Legge dello Stato 27/07/1934 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 27/07/1934

Legge dello Stato 27/07/1934 n. 1265 - Testo unico delle leggi sanitarie.

Legge dello Stato 27/07/1934 n. 1265
Testo unico delle leggi
sanitarie.

Articoli da 1 a 215 (omissis)
Art. 216
Le manifatture o
fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che
possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti
sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe
comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute
lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali
cautele per la incolumità del vicinato.
Questo elenco, compilato dal
Consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro per l’interno,
sentito il Ministro per le corporazioni, e serve di norma per
l’esecuzione delle presenti disposizioni.
Le stesse norme stabilite
per la formazione dell’elenco sono seguite per iscrivervi ogni altra
fabbrica o manifattura che posteriormente sia riconosciuta
insalubre.
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella
prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte
l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi
metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla
salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o
manifattura, compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni
prima darne avviso per iscritto al podestà, il quale, quando lo
ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne
la attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Il contravventore
è punito con la sanzione amministrativa da L. 40.000 a L 400.000.
Art.
217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti
solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono
riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà
prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno o il
pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza.
Nel caso
di inadempimento il podestà può provvedere di ufficio nei modi e
termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e
provinciale.
Art. 218
I regolamenti locali di igiene e sanità
stabiliscono le norme per la salubrità dell’aggregato urbano e rurale
e delle abitazioni, secondo le istruzioni di massima emanate dal
Ministro per l’interno.
(Ministero della Sanità: d.m. 5 luglio 1975 –
Competenze ora passate alle regioni)
I detti regolamenti debbono
contenere le norme dirette ad assicurare che nelle abitazioni:
a) non
vi sia difetto di aria e di luce;
b) lo smaltimento delle acque
immonde, delle materie escrementizie e di altri rifiuti avvenga in
modo da non inquinare il sottosuolo;
c) le latrine, gli acquai e gli
scaricatoi siano costruiti e collocati in modo da evitare esalazioni
dannose o infiltrazioni;
d) l’acqua potabile nei pozzi, in altri
serbatoi e nelle condutture sia garantita da inquinamento.
I
regolamenti predetti debbono, inoltre, contenere le norme per la
razionale raccolta delle immondizie stradali e domestiche e per il
loro smaltimento.
Art. 220
I progetti per le costruzioni di nuove
case, urbane o rurali, quelli per la ricostruzione o la
sopraelevazione o per modificazioni, che comunque possono influire
sulle condizioni di salubrità delle case esistenti, debbono essere
sottoposti al visto del sindaco, che provvede previo parere
dell’Ufficiale sanitario e sentita la Commissione edilizia.
Art.
221
[Gli edifici o parti di essi indicati nell’articolo precedente non
possono essere abitati senza autorizzazione del podestà, il quale la
concede quando, previa ispezione dell’ufficiale sanitario o di un
ingegnere a ciò delegato, risulti che la costruzione sia stata
eseguita in conformità del progetto approvato, che i muri siano
convenientemente prosciugati e che non sussistano altre cause di in
salubrità.]
(comma abrogato dall’articolo 5 del d.P.R. n. 425 del
1994, che disciplina ex novo il procedimento)
Il proprietario che
contravvenga alle disposizioni del presente articolo, è punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da lire centocinquantamila a lire
novecentomila.
(comma così modificato, con l’introduzione della
sanzione amministrativa in luogo dell’ammenda, dall’articolo 70, comma
1, lettera b), del decreto legislativo n. 507 del 1999)
Art. 222
Il
Podestà, sentito l’ufficiale sanitario o su richiesta del medico
provinciale, può dichiarare inabitabile una casa o parte di essa per
ragioni igieniche o ordinarne lo sgombero.
Art. 223
Il proprietario di
casa rurale, adibita per abitazione di coloro che sono addetti alla
coltivazione di fondi di sua proprietà, è obbligato a mantenere lo
stabile nelle condizioni di abitabilità, sancite nei regolamenti
locali di igiene e sanità o, quando tali condizioni manchino, ad
apportarvi le opportune riparazioni o completamenti.
In caso che il
proprietario non provveda, il Podestà, fatti eseguire dall’ufficiale
sanitario gli accertamenti, ne riferisce al prefetto il quale richiede
all’ufficio del Genio civile la perizia dei lavori occorrenti e la
trasmette al Podestà.
Questi comunica la perizia al proprietario,
fissandogli un termine per l’esecuzione dei lavori ritenuti
strettamente necessari.
Se il proprietario omette o ritarda
l’esecuzione dei lavori predetti, il Podestà provvede di ufficio alle
riparazioni e completamenti nei modi e termini stabili ti nel Testo
unico della legge comunale e provinciale.
Articoli da 224 a 336
(omissis)
Art. 337
Ogni comune deve avere almeno un cimitero a sistema
di inumazione, secondo le norme stabilite nel regolamento di polizia
mortuaria.
Il cimitero è posto sotto la sorveglianza dell’autorità
sanitaria, che la esercita a mezzo dell’ufficiale sanitario. I piccoli
comuni possono costruire cimiteri consorziali.
(il regolamento di
polizia mortuaria è stato approvato con d.P.R. n. 285 del 1990)
Art.
338
I cimiteri debbono essere collocati alla distanza di almeno
duecento metri dai centri abitati. E’ vietato di costruire intorno
agli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il
raggio di duecento metri.
Le disposizioni di cui al comma precedente
non si applicano ai cimiteri militari di guerra quando siano trascorsi
10 anni dal seppellimento dell’ultima salma.
Il contravventore è
punito con la sanzione amministrativa fino a L 200.000 e deve inoltre,
a sue spese, demolire l’edificio o la parte di nuova costruzione,
salvi i provvedimenti di ufficio in caso di inadempienza.
Il prefetto,
quando abbia accertato che a causa di speciali condizioni locali non è
possibile porvedere altrimenti, può permettere la costruzione e
l’ampliamento dei cimiteri a distanza minore di duecento metri dai
centri abitati.
(il provvedimento del prefetto ed il parere del
Consiglio provinciale di sanità sono sostituiti dalla deliberazione
dell’organo di amministrazione dell’Azienda Sanitaria Locale)
(norma
attuata dall’articolo 57 del d.P.R. n. 285 del 1990 – regolamento di
Polizia Mortuaria)
Può altresì il prefetto, su motivata richiesta del
Consiglio Comunale, deliberata a maggioranza assoluta dai consiglieri
in carica, e previo conforme parere del Consiglio provinciale di
sanità, quando non vi si oppongano ragioni igieniche e sussistano
gravi e giustificati motivi, ridurre l’ampiezza della zona di rispetto
di un cimitero, delimitandone il perimetro in relazione alla
situazione dei luoghi, purché nei centri abitati con popolazione
superiore ai 20.000 abitanti il raggio della zona non risulti
inferiore ai 100 metri ed almeno a 50 metri per gli altri Comuni.
(il
provvedimento del prefetto ed il parere del Consiglio provinciale di
sanità sono sostituiti dalla deliberazione dell’organo di
amministrazione dell’Azienda Sanitaria Locale)
I provvedimenti del
prefetto sono pubblicati nell’albo pretorio per otto giorni
consecutivi e possono essere impugnati dagli interessati nel termine
di trenta giorni.
Il Ministro per l’interno decide sui ricorsi,
sentito il Consiglio di Stato
I regolamenti locali di igiene e sanità
contengono le disposizioni, richieste dalla topografia del comune e
dalle altre condizioni locali, per l’assistenza medica, la vigilanza
sanitaria, l’igiene del suolo e degli abitati, la purezza del l’acqua
potabile, la salubrità e la genuinità degli alimenti e delle bevande,
le misure contro la diffusione delle malattie infettive, la polizia
mortuaria e in genera le l’esecuzione delle disposizioni contenute nel
presente testo unico, dirette a evitare e rimuovere ogni causa di
insalubrità.
I contravventori alle prescrizioni dei regolamenti locali
d’igiene, quando non si applichino pene stabilite nel presente testo
unico o in altre leggi, sono puniti con la sanzione amministrativa
fino a L. 200.000.
Per le contravvenzioni si applicano le disposizioni
contenute nel testo unico della legge comunale e provinciale
concernenti la conciliazione amministrativa.
Articoli da 339 in poi
(omissis)

Legge dello Stato 27/07/1934

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