MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 30 agosto 2010 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 30 agosto 2010

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 30 agosto 2010 - Modifiche al decreto interministeriale n. 5279 del 20 marzo 2003, emanato ai sensi dell'art. 13, comma 1, della legge 1° agosto 2002, n. 166, in materia di individuazione dei soggetti autorizzati a contrarre mutui o ad effettuare altre operazioni finanziarie. (10A13752) - (GU n. 270 del 18-11-2010 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 30 agosto 2010

Modifiche al decreto interministeriale n. 5279 del 20 marzo 2003,
emanato ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge 1° agosto 2002,
n. 166, in materia di individuazione dei soggetti autorizzati a
contrarre mutui o ad effettuare altre operazioni finanziarie.
(10A13752)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, e, in particolare, l’art.
1, comma 1, in base al quale le infrastrutture pubbliche e private e
gli insediamenti produttivi e strategici di preminente interesse
nazionale sono individuati dal Governo attraverso un programma
formulato secondo le procedure contenute nello stesso comma 1;
Vista la delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, con cui e’
stato approvato il primo programma di infrastrutture strategiche ai
sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, cosi’ come modificato
dalla delibera CIPE n. 130/2006 ed in ultimo dalla delibera CIPE n.
10/2009 ed indicato all’art. 162, lettere a) e c) del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Visto il suddetto decreto legislativo n. 163/2006 e, in
particolare:
l’art. 162 che definisce alla lettera e) con il termine fondi «le
risorse finanziarie – integrative dei finanziamenti pubblici, anche
comunitari e privati allo scopo stimati disponibili – che la legge
finanziaria annualmente destina alle attivita’ di progettazione,
istruttoria e realizzazione delle infrastrutture» inserite nel
programma sopra citato;
l’art. 163, comma 2, lettere da a) ad f)-bis;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, recante disposizioni in
materia di infrastrutture e trasporti e, in particolare, l’art. 13,
comma 1, in base al quale, con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono individuati i soggetti
autorizzati a contrarre mutui o ad effettuare altre operazioni
finanziarie a valere sui fondi di cui sopra e le quote a ciascuno
assegnate e, sono, inoltre, stabilite le modalita’ di erogazione
delle somme dovute dagli istituti finanziatori ai mutuatari e le
quote da utilizzare per le attivita’ di progettazione, istruttoria e
monitoraggio;
Visto il decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 aprile 2003, n. 62, recante «Misure
urgenti per il finanziamento di interventi nei territori colpiti da
calamita’ naturali e per l’attuazione delle disposizioni di cui
all’art. 13, comma 1, della legge 1° agosto 2002, n. 166.
Disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di emergenza
ambientale» e, in particolare, l’art. 1, commi 5 e 6;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e, in particolare,
l’art. 7, comma 26, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei
Ministri o ad un Ministro delegato le funzioni di cui all’art. 24,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e
l’art. 46, commi 1 e 2, che rifinanzia il fondo infrastrutture anche
con la revoca dei finanziamenti gia’ assentiti dalla Cassa depositi e
prestiti entro il 31 dicembre 2006;
Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448, e, in particolare, l’art.
45, comma 32, il quale stabilisce che: «in deroga a quanto
eventualmente previsto da normative in vigore, anche a carattere
speciale, per i mutui da stipulare con onere a carico dello Stato, di
importo pari o inferiore a 100 miliardi di lire il tasso di interesse
non puo’ essere superiore a quello indicato periodicamente sulla base
delle condizioni di mercato, dal Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica con apposita comunicazione da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Per i mutui di importo superiore
a 100 miliardi di lire, il tasso massimo applicabile deve essere
preventivamente concordato dai soggetti interessati con il Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.»;
Vista la comunicazione del Direttore Generale del Tesoro,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 161
del 13 luglio 2010, con la quale e’ stato indicato il tasso di
interesse massimo da applicare ai mutui con oneri a carico dello
Stato di importo pari o inferiore a euro 51.645.689,91, ai sensi
dell’art. 45, comma 32, della suddetta legge 23 dicembre 1998, n.
448;
Visto l’art. 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e, in
particolare, il comma 177, come modificato ed integrato dall’art. 1,
comma 13, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito dalla
legge 30 luglio 2004, n. 191, nonche’ dall’art. 16 della legge 21
marzo 2005, n. 39, che reca disposizioni sui limiti di impegno
iscritti nel bilancio dello Stato in relazione a specifiche
disposizioni legislative;
Visto, altresi’, il comma 177-bis dello stesso art. 4 della legge
n. 350/2003, introdotto dall’art. 1, comma 512, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, che ha integrato la disciplina in materia di
contributi pluriennali, prevedendo, in particolare, che, il relativo
utilizzo e’ autorizzato con decreto del Ministro competente, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa
verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sul fabbisogno e
sull’indebitamento netto rispetto a quello previsto a legislazione
vigente;
Visto l’art. 1, comma 75, della legge del 30 dicembre 2004, n. 311,
che detta disposizioni in materia di ammortamento di mutui attivati
ad intero carico del bilancio dello Stato;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6
giugno 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 2006;
Vista la circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n.
13 del 5 aprile 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del
2004;
Vista la circolare del Ministero dell’economia e delle finanze del
28 giugno 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 2005;
Vista la circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n.
15 del 28 febbraio 2007 recante «Procedure da seguire per l’utilizzo
di contributi pluriennali», secondo la normativa introdotta con la
sopra richiamata legge n. 296/2006, art. 1, comma 512;
Visto l’art. 48 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (legge di
contabilita’ e finanza pubblica), concernente il ricorso al mercato
delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, il comma 1, il
quale prevede che: «nei contratti stipulati per operazioni
finanziarie che costituiscono quale debitore un’amministrazione
pubblica e’ inserita apposita clausola che prevede a carico degli
istituti finanziatori l’obbligo di comunicare in via telematica,
entro dieci giorni dalla stipula, al Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento del Tesoro e Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato, all’ISTAT e alla Banca d’Italia, l’avvenuto
perfezionamento dell’operazione finanziaria con indicazione della
data e dell’ammontare della stessa, del relativo piano delle
erogazioni e del piano di ammortamento distintamente per quota
capitale e quota interessi, ove disponibile.»;
Vista la circolare 24 maggio 2010, n. 2276, del Ministero
dell’economia e delle finanze, recante «Adempimenti di cui all’art.
48 della legge 31 dicembre 2009, n. 196»;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n. 5279 del
20 marzo 2003, emanato ai sensi dell’art. 13, comma 1, della suddetta
legge 1° agosto 2002, n. 166, con cui sono stati individuati i
soggetti autorizzati a contrarre mutui o ad effettuare altre
operazioni finanziarie e sono state stabilite le modalita’ di
erogazione delle somme dovute dagli istituti finanziatori ai
mutuatari;
Ritenuto che occorre provvedere all’aggiornamento, tra l’altro,
delle modalita’ di erogazione dei finanziamenti e di individuazione
del tasso massimo applicabile alle operazioni di mutuo di cui al
citato decreto interministeriale n. 5279 del 20 marzo 2003;

Decreta:

Art. 1

L’art. 2 del decreto interministeriale n. 5279 del 20 marzo 2003,
di cui alle premesse, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 2.

Sono autorizzati a contrarre mutui o ad effettuare altre operazioni
finanziarie i soggetti titolari della realizzazione degli interventi
di preminente interesse nazionale di cui al programma approvato con
la delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 e successive modifiche e
integrazioni, nel rispetto delle previsioni di cui all’art. 4, commi
177 e 177-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive
modifiche e integrazioni.».

Art. 2

L’art. 3 del decreto interministeriale n. 5279 del 20 marzo 2003,
e’ sostituito dal seguente:

«Art. 3.

Le quote dei contributi di cui all’art. 13, comma 1, della legge 1°
agosto 2002, n. 166, nonche’ le quote dei contributi derivanti
dall’applicazione dell’art. 46 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
e contributi comunque denominati, da assegnare ai soggetti di cui
all’art. 2 del presente decreto, per la realizzazione degli
interventi infrastrutturali compresi nel Programma approvato con
delibera CIPE n. 121/ 2001 e successive modifiche ed integrazioni,
sono individuate di volta in volta dal CIPE in sede di valutazione
dei singoli interventi, tenuto conto delle disponibilita’
esistenti.».

Art. 3

L’art. 5 del citato decreto n. 5279 del 20 marzo 2003 e’ sostituito
dal seguente articolo:

«Art. 5.

1. I mutui di cui al precedente art. 2 possono essere assunti con
tutti i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attivita’ bancaria ai
sensi del decreto legislativo i settembre 1993, n. 385, con la Cassa
Depositi e Prestiti e con la Banca Europea per gli Investimenti.
2. Nei contratti di finanziamento che verranno stipulati dovranno
essere indicati il periodo di utilizzo delle risorse finanziarie
nonche’ gli interventi oggetto di finanziamento.
3. L’erogazione del mutuo dovra’ avvenire secondo stati di
avanzamento del progetto anche in ottemperanza a quanto previsto
dall’art. 19 della legge 3 gennaio 1978, n. 1. Su motivata e
documentata richiesta dei soggetti autorizzati ai sensi dell’art. 2,
da trasmettersi contestualmente in copia al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, l’istituto finanziatore anticipa fino
al 20% dell’importo complessivo dei lavori a base d’asta, da
recuperare proporzionalmente nel corso degli stati di avanzamento di
lavori a fronte di specifici impegni di spesa relativi ai predetti
progetti per attivita’ propedeutiche all’esecuzione delle opere.
4. Ai fini della ottimizzazione dei contributi pluriennali, nel
corso del periodo di utilizzo del finanziamento le erogazioni saranno
regolate a tasso variabile e il contributo annuo disponibile sara’
destinato prioritariamente al pagamento degli interessi maturati e
per il restante al rimborso del capitale. Alla fine del periodo di
utilizzo il debito residuo risultante dalle predette operazioni sara’
rimborsato secondo un piano di ammortamento con rate costanti a tasso
fisso, nei limiti delle disponibilita’ previste.
5. Nel corso del periodo di utilizzo del finanziamento gli
interessi matureranno sugli importi erogati con decorrenza dal giorno
successivo alla data di erogazione e saranno calcolati sulla base del
tasso variabile ai sensi e per gli effetti dell’art. 45, comma 32,
della legge 23 dicembre 1998, n. 448 per i mutui regolati a tasso
variabile di pari durata rispetto a quella dei contratti di mutuo
stipulati ai sensi del presente decreto.
6. Il tasso fisso che dovra’ regolare il debito residuo alla data
dell’ultima erogazione sara’ determinato sulla base del tasso fisso
ai sensi e per gli effetti dell’art. 45, comma 32, della legge 23
dicembre 1998, n. 448, per i mutui regolati a tasso fisso di pari
durata rispetto a quella dei contratti di mutuo stipulati ai sensi
del presente decreto.
7. Lo schema di contratto di mutuo prima della stipula dovra’
essere trasmesso, per il preventivo nulla osta, al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti da rilasciarsi d’intesa con il
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro –
Direzione VI. Entro trenta giorni dalla stipula, l’istituto
finanziatore dovra’ notificare al Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti copia conforme del contratto di mutuo perfezionato.
8. I soggetti finanziatori, oltre a procedere ad effettuare le
comunicazioni relative all’avvenuto perfezionamento delle operazioni
secondo le modalita’ previste dalle circolari del Ministero
dell’economia e delle finanze n. 15 del 28 febbraio 2007 e n. 2276
del 24 maggio 2010 citate nelle premesse, dovranno comunicare al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al CIPE e al
Ministero dell’economia e delle finanze ogni intervenuta erogazione
delle somme di cui al comma e comunicano allo stesso Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ogni altra informazione relativa ai
rapporti di mutui contratti ritenuta utile ai fini delle attivita’ di
monitoraggio di cui all’art. 163 del decreto legislativo n.
163/2006».
Il presente decreto sara’ inviato ai competenti Organi di
controllo.
Roma, 30 agosto 2010

Il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Matteoli

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 15 ottobre 2010
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 9, foglio n. 329

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 30 agosto 2010

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