Legge dello Stato 31/12/1982 | Ingegneri.info

Legge dello Stato 31/12/1982

Legge dello Stato 31/12/1982 n. 979 - Disposizioni per la difesa del mare.

Legge dello Stato 31/12/1982 n. 979
Disposizioni per la difesa del
mare.

Art. 1
Il Ministro della marina mercantile attua la politica
intesa alla protezione dell’ambiente marino ed alla prevenzione di
effetti dannosi alle risorse del mare, provvedendo alla formazione, di
intesa con le regioni, del piano generale di difesa del mare e delle
coste marine dall’inquinamento e di tutela dell’ambiente marino,
valido per tutto il territorio nazionale, tenuto conto dei programmi
statali e regionali anche in materie connesse, degli indirizzi
comunitari e degli impegni internazionali.
Tale piano, di durata non
inferiore al quinquennio, è approvato dal CIPE. Con la stessa
procedura sono adottate le eventuali modifiche e varianti che si
rendessero necessarie in relazione alla evoluzione orografica,
urbanistica, economica ed ecologica delle coste.
Il piano delle coste
indirizza, promuove e coordina gli interventi e le attività in materia
di difesa del mare e delle coste dagli inquinamenti e di tutela
dell’ambiente marino, secondo criteri di programmazione e con
particolare rilievo alla previsione degli eventi potenzialmente
pericolosi e degli interventi necessari per delimitarne gli effetti e
per contrastarli una volta che si siano determinati.
Ai fini della
formazione del piano, il Ministro della marina mercantile comunica
alle singole regioni le proposte di piano relative al rispettivo
territorio. Entro 60 giorni da tale comunicazione il Ministro della
marina mercantile sente la Commissione consultiva interregionale di
cui all’articolo 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281, al fine di
definire e coordinare le osservazioni e le proposte delle regioni
stesse che concorreranno alla formazione del piano.
Entro i successivi
30 giorni le regioni debbono comunque esprimere il loro motivato
avviso sulle proposte formulate dal Ministro della marina
mercantile.
Ove le regioni non provvedano entro il termine predetto,
il Ministro della marina mercantile procede autonomamente.
Il Ministro
della marina mercantile provvede altresì a regolare l’esercizio delle
attività marittime ed economiche nel mare territoriale e nelle aree
marine esterne sottoposte alla giurisdizione nazionale, sentita la
Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti istituita con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 ottobre 1979
(2/a).
Art. 2
Per la realizzazione dei compiti di cui all’articolo 1,
nonché per assicurare la vigilanza e il soccorso in mare, il Ministro
della marina mercantile provvede:
a) alla istituzione di un servizio
di protezione dell’ambiente marino, nonché di vigilanza costiera e di
intervento per la prevenzione e il controllo degli inquinamenti del
mare;

b) al potenziamento del servizio di vigilanza e di soccorso in
mare svolto dal Corpo delle capitanerie di porto;

c) alla
istituzione, d’intesa con il Ministro della difesa, di un servizio di
vigilanza sulle attività marittime ed economiche, compresa quella di
pesca, sottoposte alla giurisdizione nazionale nelle aree situate al
di là del limite esterno del mare territoriale; in caso di necessità
tale servizio può integrare quello di cui alla precedente lettera
b).
Il servizio di protezione dell’ambiente marino, di vigilanza e di
soccorso in mare, di cui alle lettere a) e b), opera in accordo e con
il contributo dei servizi esistenti sul territorio.
Art. 3
Per i fini
di cui alla lettera a) dell’articolo 2 il Ministro della marina
mercantile provvederà ad organizzare una rete di osservazione della
qualità dell’ambiente marino ed un idoneo sistema di sorveglianza
sulle attività svolgentisi lungo le coste, anche per lo svolgimento
dei servizi di cui alla lettera b) dell’articolo 2, costantemente
collegato con centri operativi, che opereranno nell’ambito di
compartimenti marittimi, da situare nelle zone maggiormente
interessate al traffico marittimo e con un centro a livello nazionale
di coordinamento generale e di raccolta dati.
Per la costituzione ed
il funzionamento della rete di osservazione della qualità
dell’ambiente marino, il Ministero della marina mercantile si avvale
anche delle strutture e del personale dell’Istituto centrale per la
ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima di
cui all’art. 8, L. 17 febbraio 1982, n. 41.
La rete di osservazione
effettua periodici controlli dell’ambiente marino con rilevamento di
dati oceanografici, chimici, biologici, microbiologici e merceologici
e quanto altro necessario per la lotta contro l’inquinamento di
qualsiasi genere e per la gestione delle fasce costiere nonché per la
tutela, anche dal punto di vista ecologico delle risorse marine.
Per
il sistema di sorveglianza sulle attività che si svolgono lungo le
coste sono istituiti centri operativi nelle seguenti aree:
1) Mari
Ligure e Alto Tirreno;
2) Medio e Basso Tirreno;
3) Acque della
Sardegna;
4) Acque della Sicilia;
5) Ionio e Basso Adriatico;
6) Alto
e Medio Adriatico.
La localizzazione dei compartimenti marittimi in
cui hanno sede i centri operativi è disposta con decreto del Ministro
della marina mercantile.
I centri operativi raccolgono ed elaborano
tutti i dati provenienti dal centro nazionale di coordinamento e dagli
uffici, enti ed amministrazioni della zona di competenza relativi alle
attività svolgentisi in mare e trasmettono i dati raccolti al Centro
nazionale di coordinamento di cui al successivo comma nonché agli
uffici, enti ed amministrazioni della zona di competenza, ai fini
degli interventi operativi.
Presso l’Ispettorato centrale per la
difesa del mare, di cui al successivo articolo 34, viene istituito il
Centro nazionale di coordinamento generale e di raccolta dati. Esso
raccoglie, elabora e coordina i dati trasmessi dei centri operativi
periferici o provenienti da altre amministrazioni e li mette a
disposizione degli uffici competenti ai fini degli interventi
operativi. Tutti i dati sono resi pubblici a cura dello stesso
Ispettorato con apposito bollettino.
Con decreto del Ministro della
marina mercantile sono adottate le disposizioni necessarie per dotare
il centro nazionale di coordinamento ed i centri periferici delle
attrezzature adeguate ai compiti ed ai servizi fissati nella presente
legge nonché per il funzionamento dei centri medesimi e della rete di
osservazione della qualità dell’ambiente marino.
Per le spese di
organizzazione e funzionamento dei servizi di cui al presente articolo
è autorizzata per il periodo 1982-1985 la spesa complessiva di lire 25
miliardi da iscrivere nello stato di previsione della spesa del
Ministero della marina mercantile secondo quote che verranno
determinate in sede di legge finanziaria di cui all’articolo 11 della
legge 5 agosto 1978, n. 468.
La quota relativa all’anno 1982 viene
determinata in lire 1.500 milioni.
Art. 4
Per gli interventi di
prevenzione e di controllo degli inquinamenti di cui alla lettera a)
del precedente articolo 2 si provvederà mediante la costruzione o
l’acquisto o comunque la utilizzazione, anche attraverso apposita
convenzione, di unità navali con caratteristiche di particolare
maneggevolezza e velocità, di aeromobili nonché di mezzi di trasporto
e di rimorchio.
Le navi, gli aeromobili ed i mezzi di cui sopra
dovranno essere strutturati ed attrezzati per operazioni di pronto
intervento, per il prelievo e la neutralizzazione delle sostanze
inquinanti, per la salvaguardia, in caso di necessità, della vita
umana in mare, nonché per ogni altra operazione tecnicamente possibile
in caso di emergenza.
In attesa della costruzione o dell’acquisto
delle navi indicate nel comma precedente, ovvero in casi di comprovata
emergenza o indispensabilità, si potrà far luogo al noleggio
temporaneo delle unità occorrenti.
Per la costruzione, l’acquisto o il
noleggio delle unità di cui al primo comma, con le relative dotazioni
e attrezzature, è autorizzata per il periodo 1982-1985 la spesa
complessiva di lire 40.000 milioni da iscrivere nello stato di
previsione della spesa del Ministero della marina mercantile secondo
quote che verranno determinate in sede di legge finanziaria di cui
all’articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468.
La quota relativa
all’anno 1982 viene determinata in lire 14,000 milioni.
Per il
trattamento delle morchie e delle acque di zavorra e di lavaggio delle
petroliere, prescritto dalla Convenzione IMCO stipulata a Londra nel
1973, in deroga a quanto previsto dalla legge 8 aprile 1976, n. 203
(5), il Ministro della marina mercantile può stipulare convenzioni, di
durata non superiore a 10 anni, con soggetti che gestiscono navi
appositamente costruite ed attrezzate per la raccolta ed il
trattamento di detti materiali nonché per i fini di cui al secondo
comma e che nella convenzione assumano l’obbligo di mettere tali navi
immediatamente a disposizione dell’autorità marittima per gli
interventi di prevenzione e controllo degli inquinamenti di cui alla
lettera a) dell’articolo 2.
In tal caso all’atto della stipula della
convenzione è concesso un contributo non superiore al 15 per cento del
costo di costruzione della nave comprensivo delle pertinenze ed
attrezzature.
In caso di mancata osservanza degli obblighi assunti in
convenzione, il Ministro della marina mercantile dichiara la decadenza
dal contributo concesso, con conseguente obbligo per l’interessato di
restituire la quota di contributo corrispondente al periodo di residua
durata della convenzione, maggiorata dell’interesse pari al tasso di
sconto vigente alla data del provvedimento di decadenza, aumentato di
due punti.
Resta comunque fermo l’obbligo della restituzione
dell’intero contributo maggiorato dell’interesse, calcolato con le
modalità di cui al comma precedente, se la decadenza viene dichiarata
prima che sia trascorso un quinquennio dalla data di concessione del
contributo.
All’onere relativo si provvede a carico del capitolo 8051
dello stato di previsione d…

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