Legge dello Stato 29/11/1971 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 29/11/1971

Legge dello Stato 29/11/1971 n. 1097 - Norme per la tutela delle bellezze naturali ed ambienatli e per le attività estrattive nel territorio dei colli Euganei.

Legge dello Stato 29/11/1971 n. 1097
Norme per la tutela delle
bellezze naturali ed ambienatli e per le attività estrattive nel
territorio dei colli Euganei.

Art. 1.

Allo scopo di tutelare le
bellezze naturali e ambientali dei Colli Euganei, nel territorio
compreso entro i confini indicati nella carta topografica annessa alla
presente legge, nonché nel territorio collinare dei comuni di Este e
di Monselice, sono vietate l’apertura di nuove cave e miniere e la
ripresa di esercizio di cave e miniere in stato di inattività alla
data del 1° ottobre 1970.

Nulla e innovato per quanto attiene alle
concessioni minerarie da sfruttare mediante perforazione di
pozzi.

Art. 2.

Le cave e le miniere di materiale da riporto e
quelle che forniscono pietrame trachitico, liparitico e calcareo e
pietrisco basaltico, trachitico, iparitico e calcareo, devono cessare
ogni attività entro il termine perentorio del 31 marzo 1972.

La
coltivazione e l’esercizio delle altre cave e miniere in attività alla
data di entrata in vigore della presente legge, ivi comprese quelle di
calcare per cemento e di calcare per calce idraulica, sono
disciplinati dal successivo articolo 3 salvo che per le miniere il cui
sfruttamento avviene mediante perforazione di pozzi, per le quali
nulla è innovato.

Art. 3.

La continuazione delle attività
estrattive, di cui al secondo comma dell’articolo precedente, è
subordinata all’approvazione di un apposito progetto di coltivazione
da parte del soprintendente ai monumenti competente.

Tale progetto,
contenente precise indicazioni, documentate graficamente e
fotograficamente, in merito alle modalità e ai tempi di escavazione,
nonché alla sistemazione finale del suolo, deve essere presentato
entro il termine perentorio di tre mesi dall’entrata in vigore della
presente legge; in mancanza, l’attività estrattiva cessa allo scadere
dei tre mesi suddetti.

Il soprintendente provvede sulla domanda entro
tre mesi dalla data di presentazione del progetto, sentiti i pareri
del consiglio regionale, del consiglio comunale interessato per
territorio e del consorzio per la valorizzazione dei Colli Euganei.
Resta salva, al riguardo, e per tutta la materia afferente alle cave,
la competenza della regione ad emanare apposite norme
legislative.

Nel caso di approvazione del progetto il soprintendente
dispone le prescrizioni, i termini, i limiti e i vincoli ritenuti
necessari per la salvaguardia delle bellezze naturali e ambientali
della zona. Le opere progettate devono comprendere un programma per un
periodo che non potrà comunque essere superiore alla durata di cinque
anni; trascorso tale periodo ed attuate le sistemazioni del terreno,
l’esecuzione di eventuali nuovi lavori deve essere sottoposta a nuova
autorizzazione del soprintendente.

Qualora, invece, la prosecuzione
dell’attività estrattiva risulti di pregiudizio allambiente
paesaggistico e naturale, il soprintendente respinge il progetto e
dispone la cessazione dell’attività stabilendo le relative
modalità.

Art. 4.

La prosecuzione dell’attività estrattiva oltre i
termini di cessazione previsti dalla presente legge oppure in
contrasto con il progetto approvato dal soprintendente è punita con
l’arresto sino a sei mesi e l’ammenda da cinque a dieci milioni di
lire.

La pena è triplicata nel caso di apertura abusiva di nuove cave
o miniere.

Indipendentemente dalle sanzioni penali, di cui ai
precedenti commi, i contravventori dovranno provvedere a proprie spese
alla riduzione in pristino; qualora questa non sia possibile, essi
sono tenuti al pagamento di una indennità equivalente alla maggiore
somma tra il danno arrecato e il profitto conseguito con la commessa
trasgressione.

La riduzione in pristino o la determinazione
dell’indennità è disposta dal soprintendente.

Si applicano a tal
proposito i commi secondo e seguenti dell’articolo 15 della legge 29
giugno 1939, n. 1497, intendendosi sostituito al Ministro per la
pubblica istruzione il soprintendente ai monumenti.

Art. 5.

Per
quanto non previsto dalla presente legge si fa riferimento alla legge
29 giugno 1939, n. 1497, e al relativo regolamento 3 giugno 1940, n.
1357.

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