MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 29 luglio 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIRETTIVA 29 luglio 2008

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 29 luglio 2008 - Modalita' per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato, di cui all'articolo 12, comma 1, lettera d), della legge 11 agosto 1991, n. 266. (Direttiva 2008). (GU n. 211 del 9-9-2008 )

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

DIRETTIVA 29 luglio 2008

Modalita’ per la presentazione di progetti sperimentali di
volontariato, di cui all’articolo 12, comma 1, lettera d), della
legge 11 agosto 1991, n. 266. (Direttiva 2008).

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

Premessa.
L’art. 12, comma 1, lettera d), della legge n. 266 dell’11 agosto
1991 prevede, tra i compiti dell’Osservatorio nazionale per il
volontariato, l’approvazione di progetti sperimentali elaborati e
proposti, anche in collaborazione con enti pubblici territoriali, da
organizzazioni di volontariato e destinati a fronteggiare emergenze
sociali ed a favorire l’applicazione di metodologie di intervento,
particolarmente avanzate.
Tenuto conto di quanto previsto all’art. 12 della legge 7 agosto
1990, n. 241, e successive modifiche ed integrazioni, il presente
provvedimento, unitamente al relativo allegato, definisce:
A) la tipologia degli interventi progettuali: ambiti, obiettivi e
metodologie;
B) i requisiti soggettivi;
C) le modalita’ di presentazione della domanda di contributo, del
formulario progettuale e del relativo piano economico;
D) i costi ammissibili al contributo e partecipazione finanziaria
dell’organizzazione proponente e/o di altri soggetti;
E) i motivi di inammissibilita’;
F) la procedura, i criteri e gli esiti della valutazione dei
progetti;
G) le comunicazioni e gli adempimenti gestionali dei progetti
ammessi a contributo modalita’ di erogazione dello stesso;
H) la fideiussione;
I) il controllo ed il monitoraggio dei progetti finanziati.
Le disponibilita’ finanziarie complessive utilizzabili ai fini
dell’erogazione dei contributi stabiliti alla presente direttiva
ammontano per l’anno 2008 a 2.300.000,00 euro (1).
———-
(1) Salvo eventuali variazioni dovute alla definizione
del riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali ed
alla conseguente assegnazione delle risorse sul pertinente
capitolo di bilancio; l’ammontare esatto sara’ comunque
reso noto sul sito istituzionale del Ministero, dovendosi
ritenere tale forma di comunicazione come utilmente
effettuata nei confronti dei soggetti interessati alla
procedura.

Sezione A) Tipologia degli interventi progettuali: ambiti, obiettivi
e metodologie.
A.1. Ambiti.
Per l’anno 2008 i progetti dovranno riguardare ambiti d’azione
compresi tra i seguenti, indicando eventualmente l’ambito prevalente:
identificazione e prevenzione del disagio sociale;
accompagnamento ed inclusione sociale di soggetti a rischio di
esclusione;
promozione e rafforzamento della partecipazione attiva e
responsabile nella comunita’ locale;
promozione di modelli sulla partecipazione ed integrazione
sociale delle persone con disabilita’;
promozione di azioni e modalita’ rivolte alla prevenzione del
disagio minorile e giovanile;
promozione di forme di volontariato che prevedano il
coinvolgimento dei giovani, sviluppando in tal modo esperienze
educative, di partecipazione sociale e di integrazione giovanile.
Le suddette azioni potranno essere realizzate anche in
collaborazione con amministrazioni locali, istituzioni scolastiche ed
universitarie, nonche’ con le organizzazioni di terzo settore attive
nel territorio di riferimento.
In riferimento a quanto previsto dall’art. 13 della legge n.
266/1991, non vengono presi in considerazione e quindi sono
dichiarati inammissibili progetti in materia di:
a) cooperazione internazionale allo sviluppo, che ricadono nella
disciplina della legge n. 49/1987;
b) protezione civile.
A.2. Obiettivi.
Le singole iniziative proposte, nell’ambito d’azione prescelto tra
quelli di cui al punto A.1., devono essere impostate puntando al
raggiungimento di uno o piu’ di uno tra i seguenti obiettivi:
creazione e consolidamento dei legami sociali all’interno di aree
urbane o extraurbane disgregate (ad esempio, per effetto di processi
recenti di mobilita’ residenziale in uscita o in entrata);
arricchimento e miglioramento delle capacita’ individuali di
soggetti svantaggiati, sotto il profilo personale, relazionale,
professionale;
agevolazione nell’espletamento di attivita’ e nell’accesso e
nella fruizione di servizio di pubblica utilita’;
promozione di iniziative di volontariato che prevedano, anche
attraverso il coinvolgimento di altri enti non profit, delle
amministrazioni pubbliche, delle istituzioni scolastiche ed
universitarie localmente attive, la partecipazione di giovani di eta’
compresa tra i 14 e i 25 anni, nonche’ la realizzazione di programmi
di formazione e campagne di sensibilizzazione e informazione sulle
iniziative di cittadinanza attiva e partecipata nelle quali siano
coinvolti i giovani stessi;
sviluppo di politiche di pari opportunita’, prevedendo azioni
finalizzate alla prevenzione e/o al superamento di tutte le forme di
discriminazione o di maltrattamento anche in ambito familiare;
A.3. Metodologie.
Gli obiettivi indicati al precedente punto A.2. devono essere
realizzati attraverso metodologie di intervento:
innovative rispetto al contesto territoriale, alla tipologia
dell’intervento o alle attivita’ dell’organizzazione;
pilota (prototipali) e sperimentali, finalizzate alla messa a
punto di modelli di intervento tali da poter essere trasferiti e/o
utilizzati in altri contesti territoriali.
Sezione B) Requisiti soggettivi.
Le organizzazioni di volontariato che intendono richiedere il
contributo per la realizzazione dei progetti indicati in premessa,
devono essere: legalmente costituite da almeno due anni alla data di
pubblicazione della presente direttiva nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e (a pena di decadenza) per tutta la durata di
attuazione del progetto finanziato e regolarmente iscritte nei
registri regionali del volontariato, di cui all’art. 6 della legge
11 agosto 1991, n. 266 e alle leggi e delibere regionali e
provinciali attuative della predetta legge quadro.
I progetti possono essere presentati da:
1) singole organizzazioni di volontariato;
2) piu’ organizzazioni di volontariato congiuntamente.
In entrambe le ipotesi tutte le organizzazioni di volontariato
devono:
essere legalmente costituite da almeno due anni alla data di
pubblicazione della presente direttiva;
essere iscritte nei registri regionali del volontariato, in
ottemperanza a quanto previsto nella legge n. 266 del 1991;
indicare, qualora il progetto proposto venga ammesso a
contributo, l’organizzazione capofila alla quale le organizzazioni
co-attuatrici conferiscono la rappresentanza ai fini del progetto
mediante formale atto di procura legale;
In caso di collaborazioni con enti pubblici o con altri soggetti,
rimane in capo all’organizzazione proponente la responsabilita’ del
progetto.
Si precisa, in ogni caso, che ai sensi dell’art. 7 della legge n.
266/1991, l’amministrazione non potra’ stipulare convenzioni con le
organizzazioni di volontariato iscritte da meno di sei mesi nei
registri di cui all’art. 6 della stessa legge.
Sezione C) Modalita’ di presentazione della domanda di contributo,
del formulario progettuale e del relativo piano economico.
La domanda di contributo, il connesso formulario e il piano
economico, di cui alla presente direttiva, devono essere compilati in
carta semplice, secondo lo schema riportato all’interno dell’allegato
n. 1.
Sulla busta di spedizione deve essere apposta la dizione: «Progetto
sperimentale volontariato – Direttiva 2008»; il plico deve essere
indirizzato e spedito tramite raccomandata con avviso di ricevimento
o mediante corrieri privati o agenzie di recapito debitamente
autorizzate, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali – Direzione generale per il volontariato, l’associazionismo e
le formazioni sociali – Osservatorio nazionale per il volontariato –
Divisione III Volontariato – via Fornovo, n. 8 – 00192 Roma.
Le domande spedite devono pervenire al predetto indirizzo entro le
ore 12 del quarantacinquesimo giorno successivo alla pubblicazione
della presente direttiva nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il suindicato termine, qualora coincidente con un giorno non
lavorativo, si intende differito al primo giorno non festivo
immediatamente successivo.
Il plico puo’ essere, altresi’, presentato a mano presso la
Direzione generale per il volontariato, l’associazionismo e le
formazioni sociali, Divisione III, al medesimo indirizzo, entro e non
oltre le ore 12 del giorno di scadenza del predetto termine. In tale
ultimo caso verra’ rilasciata apposita ricevuta nelle giornate non
festive dalle ore 9 alle ore 12 dal lunedi’ al venerdi’.
La data di acquisizione delle domande e’ stabilita e comprovata,
nel caso di spedizione, dal timbro a data apposto dalla Divisione III
della Direzione generale del volontariato e nel caso di presentazione
diretta, dalla ricevuta rilasciata dalla suddetta Divisione con
l’indicazione della data e dell’ora di consegna.
Rimane a rischio dell’organizzazione l’eventuale ritardo nella
spedizione postale o tramite corriere: l’inoltro del plico e’ infatti
ad esclusivo rischio del mittente, essendo l’amministrazione
ricevente esonerata da ogni responsabilita’ per gli eventuali ritardi
di recapito, anche se dovute a cause di forze maggiori.
Sezione D) Costi ammissibili al contributo e partecipazione
finanziaria dell’organizzazione proponente e/o di altri soggetti.
Il costo complessivo di ciascun progetto, a pena di
inammissibilita’, non deve superare l’ammontare totale di 50.000,00
euro.
Il costo complessivo comprende la quota di contributo ministeriale
(90%), erogato ai sensi della presente direttiva e la quota che e’
posta a carico dell’organizzazione proponente (10%).
Il costo complessivo del progetto non comprende, invece,
l’eventuale co-finanziamento pubblico e/o privato, il quale, in ogni
caso, non puo’ costituire ne’ la quota di contributo ministeriale
(90%), ne’ la quota parte dell’organizzazione proponente (10%).
L’organizzazione di volontariato proponente deve concorrere in
misura pari al 10% del costo complessivo del progetto, specificando
dettagliatamente le fonti da cui derivano le risorse stesse (ad
esempio: quote associative, donazioni, introiti legati all’attivita’
svolta dall’organizzazione proponente, quote di ammortamento delle
strutture, dei servizi, delle attrezzature, del personale impegnato
nella realizzazione del progetto).
Tale specifico obbligo deve essere precisato nella domanda di
contributo e quindi riprodotto nel piano economico, a conferma della
concreta capacita’ dell’organizzazione di sostenere l’impegno
economico connesso alla realizzazione del progetto proposto.
Il legale rappresentante dell’organizzazione proponente o, nel caso
in cui il progetto sia presentato congiuntamente ad altre
organizzazioni, dell’organizzazione capofila deve sotto la propria
responsabilita’:
dichiarare che il progetto non e’ stato gia’ oggetto di
contributo da parte di altri fondi pubblici;
indicare l’eventuale co-finanziamento pubblico e/o privato, cosi’
come sopra specificato.
Nell’ambito dei costi previsti per le risorse umane, che si prevede
di impegnare effettivamente nella realizzazione del progetto, ivi
incluse le spese di progettazione, potranno essere ricompresi:
personale dipendente;
collaboratori e/o consulenti esterni;
personale addetto alle pulizie;
rimborsi spese del personale interno ed esterno;
I suddetti costi non devono, a pena di inammissibilita’, in ogni
caso superare il 30% del costo complessivo del progetto.
Le spese per l’acquisto e/o noleggio per attrezzature, materiale
didattico e beni strumentali devono essere, a pena di
inammissibilita’, contenute entro l’importo massimo 20% del costo
complessivo del progetto.
Rimane comunque esclusa dai costi finanziari ogni spesa non
riconducibile ad attivita’ previste nel progetto; non sono in ogni
caso ammissibili costi finalizzati all’acquisto ed alla
ristrutturazione di beni immobili.
I costi generali (affitto, acqua, luce, telefono, ecc.), che
costituiscono spese per il contributo dell’intera struttura potranno
essere imputati al progetto soltanto in quota parte (e non per
l’intero costo sostenuto), attraverso una modalita’ di ripartizione
percentuale commisurata all’utilizzazione della struttura per il
progetto.
Sezione E) Motivi di inammissibilita’.
La richiesta di ammissione al contributo ed il relativo progetto
devono, a pena di inammissibilita’:
1) essere presentati da parte di una organizzazione che abbia i
requisiti soggettivi indicati alla sezione B;
2) essere redatti e compilati in conformita’ agli schemi di cui
all’allegato n. 1 della presente direttiva (allegato che ne
costituisce parte integrante e sostanziale) ed essere sottoscritti
dal legale rappresentante del soggetto o dei soggetti proponenti,
nella consapevolezza delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, in caso di
falsita’ in atti o dichiarazioni mendaci rispetto alle dichiarazioni
ed ai requisiti con essi attestati;
3) prevedere una durata delle attivita’ progettuali non superiore
a dodici mesi;
4) non riguardare la materia della protezione civile e ne’ essere
attinente alla materia di cooperazione internazionale allo sviluppo
di cui alla legge n. 49/1987;
5) non prevedere un costo complessivo del progetto superiore ad
Euro 50.000,00, ed all’interno di questo, rispettare la percentuale
massima riconoscibile pari al 30% del costo complessivo del progetto
per le spese relative alle risorse umane, ivi comprese le spese di
progettazione, nonche’ la percentuale massima del 20% dello stesso
ammontare complessivo relativamente all’acquisto e/o noleggio di
attrezzature, beni strumentali e materiale didattico;
6) non prevedere l’acquisto e la ristrutturazione di beni
immobili;
7) essere corredati, nel caso in cui il progetto venga realizzato
da piu’ organizzazioni congiuntamente, o con enti pubblici e/o
soggetti privati, da una dichiarazione attestante il ruolo e/o la
funzione svolti da ciascuna di esse nella realizzazione del progetto,
nonche’ l’indicazione dell’organizzazione capofila alla quale le
organizzazioni co-attuatrici conferiranno la rappresentanza mediante
formale atto di procura legale;
8) essere corredati da copia conforme dell’atto costitutivo e
dello statuto dell’organizzazione, comprensivi di eventuali
integrazioni e redatti conformemente all’art. 3, comma 3, legge n.
266/1991;
9) essere corredati dal curriculum dell’organizzazione di
volontariato e dal curriculum degli eventuali partner non
istituzionali indicati e coinvolti nel progetto;
10) essere corredati dalle eventuali attestazioni e/o adesioni
rese dal legale rappresentante di altre organizzazioni e/o enti
pubblici e privati per i quali e’ previsto un coinvolgimento nella
realizzazione del progetto, con la specifica del ruolo che si intende
svolgere;
11) essere corredati da copia conforme all’originale dell’ultimo
bilancio consuntivo approvato (secondo le modalita’ previste dallo
statuto dell’organizzazione) con il relativo verbale di approvazione
del medesimo bilancio;
12) pervenire, in plico chiuso, entro e non oltre le ore 12.00
del quarantacinquesimo giorno successivo alla pubblicazione della
presente direttiva nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Costituiscono ulteriori motivi di inammissibilita’:
13) la presentazione di piu’ di un progetto da parte della stessa
organizzazione, sia in forma singola che associata;
14) la mancata presentazione – entro i termini previsti – da
parte dell’organizzazione delle relazioni finali e/o rendicontazioni
relative a progetti gia’ finanziati con le precedenti direttive.
Saranno inoltre escluse le domande di contributo proposte da
organizzazioni che abbiano ricevuto contestazioni in via
amministrativa e/o giudiziaria da parte della Direzione generale per
il volontariato, l’associazionismo e le formazioni sociali –
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,
formalizzate mediante atti di autotutela amministrativa o attraverso
procedure di natura giudiziaria.
Sezione F) Procedura, criteri ed esiti della valutazione dei
progetti.
La valutazione dei progetti ai fini dell’ammissibilita’ al
contributo verra’ compiuta da una apposita commissione, nominata dal
presidente dell’Osservatorio nazionale per il volontariato entro il
termine di acquisizione delle domande stabilite nella sezione C.
Le domande ed i plichi pervenuti verranno esaminate prima sotto il
profilo di ammissibilita’ e successivamente si procedera’ alla
valutazione dei progetti dichiarati ammissibili. I criteri sono
individuati nella seguente scheda di valutazione:

=====================================================================
Criteri individuati per la scheda di |
valutazione |Punteggio massimo attribuibile
=====================================================================
Congruita’ e coerenza del progetto |
rispetto all’ambito di intervento |
individuato tra quelli indicati al |
punto A.1. della direttiva | 0-14
———————————————————————
Coerenza tra ambito di intervento |
individuato (punto A.1), con gli |
obiettivi (punto A.2) e le metodologie|
descritte (punto A.3) nella proposta |
progettuale…. | 0-14
———————————————————————
Congruita’ del progetto rispetto ai |
fabbisogni e agli obiettivi che si |
intendono realizzare (es. esigenza |
individuata, obiettivi, fasi e azioni |
programmate, realizzazione e risultati|
previsti…. | 0-14
———————————————————————
Rispondenza e congruenza con il |
contesto sociale e territoriale di |
riferimento…. | 0-12
———————————————————————
Coerenza tra attivita’ che si prevede |
realizzare nel progetto e piano |
economico preventivato…. | 0-18
———————————————————————
Modalita’ di individuazione e di |
coinvolgimento dei destinatari |
dell’intervento…. | 0-8
———————————————————————
Collaborazioni e/o accordi con altre |
organizzazioni di volontariato, |
soggetti del terzo settore, gruppi |
informali, enti pubblici e/o del |
privato sociale, sindacati, scuole di |
ogni ordine e grado…. | 0-14
———————————————————————
Iniziative di promozione e |
comunicazione pubblica sul |
progetto…. | 0-6
———————————————————————
Totale . . . | 100

La commissione provvedera’ alla stesura della graduatoria finale
che verra’ approvata dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.
La graduatoria verra’ riportata in un provvedimento del Direttore
generale che sara’ pubblicato sul sito internet del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali.
La predetta graduatoria contiene l’elenco dei progetti nell’ordine
del punteggio decrescente, attribuito dalla commissione di
valutazione, finanziabili fino ad assorbimento delle risorse previste
dalla presente direttiva.
Non saranno ritenuti idonei, e quindi si riterranno non
finanziabili, i progetti che riportino un punteggio inferiore a 40.
Le organizzazioni di volontariato per:
1) la presentazione dei progetti;
2) la predisposizione degli atti formali necessari all’avvio del
progetto;
3) l’assistenza tecnica nel corso della esecuzione dei progetti
ammessi a contributo;
4) la predisposizione delle relazioni intermedie, finali e delle
rendicontazioni dei progetti,
potranno usufruire della consulenza gratuita dei Centri di sevizio
per il volontariato (di cui al decreto ministeriale dell’8 ottobre
1997). Al fine di rendere il piu’ efficace l’accompagnamento alle
organizzazioni di volontariato nello svolgimento di tali attivita’,
sara’ mantenuto uno stretto collegamento, individuando le opportune
forme organizzative, tra il Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali ed il coordinamento dei centri di servizio
per il volontariato – CSV-Net ed i restanti centri e i comitati di
gestione del Fondo speciale per il volontariato presso ciascuna
regione.
Sezione G) Comunicazioni e adempimenti gestionali riguardanti i
progetti ammessi a contributo – Modalita’ di erogazione dello stesso.
G.1. Comunicazioni e adempimenti gestionali riguardanti i progetti
ammessi a contributo.
L’amministrazione inviera’, successivamente alla registrazione da
parte degli organi di controllo del decreto direttoriale di impegno,
apposita comunicazione circa l’esito della valutazione e della
ammissione/non ammissione a contributo.
Le organizzazioni di volontariato ammesse a contributo dovranno,
entro e non oltre trenta giorni dalla data di ricevimento della
suddetta comunicazione, inviare a mezzo raccomandata, con ricevuta di
ritorno, la seguente documentazione:
copia conforme all’originale dell’atto di iscrizione nel registro
regionale o provinciale di cui all’art. 6 della legge n. 266/1991
dell’organizzazione di volontariato proponente e delle eventuali
organizzazioni di volontariato partner e relativa dichiarazione del
legale rappresentante da cui risulti il permanere – alla data di
presentazione della domanda di contributo – dell’iscrizione al
suddetto registro ove ha sede l’organizzazione;
copia conforme dell’atto da cui risulti il conferimento dei
poteri al legale rappresentante;
dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’organizzazione
dalla quale risulti che il progetto ammesso a contributo, non e’ e
ne’ e’ stato oggetto di altri finanziamenti/contributi con risorse
pubbliche dirette o indirette;
dichiarazione del legale rappresentante relativa alla natura e
alle origini delle risorse a carico dell’organizzazione proponente;
dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’organizzazione
di volontariato, in cui viene indicata la parte del progetto
eventualmente co-finanziata da altre organizzazioni di volontariato,
da cooperative sociali, IPAB, Fondazioni, enti pubblici territoriali
o altri soggetti, che non e’ cumulabile con il costo totale del
progetto e non puo’ costituire la quota parte dell’ente proponente e
capofila;
originale del certificato penale e del certificato relativo a
eventuali carichi pendenti del rappresentante legale
dell’organizzazione che ha ottenuto il contributo;
composizione dell’attuale organo rappresentativo
dell’organizzazione;
codice fiscale dell’organizzazione;
estremi del conto corrente bancario/postale comprensivo: dei
codici (CAB, ABI, CIN e IBAN);
copia conforme all’originale dell’ultimo bilancio consuntivo
dell’ente approvato;
documentazione inerente l’assicurazione contro gli infortuni e le
malattie connesse allo svolgimento delle attivita’, nonche’ per la
responsabilita’ civile verso terzi dei volontari e degli eventuali
destinatari che prenderanno parte alle attivita’ progettuali.
Le suddette dichiarazioni e copie conformi dovranno essere rese ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000.
Il mancato invio o l’invio anche parziale della documentazione
richiesta entro il termine sopra indicato, comportera’ la decadenza
dal diritto al contributo.
In entrambi i casi, potra’ subentrare nel diritto al contributo il
progetto immediatamente successivo nella graduatoria di quelli
dichiarati ammissibili dalla commissione di valutazione.
Ai fini della stipula della convenzione, in osservanza a quanto
previsto dall’art. 7 della legge n. 266/1991, e’ necessario che
l’organizzazione di volontariato sia iscritta da almeno sei mesi nei
registri regionali di cui all’art. 6 della stessa legge.
L’avvio delle attivita’ progettuali avviene a seguito della
sottoscrizione della convenzione (allegato n. 2) predisposta
dall’Amministrazione conformemente al modello allegato alla presente
direttiva e comunque entro trenta giorni dal ricevimento di apposita
comunicazione da parte dell’amministrazione.
Ogni eventuale e motivata richiesta di differimento di tale termine
deve essere espressamente autorizzata dalla Divisione III
Volontariato della Direzione generale per il volontariato,
l’associazionismo e le formazioni sociali. Le specifiche condizioni
ed i termini fondamentali connessi alla concessione del contributo ed
alla realizzazione delle attivita’ progettuali risulteranno
disciplinati dalla suddetta convenzione.
Il legale rappresentante dell’organizzazione (o dell’organizzazione
capofila) deve inviare esplicita dichiarazione recante l’indicazione
della effettiva data di inizio delle attivita’ nel rispetto delle
modalita’ indicate dall’amministrazione, intendendosi per tali anche
le attivita’ propedeutiche e, contestualmente, un nuovo calendario
delle stesse, qualora esso differisca da quanto previsto nel progetto
iniziale.
L’organizzazione potra’ anche iniziare le attivita’ prima
dell’avvenuta ricezione della convenzione sottoscritta da entrambi i
contraenti, dandone preventiva comunicazione alla Divisione III
Volontariato della Direzione generale; in tale circostanza, laddove
per qualsiasi motivo la convenzione non dovesse essere perfezionata
rimarranno a carico dell’organizzazione le spese eventualmente
sostenute per le attivita’ gia’ svolte, senza alcun diritto di
rivalsa o risarcimento nei confronti dell’amministrazione.
Ogni eventuale modifica del progetto, inerente sia gli obiettivi da
raggiungere, le metodologie, i tempi, le fasi, la durata, sia le
eventuali variazioni nonche’ compensazioni tra le voci di spesa
previste nel piano economico, dovra’ essere argomentata e formulata
in maniera tale da non stravolgere o alterare l’architettura e le
finalita’ del progetto approvato e comunque dovra’ essere presentata
entro e non oltre l’inizio dell’ultimo trimestre precedente la
chiusura dell’attivita’ progettuale. Tali modifiche dovranno essere
preventivamente autorizzate dietro una formale richiesta presentata
alla Divisione III Volontariato.
In caso di presentazione congiunta del progetto, all’organizzazione
capofila, nei trenta giorni successivi al ricevimento della
comunicazione di ammissione al contributo, deve essere attribuita
mediante formale atto di procura notarile, la rappresentanza legale
ed il potere di incassare, in nome e per conto delle altre
associazioni partner dell’iniziativa.
Attivita’ di promozione e comunicazione pubblica del progetto. E’
fatto obbligo alle organizzazioni beneficiarie di citare in ogni
materiale approntato per la realizzazione del progetto la circostanza
che il medesimo e’ realizzato con il contributo del Fondo nazionale
per il volontariato – Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali.
Affidamento a soggetti esterni. La realizzazione di progetti
finanziati secondo quanto stabilito dalla presente direttiva non puo’
essere in alcun modo affidata a soggetti esterni, salvo il caso di
specifiche attivita’ che l’organizzazione non e’ in grado di svolgere
per mancanza di professionalita’ interne. Tali attivita’ non devono
in alcun modo riguardare le funzioni di direzione, coordinamento e
gestione.
L’affidamento a soggetti esterni di specifiche attivita’ puo’
essere previsto sin dalla definizione del progetto per il quale si
presenta domanda di contributo. In tal caso, all’atto dell’effettiva
realizzazione del progetto e’ necessario presentare documentazione
appropriata che illustri nel dettaglio (sia dal punto di vista
amministrativo che contabile) le attivita’ che si intendono affidare
all’esterno.
Qualora l’esigenza di affidare a soggetti esterni alcune specifiche
attivita’ insorga in corso di realizzazione del progetto, e’
necessario inoltrare all’amministrazione motivata richiesta di
autorizzazione, nel rispetto delle condizioni e modalita’ sopra
indicate e di quanto previsto al riguardo nella convenzione.
G.2. Modalita’ di erogazione del contributo.
Il contributo verra’ erogato in due fasi:
la prima quota, su richiesta del beneficiario e comunque fino ad
un massimo del 70% dell’ammontare del contributo complessivo
concesso, verra’ versato previa presentazione di apposita garanzia
fideiussoria di cui alla sezione successiva, tenuto conto della
disponibilita’ di cassa sul competente capitolo di bilancio;
la seconda quota, pari al saldo, verra’ versata al termine della
realizzazione del progetto e a seguito dell’esito positivo
dell’accertamento da parte dell’amministrazione della relazione
finale sui risultati conseguiti in relazione agli obiettivi
programmati, nonche’ della verifica della rendicontazione delle spese
sostenute per l’intero progetto corredata delle relative fatture e/o
giustificativi di spesa.
L’effettiva erogazione del saldo riconosciuto deve avvenire entro
dodici mesi a far data dal positivo esito della verifica
amministrativo-contabile, tenuto conto delle disponibilita’ di cassa
sul competente capitolo di bilancio.
Il Ministero si riserva la facolta’ di effettuare verifiche e
controlli, nonche’ di disporre eventuali atti di autotutela di revoca
e/o recupero, totale e/o parziale, del contributo gia’ concesso e/o
erogato, anche in itinere.
Il Ministero si riserva altresi’ la facolta’ di recuperare
attraverso l’escussione della garanzia fideiussoria di cui alla
successiva sezione H), il contributo gia’ erogato in tutti i casi di
irregolarita’ o di mancato rispetto delle disposizioni stabilite in
via amministrativa.
Sezione H) Fideiussione.
Le organizzazioni beneficiarie dei contributi devono stipulare
apposita fideiussione (bancaria o assicurativa) a garanzia
dell’anticipo percepito (pari al 70% del contributo ministeriale al
progetto).
La fideiussione, che costituisce costo imputabile al progetto,
deve:
a) essere presentata contestualmente alla richiesta di anticipo,
secondo il fac-simile predisposto dall’amministrazione e pubblicato
sul sito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali;
b) essere rilasciata da parte di Istituti bancari e da parte di
intermediari finanziari non bancari iscritti negli elenchi previsti
dal decreto legislativo n. 385/1993 e, specificamente:
elenco speciale vigilato dalla Banca d’Italia (art. 107),
consultabile sul sito www.bancaditalia.it;
elenco delle imprese autorizzate da ISVAP all’esercizio nel
ramo cauzione, consultabile sul sito www.isvap.it;
c) contenere la clausola della rinuncia alla preventiva
escussione del debitore principale di cui all’art. 1944, secondo
comma, del codice civile e la clausola del pagamento a semplice
richiesta scritta da parte dell’amministrazione che rilevi a carico
dell’organizzazione inadempienze nella realizzazione dell’iniziativa
o del progetto o rilevi che alcune spese non sono giustificate
correttamente dai giustificativi prodotti;
d) contenere l’esplicita dichiarazione della permanenza della sua
validita’, in deroga all’art. 1957 del codice civile, fino a
ventiquattro mesi successivi alla data di presentazione al Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali della
rendicontazione finale, desumibile dalla convenzione o da eventuale
successiva determinazione ministeriale e, comunque, fino al rilascio
di apposita dichiarazione di svincolo in forma scritta da parte
dell’amministrazione.
Sezione I) Controllo e monitoraggio dei progetti finanziati.
La Divisione III della Direzione generale per il volontariato
effettuera’ attivita’ di controllo e monitoraggio, secondo la
normativa nazionale di riferimento, nei confronti delle
organizzazioni i cui progetti saranno finanziati.
Potranno essere formulati quesiti direttamente alla Direzione
generale, la quale provvedera’ a diffonderne la conoscenza nei casi
ritenuti di interesse generale.
L’Osservatorio nazionale per il volontariato viene coinvolto nella
attivita’ di monitoraggio dei progetti ammessi a contributo.
Le organizzazioni di volontariato sono tenute ad inviare una
relazione intermedia a meta’ della realizzazione delle attivita’
progettuali, ossia una relazione sullo stato di avanzamento del
progetto accompagnata da un prospetto riepilogativo delle spese
sostenute e degli impegni assunti nel periodo di riferimento, da
predisporsi nei termini indicati nella convenzione (allegato n. 2) e
secondo modelli e formulari che saranno pubblicati sul sito di questo
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
In caso di accertamento di motivi che inducano a ritenere non
realizzabile la prosecuzione del progetto, ovvero di un uso del
contributo erogato non conforme alle finalita’ della presente
direttiva e del progetto approvato, il Ministero potra’, in qualsiasi
momento, anche in ragione delle risultanze delle verifiche
amministrativo-contabili della rendicontazione trasmessa dal
beneficiario, anche in loco, disporre l’interruzione del progetto con
conseguente revoca del contributo gia’ erogato.
In caso di mancata realizzazione dell’intero progetto o di parte di
esso o di mancata incompleta rendicontazione a saldo delle spese e
degli impegni, il Ministero potra’ revocare il contributo gia’
concesso ed erogato in ragione delle attivita’ non eseguite e/o delle
spese ed impegni non regolarmente rendicontati. Resta fermo che il
Ministero potra’ comunque procedere alla revoca totale del contributo
gia’ concesso nonostante la documentata realizzazione e
rendicontazione di singole attivita’ di progetto, allorche’ queste
ultime appaiono inidonee e/o insufficienti a garantire, da sole,
l’effettivo perseguimento e/o raggiungimento degli obiettivi e dei
risultati previsti dal progetto.
Entro trenta giorni dal termine delle attivita’ progettuali le
organizzazioni di volontariato invieranno alla Divisione III della
Direzione generale per il volontariato la relazione finale, nonche’
il rendiconto amministrativo contabile sul costo complessivo delle
spese sostenute, per la verifica di competenza da parte del Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
A conclusione della verifica amministrativo-contabile,
l’amministrazione provvedera’ ad erogare la rimanente quota parte del
contributo e rilascera’ la dichiarazione di svincolo per la polizza
fideiussoria.
La presente direttiva, con i relativi allegati, sara’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito
internet del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali.
Roma, 29 luglio 2008
Il Ministro: Sacconi

Registrata alla Corte dei conti il 14 agosto 2008
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 133

Allegato n. 1

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MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIRETTIVA 29 luglio 2008

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