Legge dello Stato 14/01/1937 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 14/01/1937

Legge dello Stato 14/01/1937 n. 402 - Conversione in legge del D.L. 18-6-1936, n. 1338 concernente provvedimenti per agevolare e diffondere la coltivazione del pioppo e di altre specie arboree nelle pertinenze idrauliche demaniali.

Legge dello Stato 14/01/1937 n. 402
Conversione in legge del D.L.
18-6-1936, n. 1338 concernente provvedimenti per agevolare e
diffondere la coltivazione del pioppo e di altre specie arboree nelle
pertinenze idrauliche demaniali.

Art. 1.
1. E’ istituita in
ciascuna provincia una commissione per l’incremento delle coltivazioni
arboree sulle pertinenze demaniali dei corsi di acqua pubblica.
2. La
commissione provinciale ha sede presso l’ufficio del genio civile
competente.
3. – omissis –
4. – omissis –
5. – omissis –
Art. 2.
1. E’
compito della commissione di determinare quali parti delle pertinenze
idrauliche demaniali dei corsi d’acqua pubblica possono essere
destinate alla coltivazione di pioppi o di altre specie arboree, di
stabilire tutto quanto si attiene alle medesime piantagioni e di dare
il proprio parere sui piani di coltivazione presentati insieme alle
domande di concessione. Spetta in particolare alla commissione di
designare le specie arboree delle piantagioni, prescriverne la durata
e le eventuali rotazioni e stabilire tutte le modalità dell’impianto,
della coltivazione e del taglio.
2. A tal fine la commissione ha
facoltà di derogare alle disposizioni vigenti che impongono il
rispetto di determinate distanze o vietano le piantagioni fra le
sponde o lungo i corsi d’acqua, ad eccezione di quanto è prescritto
dall’art. 96, lettere e) ed f), del testo unico di leggi sulle opere
idrauliche, approvato con regio decreto 25-7-1904, n. 523, per i
tratti arginati dei corsi d’acqua. Ove però a giudizio del presidente
della commissione sia ritenuto necessario, sarà sentito su tali
deroghe anche il parere del consiglio superiore dei lavori
pubblici.
Art. 3.
“1. La Commissione provinciale compila un elenco
delle pertinenze idrauliche demaniali da destinare prevalentemente a
colture arboree e provvede a mantenerlo aggiornato. L’elenco e le
variazioni successive sono approvati con decreto del Presidente della
Repubblica” (1).
2. Le pertinenze idrauliche demaniali comprese nei
detti elenchi hanno titolo alle agevolazioni tributarie previste
nell’art.58 del regio decreto legge 30-12-1923, n. 3267, per il
riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e
di terreni montani.
3. Gli elenchi sono pubblicati nel Foglio degli
annunzi legali della provincia.

(1) Comma così sostituito dall’art. 2
della legge 12-12-1960, n. 1596.

Art. 4.
1. L’amministrazione delle
finanze ha facoltà , anche prima della pubblicazione dell’elenco di
cui all’art. 3, di risolvere o revocare in tutto o in parte i
contratti d’affitto vigenti od atti di concessione relativi a quelle
zone delle pertinenze idrauliche demaniali che la commissione
provinciale indicata nell’art. 1 abbia stabilito possano essere
destinate a coltura arborea.
2. La risoluzione o la revoca deve essere
notificata nelle forme legali ed ha effetto dalla data, da stabilire
nell’atto di notificazione, allo scopo di consentire possibilmente al
concessionario o all’affittuario di far propri i prodotti in corso di
maturazione.
3. Qualora la facoltà di risoluzione o revoca non sia
stata prevista espressamente nei contratti od atti suindicati e le
pertinenze idrauliche vengano concesse ad altri, spetta
all’affittuario o concessionario cessante una indennità per
l’eventuale danno subito, escluso ogni compenso per profitto sperato.
Questa indennità fa carico all’affittuario o al concessionario
subentrante.
4. L’amministrazione potrà fissare nel nuovo atto di
concessione la somma che il subentrante deve corrispondere al cessante
a titolo d’indennizzo. In tal caso, qualora il cessante non l’accetti,
il subentrante è tenuto a depositare la stessa somma alla cassa
depositi e prestiti, fino a che la contestazione fra le parti sia
risoluta.
“4-bis. La durata della concessione sarà in ogni caso non
inferiore agli anni 10” (2).
5. In tutti i casi di risoluzione o
revoca parziale dei contratti di affitto od atti di concessione, il
concessionario o il conduttore può , entro trenta giorni dalla
notifica, rinunciarvi per intero con la stessa decorrenza indicata
dalla amministrazione.

(2) Comma aggiunto dall’art. 3 della legge
12-12-1960, n. 1596.

Art. 5.
1. Le pertinenze idrauliche demaniali
destinate, anche prima della pubblicazione dell’elenco, a nuove
coltivazioni arboree sono concesse dall’amministrazione delle finanze
senza alcun corrispettivo d’affitto.
2. I concessionari sono soltanto
tenuti al pagamento di un canone annuo non superiore a lire venti a
titolo di riconoscimento della proprietà demaniale, oltre al rimborso
o al pagamento delle imposte e sovrimposte e dei contributi fondiari e
consorziali in quanto dovuti.
3. Durante la concessione il
concessionario ha diritto di far proprio il prodotto che il terreno
può dare per vegetazione spontanea ovvero mediante le colture che
vengano temporaneamente o permanentemente permesse con l’atto di
concessione.
4. La concessione è accordata per il periodo occorrente
all’impianto, alla maturazione ed al taglio del prodotto secondo
quanto stabilisce l’atto di concessione, il quale può stabilire
altresì l’obbligo di riconsegnare il terreno in determinate condizioni
di piantamento.
5. Qualora indipendentemente da tale obbligo sia
imposta una rotazione dei tagli, alla scadenza della concessione il
concessionario cessante ha diritto di avere dal concessionario
subentrante una indennità ragguagliata al valore delle piante
lasciate. Gli atti di concessione stabiliscono la misura di tale
indennità o il modo di determinarla alla scadenza.
Art. 6.
1. I
proprietari, gli enfiteuti o gli usufruttuari rivieraschi di corsi
d’acqua pubblica hanno, ciascuno per le pertinenze idrauliche
demaniali fronteggianti i propri fondi, il diritto di prelazione nelle
future concessioni delle dette pertinenze a scopo di piantagioni di
pioppi o di altre essenze arboree per una superficie non superiori a
diciotto ettari. Tale limite di superficie non si applica per le
istituzioni pubbliche, di assistenza e beneficenza e per le
associazioni agrarie di cui alla legge 4-8-1894, n. 397.
2. La
prelazione di cui sopra deve essere esercitata, sotto pena di
decadenza, mediante presentazione della domanda di concessione, con i
relativi piani di coltivazione, entro sessanta giorni dalla
notificazione dell’invito da parte della competente intendenza di
finanza.
3. Le pertinenze idrauliche demaniali aventi formazione
insulare e quelle per le quali non può venire esercitato o comunque
non viene esercitato il diritto di prelazione di cui sopra sono
concesse, con diritto di prelazione nel sotto segnato ordine, alle
cooperative aventi sede nel comune in cui si trova la pertinenza da
concedere, le quali siano iscritte nel registro della competente
prefettura e siano legalmente costituite:
a) da lavoratori agricoli,
iscritti con tale qualifica presso gli uffici di collocamento;
b) da
lavoratori e da coltivatori diretti;
c) da coltivatori diretti.
4. Per
la qualifica di coltivatore diretto si fa riferimento alla legge
25-6-1949, n. 353, art. 1, terzo comma.
5. La prelazione viene
esercitata dalle cooperative secondo il disposto del secondo comma del
presente articolo.
6. Trascorsi i termini previsti dai commi secondo e
quinto del presente articolo senza che sia stato esercitato alcun
diritto di prelazione, l’Amministrazione delle finanze è libera di
accordare la concessione ad altri.
7. L’Amministrazione delle finanze
in ogni caso accorda la concessione sentita la commissione provinciale
competente.
8. E’ fatto divieto ai concessionari di cedere sotto
qualsiasi titolo le pertinenze ottenute a termini del presente
articolo.
9. Le disposizioni del presente articolo non si applicano
per le pertinenze che vengono concesse all’Azienda di Stato per le
foreste demaniali, a sua richiesta, allo scopo di impiantarvi
direttamente coltivazioni arboree.
10. Il diritto di prelazione non
spetta altresì ai frontisti per i terreni che vengono richiesti in
concessione all’Amministrazione delle finanze dai comuni, dai consorzi
di comuni, dalle province, dalle regioni o dalle comunità montane,
allo scopo di destinarli a riserve naturali o di realizzarvi parchi
territoriali lacuali o fluviali o, comunque, interventi di recupero,
di valorizzazione o di tutela ambientale. (3).
11. Il diritto di
prelazione spetta invece, in via subordinata, ai soggetti titolari di
programmi di cui ai regolamenti (CEE) nn. 2078/1992 e 2080/1992 del
Consiglio, del 30-6-1992, relativi a produzioni compatibili con le
esigenze di protezione dell’ambiente. (3).
12. Le domande di
concessione, adeguatamente motivate sotto il profilo dell’interesse
pubblico da perseguire, devono essere accompagnate dai programmi di
gestione del territorio deliberati dalle amministrazioni comunali in
conformità alle vigenti prescrizioni urbanistiche e ambientali, nonchè
alle direttive di cui all’art. 2, ove emanate. L’approvazione dei
programmi di intervento costituisce variante agli strumenti
urbanistici vigenti. Sulle domande di concessione è sentito il parere
della commissione provinciale di cui all’art. 1 per quanto attiene
alla esigenza di dare incremento alle coltivazioni del pioppo e di
altre specie arboree nelle pertinenze idrauliche demaniali, tenuto
conto delle esigenze di consolidamento spondale. (3).
13. Alle
concessioni relative alle pertinenze idrauliche comunque assentite ai
sensi del presente decreto, sono applicabili le disposizioni in
materia di determinazione del canone di cui alla legge 3-5-1982, n.
203 e successive modificazioni(3).
14. Gli enti pubblici concessionari
in base al decimo comma del presente articolo possono dare in gestione
i terreni medesimi alle associazioni riconosciute ai sensi dell’art.
13 della legge 8-7-1986, n. 349, o a consorzi forestali, riconosciuti
in base alle leggi statali o regionali, che svolgano attività
forestali ambientali, sulla base di …

[Continua nel file zip allegato]

Legge dello Stato 14/01/1937

Ingegneri.info