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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 10 marzo 2003: Modifica al disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita 'Chianti'. (GU n. 73 del 28-3-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 10 marzo 2003

Modifica al disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata e garantita “Chianti”.

IL DIRETTORE GENERALE
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari
e la tutela del consumatore
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina
delle denominazioni di origine dei vini;
Visti i decreti di attuazione, finora emanati, della predetta
legge;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la
disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di
origine dei vini;
Visto il decreto 27 marzo 2001, n. 122, recante disposizioni
modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore
agricolo e forestale;
Visto il decreto ministeriale del 5 agosto 1996, con il quale e’
stata riconosciuta la denominazione di origine controllata e
garantita dei vini “Chianti” ed e’ stato approvato il relativo
disciplinare di produzione;
Vista la domanda presentata dal Consorzio del Chianti intesa ad
ottenere la modifica del disciplinare di produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita “Chianti”;
Visto il parere favorevole della regione Toscana sulla citata
domanda;
Visti il parere del Comitato nazionale per la tutela e la
valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e la proposta di
modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata “Chianti”, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 194 dell’8 agosto 2002;
Visto il parere integrativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 17 del 17 gennaio 2003;
Ritenuto pertanto necessario procedere alla modifica del
disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine
controllata e garantita “Chianti” ed all’approvazione del relativo
disciplinare di produzione dei vini in argomento, in conformita’ al
parere espresso ed alla proposta formulata dal citato Comitato;
Decreta:
Art. 1.
Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine
controllata e garantita “Chianti”, riconosciuto con decreto
ministeriale del 5 agosto 1996, e successive modifiche, e’ sostituito
per intero dal testo annesso al presente decreto le cui disposizioni
entrano in vigore a partire dalla vendemmia 2003.

Art. 2.
I soggetti che intendono porre in commercio, a partire gia’ dalla
vendemmia 2003, i vini a denominazione di origine controllata e
garantita “Chianti”, provenienti da vigneti non ancora iscritti,
conformemente alle disposizioni del relativo disciplinare di
produzione, sono tenuti ad effettuare, ai sensi e per gli effetti
dell’art. 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, la denuncia dei
rispettivi terreni vitati ai fini dell’iscrizione dei medesimi
all’apposito Albo dei vigneti della denominazione di origine
controllata e garantita “Chianti” entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione del presente decreto.
In deroga all’art. 2 del disciplinare di produzione annesso al
presente decreto, possono essere iscritti, fino al 30 aprile 2004,
all’Albo dei vigneti della DOCG “Chianti” Superiore i vigneti, gia’
impiantati precedentemente all’entrata in vigore del presente
decreto.

Art. 3.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce
per il consumo vini con la denominazione di origine controllata e
garantita “Chianti” e’ tenuto a norma di legge, all’osservanza delle
condizioni e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di
produzione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 10 marzo 2003
Il direttore generale: Abate

Allegato
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI
A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA
E GARANTITA “CHIANTI”
Art. 1.
La denominazione di origine controllata e garantita “Chianti” e’
riservata ai vini “Chianti”, gia’ riconosciuti a denominazione di
origine controllata con decreto del Presidente della Repubblica
9 agosto 1967, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2.
I vini “Chianti” devono essere ottenuti da uve prodotte nella
zona di produzione delimitata nel successivo art. 3 e provenienti da
vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione di
vitigni:
Sangiovese: minimo 75%;
Canaiolo nero: fino al 10%;
Trebbiano toscano e Malvasia del Chianti singolarmente o
congiuntamente: fino al 10%.
Possono inoltre concorrere alla produzione le uve a bacca rossa
provenienti dai vitigni idonei alla coltivazione nelle unita’
amministrative della zona di produzione delle uve e presenti nei
vigneti nella misura massima del 15% del totale delle viti per il
vino “Chianti” e del 20% per i vini “Chianti” con riferimento alle
sottozone e alla specificazione aggiuntiva “Superiore” purche’ non
venga superato il limite del 10% per ogni singolo vitigno e non
modifichino le caratteristiche specifiche del “Chianti”, anche con
riferimento a sottozone e specificazioni aggiuntive.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di
potatura debbono essere tali da non modificare le caratteristiche
peculiari dell’uva e del vino. In particolare e’ vietata ogni forma
di allevamento su tetto orizzontale tipo tendone. E’ vietata
qualsiasi pratica di forzatura.
La produzione massima di uve ammesse per la produzione del vino
“Chianti” non deve essere in media superiore a kg 4 per ceppo e con
produzione massima di 90 quintali per ettaro di vigneto in coltura
specializzata.
Per la produzione del vino a denominazione di origine controllata
e garantita “Chianti” con riferimento alle sottozone “Colli Aretini,
“Colli Fiorentini”, “Colli Senesi”, “Colline Pisane”, “Montalbano”,
“Rufina” e “Montespertoli”, i suddetti limiti sono fissati mediamente
a kg 3 per ceppo e rispettivamente a quintali 80 per ettaro di
coltura specializzata.
Per il vino “Chianti” Superiore la resa e’ ridotta a quintali 75
per ettaro.
I nuovi impianti devono essere realizzati con almeno 3.300 viti
per ettaro, e non potranno produrre mediamente piu’ di kg 3,00 di uva
per ceppo.
Per il “Chianti” Superiore i nuovi impianti devono essere
realizzati con almeno 4000 viti per ettaro e non potranno produrre
mediamente piu’ di kg 2,2 di uva per ceppo.
Per gli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del
presente disciplinare di produzione con numero di ceppi inferiore a
3.300 la produzione massima per ceppo e’ mediamente kg 5.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da
destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata e garantita “Chianti” devono essere riportati nei limiti
di cui sopra purche’ la produzione globale non superi del 20% i
limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i
quantitativi di cui trattasi.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore
al 70%. Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma
non oltre il 75%, l’eccedenza non avra’ diritto alla denominazione di
origine controllata e garantita; oltre detto limite percentuale,
decade il diritto alla denominazione di origine controllata e
garantita per tutto il prodotto.
La regione Toscana, con proprio decreto, sentite le
organizzazioni di categoria interessate, puo’ stabilire di anno in
anno, prima della vendemmia, un limite massimo di produzione di uva
per ettaro inferiore a quello fissato nel presente disciplinare. Di
tali provvedimenti verra’ data comunicazione immediata al Ministero
delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la
tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche tipiche dei vini – ed alle Camere di
commercio competenti.
Non si potranno produrre “Chianti” e “Chianti” Superiore dai
vigneti iscritti all’albo dei vigneti del “Chianti Classico”.
In deroga a tale divieto e’ tuttavia consentito che
contemporaneamente alla denuncia delle uve o alla dichiarazione della
produzione del vino di cui all’art. 16 della legge 10 febbraio 1992,
n. 164, e comunque entro e non oltre il 15 dicembre dell’anno del
raccolto, i produttori dell’uva o del vino possano rinunciare alla
specificazione “Classico” nei confronti della denominazione generale
“Chianti” e in quanto esista la compatibilita’ per base
ampelografica. Tale rinuncia, che e’ irrevocabile per l’annata di
riferimento, e’ relativa a tutta o a parte della produzione aziendale
e comporta separata annotazione della quantita’ e dei vasi vinari in
cui essa e’ conservata nel registro di produzione o di carico e
scarico.
Entro lo stesso termine del 15 dicembre il produttore dell’uva o
del vino deve comunicare gli estremi delle predette quantita’
all’Ispettorato repressione frodi, alle Camere di commercio
detentrici dell’Albo del “Chianti” e del “Chianti Classico”,
competenti per territorio.
Art. 3.
La zona di…

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