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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI - COMUNICATO: Consultazione pubblica concernente il riassetto in materia di telecomunicazioni (GU n. 277 del 26-11-2002)

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

COMUNICATO

Consultazione pubblica concernente il riassetto in materia di
telecomunicazioni

Il Ministero delle comunicazioni invita tutti i soggetti
interessati (soggetti portatori di interessi pubblici, imprese
titolari di licenze individuali e di autorizzazioni generali,
associazioni dei consumatori e degli utenti, soggetti comunque
potenzialmente interessati) a far pervenire una comunicazione
contenente le proprie osservazioni di carattere tecnico, giuridico ed
economico in merito al tema oggetto di consultazione.
La comunicazione dovra’ essere inviata entro il termine di trenta
giorni a decorrere dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana tramite lettera raccomandata con avviso di
ricevimento, al seguente indirizzo:

Ministero delle comunicazioni
Ufficio Legislativo
Viale America, 201 – 00144 Roma

e recare la dicitura “Consultazione pubblica concernente il riassetto
in materia di telecomunicazioni”. Le comunicazioni dovranno essere
altresi’ inviate entro il medesimo termine, in formato elettronico,
al seguente indirizzo e-mail: [email protected] e recando
anch’esse la dicitura sopra indicata.
La comunicazione potra’ contenere ulteriori commenti afferenti ad
argomenti non espressamente trattati nel questionario, ma comunque
pertinenti.
Le risposte saranno considerate pubbliche, ad eccezione delle
parti per le quali venga richiesta esplicitamente la riservatezza.
Una sintesi delle risultanze della consultazione e’ pubblicata al
termine dell”esame delle comunicazioni pervenute, sul sito web del
Ministero.

Quadro regolamentare.
Il Consiglio dei Ministri e il Parlamento dell’Unione Europea
hanno approvato il nuovo quadro regolamentare per le comunicazioni
elettroniche, costituito dai seguenti provvedimenti:
direttiva 2002/21/CE (direttiva “quadro”), che istituisce un
quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione
elettronica;
direttiva 2002/20/CE (direttiva “autorizzazioni”) relativa alle
autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica;
direttiva 2002/19/CE (direttiva “accesso”) relativa all’accesso
alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e
all’interconnessione delle medesime;
direttiva 2002/22/CE (direttiva “servizio universale”) relativa
al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e
servizi di comunicazione elettronica;
direttiva 2002/58/CE (direttiva “protezione dati”) relativa al
trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel
settore delle comunicazioni elettroniche;
direttiva 2002/77/CE relativa alla concorrenza nei mercati
delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica;
decisione 676/2002/CE (decisione “spettro radio”) relativa ad
un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella
Comunita’ europea.
Le finalita’ del nuovo quadro regolamentare possono essere cosi’
sintetizzate:
armonizzare e semplificare le norme e le condizioni di
autorizzazione al fine di agevolare la fornitura delle reti e dei
servizi di comunicazione elettronica;
garantire la fornitura del servizio universale in un contesto
di mercati aperti e concorrenziali;
istituire un quadro normativo atto a disciplinare le relazioni
tra i fornitori di reti e di servizi e che si traduca in concorrenza
sostenibile, interoperabilita’ dei servizi di comunicazione
elettronica e vantaggi per i consumatori;
assicurare la tutela dei diritti e delle liberta’ fondamentali,
nonche’ la libera circolazione dei dati personali e delle
apparecchiature e dei servizi di comunicazione elettronica.
La legge 1 agosto 2002, n. 166, recante “Disposizioni in materia
di infrastrutture e trasporti”, ha conferito al Governo (art. 41,
comma 1) la delega ad adottare, entro un anno dall’entrata in vigore
della predetta legge, uno o piu’ decreti legislativi, che,
coerentemente con i contenuti delle direttive comunitarie,
disciplinino:
l’istituzione di un quadro normativo comune per le reti e i
servizi di comunicazione elettronica;
le autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione
elettronica;
l’accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse
correlate e l’interconnessione delle medesime;
il servizio universale
i diritti degli utenti e la sicurezza dei dati personali nelle
comunicazioni elettroniche.
Nell’esercizio della delega, il Governo (art. 41, comma 2) dovra’
attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:
adozione di un codice delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di telecomunicazioni secondo i seguenti
criteri direttivi: (i) garanzia di accesso al mercato con criteri di
obiettivita’, trasparenza, non discriminazione e proporzionalita’;
(ii) utilizzazione efficiente dello spettro radio, ferme restando le
disposizioni vigenti in materia di radiodiffusione sonora e
televisiva, anche attraverso l’attribuzione della facolta’ di
trasferimento dei diritti d’uso delle radiofrequenze, previa notifica
all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e al Ministero
delle comunicazioni, senza distorsioni della concorrenza; (iii)
previsione di procedure tempestive, non discriminatorie e trasparenti
per la concessione del diritto di installazione di infrastrutture e
ricorso alla condivisione delle strutture, anche con riferimento, ove
compatibili, ai principi della legge 21 dicembre 2001, n. 443; (iv)
riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti
amministrativi, nonche’ regolazione uniforme dei medesimi
procedimenti anche con riguardo a quelli relativi al rilascio di
autorizzazioni per la installazione delle infrastrutture di reti
mobili, in conformita’ ai principi di cui alla legge 7 agosto 1990,
n. 241; (v) interoperabilita’ dei servizi in tecnica digitale; (vi)
affidamento all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni delle
funzioni di vigilanza, controllo e garanzia sull’attuazione delle
politiche di regolamentazione del Ministero delle comunicazioni,
falle salve le competenze di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, e
successive modificazioni, al decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, ed
al decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317; (vii) disciplina
flessibile dell’accesso e dell’interconnessione avendo riguardo alle
singole tipologie di servizi in modo da garantire concorrenza
sostenibile, innovazione, interoperabilita’ dei servizi e vantaggi
per i consumatori; (viii) garanzia della fornitura del servizio
universale, senza distorsioni della concorrenza previsione, per le
successive correzioni, modificazioni o integrazioni in futuro
occorrenti, anche sulla base di direttive europee, dell’applicazione
della procedura prevista dall’articolo 17, comma 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, con il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia;
depenalizzazione delle fattispecie disciplinate dall’art. 195
del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di
bancoposta e di telecomunicazioni, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, escluse quelle aventi ad
oggetto impianti per la radiodiffusione sonora e televisiva, sulla
base dei seguenti criteri e comunque con previsione di sanzioni
pecuniarie di importo non inferiore a quelle vigenti: (i)
individuazione degli illeciti di natura amministrativa riguardanti la
competenza del Ministero delle comunicazioni dell’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni; (ii) fissazione delle sanzioni
amministrative da applicare per le singole fattispecie in equo
rapporto alla gravita’ degli illeciti; (iii) determinazioni delle
modalita’ di accertamento degli illeciti; (iv) fissazione delle
sanzioni amministrative, per fattispecie costituenti contravvenzioni
e delitti, entro i limiti prestabiliti (v) previsioni nei casi piu’
gravi, ovvero in ipotesi di reiterazione per piu’ di due volte nel
quinquennio di illeciti della medesima natura, della sanzione
accessoria della sospensione da uno a sei mesi o della revoca della
concessione, autorizzazione o licenza, nel rispetto del principio di
proporzionalita’;
espressa abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili.

Quesiti relativi al recepimento direttive comunitarie

A. il regime autorizzatorio e la trasparenza dell’azione
amministrativa.
La direttiva “quadro” (art. 2) determina il superamento della
vigente classificazione delle reti e servizi di telecomunicazioni ad
uso pubblico (quali, installazione e fornitura di reti pubbliche di
telecomunicazioni, servizio di telefonia vocale, servizio di
comunicazioni mobili e personali, servizio di trasmissione dati,
servizi di rete e di comunicazione via satellite), definendoli
unitariamente nell’ambito delle reti e servizi di comunicazione
elettronica.
La direttiva “autorizzazioni” (art. 3) istituisce un unico regime
autorizzatorio, quello dell’autorizzazione generale (in luogo dei due
vigenti titoli abilitativi: “licenza individuale” e “autorizzazione
generale) che non prevede alcun esplicito assenso da parte
dell’autorita’ nazionale di regolamentazione, essendo sufficiente la
sola notifica da parte dei fornitori di reti o servizi di
comunicazione elettronica all’inizio della loro attivita’. Qualor…

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