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MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 10 ottobre 2005

MINISTERO DELLA SALUTE - ORDINANZA 10 ottobre 2005 - Modifiche ed integrazioni all'ordinanza del 26 agosto 2005 concernente misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile. (GU n. 240 del 14-10-2005)

MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 10 ottobre 2005

Modifiche ed integrazioni all’ordinanza del 26 agosto 2005
concernente misure di polizia veterinaria in materia di malattie
infettive e diffusive dei volatili da cortile.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992,
n. 559, concernente la produzione e commercializzazione di carni di
coniglio e di selvaggina d’allevamento;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 marzo 1993, n.
587, riguardante l’attuazione della direttiva 90/539/CEE relativa
alle norme di polizia veterinaria per gli scambi intracomunitari e le
importazioni in provenienza da Paesi terzi di pollame e uova da cova;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 ottobre 1996,
n. 607, concernente la produzione e commercializzazione di selvaggina
cacciata;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
24 luglio 2004 concernente le modalita’ per l’applicazione di un
sistema volontario di etichettatura delle carni di pollame;
Vista la propria ordinanza 26 agosto 2005 concernente misure di
polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei
volatili da cortile, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – serie generale – n. 204 del 2 settembre 2005;
Ritenuto necessario modificare e rafforzare le misure previste
dalla predetta ordinanza 26 agosto 2005;

Ordina:

Articolo Unico

1. L’art. 1 dell’ordinanza del Ministro della salute 26 agosto
2005, e’ modificato nel seguente modo:
a) al comma 1, le parole «Le aziende di volatili da cortile» sono
sostituite dalle seguenti «Le aziende commerciali di volatili»;
b) al comma 3, dopo le parole «decreto legislativo n. 336/1999.»
e’ aggiunto il seguente periodo «E’ escluso dalla registrazione nella
banca dati nazionale l’allevamento rurale inteso come il luogo
privato in cui vengono allevati un numero di capi non superiore a 250
volatili, destinati esclusivamente all’autoconsumo».
2. Dopo l’art. 1, dell’ordinanza del Ministro della salute
26 agosto 2005, e’ aggiunto il seguente:

«Art. 1-bis. – 1. Il presente articolo stabilisce le modalita’ che
i soggetti facenti parte della filiera avicola rurale sono tenuti ad
applicare per assicurare la rintracciabilita’ di ogni movimentazione
dei volatili delle specie di cui all’art. 2, punto 2, lettera a) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 587/1993, e successive
modifiche.

2. Per i fini di cui al comma 1, il titolare o il responsabile
dell’incubatoio, dell’allevamento di svezzamento nonche’ quello delle
strutture adibite o utilizzate per il commercio all’ingrosso di
volatili, deve:
a) registrare ogni partita di volatili introdotta o uscita dalle
proprie strutture, indicando, per ciascuna, la quantita’, le specie,
la data, la provenienza o la destinazione. La registrazione puo’
essere effettuata anche su registri gia’ in possesso per altri fini;
b) compilare, per ogni partita da movimentare in uscita, il
modello 4 di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
320/1954, come modificato, indicando la struttura di provenienza
degli animali.
3. I soggetti di cui al comma 2, sono tenuti ad assolvere agli
obblighi stabiliti nel medesimo comma 2, anche quando i volatili sono
destinati a un commerciante al dettaglio, compreso quello avente sede
fissa nonche’ quello ambulante o itinerante, nonche’ ad un successivo
commerciante all’ingrosso o al dettaglio.
4. In assenza di provvedimenti restrittivi dovuti a motivi di
polizia sanitaria, il modello 4 deve essere redatto in duplice copia,
datato e sottoscritto esclusivamente dal titolare o dal responsabile
dell’incubatoio, dell’allevamento di svezzamento o dal commerciante
all’ingrosso, senza alcuna vidimazione da parte del servizio
veterinario dell’azienda sanitaria locale. Una delle copie deve
essere conservata per almeno 12 mesi a decorrere dalla data di
rilascio a cura dello stesso soggetto che vi ha provveduto; l’altra
copia, che deve accompagnare la partita fino al luogo di destinazione
indicato sullo stesso modello 4, deve essere conservata, per almeno
12 mesi a decorrere dalla data di rilascio, dal titolare o dal
responsabile dell’azienda, struttura, impianto o luogo in cui sono
introdotti i volatili.
5. Il commerciante al dettaglio che detiene volatili presso
un’azienda o in qualsiasi altro luogo o impianto di cui e’
proprietario o responsabile, per un tempo superiore alle 72 ore, deve
dotarli di ogni struttura ed attrezzatura adeguate al soddisfacimento
delle esigenze fisiologiche e di benessere degli animali.
6. Gli obblighi di cui ai comma 1, 2, 3 e 4 devono essere assolti
anche nel caso di occasionale cessione di volatili nell’ambito di
attivita’ promozionali o espositive, comunque denominate.
7. Il commerciante all’ingrosso di volatili deve assicurare il
regolare avvicendamento degli animali al massimo entro trenta giorni
dal loro acquisto; i restanti requisiti, necessari all’individuazione
di tale soggetto, sono i medesimi indicati all’art. 2, comma 1,
lettera m) del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 193».
3. All’art. 2, dell’ordinanza del Ministro della salute 26 agosto
2005, il comma 1 e’ modificato nel modo seguente:
a) nel capoverso, le parole «L’introduzione di volatili da
cortile in aziende» sono sostituite dalle parole «L’introduzione di
volatili in aziende commerciali»;
b) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) i volatili devono essere mantenuti in quarantena per ventuno
giorni dal momento dell’accasamento, ad eccezione di quelli
introdotti negli allevamenti rurali nonche’ negli allevamenti
industriali in grado di garantire l’attuazione delle misure di
biosicurezza di cui all’allegato A alla presente ordinanza. Entro
dodici mesi dall’entrata in vigore del presente provvedimento, le
regioni e le province autonome attuano, sul territorio di competenza,
le norme previste all’allegato A».
4. L’art. 3 dell’ordinanza del Ministro della salute 26 agosto
2005, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 3. – 1. Le disposizioni del presente articolo e degli
articoli 4, 5, 6 e 7, si applicano alle carni di volatili da cortile
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997,
n. 495, alle carni di selvaggina da penna d’allevamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992, n. 559,
nonche’ a quelle di selvaggina da penna cacciata di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 17 ottobre 1996, n. 607, come
modificati, d’ora innanzi tutte denominate carni avicole, nonche’ ai
prodotti a base di carne e alle preparazioni contenenti carni
avicole.

2. Ai fini della profilassi delle malattie infettive e diffusive
delle specie avicole, anche a carattere zoonosico, gli operatori del
settore alimentare che trattano carni avicole nonche’ i prodotti a
base di carne e le preparazioni contenenti carni avicole, devono
riportare in etichetta le indicazioni di cui agli articoli 4, 5, 6 e
7.
3. L’obbligo di riportare in etichetta le indicazioni di cui agli
articoli 4, 5, 6 e 7, deve essere assolto dal produttore nazionale di
carni avicole o dei relativi prodotti a base di carne e preparazioni
o, quando provengono da Paesi comunitari e terzi, dal primo
destinatario nazionale delle stesse; tali soggetti vi devono
provvedere in qualsiasi momento precedente alla loro esposizione al
pubblico ai fini della vendita, o cessione ad altro titolo, e alla
loro distribuzione sia al dettaglio che agli esercizi che
somministrano tali alimenti.
4. Per i fini di cui al comma 3, il produttore nazionale di carni
avicole o dei relativi prodotti a base di carne e preparazioni e, nel
caso di merci introdotte in provenienza da Paesi comunitari e terzi,
il primo destinatario nazionale delle stesse che non hanno provveduto
direttamente all’obbligo di etichettatura, devono indicare, su
richiesta degli organi di vigilanza, il soggetto a cui hanno
demandato tale adempimento, al quale devono fornire per iscritto le
informazioni stabilite agli articoli 4, 5, 6 e 7.
5. Con riguardo all’obbligo di indicazione in etichetta della data
di introduzione nel territorio nazionale delle carni avicole e dei
relativi prodotti a base di carne e delle preparazioni, provenienti
da Paesi comunitari e terzi, essa e’ quella che risulta dalla
registrazione di ingresso delle merci nella struttura di prima
destinazione sul territorio nazionale, registrazione che deve essere
effettuata dal proprietario o dal responsabile di detta struttura
anche utilizzando registri gia’ in possesso per altri fini; detta
registrazione deve altresi’ permettere l’immediata correlazione tra
la data di introduzione della merce e il quantitativo o lotto cui e’
riferita.
6. I soggetti che aderiscono all’etichettatura volontaria
effettuata ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole
e forestali 29 luglio 2004, citato in premessa, possono assolvere
all’obbligo di etichettatura delle carni avicole, integrando solo
quelle informazioni dell’art. 4 della presente ordinanza che non vi
compaiono.».
5. L’art. 4 dell’ordinanza del Ministro della salute 26 agosto
2005, e’ modificato nel seguente modo:
a) al comma 1, lettera a) e al comma 2, lettera a), dopo le
parole «sigla IT» sono aggiunte le seguenti «oppure ITALIA»;
b) ai comma 3 e 4, le parole «di cui ai commi 1 e 2» sono
sostituite dalle parole «di cui ai comma 1 o 2»…

[Continua nel file zip allegato]

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