MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 28 gennaio 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 28 gennaio 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 28 gennaio 2008 - Lotta obbligatoria contro il marciume anulare della patata (Clavibacter michiganensis ssp. Sepedonicus). Recepimento della direttiva della Commissione 2006/56/CE. (GU n. 76 del 31-3-2008)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 28 gennaio 2008
Lotta obbligatoria contro il marciume anulare della patata
(Clavibacter michiganensis ssp. Sepedonicus). Recepimento della
direttiva della Commissione 2006/56/CE.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Vista la direttiva 93/85/CEE del Consiglio, del 4 ottobre 1993,
concernente la lotta contro il marciume anulare della patata;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996, recante lotta
obbligatoria contro il marciume anulare della patata (Clavibacter
michiganensis ssp. Sepedonicus)»;
Vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000,
concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella
Comunita’ di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella Comunita’, e successive modificazioni
e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante
attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali” e successive
modificazioni;
Vista la direttiva della Commissione 2006/56/CE del 12 giugno 2006,
che modifica gli allegati della direttiva 93/85/CEE del Consiglio
concernente la lotta contro il marciume anulare della patata;
Considerata la necessita’ di recepire la direttiva della
Commissione 2006/56/CE del 12 giugno 2006 sopracitata e di
predisporre un testo coordinato con la direttiva 93/85/CEE del
Consiglio, del 4 ottobre 1993;
Acquisito il parere favorevole del Comitato fitosanitario
nazionale, di cui all’art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 214, espresso nella seduta del 12 novembre 2007;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, espresso nella seduta del 20 dicembre 2007;
Decreta:

Art. 1.
F i n a l i t a
1. Il presente decreto ha per oggetto il recepimento della
direttiva 2006/56/CE della Commissione del 12 giugno 2006, che
modifica la direttiva 93/85/CEE del Consiglio concernente la lotta
contro il marciume anulare della patata.
2. Il presente decreto stabilisce le misure fitosanitarie da
adottare sul territorio della Repubblica italiana per la lotta
obbligatoria contro l’organismo nocivo Clavibacter michiganensis ssp.
Sepedonicus, agente del marciume anulare della patata.
3. La lotta contro Clavibacter michiganensis ssp. Sepedonicus
(d’ora in avanti indicato come organismo nocivo”), consiste
nell’attuazione di interventi atti a:
a) localizzare l’organismo nocivo;
b) prevenire la comparsa e la disseminazione dell’organismo
nocivo;
c) impedire la diffusione ed adottare idonee misure di
eradicazione dell’organismo nocivo.

Art. 2.
Monitoraggio ufficiale
1. I servizi fitosanitari regionali effettuano annualmente
accertamenti ufficiali sistematici riguardanti la presenza
dell’organismo nocivo su tuberi e, se del caso, su piante di patata
(Solanum tuberosum L.). nel corso degli accertamenti si prelevano
campioni di tuberi-seme e di tuberi di patata destinati ad altri usi,
preferibilmente da partite immagazzinate, sottoponendoli a prove di
laboratorio utilizzando il metodo di cui all’allegato I, per
l’individuazione e la diagnosi dell’organismo nocivo. Se del caso,
possono inoltre effettuare su altri campioni un’ispezione visiva.
2. Nel caso di piante, gli accertamenti di cui al comma precedente
devono essere effettuati con metodi idonei e i campioni devono essere
sottoposti alle opportune prove ufficiali o condotte sotto controllo
ufficiale.
3. Il servizio fitosanitario centrale definisce le modalita’ di
campionamento in base a fondati principi scientifici e statistici e
ai dati biologici relativi all’organismo nocivo, tenendo conto
altresi’ dei sistemi regionali di produzione delle patate.
4. Il numero dei campionamenti effettuati e i risultati di detti
accertamenti devono essere comunicati al servizio fitosanitario
centrale entro la fine di ogni anno solare.

Art. 3.
Denuncia obbligatoria
1. Chiunque venga a conoscenza di casi sospetti o accertati della
presenza dell’organismo nocivo, ne da’ comunicazione immediata al
servizio fitosanitario regionale competente per territorio, che
informa prontamente il servizio fitosanitario centrale.

Art. 4.
Casi sospetti
In caso di sospetta presenza dell’organismo nocivo, il servizio
fitosanitario regionale competente per territorio provvede a
effettuare prove di laboratorio ufficiali utilizzando il metodo di
cui all’allegato I e secondo quanto disposto nell’allegato II, punto
1, al fine di confermare o smentire la sospetta presenza. In caso di
conferma si applicano le disposizioni dell’allegato II, punto 2.
2. Per i casi sospetti di cui al primo comma, nei quali siano stati
individuati sintomi visivi della malattia, oppure sia risultata
positiva una prova di immunofluorescenza quale specificata
nell’allegato I, o un’altra prova idonea, i Servizi fitosanitari
regionali competenti per territorio, in attesa dei risultati delle
analisi:
a) vietano il movimento di tutte le partite o spedizioni da cui
sono stati prelevati i campioni, a meno che non avvenga sotto il
controllo dei servizi fitosanitari regionali stessi e purche’ sia
stata accertata l’inesistenza di rischi effettivi di disseminazione
dell’organismo nocivo;
b) svolgono indagini per risalire all’origine della sospetta
presenza;
c) adottano altri provvedimenti cautelativi commisurati al
rischio stimato, onde scongiurare la disseminazione dell’organismo
nocivo. Tali provvedimenti possono comprendere in particolare il
controllo ufficiale del trasporto di tutti gli altri tuberi o piante
che coinvolgono qualsiasi impianto associato alla manifestazione
sospetta.

Art. 5.
Casi accertati
1. Qualora le prove di laboratorio ufficiali o condotte sotto
controllo ufficiale, utilizzando il metodo di cui all’allegato I,
confermino la presenza dell’organismo nocivo in un campione di
tuberi, piante o parti di piante, i servizi fitosanitari regionali
sulla base di fondati principi scientifici, dei dati biologici
relativi all’organismo nocivo e dei sistemi particolari di
produzione, lavorazione e commercializzazione regionali:
a) dichiarano contaminati i tuberi o le piante, una spedizione o
una partita, i macchinari, i mezzi di trasporto, il magazzino o
relative parti, nonche’ qualsiasi altro oggetto, compresi i materiali
di imballaggio, da cui e’ stato prelevato il campione e, se del caso,
il luogo o i luoghi di produzione e l’appezzamento o gli appezzamenti
dove sono stati raccolti i tuberi o le piante;
b) determinano, tenuto conto delle disposizioni dell’allegato
III, punto 1, l’entita’ della contaminazione probabile avvenuta
tramite contatto prima o dopo la raccolta o attraverso un nesso tra
il ciclo produttivo e la contaminazione dichiarata;
c) delimitano una zona in base alla dichiarazione di
contaminazione di cui alla lettera a), alla determinazione
dell’entita’ della contaminazione probabile di cui alla lettera b) e
alla potenziale disseminazione dell’organismo nocivo, tenuto conto
delle disposizioni dell’allegato III, punto 2.

Art. 6.
Prove di laboratorio
1. I Servizi fitosanitari regionali prescrivono che, se dei tuberi
o delle piante sono stati dichiarati contaminati ai sensi dell’art.
5, lettere a) e b), le prove di cui all’art. 4, primo comma, vanno
effettuate anche su scorte di patate che hanno una relazione clonale
con quelle contaminate.
2. Le prove sono eseguite sul numero di tuberi o piante necessario
per stabilire l’origine probabile dell’infezione e l’entita’ della
contaminazione, preferibilmente secondo il grado di rischio.
3. Una volta effettuate le prove si procede, se del caso, a una
nuova dichiarazione di contaminazione, alla determinazione
dell’entita’ della contaminazione probabile e alla delimitazione di
una zona, ai sensi dell’art. 5.

Art. 7.
Interventi fitosanitari
1. I servizi fitosanitari regionali vietano la messa a dimora di
tuberi o piante:
a) dichiarati contaminati ai sensi dell’art. 5, lettere a) e b),
e dispongono che essi, sotto il loro controllo, siano distrutti o
siano altrimenti eliminati nel quadro di interventi sotto controllo
ufficiale, secondo quanto disposto nell’allegato IV, punto 1, sempre
che sia stata accertata l’inesistenza di rischi identificabili di
disseminazione dell’organismo nocivo;
b) ritenuti probabilmente contaminati ai sensi dell’art. 5,
lettere a) e b), e, fermo restando i risultati delle prove di cui
all’art. 6, per le scorte di piante in relazione clonale, provvedono
affinche’, sotto il loro controllo, detti tuberi o piante siano
destinati a un’utilizzazione idonea o vengano eliminati secondo
quanto disposto nell’allegato IV, punto 2, in condizioni tali da
escl…

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