MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE - DECRETO 29 novembre 2007 | Ingegneri.info

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE – DECRETO 29 novembre 2007

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE - DECRETO 29 novembre 2007 - Determinazione dei criteri per la redazione dei bilanci tecnici degli enti gestori delle forme di previdenza obbligatoria. (GU n. 31 del 6-2-2008)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DECRETO 29 novembre 2007

Determinazione dei criteri per la redazione dei bilanci tecnici degli
enti gestori delle forme di previdenza obbligatoria.

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, che ha
disposto la trasformazione in persone giuridiche private,
associazioni o fondazioni, degli enti gestori di forme obbligatorie
di previdenza ed assistenza di cui all’allegato elenco;
Visto il decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, che ha
esteso la tutela pensionistica ai liberi professionisti privi di
Casse, iscritti in appositi albi o elenchi, anche mediante la
costituzione di enti previdenziali di categoria;
Visto l’art. 2, comma 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
509, che impone agli enti individuati dal medesimo decreto, la
redazione di un bilancio tecnico con periodicita’ almeno triennale e
prevede che la gestione economico-finanziaria deve assicurare
l’equilibrio di bilancio mediante l’adozione di provvedimenti
coerenti alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico;
Visto l’art. 6, comma 7, del decreto legislativo 10 febbraio 1996,
n. 103, che dispone, a carico degli enti previsti dal medesimo
decreto, l’applicazione delle disposizioni del decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509;
Visto il comma 12 della legge 8 agosto 1995, n. 335, come
modificato dall’art. 1, comma 763, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 (legge finanziaria 2007), che dispone che la stabilita’ delle
gestioni previdenziali degli enti di cui ai citati decreti
legislativi debba essere ricondotta ad un arco temporale non
inferiore ai trenta anni, prevedendo che i criteri di redazione dei
bilanci tecnici siano determinati con decreto del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’economia
e delle finanze, sentite le associazioni e le fondazioni interessate,
sulla base delle indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli
attuari nonche’ dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale;
Visto l’art. 59, comma 20, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il
quale dispone che per gli enti previdenziali di cui ai citati decreti
legislativi le riserve tecniche di cui all’art. 1, comma 4,
lettera c) del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, sono
riferite agli importi delle cinque annualita’ di pensione in essere
per l’anno 1994;
Considerate le indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli
attuari nonche’ dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale;
Sentite le associazioni e fondazioni interessate;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Gli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed
assistenza di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e
10 febbraio 1996, n. 103, di seguito denominati Enti, con esclusione
delle forme di previdenza sostitutive dell’assicurazione generale
obbligatoria, garantiscono la stabilita’ delle gestioni previdenziali
per un arco temporale non inferiore a trenta anni, ai sensi dell’art.
1, comma 763, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria
2007).

Art. 2.
Bilancio tecnico
1. Il bilancio tecnico degli enti di cui all’art. 1 contiene
informazioni sulla normativa di riferimento vigente alla data di
elaborazione, sul sistema finanziario di gestione, sui dati
demografici, economici e finanziari, sulle basi tecniche adottate e
sulla metodologia utilizzata per le valutazioni.
2. Fermo restando quanto disposto dall’art. 1, comma 763 della
citata legge n. 296/2006, che individua ai fini della verifica della
stabilita’ di cui al precedente articolo, un arco temporale minimo di
trenta anni, e’ opportuno che il bilancio tecnico sviluppi, per una
migliore cognizione dell’andamento delle gestioni nel lungo termine,
proiezioni dei dati su un periodo di cinquanta anni in base alla
normativa vigente alla data dell’elaborazione. La scelta delle
ipotesi demografiche, macroeconomiche e finanziarie deve essere
effettuata nel rispetto delle indicazioni contenute nel successivo
art. 3. Sempre ai fini della verifica della stabilita’ e nel rispetto
dei criteri di massima prudenzialita’, qualora l’ente presenti
elementi di specificita’ che rendono l’adozione di talune delle
ipotesi di cui al citato art. 3 non appropriata o poco prudenziale,
il bilancio tecnico puo’ sviluppare proiezioni basate su indicazioni
differenti. In tal caso l’Ente, nella relazione predisposta a corredo
del bilancio tecnico, fornisce le motivazioni in ordine all’adozione
di ipotesi specifiche diverse rispetto a quelle indicate all’art. 3 e
produce altresi’, in via aggiuntiva, le proiezioni secondo le ipotesi
di cui al medesimo art. 3.
3. Ferme restando le disposizioni di cui all’art. 2, comma 2 del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, il bilancio tecnico deve
essere redatto anche in occasione dell’adozione di modifiche
statutarie o regolamentari che abbiano conseguenze rilevanti
sull’evoluzione della gestione economica e finanziaria dell’Ente. In
tale caso, il bilancio tecnico deve essere corredato da una relazione
illustrativa relativa agli effetti finanziari delle modifiche
adottate, con evidenziazione degli effetti prodotti su ciascuna delle
variabili contenute nelle tabelle recate dal modulo BTA e dal modulo
BTS, allegati al presente decreto, nonche’ sui tassi di sostituzione
di cui al successivo art. 4 e sugli indicatori di cui al successivo
art. 5.

Art. 3.
Ipotesi economiche, demografiche e finanziarie
1. Le ipotesi economiche, demografiche e finanziarie che gli enti
devono assumere per l’elaborazione della proiezione di cui al
precedente art. 2, risultano cosi’ specificate:
a) gli andamenti della numerosita’ dei contribuenti e del reddito
medio imponibile ai fini dell’applicazione del contributo soggettivo
evolvono in linea, rispettivamente, con il tasso di sviluppo
dell’occupazione complessiva e con quello della produttivita’ media
del lavoro a livello nazionale, di cui al comma 2;
b) il rapporto fra il volume d’affari dichiarato ai fmi IVA ed il
reddito professionale imponibile ai fini dell’applicazione del
contributo soggettivo e’ stimato come media dei valori osservati
nell’ultimo quinquennio e mantenuto costante per l’intero periodo di
previsione;
c) le probabilita’ di morte, stimate sulla collettivita’ degli
assicurati iscritti all’ente, devono essere aggiornate nel tempo in
funzione dell’aumento atteso della speranza di vita. Tale aumento
deve essere valutato secondo criteri di prudenzialita’ sulla base
delle indicazioni desumibili dall’esperienza passata e, in ogni caso,
deve risultare non inferiore a quanto ipotizzato nelle piu’ recenti
previsioni della popolazione italiana elaborate dall’Istat;
d) il tasso di redditivita’ del patrimonio, al netto degli oneri
gestionali e fiscali, e’ determinato in base a criteri prudenziali ed
in funzione del rendimento medio delle attivita’ dell’ente,
realizzato nell’ultimo quinquennio, nonche’ delle ragionevoli
aspettative connesse all’ultimo piano di investimento programmato o
gia’ in fase di attuazione. Nel calcolo del rendimento netto del
patrimonio, non si tiene conto delle rivalutazioni degli immobili ne’
delle plusvalenze non realizzate. Il tasso di redditivita’ del
patrimonio non puo’ superare il tasso d’interesse adottato per la
proiezione del debito pubblico nel medio e lungo periodo, di cui al
comma 2.
2. Il tasso di inflazione, la dinamica dell’occupazione complessiva
e della produttivita’ per occupato previste a livello nazionale di
cui al comma 1, lettera a) ed il tasso di interesse di cui al
comma 1, lettera d) sono annualmente verificati dal Ministero del
lavoro e della previdenza sociale, d’intesa con il Ministero
dell’economia e delle finanze con il procedimento di cui all’art. 14
della legge 7 agosto 1990, n. 241, sulla base delle ipotesi adottate
ai fini delle previsioni elaborate a livello nazionale per l’intero
sistema pensionistico pubblico, e successivamente messi a
disposizione degli Enti.
3. Le ipotesi relative alle variabili diverse da quelle indicate
nei commi precedenti sono definite dagli Enti secondo criteri di
prudenzialita’ ed in coerenza con le indicazioni formulate nel
presente articolo.

Art. 4.
Adeguatezza delle prestazioni
1. Al fine di verificare l’adeguatezza delle prestazioni, il
bilancio tecnico deve essere corredato dall’analisi dei tassi di
sostituzione, al lordo e al netto del prelievo fiscale e
contributivo, calcolati con parametri coerenti con le ipotesi
demografiche e macroeconomiche sottostanti la proiezione degli
equilibri finanziari di medio e lungo periodo di cui all’art. 2. Il
calcolo dei tassi di sostituzione deve coprire l’intero periodo di
previsione, con cadenza almeno decennale, e deve essere effettuato
per alcune figure-tipo particolarmente significative, fra le quali,
in ogni caso, quelle riferite ai soggetti che accedono al
pensionamento con i requisiti minimi di eta’ e di contribuzione,
rispettivamente, per il pensionamento di anzianita’ e di vecchiaia
previsti dall’ordinamento dell’Ente.

Art. 5.
Indicatori
1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 59, comma 20, della legge
27 dicembre 1997, n. 449, gli Enti gestiti con il sistema a
ripartizione redigono in ogni caso il prospetto della riserva legale,
sviluppata per ogni anno di proiezione, calcolata in riferimento a
cinque annualita’ delle pensioni correnti. La congruita’ del
patrimonio netto per la copertura della riserva legale e’ verificata
in relazione all’apposito indicatore dato dal rapporto tra riserva
legale e patrimonio netto. Per le gestioni che erogano prestazioni di
natura non pensionistica ovvero che erogano esclusivamente
prestazioni in capitale, il parametro e’ riferito alle prestazioni
obbligatorie correnti.
2. Al fine di verificare la congruita’ dell’aliquota contributiva
vigente, la differenza tra la spesa per prestazioni previdenziali e
le entrate per contribuzioni previdenziali va rapportata al monte
reddituale imponibile. Per le gestioni degli enti di cui al decreto
legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, il citato rapporto e’ calcolato
in valore attuale medio, per l’intero periodo.

Art. 6.
Rappresentazione dei risultati
1. Gli enti redigono, per ogni singola gestione amministrata, il
prospetto analitico recato dal modulo BTA allegato al presente
decreto, sviluppato anno per anno, per l’intero periodo di
simulazione.
2. Gli enti di cui al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,
redigono anche il prospetto sintetico recato dal modulo BTS allegato
al presente decreto, contenente le attivita’ e le passivita’
riportate all’anno di elaborazione. Il tasso tecnico utilizzato per
l’attualizzazione delle poste e’ adeguato al tasso di redditivita’
del patrimonio.
3. I prospetti di cui ai commi precedenti sono redatti assumendo
quale base contabile i risultati dell’ultimo bilancio consuntivo
disponibile.
4. Gli enti sono tenuti a verificare annualmente che le risultanze
del bilancio consuntivo siano in linea con quelle tecnico-finanziarie
fornendo chiarimenti sui motivi degli eventuali scostamenti
registrati.
5. Per gli Enti per i quali si applichi il calcolo delle
prestazioni con il sistema contributivo di cui all’art. 1 della legge
8 agosto 1995, n. 335, le proiezioni devono tenere conto
dell’aggiornamento periodico dei coefficienti di trasformazione,
uniformandosi ai criteri previsti nel sistema generale.
6. Il bilancio tecnico attuariale e’ trasmesso in originale, o per
copia conforme, corredato dalla delibera di recepimento dell’organo
competente, insieme a copia dello statuto e dei regolamenti vigenti
alla data di elaborazione.

Art. 7.
Riequilibrio della gestione
1. Qualora gli enti non garantiscano il riequilibrio gestionale
mediante l’adozione di idonee determinazioni da sottoporre, ai sensi
dell’art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509,
alla approvazione dei Ministeri vigilanti, gli stessi Dicasteri,
sentito il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale e l’ente
interessato, adottano le misure previste all’art. 2, comma 4, del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509.

Art. 8.
Disposizioni finali
1. Nella fase di prima attuazione della nuova disciplina, ai fini
di conseguire univoche basi di riferimento, entro sei mesi
dall’emanazione del presente decreto, gli enti redigono il proprio
bilancio tecnico attuariale riferito al 31 dicembre 2006.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 29 novembre 2007
Il Ministro del lavoro
e della previdenza sociale
Damiano
Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoa Schioppa
Registrato alla Corte dei conti il 25 gennaio 2008
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 86

Allegati

—-> Vedere allegati alle pagg. 38-39 in formato zip/pdf

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE – DECRETO 29 novembre 2007

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