da essa determinata
dei pagamenti relativi a tutti i precedenti periodi, come se fosse
stata pagata e ricevuta da essa l’ultimo giorno del periodo fiscale
immediatamente precedente quel periodo in particolare e non come se
fosse stata pagata e ricevuta dalla persona fisica in quel dato
periodo.

Articolo 19

FUNZIONI PUBBLICHE

1. (a) Gli stipendi, i salari e le altre remunerazioni analoghe,
diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente o da una sua
suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale a una
persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a
detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in detto Stato.
(b) Tuttavia, tali stipendi, salari e altre remunerazioni
analoghe sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente se i
servizi sono resi in detto Stato e la persona fisica e’ un residente
di detto Stato che
(i) ha la nazionalita’ di detto Stato; o
(ii) non e’ divenuto residente di detto Stato al solo scopo di
rendervi i servizi.
2. Nonostante le disposizioni della lettera (b) del paragrafo 1,
gli stipendi, i salari e le altre remunerazioni analoghe di cui alla
suddetta lettera pagate da uno Stato contraente o da una sua
suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale a una
persona fisica che ha la nazionalita’ dell’altro Stato contraente
avendo anche la nazionalita’ del primo Stato, o ha la nazionalita’
del primo Stato, sono imponibili soltanto nel detto primo Stato se a
tali stipendi, salari e altre remunerazione analoghe sono
assoggettate ad imposizione secondo la disciplina tributaria
ordinaria di detto primo Stato relativa a tali cespiti.
3. Le disposizioni degli articoli 15, 16, 17 e 18 si applicano a
stipendi, salari e altre remunerazioni analoghe pagate in
corrispettivo di servizi resi nell’ambito di una attivita’
industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente o da una
sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale.

Articolo 20

STUDENTI

Le somme che uno studente o un apprendista il quale e’, o era
immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente
dell’altro Stato contraente e che soggiorna nel primo Stato al solo
scopo di compiervi i suoi studi o di attendere la propria formazione
professionale, riceve per sopperire alle spese di mantenimento, di
istruzione o di formazione professionale, non sono imponibili in
detto Stato, a condizione che tali somme provengano da fonti situate
fuori di detto Stato.

Articolo 21

ALTRI REDDITI

1. Gli elementi di reddito di un residente di uno Stato contraente,
qualunque ne sia la provenienza, che non sono stati trattati negli
articoli precedenti della presente Convenzione sono imponibili
soltanto in detto Stato.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi
diversi da quelli derivanti da beni immobili definiti al paragrafo 2
dell’articolo 6, nel caso in cui il beneficiario di tali redditi,
residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato
contraente un’attivita’ industriale o commerciale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, oppure una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto od il
bene produttivo del reddito si ricolleghi effettivamente a tale
stabile organizzazione o base fissa. In tal caso, il reddito e’
imponibile nell’altro Stato contraente secondo la propria
legislazione interna.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, quando un residente
di uno Stato contraente ritrae detto reddito da fonti situate
nell’altro Stato contraente, tale reddito e’ imponibile anche nello
Stato dal quale proviene ed in conformita’ alla legislazione di detto
Stato. Quando tale reddito proviene da un trust o da una successione,
diverso da un trust in ordine al quale erano deducibili i contributi,
l’imposta cosi’ applicata non puo’ eccedere il 15 per cento
dell’ammontare lordo dei redditi, se il reddito e’ imponibile nello
Stato contraente di cui il beneficiario effettivo e’ residente.

Articolo 22

ELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE

1. Per quanto concerne il Canada, la doppia imposizione sara’
eliminata come segue:
(a) fatte salve le vigenti disposizioni della legislazione
canadese concernenti la detrazione dell’imposta pagata in un
territorio situato al di fuori del Canada sull’imposta dovuta in
Canada, nonche’ ogni successiva modifica di tali disposizioni che non
ne pregiudichi i principi generali, e fatti, altresi’, salvi una
detrazione o uno sgravio piu’ rilevante previsti dalla legislazione
canadese, l’imposta dovuta in Italia su utili, redditi o guadagni
provenienti dall’Italia, e’ portata in detrazione da qualsiasi
imposta canadese dovuta per gli stessi utili, redditi o guadagni;
(b) quando, ai sensi delle disposizioni della presente
Convenzione, i redditi ricavati da un residente del Canada sono ivi
esenti da imposizione, il Canada, nel calcolare l’ammontare
dell’imposta sugli altri redditi, puo’ comunque tenere conto dei
redditi esentati.
2. Per quanto concerne l’Italia, la doppia imposizione sara’
eliminata come segue:
Se un residente dell’Italia possiede elementi di reddito che sono
imponibili in Canada, l’Italia, nel calcolare le proprie imposte sul
reddito specificate nell’articolo 2 della presente Convenzione, puo’
includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di
reddito, a meno che espresse disposizioni della presente Convenzione
non stabiliscano diversamente.
In tal caso, l’Italia deve detrarre dalle imposte cosi’ calcolate
l’imposta sui redditi pagata in Canada, ma l’ammontare della
detrazione non puo’ eccedere la quota di imposta italiana
attribuibile ai predetti elementi di reddito nella proporzione in cui
gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo.
Tuttavia, nessuna detrazione sara’ accordata ove l’elemento di
reddito venga assoggettato in Italia ad imposizione mediante ritenuta
a titolo di imposta su richiesta del beneficiario del reddito in base
alla legislazione italiana.
3. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, gli utili,
redditi o guadagni di un residente di uno Stato contraente
assoggettabili ad imposta nell’altro Stato contraente in conformita’
della presente Convenzione si considerano provenienti da fonti
situate in detto altro Stato.

Articolo 23

NON DISCRIMINAZIONE

1. I nazionali di uno Stato contraente non sono assoggettati
nell’altro Stato contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa
relativo, diversi o piu’ onerosi di quelli cui sono o potranno essere
assoggettati i nazionali di detto altro Stato che si trovino nella
stessa situazione.
In particolare, i nazionali di uno Stato contraente che sono
assoggettabili ad imposizione nell’altro Stato contraente beneficiano
delle esenzioni, abbattimenti alla base, deduzioni e riduzioni ai
fini fiscali accordati per carichi di famiglia ai nazionali di detto
altro Stato che si trovino nella stessa situazione.
2. L’imposizione di una stabile organizzazione che una impresa di
uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente non puo’ essere
in questo altro Stato meno favorevole dell’imposizione a carico delle
imprese di detto altro Stato che svolgono la medesima attivita’.
La presente disposizione non puo’ essere interpretata nel senso che
faccia obbligo ad uno Stato contraente di accordare ai residenti
dell’altro Stato contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le
riduzioni di imposta che esso accorda ai propri residenti in
relazione alla loro situazione o ai loro carichi di famiglia.
3. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale e’ in tutto
o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da
uno o piu’ residenti dell’altro Stato contraente, non sono
assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione od
obbligo ad essa relativo, diversi o piu’ onerosi di quelli cui sono o
potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del
primo Stato, il cui capitale e’ in tutto o in parte, direttamente o
indirettamente, posseduto o controllato da uno o piu’ residenti di
uno Stato terzo.
4. Nel presente articolo, il termine “imposizione” designa le
imposte oggetto della presente Convenzione.

Articolo 24

PROCEDURA AMICHEVOLE

1. Quando una persona ritiene che le misure adottate da uno o da
entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per detta
persona un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente
Convenzione, detta persona puo’, indipendentemente dai ricorsi
previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il
proprio caso all’autorita’ competente dello Stato contraente di cui
e’ residente, o, se il suo caso ricade nel paragrafo 1 dell’articolo
23, a quella dello Stato contraente di cui possiede la nazionalita’.
Il caso deve essere sottoposto entro i due anni che seguono la prima
notifica della misura che comporta un’imposizione non conforme alle
disposizioni della Convenzione.
2. L’autorita’ competente, se il ricorso le appare fondato e se
essa non e’ in grado di giungere ad una soddisfacente soluzione,
fara’ del suo meglio per regolare il caso per via di amichevole
composizione con l’autorita’ competente dell’altro Stato contraente,
al fine di evitare una tassazione non conforme alla Convenzione.
3. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti faranno del loro
meglio per risolvere per via di amichevole composizione le
difficolta’ o i dubbi inerenti all’interpretazione o all’applicazione
della Convenzione. Esse potranno altresi’ consultarsi al fine di
eliminare la doppia imposizione nei casi non previsti dalla
Convenzione.
4. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti potranno
comunicare direttamente tra loro al fine di pervenire ad un accordo
come indicato nei paragrafi precedenti. Qualora venga ritenuto che
degli scambi verbali di opinioni possano facilitare il raggiungimento
di tale accordo, essi potranno aver luogo in seno ad una Commissione
formata da rappresentanti delle autorita’ competenti degli Stati
contraenti.
5. Qualora le difficolta’ o i dubbi inerenti all’interpretazione o
all’applicazione della Convenzione non possano essere risolti dalle
autorita’ competenti ai sensi dei paragrafi precedenti del presente
articolo, il caso puo’ essere sottoposto ad arbitrato qualora
entrambe le autorita’ competenti e il contribuente concordino ed il
contribuente si impegni per iscritto ad ottemperare alle decisioni
della commissione. La decisione della commissione per un caso
specifico e’ vincolante per entrambi gli Stati relativamente a tale
caso. La procedura viene stabilita con uno scambio di note tra gli
Stati contraenti.

Articolo 25

SCAMBIO DI INFORMAZIONI

1. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti si scambieranno
le informazioni necessarie per l’applicazione delle disposizioni
della presente Convenzione o quelle delle leggi interne degli Stati
contraenti relative alle imposte previste dalla Convenzione, nella
misura in cui la tassazione che tali leggi prevedono non e’ contraria
alla Convenzione, nonche’ per prevenire le evasioni fiscali. Lo
scambio di informazioni non viene limitato dall’articolo 1. Le
informazioni ricevute da uno Stato contraente saranno tenute segrete,
analogamente alle informazioni ottenute in base alla legislazione
interna di detto Stato e saranno comunicate soltanto alle persone od
autorita’ (ivi compresi i tribunali e gli organi amministrativi)
incaricate dell’accertamento o della riscossione delle imposte
previste dalla Convenzione, delle procedure concernenti tali imposte,
o delle decisioni di ricorsi presentati per le imposte previste dalla
Convenzione. Dette persone o le predette autorita’ utilizzeranno tali
informazioni soltanto per questi fini. Esse potranno servirsi di
queste informazioni nel corso di udienze pubbliche di tribunali o nei
giudizi.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non possono in nessun caso
essere interpretate nel senso di imporre ad uno Stato contraente
l’obbligo:
(a) di adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla
propria legislazione o alla propria prassi amministrativa o a quelle
dell’altro Stato contraente;
(b) di fornire informazioni che non potrebbero essere ottenute in
base alla propria legislazione o nel quadro della propria normale
prassi amministrativa o di quelle dell’altro Stato contraente; oppure
(c) di fornire informazioni che potrebbero rivelare un segreto
commerciale, industriale, professionale o un processo commerciale,
oppure informazioni la cui comunicazione sarebbe contraria all’ordine
pubblico.

Articolo 26

FUNZIONARI DIPLOMATICI E CONSOLARI

Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano i
privilegi fiscali di cui beneficiano i funzionari diplomatici o
consolari in virtu’ delle regole generali del diritto internazionale
o delle disposizioni di accordi particolari.

Articolo 27

DOMANDE DI RIMBORSO

1. Le imposte riscosse in Italia mediante ritenuta alla fonte sono
rimborsate a richiesta dell’interessato nella misura in cui il
diritto di riscuotere tali imposte e’ limitato dalle disposizioni
della presente Convenzione. Detta richiesta, da prodursi in
osservanza dei termini stabiliti dalla legislazione italiana, deve
essere corredata da un attestato ufficiale dell’autorita’ competente
del Canada certificante che sussistono le condizioni richieste per
aver diritto all’applicazione delle esenzioni o delle riduzioni
previste dalla presente Convenzione.
2. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti possono stabilire
di comune accordo, conformemente alle disposizioni dell’articolo 24,
procedure diverse per l’applicazione delle limitazioni d’imposta
previste dalla seguente Convenzione.

Articolo 28

ENTRATA IN VIGORE

1. La presente Convenzione sara’ ratificata e gli strumenti di
ratifica saranno scambiati non appena possibile.
2. La Convenzione entrera’ in vigore alla data dello scambio degli
strumenti di ratifica e le sue disposizioni si applicheranno:
(a) in Canada
(i) con riferimento all’imposta trattenuta alla fonte, sulle
somme pagate a non residenti o iscritte a loro credito il, o
successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare dello scambio degli
strumenti di ratifica; e
(ii) con riferimento alle altre imposte canadesi, per gli anni
fiscali che iniziano il, o successivamente al, primo giorno di
gennaio dell’anno solare dello scambio degli strumenti di ratifica;
(b) in Italia
con riferimento ai redditi realizzati nei periodi d’imposta che
iniziano il, o successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare dello
scambio degli strumenti di ratifica.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, le disposizioni del
paragrafo 2 dell’articolo 19, si applicheranno il, o successivamente
al, l° gennaio dell’anno che precede di tre anni l’anno dello scambio
degli strumenti di ratifica.
4. Le disposizioni della Convenzione tra il Canada e l’Italia per
evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per
prevenire le evasioni fiscali firmata a Toronto il 17 novembre 1977,
come modificata dal Protocollo firmato a Ottawa il 20 marzo 1989,
cessera’ di avere effetto con riferimento alle imposte alle quali, in
conformita’ alle disposizioni del paragrafo 2, si applica la presente
Convenzione.
5. Nonostante le disposizioni del paragrafo 4, nel caso in cui una
disposizione della Convenzione del 1977, come modificata dal
Protocollo del 1989, prevedeva uno sgravio d’imposta maggiore, tale
disposizione continuera’ ad avere effetto:
(a) in Canada
(i) con riferimento all’imposta trattenuta alla fonte, sulle
somme pagate a non residenti o iscritte a loro credito il, o
anteriormente all’ultimo giorno dell’anno solare successivo a quello
in cui la Convenzione entra in vigore; e
(ii) con riferimento alle altre imposte canadesi, per gli anni
fiscali che terminano il, o anteriormente all’ultimo giorno dell’anno
solare successivo a quello in cui la Convenzione entra in vigore;
(b) in Italia
con riferimento ai redditi realizzati nei periodi d’imposta che
terminano il, o anteriormente all’ultimo giorno dell’anno solare
successivo a quello in cui la Convenzione entra in vigore.

Articolo 29

DENUNCIA

La presente Convenzione rimarra’ in vigore a tempo indeterminato,
ma ciascuno Stato contraente potra’ denunciarla, entro il 30 giugno
incluso di ciascun anno solare a partire dal quinto anno successivo a
quello della sua ratifica, notificandone la cessazione per iscritto e
per via diplomatica all’altro Stato contraente. In caso di detta
denuncia, la Convenzione cessera’ di essere applicabile:
(a) in Canada
(i) con riferimento all’imposta trattenuta alla fonte, sulle
somme pagate a non-residenti o iscritte a loro credito il, o
successivamente al, primo giorno di gennaio dell’anno solare
successivo a quello in cui e’ stata notificata la denuncia; e
(ii) con riferimento alle altre imposte canadesi, per gli anni
fiscali che iniziano il, o successivamente al, primo giorno di
gennaio dell’anno solare successivo a quello in cui e’ stata
notificata la denuncia;
(b) in Italia
con riferimento ai redditi realizzati nei periodi d’imposta che
iniziano il, o successivamente al, primo giorno di gennaio dell’anno
solare successivo a quello in cui e’ stata notificata la denuncia.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati dai
rispettivi Governi, hanno firmato la presente Convenzione.
FATTA a Ottawa il 3 giugno 2002, in duplice esemplare, nelle lingue
italiana, inglese e francese, tutti i testi facenti egualmente fede.

PER IL GOVERNO DELLA PER IL GOVERNO
REPUBBLICA ITALIANA: DEL CANADA:
(Firma illeggibile) (Firma illeggibile)

PROTOCOLLO D’INTESA

alla Convenzione tra il Governo della Repubblica Italiana e il
Governo del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di
imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.
All’atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra
il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada per
evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per
prevenire le evasioni fiscali, i sottoscritti plenipotenziari hanno
concordato le seguenti disposizioni supplementari che formano parte
integrante della Convenzione.
Resta inteso che
(a) Per quanto concerne la lettera (d) del paragrafo 1
dell’articolo 3, il termine “persona” comprende, nel caso del Canada,
le societa’ di persone (partnerships), le “successioni” (estates) e i
trust.
(b) Con riferimento all’articolo 4, l’espressione “residente di
uno Stato contraente” comprende anche il Governo di detto Stato o una
sua suddivisione politica o amministrativa o ente locale oppure un
ente o organismo di tale Governo, suddivisione o ente.
(c) Per quanto concerne il paragrafo 3 dell’articolo 4, la
soluzione di compromesso adottata rispecchia il desiderio comune dei
due Stati contraenti di evitare l’evasione fiscale.
(d) Per quanto concerne gli articoli 5 e 8, i battelli-traghetto,
le navi-traghetto d’alto mare e le altre navi adibite essenzialmente
al trasporto dei passeggeri o di merci esclusivamente tra localita’
situate in uno Stato contraente, se gestiti in tale modo, non devono
considerarsi esercitati in traffico internazionale; resta inteso,
altresi’, che il luogo o i luoghi di attracco situati in uno Stato
contraente e regolarmente utilizzati da parte di tali battelli o navi
gestiti come sopra, costituiscono in detto Stato una stabile
organizzazione dell’impresa esercente tali battelli o navi.
(e) Per quanto concerne il paragrafo 1 dell’articolo 7, quando
un’impresa di uno Stato contraente che ha svolto la sua attivita’
nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione
ivi situata, riceve, dopo che ha cessato di svolgere tale attivita’,
utili che sono imputabili a detta stabile organizzazione, detti utili
sono imponibili in questo altro Stato in conformita’ dei principi
enunciati all’articolo 7;
(f) Per quanto concerne il paragrafo 3 dell’articolo 7, per
“spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile
organizzazione” si intendono le spese deducibili direttamente
connesse con l’attivita’ di detta stabile organizzazione;
(g) Ai fini dell’articolo 8,
(a) il termine “utili” comprende
(i) gli introiti e le entrate lorde ricavati direttamente
dall’esercizio di navi o aeromobili in traffico internazionale; e
(ii) gli interessi sulle somme provenienti direttamente
dall’esercizio di navi o aeromobili in traffico internazionale
qualora tali interessi siano occasionali e secondari rispetto
all’esercizio; e
(b) l’espressione “esercizio di navi o aeromobili in traffico
internazionale” da parte di un’impresa, comprende
(i) il noleggio o affitto di navi o aeromobili,
(ii) il noleggio di container e relativo equipaggiamento e
(iii) l’alienazione di navi, aeromobili, container e relativo
equipaggiamento
da parte di detta impresa qualora detto noleggio, affitto o
alienazione sia occasionale e secondaria rispetto all’esercizio di
navi o di aeromobili in traffico internazionale da parte di detta
impresa.
(h) Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 dell’articolo 13 si
applicano anche agli utili derivanti dall’alienazione di beni ivi
menzionati.
(i) Per quanto concerne l’articolo 13, l’inclusione delle
disposizioni contenute nel paragrafo 4 di tale articolo deriva
dall’esistenza di considerevoli possibilita’ di abusi in materia di
investimenti immobiliari in uno Stato contraente da parte di non
residenti e tiene conto della circostanza che uno degli Stati
contraenti ha constatato la reale esistenza di casi di evasione
fiscale in questo settore.
(j) Ai fini del lettera (b) del paragrafo 3 dell’articolo 18,
l’espressione “sicurezza sociale” designa:
(a) per quanto concerne il Canada, qualsiasi pensione o
sussidio pagati ai termini dell’Old Age Security Act of Canada; e
(b) per quanto concerne l’Italia, i pagamenti ricevuti da fondi
per i quali non sono stati versati contributi da parte del
percipiente e, in particolare, a quella parte di pensione o sussidio
pagata ai termini delle leggi italiane sulla sicurezza sociale e
certificata dall’autorita’ competente italiana quale ammontare
necessario per il trattamento al minimo della categoria di pensioni
pagabili ad una persona ai termini delle suddette leggi.
(k) La Convenzione non si applica alle organizzazioni
internazionali, ai loro organi o ai loro funzionari, ne’ alle persone
che sono membri di una missione diplomatica, consolare o permanente
di uno Stato terzo o di un gruppo di Stati, quando si trovano nel
territorio di uno Stato contraente e non sono sottoposti nell’uno e
nell’altro Stato contraente ai medesimi obblighi dei residenti di
detti Stati in materia di imposte sul reddito complessivo.
(l) Nessuna disposizione della presente Convenzione puo’ essere
interpretata nel senso che limiti in qualche modo le agevolazioni
fiscali che sono o saranno accordate dalla legislazione interna di
uno Stato contraente o da qualsiasi accordo concluso da uno Stato
contraente.
(m) Nessuna disposizione della presente Convenzione puo’ essere
interpretata nel senso che pregiudichi l’applicazione da parte di uno
Stato contraente di un’imposta sulle somme comprese nel reddito di un
residente di detto Stato relativamente a una societa’ di persone,
trust o una societa’ estera affiliata, nella quale detto residente ha
una partecipazione.
(n) La Convenzione non si applica ad alcuna societa’, trust o
societa’ di persone che e’ residente di uno Stato contraente ed e’
posseduta o controllata, direttamente o indirettamente, in qualita’
di beneficiario effettivo da una o piu’ persone che non sono
residenti di tale Stato, se l’ammontare dell’imposta applicata da
detto Stato sul reddito della societa’, trust o societa’ di persone
e’ considerevolmente inferiore dell’ammontare che sarebbe applicato
da parte di detto Stato se tutte le azioni del capitale azionario
della societa’ o tutte le partecipazioni nel trust o nella societa’
di persone, rispettivamente, fossero possedute in qualita’ di
beneficiario effettivo da uno o piu’ persone fisiche residenti di
detto Stato.
(o) Ai fini del paragrafo 3 dell’articolo XXII (Consultazione)
dell’Accordo generale sul commercio dei servizi, gli Stati contraenti
convengono che, fatto salvo il suddetto paragrafo, se sorge tra di
loro una controversia concernente il fatto che un provvedimento
ricada nel campo di applicazione della Convenzione, e’ possibile
adire al Consiglio per il commercio dei servizi, ai sensi di detto
paragrafo, solamente con il consenso di entrambi gli Stati
contraenti. Eventuali dubbi inerenti all’interpretazione di questo
paragrafo verranno risolti in conformita’ del paragrafo 3
dell’articolo 24 della Convenzione oppure, qualora non si pervenga ad
un accordo mediante tale procedura, ai sensi di qualsiasi altra
procedura concordata da entrambi gli Stati contraenti.
(p) Ai fini della presente Convenzione, quando una persona fisica
che versa contributi in un fondo pensionistico costituito e
riconosciuto ai sensi della legislazione di uno Stato contraente
esercita una professione indipendente nell’altro Stato contraente:
(a) i contributi versati da o per conto di una persona fisica
nel fondo durante il periodo in cui la persona fisica rende tali
servizi nell’altro Stato sono deducibili nel calcolare il reddito
imponibile della persona fisica in detto Stato per un periodo che non
oltrepassa in totale 60 mesi. I sussidi maturati nell’ambito del
fondo o i pagamenti versati nel fondo da o per conto del datore di
lavoro della persona fisica nel corso di quel periodo non dovranno
essere considerati come facenti parte del reddito imponibile del
lavoratore dipendente e dovranno essere ammessi in deduzione nel
calcolare gli utili del datore di lavoro della persona fisica in
detto altro Stato.
(b) Le disposizioni del presente paragrafo si applicano
soltanto se:
(i) i contributi erano stati versati da o per conto della
persona fisica nel fondo (o in un altro fondo analogo da cui detto
fondo e’ stato sostituito) prima che la persona fisica soggiornasse
nell’altro Stato; e
(ii) l’autorita’ competente dell’altro Stato conviene che il
fondo pensionistico corrisponde in linea generale ad un fondo
pensionistico riconosciuto ai fini fiscali da detto Stato.
I sussidi concessi ai sensi del presente paragrafo non devono
superare i sussidi che sarebbero stati concessi dall’altro Stato ai
propri residenti per i contributi, o i sussidi diversamente maturati
nell’ambito di un fondo pensionistico riconosciuto ai fini fiscali in
detto Stato.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati dai
rispettivi Governi, hanno firmato il presente Protocollo.
FATTO a Ottawa il 3 giugno 2002, in duplice esemplare, nelle lingue
italiana, inglese e francese, tutti i testi facenti egualmente fede.

PER IL GOVERNO DELLA PER IL GOVERNO
REPUBBLICA ITALIANA: DEL CANADA:
(Firma illeggibile) (Firma illeggibile)

LEGGE 24 marzo 2011, n. 42 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo d’intesa, fatta ad Ottawa il 3 giugno 2002. (11G0080) (GU n. 86 del 14-4-2011

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