MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 28 marzo 2008 | Ingegneri.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 28 marzo 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 28 marzo 2008 - Riconoscimento e controllo delle Organizzazioni dei produttori e delle associazioni dei produttori del settore ortofrutticolo. (GU n. 122 del 26-5-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 28 marzo 2008

Riconoscimento e controllo delle Organizzazioni dei produttori e
delle associazioni dei produttori del settore ortofrutticolo.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Visto il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre
1996, e le successive modifiche, relativo all’organizzazione del
mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli;
Visto il regolamento (CE) n. 1182/2007 del Consiglio del
26 settembre 2007, recante norme specifiche per il settore
ortofrutticolo, recante modifica delle direttive 2001/112/CE e
2001/113/CE e dei regolamenti (CEE) n. 827/68, (CE) n. 2200/96, (CE)
n. 2201/96, (CE) n. 2826/2000, (CE) n. 1782/2003 e (CE) n. 318/2006 e
che abroga il regolamento (CE) n. 2202/96;
Visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione del
21 dicembre 2007, recante modalita’ di applicazione dei regolamenti
(CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore
degli ortofrutticoli;
Vista la legge del 20 ottobre 1978, n. 674, recante norme
sull’associazionismo dei produttori agricoli;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea ed in particolare l’art. 4, che consente di
adottare con decreto, provvedimenti amministrativi direttamente
conseguenti a norme comunitarie di settore;
Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128 e successive modifiche,
recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alla Comunita’ europea;
Visto il decreto legislativo del 18 maggio 2001, n. 228 e
successive modifiche, concernente orientamento e modernizzazione del
settore agricolo, a norma della legge n 57 del 5 marzo 2001, art. 7;
Visto il decreto legislativo del 27 maggio 2005, n. 102, attuativo
delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 2, lettera e) della legge
7 marzo 2003, n. 38, in materia di regolazione dei mercati, ed in
particolare l’art. 3, comma 1 relativo alle forme giuridiche
societarie che le organizzazioni di produttori devono assumere, ai
fini del riconoscimento;
Considerato che le organizzazioni di produttori ortofrutticoli sono
regolamentate con normativa comunitaria e nazionale, distinta da
quella destinata alle organizzazioni di produttori degli altri
settori produttivi;
Considerato che e’ necessario fissare le procedure per il
riconoscimento delle organizzazioni dei produttori per prodotto o
gruppi di prodotti di cui all’art. 47 del regolamento CE n. 1182/07
del Consiglio, fissare il numero minimo di produttori e il valore
minimo di produzione commercializzata, fissare la percentuale di
vendita diretta della produzione da parte dei produttori aderenti
all’organizzazione, fissare il termine di preavviso del recesso e la
data in cui ha effetto il recesso, stabilire se membri non produttori
possano aderire ad una organizzazione di produttori e se una persona
fisica o giuridica che non e’ riconosciuta come organizzazione di
produttori possa essere membro di un’associazione di organizzazione
di produttori e determinare la percentuale dei diritti di voto degli
aderenti alla organizzazione di produttori.
Ritenuto necessario attuare i controlli sulle organizzazioni di
produttori, previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e dal
presente decreto, anche tramite l’utilizzo del Sistema integrato di
gestione e controllo (SIGC);
Considerato che le organizzazioni di produttori e le associazioni
di organizzazioni di produttori, gia’ riconosciute ai sensi del
regolamento CE n. 2200/96 prima della data di entrata in vigore del
nuovo regolamento del Consiglio, continueranno ad essere riconosciute
ai sensi del citato regolamento CE n. 1182/2007 e che, se necessario,
apporteranno adeguamenti ai nuovi requisiti entro il 31 dicembre
2010, come previsto all’art. 55, comma 2 del regolamento CE n.
1182/2007;
Ritenuto necessario assicurare un’adeguata attuazione nazionale
delle nuove disposizioni comunitarie;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
nella seduta del 20 marzo 2008;
Decreta:
Art. 1.
Riconoscimento di organizzazioni di produttori
1. E’ possibile riconoscere, su specifica richiesta, organizzazioni
di produttori per prodotto o gruppi di prodotti di cui all’art. 1,
paragrafo 2 del regolamento 2200/96 del Consiglio come modificato
dall’art. 47 del regolamento CE 1182/07 del Consiglio e/o per
prodotti destinati esclusivamente alla trasformazione.

Art. 2.
Dimensione minima delle organizzazioni di produttori
1. Ai fini del riconoscimento delle organizzazioni di produttori,
da parte delle regioni e delle province autonome, il numero minimo di
produttori e’ fissato a cinque. Il valore minimo di produzione
commercializzata per prodotto o gruppi di prodotti, di cui all’art.
47 del regolamento CE n. 1182/07 del Consiglio, e’ fissato
nell’allegata tabella 1.
2. Le organizzazioni di produttori possono includere il valore dei
«sotto-prodotti», come definiti all’art. 21, comma 1, lettera h) del
regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, nel valore della
produzione commercializzata;
3. Ai sensi dell’art. 52, comma 7 del regolamento CE n. 1580/2007
della Commissione, il valore della produzione commercializzata puo’
essere calcolato nella fase di uscita dalla filiale, purche’ almeno
il 90% del capitale della filiale appartenga all’organizzazione di
produttori o all’associazione di organizzazioni di produttori oppure,
previo consenso della regione o provincia autonoma competente, a
cooperative aderenti all’organizzazione di produttori o
all’associazione di organizzazioni di produttori, sempreche’ cio’
contribuisca al conseguimento degli obiettivi elencati all’art. 3,
paragrafo 1, lettere b) e c) del regolamento CE n. 1182/2007 del
Consiglio.
4. Le regioni e le province autonome possono stabilire il valore
minimo di produzione commercializzata a livelli piu’ elevati di
quelli di cui al comma 1 e ne danno comunicazione al Mi.p.a.a.f.
5. Le organizzazioni dei produttori, in precedenza riconosciute
sulla base di requisiti inferiori a quelli previsti nel presente
decreto, devono adeguarsi ai parametri di cui ai commi 1) e 2) entro
il 31 dicembre 2010. Le organizzazioni di produttori che, alla
scadenza del predetto periodo non dimostreranno di possedere i
requisiti minimi richiesti dal presente decreto, incorreranno nella
revoca del riconoscimento.
6. I gruppi di produttori, prericonosciuti ai sensi dell’art. 14
del regolamento CE n. 2200/96 sulla base di parametri inferiori a
quelli previsti dal presente decreto, possono ottenere il
riconoscimento, se soddisfano i requisiti per il riconoscimento
previsti dal regolamento CE n. 1182/07 del Consiglio e i parametri
minimi indicati ai precedenti commi 1) e 2). In ogni caso, gli stessi
gruppi di produttori potranno mantenere lo status di
prericonoscimento fino alla conclusione del piano di riconoscimento
approvato.

Art. 3.
Procedure per la verifica dei requisiti
per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori
1. La richiesta di riconoscimento, ai fini del presente decreto, e’
presentata da ciascuna organizzazione di produttori, a firma del
proprio legale rappresentante, alla regione o alla provincia
autonoma, di seguito denominata «Regione capofila», nel cui
territorio l’OP realizza la produzione allo stato fresco che concorre
a formare il maggior valore di produzione commercializzata, cosi’
come definita all’art. 26 del regolamento (CE) n. 1580/2007 della
Commissione. Alla richiesta di riconoscimento e’ allegata la
documentazione comprovante la presenza dei requisiti per il
riconoscimento previsti dal regolamento CE n. 1182/2007 del
Consiglio, il rispetto dei parametri minimi indicati ai commi 1) e 2)
dell’art. 2 del presente decreto nonche’ delle condizioni minime per
il riconoscimento stabilite nel presente decreto.
2. In caso di organizzazioni di produttori, gia’ riconosciute ai
sensi del regolamento CE n. 2200/96 prima della data di entrata in
vigore del regolamento CE 1182/2007, l’eventuale richiesta di
adeguamento al regolamento CE 1182/2007 del Consiglio dovra’ essere
supportata dalla documentazione comprovante la sussistenza dei nuovi
requisiti previsti dal medesimo regolamento.
3. Al fine di consentire alle regioni e alle province autonome
l’espletamento delle attivita’ di controllo previste per l’adozione
del provvedimento di riconoscimento, le organizzazioni di produttori
debbono preventivamente inserire sul SIAN le informazioni relative
all’anagrafica soci di tutti i produttori facenti parte delle
rispettive compagini sociali nonche’ le informazioni di cui ai
precedenti commi 1 e 2; i dati dell’Anagrafica Soci costituiscono
l’unico riferimento ufficiale.
4. Le regioni e province autonome verificano la presenza dei
requisiti, di cui al comma 1, sulla base della documentazione
presentata ed attraverso accertamenti in loco. In particolare detti
accertamenti riguardano:
a) il valore della produzione commercializzata, di cui al
comma 1, da prendere in considerazione ai fini del riconoscimento.
Nel caso di prodotti trasformati, – diversi dai prodotti di prima
trasformazione di cui all’art. 21, comma 1, lettera I), del
regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione – tale valore e’ pari
al 90% del fatturato per i prodotti surgelati, all’85% del fatturato
per i trasformati derivati da frutta e agrumi e all’80% del fatturato
per i trasformati derivati dal pomodoro ed altri ortaggi;
b) il rispetto delle condizioni previste dagli articoli 3 e 4 del
regolamento CE 1182/07 del Consiglio nonche’ l’assunzione della forma
giuridica societaria, prevista dall’art. 3, comma 1 del decreto
legislativo n. 102/2005;
c) la rispondenza delle superfici e delle relative produzioni
dichiarate dalle OP e’ effettuata mediante accertamenti in loco e
verifiche informatiche ed amministrative nell’ambito del Sistema
integrato di gestione e controllo (SIGC) e tramite verifica sul
catasto presente sul portale AGEA/SIAN, che interessano un campione
variabile, secondo le dimensioni dell’OP, non inferiore al 5% della
superficie dichiarata, fino a 1.000 ettari, e dall’1% in caso di
superfici eccedenti tale limite;
d) i risultati dei controlli svolti sul campione, di cui alla
lettera c), vengono estesi, per proiezione, alla totalita’ dei
produttori aderenti all’OP richiedente il riconoscimento ed alle
relative superfici e produzioni dichiarate, al fine di stabilire il
rispetto dei requisiti prescritti.
5. Le regioni e le province autonome svolgono le attivita’, di cui
al comma 4, in tempo utile per poter assumere la decisione in merito
al riconoscimento entro tre mesi dalla richiesta, ai sensi dell’art.
4, paragrafo 2, lettera a) del regolamento n. 1182/07 del Consiglio.
Qualora ricorrano obiettive condizioni di difficolta’ operativa per
l’effettuazione degli accertamenti, ovvero ricorrano le condizioni di
cui al comma 6, fermo restando il rispetto del termine per il
riconoscimento, gli accertamenti medesimi possono essere conclusi
entro il sesto mese successivo alla data del riconoscimento; in tal
caso l’OP beneficia di eventuali aiuti ad avvenuta conclusione degli
accertamenti. Gli accertamenti a campione riguardano i dati
anagrafici e catastali dichiarati e le superfici.
6. Qualora l’OP abbia soci in piu’ regioni o province autonome, i
relativi accertamenti saranno effettuati dalle regioni competenti su
richiesta della regione capofila secondo il campione di cui al
comma 4, lettera c); nel caso in cui la regione non corrisponda alla
richiesta di accertamento entro il termine di trenta giorni, o
qualora comunichi l’impossibilita’ di assolvere alla richiesta entro
tale termine, la regione capofila, sentita la regione competente,
individua le procedure necessarie al soddisfacimento dell’istruttoria
stessa, prevedendo, se del caso, di effettuare gli accertamenti
ritenuti necessari.
7. Le regioni e le province autonome comunicano il riconoscimento
delle OP al Ministero e all’A.G.E.A. entro trenta giorni dalla data
del riconoscimento stesso.

Art. 4.
Periodo minimo di adesione
1. La durata minima dell’adesione di un socio nell’ambito di una
organizzazione di produttori non puo’ essere inferiore ad un anno.
Tuttavia, in caso di presentazione di un programma operativo, nessun
aderente all’O.P. puo’ liberarsi dagli obblighi derivanti da detto
programma nel corso della sua attuazione, salvo autorizzazione
dell’organizzazione di produttori.
2. Il recesso dell’aderente viene comunicato per iscritto
all’organizzazione di produttori almeno sei mesi prima ed ha
decorrenza dalla chiusura dell’esercizio finanziario.
3. Il recesso del socio, quando finalizzato al conferimento di uno
specifico prodotto verso un’altra O.P., deve essere espressamente
autorizzato dalla O.P. di appartenenza, a norma dello statuto e/o
regolamento, qualora presente.

Art. 5.
Vendita diretta della produzione
1. Ai sensi dell’art. 3, comma 3, lettera a) del regolamento CE n.
1182/07 del Consiglio, i produttori aderenti all’organizzazione –
previa autorizzazione dell’organizzazione dei produttori e nel
rispetto delle condizioni da essa stabilite con norma statutaria o
regolamento – possono vendere direttamente al consumatore, per il suo
fabbisogno personale, presso la propria azienda e/o altrove, una
percentuale non superiore al 15% della loro produzione e/o dei loro
prodotti.

Art. 6.
Riconoscimento delle associazioni
di organizzazioni di produttori
1. Per quanto attiene alle associazioni di organizzazioni di
produttori, di seguito denominate «AOP», la richiesta di
riconoscimento, ai sensi del presente decreto e in conformita’ con
l’art. 5 del regolamento CE n. 1182/07 del Consiglio, e’ presentata
alla regione o alla provincia autonoma nel cui territorio l’AOP
realizza la produzione allo stato fresco che concorre a formare il
maggior valore di produzione commercializzata, cosi’ come definita
dall’art. 26 del regolamento CE n. 1580/2007 della Commissione.
2. Le AOP, la cui forma societaria e’ stabilita ai sensi dell’art.
3, comma 1 del decreto legislativo n. 102/2005, sono costituite da
almeno due organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi del
regolamento CE n. 1182/07 del Consiglio o del regolamento CE n.
2200/96 del Consiglio e possono associare anche gruppi di produttori
prericonosciuti ai sensi dell’art. 38 del regolamento (CE) n.
1580/2007 della Commissione; a tal fine il riconoscimento e il
prericonoscimento delle OP aderenti nonche’ la loro funzionalita’
sono attestate dalla regione o provincia autonoma competente.
3. Una persona fisica o giuridica che non sia riconosciuta come
organizzazione di produttori puo’ essere socia di un’AOP, con i
limiti di cui all’art. 36, comma 2 del regolamento CE n. 1580/2007
della Commissione. Le predette persone fisiche o giuridiche, in ogni
caso, non possono detenere, complessivamente, piu’ del 10% delle
quote sociali con diritto di voto dell’AOP.

Art. 7.
Procedure per la verifica dei requisiti per il prericonoscimento dei
gruppi di produttori e accertamenti sull’esecuzione dei piani di
riconoscimento
1. Le regioni e le province autonome, all’atto della ricezione
della domanda presentata dai gruppi di produttori, che intendono
ottenere il prericonoscimento ai sensi dall’art. 38 e seguenti del
regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, accertano il
possesso dei requisiti richiesti dalla regolamentazione comunitaria e
nazionale, ivi compresi i parametri minimi, pari al 50% di quelli
indicati per il riconoscimento delle OP, unitamente alla conformita’
del piano di riconoscimento ai sensi del regolamento (CE) n. 1182/07.
Per gli accertamenti relativi al prericonoscimento dei gruppi di
produttori, si applicano le procedure di cui all’art. 3.
2. Le regioni e le province autonome informano, entro trenta
giorni, il Ministero delle politiche agricole e forestali e
l’A.G.E.A. dell’avvenuto prericonoscimento dei gruppi di produttori.
3. Gli accertamenti sull’esecuzione dei piani di riconoscimento
verificano il rispetto del programma di progressivo adeguamento ai
parametri necessari al riconoscimento di cui al regolamento CE n.
1182/07 del Consiglio; qualora i risultati di un gruppo di produttori
al termine della prima, seconda, terza e quarta annualita’ di
riferimento evidenzino uno scostamento rispettivamente del 30%, 20%,
10% e 10% inferiore agli obiettivi, stabiliti in termini di soci e
valore della produzione commercializzata, le regioni e le province
autonome, fatte salve le cause di forza maggiore o condizioni
eccezionali, procedono alla revoca del prericonoscimento.

Art. 8.
Membri non produttori
1. Una persona fisica o giuridica che non sia un produttore, come
definito dall’art. 21, comma 1, lettera a) del regolamento (CE) n.
1580/2007 della Commissione, puo’ essere accolta come aderente ad una
organizzazione di produttori, nel rispetto delle condizioni stabilite
dall’art. 32, comma 3 del regolamento n. 1580/2007.
2. I soci non produttori non possono possedere, complessivamente,
piu’ del 10% delle quote sociali con diritto di voto dell’OP. Tale
previsione deve essere statutariamente prevista.
3. In ogni caso, i soci non produttori non possono partecipare al
voto per le decisioni relative al fondo di esercizio e non devono
svolgere attivita’ concorrenziali con quelle dell’O.P.

Art. 9.
Controllo democratico delle organizzazioni di produttori
1. Ferma restando la necessita’ che l’organizzazione dei produttori
assicuri ai soci produttori il controllo democratico delle decisioni
da attuare in materia di gestione e funzionamento della
organizzazione di produttori ed in conformita’ con la legislazione
societaria vigente, un unico socio non puo’ detenere piu’ del 35%
delle quote sociali con diritto di voto dell’OP e/o dei diritti di
voto dell’O.P.

Art. 10.
Verifica del funzionamento delle organizzazioni di produttori e delle
associazioni di organizzazioni di produttori
1. Ai fini del presente decreto ed ai sensi dell’art. 145 del
regolamento CE n. 1580/2007 della Commissione, le regioni e le
province autonome verificano il funzionamento delle organizzazioni di
produttori e delle loro associazioni, che hanno presentato domande di
aiuto per i programmi operativi, in conformita’ con quanto previsto
dall’art. 108 del regolamento CE n. 1580/2007 della Commissione. In
caso di O.P. o A.O.P. che non hanno presentato domande di aiuto, le
stesse saranno oggetto di controllo almeno una volta ogni tre anni.
I predetti controlli saranno, tra l’altro, effettuati anche
attraverso l’esame di documentazione amministrativa e contabile, in
particolare relativa a:
a) libro soci;
b) bilanci redatti conformemente al decreto legislativo
17 gennaio 2003, n. 6;
c) catastini;
d) principali deliberazioni degli organi sociali;
e) resoconti sull’attivita’ svolta.
Tale documentazione e’ fornita dalle OP e dalle AOP, anche su base
informatica, secondo i criteri temporali stabiliti dalle regioni e
dalle province autonome competenti, di concerto con AGEA.
2. Le OP, oltre alla documentazione di cui al comma 1, al fine
della verifica del corretto funzionamento, mettono a disposizione
delle autorita’ nazionali competenti i documenti relativi alla
produzione prevista e conferita da ciascun singolo produttore oltre
che acquistata, sia direttamente dall’OP che dai soci produttori,
distinta per tipologia e quantita’, e alla produzione
commercializzata, distinta per tipologia, quantita’, valore e
destinazione, comunicando alle regioni e alle province autonome
competenti, con cadenza almeno annuale, le variazioni intervenute
nella compagine sociale e nelle superfici produttive.
3. Le verifiche sulla documentazione di cui ai commi 1 e 2, hanno
in particolare lo scopo di accertare:
a) la permanenza dei requisiti richiesti per il riconoscimento;
b) l’esatta osservanza delle norme comunitarie, nazionali e
regionali che regolano l’attivita’ delle organizzazioni dei
produttori ortofrutticoli;
c) l’utilizzo dei finanziamenti pubblici, di cui al regolamento
(CE) n. 1580/2007 della Commissione;
d) la validita’ dell’azione svolta ed il raggiungimento degli
obiettivi prefissati;
e) la regolare tenuta della documentazione relativa alla
produzione conferita, acquistata e a quella commercializzata.
f) che lo Statuto assicuri il controllo democratico della O.P. ed
eviti abusi di potere o di influenza di uno o piu’ produttori in
relazione alla gestione e al funzionamento dell’organizzazione.
4. Nell’ambito della verifica, di cui alla lettera a) del comma 3,
il valore della produzione da prendere in considerazione e’ quello
ottenuto dalla vendita diretta dei prodotti conferiti dai propri
soci, desunta dalla fatturazione della OP e/o dei propri soci e/o
filiale.
5. Gli accertamenti in loco sulla consistenza delle superfici,
finalizzati, in particolare, alla verifica del valore della
produzione conferita, interessano un campione non inferiore all’1%
del valore della produzione. La percentuale dei produttori
interessati ai controlli e’ stabilita dalle regioni e dalle province
autonome, tenuto conto delle situazioni locali.
6. Le regioni pongono in essere anche gli accertamenti relativi
all’anagrafe dei produttori, ai riferimenti catastali dei terreni ed
alle eventuali adesioni di produttori a due o piu’ OP per lo stesso
prodotto, utilizzando la procedura anagrafica soci di cui all’art. 3,
comma 3.
7. Le verifiche in loco, su aziende o strutture situate in regioni
diverse da quella dove ha sede l’OP, sono svolte dalle regioni
competenti per territorio, su richiesta della regione capofila,
secondo la procedura di cui all’art. 3, comma 5.
8. Le regioni e le province autonome verificano il corretto
utilizzo dei finanziamenti pubblici, erogati ai sensi del regolamento
CE n. 1182/2007 e del regolamento CE n. 1580/2007, da parte delle OP,
anche ai fini di una eventuale revoca o sospensione del
riconoscimento, comunicando l’esito dei controlli e gli eventuali
provvedimenti adottati al Ministero.
9. Le AOP sono soggette alle verifiche, di cui ai commi 1, 2, 3 e
4, in relazione all’attivita’ svolta ai sensi dell’art. 5 del
regolamento CE n. 1182/07 del Consiglio e dell’art. 34 del
regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione.

Art. 11.
Fatturazione delegata ai soci
1. Le regioni e le province autonome possono, fino al 31 dicembre
2010, autorizzare le OP a consentire, nell’ambito della
commercializzazione diretta, la fatturazione ai propri soci; dal 1°
gennaio 2011, la delega alla fatturazione non potra’ superare il 40%
del valore della produzione commercializzata dell’O.P. In ogni caso
la fatturazione delegata e’ ammessa quando ricorre una documentata
azione di concentrazione dell’offerta e di politica unitaria di
vendita e purche’ sia rispettata la fatturazione diretta del
parametro minimo di commercializzazione necessario per il
riconoscimento.
2. In caso di fatturazione delegata, di cui al comma 1, sono
soddisfatte le seguenti condizioni:
a) gli associati alle OP sono organizzati in forme societarie che
gia’ esercitano un’efficace concentrazione di prodotto e di
valorizzazione dell’offerta;
b) e’ costituito un ufficio commerciale presso la struttura
principale della OP;
c) qualora l’attivita’ di commercializzazione viene svolta presso
le sedi degli associati, il personale eventualmente non dipendente
dall’OP, per agire in nome e per conto della OP medesima, e’ da
questa appositamente delegato;
d) ogni operazione di vendita e’ acquisita agli atti dell’ufficio
commerciale dell’organizzazione dei produttori;
e) le transazioni risultano da ogni singola conferma di vendita;
f) le fatture di vendita sono registrate ed il loro importo
iscritto nel volume di affari del bilancio ufficiale delle OP, tra i
conti d’ordine;
g) la contrattazione e le condizioni di vendita sono definite
dall’ufficio commerciale delle organizzazioni dei produttori.
3. Le fasi della programmazione della produzione e delle vendite
sono di esclusiva competenza delle organizzazioni dei produttori che,
in caso promuovano la costituzione di societa’ di commercializzazione
e trasformazione, ne sono soci di maggioranza.

Art. 12.
Disposizioni generali e transitorie
1. Al fine di espletare le proprie funzioni di autorita’
responsabile dei controlli, il Ministero puo’ effettuare, previo
accordo con le regioni e le province autonome interessate e in
collaborazione con le medesime, gli accertamenti, ritenuti necessari
per la verifica della corretta applicazione della normativa
comunitaria e nazionale e delle modalita’ di controllo.
2. Per l’espletamento dei controlli richiamati nel presente
provvedimento, le regioni e le province autonome si attengono a
specifiche procedure nazionali e regionali.
3. Salvo il verificarsi di eventi eccezionali, in caso di OP con
soci in piu’ regioni o province, la realizzazione, per due anni
consecutivi della produzione che concorre a formare il maggiore
valore di produzione commercializzata in una regione diversa dalla
capofila che ha operato il riconoscimento, comporta il passaggio
delle specifiche competenze; la regione che subentra in tali
competenze, accertata la regolarita’ delle procedure, iscrive l’OP
nel proprio elenco regionale.
4. Entro sessanta giorni dal verificarsi delle condizioni di cui al
comma 3, la regione capofila che ha operato il riconoscimento e’
tenuta a darne comunicazione alla regione interessata, al Mi.P.A.A.F.
ed all’AGEA;
5. Il Ministero provvede all’istituzione di un elenco nazionale
delle OP, delle AOP e dei GP.
6. Tutti i controlli previsti nel presente decreto saranno
effettuati anche tramite l’accesso alla Banca dati SIAN.
7. Le disposizioni relative all’inosservanza dei criteri di
riconoscimento e alle relative sanzioni sono previste dagli
articoli 116 e 117 del regolamento CE n. 1580/2007, fatte salve le
sanzioni nazionali da irrogare ai sensi dell’art. 146 del regolamento
CE n. 1580/2007 della Commissione.
8. E’ abrogato il decreto ministeriale prot. n. 923 del 31 luglio
2004, recante disposizioni per il riconoscimento ed il controllo
delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli previste dal
regolamento CE 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre 1996.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione ed entrera’ in vigore il giorno successivo a quello
della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 28 marzo 2008
Il Ministro: De Castro
Registrato alla Corte dei conti l’8 maggio 2008
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 2, foglio n. 2

Tabella 1

—-> Vedere tabella a pag. 25

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 28 marzo 2008

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