Legge dello Stato 20/03/1941 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 20/03/1941

Legge dello Stato 20/03/1941 n. 366 - Raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Legge dello Stato 20/03/1941 n. 366
Raccolta, trasporto e smaltimento
dei rifiuti solidi urbani.

Disposizioni generali
1. La raccolta,
il trasporto e lo smaltimento (utilizzazione o dispersione e
distruzione) dei rifiuti urbani assumono, nei riflessi dell’igiene,
dell’economia e del decoro, carattere di interesse pubblico.
Agli
effetti dell’applicazione della presente legge, sono considerati
rifiuti solidi urbani:
a) le immondizie ed i rifiuti delle aree
pubbliche, o comunque destinate, anche temporaneamente, ad uso
pubblico (rifiuti estemi) ;
b) le immondizie ed, in genere, gli
ordinari rifiuti dei fabbricati a qualunque uso adibiti (rifiuti
interni).
2. Il Ministero dell’interno ha l’alta vigilanza ed il
controllo sull’andamento dei servizi contemplati dalla presente legge
nonché di tutti gli altri che, nella materia, hanno carattere
complementare ed accessorio.
Il governo del Re è autorizzato ad
emanare al riguardo apposite norme di carattere obbligatorio, ai sensi
dell’art. 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926, n. 100.
3. Per
assolvere i compiti di cui all’art. 2 è istituito, come ripartizione
organica del Ministero dell’interno, un «ufficio centrale per i
rifiuti solidi urbani».
Presso tale ufficio possono essere chiamati a
prestare temporaneo servizio, anche per i necessari còmpiti
d’ispezione, esperti in materia di nettezza urbana dipendenti dalle
amministrazioni comunali.
4. Il Ministero dell’interno, attraverso
l’ufficio predetto, provvede altresì:
a) a raccogliere ed a studiare
ogni dato utile sull’andamento dei servizi di cui trattasi, con
speciale riguardo alla loro efficienza ed al loro costo;
b) a
promuovere, presso enti o privati, studi ed esperienze che tendano a
conseguire il migliore attrezzamento dei servizi e la più conveniente
utilizzazione dei rifiuti solidi urbani;
c) a disporre l’erogazione di
contributi, sussidi o premi ad enti e privati per gli studi e le
esperienze di cui alla lettera b);
d) a promuovere o favorire
congressi o riunioni tra gli esperti dei detti problemi;
e) a curare o
promuovere eventuali pubblicazioni o bollettini destinati alla
migliore diffusione o conoscenza di tali problemi;
f) ad impartire in
materia direttive generali o particolari;
g) ad attuare i
provvedimenti di carattere generale e speciale che dovessero ritenersi
necessari od opportuni ai fini d’un sistematico, costante
miglioramento dei servizi stessi.
5. Il Ministero dell’interno ha
facoltà di disporre, presso i comuni del regno, l’esecuzione di
particolari esperimenti, anche a carattere tecnico-industriale, per lo
studio e la risoluzione dei problemi attinenti in genere al
perfezionamento dei servizi ed alla migliore e più economica
utilizzazione dei rifiuti.
Per tali studi ed esperimenti, che dovranno
svolgersi sotto la direzione ed il controllo del Ministero
dell’interno, il Ministero stesso, qualora non provveda direttamente
al loro finanziamento, ha facoltà di ripartire la spesa necessaria, in
tutto od in parte, tra i comuni più importanti del regno.
6. Presso il
Ministero dell’interno è istituita la commissione centrale per i
rifiuti solidi urbani alla quale sono conferite le attribuzioni
previste dalla presente legge.
Essa dovrà, inoltre, esprimere il
proprio parere su tutte le questioni relative alla materia, che le
siano sottoposte dal Ministero dell’interno.
7. La commissione
centrale è presieduta dal sottosegretario di Stato dell’interno ed è
composta come segue:
a) da un vice-presidente, scelto dal Ministro fra
i funzionari di ruolo dell’amministrazione dell’interno;
b) dal
direttore generale dell’amministrazione civile;
c) dal direttore
generale della sanità pubblica;
d) dal direttore generale
dell’istituto di sanità pubblica;
e) dal direttore generale dei
servizi per la finanza locale del Ministero delle finanze;
f) dal
direttore generale dell’urbanistica e delle opere igieniche del
Ministero dei lavori pubblici;
g) da un podestà di comune capoluogo di
provincia;
h) da un delegato del Ministero delle corporazioni;
i) da
un membro del consiglio superiore di sanità pubblica, scelto dal
Ministro dell’interno;
l) da due delegati del consiglio nazionale
delle ricerche;
m) dal direttore dell’ufficio centrale per i rifiuti
solidi urbani;
n) da due esperti in materia di nettezza urbana,
nominati dal Ministro per l’interno, su designazione delle categorie
sindacali competenti.
Le funzioni di segretario della commissione sono
disimpegnate da un funzionario di gruppo A dell’ufficio centrale
predetto.
Alla nomina della commissione si provvede con decreto del
Ministro per l’interno.
I membri di diritto possono farsi
rappresentare dai funzionari che legalmente li sostituiscono o da
altri da essi delegati; gli altri membri restano in carica per tre
anni e possono essere confermati.
Il presidente della commissione ha
facoltà di chiamare a far parte di essa, con voto consultivo, esperti
anche non appartenenti all’amministrazione dello Stato.
8. Le spese
per il funzionamento della commissione predetta e del relativo ufficio
di segreteria saranno determinate secondo norme da stabilirsi con
decreto del Ministro per l’interno, emanato di concerto con quello
delle finanze.
9. I servizi inerenti alla raccolta, al trasporto ed
allo smaltimento dei rifiuti urbani competono ai comuni, i quali sono
tenuti a provvedervi con diritto di privativa, ai sensi del testo
unico approvato con regio decreto 15 ottobre 1925, numero 2578, o
direttamente o mediante concessione.
Su proposta del podestà il
prefetto può, con suo decreto, riconoscere, per ogni comune, zone con
popolazione non agglomerata, nelle quali il trasporto dei rifiuti
solidi urbani può essere accordato ai singoli privati con speciale
autorizzazione del podestà e sotto l’adempimento delle condizioni
indispensabili perché la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei
rifiuti stessi si svolgano in armonia ai principii stabiliti dalla
presente legge.
10. Il provvedimento di cui al secondo comma dell’art.
9 può essere adottato anche nei confronti di quei comuni che non
abbiano un centro notevole di popolazione agglomerata.
11. Le
deliberazioni ed i progetti relativi alla costruzione, all’ampliamento
ed alla trasformazione degli impianti e stabilimenti per la cernita e
l’utilizzazione dei rifiuti solidi urbani sono soggetti
all’approvazione del prefetto.
Qualora si tratti di comuni con
popolazione superiore ai cinquantamila abitanti ovvero che siano
capoluoghi di provincia o sedi di stazioni di soggiorno, di cura o di
turismo, deve essere dal prefetto sentito, il parere del Consiglio
provinciale di sanità e della Camera di commercio industria e
agricoltura.
Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche
nel caso in cui i servizi siano gestiti in concessione da privati
imprenditori.
12. Le opere previste dall’art. 11 sono considerate
d’interesse pubblico.
L’approvazione dei relativi progetti equivale,
nei riguardi delle espropriazioni, a dichiarazione di pubblica
utilità, ai sensi della legge 25 giugno 1865, n. 2359.
Le imposte di
registro e di trascrizione ipotecaria sugli atti di trapasso
d’immobili ai comuni per le espropriazioni e per l’acquisto d’immobili
necessari alla realizzazione degli impianti di cernita e di
utilizzazione sia a scopo industriale sia a scopo agricolo dei rifiuti
predetti, sono stabilite nella misura fissa di lire 500 per ogni atto
di trasferimento e per ogni trascrizione.
13. In dipendenza
dell’obbligo di cui all’art. 9, i comuni possono assumere, nei modi
stabiliti dall’art. 2 e seguenti del regio decreto 15 ottobre 1925, n.
2578, anche i servizi relativi agli stabilimenti di utilizzazione a
scopo industriale od a scopo agricolo dei rifiuti solidi urbani.
In
ogni caso, la costituzione di tali aziende deve conseguire,
indipendentemente dalle approvazioni previste dalle vigenti
disposizioni di legge, anche l’approvazione del Ministro per
l’interno, sentita la commissione centrale per i rifiuti solidi
urbani.
14. Nello svolgimento di tutti i servizi contemplati dalla
presente legge, devono essere sempre salvaguardati nel miglior modo
l’igiene ed il decoro, anche per quanto si riferisce alle condizioni
di lavoro del personale ad essi addetto.
Le relative norme sono
stabilite dal podestà, con apposito regolamento da approvarsi a norma
di legge, sentiti l’ufficiale sanitario e, ove occorra, il competente
ispettorato corporativo.
Nei servizi stessi dovranno, inoltre, essere
rispettate le norme vigenti per impedire la moltiplicazione e la
disseminazione delle mosche, in conformità all’art. 263 del testo
unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio
1934, n. 1265.
TITOLO II
Della conservazione temporanea e della
raccolta dei rifiuti urbani
15. I rifiuti interni dei centri di
popolazione agglomerata devono essere raccolti e conservati, fino al
momento del trasporto, in modo da evitare qualsiasi dispersione.
Nel
caso che a tale fine vengano adoperati recipienti portatili, questi
debbono essere muniti di coperchio a chiusura ermetica.
Tale
disposizione, in quanto applicabile, deve essere fatta osservare nelle
scuderie e stalle in genere debitamente autorizzate e nei luoghi
adibiti a deposito di pollame vivo o di altri animali di cui sia
consentito l’allevamento.
Spetta al podestà, sentito l’ufficiale
sanitario, stabilire norme speciali per la conservazione temporanea,
fino al momento del trasporto, dei rifiuti degli stabilimenti per la
produzione, lavorazione e preparazione di sostanze alimentari.
16. Il
Ministro per l’interno, previo parere della commissione centrale per i
rifiuti solidi urbani, ha facoltà di stabilire norme speciali che
dovranno essere osservate nella costruzione dei recipienti destinati
alla conservazione, alla raccolta ed all’asportazione dei rifiuti
interni ed esterni, anche per quanto riguarda il materiale, le
dimensioni e le caratteristiche costru…

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