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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 29 settembre 2005: Indirizzi e criteri per la classificazione delle reti regionali di trasporto e per l'allacciamento diretto di clienti finali alle stesse reti. (GU n. 246 del 21-10-2005)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 29 settembre 2005

Indirizzi e criteri per la classificazione delle reti regionali di
trasporto e per l’allacciamento diretto di clienti finali alle stesse
reti.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto l’art. 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo
23 maggio 2000, n. 164 (di seguito: il decreto legislativo n.
164/2000), che definisce la distribuzione come «il trasporto di gas
naturale attraverso reti di gasdotti locali per la consegna ai
clienti»;
Visto l’art. 2, comma 1, lettera ii), del decreto legislativo n.
164/2000, che definisce il trasporto come «il trasporto di gas
naturale attraverso la rete dei gasdotti esclusi i gasdotti di
coltivazione e le reti di distribuzione»;
Visto l’art. 2, comma 2, del decreto legislativo n. 164/2000, che
definisce:
«cliente finale»: il consumatore che acquista gas per uso
proprio;
«cliente grossista»: la persona fisica o giuridica che acquista e
vende gas naturale e che non svolge attivita’ di trasporto o
distribuzione all’interno o all’esterno del sistema in cui e’
stabilita od opera;
«clienti»: i clienti grossisti o finali di gas naturale e le
imprese di gas naturale che acquistano gas naturale;
«utente del sistema»: la persona fisica o giuridica che
rifornisce o e’ rifornita dal sistema;
Visto l’art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 164/2000, che
definisce l’attivita’ di trasporto come «attivita’ di interesse
pubblico»;
Visto l’art. 8, comma 2, del decreto legislativo n. 164/2000, che
prevede che «le imprese che svolgono attivita’ di trasporto e
dispacciamento sono tenute ad allacciare alla propria rete gli utenti
che ne facciano richiesta ove il sistema di cui esse dispongono abbia
idonea capacita’ e purche’ le opere necessarie all’allacciamento
dell’utente siano tecnicamente ed economicamente realizzabili in base
a criteri stabiliti con delibera dell’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas»;
Visto l’art. 8, comma 3, del decreto legislativo n. 164/2000, che
prevede che «in caso di rifiuto l’utente ne informa l’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas che, sentita l’impresa che ha espresso
il rifiuto, e qualora verifichi una violazione del codice di rete,
puo’ imporre alla stessa impresa di procedere all’allacciamento»;
Visto l’art. 14, comma 1, del decreto legislativo n. 164/2000, che
specifica che il servizio di distribuzione e’ affidato esclusivamente
mediante gara per periodi non superiori a dodici anni, da parte degli
enti locali, i quali svolgono attivita’ di indirizzo, vigilanza,
programmazione e controllo;
Visto l’art. 16, comma 2, del decreto legislativo n. 164/2000, che
prevede che «le imprese di distribuzione di gas naturale hanno
l’obbligo di allacciare i clienti, che ne facciano richiesta, che
abbiano sede nell’ambito dell’area territoriale alla quale si
riferisce l’affidamento sulla base del quale esse operano, purche’
esista la capacita’ del sistema di cui dispongono e le opere
necessarie all’allacciamento del cliente siano tecnicamente ed
economicamente realizzabili in base a criteri stabiliti con delibera
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas»;
Visto l’art. 21, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 164/2000,
che prevede la separazione societaria dell’attivita’ di trasporto e
dispacciamento «da tutte le altre attivita’ del settore gas, ad
eccezione dell’attivita’ di stoccaggio» e che «l’attivita’ di
distribuzione di gas naturale e’ oggetto di separazione societaria da
tutte le altre attivita’ del settore del gas»;
Visto l’art. 24, comma 2, del decreto legislativo n. 164/2000, che
prevede che «le imprese di gas naturale possono rifiutare l’accesso
al sistema del gas alle altre imprese o ai clienti idonei che ne
facciano richiesta, solo nel caso in cui esse non dispongano della
capacita’ necessaria, o nel caso in cui l’accesso al sistema
impedirebbe loro di svolgere gli obblighi di servizio pubblico cui
sono soggette, ovvero nel caso in cui dall’accesso derivino gravi
difficolta’ economiche e finanziarie ad imprese del gas naturale
operanti nel sistema, in relazione a contratti di tipo “take or pay”
sottoscritti prima dell’entrata in vigore della direttiva 98/30/CE»;
Visto l’art. 25, comma 1, del decreto legislativo n. 164/2000 che
prevede che «Nel caso in cui il rifiuto all’accesso derivi da
mancanza di capacita’ o di connessione, o dall’impedimento ad
assolvere ad obblighi di servizio pubblico, l’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas verifica che le opere necessarie per ovviare a
tale mancanza o impedimento, non risultino tecnicamente ed
economicamente fattibili in base ai criteri di cui agli articoli 8,
comma 2 e 16, comma 2. L’accesso non puo’ essere rifiutato ove il
cliente sostenga il costo delle opere necessarie per ovviare alla
mancanza di capacita’ o di connessione»;
Visto l’art. 28, comma 4, del decreto legislativo n. 164/2000, che
prevede che l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas vigila
affinche’ l’attivita’ di trasporto sia svolta in modo da non
ostacolare la parita’ di accesso al sistema, nonche’
sull’applicazione del codice di rete di cui all’art. 24, comma 5,
dello stesso decreto;
Vista la direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva 98/30/CE (di
seguito: la direttiva 2003/55/CE);
Visto l’art. 2 della direttiva 2003/55/CE, che definisce:
«clienti»: clienti grossisti e finali di gas naturale e imprese
di gas naturale che acquistano gas naturale;
«clienti finali»: clienti che acquistano gas naturale per uso
proprio;
«clienti grossisti»: qualsiasi persona fisica o giuridica diversa
dai gestori del sistema di trasporto e dai gestori del sistema di
distribuzione, che acquista gas naturale a scopo di rivendita
all’interno o all’esterno della rete in cui e’ stabilita;
«utenti del sistema»: le persone fisiche o giuridiche che
riforniscono o sono rifornite dal sistema;
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239 (di seguito: la legge n.
239/2004);
Vista la deliberazione 30 maggio 2001, n. 120/01, dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorita), che
all’art. 1 definisce come utente «l’utilizzatore del sistema del gas
che acquista capacita’ di trasporto o rigassificazione, per uso
proprio o per cessione a terzi» e che all’art. 4, comma 5, stabilisce
che: «Gli utenti che hanno contribuito finanziariamente allo sviluppo
di reti hanno diritto a riduzioni dei corrispettivi unitari di
capacita’ di cui al successivo art. 7, complessivamente pari almeno
al 7,94 per cento annuo del valore degli importi corrisposti,
rivalutato in base all’indice dei prezzi dei beni di investimento
pubblicato dall’ISTAT e ridotto in ragione del 2,5 per cento del
valore iniziale annuo, a partire dall’anno di erogazione del
contributo»;
Vista la deliberazione dell’Autorita’ 12 febbraio 2003, n. 152/03
(di seguito: la deliberazione dell’Autorita’ n. 152/03);
Visto il codice di rete della societa’ SnamReteGas S.p.a., che
all’art. 4, comma 5, definisce come utente «La societa’ che soddisfa
i requisiti di accesso alla rete di metanodotti, con la quale il
trasportatore sottoscrive l’atto di conferimento: corrisponde alla
dizione anglosassone shipper»;
Vista la lettera dell’Autorita’ del 15 settembre 2004, con cui
l’Autorita’ segnala al Ministero delle attivita’ produttive che erano
pervenute istanze da parte di alcuni soggetti volte all’approvazione
del proprio codice di rete di trasporto e delle relative proposte
tariffarie, richiamando l’attenzione sul fatto che l’assenza, nella
normativa vigente, di criteri atti alla definizione della rete di
trasporto regionale, e’ causa di indeterminatezza e di possibilita’
di confusione tra le reti di trasporto regionale e quelle di
distribuzione, e sollecitando un chiarimento in merito;
Vista la lettera dell’Autorita’ in data 24 novembre 2004, con cui
l’Autorita’ chiede al Ministero delle attivita’ produttive
chiarimenti in merito a una segnalazione, pervenuta dalla societa’
SnamReteGas S.p.a., su alcune difficolta’ registrate dalla stessa
nell’ottenimento dei permessi da parte degli enti locali per la
realizzazione delle opere di allacciamento agli utenti;
Vista la nota del Ministero delle attivita’ produttive 27 gennaio
2005 con cui il Ministero, ritenendo opportuno intervenire in sede
legislativa emanando disposizioni in materia di individuazione delle
reti di trasporto regionale, invita l’Autorita’ a sospendere ogni
iniziativa in corso o futura che tenda a precostituire situazioni di
fatto, ed ha comunicato l’intenzione di emanare disposizioni
transitorie nell’ambito dei poteri di indirizzo di cui agli
articoli 28 e 36 del decreto legislativo n. 164/2000, e all’art. 1,
comma 49, della legge n. 239/2004, in attesa dell’emanazione di
ulteriori norme in attuazione della direttiva 2003/55/CE;
Considerato che ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo n.
164/2000, il Ministero delle attivita’ produttive, su conforme parere
dell’Autorita’ e della Conferenza unificata, ha individuato la rete
nazionale dei gasdotti, con decreti ministeriali 22 dicembre 2000 e
30 giugno 2004;
Considerato che la normativa esistente non prevede una specifica
autorizzazione per svolgere l’attivita’ di trasporto di gas naturale
ne’ prevede criteri di classificazione dei metanodotti di
distribuzione e di transito regionale;
Considerato che i gasdotti non compresi ne’ nella rete nazionale di
trasporto, ne’ nelle reti di distribuzione possono costituire, a
certe condizioni, le reti regionali di gasdotti di trasporto, che
risultano connesse da un lato alla rete nazionale di trasporto presso
i punti di uscita dalla stessa, e dall’altro lato, alle reti di
distribuzione mediante impianti di riduzione della pressione e di
misura del gas, nonche’ ad alcuni clienti finali allacciati alla rete
di trasporto;
Considerato che la classificazione funzionale di un tratto di rete
di distribuzione come appartenente al sistema di trasporto
determinerebbe la decadenza, per quel tratto di rete e per il
soggetto che lo gestisce, degli obblighi previsti per l’attivita’ di
distribuzione dal decreto legislativo n. 164/2000, e in particolare
di quelli di cui all’art. 14, in relazione al regime concessorio di
servizio pubblico, con limiti temporali e modalita’ di affidamento
stabiliti;
Considerato che il significato del termine «utente» e’ distinto da
quello di «cliente», cosi’ come quello di «accesso» e’ distinto da
quello di «allacciamento»;
Considerato che l’art. 8, comma 2 e 3, l’art. 16, comma 2, l’art.
24, comma 2 e l’art. 25, comma 1, del decreto legislativo n.
164/2000, che recepiscono quanto stabilito agli articoli 15 e 17
della direttiva 98/30/CE, hanno introdotto una innovazione rispetto
alla normativa precedente, in quanto attribuiscono il diritto al
cliente finale di ottenere direttamente l’accesso alla rete, anche di
trasporto, tramite l’allacciamento, qualora il cliente finale
sopporti gli oneri corrispondenti; e che pertanto la precedente
prerogativa di esclusivita’ delle concessioni di distribuzione di gas
naturale, stabilita in un previgente regime giuridico nel quale essa
era comprensiva anche della fornitura di gas naturale, deve essere
riconsiderata alla luce di tale innovazione;
Ritenuto necessario stabilire criteri che consentano di individuare
univocamente le reti regionali di trasporto, distinguendole dalle
reti di distribuzione e di definire le modalita’ di allacciamento dei
clienti finali alle reti di trasporto regionali;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente decreto, ai sensi dell’art. 28, commi 2 e 4, e
dell’art. 36, del decreto legislativo n. 164/2000 e dell’art. 1,
comma 49, della legge n. 239/2004 stabilisce in via transitoria, al
fine di assicurare l’efficienza e l’economicita’ nella gestione del
sistema del gas, gli indirizzi e i criteri per la classificazione
delle reti regionali di trasporto e per l’allacciamento diretto di
clienti finali alle stesse reti.

Art. 2.
Criteri di classificazione delle reti di trasporto regionale
1. I gasdotti facenti parte delle reti di distribuzione esistenti,
soggette ad un regime giuridico di concessione o affidamento,
comprovato dall’esistenza di un rapporto contrattuale tra l’ente
gestore della rete di gasdotti e l’ente concedente, non possono
essere riclassificati come reti o gasdotti di trasporto regionale.
L’appartenenza dei gasdotti alla rete di distribuzione risulta anche
dai relativi stati di consistenza. La stessa disposizione si applica
anche ai potenziamenti dei gasdotti in questione.
2. I gasdotti facenti parte delle reti di trasporto regionale
esistenti che, alla data del presente decreto, hanno concorso alla
formazione del valore dell’attivo immobilizzato ai fini della
definizione delle tariffe di trasporto e dispacciamento del gas
naturale, ed i relativi potenziamenti effettuati dal medesimo
proprietario della rete, continuano ad essere considerati
appartenenti alle reti di trasporto regionale esistenti, purche’ non
espressamente realizzati nell’ambito di concessione o affidamento del
servizio di distribuzione da parte degli enti locali.
3. Le reti o i gasdotti di nuova realizzazione o quelli esistenti,
che non rientrano tra quelli di cui al comma 1, possono essere
classificati come gasdotti o reti di trasporto regionale, qualora
soddisfino i seguenti requisiti:
a) i gasdotti sono di proprieta’ dell’impresa che intende
effettuare l’attivita’ di trasporto di gas naturale nei gasdotti
stessi;
b) i gasdotti sono alimentati da altre reti di trasporto
nazionale o regionale, alimentano separatamente almeno due reti di
distribuzione, e non presentano o non e’ per essi previsto
l’allacciamento diretto di clienti finali, salvo i casi di cui
all’art. 3, commi 2 e 3;
c) la pressione di esercizio deve essere non inferiore a 5 bar;
d) la rete dispone di impianti di misura almeno in uscita e dei
necessari impianti di regolazione dei flussi e delle pressioni;
e) la rete dispone di strumentazione per il monitoraggio della
qualita’ del gas in transito e la definizione del potere calorifico
superiore agli ingressi e alle uscite;
f) l’estensione della rete e’ regionale o quantomeno la rete
attraversa una pluralita’ di territori comunali.
4. L’impresa di trasporto di gas naturale per gestire le reti e i
gasdotti di cui al comma 3, di cui detiene la proprieta’, deve
disporre di:
a) un sistema di dispacciamento, sistemi atti alla funzione di
bilanciamento e documentazione dei flussi, sistemi e strutture atti
al corretto interfacciamento con le reti collegate, con gli utenti
del servizio, di sistemi e strutture atte alle comunicazioni di
servizio;
b) una infrastruttura tecnica per l’esercizio e l’emergenza
adeguata alle dimensioni del trasporto stesso;
c) una struttura organizzativa propria dell’attivita’ di
trasporto;
d) autorizzazioni e concessioni pubbliche e private necessari
all’esercizio dell’infrastruttura;
e) conoscenze tecniche e operative atte a pianificare e gestire
l’operativita’ dell’infrastruttura in modo corretto e in condizioni
di sicurezza;
f) risorse umane in possesso di qualifiche necessarie ad operare
sull’infrastruttura in situazioni ordinarie e di emergenza;
g) risorse finanziarie adeguate allo svolgimento delle attivita’
di trasporto, nonche’ a contribuire allo sviluppo e alla sicurezza
del sistema di trasporto.
5. L’impresa di trasporto di gas naturale che gestisce reti di
trasporto regionale, ai sensi dell’art. 21, comma 1, del decreto
legislativo n. 164/2000, non puo’ effettuare attivita’ di
distribuzione e pertanto deve essere separata, quanto meno
societariamente, dai soggetti che effettuano attivita’ di
distribuzione di gas naturale. Inoltre, ai sensi dell’art. 9 della
direttiva 2003/55/CE, il gestore del sistema di trasporto, dal
1° luglio 2004, deve essere indipendente dalle altre attivita’ non
connesse al trasporto, oltre che come forma giuridica, anche sotto il
profilo dell’organizzazione e del potere decisionale.
6. Le imprese di trasporto che gestiscono reti di trasporto
regionale garantiscono i livelli e gli standard qualitativi e di
sicurezza del trasporto a tutela dei clienti direttamente allacciati
alle reti di trasporto e i livelli essenziali di qualita’ e sicurezza
relativi alla fornitura agli stessi clienti, quali l’odorizzazione
del gas e l’assicurazione di cui alla deliberazione dell’Autorita’ n.
152/03, nel caso detti gasdotti servano direttamente clienti civili.
7. Le imprese di trasporto che gestiscono reti di trasporto
regionali, entro tre mesi dalla data di pubblicazione del presente
decreto, comunicano al Ministero delle attivita’ produttive –
Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie, su supporto
informatico, l’elenco dei gasdotti facenti parte delle rispettive
reti di trasporto regionale, utilizzando il modulo riportato in
allegato, che e’ parte integrante e sostanziale del presente decreto,
nonche’ la documentazione comprovante quanto stabilito ai commi 3 e
4.
8. Le imprese di cui al comma 7, sono tenute a comunicare al
Ministero delle attivita’ produttive, entro il 31 gennaio di ogni
anno, eventuali variazioni intervenute o previste.

Art. 3.
Criteri per l’allacciamento diretto di clienti finali a reti di
trasporto regionali
1. Ai sensi degli articoli 8, commi 2 e 3, 16, comma 2, 24, comma
2, e 25, comma 1, del decreto legislativo n. 164/2000, che hanno
modificato la precedente prerogativa di esclusivita’ delle
concessioni di distribuzione di gas naturale, sono riportati nei
seguenti commi alcuni criteri per l’allacciamento diretto di clienti
finali a reti di trasporto regionali.
2. I clienti finali diversi da quelli civili hanno diritto di
richiedere l’allacciamento diretto a una rete di trasporto regionale
nei seguenti casi:
a) nuovi clienti aventi particolari necessita’ tecniche di
fornitura, segnatamente per quanto concerne la pressione e/o la
portata di gas naturale, non soddisfacibili da parte dell’impresa di
distribuzione;
b) clienti gia’ serviti dalla rete di distribuzione, le cui nuove
necessita’ di fornitura per intervenute nuove esigenze, con
particolare riferimento alla pressione e/o alla portata di gas, non
possono essere piu’ soddisfatte dall’impresa di distribuzione;
c) nuovi clienti ai quali l’impresa di distribuzione ha rifiutato
l’accesso in quanto le opere di allacciamento non risultano
tecnicamente ed economicamente realizzabili in base ai criteri
stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas.
3. I nuovi clienti finali non ancora allacciati, diversi da quelli
sopra elencati, che pur potendo tecnicamente richiedere
l’allacciamento al distributore operante nella zona, intendono
richiedere l’allacciamento diretto a una rete di trasporto regionale,
devono sostenere i maggiori costi relativi alle opere necessarie
all’allacciamento, non risultando ammissibile che l’impresa di
trasporto realizzi interamente a proprio carico le opere di
allacciamento a loro favore, addossandone l’onere sui corrispettivi
generali delle tariffe di trasporto e quindi a carico della
collettivita’ dei clienti.
4. Ad eccezione di quanto stabilito al comma 2, lettera b), non
puo’ essere richiesto l’allacciamento alla rete di trasporto
regionale da clienti finali gia’ allacciati a reti di distribuzione e
che quindi hanno gia’ accesso al sistema, sia in quanto per essi non
si configura il diritto di ottenere un nuovo allacciamento alla rete
di trasporto, sia perche’ tale allacciamento potrebbe causare
discriminazioni e penalizzazioni nei confronti degli altri clienti
allacciati alla rete di distribuzione.

Art. 4.
Disposizioni finali
1. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas adotta i necessari
provvedimenti in applicazione di quanto stabilito agli
articoli precedenti, ivi comprese le sanzioni da applicare in caso di
inadempienza da parte delle imprese, con l’obiettivo di una equa
ripartizione degli obblighi e degli impegni economici tra tutti i
soggetti interessati, nonche’ ai fini della tutela dei livelli di
qualita’ e di sicurezza nei confronti dei clienti finali civili
allacciati alle reti di trasporto regionale.
2. Il presente decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e
della geotermia e nel sito internet del Ministero delle attivita’
produttive, entra in vigore dalla data della pubblicazione.
Roma, 29 settembre 2005
Il Ministro: Scajola

—-> Vedere Allegato a pag. 25 della G.U. in formato zip/pdf

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