Legge dello Stato 25/04/1938 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 25/04/1938

Legge dello Stato 25/04/1938 n. 710 - Conversione in legge dal R.D.L. 22-11-1937, n. 2105 concernente norme tecniche per l'edilizia, con speciali pescrizioni per le località colpite dai terremoti. Gazzetta Ufficiale 11/06/1938 n. 132

Legge dello Stato 25/04/1938 n. 710
Conversione in legge dal R.D.L.
22-11-1937, n. 2105 concernente norme tecniche per l’edilizia, con
speciali pescrizioni per le località colpite dai terremoti.
Gazzetta
Ufficiale 11/06/1938 n. 132

Stralcio
NORME PER TUTTI I COMUNI NON
COLPITI DA TERREMOTI

Artt.1 e 2
– omissis –

Art.3 REGOLAMENTI
EDILIZI
In tutti i comuni del regno nei quali non è prescritta la
osservanza delle norme contenute negli artt.7 e successivi, le
amministrazioni comunali devono provvedere a che nei regolamenti
edilizi di cui all’art.53 del testo unico della legge comunale e
provinciale vigente (il quale stabilisce che il sindaco delibera
intorno ai regolamenti d’igiene, edilità e polizia locale, attribuiti
dalla legge ai comuni) sia resa obbligatoria l’osservanza delle
disposizioni contenute nei seguenti artt. 4, 5 e 6.

Art.4 COSTRUZIONI
IN MURATURA
I normali fabbricati ad uso di comune abitazione che
comprendono fino a cinque piani al disopra del livello stradale,
devono essere costruiti in muratura ordinaria (norma ormai superata
dalle nuove tecnologie).
Solo in casi eccezionali possono essere
autorizzate deroghe totali o parziali alla disposizione di cui al
precedente comma, quando l’amministrazione comunale competente, con
deliberazione da sottoporsi al visto dell’autorità tutoria, riconosca
che ricorrono speciali circostanze per concedere le deroghe
stesse.

Art.5 NORME TECNICHE DI BUONA COSTRUZIONE
E’ resa
obbligatoria in qualsiasi opera edilizia l’osservanza delle buone
regole dell’arte del costruire, in relazione ai materiali ed ai
sistemi costruttivi adottati nei rispettivi territori.
Tra le norme
tecniche da prescrivere debbono essere principalmente comprese quelle
indicate nei seguenti paragrafi:
a) è vietato costruire edifici sul
ciglio o al piede dei dirupi, su terreni di eterogenea struttura,
detritici o franosi, o comunque atti a scoscendere. Tuttavia è
consentito di costruire edifici su appicchi di rocca compatta, sempre
quando venga lasciata tra il ciglio e il piede degli edifici adeguata
banchina o ritiro;
b) le fondazioni, quando è possibile, debbono
posare sulla roccia viva e compatta opportunamente ridotta a piani
orizzontali e denudata dal cappellaccio, ovvero su terreno di buona
consistenza, nel quale debbono essere convenientemente
incassate.
Quando non si possa raggiungere il terreno compatto e si
debba fabbricare su terreni di riporto recente o comunque sciolti, si
debbono adottare i mezzi dell’arte del costruire per ottenere un
solido appoggio delle fondazioni, oppure, eventualmente, queste
debbono essere costituite da una platea generale;
c) le murature
debbono essere eseguite secondo le migliori regole d’arte, o con buoni
materiali e con accurata mano d’opera.
Nelle fondazioni devono essere
sempre impiegate malte cementizie o comunque idrauliche, e queste
devono essere preferite anche nelle murature di elevazione.
Nella
muratura di pietrame è vietato l’uso dei ciottoli di forma rotonda se
non convenientemente spaccati. Quando il pietrame non presenti piani
di posa regolari deve prescriversi che la muratura stessa venga
interrotta da corsi orizzontali di mattoni a due filari o da fasce
continue di conglomerato di cemento dello spessore non inferiore a
cm.12 estesi a tutta la larghezza del muro e che la distanza reciproca
di tali corsi o fasce non sia superiore a m.1,50 da asse ad
asse.
Nello stabilire il numero e lo spessore dei muri portanti, si
deve tener conto, nei calcoli, anche dell’azione del vento;
d) nei
piani superiori a quello terreno debbono essere vietate le strutture
spingenti contro i muri perimetrali ove non siano munite di robuste
catene.
I tetti debbono essere costruiti in modo da escludere
qualsiasi spinta orizzontale;
e) le travi in ferro dei solai a voltine
o tavelloni devono appoggiare sui muri per almeno due terzi dello
spessore dei muri stessi ed essere ancorate ai medesimi. Nei corpi di
fabbrica multipli le travi degli ambienti contigui debbono essere,
almeno ogni m.2,50, rese solidali fra loro in corrispondenza del muro
di appoggio;
f) in tutti i fabbricati deve eseguirsi, ad ogni ripiano
e al piano di gronda, un telaio di cemento armato sui muri perimetrali
e su tutti gli altri muri interni portanti. Tali telai debbono essere
estesi a tutta la larghezza dei muri su cui poggiano ed avere
un’altezza minima di cm.20, la loro armatura longitudinale deve essere
costituita da quattro tondini del diametro non inferiore ai mm.14 se
di ferro omogeneo e a mm.12 se di acciaio semiduro, mentre le legature
trasversali debbono essere costituite da tondini del diametro non
inferiore a mm.5 e poste a distanza non superiore a cm.30;
g) i lavori
di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono
essere sospesi nei periodi di gelo, nei quali la temperatura si
mantenga per molte ore, al di sotto di zero gradi centigradi. Quando
il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in
muratura ordinaria possono essere eseguite nelle ore meno fredde del
giorno, purché, al distacco del lavoro, vengano adottati i
provvedimenti di uso comune per difendere le murature dal gelo
notturno.
Nelle strutture di cemento armato debbono essere osservate
le prescrizioni per l’accettazione dei leganti idraulici e per
l’esecuzione delle opere in conglomerato cementizio vigenti al momento
dell’inizio dei lavori. Per gli altri materiali da costruzione sono da
richiamare le norme fissate per la loro accettazione dal Ministero per
i lavori pubblici. Nel regolamento deve essere imposto il divieto di
eseguire miglioramenti, lavori di riparazione e di grande manutenzione
ad edifici non rispondenti per strutture, altezza o larghezza delle
vie ai regolamenti edilizi vigenti, a meno che non trattisi di
fabbricati di eccezionale importanza artistica, storica, archeologica.
Come pure è fatto obbligo ai proprietari, venuto il momento di
rimediare ai guasti del tempo, di ridurre o ricostruire gli edifici
secondo le norme contenute nei regolamenti stessi.
Tutti i progetti
che saranno presentati per opere di costruzione o riscostruzioni in
qualsiasi comune debbono essere firmati da un professionista
autorizzato ai sensi delle leggi e dei relativi regolamenti
professionali nonché ai sensi del Regio decreto legge 29-7-1933,
n.1213, per l’accettazione dei leganti idraulici per la esecuzione
delle opere in conglomerato cementizio.
Nelle calcolazioni delle
membrature in conglomerato cementizio armato dovranno adottarsi i
carichi di sicurezza di kg 1.400 e kg 2.000 per cmq rispettivamente
per il ferro omogeneo e per l’acciaio semiduro.
I lavori devono essere
diretti da un professionista autorizzato ai sensi delle leggi e dei
regolamenti di cui al precedente comma.

Art.6 SANZIONI
Coloro che
intendano fare nuove costruzioni, ovvero modificare od ampliare quelle
esistenti, debbono chiedere al sindaco apposita autorizzazione,
obbligandosi ad osservare le norme particolari dei regolamenti di
edilizia e di igiene comunali.
La domanda di autorizzazione deve
contenere l’elezione di domicilio nel comune dove si eseguono i
lavori, oltre quelle altre formalità richieste dalle locali
disposizioni regolamentari.
Qualora i lavori iniziati in base ad
autorizzazione non siano condotti secondo le norme stabilite dal
regolamento edilizio comunale, il sindaco fatti gli accertamenti del
caso, ne ordina la sospensione. Contro l’ordinanza del sindaco, da
notificarsi al proprietario nel domicilio eletto sulla domanda di
autorizzazione, è ammesso ricorso al prefetto, il quale decide con
provvedimento definitivo. Il ricorso non ha effetto
sospensivo.
Qualora vengano iniziati i lavori senza autorizzazione
ovvero vengano proseguiti quelli per i quali sia stata notificata
ordinanza di sospensione, il sindaco ordina la demolizione a spese del
contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali di cui
all’art.106 del testo unico della legge comunale e provinciale o di
quelle maggiori contenute nei regolamenti edilizi. L’ordinanza del
sindaco ha carattere di provvedimento definitivo.

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