MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 2 novembre 2010 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 2 novembre 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 2 novembre 2010 - Approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione dell'articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61 recante la tutela delle denominazioni di origine, in attuazione dell'articolo 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10A13565) - (GU n. 271 del 19-11-2010 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 2 novembre 2010

Approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione
dell’articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n.
61 recante la tutela delle denominazioni di origine, in attuazione
dell’articolo 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10A13565)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante l’organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, regolamento
unico OCM;
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio
2009, recante la modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007, con il
quale in particolare il regolamento (CE) n. 479/2008 i cui contenuti
sono stati inseriti nello citato regolamento (CE) n. 1234/2007,
regolamento unico OCM, a decorrere dal 1° agosto 2009;
Visto il regolamento (CE) n. 607 della Commissione del 14 luglio
2009 che stabilisce talune regole di applicazione del regolamento del
Consiglio n. 479/2008 riguardo le denominazioni di origine protetta e
le indicazioni geografiche, le menzioni tradizionali, l’etichettatura
e la presentazione di taluni prodotti del settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 401 della Commissione del 7 maggio
2010 che modifica e rettifica il regolamento (CE) n. 607/2009 della
Commissione recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di
origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati
prodotti vitivinicoli;
Visto il decreto legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 recante la
tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
dei vini;
Visto l’art. 13 del citato decreto legislativo n. 61 del 8 aprile
2010 relativo al sistema di controllo e di vigilanza delle produzioni
vitivinicole DOP e IGP tutelate a livello nazionale e comunitario
Visto in particolare l’art. 13, comma 17, del citato decreto
legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 che prevede che con decreto del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengano determinate le
modalita’ di presentazione delle richieste e dei criteri per il
rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, la gestione del
flusso delle informazioni e l’eventuale modifica delle modalita’
applicative di cui al comma 10 del predetto decreto legislativo;
Visto che lo stesso art. 13, comma 17, del citato decreto
legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 prevede con decreto del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali di cui al punto
precedente vengano determinati gli schemi tipo dei piani di
controllo, prevedendo in tal senso azioni di controllo adeguate e
proporzionate alla classificazione qualitativa dei vini;
Considerata la necessita’ di adeguare il sistema di certificazione
e di controllo dei vini DOP, e pertanto gli schemi tipo dei piani di
controllo, alla vigente disciplina comunitaria e nazionale;
Considerata la necessita’ di implementare un sistema informatico
unico nazionale nel quale far confluire in tempo reale tutte le
informazioni necessarie alla gestione del piano dei controlli;
Vista l’intesa intervenuta in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
di Bolzano nella riunione del 7 ottobre 2010;

Decreta:

Art. 1

Definizioni e termini

1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) «Ministero», il Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali;
b) «ICQRF», Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela
della qualita’ e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
del Ministero – Direzione generale della vigilanza per la qualita’ e
la tutela dei consumatori;
c) «categorie» della filiera vitivinicola, i soggetti immessi nel
sistema di controllo: i viticoltori, i centri di intermediazione
delle uve destinate alla vinificazione, vinificatori, aziende
operanti l’acquisto e/o la vendita di vini sfusi destinati alla D.O.
e/o vini D.O. e imbottigliatori;
d) «filiera vitivinicola rappresentativa» ai sensi dell’art. 13,
comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010;
e) «struttura di controllo», le Autorita’ pubbliche designate e
gli Organismi di controllo autorizzati dall’ICQRF alla verifica del
disciplinare dei vini D.O.C.G. e/o D.O.C.;
f) «gruppo tecnico di valutazione», l’organo di cui all’art. 13,
comma 1, del decreto legislativo dell’8 aprile 2010, n. 61;
g) «decreto», il presente decreto;
h) «decreto legislativo», il decreto legislativo del 8 aprile
2010, n. 61;
i) «DO», denominazione di origine;
l) «DOCG», denominazione di origine controllata e garantita;
m) «DOC», denominazione di origine controllata;
n) «DOP», denominazione di origine protetta.

Art. 2

Ambito di applicazione

1. L’attivita’ di controllo di cui agli articoli 118-sexdecies e
118-septdecies del regolamento (CE) n. 1234/2007 indicato nelle
premesse, e’ svolta dalle strutture di controllo autorizzate con
decreto dell’ICQRF, secondo i criteri ed i contenuti del piano dei
controlli e del prospetto tariffario approvati, sentito il gruppo
tecnico di valutazione di cui all’art. 13, comma 1, del decreto
legislativo.
2. L’immissione nel sistema di controllo e’ condizione necessaria
per la certificazione e la rivendicazione delle D.O.
3. Ciascuna produzione D.O., ivi comprese le eventuali sottozone e
tipologie previste dal disciplinare di produzione, e’ soggetta al
controllo di una sola struttura di controllo.
4. Ciascuna struttura di controllo puo’ effettuare l’attivita’ di
controllo di cui al comma 1 per una o piu’ produzioni D.O.
5. Lo schema di piano dei controlli relativo alla produzione dei
vini a denominazione di origine, le relative istruzioni ed il
prospetto tariffario di cui agli allegati da 1 a 3, costituiscono
parte integrante del presente decreto.

Art. 3

Istituzione del sistema di controllo

1. Le strutture di controllo sono iscritte nell’«Elenco delle
strutture di controllo per le denominazioni di origine del settore
vitivinicolo», istituito presso il Dipartimento dell’Ispettorato
centrale della tutela della qualita’ e della repressione frodi dei
prodotti agroalimentari del Ministero – Direzione generale della
vigilanza per la qualita’ e la tutela dei consumatori e reso
disponibile sul portale SIAN. Detto elenco e’ distinto in due sezioni
per le strutture di controllo pubbliche e private.
2. La scelta della struttura di controllo e’ effettuata tra quelle
iscritte all’elenco di cui al precedente comma, dai soggetti di cui
all’art. 13, comma 8, del decreto legislativo, contestualmente alla
presentazione dell’istanza di riconoscimento della denominazione di
origine secondo la procedura stabilita con decreto ministeriale di
cui all’art. 7, comma 2, del decreto legislativo.
3. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sul sito
internet del Ministero del documento unico e del disciplinare di
produzione, il soggetto individuato per il controllo della specifica
D.O. trasmette al Ministero ed alla competente regione o provincia
autonoma il piano dei controlli e il relativo prospetto tariffario
redatti secondo lo schema allegato al presente decreto, nonche’ la
documentazione di cui all’art. 13, comma 11, del decreto legislativo.
4. Entro sessanta giorni successivi alla presentazione della
documentazione di cui al precedente comma l’ICQRF, esaminata la
documentazione di cui al precedente comma 3, acquisito il parere del
gruppo tecnico di valutazione, emana il decreto di autorizzazione.
5. L’autorizzazione di cui al precedente comma ha validita’
triennale ed e’ rinnovabile, alla scadenza del triennio, su richiesta
dei soggetti legittimati.
6. Tuttavia, prima della scadenza del triennio, la filiera
vitivinicola rappresentativa puo’ comunicare, a seguito di
inadempienze della struttura di controllo riconducibili all’art. 25
del decreto legislativo, in qualsiasi momento all’ICQRF, la volonta’
di avvalersi dell’attivita’ di un’altra struttura di controllo tra
quelle iscritte all’elenco di cui al comma 1. In caso di passaggio ad
altra struttura di controllo decade ogni impegno, vincolo e
condizione intercorrente tra i soggetti della filiera vitivinicola e
la precedente struttura di controllo.
7. L’autorizzazione di cui al comma 4 puo’ essere sospesa o
revocata nel caso sussistano le condizioni di cui all’art. 13, comma
4, del decreto legislativo, sentito il parere della Regione o
Provincia autonoma interessata ed il gruppo tecnico di valutazione.

Art. 4

Adempimenti delle strutture di controllo

1. Ai sensi del presente decreto e del decreto ministeriale di cui
all’art. 19 del decreto legislativo, la struttura di controllo deve
garantire, sotto la propria responsabilita’, la tracciabilita’ di
ciascuna partita di vino D.O. e in particolare:
a) per i vini DOCG, la distribuzione dei contrassegni di Stato
mediante una specifica procedura documentata;
b) per i vini DOC, la distribuzione dei contrassegni di Stato,
mediante una specifica procedura documentata o, in alternativa,
secondo quanto previsto dal piano dei controlli, la gestione del
riferimento del lotto, di cui all’art. 13 del decreto legislativo n.
109/1992, attribuito alla partita certificata.
2. La struttura di controllo autorizzata puo’ avvalersi, per la
distribuzione dei contrassegni di cui al comma 1 dei Consorzi di
tutela delle singole D.O. incaricati dal Ministero ai sensi dell’art.
17, comma 4, del decreto legislativo. In tal caso la convenzione deve
essere formalizzata e autorizzata con il decreto di incarico e
approvazione del piano dei controlli.
3. La struttura di controllo deve garantire la tracciabilita’
documentale ed informatica delle azioni e delle attivita’ previste
dal piano dei controlli approvato.
4. La struttura di controllo provvede, per ciascuna D.O., allo
svolgimento delle attivita’ previste dal piano dei controlli
approvato, comunicando anche in via informatica all’ICQRF ed alle
regioni e province autonome territorialmente competenti, oltre le non
conformita’ gravi e le non conformita’ riconducibili a violazioni per
le quali e’ prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, redatte
secondo lo schema di cui all’allegato 4 del presente decreto,
qualsiasi fattispecie di irregolarita’ accertata riconducibile allo
schedario viticolo nazionale e/o non conformita’.
5. La documentazione inerente il sistema di certificazione e di
controllo, adeguatamente aggiornata, gestita ed archiviata per
singola D.O., anche in modo informatizzato, e’ in ogni momento a
disposizione delle Autorita’ di vigilanza. La struttura di controllo
autorizzata deve consegnarla, all’ICQRF o alla nuova struttura di
controllo subentrante, in caso di scioglimento o revoca
dell’autorizzazione.
6. La documentazione di cui al precedente comma 5, detenuta presso
la sede della struttura di controllo autorizzata o, in caso di piu’
sedi operative territoriali, presso ognuna di esse, e’ elencata nelle
istruzioni dello schema di piano di controllo allegato.
7. Il piano dei controlli approvato ed il prospetto tariffario, per
le singole D.O. saranno resi disponibili alla filiera vitivinicola
interessata tramite la pubblicazione sul sito del Ministero e della
regione o provincia autonoma competente.

Art. 5

Convenzione tra strutture di controllo

1. La struttura di controllo autorizzata per la specifica D.O. puo’
avvalersi, per un’unica categoria di soggetti appartenente alla
filiera, tramite apposita convenzione e sotto la propria
responsabilita’, di altro soggetto iscritto all’elenco di cui
all’art. 3, comma 1, specificando nel piano dei controlli le
attivita’ delegate ed allegando allo stesso copia della convenzione
stipulata che viene approvata contestualmente alla approvazione del
piano dei controlli. Detta convenzione non potra’ essere stipulata
successivamente alla autorizzazione.
2. Nel caso in cui le zone di produzione di piu’ D.O. siano in
tutto o in parte sovrapposte e siano state autorizzati al controllo
strutture diverse, i controlli ispettivi presso i singoli operatori
devono essere eseguiti da un’unica struttura di controllo individuata
dalla regione o dalla provincia autonoma competente, d’intesa con
l’ICQRF, tra quelle autorizzate per le D.O. interessate.
3. A seguito dell’individuazione della struttura di controllo di
cui al comma 2 le strutture di controllo autorizzate dovranno
stipulare apposita convenzione, specificando le attivita’ di
controllo delegate.
4. Le convenzioni, di cui ai commi 1 e 3, presentate unitamente al
piano dei controlli dovranno essere approvate dal gruppo tecnico di
valutazione; esse possono essere presentate solo contestualmente
all’affidamento dell’incarico.
5. Le attivita’ di controllo di cui ai commi 1 e 3, delegate per
convenzione, non potranno in nessun modo riguardare le attivita’ di
competenza del Comitato di certificazione e dell’Organo decidente i
ricorsi.

Art. 6

Istituzione degli elenchi dei soggetti della filiera vitivinicola

1. La struttura di controllo autorizzata a svolgere l’attivita’ di
certificazione e controllo, per la singola D.O., deve comunicare
all’ICQRF e alla regione o provincia autonoma competente e
condividere nel portale SIAN gli elenchi dei soggetti della filiera
vitivinicola, immessi nel sistema di controllo e notificati ai sensi
dell’art. 13, comma 12, del decreto legislativo, compresi i soggetti
iscritti allo schedario viticolo regionale, sulla base delle
rivendicazioni della produzione D.O. del precedente anno.
2. Ai fini della rivendicazione di ciascuna D.O., i soggetti
viticoltori appartenenti anche ad altre categorie della filiera
vitivinicola sono iscritti ai rispettivi elenchi di cui al precedente
comma 1.
3. Salvo diversa comunicazione di disdetta degli interessati, i
soggetti gia’ immessi nel sistema di controllo della D.O. si
ritengono iscritti agli elenchi di cui al comma 1 e tale iscrizione
si intende tacitamente rinnovata di anno in anno.

Art. 7

Sistema di certificazione e controllo

1. La struttura di controllo svolge l’attivita’ di certificazione e
di controllo, per singola D.O. sulla base dello schema di piano di
controllo allegato al presente decreto a carico dei soggetti iscritti
negli elenchi di cui al precedente art. 6.
2. La certificazione delle produzioni di vino atto a divenire D.O.
viene richiesta dai soggetti immessi nel sistema di certificazione e
controllo sulla base del procedimento e delle disposizioni del
decreto ministeriale di cui all’art. 15 del decreto legislativo.
Nel caso di giudizio di «idoneita’» la struttura di controllo
rilascia la certificazione per la relativa partita, secondo il
modello di cui all’allegato 5.
3. La struttura di controllo svolge controlli ispettivi, per
ciascuna D.O. e per ciascuna categoria di soggetti immessi nel
sistema tutelato, su una percentuale fissata nello schema di piano
dei controlli.
4. Gli operatori da sottoporre a controllo devono essere estratti
tramite sorteggio casuale effettuato alla presenza di un funzionario
della regione o provincia autonoma e di un funzionario dell’Ufficio
ICQRF competenti per il territorio di produzione della D.O.
5. Nel caso in cui un soggetto immesso nel sistema tutelato di una
o piu’ D.O. sia sorteggiato per tutte o alcune delle medesime, anche
relativamente a piu’ attivita’ di controllo, la struttura di
controllo deve svolgere contestualmente le attivita’ ispettive,
qualora sia in grado di verificare tutti i requisiti richiesti dagli
schemi di piano di controllo in considerazione della stagionalita’
delle fasi di controllo.
6. Al fine di rendicontare i quantitativi di vino a D.O. destinato
all’imbottigliamento, i soggetti imbottigliatori, prima dell’inizio
delle operazioni, devono comunicare, alla competente struttura di
controllo autorizzata, la data di inizio e di previsto termine delle
operazioni di imbottigliamento, il lotto attribuito alla partita
certificata, i recipienti di stoccaggio e la relativa capacita’,
secondo il modello di cui all’allegato 6 del presente decreto.
7. In deroga alle disposizioni di cui al precedente comma, il lotto
attribuito alla partita certificata, la data di previsto termine
delle operazioni di imbottigliamento nonche’ eventuali perdite
possono essere comunicati alla struttura di controllo entro 7 giorni
lavorativi dalla data di inizio delle operazioni indicata nella
comunicazione di cui al comma 6.
8. Le partite di vino atte a divenire a D.O. i cui disciplinari di
produzione prevedono un periodo di affinamento in bottiglia, nonche’
le partite imbottigliate, sotto la responsabilita’ del soggetto
detentore, antecedentemente all’espletamento delle analisi
chimico-fisiche ed organolettiche di cui all’art. 15 del decreto
legislativo, seguono le disposizioni di cui ai commi 6 e 7.
9. La struttura di controllo autorizzata deve garantire, in ogni
caso, l’efficace e puntuale acquisizione degli elementi documentali
propedeutici allo svolgimento delle attivita’ previste dal piano dei
controlli e dalle attivita’ connesse al procedimento di
certificazione delle partite.

Art. 8

Flusso delle informazioni

1. Nel caso di riclassificazione di uva e/o vino atto a divenire
D.O. o declassamento di vino a D.O. ad altra denominazione di origine
o indicazione geografica, i soggetti della filiera ne danno immediata
comunicazione, anche mediante strumenti informatici, alla struttura
di controllo che, a sua volta, informa entro 24 ore la struttura di
controllo competente per la D.O. risultante dall’operazione mettendo
a disposizione a titolo gratuito la documentazione e gli atti
necessari al proseguimento del procedimento di certificazione della
produzione vitivinicola.
2. Alla struttura di controllo autorizzata e’ fornito l’accesso
telematico ai servizi SIAN per la consultazione dello schedario
viticolo, delle dichiarazioni di vendemmia e di produzione, delle
dichiarazioni di giacenza dei vini e per l’inserimento dei dati di
cui all’art. 13, comma 16, del decreto legislativo, ivi compresi i
provvedimenti di non conformita’ lievi e/o gravi emerse a seguito
delle attivita’ previste dal piano dei controlli.
Le modalita’ e le tempistiche per l’inserimento e la gestione dei
dati di cui sopra sono definite d’intesa tra l’ICQRF, le regioni e le
provincie autonome e gli enti gestori delle banche dati.
3. Le comunicazioni previste dallo schema di piano dei controlli
allegato potranno essere effettuate mediante telefax, posta
ordinaria, posta elettronica o mediante qualsiasi altro mezzo
telematico di comunicazione secondo le modalita’ concordate tra i
soggetti interessati.
4. Gli enti detentori e gestori dei dati sono obbligati a metterli
a disposizione gratuitamente alle strutture di controllo autorizzate.
5. Fermo restando il trattamento delle fattispecie non conformi
previste dallo schema di piano di controlli, la struttura di
controllo e’ tenuta a comunicare alle regioni e province ed all’ICQRF
territorialmente competenti, qualsiasi situazione di disallineamento
dei dati contenuti nello schedario viticolo, qualsiasi irregolarita’
documentale accertata a seguito delle attivita’ di certificazione e
di controllo.
6. La struttura di controllo autorizzata per la singola D.O. deve
fornire, alle regioni e province autonome ed agli Uffici dell’ICQRF,
l’accesso al sistema informatico di gestione dei carichi e degli
scarichi dei prodotti vitivinicoli oggetto di certificazione e
controllo.
7. Fino all’avvio della funzionalita’ di una banca dati condivisa
in cui le strutture di controllo devono far confluire tutti i dati
relativi all’attivita’ di controllo e certificazione svolta, ciascuna
struttura di controllo e’ tenuta a fornire alla regione o provincia
autonoma territorialmente competente, al Consorzio di tutela e agli
Uffici dell’ICQRF, report trimestrali sullo stato di evoluzione delle
singole D.O. riportanti anche i dati relativi alle produzioni
vitivinicole certificate, imbottigliate ed esportate.
8. I report di cui al comma precedente dovranno essere redatti
secondo modalita’ concordate con la Regione o la Provincia autonoma
territorialmente competenti.
9. La struttura di controllo e’ tenuta a trasmettere all’ICQRF ed
alle regioni e le province autonome competenti, entro il 1º marzo di
ciascun anno, la relazione sull’attivita’ dei controlli svolti
nell’anno precedente, contenente, per ogni tipologia di controllo
prevista dal piano dei controlli della singola D.O., almeno i dati e
gli elementi documentali di cui all’allegato 7 del presente decreto.

Art. 9

Disposizioni per l’esportazione

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche ai
prodotti vitivinicoli a D.O. commercializzati sfusi verso altri Stati
membri dell’UE o paesi terzi importatori. In tal senso, a carico dei
soggetti esportatori, si applicano le attivita’ di controllo ed il
prospetto tariffario previste per la categoria «aziende operanti
l’acquisto e/o la vendita di vini sfusi destinati alla D.O. e/o vini
D.O.» di cui agli schemi allegati al decreto.
2. Al fine di rendicontare i quantitativi di vino a D.O. destinato
all’esportazione, gli esportatori, entro 24 ore dall’effettuazione
delle operazioni, devono trasmettere alla struttura di controllo
copia del documento di trasporto giustificativo della transazione
commerciale.

Art. 10

Disposizioni transitorie

1. La struttura di controllo autorizzata, per un periodo di tre
anni a decorrere dall’entrata in vigore del decreto autorizzativo
allo svolgimento dei controlli della singola D.O. di cui al comma 3,
deve seguire, in deroga alle disposizioni di cui all’art. 7, comma 5,
la procedura sperimentale di cui al successivo comma 2.
2. Nel caso in cui un soggetto immesso nel sistema tutelato di una
o piu’ D.O. sia sorteggiato per una delle medesime, anche
relativamente a diverse attivita’ di controllo, la struttura di
controllo deve svolgere contestualmente le attivita’ ispettive a
carico di tutte le D.O. per le quali essa sia stata autorizzata,
qualora sia possibile verificare tutti i requisiti richiesti dagli
schemi di piano di controllo in considerazione della stagionalita’
delle fasi di controllo.
3. Le modalita’ di sorteggio e di controllo di cui al precedente
comma sono valutate entro il 1° giugno di ciascun anno di
sperimentazione, nell’ambito di un tavolo di lavoro costituito
dall’ICQRF e regioni o provincie autonome territorialmente
competenti, al fine di valutarne l’efficacia e la fattibilita’.
4. Entro 2 mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto le
strutture di controllo presentano all’ICQRF il piano di controllo ed
il prospetto tariffario elaborati secondo lo schema allegato al
presente decreto.
L’ICQRF, sentito il Gruppo tecnico di valutazione di cui all’art.
13, comma 1, del decreto legislativo, provvedera’ entro 2 mesi dalla
presentazione del piano di controllo e del prospetto tariffario,
all’emanazione dei decreti di autorizzazione allo svolgimento dei
controlli previsti dal decreto legislativo alle strutture di
controllo per tutte le DOP riconosciute.
5. Nelle more dell’adeguamento di cui al comma 4, le strutture di
controllo garantiscono la certificazione ed il controllo senza
soluzione di continuita’, secondo il piano dei controlli ed il
prospetto tariffario precedentemente approvato.
6. Gli allegati 4, 5, 6 e 7 al presente decreto possono essere
modificati con decreto dell’Ispettore generale capo Dipartimento
dell’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e della
repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sentito il Gruppo
tecnico di valutazione.
Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 2 novembre 2010

Il Ministro: Galan

Allegato 1

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Allegato 2

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Allegato 3

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Allegato 4

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Allegato 5

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Allegato 6

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Allegato 7

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