MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 6 maggio 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 6 maggio 2008

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 6 maggio 2008 - Sistema di marcatura dei contenitori primari e secondari di caviale e registrazione delle ditte che producono o riconfezionano caviale. (GU n. 122 del 26-5-2008 )

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

DECRETO 6 maggio 2008

Sistema di marcatura dei contenitori primari e secondari di caviale e
registrazione delle ditte che producono o riconfezionano caviale.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
E DEL MARE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
e
IL MINISTRO
DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
e
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Vista la Convenzione sul commercio internazionale di specie di
fauna e flora in pericolo di estinzione (CITES), firmata a Washington
il 3 marzo 1973 e ratificata dallo Stato italiano con legge
19 dicembre 1975, n. 874;
Vista la legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni
ed integrazioni, e, in particolare, l’art. 8 che prevede che il
Ministero dell’ambiente curi gli adempimenti della citata Convenzione
e ne stabilisca le procedure;
Visti il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio del 9 dicembre
1996, e successive attuazioni e modificazioni e il regolamento (CE)
n. 865/2006 della Commissione del 4 maggio 2006, relativi alla
protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il
controllo del loro commercio;
Visto in particolare il capo XVI, articoli 64, 65, 66 e 68 del
citato regolamento (CE) n. 865/2006 della Commissione, riguardante
tra l’altro la marcatura dei contenitori primari e secondari di
caviale;
Visto l’art. 35, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, come modificato dal decreto legislativo 6 dicembre 2002, n.
287, che attribuisce al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio, tra gli altri, i compiti e le funzioni riguardanti
l’attuazione della Convenzione di Washington e dei relativi
regolamenti comunitari;
Visto il proprio decreto di concerto con il Ministro delle
politiche agricole e forestali, in data 8 gennaio 2002, concernente
l’istituzione del registro di detenzione delle specie animali e
vegetali;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 531, relativo
all’attuazione della direttiva n. 91/493/CEE che stabilisce le norme
sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei
prodotti della pesca ed, in particolare, i codici assegnati agli
stabilimenti di produzione di alimenti derivati da impianti di
acquacoltura;
Considerata la necessita’ di provvedere a regolamentare la
marcatura dei contenitori primari e secondari di caviale prevista dal
citato regolamento (CE) n. 865/2006 della Commissione, anche in base
alle risoluzioni della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione
di Washington, ed in particolare alla risoluzione della medesima
Conferenza 12.7 e successive modificazioni, riguardante la
conservazione ed il commercio di storioni e che include
l’applicazione di un sistema di etichettatura universale per
l’identificazione del caviale, adottata alla dodicesima riunione
della Conferenza delle Parti della CITES, tenutasi a Santiago (Cile)
dal 3 al 12 novembre 2002, e alle notifiche agli Stati Parte emesse
dal Segretariato di cui all’art. XII della Convenzione stessa;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 giugno 2006, con
l’unita delega di funzioni, registrato alla Corte dei conti il
13 giugno 2006 – Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio
dei Ministri, registro n. 7, foglio n. 397, concernente
l’attribuzione all’On.le prof. Vincenzo Visco del titolo di Vice
Ministri presso il Ministero dell’economia e delle finanze;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto sono adottate le seguenti
definizioni:
a) caviale: uova lavorate di specie appartenenti all’ordine
Acipenseriformes (storioni e pesci spatola), di cui all’allegato 1
del presente decreto;
b) numero identificativo del lotto: un numero corrispondente alle
informazioni del sistema di tracciabilita’ del caviale, usato dalle
strutture di produzione e di riconfezionamento;
c) etichetta non riutilizzabile: etichetta o contrassegno che non
possono essere rimossi senza venire danneggiati e che non possono
essere trasferiti ad altro contenitore, con le caratteristiche di cui
all’art. 3, comma 2;
d) caviale pressato: caviale composto da uova di una o piu’
specie appartenenti all’ordine Acipenseriformes, rimanente dopo la
lavorazione e la preparazione di un caviale di piu’ alta qualita’;
e) contenitore primario: barattoli, lattine o altri contenitori
in diretto contatto con il caviale;
f) struttura di produzione: struttura presente nel Paese di
produzione del caviale di specie appartenenti all’ordine
Acipenseriformes, responsabile della prima lavorazione del caviale e
del suo confezionamento in un contenitore primario;
g) struttura di trattamento e riconfezionamento: struttura che
riceve il caviale per riconfezionarlo, anche a seguito di eventuale
trattamento, in nuovi contenitori primari;
h) contenitore secondario: contenitore nel quale sono posti i
contenitori primari;
i) codice della fonte: codice corrispondente all’origine degli
esemplari dai cui proviene il caviale (ad es. W per selvatico e C/D
per nato e allevato in cattivita), cosi’ come definito dall’allegato
IX del regolamento (CE) n. 865/2006 della Commissione del 4 maggio
2006 e successive modificazioni.

Art. 2.
Sistema di autorizzazione
delle strutture di produzione del caviale
1. Le strutture presenti sul territorio italiano che producono
caviale ai fini del commercio di cui all’art. 2 del regolamento n.
338/97, da esemplari di specie appartenenti all’ordine
Acipenseriformes di cui all’allegato 1 del presente decreto, nati ed
allevati in cattivita’ o provenienti dallo stato selvatico, acquisiti
o importati in conformita’ della normativa vigente in materia, devono
essere in possesso di un’autorizzazione rilasciata dalla Direzione
per la protezione della natura del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, alla quale e’ altresi’ da
indirizzare la domanda di cui al successivo comma 2.
2. La domanda per ottenere tale autorizzazione deve contenere, come
indicato nell’allegato 2 del presente decreto, i seguenti dati:
a) le generalita’ del richiedente, ragione sociale, legale
rappresentante, sede legale, sede/i stabilimento/i, recapiti
telefonici, fax, e-mail;
b) l’indicazione della produzione media annua di storioni per
ciascuna specie;
c) il numero di femmine divise per classi di eta’ e peso presenti
nella struttura, al momento dell’invio della domanda;
d) il numero di femmine divise per classi di eta’ e peso presenti
nella struttura destinate alla produzione di caviale, al momento
dell’invio della domanda;
e) l’indicazione dell’eta’ e del peso minimi degli esemplari di
ciascuna specie da cui e’ possibile produrre caviale;
f) la stima della produzione annua di caviale ricavato da
ciascuna specie riferito alla stagione riproduttiva;
g) il numero di identificazione di ciascun esemplare presente
nella struttura e destinato alla produzione di caviale all’anno
corrente, assegnato ai sensi dell’art. 3 comma 2, del presente
decreto;
h) una dichiarazione con la quale la struttura richiedente si
impegna a provvedere direttamente all’etichettatura dei contenitori
primari e secondari nei modi per essa indicati dal presente decreto
commercializzando solo caviale prodotto nei loro impianti;
i) il prototipo delle etichette che intende utilizzare e gli
eventuali campioni dei coperchi dei contenitori primari.
3. A ciascuna struttura autorizzata e’ assegnato un codice
identificativo coincidente con il numero di controllo veterinario
alla stessa assegnato ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 531.
4. Le strutture che, alla data di pubblicazione del presente
decreto, risultino gia’ produttrici di caviale devono presentare alla
direzione per la protezione della natura del Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare la domanda di autorizzazione
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, utilizzando il modulo di cui all’allegato.
5. Le nuove strutture, per poter legittimamente commerciare il
caviale eventualmente prodotto, sono tenute ad acquisire
preventivamente l’autorizzazione di cui al comma 4.
6. Entro novanta giorni dalla ricezione della domanda di cui al
comma 2, la Direzione per la protezione della natura del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, qualora siano
soddisfatti i requisiti di cui al medesimo comma 2 e, previo
sopralluogo della Direzione stessa congiuntamente alla Commissione
scientifica CITES e al Servizio CITES del Corpo forestale dello
Stato, provvede al rilascio della prescritta autorizzazione.

Art. 3.
Etichettatura nella struttura
di lavorazione e produzione
1. I contenitori primari sono etichettati singolarmente per mezzo
di etichette non riutilizzabili, che sigillano il contenitore
primario tra il coperchio ed il contenitore stesso.
2. L’etichetta di cui al comma precedente deve obbligatoriamente
recare i seguenti dati:
a) un codice standard identificativo della specie come indicato
nell’allegato 1 al presente decreto;
b) il codice della fonte;
c) un codice unico identificativo della spedizione comprendente
il codice ISO identificativo dell’Italia quale Paese di origine,
l’anno di produzione e raccolta e un numero unico che indichi la
struttura di produzione coincidente con il numero di controllo
veterinario assegnato alla ditta produttrice (XYZ) in base all’art. 7
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 531 e il numero del
lotto identificativo del caviale corrispondente al singolo esemplare
marcato (yyyyyy), secondo il seguente esempio:
TRA/C/IT/2003/XYZ/yyyyyy;
d) qualora il caviale sia prodotto da esemplari prelevati in
natura o riprodotti in cattivita’ in uno Stato estero, il codice
standard identificativo deve altresi’ recare il codice ISO a due
lettere del Paese d’origine dell’esemplare, nonche’ il numero della
licenza di importazione italiana o comunitaria emessa sulla base di
un permesso CITES di esportazione o di un certificato di
riesportazione nel caso di importazione da un Paese terzo, secondo il
seguente esempio:
TRA/W/US/IT/2003/00001/XYZ/yyyyyy.
3. La quantita’ esatta di caviale da esportare deve essere indicata
in ogni contenitore secondario congiuntamente alla descrizione del
contenuto dell’imballaggio.

Art. 4.
Procedure di autorizzazione
delle strutture di riconfezionamento del caviale
1. Le strutture che riconfezionano caviale di esemplari di specie
di Acipenseriformi di cui all’allegato 1 del presente decreto,
importato e/o acquisito in conformita’ alla Convenzione sul commercio
internazionale di specie di fauna e flora selvatiche in pericolo di
estinzione (CITES) ed ai regolamenti CE n. 338/97 del Consiglio del
9 dicembre 1996, e successive attuazioni, ed al regolamento (CE) n.
865/2006 della Commissione del 4 maggio 2006 e successive modifiche
ed integrazioni, devono essere in possesso di un’ulteriore
autorizzazione, diversa da quella prevista dall’art. 2, rilasciata
dalla Direzione per la protezione della natura del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, alla quale e’
altresi’ da indirizzare la domanda di cui al successivo comma 2.
2. La domanda per ottenere tale autorizzazione deve contenere,
come indicato nell’allegato 3 del presente decreto, i seguenti dati:
j) le generalita’ del richiedente, ragione sociale, legale
rappresentante, sede legale, sede/i stabilimento/i, recapiti
telefonici, fax, e-mail;
k) il possesso dei requisiti in materia di sanita’ degli
alimenti;
l) la quantita’ di caviale e la provenienza dello stesso con i
documenti giustificativi, presenti in magazzino alla data di
presentazione della domanda.
3. A tali strutture autorizzate verra’ assegnato un codice unico
identificativo della struttura progressivo a partire dal numero 0001.
4. Le strutture che gia’ riconfezionano caviale devono presentare
la domanda di autorizzazione entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, utilizzando il modulo di cui
all’allegato 2.
5. Le nuove strutture devono attendere l’autorizzazione prima di
poter commercializzare il caviale eventualmente riconfezionato.
6. Entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda di cui al
comma 2 del presente articolo, la Direzione per la protezione della
natura del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, verificato che siano stati soddisfatti i requisiti di cui
allo stesso comma 2, e previo sopralluogo della Direzione stessa
congiuntamente al servizio CITES del Corpo forestale dello Stato,
provvede al rilascio della prescritta autorizzazione.

Art. 5.
Etichettatura nelle strutture
di riconfezionamento del caviale
1. Le strutture che riconfezionano caviale sono tenute a fare uso
di etichette non riutilizzabili, idonee a sigillare ogni contenitore
primario nel quale il caviale viene riconfezionato.
2. L’etichetta di cui al comma precedente, deve includere i
seguenti dati: un codice standard identificativo della specie come
indicato nell’allegato 1 al presente decreto, il codice della fonte,
il codice ISO a due lettere del paese d’origine, l’anno di
riconfezionamento il codice ufficiale di registrazione della
struttura di riconfezionamento emesso ai sensi dell’art. 4 del
presente decreto (IT0001IMyyyyyy), che incorpori il codice ISO del
Paese di trattamento e riconfezionamento se differente dal Paese di
origine ed il numero della licenza di importazione italiana o
comunitaria emessa sulla base di un permesso CITES di esportazione o
di un certificato di riesportazione, e l’eventuale numero del lotto
corrispondente secondo il seguente esempio:
HUS/W/IR/2003/IT0001IMxxxxxxyyyy.
3. La quantita’ esatta di caviale da riesportare deve essere
indicata in ogni contenitore secondario congiuntamente alla
descrizione del contenuto dell’imballaggio.

Art. 6.
Informazioni da riportare sulla licenza di esportazione
o sul certificato di riesportazione
1. Le informazioni contenute nell’etichetta di cui all’art. 3 ed
all’art. 5, dovranno obbligatoriamente essere riportate in una lista
allegata alla licenza di esportazione, rilasciata dal Ministero del
commercio internazionale od al certificato di riesportazione,
rilasciato dal Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato,
formandone parte integrante, secondo le procedure di cui all’art. 5
del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996 e
successive modifiche ed integrazioni.

Art. 7.
Monitoraggio e rapporti da inviare al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
1. Le strutture autorizzate ai sensi dell’art. 2 del presente
decreto, ferme restando le disposizioni di cui al decreto 8 gennaio
2002 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di
concerto con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e
forestali, concernente l’istituzione del registro di detenzione delle
specie animali e vegetali, dovranno dichiarare al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Direzione
per la protezione della natura, entro e non oltre il 1° novembre di
ogni anno, la produzione stimata di caviale per l’anno successivo,
congiuntamente al numero di femmine di specie di storione di cui
all’allegato 1 del presente decreto, che verranno utilizzate per la
produzione di caviale e la stima delle eventuali acquisizioni di
altri esemplari provenienti da acquacoltura destinati alla produzione
di caviale.
2. Le strutture autorizzate ai sensi dell’art. 4 del presente
decreto, ferme restando le disposizioni di cui al decreto 8 gennaio
2002 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di
concerto con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e
forestali, concernente l’istituzione del registro di detenzione delle
specie animali e vegetali, dovranno inviare una dichiarazione al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare –
Direzione per la protezione della natura, entro e non oltre il
1° novembre di ogni anno relativa alla quantita’ di caviale
riconfenzionato unitamente alle copie del registro, rilasciato
dall’ufficio certificazione CITES territorialmente competente del
Corpo forestale dello Stato, ai sensi del decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 8 gennaio 2002
e dovranno inviare altresi’ un consuntivo delle produzioni effettive
entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo.
3. Il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato, in
conformita’ a quanto disposto dall’art. 8-bis della legge 7 febbraio
1992, n. 150, ha facolta’ di utilizzare analisi genetiche al fine di
stabilire la specie di storione da cui proviene il caviale al fine
dei controlli all’importazione e alla produzione. Il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Direzione
per la protezione della natura, nei limiti delle proprie risorse di
bilancio, puo’ stabilire apposite convenzioni con strutture di
ricerca per i fini di cui al presente comma.

Art. 8.
Vendita
1. Dopo centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto e’ vietato importare, esportare o riesportare, sotto
qualsiasi regime doganale, vendere, acquistare a fini commerciali,
esporre per la vendita, detenere a scopo commerciale, offrire in
vendita, trasportare per la vendita contenitori primari e secondari
privi di una etichettatura conforme a quanto stabilito dal presente
decreto.

Art. 9.
Sanzioni
1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque violi
le disposizioni di cui presente decreto e’ punito ai sensi dell’art.
2 della legge 7 febbraio 1992, n. 150.

Art. 10.
Informazioni da inviare alla Commissione europea
dal Segretariato CITES
1. Entro il 30 novembre di ogni anno, il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare – Direzione per la protezione
della natura invia alla Commissione europea ed al segretariato CITES
le informazioni di cui all’art. 2, comma 3 ed all’art. 4, comma 2 del
presente decreto, unitamente alle informazioni su tutte le strutture
autorizzate. In sede di prima applicazione le suddette informazioni
verranno inviate non appena le strutture saranno autorizzate.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 6 maggio 2008
Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio
e del mare
Pecoraro Scanio
Il Vice Ministro dell’economia
e delle finanze
Visco
Il Ministro
del commercio internazionale
Bonino
Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
De Castro

Allegato 1

—-> Vedere allegato a pag. 56

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 6 maggio 2008

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